LE ROGNE DEL VATICANO. CON PADRE LOMBARDI PORTAVOCE DEL PAPA, VERO UOMO DI CHIESA.
Se si potessero scoperchiare queste fogne, verrebbe fuori molto di più di ciò che venne fuori dal vaso di Pandora.
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Diario Vaticano / Viganò, l'intoccabile
L'attuale nunzio a Washington non sopporta d'essere stato cacciato da Roma. E reagisce contro il suo arcinemico, il cardinale Bertone. In curia ha molti sostenitori. E lo scontro lambisce il papa
di ***
CITTÀ DEL VATICANO, 26 gennaio 2012 – I due testi riprodotti integralmente più sotto sono:
giovedì 26 gennaio 2012
Religione a scuola: quando lo Stato rinuncia al suo ruolo
di Cinzia Sciuto
È tempo di iscrizioni scolastiche, che riguardano milioni di famiglie alle prese con la scelta della scuola per il prossimo anno. Sui moduli delle scuole statali, a partire addirittura dalla scuola dell’infanzia, tra i vari campi da riempire c’è anche quello «per l’esercizio del diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica». Una manifestazione di libertà, si dice. Un’abdicazione dello Stato al suo ruolo, in verità.
Sicilia, se la ribellione diventa vandea reazionaria
di Paolo Flores d’Arcais, da il Fatto quotidiano, 21 gennaio 2012
In Sicilia ci sono ceti popolari alla fame, e motivi sacrosanti di rabbia e di ribellione. Ma l’esasperazione popolare non sempre diventa rivolta democratica, può anche precipitare in vandea reazionaria. Che nella Sicilia del dopoguerra ha sempre trovato a disposizione gli emblemi accattivanti ma pericolosamente retrivi dell’indipendentismo, brodo di coltura per l’egemonia mafiosa. I segnali che il movimento dei forconi stia prendendo questa piega, malgrado la buonafede di tanti cittadini che spontaneamente si sentono coinvolti, si stanno moltiplicando e non possono essere più ignorati. Perché una Sicilia che finisse nelle mani dei Ciccio Franco e dei “boia chi molla” stile Reggio Calabria 1970 sarebbe una tragedia incalcolabile, non solo per tutti i siciliani onesti, ma per l’intero paese. L’eventualità non è affatto remota. E molto grande il rischio dell’equivoco.
Un altro attacco ai meno abbienti che possono difendersi rivendicandio di essere più qualificati con concorsi pubblici per merito ch e prevedono ilo valore legale del titolo di studio.
Togliere questo valore legale è legalizzare le chiamate dirette degli inutili da parte di partiti indegni.
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LAUREE per Confindustria
di ANDU
◦“In Confindustria si fa sapere che ‘non si può non essere d’accordo’ con una norma che ‘va sicuramente nella direzione di una vera liberalizzazione’” La norma è quella che riguarda il valore legale dei titoli di studio e che venerdì prossimo il Governo dovrebbe approvare con un decreto legge. Tutto ciò si è letto sul Corriere della Sera del 22.1.2011, che ampiamente riporta le favorevoli opinioni del Direttore della Fondazione Agnelli e del Presidente di TreeLLLe, la “lobby trasparente” confindustriale che ha ‘dettato’ le leggi sull’ANVUR e sulla organizzazione degli Atenei già nel 2003 e la cui governance è di per sé un ‘progetto’.
Chi ha letto ciò che scrivo da almeno 12 anni sa che questo l'ho scritto ripetutamente. Ma cosa volete, un tecnico come Berlinguer può aver distrutto la scuola di ogni ordine e grado senza aver pagato alcun pegno. Che paesaccio nel quale il PD neppure fa autocritica, anzi insiste come fanno solo i caproni.
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La nuova laurea ora vale quanto il diploma
La Repubblica (SIMONETTA FIORI)
Studio della Fondazione Agnelli: la triennale fa trovare lavoro, ma con stipendi sempre più bassi La riduzione delle immatricolazioni dopo il picco dell' esordio ne segna il parziale fallimento Il bilancio sulla riforma del "3 più 2" mostra numeri in crescita e base sociale più larga
Forconi: l’equivoco del ribellismo
Posted on 25 gennaio 2012 by casarrubea
Quello che è successo e continua a succedere in Italia sta sovvertendo le coordinate alle quali eravamo stati abituati nella nostra formazione politica e culturale. A prescindere dall’appartenenza, molti di noi ricordano ancora quando nelle sedi di partito o di sindacato, a destra, come a sinistra, i riferimenti ad alcuni capisaldi dell’andamento delle cose nel mondo e nel nostro Paese, fossero dettati in modo chiaro già dall’inizio degli incontri. Erano schematici quei relatori, spesso facevano valutazioni errate. Ma orientavano gli intervenuti e poi, alla fine, qualcuno o in molti, uscivano da quelle “scuole di formazione” più motivati, più ricchi o più incazzati. L’umore era segnato dalla sensibilità personale e il comportamento restava dentro i limiti di certe regole interne.
