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Rivista di fisica, didattica della fisica, storia della fisica, fisica e filosofia,
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di Roberto Renzetti

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La rivista elettronica FISICAMENTE è nata per raccogliere la trascrizione degli oltre cento articoli da me scritti e pubblicati nell’ambito della mia attività di docente e ricercatore. A questi lavori ne aggiungerò via via degli altri che scriverò, quelli di vari collaboratori ed altri che riterrò di interesse.

FISICAMENTE è aperta ad ogni collaborazione sui temi trattati. Chi vorrà potrà inviarmi i suoi lavori che saranno valutati per l’eventuale pubblicazione che avverrà comunque sotto la completa responsabilità degli autori senza che essa impegni in alcun modo la rivista. Una sola e semplice avvertenza: quanto qui riportato non è soggetto a diritti d’autore ma non è utilizzabile a fini commerciali. Si richiede a chi usi queste pagine la sola cortesia di citarne la fonte:

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 Roberto Renzetti

PS. Non inviate quesiti e problemi di fisica da risolvere così come l’elaborazione di nuove ed importanti teorie non altrove comprese. Non sono in grado di risolvere problemi o giudicare teorie.

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Scienza e società : VERONESI, NON INSISTA. LEI NON SA DI COSA PARLA !
Inviato da R il 20/3/2011 19:25:06 (2672 letture)

LE SCIOCCHEZZE RIPETUTE ED INTOLLERABILI DI VERONESI

Pubblico di seguito un intervento di Veronesi apparso su Repubblica del 19 marzo e, di seguito, una risposta di Giorgio Ferrari. Prima però faccio io qualche osservazione, da esausto consumatore di cazzate.

Veronesi è un ottimo oncologo. Una persona degna anche per i suoi comportamenti da cittadino. Davvero non capisco questo suo atteggiamento sproloquiante su una questione che NON CONOSCE.
Se fosse tutto così semplice come dice lui allora io, insisto, posso fare l'oncologo. Vi sono competenze specifiche e questioni che non si risolvono con affermazioni apodittiche ma entrando in argomento. E se Veronesi continua invece a dire grandi cazzate, l'argomento sparisce.
Leggendo ciò che dice Veronesi, dopo aver detto che è uno scienziato, si capisce perché dico che il rinomato oncologo dice cazzate. Uno scienziato aspetta di avere I DATI per dire qualcosa, per questo non certamente vera, ma molto probabile. Ed un dato, ripreso dall'ANSA di oggi, è il seguente:


"Wsj: Tepco ha rallentato le operazioni per salvare i reattori 10 –
Il presidente della Tepco ha pianto in pubblico, dispiaciuto per i danni che sta causando la radioattività della 'sua' centrale di Fukushima Daichi. In realtà, scrive il Wall Street Journal, la società ha "consapevolmente" rallentato gli interventi per raffreddare i reattori dove è in corso la fusione del nocciolo per salvare il salvabile dell'impianto. Il ricorso all'acqua di mare per abbassare la temperatura dei reattori, infatti, non solo riduce i rischi di ulteriori esplosioni e fughe radioattiva ma danneggia i reattori rendendoli a lungo andare del tutto inservibili. Il Wsj rivela infatti che "Tepco aveva già pensato all'uso dell'acqua di mare per raffreddare uno dei suoi sei reattori almeno dallo scorso sabato mattina (all'indomani del terremoto e del succesivo tsunami) ma non l'ha fatto fino alla sera quando non gli è stato ordinato dal premier". Non solo: "Hanno atteso fino all'indomani per usare l'acqua salata sugli altri reattori". Tepco ha "esitato perche ha cercato di proteggere i suoi asset", ha spiegato al Journal Akiera Omoto, ex dirigente della Tepco e attuale membro della Commissione Giapponese per l'Energia Atomica".

