NAPOLITANO ?? BOCCIATO SENZA APPELLO

Rubrica: AltreStorie
Autore: pino galluccio

La protesta che gira sul web contro l'affossamento della scuola pubblica (perchè di questo si tratta, la parola riforma è una stronzata) ha avuto ampio successo.
Successo nei numeri, perchè Napolitano è stato costretto a rispondere pubblicamente. Quindi è un tipo di protesta da incentivare, aldilà del risultato.

napolitano.jpg"Pur nella viva attenzione e comprensione, da parte del presidente, per le motivazioni di tali appelli - prosegue il comunicato - si deve rilevare innanzitutto che il Parlamento non ha ancora concluso l'esame del provvedimento in questione. Inoltre, secondo la Costituzione italiana, e' il governo che si assume la responsabilita' del merito delle sue scelte politiche e dei provvedimenti di legge sottoposti al Parlamento, che possono essere contrastati e respinti, o modificati, solo nel Parlamento stesso". "Il capo dello Stato - sottolinea il Quirinale - non puo' esercitare ruoli che la Costituzione non gli attribuisce: la stessa facolta' di chiedere alle Camere una nuova deliberazione sulle leggi approvate incontra limiti temporali oggettivi nel caso della conversione di decreti-legge, ed il presidente ha in ogni caso l'obbligo di promulgare le leggi, qualora le stesse siano nuovamente approvate, anche nel medesimo testo". (da rainews 24) Che Napolitano non sarebbe intervenuto l'avevo scritto. Come avevo scritto che Napolitano avrebbe fatto perfino rimpiangere il silente-assente Ciampi. Napolitano non è silente, anzi parla troppo, ma fino ad ora ha molto deluso non concludendo niente. Da un ex PCI, da un uomo di sinistra ci si sarebbe aspettato molto di più. Non ha fatto un fiato sul lodo Alfano, nonostante fior di costituzionalisti ne avessero segnalato la dubbia costituzionalità.

Certo il PdR ha poteri limitati. Se rifiuta di firmare una legge, in seconda lettura deve farlo comunque. Può intervenire non firmando solo a ragion veduta (violazioni della costituzione, mancanza di copertura finanziaria, illegittimità, mancanza di urgenza per i decreti...).
Ma la facoltà di interpretazione è ampia.

Ad esempio il diritto all'istruzione è costituzionalmente garantito dall'art 9, 33 e, soprattutto, dall'art 34 [*].

Se il decreto della Gelmini punta chiaramente, come secondo me e molti altri fa, allo smantellamento della scuola pubblica è palesemente incostituzionale. Tagliare i fondi produce un danno al diritto all'istruzione, quindi il decreto è attaccabile, seppur strumentalmente, sotto questo profilo. Una bocciatura in prima lettura solleverebbe un caso, aprirebbe gli occhi alla gente, costringerebbe a postecipare i tempi di attuazione...Insomma Napolitano dovrebbe fare quanto in suo potere per impedire l'affossamento della pubblica istruzione. Senza esporsi troppo IL PdR potrebbe mandare un messaggi alla Camere, almeno per rendere chiaro che questa in ballo non è una riforma, ma l'avvio della distruzione definitiva della scuola. La verità è che Napolitano aveva già detto che : "I tagli sono necessari" avallando sostanzialmente la cosa. A me disturba pure molto il senso di fastidio dimostrato da Napolitano. Come gli altri politici dimostra mancanza di rispetto per i cittadini di cui, dovrebbe essere il servitore. Invece come tutti i politici dimostra arroganza. Difende il sistema di cui fa parte e non gli interessi generali che, in questo caso, sono per una scuola pubblica migliore, che funzioni davvero, di più e metta i cittadini italiani in grado di competere con quelli esteri sul piano della qualità dell'istruzione. Napolitano? Bocciato senza appello.



giuseppe galluccio 14/10/08

Art 9 - La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.


Art 33 - L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sulla istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali. E' prescritto un esame di Stato per la ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale. Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.
[*] Art 34 - La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.

Published:  24 Oct 2008