COSA SAPRA' FARE DAVVERO LA GELMINI ?
Per il ministro Gelmini, ''200mila precari sono il frutto di decenni di politica in cui si sono distribuiti posti che la scuola non era in grado di assorbire. Se si vuole far passare l'idea che 200 mila precari sono frutto della Finanziaria e dell'azione del governo Berlusconi, allora non sono disponibile. Non sono disponibile a prestare il fianco agli attacchi al governo che può essere anche legittimo, ma noi andiamo avanti a lavorare''.
Ragionamento da bottegaio imbroglione che crede che gli altri, tutti, siano scemi (anche perché è praticamente dal 2001 che Berlusconi impazza).
MA IN CHE CASPITA DI PAESE VIVIAMO ?
SUCCEDONO BESTIALITA' CON UN IMPRESENTABILE AL GOVERNO E
NESSUNO GLI MENA ?
CHE C'ENTRA LA POLITICA ESTERA CON IL BECERO AFFARISMO BRIANZOLO ?
PRENDERE A CALCIONI CHI CI FA DIVENTARE BUFFONI INTERNAZIONALI
Chi non capisce quanto segue o è leghista o scemo.
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Berlusconi e la lunga fuga dai giudici
così scatta la "campagna d'autunno"
L'ultima sfida sulla legge ad personam numero 38. Il premier tenterà di far approvare la contestata norma sul processo breve
di MASSIMO GIANNINI da Repubblica.it
FUOCO alle polveri. La "guerra-lampo" di Silvio Berlusconi sta per cominciare da dove non è mai finita: la giustizia. E ancora una volta il movente non è un sano riformismo istituzionale, ma un malsano opportunismo personale. Il presidente del Consiglio si sente di nuovo trascinato verso l'abisso dal fantasma dei suoi processi. Ne ha in piedi ancora tre, che potrebbero costargli una pesante condanna penale: il processo Mills, il processo Mediatrade sui diritti televisivi e quello sui fondi neri per i diritti tv di Mediaset. Lo protegge uno "scudo" solido, ma temporaneo: la legge sul "legittimo impedimento". Su questa ennesima legge "ad personam" pende il giudizio della Consulta. Se questo scudo salta, il premier rischia grosso.
IL RE E' NUDO
Tutti girano intorno ad un concetto elementare ma nessuno osa dirlo.
Berlusconi è sotto la minaccia di almeno tre processi (ed altri in incubazione anche per strage). Deve salvarsi, è l'unica cosa che gli interessa. Per questo si gioca l'intera Italia. Fa fare alla Lega ciò che vuole. Arriva ad operazioni vergognose come l'ultima, quella di stanziare soldi extra per il processo breve. Processo che gli servirà se il lodo Alfano si dovesse fermare. Con la crisi di governo e senza reincarico Berlusconi è fuori da ogni protezione e finalmente i magistrati potranno proseguire i processi dai quali Berlusconi scappa da 16 anni.
DITTATORE ASSASSINO
Domani a Roma arriva un dittatore assassino, amico (e come potrebbe essere altrimenti) di Berlusconi con cui intrattiene affari miliardari. Il dittatore, davvero impresentabile, come il suo sodale anche fisicamente, è anche amico della Lega perché fa il lavoro sporco che la Lega non può fare in suolo italiano, gli ammazza i migranti.
C'è un'accoppiata di ferro al potere in Italia che non poteva fare a meno del fascismo più puro quello che riprende con l'olocausto dei Rom. Si dirà ma Alemanno è isolato. No, perché nessuno degli amichetti in camicia nera gli dice nulla e nessuno gli sputa in faccia.
Che bella compagnia e che felicità girare per Roma e chiedersi sempre se chi hai vicino è un fascista e quindi se è il caso di mandarlo dove dice Grillo.
GLI ARRIVISTI, GLI ARRIVATI E GLI SFIGATI VERDI
Un articolo ben fatto dell'ultimo numero dell'Espresso ha riaperto una piaga che ho da molti anni, almeno dal 2006 in forma cronica e dal 1996 in forma lieve. Le formazioni verdi crescono dovunque in Europa ed in Italia sono sparite. Chiedersi il perché di questo fenomeno è semplice ma dare una risposta è molto complesso. Dico qualcosa senza pretesa di essere esaustivo. Quando ancora non soffrivo con i verdi, nel 1987, scrissi un lungo articolo riguardante la politica di quel partito che avevo contribuito a costruire nella sua sezione energetica a partire dalle lotte antinucleari.
L'articolo, DIFESA DELL'AMBIENTE, VERDI E TERMODINAMICA ( http://www.fisicamente.net/SCI_FIL/index-29.htm ) , è riportato nel sito e gli interessati avranno materiale per capire molte deviazioni successive, ma non tutte.