L'ANSA di ieri, invece, scriveva:

"Servono maggiori informazioni" 7 –
Il capo dell'Agenzia internazionale per l'Energia atomica ha chiesto al premier giapponese, Naoto Kan, di fornire maggiori informazioni. "Servono più dettagli", ha detto Yukiya Amano. A differenza di quanto annunciato, non si recherà a Fukushima.
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Arriva invece un tal Veronesi che ha tutte le informazioni per sparare, ora si capisce, cazzate. E Veronesi continua affermando che erano le centrali progettate in modo poco sicuro perché prevedevano, sul Pacifico, tsunami di soli 5 metri, invece occorreva prevedere tsunami maggiori. Di quanto, prego ? Va bene prevedere uno tsunami con onde di 7 metri ? O prevediamo uno tsunami di onde 15 metri così siamo più sicuri ? Che dice, professore ? Ha presenti i costi ?
Ma il Nobel della cazzata va a Veronesi quando dice che è "scientificamente vero che il mondo senza il nucleare non sopravviverà". Perché professore vuole screditare una degna vita di oncologo entrando in cose che non conosce ? Lo sa che il nucleare non è rinnovabile ? Vi sono scorte limitate di uranio in mano a pochissimi Paesi (Stati Uniti, Canada, Kazakistan, Usbekistan, Sudafrica, Namibia, Brasile, Niger, Mongolia, Ucraina, Russia) ed i proprietari dei diritti di estrazione, oltre a quei Paesi, sono ancora le multinazionali del petrolio. Ma c'è di più, professore. Lo sa che l'uranio da miniera è perfettamente inutile in una centrale ? Quell'uranio deve passare all'arricchimento. La percentuale di Uranio 235 in Uranio 238 deve essere aumentata fino al 3 o 4% e questa operazione con centrifughe o altri sistemi è strettamente in mano alle potenze nucleari che mantengono le operazioni come segreto MILITARE. E questo perché, se l'arricchimento cresce al 7 o 8% si fanno le bombe. Ma come, non lo sapeva ? In genere chi ci vende le centrali ci fornisce l'uranio arricchito e, da quel Paese, saremmo dipendenti. Oppure dovremmo cambiare passando ad altro Paese che ha i sistemi di arricchimento e che è arrabbiato con noi per non avere comprato le sue centrali. Se poi c'è una crisi mondiale allora l'uranio arricchito o no non ce lo vende nessuno.
Non soddisfatto del primo Nobel conquistato lei ne vuole un secondo con la seguente cazzata: "per alcune energie rinnovabili non abbiamo le tecnologie che rendano accessibili i costi di trasformazione e globalmente non sono sfruttabili in modo tale da assicurare la copertura del fabbisogno". Professore, si convinca, occorre investire in ricerca. Anni fa neppure certi tumori avevano cure ed oggi, con la ricerca, ci siamo arrivati. E perché non c'è ricerca ? Perché si toglierebbero guadagni di favola proprio a quelle multinazionali che vivono vendendo combustibili per produrre energia (combustibili fossili ed uranio). Le rinnovabili sono energie con una fonte gratuita ed infinita che necessitano macchine da realizzare per sfruttarla. Proprio non viene in mente a nessuno che sia possibile avere delle centrali solari o delle centrali a biomassa o ... Come dire: "lei ha un tumore al seno ... deve morire". Anche l'avvocato Tremonti, che per la verità di cazzate ne fa e dice molte più di lei, è riuscito a dire che per dare gli "incentivi" (sic !) alle rinnovabili occorre affidarsi agli eurobond.
Ma la vera rivoluzione copernicana non la si fa perché con aristotelici come Tremonti (non so neppure se sappia chi è Aristotele) e lei (che certamente lo sa) non c'è speranza che ficchino l'occhio nel logoscopio del futuro.
Ancora sulla sicurezza degli impianti di ultima generazione. Professore, si convinca anche di questo: non esiste sicurezza con il nucleare, esistono invece bestialità diffuse a piene mani. Gliene dico un paio. Lo sa che il nucleare è l'unica fonte energetica in cui si definiscono delle grandezze in funzione della convenienza economica ? Si dice (approssimo perché si capisca)(*) che la dose accettabile di radiazione assorbita deve essere tale per cui il numero di morti che si hanno non sia alto. Si dice che l'incidente nucleare disastroso ha una sola probabilità su qualche migliaio di anni di funzionamento. Chi dice questo fa un errore gravissimo di matematica perché non ricorda o non sa che la probabilità NON HA MEMORIA. Ciò significa che possono accadere 5 incidenti gravi, tanto da sconvolgere la vita nel pianeta, e poi i superstiti per 5000 anni saranno tranquilli.
Infine l'ultima perla della sua collana.
"In Italia ci troviamo nella circostanza favorevole di partire da zero e quindi di poter scegliere, senza fretta, il modello strategico migliore"
alla quale si può solo dire che purtroppo in questo Paese non abbiamo il numero sufficiente di tecnici e scienziati che possano lavorare allo scopo. Per troppi anni si è sospesa la ricerca ed oggi se ne fa meno che mai. Anche su questo vitale aspetto dovremmo affidarci a Paesi stranieri ?

