Abbiamo già incontrato degli esempi e, anche se al momento non
abbiamo chiamato le cose con il loro nome, vale la pena di farlo qui e
quindi riferirsi ad essi. Nel caso della molecola di idrogeno H2
avevamo
due nuclei (A e B) e due elettroni (1 e 2). Abbiamo, all'inizio, descritto la
situazione con due strutture ugualmente probabili:
HA1
+ HB2
HA2
+ HB1
la
prima situazione era descritta da una funzione d'onda YI [che
ora, al fine
delle conclusioni che vogliamo trarre, conviene con ovvio simbolismo chiamare
Y(1,2) e la seconda da una funzione d'onda
YII [che ora conviene
chiamare Y(2,1)(1) ]. Come
rappresentazione dello stato normale
del sistema avevamo preso la combinazione lineare della Y
(1,2) con la
Y (2,1) ed avevamo visto che di queste combinazioni
lineari ne esistevano due:
Y+
=
Y(1,2) + Y(2,1)
Y-
=
Y(1,2) - Y(2,1)
la
prima corrispondeva ad uno stato legante e la seconda ad uno stato
antilegante. Ebbene, possiamo ora dire che la prima è una funzione d'onda
simmetrica e la seconda una funzione d'onda antisimmetrica.
E questo perché, per definizione, una funzione d'onda si dice simmetrica
se scambiando una qualunque coppia di particelle (nel nostro caso di elettroni)
la funzione d'onda rimane inalterata si dice invece che una funzione d'onda, è antisimmetrica
se uno scambio di particelle comporta un cambiamento di segno della funzione
d'onda.
Si vede subito, allora, che nel caso della
Y+
se si scambia l'elettrone 1 con l'elettrone 2 si ottiene:
Y(2,1) + Y(1,2)
= Y(1,2) + Y(2,1)
= Y+
mentre
nel caso della Y-:
Y(1,2)
- Y(2,1) - Y(1,2)
= - [Y(1,2) - Y(2,1)
] = - Y-
In
conclusione, la Y+
è una funzione d'onda simmetrica che corrisponde
ad uno stato legante e la Y-
è una funzione d'onda antisimmetrica che
corrisponde ad uno stato antilegante.
2 -
La funzione d'onda di spin
Lo spin è rimasto per noi un qualcosa che poteva assumere il valore +
1/2 o - 1/2 (beninteso: in unità h/2p ).
Le situazioni in cui era coinvolto lo spin, e che finora abbiamo incontrate,
erano situazioni statiche in
cui lo spin era un qualcosa di inalterabile e immediatamente individuabile una,
volta assegnato un certo elettrone. Ora il problema è un poco diverso: dato un
sistema a più elettroni (ad esempio a due elettroni), qual è
la probabilità di avere gli spin disposti in un certo modo? Qual è cioè
la probabilità di avere i due spin paralleli, qual è quella di avere i
due spin antiparalleli? Non è ancora finita. Se gli spin sono paralleli,
sono rivolti verso l'alto o verso il basso? E se sono antiparalleli, quale dei
due è rivolto verso l'alto e quale verso il basso? Questi sono i
problemi che abbiamo di fronte. Cerchiamo di risolverli.
La situazione che dobbiamo ora affrontare è analoga a quella che abbiamo
preso in considerazione quando nel passaggio dalla meccanica classica alla
quantistica, abbiamo sostituito la posizione dell'elettrone con
la funzione d'onda Y e con la probabilità |Y
| 2 .
Anche ora dobbiamo introdurre una funzione d'onda, questa volta sarà una
funzione d'onda di spin che, anziché essere funzione delle coordinate spaziali
x, y e z come la Y , sarà funzione del valore che
assume lo spin e che indicheremo con la lettera greca s
(leggi : sigma).(2)
Possiamo allora indicare: con s +
la funzione d'onda di spin di un singolo elettrone con lo spin diretto
verso l'alto, con s - la funzione d'onda
di spin di un singolo elettrone con lo spin diretto verso il basso.