Il seguito di quanto scritto in quell'articolo è l'articolo stesso e le sue vicende. All'epoca ero nel Comitato di Redazione della splendida rivista 'Quale Energia' inventata e diretta dalla ottima Fulvia Ceriani Sebregondi. Purtroppo ero già fuori d'Italia per lavoro (credo di essere stato l'unico cretino che, tra tanti furbetti che avevo intorno, è dovuto emigrare per sopravvivere) ed inviai l'articolo a Fulvia.
Uno storico, un letterato, un pedagogista, un ateo, un marxista, ... un grande maestro attraverso tutte le sue opere che consiglio vivamente di leggere. ERa fratello dell'altra colonna del pensiero del Novecento, Mario Alighiero Manacorda.
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Addio a Giuliano Manacorda
docente, storico e critico marxista
da Repubblica.it
Aveva 90 anni. Domani i funerali in forma privata. Per anni ha insegnato alla facoltà di Lettere dell'università La Sapienza di Roma. Suo il primo manuale dedicato agli autori italiani del Novecento
ROMA - Giuliano Manacorda, storico e critico della letteratura italiana, è morto la scorsa notte nella sua casa di Roma. Aveva 90 anni. I funerali si svolgeranno domani in forma privata al cimitero romano di Prima Porta. Lo studioso era fratello dello storico Gastone e del docente di pedagogia Mario Alighiero: insieme formarono una illustre famiglia di intellettuali comunisti che hanno segnato la storia degli studi marxisti italiani. In particolare, Giuliano Manacorda fu il primo a impostare l'analisi della letteratura italiana del Novecento in base al metodo marxista.
VIVA L'ITALIA
Consoliamoci con l'aglietto.
Si diciamoci che siamo i meglio per nascondere le infinite vergogne di questo Paese che non cresce perché non può, avendo alle caviglie palle infinite di piombo di una Chiesa che non è in grado di indicare davvero il rifiuto del crimine.
Crimine perché l'Italia è il Paese in cui il crimine è tollerato e va al potere. Perché non si ha memoria, altrimenti tutti saprebbero cosa accade qui. Vediamo cosa fanno le industrie di tutto il mondo. Da qui se ne vanno e non tutte per andare in Croazia o in Cina ma solo per spostarsi in Svizzera o in Francia o in Germania. Perché ? Perché le aziende sane non si possono confrontare con quelle corrotte e con una magistratura paralizzata da governi collusi con criminalità e mafia.
I PAPI:
LA VIA CRIMINALE A DIO
IV - DALLA RIVOLUZIONE FRANCESE AI GIORNI NOSTRI
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I POVERI PIO VI E PIO VII NELLA RIVOLUZIONE
Alla morte di Clemente XIV, nel 1774, vi fu ancora un conclave guerreggiato sullo sfondo della Rivoluzione Americana in atto in cui i cattolici erano al margine e sullo scenario di violente agitazioni in tutta Europa, ma principalmente in Francia, in cui la Chiesa, individuata come collaboratrice e sgabello del potere, era fortissimamente messa all'angolo.
Nel conclave vi furono due fazioni che si combatterono senza esclusione di colpi, quella degli zelanti, cioè i tradizionalisti fanatici, ed i cortigiani, cioè coloro che dipendevano dalle varie corti dei Paesi cattolici europei e quindi tutti corrotti e fermamente contrari ai Gesuiti.
A parte le cene riservate a Palazzo Grazioli con Berlusconi e le sorelle Lecciso. A parte l'amicizia con il nano di Arcore, ....
KOSSIGA
Nasce a Sassari il 26/7/1928.
Si laurea in legge nel 1948.
Viene riformato alla visita militare, ciononostante nel 1961, in base a un articolo di legge del 1932, riesce a convincere l'allora presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi, a nominarlo capitano di corvetta, poi riesce a convincere il presidente Leone a farsi promuovere capitano di fregata. Ma il Parlamento dopo che nel 1980, Cossiga si vanta del suo grado su un incrociatore, interrompe la sua carriera militare.
Egli stesso afferma che: "Alla vigilia delle elezioni del 1948 ero armato fino ai denti. Mi armò Antonio Segni. Non ero solo, eravamo un gruppo di democristiani riforniti di bombe a mano dai carabinieri. La notte del 18 Aprile la passai nella sede del comitato provinciale della DC di Sassari ...Prefettura, poste, telefoni, acquedotto, gas non dovevano cadere, in caso di golpe rosso, nelle mani dei comunisti.
Nel 1956 è segretario della DC di Sassari. L'anno successivo è anche

di Roberto Renzetti







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