Roberto Renzetti

PS. Questo non lo dice Veronesi ma, già che ci sono, osservo un'altra cosa. Si sente spesso dire che siamo circondati da Paesi con il nucleare ed è stupido non averlo anche noi, tanto più che lo paghiamo caro ed è per questo che abbiamo le bollette elettriche più care del mondo.
E' possibile che quasi tutti i nostri politici siano diventati ignoranti come leghisti ? Sulle centrali che ci sono vicine dico una cosa sola con la speranza che si capisca (anche se non ho argomenti gutturali per i leghisti). Con Fukushima avrete sentito che vi sono state delle evacuazioni di popolazione fino ad un raggio di 50 km dalle centrali. Prendete ad esempio Trino Vercellese. Torino è circa in quel raggio. Mentre le centrali francesi e svizzere sono a distanze maggiori con le Alpi in mezzo. E' chiaro che arriverà un fall out anche in queste condizioni ma è ben altra cosa avere la malattia in casa che averla nella casa del vicino. Sul costo dell'energia elettrica nucleare che compriamo dalla Francia ripeto una cosa che ho già detto: quell'energia la compriamo di notte quando costa poco (a prezzi di mercato) perché le centrali nucleari funzionano senza possibilità di rallentare la notte. E la notte la richiesta elettrica è minore e la Francia, con il surplus, dovrebbe scaldarci l'atmosfera. Noi abbiamo invece centrali idroelettriche con il sistema del pompaggio notturno. Usiamo quell'energia per portare acqua da sotto la diga all'invaso superiore ed usiamo la caduta di tale acqua durante il giorno vendendo l'energia agli utenti, ahimé, a carissimo prezzo. E questo carissimo prezzo, lo dico ai bugiardi che fanno i venditori ambulanti di bugie e cazzate, discende dalle tasse che sono in bolletta elettrica (circa il 60%). Mentre in altri Paesi non supera il 35%.

Insomma "anche il limite ha una pazienza" come diceva Totò.

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(*) La dose limite di radiazioni indicata dalla Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni (ICRP) per il personale addetto agli impianti e per la popolazione non significa dose al di sotto della quale non vi è rischio” e neppure “dose minima assicurata dalla migliore tecnologia disponibile” perché ciò sarebbe
troppo costoso. Dose limite – più elevata per i lavoratori, minore per la popolazione – significa quel livello di radiazioni cui sono associati effetti somatici (tumori, leucemie, ecc.) o genetici, “che vengono considerati accettabili per l’ individuo e per la collettività in vista dei benefici economici derivanti da siffatte attività con radiazioni.” La ICRP ha fornito anche la valutazione degli effetti sanitari gravi statisticamente prevedibili in corrispondenza di questa dose: nel caso dei lavoratori professionalmente esposti, una diecina di morti all’anno per tumore su
10000 lavoratori.


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Veronesi: propongo la moratoria ma io non rinnego l'atomo

L'intervento. Nessun dietrofront, voglio impianti super sicuri. Non mi occupo di sondaggi e di referendum ma devo rispettare la lezione che arriva dal Giappone
di UMBERTO VERONESI da Repubblica del 19 marzo

La politica per sua natura può avere ripensamenti, la scienza deve invece pensare più a fondo. Così ho molto apprezzato l'articolo di Francesco Merlo di ieri, perché mi invita a precisare la mia posizione sul nucleare.

