1 - Dio virus - M'infilai nella antica chiesa di S. Salvatore a
Badia a Settimo, alla ricerca del
sepolcro di Dino Campana. A due passi dall'autostrada. Quella chiesa, è bella
fuori e bella dentro. La
pietra tombale che porta il nome di Campana, per terra, è al buio. Si vede
poco. Ci passeggiai intorno
un paio di volte, guardandola. "Un rituale", dissi dentro di me. A
quel punto mi chiesi cosa c'ero
venuto a fare. A rilassarmi con un gesto inutile ma amoroso? E ora Marradi lo
rivuole.
L'amministrazione del ricordo. In quella, sentii lo sciame dei ragazzi che
entrava appresso al prete.
C'era stata una partita di pallone, lì vicino. Il prete s'asciugava il sudore.
I ragazzi schiamazzavano. Poi
s'infilarono in una stanza interna (la parrocchia?), confluendo come acqua nello
scarico di un
lavandino. Dopo pochi minuti, li sentii cantare, accompagnati da una chitarra:
"O signore, signore nei
cieli...".
Un semplice signore è uno qualunque, ma nei cieli è dio. Il prete aveva
incominciato a
"inserirsi abusivamente nelle memorie" di quei circa quindicenni e
stava lavorando nelle loro teste con
il virus divino esattamente come uno hacker nei programmi e nelle memorie di un
computer. Fui felice
che Campana mi avesse dato l'occasione di vedere tutto questo. Fino a un minuto
prima, non avevo
capito che i preti lavorano esattamente come hackers e che dio è il loro virus.
Dio è il più devastante ed
efficace virus informatico che possa essere installato nelle nostre personali
reti neurali. Difficilissimo
da eliminare. Ma, anche quando sembra eliminato, si riattiva in punto di morte,
specie se si è
rincoglioniti e si manda a chiamare lo hacker perché lo riattivi. Molti laici
lo hanno fatto. Lo hacker è
contento: non vale dirgli che un moribondo rimbambito è un successo miserabile.
Lui sta solo
verificando se il virus fa quello che deve fare. Ora mi era chiaro come un
paesaggio illuminato dal
sole, come la campagna accesa dai bengala durante i bombardamenti della mia
infanzia. Come non
averci pensato prima?
Pensai a tutto ciò che non c'era e poi c'è. Tutto ciò che genera
rimpianto, paura, desiderio,
illusione, speranza, disgusto, semplicemente ricordo. Via via che viviamo, la
memoria cresce come una
palla di neve che rotola. Deve essere così anche per i gatti, o i merli. La
geografia dell'immediata
vicinanza si aggrega in luoghi memorabili, da evitare o rivisitare. Il gusto di
un cibo. Il timore di un
essere, cane o uomo che sia. La puzza di una discarica, di un cadavere. Il
bruciore del fuoco. Le
esperienze che diventano mostri del passato, accanto ai ricordi del piacere.
Tutti toccabili, o toccati (per
Bergson il passato non è meno reale del presente; ma la sua è solo un'idea
poetica). E poi, i grandi tarli
fantastici. A rodere la mente, a renderla un miscuglio informe di elementi
incoerenti. Ho visto un gatto
nero sulla mia strada. Ho versato il sale sulla tavola. Ho rotto uno specchio.
Ho seguito un carro
funebre vuoto. I virus, che ho nella memoria perché qualcuno ce li ha messi. Se
li avessi creati da me,
sarei immenso come la storia del mondo. E poi, il virus dei virus, il più
ostinato di tutti, il più elaborato
nella sua spaventosa ingenuità e banalità. Dio. Preparato, indirizzato e
spedito dalla più potente società
di hackers mai vista. La chiesa, l'islam, l'induismo e via elencando. In guerra
tra loro, come bande di
vandali. Inestirpabile virus: chi si preoccuperebbe di un virus che è solo una
parola?
Una parola. Una notizia. Un'informazione. Con tutte le qualità
dell'informazione riservata. Solo
per te. Io sono il signore dio tuo. Mica di tutti. Tuo, particolarmente tuo. Che
si occupa di te. Che
vuole bene a te. Nessun profumo, nessun rasoio, nessun wurstel, nessun
cioccolatino, nessun
aperitivo, nessun pannolone, nessun detersivo, nessun assorbente è così
esclusivo. Dio. Il dio tuo.
Capisci? E tu, lo rifiuti? E' gratis. Vuole solo cose buone. Sii buono e prega.
Vieni a farti riconoscere.
Fedele! Feeeedeeeeleeee! Sei qui, nella casa del signore. Cantiamo insieme:
"O signore, signore nei
cieli...". Inginocchiati. Qui, a S. Salvatore, nella Badia a Settimo.
Accanto a quel poveraccio di Dino
Campana. Che gode. In cielo. Sai come si gode! in cielo...
"Porca vacca", dissi tra me e me. "Questo hacker è duro
da tenere a bada". Perché il suo virus è
"astratto". Trascendente. Soprannaturale. Metafisico. Dunque concepito
solo mentalmente (sembra
che agli hackers basti; anche se poi cercano continuamente di farlo apparire nel
mondo materiale; a
modo suo, naturalmente, cioè facendo scena con un miracolo, una apparizione
dove non ci dovrebbe
essere; però se uno insiste sulla volgarità di queste manifestazioni da
prestigiatore, rinunciano; ti
dicono che basta pensarlo; l'importante è credere e dare retta a loro). Fate
questo esercizio. Provate a
dimostrare che non esiste qualcosa che non esiste [1] . Dimostrate in modo
convincente (le prove! le
prove!) che non esistono le fate, i fantasmi, i folletti - può bastare - dopo
averli nominati. Specie a un
gruppo di bambini. Perché ciò che non esiste si aggrappa alla domanda:
"ma se poi esiste?". Mentre
ciò che esiste non è altrettanto abbinato alla domanda : "e se poi non
esiste?", perché l'esistenza stessa
di ciò che esiste risponde in anticipo. Una specie di paradosso di Hempel:
"i non neri non sono corvi",
una verità miserabile in confronto a "i corvi sono neri". In realtà,
qui siamo a una antinomia. Una
versione di quella del mentitore, "io mento". Sarebbe: "non c'è
modo di dimostrare che non esiste ciò
che non esiste". Questa antinomia spiega perché i laici ci restano sempre
fregati... Perciò, dio è un
virus, e chi ne parla, anche soltanto ne parla, è uno hacker. Lascia comunque
una traccia. Come i
copertoni nel fango, la pioggia sui vetri, l'inchiostro su un foglio. Immaginate
la nostra mente solcata
dalla traccia di dio che incrocia ogni altra linea di pensiero. Non ci se ne
libera mai più. Eppure,
varrebbe la pena di dimostrare che è antinomico; o, meglio, un non-sense.