In questo modo: se all'inizio abbiamo un elettrone con spin diretto verso
l'alto, dovremo considerare la funzione d'onda di spin s
+ e
la probabilità | s
+ |2 di trovare i
valori + 1/2 o - 1/2 per lo spin dell'elettrone;
se all'inizio abbiamo un elettrone con spin diretto verso il basso,
dovremo considerare la funzione d'onda di spin
s -
e la probabilità |s -| 2
di trovare i valori + 1/2 o - 1/2 per lo spin dell'elettrone.(3)
Supponiamo ora di avere due elettroni 1 e 2, per il momento, non
interagenti. Le possibilità di sistemazione di questi due elettroni sono
quattro, cioè:
(1) o
ambedue gli elettroni hanno spin rivolto verso l'alto e questo fatto corrisponde
ad una funzione d'onda di spin totale, prodotto delle
singole funzioni d'onda di spin (si ricordi quanto abbiamo detto a proposito
della probabilità composta) pari a:
s1 + . s2
+
avendo indicato con i subindici 1 e 2 gli elettroni in oggetto;
(2) o
l'elettrone 1 ha lo spin rivolto verso l'alto mentre l'elettrone
2 lo ha rivolto verso il basso e questo fatto corrisponde ad una funzione d'onda
di spin totale (prodotto delle singole funzioni d'onda
di spin) pari a:
s1
+ . s2 -
(3) o
l'elettrone 1 ha lo spin rivolto verso il basso mentre l'elettrone
2 lo ha rivolto verso l'alto e questo fatto corrisponde ad una funzione d'onda di spin totale pari a:
s1 - . s2
+
(4)
o ambedue gli elettroni hanno spin rivolto verso il basso e questo
fatto corrisponde ad una funzione d'onda di spin totale pari a:
s1 - . s2
-
Riassumendo,
per gli spin di due elettroni non interagenti, si hanno le
seguenti quattro possibilità:
Supponiamo
ora che i due elettroni, in qualche modo, possano interagire.
In questa interazione, rispetto alla. situazione precedente, occorrerà tener
conto dello scambio dell'elettrone 1 con l'elettrone 2. Più precisamente, per i
quattro casi visti precedentemente, bisognerà considerare
il fenomeno di risonanza perfettamente analogo a quello incontrato per la
funzione d'onda orbitale Y quando abbiamo parlato
della molecola-ione idrogeno H2+
e della molecola d'idrogeno H2, Ora la struttura (1), vista
prima,
non può far altro che risuonare
con se stessa poiché lo scambio degli
elettroni 1 e 2 porta ad una situazione identica a prima dello scambio.
Lo stesso discorso vale per la struttura (4). Diversa invece è la situazione
per le strutture (2) e (3) che possono, analogamente a quanto visto
per la Y , risuonare tra di loro. Questo fatto si può
esprimere con una
combinazione lineare della (2) e (3) e di queste combinazioni lineari ne
esistono due (la somma tra la (2) e la (3) e la differenza fra queste due
strutture). In definitiva, per la funzione d'onda di spin totale di due
elettroni interagenti si hanno le seguenti quattro possibilità:

Vediamo,
come applicazione del paragrafo precedente, quali tra queste funzioni d'onda di
spin sono simmetriche o antisimmetriche per lo scambio degli elettroni.
TAVOLA 1
II
risultato è evidente: solo sIII
è antisimmetrica, tutte le altre sono
simmetriche.
3 -
La funzione d'onda completa ed il principio di Pauli
Quello che abbiamo fino qui detto ci deve convincere che per descrivere
un elettrone non basta dare la sua funzione d'onda spaziale Y,
ma occorre anche dare la sua. funzione d'onda di spin s.
Infatti la Y è in
grado di farci arrivare a dare la zona di spazio in cui l'elettrone
ha probabilità di trovarsi ma, a questo punto, manca l'informazione sul
suo spin (è diretto verso l'alto o verso il basso ?). A questa informazione si
può giungere prendendo in considerazione la funzione d'onda di
spin s.
Quindi la descrizione più completa di un elettrone la si può fornire
dando sia, la Y che la s
le quali due funzioni d'onda, moltiplicate tra di loro, ci danno la funzione
d'onda completa Y' di un dato sistema:
Y'
= Y . s.