27 gennaio 2012 ILMONDO . 59
IN CATTEDRA
di Fabio Sottocornola
Qui si parla only english
Azzone, addio all’italiano
Il Politecnico di Milano dice addio alla lingua italiana. A partire dal2014, infatti, i corsi di laurea magistrale, cioè il cosiddetto +2, si terranno rigorosamente tutti in inglese. Un passaggio radicale, basti pensare che oggi la percentuale di lezioni british style si aggira attorno al 20%. Da questo punto di vista l’ateneo guidato dal rettore Giovanni Azzone sarà il primo in Italia e uno dei pochi in Europa a percorrere tale strada. Lo stesso magnifico ha voluto diffondere la notizia ai colleghi di
Città Studi con una mail spedita il 12 gennaio, al rientro dalle vacanze natalizie.
La repubblica sicula dei forconi
Posted on 23 gennaio 2012 by casarrubea
Come avevano promesso la protesta dei forconi si è estesa, anche se in Sicilia hanno finito di rompere. Rompere è il termine esatto perché non credo che ci siamo trovati di fronte a uno sciopero con tutti i requisiti della legalità. L’art. 40 della nostra Carta costituzionale recita, infatti, che lo sciopero non è sconfinato nei suoi vincoli, ma che “si esercita nell’ambito delle leggi che lo regolano”. Non è stato così e quello che è accaduto, sta ripetendosi ora dalla Calabria alla Lombardia. Come volevasi dimostrare.
Durante questi giorni, però, abbiamo capito alcune cose. Che almeno nell’isola le punte del tridente o forcone che dir si voglia, sono tre personaggi che nulla hanno mai avuto a che fare con la storia del movimento operaio e con la lotta sindacale, tranne quella di una speciale corporazione: gli autotrasportatori. Cominciano a intravedersi alcuni spiragli di luce nel buio più fitto.
E' uno storico ed una persona di grande spessore che scrive queste cose dalla Sicilia.
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Lo stivale dei forconi
Posted on 21 gennaio 2012 casarrubea
http://casarrubea.wordpress.com/2012/01/21/lo-stivale-dei-forconi/
Stanotte dovrebbero averla finita dandosi finalmente una calmata. Ma non è così, le asce non sono state sotterrate, si sentono da vicino ancora i tamburi degli accampamenti e si può osservare il corredo dei pennacchi di fumo nel cielo plumbeo di quest’inverno nero.
Stamattina tutto è peggio di prima. L’acqua, la pasta e altri generi di prima necessità scarseggiano nei supermercati; alle pompe di carburante si vedono lunghe code di persone con bidoni in mano. Gli spazzini continuano a non passare perché i loro furgoncini sono a secco, e i ragazzi non vanno a scuola perché c’è un freddo cane.
La Sicilia è stata messa a ferro e a fuoco, presa d’assedio. Ma finalmente abbiamo capito la differenza che passa tra uno sciopero ordinato e composto, e la sollevazione dei fantasmi, della paura. Cosa significa sentire i piedi di qualcuno sulla testa. Nel primo caso avverti la forza collettiva, hai rivendicazioni condivise, sei attento ai bisogni di tutti. Nel secondo no. Perché sei in un ingranaggio malevolo, perverso. Non sono i netturbini a scioperare e neanche i dipendenti dell’Ato Rifiuti, ma categorie lontane da casa tua.
Ieri la Wehrmacht, oggi lo spread
Dietro il “nein” pronunciato dalla signora Merkel si nasconde il segno inequivocabile di una volontà di egemonia tedesca nell’area dell’euro e di un espansionismo finanziario che si avvale di armi più potenti, devastanti e penetranti dei panzer, quali lo “spread”.
Si conferma in tal modo l’ipotesi secondo cui sta prevalendo chiaramente un orientamento verso una crescente e progressiva “germanizzazione” dell’euro-zona, una tendenza funzionale esclusivamente agli interessi del capitale finanziario internazionale.
Ciò che in tempi passati non riuscì al cancelliere imperiale prussiano, Otto von Bismarck, né al Führer del Terzo Reich, Adolf Hitler, sta riuscendo oggi alla signora Angela Merkel.

di Roberto Renzetti









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