Se ciò che il profeta ha predetto
nel
nome del Signore non è
avvenuto, il Signore non l'ha detto,
ma il profeta ha inventato per
presunzione:
non temerlo.
Deuteronomio, XIX, 22
2 - Mass-merda - Io credo che con i mezzi di comunicazione si
possa far passare di tutto nella
testa della gente. In un certo senso, rovescio il problema di Turing. Si può
distinguere un interlocutore
umano da un computer? No. Perché un umano ha la ricettività passiva di un
computer. Non sarebbe il
computer a non farcela a uguagliare la mente umana, ma l'umano a non essere più
di un computer. Per
giunta, di un computer infettato da milioni di virus, su su fino al virus
divino. I mezzi di
comunicazione di massa dimostrano al di là di ogni possibile dubbio che la
mente umana è distrutta dalle sue infezioni infantili. Regole di rispetto,
regole di importanza, regole di soggezione, regole di
assuefazione hanno infettato i bambini da che l'umanità ha una cultura. Provate
a interpretare
spassionatamente. Prendete questa notizia di giornale: "II famoso pentito
di mafia Tommaso Buscetta
guarito con la terapia Di Bella". Moltitudini umane useranno Buscetta come
prova della validità della
terapia del patetico dottore. Se fosse stato il mio fruttivendolo a guarire, il
giornale non lo avrebbe
portato come "prova provata". Così la mente sguazza nella merda dei
mass. Quale virus ha agito, in
questo caso? E non sarà lo stesso che poi fa attribuire a padre Pio le
guarigioni miracolose? Non sarà
sempre dio, in una versione più o meno volgare?
Però, non tutti i messaggi hanno lo stesso
effetto condizionante. Solo quelli che inducono una
qualche forma "naturale" di stupidità; magari basata sulla paura o
sulla libidine o sulla crudeltà o sulla
sopraffazione. L'insensatezza paga se illude; se punta sul ridicolo, perde. Non
ne sono sicuro.
Potrebbe anche essere che una insensatezza sarcastica venisse presa sul serio.
Perciò, ho deciso di
lanciare i miei messaggi, per verificarne il successo a dispetto della loro
insensatezza. Ho aperto un
sito su Intemet. Poi ve lo dico. Anche subito: www.dio.tassista.com . Lo scopo
è di lanciare in rete
problemi teo-logici, man mano che mi vengono in mente. Il primo è stato:
Si definisce Karma frazionario la reincarnazione parziale. Il
paradosso di Lombardi Vallauri
dice: la colpa,
in una giurisprudenza logicamente fondata, non può essere che personale, di chi
l'ha
commessa. Dunque, il peccato originale non esiste, e il battesimo è mutile: la
colpa è solo di Adamo
ed Eva. Domanda: credere nella reincarnazione può ripristinare il peccato
originale, per quella
frazione di
Adamo o Eva che si è reincarnata in noi?
Ecco, questo è un esempio. Naturalmente, non dico a nessuno che il
problema è per me ridicolo
e che mi sto sbellicando dalle risate. No. Faccio finta di crederci. E aspetto
uno hacker che mi prenda
sul serio.
Serio? Ho fatto un esperimento. La pubblicità è lo specchio migliore
dell'umanità. Perché la
interpreta, la asseconda. Chi fa pubblicità capisce gli uomini (e le donne e i
bambini). La pubblicità è
la vera letteratura universale. La finzione motore del commercio dei beni. Una
bugia che muove le cose
e le persone. E se nella pubblicità cominciassimo a introdurre elementi
letterali innovativi? Ho provato
a spedire alcune proposte di "motti di spirito" da accoppiare a
prodotti varii. A una ditta giapponese di
detersivi ho proposto di scrivere sui suoi contenitori "Prodotto del Sol
Lavante". Non mi hanno
nemmeno risposto. A un farmaceutico che fa assorbenti ho proposto una confezione
per giovani suore
con la scritta "Ego te absorbo". Niente. A una tipografia, un
cartello per la porta di una casa
d'appuntamenti: "Porno subito". Macché. A un editore, in vista del
vertiginoso aumento dell'età media,
una rivista umoristica: "Gerontocomix". No. Al produttore dell'acqua
minerale diuretica XXZZ:
"Merita una minzione speciale". Nix. Che pena, i miei simili! E allora
beccatevi dio! E' quello che vi
meritate.
Ma così come i mass-media sono il veicolo della devastazione mentale, il
riscatto non può venire
che da quello stesso strumento. Bisogna usarli. Ma, per farlo, bisogna avere un
nome,' essere
qualcuno. Avere una "attendibilità di massa". Difficile. Io avrei
pensato una strategia per farmi
rapidamente un nome. Serve un piccolo capitale. Per pubblicare necrologi. Per
esempio così:
C.B. si stringe alla famiglia
di
Isaiah
Berlin
nel rimpianto del maestro scomparso
Siamo
nel novembre '97. E nel marzo 1998:
C.B.
rimpiange, insieme ai suoi cari
Benjamin Spock
una
perdita per il mondo intero.
E in
luglio '98:
Dolce e cara
Norah Borges
non sei più qui per noi
per Jorge Luis e per me, il tuo C.B.
Eccetera.
Prima o poi qualcuno si chiederà: "e chi è, 'sto C.B.?". Cercheranno
di stanarmi. Mi
troveranno. Penseranno loro a costruirmi una storia addosso, con gli spunti che
gli darò. Ah! I media
possono tutto. Ma sono un cretino: Berlin? Spock? Borges? E chi li conosce?
Altro che attendibilità di
massa! Ci vogliono Battisti e de André e chiunque altro muoia tra i guitti, i
buttafuori, i comici, gli
attori, le cantanti. Io devo darmi una ragione e non buttare i soldi in
necrologi d'elite.
Sopportatemi ed io parlerò - e poi
se vi parrà, burlatevi delle mie
parole.
Giobb
e, XXI, 3
3 - Moke a joyful noise unto Lord - Fate un allegro baccano al
cospetto del signore. Bene. Non
mi sono fatto pregare. Sul sito internet ho lanciato due appelli: i) suggerite
uno scherzo da (per) preti
(eventualmente frati, suore, vescovi, cardinali, papa); ii) progettate un
miracolo. Le risposte non si
sono fatte aspettare. Un tizio mi ha proposto, dalla Baviera, di mandare i
tagliandi di richiesta dei
depliant di biancheria sexy indicando come richiedenti gli indirizzi di tutti i
conventi di suore (diciamo,
il maggior numero possibile; ma senza specificare che le destinatarie sono
suore, perché sennò la ditta
mangerebbe la foglia), e così per i conventi di frati, i depliant dei film hard
in cassetta. Non è male, ma
non è chiaro come si controllano gli effetti. Un altro mi ha proposto un
proiettore che proietti la
madonna sulle nuvole, ma secondo me si vede la colonna di luce e non funziona.
