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Rivista di fisica, didattica della fisica, storia della fisica, fisica e filosofia,
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di Roberto Renzetti

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La rivista elettronica FISICAMENTE è nata per raccogliere la trascrizione degli oltre cento articoli da me scritti e pubblicati nell’ambito della mia attività di docente e ricercatore. A questi lavori ne aggiungerò via via degli altri che scriverò, quelli di vari collaboratori ed altri che riterrò di interesse.

FISICAMENTE è aperta ad ogni collaborazione sui temi trattati. Chi vorrà potrà inviarmi i suoi lavori che saranno valutati per l’eventuale pubblicazione che avverrà comunque sotto la completa responsabilità degli autori senza che essa impegni in alcun modo la rivista. Una sola e semplice avvertenza: quanto qui riportato non è soggetto a diritti d’autore ma non è utilizzabile a fini commerciali. Si richiede a chi usi queste pagine la sola cortesia di citarne la fonte:

www.fisicamente.net

 Roberto Renzetti

PS. Non inviate quesiti e problemi di fisica da risolvere così come l’elaborazione di nuove ed importanti teorie non altrove comprese. Non sono in grado di risolvere problemi o giudicare teorie.

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Politica : RENZI VA VIA. PER ORA PIANGONO I FINANZIERI
Inviato da R il 6/12/2016 21:03:59 (521 letture)

ATTENTI A RENZI …

Non so come comunicare che fino a mezzanotte del giorno 4 ho vissuto in stato di ansia. Eppure alla mia veneranda età dovrei fregarmene. Ma no, finito il sole dell’avvenire, lasciatemi la Costituzione. Se malauguratamente avesse vinto lo sbruffone di Rignano sarei rimasto definitivamente senza speranza. Dietro la riforma che proponevano vi era l’ispirazione di ogni bandito internazionale, tra cui tutte le agenzie di rating che si sono arricchite con i derivati venduti a noi che, di conseguenza, siamo diventati poveri. Non so come dirlo ancora ai miei connazionali che hanno sempre memoria corta, per non dire dei politici che hanno memoria lunga come il portafogli, ma lo ripeto: ogni volta che c’è una crisi economica negli USA la dobbiamo pagare noi e lo abbiamo fatto anche questa volta a partire dal 2007. Cosa c’è in quel Paese che non lo fa mai criticare fino a mandarlo là dove dice Grillo? E’ un Paese in cui domina l’ignoranza, il razzismo, il cattivo gusto, …