Anche a questa funzione d'onda completa si possono applicare le
definizioni di simmetria ed antisimmetria, date precedentemente.
La simmetria o antisimmetria della Y'
discende ovviamente dalla
simmetria o antisimmetria del prodotto tra la Y e la s;
vediamo allora
i possibili casi che si possono presentare quando si hanno due elettroni
1 e 2 interagenti tra di loro. Abbiamo già detto che per questi due elettroni
la funzione d'onda spaziale Y può essere o
simmetrica o antisimmetrica:
Y+
=
Y(1,2) + Y(2,1)
Y-
=
Y(1,2) - Y(2,1)
mentre
la funzione d'onda di spin può risultare simmetrica in tre casi
(sI, sII,sIV)
ed antisimmetrica in un caso (sIII).
Per vedere allora la simmetria o antisimmetria della funzione
d'onda completa Y'
occorre fare tutti i possibili prodotti tra le Y+
e Y- e le sI,
sII, sIII,
sIV e studiarne
la simmetria.
TAVOLA 2
Questi
conti, riportati nella tabella precedente, sono un poco noiosi ma
molto facili e comunque, consoliamoci, ci forniranno un risultato che va ben al
di là di essi e che non ci obbligherà più a farli. Osservando
infatti gli otto prodotti possibili ottenuti, si vede subito che:
(a)
il prodotto tra due funzioni d'onda simmetriche dà per risultato una
funzione d'onda completa simmetrica. [si vedano le (1), (2) e (4)];
(b)
il prodotto tra due funzioni d'onda antisimmetriche dà per risultato una
funzione d'onda completa simmetrica [si veda la (7)];
(c)
il prodotto tra una funzione d'onda simmetrica ed una antisimmetrica
dà per risultato una funzione d'onda completa antisimmetrica [ si
vedano le (3), (5), (6) ed (8)].
Riassumendo:
| Funzione d'onda spaziale Y |
Funzione d'onda di spin s |
Funzione d'onda completa Y' |
| simmetrica |
simmetrica |
simmetrica |
| simmetrica |
antisimmetrica |
antisimmetrica |
| antisimmetrica |
simmetrica |
antisimmetrica |
| antisimmetrica |
antisimmetrica |
simmetrica |
TAVOLA
3
A
questo punto siamo in grado di dare la formulazione del principio di
Pauli(4) nella sua forma più completa, dedotta come conseguenza
dello sviluppo della meccanica ondulatoria e quantistica:
la
funzione d'onda completa di un sistema di elettroni deve essere antisimmetrica
se si scambiano elettroni fra di loro.
In
base allora al principio di Pauli ora enunciato, delle otto funzioni
d'onda complete che sono state ottenute nella Tavola 2 per un sistema di
due elettroni interagenti, solo quattro sono permesse dal principio in
oggetto, la (3), la (5), la (6), la (8); cioè:

4
- Ritorniamo all'ipotetica molecola HeH
Nella situazione che avevamo:
ci
eravamo fermati alla considerazione che l'unica possibilità di scambio rimasta
valida era quella che porterebbe l'elettrone 3 al posto dell'elettrone 2 e
viceversa.
Quindi lo scambio dovrebbe avvenire tra la struttura:
descritta
dalla funzione d'onda spaziale Y (1,2,3)
e la struttura:
descritta
dalla, funzione d'onda spaziale Y (1,3,2)
e come si vede le funzioni d'onda spaziali differiscono solo per lo scambio
dell'elettrone 2 con l'elettrone 3.
Consideriamo allora la risonanza tra queste due strutture possibili che,
ormai sappiamo, è data dalle due combinazioni lineari:
Y+
=
Y(1,2,3) + Y(1,3,2)
Y-
=
Y(1,2,3) - Y(1,3,2).
Osserviamo
a questo punto che gli elettroni 2 e 3 in gioco (quelli che si
dovrebbero scambiare) hanno gli spin paralleli e rivolti verso l'alto, per cui,
per essi,
occorre prendere in considerazione la funzione d'onda di spin che ce
li dà, appunto, paralleli e rivolti verso l'alto, cioè s2
+ . s3 + .