Un altro ha proposto
di disseminare i confessionali di cimici per registrare le confessioni su
nastro: non è male. E poi:
liquidi urticanti nelle acquasantiere, puntine da disegno sugli inginocchiatoi
o, in alternativa, sostanze
appiccicose (miele, colla): molto goliardia; e così pure ceri con petardo a
mezza altezza, sapone
liquido nelle cassette delle elemosine. Il più elaborato, nella sezione
miracoli, è un ologramma
dinamico raffigurante una colomba bianca alias spirito santo, da far volteggiare
tra il celebrante e i
fedeli a un momento opportuno; ma anche questo mi appare smascherabile troppo
facilmente.
Mi pare che i miei interlocutori siano tendenzialmente troppo virtuali
(penso che si dica così).
Ma rivolgendosi ai fedeli non si può. Dio si occupa di persone, e il miracolo
deve toccarci nella
persona. Per esempio, le stimmate (un amico medico mi ha insegnato come si fanno
e come si
mantengono a volontà). Oppure una pustola mostruosa, di quelle che davano
l'acquolina in bocca ad
Angela da Foligno (se mai è esistita), che poi scompare da un momento
all'altro. Bisogna mettersi
d'accordo con qualche buon prestigiatore non troppo schizzinoso.
Problema teologico:
Quanti
miracoli sono rimasti sconosciuti perché il miracolato ha avuto un infarto a
causa del
miracolo
stesso?
La rete, purtroppo, non offre molti spiriti razionali. Ci sono teppisti a
iosa, impiegati di basso
profilo, tastieromani, gente che naviga, naviga per navigare, e non sente il
vento e la salsedine di certi
mari virtuali. Magari sono religiosi, o cercano le sette per farci sopra due
timorose risate. E già. Perché
quelli sono furbi, appena aprono il capitolo "morte" mettono tutti in
ginocchio. Sofia Loren ha detto
che con la fede è meno penoso morire; siccome è un'autorità in materia,
subito il navigatore si fa serio
e scuro in volto. Del resto, chiunque io abbia interpellato mi ha detto che dio
scaturisce, sprizza,
soprattutto dalla paura della morte. Quel dio lì, quello è una specie di
"assicuratore sulla vita". Offre
contratti a pagamento per quando l'entità biologica andrà in pensione. E'
esoso: certe rinunce!
Soprattutto il sesso, ma anche il tempo libero.
Come
caratterizzereste la differenza tra la promessa del paradiso in cambio di certe
(concessioni e
la stipula di un contratto per un vitalizio? (Escludere le differenze nominali,
come quella tra preti e
agenti
assicurativi, chiesa e finanziaria o banca, comportamenti virtuosi e soldi).
Ed esercitava tutto il potere della
prima bestia nel cospetto di essa e
fece sì che la terra e i suoi abitatori
adorassero la prima bestia, la cui
piaga mortale era stata guarita.
Apocalisse XIII, 13
4 - Prima rivelazione dello hacker apocrifo della fine del II
millennio. - Un giorno mi è arrivato
questo messaggio, o dovrei chiamarlo testo? Era scritto in tono biblico
modernizzato, il che può fare
storcere il naso ai puristi. Aveva tutta l'aria di una profezia ed era firmato
"Lo hacker apocrifo". Diceva
così:
Ed ecco che dio si appalesò al papa polacco di quei tempi, che non
stramazzò al suolo perché
era genuinamente visionario ed erano anni che si aspettava di avere questa
gratificazione. Dio
aveva forma luminosa fluttuante e voce umana un pò dura, ma non era questa in
alcun modo la sua
immagine bensì quella che il suo servo si aspettava. - Senti - disse dio
all'attonito papa, andando per
le spicce - così non si può continuare. Avete fatto errori a non finire e non
lo dico solo a te ma a tutti
gli imam, i bramini, e gli stregoni del mondo. Avevo messo in piedi un così
bell'esperimento di
sistema biologico evolutivo e voi lo state contaminando irreparabilmente. Va a
finire che nelle mie
versioni precedenti ero meno condizionante di quanto voi mi abbiate fatto
diventare. Tra l'altro, non
vi conviene essere così opprimenti e impiccioni: la gente sta per abbandonarvi
in massa (e sarei
tentato di lasciare andare avanti le cose spontaneamente per vedere che cosa
succede; ma temo che
troppa gente venga uccisa e che tutto ritorni a uno stadio più primitivo
dell'esperimento). Meglio
dirvelo con le buone. Incominciamo dal sesso. Perché reprimere il piacere? Dite
una buona volta
che chiunque goda di sesso fa onore a un mio dono, comunque lo faccia senza
violenza. Capito? E
questa insistenza sulla castità! Smettetela una buona volta - è una
raccomandazione solo per voi
cattolici e pochi altri. Questi sono precetti contro natura: vi è chiaro? Il
sentimento d'amore è la sola
cosa che mi interessi, e come potrei sollecitarlo senza il desiderio sessuale
naturale? La
procreazione, perché sia naturale, dev'essere voluta; poi, come si procrea non
ha importanza. Ma
se non è voluta e può accadere per sbaglio, meglio lasciar perdere e non fare
guerre sante per
embrioni che non sanno nemmeno di esserlo. Non vorrai che si possano affidare
bambini agli
orfanotrofi e alle suore piuttosto che a madri che li vogliono anche se non li
hanno partoriti?
Insomma, smettetela di intromettervi nei rapporti umani, occupatevi di poche
cose semplici, e sarete
più amati anche voi che, oggi, siete guardati come rompiballe anche da molti
credenti. Ora va, fa
come ti dico, non filosofare a vanvera che tanto non ne sei capace e, se le cose
miglioreranno,
capirai da te come continuare. Tieni a bada i vescovi, che sono uomini di potere
insaziabili.
La forma luminosa si dissolse e il papa polacco sedette turbato su una
sedia un po' scomoda,
di quelle che si chiamano savonarole. Il dubbio lo prese alla bocca dello
stomaco. Era dio che gli
aveva parlato così brutalmente o un qualche invasore umano in grado di produrre
realtà virtuali nel
suo studio? Il papa, si sa, non sopporta il dubbio, gli fa male. E cosa gli
conveniva fare? E cosa gli
sarebbe successo se avesse disubbidito a questi ordini? E con chi mai avrebbe
potuto parlarne?
Qui il messaggio-testo si era interrotto, ma siccome era intitolato
"prima rivelazione", sperai
vivamente che arrivasse la seconda.
Asa rimosse anche Maaca, madre del rè,
dall'augusta dignità, perché ella aveva eretto
in
un boschetto sacro il simulacro di
Priapo...