E lo faccio pur rendendomi conto che il sovrapporsi delle dichiarazioni, l'inevitabile intreccio fra politica, cronaca e scienza di fronte a un disastro come quello giapponese, e lo sgomento generale che ci attanaglia, rendono molto difficile esprimere posizioni chiare. Il punto è molto semplice: io sono uno scienziato e il presidente dell'Agenzia per la sicurezza del nucleare. Non mi occupo di referendum, non leggo i sondaggi di nessun tipo e quindi neppure quelli che Merlo definisce "di cortile". Dunque ciò che appare come un ripensamento è invece l'esito di una riflessione. Studiando il più lucidamente possibile la dinamica di Fukushima ho pensato che ci troviamo di fronte al primo grave incidente di progettazione nucleare della storia, quindi di strategia. Gli altri due incidenti significativi, Chernobyl e Three Mile Island, sono stati infatti causati da un errore umano. Per Chernobyl più che di errore dovremmo parlare di follia. Ma anche negli Stati Uniti fu un errore dei tecnici a causare la fusione del nocciolo, che fortunatamente non causò nessuna vittima.

Va detto subito che sull'errore umano si può intervenire migliorando la preparazione, l'addestramento e le condizioni di lavoro. Un po' come si fa con i piloti d'aereo. Invece a Fukushima non c'è stato nessun errore riconducibile al personale addetto, ma un errore di progettazione: le centrali non erano programmate per resistere a uno tsunami della portata di quello scatenatosi la scorsa settimana. Le fonti tecniche dicono che la progettazione teneva conto di tsunami di intensità minore. Ma questa è comunque una mancanza perché nel costruire una centrale nucleare sul Pacifico non si può non tenere conto della massima potenza delle forze del mare e della Terra. Non è una giustificazione il fatto che erano centrali attivate quarant'anni fa, e che erano quindi alla fine del loro ciclo vitale.

La lezione che credo dobbiamo trarre da Fukushima è che non possiamo non rivedere la strategia nella progettazione degli impianti nucleari. Il che non vuol dire ripensare o tornare sui propri passi, ma capire il problema alla radice, avere il coraggio di riconoscerlo e sforzarci di superarlo. Se è vero - ed è scientificamente vero - che senza l'energia nucleare il nostro pianeta, con tutti i suoi abitanti, non sopravviverà, non dobbiamo fare marcia indietro, ma andare avanti, ancora più in là, con la conoscenza e il pensiero scientifico. Dobbiamo pensare al futuro tenendo conto che petrolio, carbone e gas hanno i decenni contati e che sono nelle mani di pochissimi Paesi, che possono fare delle fonti di energia strumento di ricatto economico e politico; che stiamo avvicinandoci ai 7 miliardi di persone sulla Terra, con consumi sempre maggiori di energia; che le altre fonti di energia, le rinnovabili, hanno grandi potenzialità, ma per alcune non abbiamo le tecnologie che rendano accessibili i costi di trasformazione e globalmente non sono sfruttabili in modo tale da assicurare la copertura del fabbisogno. La scelta dell'energia nucleare è dunque inevitabile e il nostro compito è ora quello di garantirne al massimo la sicurezza per l'uomo e l'ambiente.

Abbiamo per anni sostenuto che gli impianti di ultima generazione sono sicuri e con un rischio di incidente vicino allo zero. Oggi il Giappone ci impone di riconsiderare criticamente questa convinzione. Molti si domandano se il modello delle centrali nucleari di grossa taglia, come sono oggi tutte quelle del mondo, sia quello da continuare a realizzare; oppure se non è possibile ed opportuno considerare l'adozione di reattori più piccoli e modulari: una rete di minireattori. Alcuni di questi modelli progettuali sono già in produzione e dovremo studiarne a fondo le caratteristiche e la fattibilità.

La tragedia giapponese ci impone inoltre di pensare fuori dalle logiche nazionali. E' evidente ora che i piani energetici devono essere discussi a livello internazionale. In Italia ci troviamo nella circostanza favorevole di partire da zero e quindi di poter scegliere, senza fretta, il modello strategico migliore.

