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di Roberto Renzetti

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La rivista elettronica FISICAMENTE è nata per raccogliere la trascrizione degli oltre cento articoli da me scritti e pubblicati nell’ambito della mia attività di docente e ricercatore. A questi lavori ne aggiungerò via via degli altri che scriverò, quelli di vari collaboratori ed altri che riterrò di interesse.

FISICAMENTE è aperta ad ogni collaborazione sui temi trattati. Chi vorrà potrà inviarmi i suoi lavori che saranno valutati per l’eventuale pubblicazione che avverrà comunque sotto la completa responsabilità degli autori senza che essa impegni in alcun modo la rivista. Una sola e semplice avvertenza: quanto qui riportato non è soggetto a diritti d’autore ma non è utilizzabile a fini commerciali. Si richiede a chi usi queste pagine la sola cortesia di citarne la fonte:

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 Roberto Renzetti

PS. Non inviate quesiti e problemi di fisica da risolvere così come l’elaborazione di nuove ed importanti teorie non altrove comprese. Non sono in grado di risolvere problemi o giudicare teorie.

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DOMENICO LO SURDO - "LA NON-VIOLENZA" (LATERZA)  Le più viste
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Cari amici e compagni,
qui di seguito vi scrivo una personale recensione sull'ultimo libro dello storico e filosofo Domenico Losurdo, che apprezzo molto. Se ritenete interessante pubblicatela. Il libro è stato discusso tra i soci dell'ANPPIA di Torino durante le riunioni settimanali.