Paralipomeni, XV, 16
5 - Chi controlla il controllore?- Il paganesimo non serve a
niente, dal punto di vista della
fondazione dell'etica, perché gli dei sono solo superuomini con
caratteristiche, diciamo così,
"biologiche" innaturali, ma con mentalità e temperamento a volte
perfino sub-umani. Perciò, una
religione pagana con molte divinità rissose e perfino un po' scostumate o
porcellone è facilmente
tollerabile, come un tocco di folklore, come una soap-opera, come uno svago
popolare. Probabilmente,
molti dei
disturbi psichici contemporanei
vengono dalla
mancanza di
esempi di
divina
spregiudicatezza. Invece, le religioni monoteiste incombono come una cappa su
tutti i nostri
comportamenti, privati e pubblici, perché sembrano nate esclusivamente per
quello. Se guardiamo le
nefandezze dei taleban afgani (ma ho visto in giro i Legionari di Cristo, e mi
è venuto un brivido) di
questi tempi ci possiamo fare un'idea precisa di come i preti realizzano i loro
sogni più perversi. Ma
anche gli altri non scherzano: tutti i monoteisti formano una scala a
caratteristiche repressive che va
con continuità da un dio all'altro. D bello è che si guardano in cagnesco, tra
loro!
Un quesito interessante mi sembra questo, che lancio in rete:
E' concepibile una religione monoteista non repressiva?
Oppure:
E' possibile
una religione monoteista permissiva?
Probabilmente,
la prima risposta che viene è: un dio non repressivo, addirittura permissivo,
che ci sta a
fare? A che serve? Qualcuno dirà che intanto serve a spiegare l'esistenza del
mondo e di noi stessi. Ma
sappiamo che di queste spiegazioni la gente non sente alcun bisogno: la scienza
prova a dargliele, ma
tutti fanno orecchie da mercante ("ah, sì? interessante, davvero... ma
queste cose mi fanno venire il
capogiro, il mal di testa, ecc."). Alle donnette casalinghe che non hanno
studiato, al bancario, al
fruttivendolo, al tabaccaio servono sensazioni più forti, un dio che si occupi
personalmente di lui, lo
giudichi, gli garantisca che il pentimento è valido. Quest'ultima non è una
battuta: tutto il cattolicesimo
è fondato sul pentimento. Certo, si dice che debba essere sincero, per valere,
ma questo è richiesto solo
a chi crede in dio in un modo così estremo da essere disposto a patire qualcosa
per avere il perdono.
Non ricordo autodenunce di evasori fiscali credenti, o di semplici ladri, o di
altri delinquenti di tipo
corrente nella buona e religiosissima società.
Ovviamente, Gesù era una gran brava persona. Eccezionale, e anche molto:
il che vuole dire che,
come lui, non ce ne sono tanto spesso. Banale. Ma il dramma dell'umanità è
proprio la rarità dei
Gesù. Se fossero più comuni, tutto funzionerebbe a meraviglia (a patto che non
litigassero tra di loro,
come fanno invece i
loro seguaci). Qualcuno dubita che un mondo pieno di Gesù sarebbe meglio di
un mondo pieno di Gengis Khan o anche soltanto di avvocati Previti?
Naturalmente, Gesù, Maometto,
Buddha o Confucio fa quasi lo stesso, sono tutte brave persone, comprensive e
concilianti. Ma i loro
seguaci - è il caso di dire - dio ne scampi! Il seme della discordia, però, lo
hanno sparso loro, gli
iniziatori, i prototipi; o, almeno, non lo hanno distrutto sul nascere. Hanno
preteso di essere divini, o
non hanno rinunciato abbastanza a farsi credere tali. Gesù, il Gesù tramandato
(chissà lui, poi, che
cosa pensava veramente di sé) era dichiaratamente figlio di dio; Siddarta
Gautamo, detto Budda, non lo
pretendeva affatto, ma è finito suo malgrado in mano a seguaci degeneri, anche
se si è sempre
guardato bene dal minacciare direttamente la morale, che è purtroppo il modo
con cui si afferma il
potere lobbystico della congrega al seguito. Ci siamo capiti: insomma, è l'idea
della divinità che ha
guastato l'evoluzione del tipo umano. Se Gesù & Co. si fossero limitati a
dare un esempio, sarebbe
stato molto meglio. Ma hanno voluto fare i furbi, strafare, millantare
affiliazioni con una guida
soprannaturale, pretendere di essere la verità, l'infallibilità, la
rappresentanza unica di un garante
smisurato, assoluto. Tutto il male nasce da lì: perché, o si crede, o il
trucco non funziona. E allora,
come impedire che qualche zelota non ti passi a fil di spada o non ti dia fuoco
se per caso dici: "io,
veramente, non credo affatto". Credere o non credere è il fondamento di un
potere, un potere su chi
crede, esercitato dai custodi della credenza. Non credere diventa un torto, poi
una colpa, poi un delitto:
Gesù, poverino, non sembra conciliabile con un dio che punisce chi non crede;
ha l'aria ben più
tollerante verso i "peccati d'opinione". E forse anche Maometto non
sarebbe personalmente fiscale
come un prete; e non parliamo di Buddha o Confucio.
Dunque, da una parte queste brave e rimarchevoli persone, dall'altra
l'umanità, i gonzi. Fra
queste due estremità, gli uomini di potere, i papi, gli imam, i dalai lama, i
vescovi, i monaci e via
discorrendo. Ci vuole tanto a capire che per avere un ruolo nella storia bisogna
imparare a governare
gli imbecilli? E che è l'imbecillità diffusa che consente di fare ricorso alla
fede e alla religione per
regolare i doveri del popolo a proprio piacimento? Ma non dirò che noi laici
siamo più avanti
(nell'evoluzione) perché non è vero. Siamo solo scampati a un pericolo, senza
avere mai raggiunto la
capacità di segnalarlo in modo convincente agli altri terrestri. E' un po' come
quando si vorrebbe fare
un favore ad uno che non lo vuole.
E un vento mandato dal signore, prendendo
delle
quaglie al di là del mare, le trasportò e le fece
cadere sugli accampamenti da ogni parte intorno
al campo, per lo spazio di una giornata di cammino,
e svolazzavano per l'aria ali 'altezza di due cubiti
sopra la terra.