(19 marzo 2011)
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Ancora falsità e disinformazione da Veronesi

I presidenti delle autorities di qualsiasi tipo nell’ambito della propria sfera di competenza si esprimono, in genere, con dichiarazioni ufficiali. Ci si sarebbe aspettato quindi che il presidente dell’Agenzia per la sicurezza nucleare (ASN), la più delicata fra le autotities nel prendere la parola dopo l’incidente di Fukushima si fosse attenuto a questa regola. Veronesi invece scrive o si fa intervistare dai giornali, prima dalla Stampa e ieri 19 marzo da Repubblica mostrando in entrambe le circostanze di non aver capito quali siano i compiti dell’autority che presiede. L’ASN non è una agenzia di promozione del nucleare, ma il “guardiano imparziale” delle sue applicazioni quindi Veronesi dovrebbe esimersi dall’affermare “che è scientificamente provato che senza l'energia nucleare il nostro pianeta, con tutti i suoi abitanti, non sopravviverà”, anche perché la “prova scientifica” che sia così è frutto della sua immaginazione. Quanto all’affermare che Fukushima sia il primo incidente di progettazione nucleare della storia, è falso e fuorviante perché diversamente da quanto lui afferma, a Three Mile Island non ci fu solo un evento iniziatore, ma 6 concause di cui 4 per errori nella progettazione e solo 2 per errore umano: sta scritto nel rapporto della commissione Kemeny incaricata da Carter per fare chiarezza sull’incidente, basta conoscerlo. In seguito a quell’incidente furono rivisti alcuni criteri di progetto dei reattori e quelli già in esercizio furono adeguati con pesanti modifiche: la centrale di Trino Vercellese rimase ferma due anni per realizzare questo adeguamento tecnico. Se fosse stato solo un problema di addestrare il personale non c’era bisogno di fermare l’impianto. I reattori 2; 3 e 4 di Fukushima (del tutto simili a Caorso) di progettazione General Electric hanno un contenitore non adeguato a resistere (per volume e robustezza insufficienti) ad eventuali scoppi di idrogeno causati da un qualsiasi evento (non necessariamente un terremoto) che porti alla mancanza di refrigerazione del nocciolo. Questo giudizio fu espresso fin dal 1972 dalla autorità di sicurezza statunitense NRC che fu persino tentata di mettere fuori servizio i 23 reattori americani che avevano quel sistema di contenimento. Se questo non accadde fu per le enormi pressioni della GE e per le ripercussioni che avrebbe avuto una simile azione sull’industria nucleare. Le stesse pressioni che ha fatto la Tepco giapponese per riqualificare gli impianti di Fukushima nel 2006 spacciandoli come in grado di resistere fino a terremoti di 8,5 della scala Richter: quindi con un atto amministrativo dell’Autority giapponese si è “risolto” l’errore tecnico. E’ bene che Veronesi si documenti su questi ed altri fatti perché quando sarà chiamato (speriamo mai) a firmare la validazione del primo reattore nucleare italiano, dovrà farlo in soli 12 mesi (mentre la NRC ci impiega tre anni) perché così prescrive la legge che regola l’attività dell’autority da lui presieduta. O non sa nemmeno questo?

Giorgio Ferrari

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Autore Albero
Gianni
Inviato: 21/3/2011 12:23  Aggiornato: 21/3/2011 13:28
professore
Iscritto: 22/2/2007
Da: Genova
Inviati: 409
 Re: VERONESI, NON INSISTA. LEI NON SA DI COSA PARLA !
Non capisco l'atteggiamento di Veronesi che è persona rispettabile ed intelligente, sono sicuro che sia in buona fede nella sua convinzione, e questo mi sorprende ancora di più.

Neopositivismo e presenzialismo sono duri da battere.
R
pierone9
Inviato: 21/3/2011 15:10  Aggiornato: 21/3/2011 15:39
professore
Iscritto: 25/8/2007
Da:
Inviati: 285
 Re: VERONESI, NON INSISTA. LEI NON SA DI COSA PARLA !
E che sia soltanto rimbambimento?


???????
R



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