logo

Rivista di fisica, didattica della fisica, storia della fisica, fisica e filosofia,
problemi della scuola, ambiente, fede e ragione, varia umanità

di Roberto Renzetti

 Login
Nome utente:

Password:


Hai perso la password?

Registrati ora! Attenzione: per inviare commenti agli articoli e notizie in SpazioAperto è necessario registrarsi
 8 per mille:
 Menù principale
Home

Archivio mensile editoriali

Rubriche SpazioAmici

Chi sono

Contattami

FAQs

 

La rivista elettronica FISICAMENTE è nata per raccogliere la trascrizione degli oltre cento articoli da me scritti e pubblicati nell’ambito della mia attività di docente e ricercatore. A questi lavori ne aggiungerò via via degli altri che scriverò, quelli di vari collaboratori ed altri che riterrò di interesse.

FISICAMENTE è aperta ad ogni collaborazione sui temi trattati. Chi vorrà potrà inviarmi i suoi lavori che saranno valutati per l’eventuale pubblicazione che avverrà comunque sotto la completa responsabilità degli autori senza che essa impegni in alcun modo la rivista. Una sola e semplice avvertenza: quanto qui riportato non è soggetto a diritti d’autore ma non è utilizzabile a fini commerciali. Si richiede a chi usi queste pagine la sola cortesia di citarne la fonte:

www.fisicamente.net

 Roberto Renzetti

PS. Non inviate quesiti e problemi di fisica da risolvere così come l’elaborazione di nuove ed importanti teorie non altrove comprese. Non sono in grado di risolvere problemi o giudicare teorie.

VAI ALLA POLICY


Impresentabili : ANCORA VELTRONI
Inviato da RR il 12/2/2008 20:18:19 (1337 letture)

Questo articolo è un esempio magistrale di ottimo giornalismo di indagine. Poiché riguarda zone che conosco bene so quanto deve essere costato il far luce. So anche che i cittadini della zona vengono continuamente presi in giro da un Municipio, il XVI, gestito dal PD e in grande sintonia con pretume e monacume vario (si 'regalano' case di proprietà del comune a Suor Paola perché i preti non dispongono ...)ma totalmente inadempiente con i cittadini ed i loro gravi problemi.

R.R.
_______________________

Da qui al voto, «la questione capitale» Quando a beneficiare dell'emergenza securitaria sono i «palazzinari»

Dietro lo sgombero l'affare «mattone»

Un campo nomadi costruito nel 2001 per ospitare rom sgomberati, costato più di 500 mila euro, ora viene chiuso con la forza: per far posto a una mega-lottizzazione edilizia, con il comune di Roma che asseconda i costruttori e dà loro in premio 41mila metri cubi di volumetrie. In attesa del piano regolatore
Riccardo Iori