Numeri,
XI, 31
6 - Venghino, venghino! - Una volta preso il potere, a che servono
i prodigi? Questa è una
domanda ingenua, che serve solo a sottolineare certe debolezze del pensiero
laico. Il potere ha bisogno
di manutenzione. In questo, il pensiero della chiesa (specie cattolica) è senza
scrupoli; anzi, senza
pudore. Può anche fare finta (al vertice) di dubitare che la madonna che piange
sangue non sia un
prodigio genuino; ma non arriverebbe mai al punto di deridere la credulità
popolare e, anzi, chiude uno
e anche due occhi purché la gente si accalchi attorno al fenomeno. Ci vuole una
dose di cattivo gusto
non comune per servirsi di simili schifezze. Ogni sghignazzo è considerato
bestemmia, ogni
interrogativo imbarazzante, pure. Si può donare la madonna, a partire da quel
sangue? Ahi, ahi! Se si
scopre che è il sangue di un poveraccio, magari rubato a una banca del sangue,
bisogna informare i
carabinieri? Se è di pollo, è meno miracoloso? E se è tintura? A me
sembrerebbe miracoloso lo stesso,
se di miracolo si trattasse: io non credo ai miracoli, perciò non mi fa specie
che il sangue non sia
umano ma solo l'idea che una statua faccia una cosa purchessìa. Anche un po'
di pipì, se è il caso, ma
potete scommettere
che la pipì è poco "celeste"; satanica, addirittura. Insomma, a
parlarne in
pubblico, si aprono spazi insperati di blasfemìa, da capogiro.
Un mio amico medico (come ho già detto) mi ha spiegato come si fanno le
stimmate. Ma è
molto difficile controllarle scientificamente, perché le stimmate sono un
diritto, coperto da privacy; e
noi laici siamo garantisti, dalla nascita. Ma si potrebbe mai privare il mondo
dei sofferenti dell'inutile
gita a Lourdes? Si può sconsigliare il viaggio a Fatima, a Loreto o in qualche
luogo polacco con statue
promettenti? Sarebbe come dire: "E' proibito andare a vedere le aurore
boreali, o le cascate del
Niagara o l'Etna in eruzione". Non si può. Però: non ci possono privare
della libertà di riderne a
crepapelle, di sghignazzare senza freni, di lacrimare per eccesso di ilarità:
pubblicamente, davanti a chi
ci pare, magari davanti agli adoratori della madonna miracolosa, sulla banchina
del treno per Lourdes,
davanti alla teca con il sangue di San Gennaro, in piazza San Pietro mentre il
papa dice banalità. Non
si può accettare che il nostro riso offenda la loro fede se non si accetta che
la loro fede, ostentata,
offende il nostro buon senso.
Il circo religioso va crescendo: non come numero di credenti ligi ai
precetti, ma come numeri del
baraccone: santi a centinaia, nonché beati (forse a migliaia), giubileo da
oscurare il carnevale di Rio,
encicliche che vanno a finire persino su riviste culturali, viaggi pontificali
in mezzo mondo. I santi li fa
personalmente il papa, sulla base di miracoli certificati (?). Padre Pio, per
esempio. Prima si certifica
un bel miracolo che fece in vita, poi lo si fa santo e si innesca l'attesa dei
miracoli che farà con il
certificato di santità. Li farà: lo ha detto il santificatore capo, il
dirigente più alto dell'ufficio
santificazioni, il signor papa che, per definizione, fa santo chi gli pare perché
essere santi significa che
al papa gli garba che tu lo sia: potrebbe essere altrimenti? Via! Per esempio,
io potrei essere buono e
generoso quanto mi pare, ma mai il papa mi farà santo, perché sto scrivendo
qui che il papa fa santo
solo chi gli pare, che è la pura verità ma il papa non vuole che si dica.
Comunque, avete mai sentito di
un santo perfettamente sconosciuto? E' un paradosso, ma uno dei requisiti
fondamentali della santità
dovrebbe essere quello di non essere assolutamente nessuno. Invece, i santi
santificati sono "utili
santi", nel senso in cui si dice "utili idioti" (l'analogia è
puramente letteraria). Insomma, la santità è
incompatibile con troppe cose per avere un senso. Ovvero, servono a un certo
tipo di potere, che li usa
per adescare, per concimare la credulità popolare. La domanda elementare è:
una persona intelligente, può
aspirare a diventare santo? Voglio dire, coscientemente. Mi permetto di
dubitarne: c'è qualcosa di deviante, nel concetto di santità; di superfluo, di
inelegante, di provinciale, di kitsch. Forse non rendo
l'idea, ma ce l' ho qui, sulla punta della lingua.
Che il mio signore non si adiri; tu
conosci questo
popolo come è inclinato al male.
Esodo,
XXXII, 22
7 - Seconda rivelazione dello hacker apocrifo della fine del II
millennio. - In quel tempo, tutti i
laici si facevano in quattro per apparire di mente aperta e comprensivi verso i
credenti e i religiosi di
mestiere. Le gazzette ripetevano continuamente che ogni avversione ed ostilità
alla chiesa ed ai suoi
emissari era roba d'altri tempi, disdicevole e superata. Ma un giorno mi arrivò
questa seconda e più
sorprendente rivelazione, del solito hacker apocrifo:
Ciò
che appare naturale e ovvio non sempre lo è.
Potrebbe nascondere le radici del disastro. E non sempre un disastro si presenta
con i connotati
ovvii dell'evento indesiderabile. Ecco che cosa mi è stato rivelato: la fine
del mondo che tutti
paventano è quella materiale. Perché questo è il limite dell'uomo: le fiamme
o l'inondazione o le
meteore che piovono dal cielo possono distruggere il mondo. Oh come è povero
l'essere che pure
dio ha messo nel mezzo dei suoi pensieri. Sa morire in un modo solo, con la
carne e la materia del
suo mondo. Giudica egli recuperabile l'immenso abbrutimento che può derivargli
dalla stupidità.
Ebbene, io vi dico che il giorno che un papa vorrà chiamarsi Kevin I o Woody I
e non ne riderete, la
vostra mente sarà già morta, la fine del mondo avvenuta. Il giorno che la
conferenza episcopale
deciderà di acquistare le quote di un periodico di astrologia, l'universo
pensante sarà già sparito
nel nulla. Ma questo è niente. Se mai diverrà universale l'essere religioso,
se non vi sarà nemmeno
l'ombra di un disdegnoso ateo, se tutti praticheranno i riti che ad essi è
richiesto praticare, se ogni
atto del giorno e della notte sarà tramutato in una devozione, se ogni uomo
vorrà con forza essere
prete e ogni donna suora, se le parole si riempiranno di invocazioni e i gesti
di solennità, se tutto ciò
avverrà senza parere, perché i più si conformeranno per non essere diversi
dai meno, se
s'apriranno scuole d'avviamento alla santità, ebbene allora il mondo non ci sarà
più come sede
vivibile pur non essendovi alcuno che ne comprenda l'invivibilità. Sarà come
se tutti gli esseri
fossero finiti in un manicomio particolarissimo, in cui i malati non si guardano
nemmeno e ciascuno
consuma la sua follia ripetendola infinite volte allo stesso modo, perché
questo è religione, reiterare
senza sosta devozioni prive di ogni fascino, tant'è che è indispensabile la
fede per sopportarle. E
moltitudini di imbecilli, incoraggiati dal papa e dai suoi accoliti, si
eserciteranno ad espiare peccati
che non hanno mai commesso, senza nemmeno sospettare che la stupidità sia il
peccato più
orrendo, matrice di tutti gli altri. Il popolo è inclinato al male, dicevano le
scritture; ma quale sia il
male peggiore non fu mai detto, sino a questa rivelazione. E intanto, i preti
avevano convertito in
male ogni piacere, ogni felicità, la stessa intelligenza; sicché l'uomo di
domani ad essi sarà
ubbidiente e così facendo annullerà se stesso e il genere.
