REATTORI NUCLEARI
A FISSIONE
Roberto Renzetti
- occorrono una enormità di nuclei che simultaneamente si fissionino;
- occorre innestare la reazione a catena che deve mantenere la combustione per produrre energia con continuità;
- occorre il controllo del processo: la possibilità di regolarne la potenza nel tempo e nella durata.
La struttura di un reattore nucleare deve quindi prevedere schematicamente:
- un fornello, detto nocciolo, nel quale si sviluppi la reazione a catena;
- un efficientissimo sistema di estrazione del calore (raffreddamento) dal nocciolo;
- una schermatura molto importante per fermare le radiazioni prodotte in modo ineliminabile dal processo di fissione;
- sistemi di regolazione dei processi mediante strumenti di controllo, al fine dell'uso pratico del reattore.

Figura 1

Figura 2
L'interno del nocciolo, sempre schematicamente ma in forma più dettagliata, è mostrato in figura 3.

Figura 3

Figura 4

Figura 5

Figura 6

Figura 7
(figura 7).

Figura 8
VARI TIPI DI CENTRALI NUCLEARI
CENTRALI LWR DI TIPO PWR

Figura 9
CENTRALI LWR DI TIPO BWR

Figura 10

Figura 11
CENTRALI HWR DI TIPO CANDU

Figura 12

Figura 13
Caratteristica importante di questi reattori è che il combustibile può essere cambiato in funzione, contrariamente ai LWR che richiedono circa un mese l'anno di stop per le ricariche.
REATTORI RAFFREDDATI A GAS

Figura 14
REATTORI VELOCI

Figura 15
REATTORI VODO-VODYANOY ENERGETICHESKY REAKTOR (VVER 440) E REATTORI BOL'SHOI MOSCHNOSTY KANAL'NYI (RBMK 1000)

Figura 16

Figura 17

Figura 18

Figura 19

Figura 20

Figura 21

Figura 22
-
assenza di nuovi processi tecnologici nella costruzione, -
possibilità di incrementare la potenza con la semplice aggiunta di elementi
modulari, -
carico e scarico del combustibile con reattore in funzione e quindi la
possibilità di migliori prestazioni
Dopo svariate indagini internazionali si possono rilevare i seguenti difetti
per i reattori della filiera VVER: - insufficiente capacità di refrigerazione di
emergenza nel lungo periodo; - insufficiente ridondanza e separazione dei sistemi
di sicurezza; - assenza di un sistema di contenimento; - insufficiente protezione dagli incendi e da altri
eventi quali allagamenti, caduta di un aereo o l'onda d'urto di una esplosione.
La stessa filiera avrebbe invece le seguenti caratteristiche positive: - bassa potenza del nocciolo; - notevoli quantità d'acqua sia sul primario che sul
secondario; - semplicità impiantistica; - possibilità di isolamento, in maniera separata, di
ognuno dei circuiti costituenti il primario.
Riguardo alla filiera degli RBMK si possono individuare le seguenti carenze: - instabilità dinamica del nocciolo (vibra!); - limitata efficacia del sistema di protezione
(insufficiente rapidità di inserzione delle barre di controllo); - insufficienti caratteristiche della refrigerazione
di emergenza (sistema complesso, insufficiente ridondanza); - assenza di un sistema di contenimento (solo una
parte dei circuiti primari è in compartimenti a tenuta); - eccessiva dipendenza della regolazione e controllo
dell'impianto da interventi degli operatori; - incompatibilità chimica dei materiali presenti nel
nocciolo (grafite-acqua, possibilità di produzione di idrogeno).
Più in generale si può aggiungere lo scarso controllo da parte di enti
preposti e lo scarso addestramento del personale. Bibliografia 1 - (a cura di Felice
Ippolito) - Energia dall'atomo - Le Scienze "quaderni" n° 3,
dicembre 1982. 2 - M. Maggi, R. Mussapi,
R. Spiegelberg - Il nucleare dell'Est - Sapere di febbraio e marzo 1993.