(i pochi che emergono sono ristette cerchie di intellettuali e studiosi in localizzati luoghi del Paese).
E’ il Paese in cui un nazista al potere fa salire le borse. E’ un Paese che crede di dettar legge ovunque portandosi dietro i servi docili ed ubbidienti dei governi italiani. E’ un Paese in cui gli imbrogli verbali permettono che possa dirsi patria della libertà e della tolleranza. Imbrogli verbali perché quel Paese occupa militarmente un pezzo di Cuba che si chiama Guantanamo che però (e qui è l’imbroglio) non fa parte degli USA e quindi è possibile la tortura e gli arresti illegali. Stessa cosa con il trattamento di Israele: con un imbroglio di date gli USA fanno finta di non sapere che Israele è un Paese dotato di armi nucleari. E non lo potrebbero essere almeno secondo il Trattato di non proliferazione nucleare. E’ il Paese in cui si spara ai negri come se fossero passerotti.
Insomma una vera organizzazione a delinquere che fa i danni che oggi soffriamo a partire dalla destrutturazione dei Paesi arabi (Iraq, Afghanistan, Libia ed ora Siria). E noi siamo con loro tanto è vero che qualche giorno fa abbiamo avuto il pagamento di Benigni per il suo SI con un invito a cena da Obama.
Ma ritorno ai guai nostri, quelli che originano dal comunista-massone Napolitano, quello che applaudire i carri armati del Patto di Varsavia che invadevano Budapest.
Ricapitolo. Napolitano si è fatto rieleggere la seconda volta ed in un Parlamento sgangherato perché eletto con il Porcellum, ha creduto di potere fare ogni gioco che interessava alla finanza internazionale, in particolare la distruzione della Costituzione “socialisteggiante”. Ha dato a suo piacimento incarichi di governo a Monti, poi Letta, poi Renzi. Non ha mai pensato alle elezioni, una vera perdita di tempo. Renzi, mai eletto, sfruttando una maggioranza di 130 parlamentari “porcelli” alla Camera, ha iniziato a dare mazzate alla Costituzione sulla quale Napolitano aveva giurato ed anche Renzi (ma quest’ultima cosa è del tutto insignificante per un Bomba). Quei parlamentari sono dei veri e propri porcelli perché erano stati eletti con Bersani ed il suo programma. Nel programma era scritto che mai più si sarebbe dovuta modificare la Costituzione a colpi di maggioranza. Ma che gliene frega ai porcelli? Fanno quel che vogliono fino al punto di voler trascinare la Costituzione nella porcilaia.
Il bullo di Rignano si è sfegatato per sostenere la sua indegna riforma. Per 8 mesi ha girato l’Italia con gli aerei e gli elicotteri di Stato (pagati da noi!) al fine di convincere il prossimo di votare per il SI. Nel frattempo ha bloccato il Parlamento che ha fatto poco e niente. Parlamento che la riforma voleva privare del Senato perché si perde tempo (!). Premesso che l’Italia è il Paese che al mondo fa più leggi, occorre dire che queste leggi sono scritte male perché scritte da avvocaticchi ed azzeccagarbugli. Mi spiego. Sapete che in Italia abbiamo oltre 240 mila leggi? e che in Germania sono 5 mila? Come è possibile? Mentre altrove il parlamentare che fa una legge deve inserirla all’interno di testi unici che hanno una raccolta di leggi sulla medesima materia e non possono mettere lì una legge che ne nega qualcun'altra o un pezzo di essa, in Italia l’ignoranza tra i parlamentari abbonda e non frega niente a nessuno di scrivere una legge che nega una o più leggi esistenti. Non conoscono le leggi esistenti ed il loro essere in Parlamento serve solo ad arricchire loro, i loro familiari, amici e gigolò o mignotte. Tuto per maggior gloria dell’indegna (salvo contate eccezioni) categoria degli avvocati che prolificano in Parlamento e nel Paese. Sapete che a Roma vi sono 24 mila avvocati tanti quanti ve ne sono in Francia? Ma poi lo sapete come me che in Italia non vi è nulla di certo: data una norma ve n’è sempre un’altra che la contraddice. Chi ci guadagna? Ma gli avvocati!
Allora in Parlamento vi è un proliferare di avvocati che lavorano per la loro lobby. Questi parlamentari, tra cui i porcelli che urlavano per l’approvazione del Si, quanto lavorano? Iniziano il martedì mattina (quasi sempre intorno all’ora di pranzo) quando tornano dalle loro splendide case in giro per l’Italia e smettono ilo giovedì, anche qui intorno all’ora di pranzo. Si vuole accelerare con parlamentari competenti (oppure calci in culo a vita)? Lo si faccia ma facendoli lavorare dal lunedì mattina alle 8 al venerdì serra alle 18. Basta questo a far diventare l’Italia un razzo.
Vediamo poi questi porcelli con il capo porcello (chi sarà?) cosa proponevano nella loro riforma.
Inizio dall’eliminazione del bipolarismo perfetto. Perché, potendo eliminare il Senato, il PD ha insistito di mantenerlo nella vergognosa formulazione che abbiamo visto? In Italia vi è la grande maggioranza delle Regioni amministrate dal PD. Se i rappresentanti regionali venivano eletti da queste regioni vi sarebbe stato un Senato piddino in grado di bloccare qualunque altro governo (è vero che questo nuovo Senato si sarebbe DOVUTO occupare di una quantità inferiori di questioni, ma è anche vero che avrebbe POTUTO richiamare qualunque legge dalla Camera per dare un parere. Insomma era il salvagente per la porcilaia PD che sarebbe andata tranquilla a gestire ogni potere in Italia senza nessun ostacolo (se pensate che ora Renzi ha fatto man bassa di ogni posto ben pagato per amici fiorentini facendo rimpiangere l’epoca degli avellinesi di De Mita, immaginate cosa avrebbe fatto).
Seguo con il CNEL che solo qualche bipede può ritenere essere inutile. I padri costituenti lo avevano pensato come camera di accordi tra imprenditori e lavoratori in applicazione dell’articolo 1. Il fatto che non l’abbiano fatto funzionare utilizzandolo come luogo per spartirsi stipendi da favola, non è colpa del CNEL ma di governanti indegni che non hanno messo in funzione quella camera di compensazione.
Vi sarebbero molte altre cose ma, per ora, mi fermo qui.
Voglio invece elencare alcune sciocchezze che i riformatori si sono dimenticati di abrogare o mettere dalla Costituzione.
1) Abolizione del vincolo di mandato che permette a superporcelli di saltare da un partito all’altro per più volte a piacimento e convenienza. Cambiare idea è lecito ma chi cambia idea deve rinunciare a quel posto che ha avuto da elettori che invece quella idea la mantengono. Faccio un facile esempi. Io avevo votato per SEL e quindi ho contribuito, ahimé, all’elezione di Migliore. Poi mi trovo Migliore a fare il peggio per me pensabile. Ah Migliò, cercannattene, anche tu sei un persecutore di cagnolini! Ecco mi viene però in mente che se Migliore se ne va potrebbe solo fare (forse)il raccoglitore di feci canine pe le vie di Napoli.
In definitiva il parlamentare può cambiare idea e resta lì fregando noi che dobbiamo aspettare 5 anni per prenderlo aa calcioni?