La severità dello hacker apocrifo mi ha turbato. Avverto nelle sue
parole una verità che sono
stato disabituato a riconoscere. Vorrei...
Cosa, esattamente, vorrei? Vorrei convincere qualcuno, probabilmente:
questo è un vizio umano
che condivido con i fedeli, i credenti. Non devo convincere nessuno, se sono un
vero laico. Devo
restare nell'assoluto anonimato. Ma è quello che io stesso pretendevo per i
santi! Sto precipitando nei
paradossi. O nel nominalismo: ma se accettassi di fare convergere i santi e i
laici anonimi farei un
disastro. No, bisogna essere prudenti.
Quesito: E' possibile la religione senza la predicazione di una
dottrina?
Ancora più difficile: E' possibile disinfestare un cervello
indottrinato da una predicazione?
Ho
paura che la risposta alla prima domanda possa, in qualche modo, essere sì.
Ancora di più ho
paura che la risposta alla seconda domanda sia no.
Passati pochi giorni
tutto è dimenticato
e come muore il sapiente
muore l'idiota.
Ecclesiaste, II, 16
8 - Ma gli affari sono affari. - Padre Pio frutta 30 miliardi di
lire (circa 15 milioni di Euro)
all'anno: 6 milioni di pellegrini. San Giovanni Rotondo come Lourdes. Renzo
Piano farà il nuovo
convento (dicono). L'importante è mantenere viva la memoria. I miracoli servono
anche a questo,
come il richiamo dei vaccini. A casa arriva un depliant: "La storia di
Padre Pio", a sole 9.900 lire,
incluso un rosario fluorescente! Visibile anche al buio! (Novità Piemme,
"Libro Amico" di Marzo).
Supponiamo che una devozione pari a un decimo di Padre Pio si sviluppi per i
circa ottocento Santi e
Beati fatti dal solo papa polacco (il che raddoppia quelli fatti dal 1600 a
oggi): vuol dire 3 miliardi
all'anno ciascuno, per 800, fa 2.400 miliardi di spese votive. Se la gente è
così cogliona da sborsarli,
possiamo impedire a gente d'affari come i preti di incassarli? Itur et
recurritur! ad curiam nec ante/ quod consequitur/nam exuitur quadrante. (Si
va e si viene dalla curia, ma non si ottiene nulla finché
non si sborsa il denaro, dicono i Carmina Burana). Mi dice un mio collega: le
stimmate sono
scomparse dalle mani di Padre Pio, un giorno dopo la sua morte. Invece di
sospettare che fossero
banalmente dipinte, hanno gridato: "Miracolo!". Ma che miracolo è?
Naturalmente, l'affare più grande consiste nel diventare papa o - almeno
almeno - far diventare
papa un proprio protettore. Potrebbe non esserci lotta intestina, dietro quel
miraggio? Immaginate,
avere il potere di dire la "verità"! Che cosa è la verità? Non è
altro che ciò che il papa dice,
insindacabilmente. Che gioco formidabile! Per esempio, a me piacerebbe dire che
Gesù aveva un gatto
e che amava moltissimo tutti i gatti; e che i cattolici devono rispettare i
gatti. Renderei un servizio a tutti
i gatti che - ovviamente - piacciono a me. Fare male ai gatti: bestemmia!
eresia! lo ha detto il papa.
Fiorirebbero gli studi storici: come si chiamava il gatto di Gesù? Ovviamente,
Cris. Quando andava in
giro a predicare e a fare miracoli. Gesù lasciava Cris alla Maddalena, che era
la più nota gattara di
Gerusalemme. Già prima della crocifissione, i due venivano chiamati Gesù &
Cris, noti in tutta la città.
Un diverbio Gesù lo ebbe quando pretese che Cris entrasse nel Tempio e i
sacerdoti non volevano.
Allora lui disse: "Cris no, e i vostri sporchi commerci sì?" e quelli
si incazzarono perché, per la
rabbia si mise a scacciare i mercanti dal tempio. Sto dicendo cose dissacranti?
Bé, trovatemi che cosa
c'è di male in quello che ho appena scritto. Poveri gatti! Arriverà l'ora del
loro riscatto. E ve
l'immaginate il numero sensazionale di nuovi credenti che questa presa di
posizione farebbe affluire?
Se i gatti potessero entrare in chiesa e ricevere lì i loro cartoccetti di
trippa dalle gattare, il numero dei
"praticanti", dei "fedeli", andrebbe alle stelle. Si
potrebbero beatificare umili vecchine: la beata
Giuseppina del fegatino, la santa Graziella del cartoccetto, raffigurate nei
santini mentre danno da
mangiare al gatto Cris il sacro cuore di Gesù. "E la verità storica
?", direte. Ma che bisogno ce n'è?
Come se fin qui la verità storica avesse avuto un ruolo: l'immacolata
concezione, l'assunzione, la
resurrezione, e via discorrendo; tutte verità papali. O non si dice:
"papale papale" per dire che si
stanno dicendo le cose così come stanno?
Ma torniamo agli affari. Come dicevo, il vero colpo sarebbe quello di
prendere il potere e poi
spruzzare un po' di verità ("rivelazioni") da festeggiare con
appositi contributi popolari. Adesso non
so se la curia considererebbe economicamente utile il gatto Cris; e non si
potrebbero fare soldi senza
la collaborazione della curia. Le obiezioni potrebbero essere molte: forte
piscio di gatto in San Pietro e
nelle basiliche delle principali città, con conseguenti spese per le pulizie
(ma le gattare potrebbero
avere come penitenza nella confessione la ripulitura delle chiese invece di
quelle stupide preghierine
ripetute all'infinito). Rischio di mandare alle stelle le quotazioni del cibo
per gatti (ma si potrebbero
produrre le scatolette di "bocconcini benedetti" in una fabbrica
vaticana: Miopapa, o KitPap o
PappaPapa, Bocconcini Cardinale, Don Miao e così via). Un altro problema
sarebbe quello dei
tremendi miagolii e delle zuffe tra maschi in primavera e in autunno; e poi
delle scopate sotto gli altari,
con le gattine tenute brutalmente per il collo per il tempo necessario accanto
alle reliquie di
Sant'Alfonso o alla statua della Vergine. Sterilizzare i gatti? Mai più! Difesa
del diritto alla vita. Educarli alla
castità? 'Na parola... La proposta di intervenire sul patrimonio genetico per
produrre una
razza di gatti che non scopano, ah! vade retro! ecco un nuovo conflitto con la
scienza, la nemica di
sempre. Dunque, i gatti rischiano l'improponibilità a causa delle scarse
prospettive di profitto, sto
cercando di ragionare come i preti, ma so benissimo che sono una nullità, al
loro confronto.