Confrontando ora con la relazione (5) del paragrafo precedente, si ricava
subito che l'unico modo per avere una funzione d'onda completa antisimmetrica
(come richiesto dal principio di Pauli) è che la funzione d'onda
di spin in oggetto (s2 + .
s3 + ) sia moltiplicata per la
funzione d'onda spaziale Y-
=
Y(1,2,3) - Y(1,3,2)
[e questo perché, ricordando la tavola 3
e che s2 + . s3
+ è simmetrica, l'unico modo per ottenere una funzione
d'onda completa antisimmetrica è che essa sia originata dal prodotto di una
funzione d'onda simmetrica con una antisimmetrica].
In definitiva, l'unica possibilità che si ha per il legame
nell'ipotetica molecola HeH è che si abbia una funzione d'onda completa:
Y' = [Y(1,2,3) - Y(1,3,2)][
s2 + . s3
+].
Per
giungere alla nostra conclusione non resta che una osservazione: la combinazione
antisimmetrica tra le funzioni d'onda, spaziali Y(1,2,3)
- Y(1,3,2)
è
quella che abbiamo visto, sia per la molecola-ione idrogeno che per la
molecola di idrogeno, essere antilegante, essere cioè tale da non originare mai
legami.
Quindi l'eventualità possibile rimasta per la formazione di un
legame molecolare HeH, cioè quella di uno scambio tra gli elettroni 2 e
3 che sono paralleli, comporta come conseguenza una funzione d'onda spaziale
antilegante, per cui, in ogni caso, non è possibile che si abbia
una molecola HeH.
5 -
Un altro esempio: l'ipotetica molecola He2
Con argomenti analoghi a quelli visti per l'impossibile molecola
HeH, Heitler e London esaminarono la possibilità di formazione di una
molecola tra due atomi di elio (l'ipotetica molecola. He2).
Denotiamo con He i due atomi di elio e numeriamo i quattro elettroni con
i numeri 1,2,3 e 4, si ha:
Per la formazione del legame vi è la possibilità che si scambino fra
loro spin antiparalleli (1 con 4 oppure 2 con 3). Questo fatto è però impedito
dalla prima formulazione del principio di Pauli infatti,
in ambedue le eventualità di scambio proposte, sugli stessi orbitali 1s
dei singoli atomi di elio verrebbero a trovarsi elettroni con spin paralleli:
Rimane
la possibilità che si scambino tra loro spin paralleli (1 con 3
oppure 2 con 4) ed in questo caso avremmo:


Se si
verificasse questa ipotesi la funzione d'onda di spin avrebbe la sola possibilità
di essere simmetrica, (o s2
+ . s4 + oppure
s1 - . s3
- ) con la conseguenza che, per l'ultima formulazione data per
il principio di Pauli, per avere una funzione d'onda completa antisimmetrica,
deve aversi una funzione
d'onda spaziale antisimmetrica e cioè antilegante. In definitiva, il legame
He2
non si forma.
Possiamo
trarre una conclusione di validità generale che è molto utile per spiegarci
tante regole empiriche che già abbiamo in qualche
modo sentito e tante cose che vedremo più avanti: tutti gli atomi che
hanno su ogni loro orbitale due elettroni con spin accoppiati (antiparalleli,
per il principio di Pauli) saranno in genere chimicamente inerti
(non daranno origine a legami di qualsivoglia tipo); solo gli atomi che
hanno un qualche orbitale con un solo elettrone (e quindi disaccoppiato)
hanno la possibilità di formare legami (sono gli elettroni disaccoppiati
che determinano le proprietà chimiche degli elementi).
6 - Altre molecole biatomiche omonucleari
Le altre molecole biatomiche omonucleari, oltre a quelle trattate,
sono costituite da atomi contenenti, ciascuno, più di due elettroni. Per
renderei conto di quali complicazioni nascono, cerchiamo di scriverci la
funzione d'onda completa (parte spaziale più parte di spin) per la molecola di
elio ionizzata He2+ . In questo caso si hanno solo tre
elettroni e
si dispone di due livelli energetici. Chiamiamo con:
- 1,
2, 3 gli elettroni;
-
A
e B
i nuclei
atomici dei
due atomi
di elio;
- YA
e YB
le funzioni d'onda spaziali;
- s
+ e s
- le funzioni d'onda di spin.