2) Abolizione del pareggio di bilancio, voluto dalla UE, fatto da Monti-Napolitano nel 2012 con una modifica dell’articolo 81.

3) Obbligo di discutere entro un tempo ragionevole delle leggi di iniziativa popolare


4) Introduzione del referendum propositivo

5) Diminuzione (fino alla metà) del numero di dei deputati e dei senatori

…………………………….


Infine, attraverso leggi ordinarie, si può mettere un tetto ai salari e benefit per parlamentari
_______________________-


Insomma ci sarebbe da fare molto senza ubbidire a J.P.Morgan ed essere al guinzaglio della Merkel.
Lor signori non sono riformatori ma hijos de puta. E di questa gente occorre aver paura perché può tornare e fare molti danni. Noi abbiamo ottimi politici molto preparati, solo che non sono nella porcilaia.

R

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Autore Albero
Kalimba
Inviato: 8/12/2016 22:43  Aggiornato: 9/12/2016 14:36
Prof.
Iscritto: 24/7/2011
Da:
Inviati: 119
 Re: RENZI VA VIA. PER ORA PIANGONO I FINANZIERI
Vi sono due punti in questo suo editoriale su cui non sono d’accordo.
il primo e’ il referendum propositivo che non e’ vero non fosse previsto nella nuova riforma costituzionale, ma lo era all’art. 71. Ma il referendum propositivo non mi trovava affatto d’accordo perche’ era una lama a doppio taglio: apparentemente rappresentava un esercizio democratico, ma in realtà il referendum propositivo poteva dare un’arma molto potente a qualche lobby che in virtù di 800.000 firme (che non avrebbero avuto alcuna difficoltà a raccogliere) poteva proporre le peggiori leggi a tutto loro vantaggio, in quanto il referendum propositivo non prevedeva quorum.

Il secondo e’ la soppressione dell’articolo 67. Mi meraviglio che su questo lei abbia cambiato idea, poiche’ tre anni fa in concomitanza con le elezioni politiche, in un suo editoriale del 6.3.2013 criticava fortemente Grillo proprio perche’ voleva eliminare il vincolo di mandato.
Lo spirito dell’art. 67 non era affatto quello di favorire il cambio di casacche, ma quello di tutelare il diritto del singolo deputato, che, è bene rammentarlo rappresenta la nazione e NON il partito di appartenenza, a poter votare secondo coscienza, anche contro la linea del proprio partito. La soppressione dell’art. 67 porterebbe addirittura a svilire la figura del deputato o del senatore, in quanto a quel punto sarebbe si’ ostaggio delle segreterie di partito e basterebbero le deleghe ai capigruppo per votare. E’ quello che vuole il fascista Grillo e il suo movimento 5 bufale.
Lei ha fatto l’esempio del deputato che ha votato e che ha visto cambiare casacca e quindi non la rappresenta più; adesso faccio l’esempio opposto : supponiamo che lei abbia votato per un deputato che ritiene possa portare avanti il programma in cui lei si rispecchi. Ad un tratto la linea del partito cambia radicalmente ma egli invece continua a perseguire la linea originale che poi sarebbe quella per cui e’ stato votato dai cittadini, fra cui lei. A quel punto, chi e’ che dovrebbe dimettersi, eticamente parlando, il singolo deputato o il vertice del partito? E cosa succederebbe nello sventurato caso in cui venisse a mancare l’art. 67? Guardi che questa non e’ fantascienza, ma e’ la politica che vorrebbe perseguire la scimmia urlante genovese, che ha cambiato linea politica una dozzina di volte, senza nessuna consultazione con la base e a cui si sono regolarmente allineati la maggior parte dei pentadementi.
In ultimo, una cosa che io apprezzavo di questa riforma era l’abbassamento del quorum per i referendum abrogativi che passava dal 50% +1 secc, alla metà di coloro che avevano partecipato all’elezione politica immediatamente precedente, cosa che mi sembra più logica. E poi con un quorum cosi’ basso, avrei voluto vedere chi sarebbe stato quel deficiente che avrebbe indicato agli elettori di starsene a casa!
Ma queste ovviamente sono considerazioni a posteriori che lasciano il tempo che trovano.
Saluti