Roma Una ex zona verde di Roma pronta a diventare un nuovo quartiere residenziale all'interno di un territorio che sarà sommerso da milioni di cubature di cemento. In mezzo i rom, scomode ma convenienti comparse, di passaggio in un quadro del quale non potevano assolutamente far parte. E' la storia del campo di Villa Troili, conclusasi il 9 marzo 2007 con il suo smantellamento definitivo, e iniziata con un altro sgombero, l'8 agosto del 2001, quando un'ordinanza dell'allora prefetto di Roma, Giuseppe Romano, decide per l'evacuazione immediata di uno stabile di Tor Carbone, in XI Municipio, immobile dichiarato inagibile dai vigili del fuoco sei mesi prima. I 170 rom romeni, di cui circa 60 minori, sono spostati all'interno del terreno sul quale sorgeva la caserma Bellosguardo, un'ex stazione radio dismessa dell'esercito, che si trova sulla strada di via di Villa Troili, nel XVI Municipio, zona ovest della capitale. Nelle intenzioni del Comune in quel luogo doveva nascere un «Centro di accoglienza temporanea per profughi curdi», per il quale era già pronto un progetto di ristrutturazione dei due piccoli fabbricati presenti. Il programma viene accantonato e, anziché recuperare ugualmente gli immobili già esistenti, si decide per l'acquisto e la posa in opera di unità abitative mobili, ossia dei container dei quali i rom pare non possano fare a meno. Con una determinazione dirigenziale dell'Ufficio Speciale Immigrazione del Dipartimento V del Comune di Roma si stanziano 201.418 euro, allora 390 milioni di lire, per il loro acquisto.
E' solo il primo di una serie di investimenti che il Comune inizia a operare su quel campo. Dallo stesso Ufficio Speciale e in un secondo momento dall'Ufficio Nomadi, che nasce all'interno del V Dipartimento, escono altre determinazioni dirigenziali. Alla Chebesà scsrl Onlus arrivano, tra il 2003 e il 2004, 86.000 euro per la realizzazione dell'allaccio in fogna, per lavori di bonifica e manutenzione e per quelli relativi alle operazioni di sgombero di occupanti abusivi, sistematisi nel frattempo nelle zone limitrofe al campo autorizzato. Alla Co.Ge.A. srl, società cagliaritana, arrivano, nell'ottobre 2004, 124.000 euro per la realizzazione di due locali adibiti a servizi igienici, per la fornitura di acqua potabile e per la pulizia dell'area esterna al campo. La Gefacos srl è liquidata con 84.989 euro tra il 2004 e il 2005 per gli interventi connessi alle operazioni di sgombero degli occupanti abusivi. La Bottega Solidale coop. soc. arl riceve, nel dicembre del 2005, 46.143 euro per interventi di manutenzione straordinaria nel campo, ma in questa cifra rientra anche il compenso per la bonifica dell'area denominata Canale Vallerano, presso la via Cristoforo Colombo, dove nel frattempo sono state demolite alcune baracche. A tali spese si vanno ad aggiungere altri pagamenti comunali per il servizio di vigilanza, affidato ad organizzazioni legate alla Protezione Civile.
Malgrado questo dispiego di fondi ed energie, la parabola del campo è breve e in meno di sei anni conosce la sua fine.
Sia per Fabio Bellini che per Maurizio Bartolucci, rispettivamente presidente e assessore alle politiche sociali del XVI, in un primo momento quella di Villa Troili fu un'esperienza esemplare, nella quale si è dimostrata, secondo Bellini, «la possibilità di realizzare ambienti vivibili se mantieni un modello non enorme, così come era all'inizio l'insediamento».
Dai fondi agli sgomberi
Ma non ci vuole molto perché la situazione cambi. Malgrado gli investimenti comunali, gli sgomberi sembrano non bastare e il campo comincia ad allargarsi, fino a diventare un problema per il quartiere. E' di quel periodo il forte afflusso di rom rumeni nella capitale, che in questo Municipio si muovono fra il Roma Residence - il famigerato «Bravetta» - Villa Troili e la vicina zona boscosa di via degli Aldobrandeschi, in un continuo andirivieni dettato dagli sgomberi comunali. I rom aumentano, ai comitati di quartiere che chiedono lo smantellamento del campo si affiancano gruppuscoli di estrema destra che imbrattano i muri invocando «l'allontanamento degli zingari», dal «settore 021», un gruppo di ultras della Roma, alla «Legio Aurelia». Oltre alla presenza scomoda del Residence, questo Municipio convive con la più grande discarica d'Europa, quella di Malagrotta, e ospita la Raffineria di Roma e l'impianto di termovalorizzazione dei rifiuti ospedalieri. Di fronte a tante grane che affliggono cittadini e amministrazione, quella di Villa Troili è forse la meno importante, ma anche la più risolvibile, e il 9 marzo dell'anno appena trascorso avviene lo sgombero definitivo con la conseguente frantumazione della comunità, che ormai aveva raggiunto circa le 500 unità. «Era scaduto il tempo sociale di quel campo», sono le parole di Bellini.
Dove sono finiti i nomadi