Ci vorrebbe un dogma nuovo, redditizio. Vediamo, sinora sono stati fatti
dogmi che si
traducevano in feste e perciò in elargizioni pubbliche e private. E' una via un
po' usurata.
Bisognerebbe inventare una specie di sportello (tipo Bancomat), da installare
nel muro accanto alla
porta delle chiese, per offerte "cassa continua". Come è noto, se uno
deve prendere una moneta dal
borsellino, istintivamente è tirchio e prende poco; ma se l'operazione si fa
con scheda magnetica che
immette un credito riscuotibile nella macchina, allora la gente è disposta a
concedere cifre più alte.
Naturalmente, riceve un bollino o più bollini che permettono di ottenere
vantaggi spirituali. Un po'
come le indulgenze,
modernizzate. Ma come fame un dogma nuovo? In effetti, bisogna che la chiesa si
decida, se non vuole essere tagliata fuori dalla tecnologia. Basterebbe fare
santo un celebre finanziere,
possibilmente uno che è stato direttore di banca cattolica (troppi ce n'è!) e
svelare (o rivelare? come si
dice?) che aveva inventato il "Credito Divino" per la salvezza delle
anime. Ma un vero uomo d'affari
(o un vescovo) saprebbe fare meglio di me. Giordano, meglio lasciarlo perdere.
Domani i vostri figli diranno ai
nostri figli: che
avete voi a che fare col Signore Dio di Israele?
Giosuè,
XXII, 24
9 - Ma torniamo alle origini - Mi dicono che l'idea di dio ha
varie possibili origini: intanto, i
cosiddetti interrogativi cosmici, "da dove veniamo?", "dove
andiamo?", "chi ha creato il mondo?" e
simili. Poi, c'è la paura della morte, che secondo alcuni sarebbe il motivo dei
motivi. Sono due
categorie diverse, almeno complementari. Sono entrambe intrinsecamente rozze,
perché molto
materialmente concrete. Gli interrogativi cosmici nascono dall'idea che non la
materia ma solo
l'essere pensante siano in grado di prendere decisioni creative, ossia di
generare stati di aggregazione
evoluta dei costituenti. Perciò, giacché questi stati ci sono, uomo incluso,
non possono essere che atti creativi
di qualcuno che li sa anche pensare. In altri termini, è dio che è fatto a
nostra immagine e
somiglianza. La paura della morte è diversa da questa identificazione di dio
con l'uomo. E' la sorte di
sé che interessa e spinge a pretendere l'esistenza di qualcuno che possa
estendere i nostri limiti
temporali, sia pure in forme bizzarre, come spiriti o come reincarnazioni. Mi
dicono che la religione
riesce a tranquillizzare molti di fronte alla morte: trovo questa davvero la
manifestazione più ridicola
degli esseri umani. Non ci fa nessun effetto di avere una estensione limitata
nello spazio e di non poter
essere dovunque contemporaneamente, ma vorremmo essere illimitati nel tempo,
vivere tutta la storia,
dall'inizio alla fine del mondo. E' così difficile dire: "questo è il mio
spazio, questo è il mio tempo" e
accontentarsi di una fetta di metri cubi e di anni? Che questa ansia produca il
desiderio di viaggiare e di studiare la storia, posso capirlo. Ma se fosse
sicuro che, da morti, vivremmo con dio per l'eternità
come puri spiriti che vanno in giro dove gli pare, allora dovremmo aspirare a
morire il più presto
possibile, senza perdere tempo a soffrire come "corpi". Invece, mi
pare che nessuno abbia voglia di
fare baratti di questo tipo: la vita post-mortem è solo un vantaggio della
polizza religiosa, intanto
godiamoci questa vita qua. I credenti sono in realtà miscredenti fottutissimi:
tra credere e avere c'è un
abisso, e intanto è meglio avere, poi si vedrà [2].
Questo tipo di argomenti per convalidare la necessità di dio è in realtà
di estrema povertà. Ma se
ne possono inventare altri? Io dovrei dire di no, ma, come ho già spiegato,
odio negare perché non so
come si dimostra che una negazione è vera (in molti casi, non sempre): qui non
si tratta di rispondere
alla domanda: "Scusi, c'è Giovanni?", "No, non c'è, è
uscito". E' il non-esistere che confonde le
idee: cioè la soluzione migliore per non negare ciò di cui non si sa e non si
è mai saputo nulla è,
appunto, di non negarla ma di restare possibilisti. Allora, un laico sarebbe uno
che è stufo di essere
possibilista? Oh, poveri laici! No, un laico è uno che semplicemente non indaga
su "fenomeni" che
non si sono mai manifestati nella realtà ma solo nella fantasia di qualcuno. E
che? dio sarebbe un
"fenomeno"? Ma naturalmente, un fenomeno retorico, una cosa di cui si
parla, come la paura,
l'insicurezza, la voglia di compagnia, la curiosità; e potrebbe esserlo come
tante altre cose ancora più
eccitanti, come la libidine, il godimento fisico (gastronomico o sessuale che
sia), il piacere artistico
eccetera, se non avessero proibito questi accostamenti impuri (chissà perché
impuri, poi). Io credo che
la paura abbia le sue radici biochimiche e biofisiche. Anche il dio di cui si
parla potrebbe averle. Per
esempio, potrebbe esserci un angolino del cervello umano preposto all'invenzione
mitologica. Come
tutte le cose che avvengono nel cervello umano, anche il pensiero mitologico ha
avuto la sua
evoluzione storica; non molto positiva in verità, se da un paganesimo
pasticcione e scostumato si è
passati a vari monoteismi inesorabili e rigidi come spade. Insomma, l'idea di
dio è molto umana, così
come è umanissima l'idea di governare in nome di dio e di farci soldi, visto
l'incredibile numero di
gonzi disponibili a sottomettersi all'invenzione e pagare per avere il
certificato.