Io cambio modo di vedere le cose a seconda di come vedo cambiarmi il mondo intorno. Naturalmente non devo dimettermi da nulla perché dietro il mio pensare non vi è una mercede. Resto un poveretto qualunque cosa pensi.

Riguardo al vincolo di mandato credo che il gran casino del nostro Parlamento e quindi della cosiddetta stabilità nasce proprio dal fatto che ogni eletto può cambiare e ricambiare senza che accada nulla. Cambiare idea e dimettersi mi parrebbe coerente. Se poi è il partito che cambia linea (il PD di oggi è un esempio acvendo fatto il contrario di ciò che dice lo Statuto del PD e di quanto sosteneva il programma Bersani) quei vertici, anche se purtroppo questa situazione non la vedo controllabile, dovrebbero non solo andarsene ma essere presi a calci.

Per il resto si tratta di opinioni differenti.

Saluti

R

Kalimba
Inviato: 11/12/2016 14:11  Aggiornato: 13/12/2016 11:31
Prof.
Iscritto: 24/7/2011
Da:
Inviati: 119
 Re: RENZI VA VIA. PER ORA PIANGONO I FINANZIERI
"....I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali. Per esempio, oggi c'è il pericolo che il maggior quotidiano italiano, il Corriere della Sera, cada in mano di questo o quel partito o di una sua corrente: ma noi impediremo che un grande organo di stampa come il Corriere faccia una così brutta fine. Insomma, tutto è già lottizzato e spartito o si vorrebbe lottizzare e spartire. E il risultato è drammatico. Tutte le "operazioni" che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell'interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica......"

Queste parole sono tratte da una celeberrima intervista di trentacinque anni fa, che io ancora possiedo, rilasciata dal mai abbastanza compianto compagno Enrico Berlinguer a Eugenio Scalfari. Dalle sue parole di allora si puo' facilmente notare la strabiliante lungimiranza di Berlinguer su dove sarebbe andata a sfociare quella degenerazione che già allora era in corso. Lo scenario di adesso rispecchia fedelmente ciò che aveva allora previsto.
Quindi il problema non e' l'art. 67, che, ribadisco, non fu stilato per permettere cambi di casacca con allegria, ma per garantire la piena democrazia all'interno delle forze politiche.
Se poi la cosa e' degenerata come noi sappiamo i motivi vanno ricercati dove li aveva individuati con estrema lucidità Berlinguer, ovvero sul fatto che i partiti hanno occupato lo Stato e le sue istituzioni, e quindi gli interessi di partito hanno il sopravvento su quelli dello stato. Ma la questione etica non si risolve certo con la soppressione dell'art. 67, che avrebbe come diretta conseguenza proprio lo strapotere definitivo dei partiti su tutto, anche sulla coscienza di ognuno dei rappresentanti in parlamento.
Se la coscienza manca, non vi è legge al mondo che potrà fornirla, questa è pacifico.

Concordo
R
Doc
Inviato: 12/12/2016 17:00  Aggiornato: 13/12/2016 11:31
Matricola
Iscritto: 17/7/2011
Da:
Inviati: 1
 Re: RENZI VA VIA. PER ORA PIANGONO I FINANZIERI
1-il partito, il movimento si presenta con un programma a tutti gli elettori e sulla base di questo chiede il consenso: è questo, il programma, il punto fermo che dovrebbe rappresentare il vincolo di mandato per il parlamentare eletto;
2- il vincolo di mandato non può valere ad esempio per le leggi di INIZIATIVA POPOLARE, per l'elezione del Presidente della repubblica ed altri casi simili;
3- l'uso di termini esplicitamente dispregiativi denota un razzismo linguistico poco consono con argomentazioni che riguardano la vita sociale del Paese.



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