Trattato
overo
Modo d'acquistar l'indulgentie
alle Stationi
A M. Costure Durante D. G.
Quindi è che
rari sono coloro, che veramente degni, e meritevoli divengono di questa divina
grada, imperoche tanti sono gli ostacoli, & gl'impedimenti, che dal dritto
sentier ci traviano, che si di ottimi rimedij non ci provediamo, indarno
spendiamo il tempo, & i passi in visitar le Chiese, dove il dono dell'indulgentie
si conferisce.
Et
si come tra molti, che al palio correndo, chi prima lo tocca, vittorioso ne
ritorna, così tra tante millia di persone, che vanno alle stationi, chi ne
riporta il pregio, si potrà lodevolmente chiamar glorioso, ma chi sia costui?
come bene il detto dell'Ecclesiastico al capitolo 31 & Glos. in clem. primo
de Rè & ve. san. recando molto giudiciosamente voi consideraste, e
Non
già colui che perseverando, nel peccato si sta senz'animo di pentirsi ostinato.
Avenga che a chiunque desidera conseguire l'indulgentia, che altro non vuoi dire
che remissioni di pene temporali, gli è di mestiere di porre il grave incarco
di pene de' peccati, e ricorrere a questi opportuni rimedij, quali sotto brevità
restringendo a voi ch'a visitar tutte le stationi in questa Quaresima, con buono
e santo proposito vi siete messo, ho voluto indrizzare, accioche a voi stesso e
gli altri parimenti giovando, si presti animo a ciascuno di seguir sì santa e
gloriosa impresa, sì che superato il commune nemico, a voi la vera salute,
& a colui che col suo pretioso sangue dal cielo in terra discendendo, si
degnò lasciarci sì ricco & inestimabile
Il primo
rimedio dunque per acquistar l'indulgentia è la dispositione
dell'accettante, accioche colui, che la vuole acquistare, si debba disponere a
pentirsi, confessarsi avanti, o almeno dopo, il debito tempo ordinato della
Chiesa, con animo determinato da non voler più peccare, ne offendere Iddio, ne
il prossimo, perche come disse il Petrarca
De l'un mal, chi dell'altro s'apparecchia.
Perché
essendo l'indulgentia a guisa di un stipendio, tratto dal thesoro della Chiesa,
non si da se non a coloro che militano sotto quella, e con quella sono uniti:
onde il peccatore che non
Assolver non si può chi non si pente,
Ne pentire, e volere insieme puossi,
Per la contradition che noi consente.
Il secondo
rimedio è il digiuno, percioche per esso si acquistano i doni di Dio, &
è vero sacrifìcio, & come dice Grisogono al capo 45, l'huomo per il
digiuno si fa vivo, & pura vittima, & è sacrificio il quale a colui che
l'offerisce rimane, & da quel niuno
si può scusare, conciosia che tanto da poveri, quanto da ricchi si possa
offerire, & come dice Latantio, Fir. de ver.
cap.24. Iddio non desidera le vittime de gli animali brutti, ne il
sangue, o la morte, che certo son tutte cose vane, ma vuole quelle cose, che
vengono dal centro del cuore, come anco i
Iddio nel sacrificio il bue non cura;
Ma ben la fé dell'huom riguarda e stima.
E quello è il
vero sacrificio, & che si fa per la vera contritione nel digiuno, col quale
si disciolgono l'insidie del demonio, e si disperde il seme de i vitij e de
peccati, & è molto atto a
Il terzo rimedio è la
limosina, la quale come cosa richiesta da Dio, dicendoci in Matth. al capo 15,
II bene che farete ad un minimo di questi, a me lo farete, è da credere che sia
ottimo
A che ricco empio, il povero languire,
Lasci, e de Dei cader gli antichi tempi,
Ne porgi aiuto alla tua patria cara.
Pensi tu sempre solo esser felice?
Il quarto rimedio è l'oratione con la
quale si discaccia il demonio, e disciolgonsi i suoi lacciuoli, come il Signore
ci dimostra dicendo, Matth. 17, Questo genere de demoni non si
Co' prieghi Iddio si rende a noi senz'ira.
Et Plauto:
Meglio il perdon ritrova il giusto e il pio,
Che l'empio mentre va supplice a Dio.
Il
quinto rimedio è mentre si va alle stationi, guardarsi dalle compagnie
non incorrere in parole vane, & otiose, perché il parlar pravo, secondo
Terentio corrompe i buoni costumi, &
Il sesto rimedio è incontinente che
nella Chiesa si perviene, ove è statione & l'indulgentia, bagnarsi con
l'acqua santa, percioche con questa si discaccia medesimamente il demonio, il
Ma bastisi questo per hora, caro M.C. mio, circa al nostro ragionamento
sopra ciò havuto tra noi.
Seguiamo
adunque animosamente questa bona e santa impresa del visitar tutte le stationi,
ne temiamo gli inganni, e le insidie del demonio, quando a i sopradetti rimedij
ricorreremo.