FISICA/MENTE

 

 

DICHIARAZIONE DEL SEMINARIO MONDIALE SULL’ISTRUZIONE

Organizzato nel quadro del

Foro Sociale Mondiale

Porto Alegre, febbraio 2002

 

                 

  Noi delegati e delegate al Seminario Mondiale sull’Istruzione, rappresentanti organizzazioni educative e sociali di diverse regioni del mondo, ci sentiamo indignati dalle conseguenze ingiuste ed inumane delle politiche neoliberiste relative allo sviluppo delle nazioni e delle persone.

                        Siamo convinti che sono possibili e necessarie un altro mondo ed un’altra istruzione. L’accesso per tutti, la messa in comune e lo scambio di saperi a livello mondiale sono oggi questioni centrali. Ciò richiede che il sapere sia riconosciuto come bene comune dell’umanità.

  1. Le disuguaglianze che osserviamo non solo tra nazioni ma all’interno di ognuna di esse, sono scandalose. La povertà si coniuga spesso con l’essere donna ed anche con il colore della pelle e l’origine etnica.. Esigiamo urgentemente misure concrete per eliminare la povertà e la miseria che soffrono centinaia di milioni di bambine e bambini nel mondo. 250 milioni di loro devono lavorare per sopravvivere. Bambine e bambini sfruttati, che vivono per strada, sono costretti alla prostituzione, schiavizzati o militarizzati.
  2. Constatiamo che, nei Paesi del Sud, più di cento milioni di bambini, in gran maggioranza bambine, non hanno accesso ad alcuna istruzione scolastica. Novecento milioni di persone nel mondo, quasi uno ogni tre adulti, vivono con il peso dell’essere analfabeti. L’ immensa maggioranza non ha accesso all’istruzione secondaria e a maggior ragione ad una istruzione superiore necessaria, senza alcun dubbio, per lo sviluppo. La grande maggioranza della popolazione indigena non ha accesso ad un’istruzione che rispetti la propria lingua e la propria cultura.
  3. Con maggiore nostra preoccupazione, vediamo che, né le politiche sociali ed educative né gli investimenti sono all’altezza delle difficoltà esistenti né degli impegni sottoscritti in questi ultimi anni dai governi in diversi forum mondiali o regionali. In molti Paesi l’istruzione ristagna, le infrastrutture educative si deteriorano, l’istruzione si privatizza. “Clienti, prodotti, concorrenza, rendimento” sono oggigiorno parole di un progetto pericoloso per il futuro dell’istruzione pubblica.
  4. In primo luogo rifiutiamo i trattati ed i progetti che non rispettino gli interessi e la partecipazione dei popoli, come nel caso di ALCA. Riaffermiamo che l’istruzione non è una merce; ci opponiamo energicamente alla commercializzazione, che è in corso, dell’istruzione  e che negli accordi sulla liberalizzazione del commercio vengano inclusi tanto l’istruzione, la cultura, la salute ed i servizi pubblici in generale.
  5. Siamo convinti del fatto che è indispensabile un’altra istruzione. L’istruzione è un diritto sociale universale fondamentale dei popoli e delle persone, diritto che deve essere assicurato mediante servizio pubblico finanziato e sotto la responsabilità dello Stato. Questo diritto comprende non solo la formazione generale ma anche quella professionale e tecnica.
  6. Reclamiamo un’istruzione pubblica gratuita e di qualità per tutte e tutti, che sia pienamente accessibile nel corso dell’intera vita. Esigiamo dai governi che, il più presto possibile,  migliorino l’accesso all’istruzione infantile (da 0 a 6 anni), offrano un’istruzione di base obbligatoria di un minimo di nove anni ed adottino politiche per ridurre radicalmente le disuguaglianze rispetto all’istruzione.
  7. Affermiamo che è indispensabile un’istruzione superiore pubblica con un finanziamento adeguato da parte dello Stato, gratuita, di qualità e sempre più estesa. Si deve rispettare la libertà accademica e l’autonomia dell’istituzione universitaria (senza concorrenza tra università) e garantire che la ricerca sia al servizio dello sviluppo della società e non subordinata alle necessità ed imposizioni delle imprese private.