I tre elettroni possono avere le seguenti sistemazioni rispetto
ai nuclei
A e B:
(1)
a cui corrisponderà una funzione d'onda YI
(2)
a cui corrisponderà una funzione d'onda YII
(3)
a cui corrisponderà una
funzione d'onda YIII
(4)
a cui corrisponderà una funzione d'onda YIV
La
sistemazione 1 corrisponde a He + He+ (analogamente alla sistemazione
3),
la sistemazione 2 corrisponde a He+ +
He (analogamente alla sistemazione 4).
La differenza esistenti tra le sistemazioni 1 e 3 e tra le sistemazioni 2
e 4 è che l'elettrone disaccoppiato ha spin rivolto verso l'alto in 1 e 2
e spin rivolto verso il basso in 3 e 4.
La funzione d'onda YI, che
descrive la sistemazione 1, sarà composta da una somma di prodotti contenente
tanti addendi quante sono tutte
le possibili permutazioni dei tre elettroni nei due orbitali.
Riferendoci alla sistemazione 1, vediamo quante sono le possibili
permutazioni dei tre elettroni servendoci della Tavola 4.(6)
TAVOLA
4
Si
dovrà quindi avere una funzione d'onda YI composta
da 6 termini e precisamente dai 6 termini che abbiamo indicato sulla destra
della Tavola 4 (la sistemazione 1, per l'indistinguibilità degli elettroni,
risuona tra queste 6 permutazioni e quindi la funzione d'onda YI
dovrà essere una combinazione lineare delle 6 funzioni d'onda complete che
rappresentano le 6 possibili permutazioni). Il segno da assegnare ad ogni
singolo
termine si può ricavare da una regola che trae origine dall'ultima formulazione
del principio di Pauli che abbiamo dato: si fissa il segno del 1°
termine e quindi il segno di ogni termine successivo sarà dato contando
il numero degli scambi elettronici che si sono fatti in quella permutazione; se
il numero degli scambi è pari si avrà lo stesso segno che abbiamo
fissato per il 1° termine, se è dispari si avrà segno opposto. Nel nostro
caso, fissato come positivo il segno del 1° termine, si avranno segni
alternati, osservando che ogni termine successivo delle funzioni d'onda complete
della Tavola 4 si ottiene per lo scambio di un solo elettrone. In definitiva
si ha:
Con
uno stesso ragionamento si calcola YII
La
molecola He2+ sarà
formata da. una combinazione lineare delle YI
e YII (7) (di queste
combinazioni lineari ne esistono due; allo scopo si rivedano le
note relative al capitolo che trattava la molecola ione idrogeno):
Y+
= YI + Y
II
Y-
=
YI - YII
poiché
essa. sarà dovuta alla risonanza tra le due sistemazioni 1 e 2 (le
uniche due
sistemazioni che presentano due elettroni con lo spin rivolto
verso l'alto ed uno con lo spin rivolto verso il basso).
Si tratterebbe a questo punto di farsi i conti che, come si vede,
sono molto lunghi e complicati.
Ebbene questi conti erano relativi solo a tre elettroni e a due
livelli energetici: le funzioni d'onda YI
e Y
II risultavano formate da 6
termini. Con 4 elettroni i termini sarebbero diventati 24, con 5 elettroni
(su tre orbitali) si avrebbe avuto a che fare con 120 termini, con 6 elettroni
(su tre orbitali) si sarebbero avuti 720 termini. Si tratterebbe
poi di farne le combinazioni lineari. Si può ben capire che i conti si
fanno sempre più difficili e si pensi poi che, nonostante queste complicazioni
di calcolo, essi restano ancora approssimati poiché per fare un
conto che sia sufficientemente completo occorrerebbe considerare tutti i
successivi miglioramenti che abbiamo utilizzato per la molecola di idrogeno
(effetto di schermo di un atomo sull'altro; polarizzazione indotta da un atomo
sull'altro e viceversa; introduzione
di altre strutture possibili
con le quali le già introdotte possano risuonare; ... ). Quei conti che
erano lunghi e difficili diventano da un certo punto impossibili, a meno
che non si disponga di un calcolatore che lavori in tempo reale.