Ma con questo, più che mai, non credo un accidente di ciò che vanno
predicando. La questione
purtroppo implica che, mio malgrado, io (e tanti altri, per la verità) debba
decidere se fare finta di
niente o no. Non fare finta di niente può significare tante cose: divertirsi
alle spalle dei credenti e darsi
da fare per laicizzarli o tormentarli con il dubbio; oppure combattere il potere
dei preti tout court . La
prima attitudine fa un po' senso, perché insinuare dubbi nei cattolici (in
particolare) vuol dire mettersi
a parlare come loro: "come mai dio tollera il male?", "perché il
papa è infallibile?", e così via, tutta
roba che i devoti leggono continuamente sui loro libri, proprio perché i preti
sanno che basta suggerire
di avere fede per superare gli ostacoli. No, così no. Combattere il potere
ecclesiastico significa essere
anticlericali. Ho il sospetto che ai preti piacciano gli anticlericali: un
minimo di molestie aiuta ad
attirare l'attenzione su di sé: un vero anticlericale ad oltranza dovrebbe
rendergli la vita difficile
nell'esercizio delle loro funzioni, che so, interromperli durante la predica o
la celebrazione di un
matrimonio con qualche "ma va là!" o "ma mi faccia il
favore!", oppure distribuendo volantini
all'entrata della chiesa, oppure telefonandogli nella notte, o mangiando
noccioline durante la messa.
Ma è evidente che gli anticlericali così fatti sono fuori moda. E non resta
che argomentare dottamente
sulle gazzette o in raduni mondani, il che riduce di molto la portata dei dubbi,
perché è costume degli
intellettuali restare saldamente della propria opinione a dispetto di ogni buona
ragione. Gli intellettuali
non hanno "illuminazioni" se non autogene; non si è mai visto che si
facciano illuminare da un
collega.
Dunque, né la derisione dei credenti né la contestazione dei preti
sembra molto efficace. Non si
sa che fare. La fede ha tutte le caratteristiche delle peggiori erbacce. Che
crescono dove nessuno
coltiva qualcosa. Il segreto sarebbe, perciò, quello di coltivare. Andandoci
piano con la metafisica,
magari, che è un concime per ogni piantacela. Invece, le cose della ragione
sono delicate e muoiono
soffocate dalla gramigna in men che non si dica. La soppressione degli imbecilli
è un vasto
programma, diceva De Gaulle. Il fatto è che l'imbecillità di massa rappresenta
un "potere di classe" e
la chiesa lo ha capito da migliata di anni; e lo sta sfruttando. I laici,
addirittura, negano che esista
l'imbecillità. Il pessimismo sta vincendo a piene mani nel mio cuore.
Ecco io mando l'angelo mio innanzi al tuo
cospetto;
il quale preparerà la tua via davanti a tè.
Vangelo
sec. Marco, 1,2
10 - Terza ed ultima rivelazione dello hacker apocrifo della fine del
secondo millennio - Lo
hacker apocrifo si manifestò un giorno in cui meno me lo aspettavo. Il
messaggio arrivò con una grafica insolita, rinnovata. Come se volesse
autopromuoversi mediante espedienti pubblicitari. Pensai
che era davvero uno strano tipo. Scrisse:
In
verità, gli uomini sono capaci di guardare solo agli aspetti esteriori e sono
incapaci di ammirare i dettagli. Anche tu, lettore, hai notato il cambiamento
grafico del mio messaggio, ma non riesci a capire perché l' ho fatto. Forse te
ne farai un'idea
dopo. Ma tu guarda: i computer cambiano di anno in anno, ciò che è nuovo oggi
è già vecchio domani. Anche l'uomo, sebbene il suo cambiamento sia assai più
lento, nei millenni. Ma tu riesci a
vedere i cambiamenti che impiegano meno della tua vita ad avvenire, quelli dei
tuoi simili non li vedi
affatto. Eppure, siete cambiati. Quando le cose che oggi vi fanno parlare
accadevano sul lago di
Tiberiade o sulle rive del Mar Morto, eravate diversi; non moltissimo, ma
diversi. Sei capace di
immaginare un mondo in cui non si possono prendere appunti, registrare
interviste, fotografare un
fatto strano, mandare in onda un raduno? No, non sei capace, dovresti pensare a
una capacità mnemonica che è molto
diminuita in te, perché sostituita dalle macchine. E ora, pensa ad una
scampagnata di amici che vogliono rifare il mondo, perché i romani rompono le
scatole e gli ebrei
(di cui pure sono parte) non sono da meno. Parlano e parlano e poi, appena
possibile, fanno rotoli di
manoscritti a imitazione dei soli testi in circolazione: i libri sacri.
Naturalmente, con nuove idee.
Come rinunciare a descrivere miracoli e prodigi? Chiunque di noi scriva,
inventa. Almeno, se vuole
farsi leggere. Ma appena si parla soprannaturalmente, non si fa più
letteratura, si fa religione. Loro
sapevano se questo fare religione era intenzionale, oppure se lo hanno creduto
tale quelli che hanno
letto i testi dopo. Non importa. Evidentemente, come best-seller non
dispiacevano. Aggiungiamo che
tra romani ed ebrei doc ce la mettevano tutta per aiutare: se le verità
enunciate e i miracoli potevano
essere discussi, i martirii erano martirii senza possibilità di dubbio. Come
esimersi dal venerare un
martire? E poi, ci si organizza, si fa una chiesa che cementa tutto cominciando
con una robusta
cospirazione. Bene, a quel punto l'organizzazione è nata. E i laici non possono
che pensare di avere
ragione al chiuso delle loro stanzette. Per battere una religione non c'è che
un'altra religione. In
verità vi dico, le religioni succedono a sé stesse. Ma la loro evoluzione è
perversa: ogni altro potere
umano morirà di stenti (se il comunismo vi ha insegnato qualcosa, non
dimenticatelo), perché gli
uomini hanno un difetto di fabbricazione: il bisogno di dio. Non tornerò a
illuminarvi. Inutile
cercare la fabbrica per reclamare. Gli uomini, così come sono, si sono fatti da
sé. Addio.
[1]
Il carattere antinomico di questa proposizione non è immediatamente percepito
anche da persone colte. Se
il modo
(di dimostrare ecc.)
non esiste,
esso è una delle cose che non esistono,
di cui
perciò non sarebbe
possibile mostrare che è vero che non esiste, come invece afferma la
proposizione. Ma se dico che esiste,
questo nega la tesi della proposizione. Quindi la proposizione non può essere
verificabile in alcun senso.
[2]
Naturalmente, tutto ciò che dico è fortemente condizionato dal
cattolicesimo, che è la religione peggiore dal
punto di vista del pensiero razionale. Con le restrizioni che introduce nella
vita del corpo (che molte altre
religioni non hanno) fa dubitare che l'al di là sia piacevole in alcun senso
conosciuto.