E' Anna Luisa Longo, consigliere nazionale di Opera Nomadi e presenza attiva a Villa Troili durante l'esistenza dell'insediamento, ad elencare i mille rivoli nei quali la comunità rom si disperde: «Un centinaio sono andati in via della Cesarina, in IV Municipio, 50 al Camping River, 30 donne sono state inserite nel Circuito Madre-Bambino del Comune di Roma e 20 persone nel campo di Salone». Gli altri, quelli che mancano all'appello, sono tornati invisibili o hanno trovato una soluzione di pochi mesi, chi tornando al Residence, che è stato definitivamente chiuso ad agosto, chi nella vicina macchia di via degli Aldobrandeschi, dentro baracche smobilitate il 29 novembre ultimo scorso.
L'opera di dispersione e marginalizzazione del popolo rom da parte dell'amministrazione capitolina prosegue; l'emergenza sociale è il motivo che permette inderogabilmente nuovi sgomberi e smantellamenti. Intanto nell'area circostante a dove si trovava il campo, l'edificazione di un complesso residenziale composto da sette palazzine è in atto. Praticamente in contemporanea allo sgombero, nella zona nord-est sono iniziati i rilievi archeologici, mentre già in estate nella zona sud, quella che confina con via della Vignaccia, è nato un cantiere. Quella particella catastale, sulla quale sorgeranno circa 60.000 metri cubi di costruito, era fino a pochi anni fa adibita ad uso seminativo, poi un cambio di destinazione d'uso l'ha resa edificabile. Il progetto, che prevede anche la nascita di una piazza, un campo sportivo e una struttura socio-sanitaria, sarebbe già stato in programma prima della nascita del campo nomadi. Eppure qualcosa negli equilibri fondiari e immobiliari di quella zona è cambiato proprio mentre i rom erano lì. Pochi mesi prima del parto del nuovo Piano regolatore, avvenuto a marzo 2006, una delibera del consiglio comunale, la n. 277 del 2005, sancisce la compensazione edificatoria dei comprensori «E1 Tor Marancia» ed «E1 Malafede» attraverso la rilocalizzazione delle volumetrie nelle aree di «Via di Villa Troili - Ato 23». Nella delibera viene accettata la proposta da parte delle società Cogea srl, Soc.Cos.Ed.It srl, Immobilbrava Prima srl, Immobilbrava Seconda srl e l'Istituto dei Servi del Cuore Immacolato di Maria, proprietarie delle aree di via di Villa Troili, di accogliere il trasferimento dei diritti edificatori derivanti dalle aree di Tor Marancia e di Malafede, in accordo con le società proprietarie di quei terreni, ovverosia la Soc. Agricola il Bollente srl e la Soc. Eur Città Verde srl. La proposta riguarda 27.624 metri cubi di costruito che si trasferiscono nella zona di via di Villa Troili, oltre ad una volumetria nuova di zecca di 41.219 metri cubi come «premio» dato alle società proprietarie dell'area per aver aiutato il Comune a risolvere il problema del trasferimento delle cubature da Tor Marancia e Malafede.
Un mare di cemento cambierà il XVI
In realtà, questa è solo una goccia nel mare di cemento che investirà a breve il Municipio XVI, in un disegno nel quale i rom sono stati solo una piccola apparizione. Questa zona di Roma, tra il Terzo polo commerciale che nascerà a Pescaccio, la Nuova centralità di Massimina e le edificazioni che nasceranno sull'ex Area di riserva di via di Brava e la zona immediatamente prospiciente ad essa, alla Stazione Aurelia e nell'area di Villa Troili, conoscerà circa due milioni di metri cubi di fabbricati, per la gioia della rendita fondiaria e immobiliare. Davanti al luogo dove si sono trasferiti e da cui sono stati presto cacciati alcuni degli esuli di Villa Troili, tra via degli Aldobrandeschi e via della Vignaccia, la Brenta srl sta costruendo un nuovo albergo, che andrà ad ampliare uno dei poli alberghieri più importanti della capitale.
Il destino dei rom a Roma pare segnato da un peregrinare continuo. La formazione di nuovi insediamenti più o meno autorizzati fanno guadagnare associazioni, onlus e società che offrono servizi che potrebbero essere benissimo realizzati dal Comune, come un allaccio fognario, e che invece sono esternalizzati, mentre un'esistenza precaria e sempre al limite della dignità umana è pronta a essere spezzata da un periodo di tensione sociale cavalcata, in maniera più o meno esplicita, dagli interessi di grandi proprietari terrieri e dai «palazzinari». «Il problema di Villa Troili», dice il consigliere municipale Massimiliano Ortu, «è che la questione dell'emergenza sociale è servita a distogliere l'attenzione dal vero dramma di Roma: una politica che asseconda l'interesse di costruttori ai quali viene permesso di continuare a edificare senza il minimo interesse verso una pianificazione ragionata dello sviluppo del territorio».

Da il manifesto del 10 febbraio 2008

Printer Friendly Page Send this Story to a Friend
I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero



I contenuti del sito sono rilasciati sotto Licenza Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5
FISICAMENTE.net non è un periodico e quindi non soggetto alla legge sull'editoria 62/2001. Per informazioni e contatti inviare una email al seguente indirizzo di posta elettronica: fisicamente[togli questo]@fisicamente.net