Sono quindi necessarie delle semplificazioni che comportano delle
approssimazioni. Conseguentemente la descrizione di molecole biatomiche
omonucleari con il metodo L.V. non può che essere qualitativa:
1) un
legame può formarsi solo se sugli orbitali atomici degli atomi
che debbono formare la molecola vi sono elettroni disaccoppiati;
2)
questi elettroni debbono avere spin antiparalleli di modo che la funzione d'onda
completa del sistema di elettroni risulti antisimmetrica
se si scambiano elettroni tra loro;
3) se
non si sa bene quali elettroni accoppiare tra due atomi vale il criterio della
massima sovrapposizione tra le rispettive nuvole di carica:
si accoppieranno quegli elettroni le cui nuvole di carica si sovrappongono di più.
Ma
anche qui bisogna fare attenzione poiché quest'ultima
approssimazione
può portare a dei risultati non in accordo con l'esperienza come ad esempio
accade per l'atomo di ossigeno. Quest'ultimo ha la seguente configurazione
elettronica:
O [(1s2)(2s2)(2px2)(2py)(2pz]
sembrerebbe
quindi che, nella formazione della molecola d'ossigeno, tutti
gli orbitali atomici vadano a saturarsi con
coppie di elettroni aventi
spin antiparalleli. I fatti sperimentali smentiscono questa conclusione
mostrando
che la molecola di
ossigeno (O2 ) deve avere due elettroni disaccoppiati. Vedremo più
oltre che la teoria dell'orbitale molecolare
rende conto di questo fatto.
In conclusione, non tratteremo qui particolari molecole biatomiche
omonucleari, riservandoci di farlo mediante la teoria dell'orbitale
molecolare che fornisce, almeno in questi casi, risultati più facilmente
comprensibili.
7
- Molecole biatomiche eteronucleari
Lo studio di queste molecole si fa con lo stesso metodo utilizzato per
quelle omonucleari solo che ora occorre tener conto del fatto che
le molecole che si ottengono hanno in più la caratteristica di essere polari.
Se i due atomi che vanno a formare la moleoola sono A e B, si dovranno
considerare le due strutture ioniche possibili A+B-
e A- B+ . Tra queste
due una avrà un peso maggiore dell'altra e maggiore anche della
possibile struttura covalente AB. Di conseguenza occorrerà costruire una
combinazione lineare delle tre strutture (delle tre funzioni d'onda che
descrivono le tre strutture) che tenga conto dei differenti pesi di
ciascuna.
Per fissare le idee, supponiamo che l'atomo A sia più elettronegativo
(8)
dell'atomo B e limitiamoci al caso di sole funzioni d'onda spaziali (non
occupandoci di quelle di spin). Le tre funzioni d'onda possibili saranno;
Y(1,2) + Y(2,1)
-> struttura,
covalente AB
Y(1,2)
->
struttura ionica A-B
+
Y(2,1)
-> struttura
ionica A+B-
Tra
queste il peso maggiore lo ha Y(1,2) , quindi Y(1,2)
+ Y(2,1) ed
infine Y(2,1).
La combinazione lineare di queste tre funzioni d'onda
sarà allora del tipo:
Y = k1 [Y(1,2)
+ Y(2,1] + k2 Y(1,2)
+ k3 Y(2,1)
Come
prime approssimazioni, presenti nella relazione scritta: non si è considerato
l'effetto di schermo (valutato compreso nelle tre strutture
prese in considerazione); si trascura l'effetto di polarizzazione (è piccola ed
inoltre presenta grosse difficoltà di calcolo); si suppone che
gli orbitali dei termini ionici siano gli stessi del termine covalente
(gli errori cosi introdotti sono trascurabili).
