FISICA/MENTE

 

Rosa Pia, la figlia di Natale, ha avuto la cortesia di farmi conoscere il libro in cui il papà racconta di alcuni anni drammatici della sua vita. Lo voglio consigliare a tutti coloro che sono capaci di soffrire per due ore con le vicende che Natale descrive.

 

LA STORIA DI NATALE

di Natale Pia

da soldato in Russia a prigioniero nei lager

(per informazioni scrivere a edizioni Joker Novi Ligure  

   storiadinatale@yahoo.it   € 12,50) 

 

La storia di Natale è il racconto autobiografico commovente e coinvolgente di un astigiano che ha vissuto alcune delle situazioni più tragiche della II Guerra mondiale.

Natale è giovanissimo soldato in Russia e si trova ad affrontare difficoltà impensate con il solo aiuto della forza di volontà, tra uomini alle prese con il freddo, la fame, la mancanza di equipaggiamento e di guida, ognuno abbandonato a sé stesso e al caso, all’eventualità di passare accanto alla tragedia di altri senza esserne travolto oppure di rimanerne vittima, in tutti e due i casi senza merito e senza colpa.

Il racconto si snoda con una precisione e pacatezza che fa sentire il lettore partecipe delle traversie della ritirata, culminate a Nikolajewka.

Tornato in Piemonte con la convinzione di essere stato fortunato ad uscire dalla tragedia russa, pur se indelebilmente segnato, dopo l’8 settembre collabora alla lotta partigiana nell’Astigiano.

Catturato dai tedeschi ripercorre il passo del Brennero destinazione Mauthausen in condizioni ben peggiori della prima volta ed è ridotto a un oggetto, un numero, un “pezzo da lavoro” nelle mani di spietati aguzzini, dove la volontà non conta nulla se non è la pura volontà di resistere, di non lasciarsi travolgere dall’inumanità che lo circonda.

Nel Lager non si è abbandonati a sé stessi, si è parte di un ingranaggio perfetto nella sua nefandezza, si assiste impotenti al trionfo dei peggiori comportamenti umani perché anche coloro che torturano i prigionieri sono uomini ma trattano i propri simili peggio degli animali, senza capire che le bestie sono loro, come dice Natale «senza offesa per le bestie».

Natale è un uomo normale, che si è trovato coinvolto in tragedie immani, e come succede a molti sopravvissuti come lui non si rassegna, non si stanca di raccontare e trasmettere ai giovani o a chi ha voglia di ascoltarlo un messaggio di pace, di dimostrare che l’odio produce solo distruzioni, nel corpo e nell’anima.

La sua è semplicemente la storia di una persona che pur tra difficoltà inaudite non ha perso mai il rispetto di sé e degli altri.

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