I movimenti pacifisti che predicano la non-violenza, nascono ufficialmente negli Stati Uniti all'inizio dell'800, proprio mentre era in corso la guerra d'indipendenza dalla Gran Bretagna. Losurdo riesce ad immergerci nella Storia e nei grandi cambiamenti dovuti alle Rivoluzioni e alle guerre. Cambiamenti violenti che promettono sempre la fine della violenza. E la speranza della fine delle guerre coinvolge lo stesso Kant che nel 1795 pubblica il saggio "Per la pace perpetua", che recita: "In una costituzione in cui il suddito non è cittadino e che pertanto non è repubblicana, la guerra diventa la cosa più facile del mondo, perché il sovrano non è membro dello Stato, ma ne è il proprietario, e nulla ha da rimettere, a causa della guerra, dei suoi banchetti, delle sue cacce, delle sue case di diporto, delle sue feste di corte e può dichiarare la guerra come una specie di partita di piacere, per cause insignificanti". Tutto sarebbe cambiato con la Rivoluzione francese, con un ordinamento repubblicano. Ma sappiamo che a partire dal Termidoro la Francia espresse mire espansionistiche in tutta Europa. Come per il conflitto tra la Gran Bretagna e le sue colonie in America, anche la rivoluzione francese disattese così il progetto di superamento della condizione di violenza e di realizzazione della pace perpetua. Losurdo analizza quindi le lotte per l'abolizione della schiavitù, sia in Francia, sia negli Stati Uniti e le contraddizioni dei movimenti pacifisti, soprattutto nel non riconoscere diritti alle popolazioni indigene, destinate al genocidio.
Losurdo ci ricorda che "il successivo movimento socialista con Marx e Engels riprese le idee della rivoluzione francese e di Kant indicando sempre la necessità di abbattere il sistema politico-sociale iniquo che ora "era rappresentato non più dall'Antico regime feudale, bensì dalla società fondata sull'oppressione di classe". Pochi decenni più tardi anche la rivoluzione bolscevica di Lenin, guidata dalle idee socialiste, diede tante speranze per la nascita di un Mondo più giusto e senza guerre, ritirandosi dal sanguinoso conflitto mondiale e abbattendo lo zar. Speranze che verranno ancora una volta disattese dai successivi conflitti mondiali e poi dai conflitti che hanno coinvolto paesi fondati sullo stesso ideale comunista.
Ma il movimento non-violento dello scorso secolo, più noto, è quello riconosciuto nella persona di Gandhi. Anche qui l'analisi di Losurdo è originale: abbiamo un primo Gandhi che vorrebbe un riconoscimento, da parte degli Inglesi, per gli Indù di appartenenza alla stessa razza ariana. Un Gandhi che incita i propri cittadini a combattere a fianco degli inglesi contro gli Zulù, razza inferiore, e nella prima guerra mondiale per dimostrare di essere all'altezza del bianco colonialista. Il secondo Gandhi, pur pacifista, non condanna la possibilità di conflitti violenti per la indipendenza. E infine la separazione tra Islamici nel Pakistan e Indù nell'India che porterà e porta ancora conflitti tutt'altro che non violenti (una guerra nucleare locale è possibile, e avrebbe conseguenze devastanti su tutto il Pianeta). Una indipendenza, dice Losurdo, ottenuta soprattutto per la paura di Londra e Washington di un dilagare della rivoluzione comunista in atto in Cina.
E infine la Cina, accusata dall'occidente di non essere democratica, di non rispettare i diritti umani, di occupare il Tibet, di non rispettare le minoranze e le loro richieste di autonomia. Il sospetto che in occidente e soprattutto negli USA si voglia dividere la Cina in dieci nazioni, tra loro in perenne conflitto, di 100 milioni di abitanti ognuna, facilmente controllabili, è fondato. E qui subentra la critica al Dalai Lama, una specie di Dio in terra reincarnato, che predica la non-violenza, che chiede solo autonomia e non indipendenza dalla Cina, per il Tibet, sarà vero? E in Cina, al confine con l'Afghanistan in guerra ormai da molti anni, nonostante la forza schiacciante militare delle nazioni democratiche, gli Iuguri, islamici, si professano non-violenti e chiedono aiuto al mondo occidentale democratico, per ottenere che cosa? Indipendenza o autonomia? Non si sa ancora. L'importante è, come dice Noam Chomsky dal MIT di Boston, destabilizzare, poi si vedrà.
Si, oggi i paesi a ordinamento democratico, ma in mano, oso dire, alle grandi lobby internazionali, intendono destabilizzare le nazioni che non si uniformano ai loro desideri, come la ex Jugoslavia, distrutta tra bombardamenti e guerre civili indotte per uniformare l'Europa, non certo per migliorarla.
La rivoluzione francese, almeno quando Robespierre difendeva il quarto stato e Kant sognava la fine delle guerre, la rivoluzione bolscevica almeno quando Lenin favoriva l'uscita dal conflitto mondiale della Russia e predicava l'uguaglianza, hanno cambiato il Mondo, ma non hanno fermato le guerre.
Oggi gli USA si propongono di diffondere il regime democratico con la guerra, coinvolgendo gli alleati, facendo uso anche sapientemente di un'apparente non-violenza, organizzando varie "rivoluzioni colorate" dalla CIA. Se da una parte l'occidente predica la non-violenza, dall'altra corre al riarmo e evoca prospettive terrificanti di guerre nucleari contro nazioni che non si adeguano alle sue direttive.
Interventismo democratico o democratizzazione dei rapporti internazionali?
La risposta sta nei piani di Washington, che non conosciamo. Temo però che abbia ragione Chomsky quando scrisse "Anno 501, la conquista continua", nel 1993, a 501 anni dalla scoperta dell'America: l'uomo bianco anglosassone si avvia a conquistare il Mondo e per questo dove non ci sono conflitti li crea, destabilizzando le nazioni che non accettano ingerenza o che non sanno neppure di essere nell'elenco dei "cattivi". Il sogno dell'organizzazione dei paesi non-allineati fondata da Tito, Nasser e Nehru è ormai svanito. Una speranza ancora sembra provenire dalla Bolivia di Morales, che governa in base a libere elezioni. I suoi sostenitori, appartenenti alla parte più povera della popolazione, cercano di difendere le loro conquiste dalle manovre della parte più ricca e privilegiata, alleata degli Stati Uniti.
Anche in Venezuela, come dimostra il colpo di stato, per fortuna fallito, vi è aspra lotta di classe.
In Iran, in cui, nessuno lo nega, esiste un regime teocratico, peraltro in seguito ad elezioni, le continue accuse di essere un pericolo a causa della produzione di uranio, sono pretestuose, e preludono a attacchi bellici. La favola del lupo e dell'agnello insegna: Superior stabat lupus, longeque inferior agnus..
È di oggi la notizia della definitiva sepoltura in cattedrale di Copernico, l'autore del libro "De Revolutionibus Orbium Celestium". Non dimentichiamo che il termine Rivoluzione (usato nel 1789 a Parigi) è tratto dal titolo di questo libro che ha cambiato il Mondo, e ha visto vittime illustri come Giordano Bruno!
Un caro saluto
Boris
Direttivo ANPPIA Torino
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