Nelle relazioni scritte i pesi delle varie funzioni d'onda sono
dati da k1, k2, k3
e queste costanti debbono essere trovate imponendo la
condizione che l'energia che compete alla Y sia
minima (lo stato descritto
dalla Y sia, cioè stabile in modo che la molecola
possa formarsi). A questo
punto si fa un'altra approssimazione: si trascura k3 poiché, essendo
A
più elettronegativo di
B, è
molto
improbabile che i due
elettroni si trovino vicini
a B. In questo modo si trova:
Y = k1 [Y(1,2)
+ Y(2,1)] + k2 Y(1,2)
da
cui, a meno di un fattore costante:
Y = [Y(1,2) + Y(2,1)]
+ k2/k1 Y(1,2)
da
cui:
Y = [Y(1,2) + Y(2,1)]
+ k Y(1,2)
ed in
definitiva:
Y =
Ycovalente
+ Yionica
Si
tratta quindi di determinare k, poiché dal suo valore dipende il carattere
polare o ionico della molecola. Ma purtroppo è quasi sempre impossibile farlo
direttamente, dovendo trovare metodi diversi tra i quali, uno
dei più usati (anche se, alla pari degli altri, poco soddisfacente) consiste
nella misura sperimentale del momento di dipolo della molecola, dal
quale si risale al valore di k.
Prima di concludere avvertiamo, anche qui, che alcune molecole
biatomiche eteronucleari saranno trattate utilizzando il metodo dell'orbitale
molecolare che inizieremo a discutere nel prossimo paragrafo.
NOTE
(1)
I numeri che compaiono tra parentesi in Y(1,2)
ed in Y(2,1) indicano gli elettroni 1,2 in
oggetto. La Y(1,2) sta per: elettrone 1
vicino al nucleo A ed elettrone 2 vicino al nucleo B; la Y(2,1)
sta
per: elettrone 2 vicino al nucleo A ed elettrone 1 vicino al nucleo
B. Valgono allora le seguenti identità:
Y+
= YI + Y
II = Y(1,2) + Y(2,1)
= YA(1)YB(2)
+ YA(2)YB(1)
Y-
=
YI - YII
=
Y(1,2) - Y(2,1)
= YA(1)YB(2)
- YA(2)YB(1)
(2)
Si osservi che, mentre lo spazio della Y ha un numero
infinito di
punti dati dalle tre coordinate x, y e z, lo spazio della s
per un
elettrone ha soltanto due valori (o + 1/2 o - 1/2). Va inoltre detto
che la funzione d'onda di spin s non è legata
all'energia, che compete esclusivamente alla funzione d'onda spaziale Y.
Va infine fatto
notare che è la funzione d'onda spaziale Y che
determina gli allineamenti degli spin e non viceversa.
(3)
Si veda: G. Herzberg - Spettri atomici e struttura atomica -
Boringhieri, 1961; pag. 129.
(4)
II principio di Pauli, nella formulazione che conoscevamo, era stato
enunciato dallo stesso Pauli nel 1925. Questa seconda formulazione fu
data, sempre da Pauli, nel 1927, subito dopo i primi importanti sviluppi della
meccanica, ondulatoria e quantistica.
(5)
Come abbiamo già accennato parlando delle forze ai London, quando abbiamo
trattato del problema più generale delle forze di Van der Waals, in alcune
circostanze c'è la possibilità di trovare delle molecole He2 .
(6)
Per capire perché nella Tavola figurano dei prodotti tra funzioni d'onda
complete, si rivedano i concetti elementari della probabilità
composta. Qui, come esempio, diciamo solo che la prima funzione che figura
nella Tavola rappresenta il verificarsi simultaneo dei seguenti eventi:
elettrone 1 vicino al nucleo A con lo spin rivolto verso l'alto; elettrone 2
vicino al nucleo A con lo spin rivolto verso il basso; elettrone 3 vicino
nucleo B con lo spin rivolto verso l'alto.
(7)
Un analogo ragionamento può essere fatto per le YIII
e YIV che conducono alla medesima
situazione energetica. Si può anche facilmente mostrare che, ad esempio, la YI
è anti simmetrica per lo scambio di due
elettroni tra di loro (soddisfa cioè la seconda formulazione del principio di
Pauli) fatto che conferisce alla YI una
configurazione stabile
nella formazione della molecola.
(8) Si definisce come elettronegatività
il potere di un atomo di una molecola di attrarre elettroni vicino a sé.
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