  8. Sosteniamo una visione dell’istruzione degli adulti che garantisca il diritto all’istruzione pubblica per l’insieme della popolazione adulta, favorendo la creazione di condizioni egualitarie per una cultura dell’educazione permanente. Rivendichiamo una urgente azione congiunta per eliminare l’analfabetismo. Riconosciamo l’importanza delle attività di educazione popolare legate al settore non  di mercanto.
  9. Proclamiamo che un’istruzione integrale di qualità deve formare persone libere e critiche, cittadine e cittadini attivi ed impegnati, rispettosi della diversità, della democrazia e dei diritti umani, aperti al mondo e preoccupati per il futuro del pianeta. Difendiamo un’istruzione che sviluppi l’accesso egualitario a tutti i livelli di insegnamento, che sia uno strumento di giustizia sociale e di emancipazione delle persone e dei popoli, che promuova l’uguaglianza tra le donne e gli uomini e tra le persone di diverse origini e generazioni.
  10. Affermiamo che gli alunni disabili o con difficoltà di adattamento o di apprendimento, i bambini e le bambine della strada, lavoratori o itineranti, i bambini e le bambine vittime della guerra devono avere accesso a servizi speciali che permettano loro l’inserimento nel sistema educativo.
  11. Sosteniamo la lotta delle nazioni autoctone e dei popoli indigeni che rivendicano un controllo delle loro istituzioni educative per assicurare il rispetto e lo sviluppo della loro lingua, cultura e patrimonio. Esigiamo che si presti una attenzione speciale all’insegnamento rurale ed il rispetto della cultura contadina.
  12. Esigiamo edifici ed aule che rispettino norme di igiene e sicurezza che garantiscano la protezione del personale e degli alunni e che offrano una accoglienza e strumenti di qualità (libri di testo, biblioteche, etc.). Affermiamo che una utilizzazione efficace delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione per fini educativi deve rispondere alle necessità ed alle priorità delle comunità e non agli interessi di mercato. Occorre sviluppare un accesso di tutti alle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione e stabilire la partecipazione degli educatori nell’elaborazione e progettazione dei programmi educativi.
  13. Siamo a favore di una gestione democratica delle istituzioni educative basata nella partecipazione degli educatori, degli alunni e della comunità, nel quadro della istruzione pubblica. Consideriamo che le politiche educative devono essere ampiamente dibattute e concordate con la partecipazione delle organizzazioni sindacali dell’educazione e della comunità e soggette ad un processo di valutazione.
  14. Esigiamo che si rispettino i diritti umani e sindacali, tra di essi il diritto alla contrattazione collettiva e allo sciopero. Continueremo lottando per la professionalizzazione del personale insegnante, per una solida formazione iniziale e continua di livello superiore per un numero di posti che corrispondano alle necessità, per un salario giusto e per un miglioramento delle loro condizioni di lavoro, d’accordo con le convenzioni e raccomandazioni dell’UNESCO e della OIT riguardanti la situazione del personale insegnante.
  15. Esigiamo che si ponga fine al lavoro infantile e di conseguenza chiediamo ai governi che si impegnino al rispetto di tutte le dichiarazioni, patti e contratti che abbiano firmato, ed in particolare la Convenzione delle Nazioni Unite sopra i Diritti del Bambino, soprattutto in riferimento all’eliminazione del lavoro infantile. Deve svilupparsi una politica di pieno impiego, di attenzione sociale e di salute pubblica che abbia un impatto positivo nella scolarizzazione di bambini e bambine.
  16. Per assicurare una istruzione di qualità e permanente per tutti, richiediamo un finanziamento della pubblica istruzione da parte dello Stato che raggiunga l’8% del Prodotto Interno Lordo. Per ciò chiediamo:

-         la fine delle politiche di accomodamenti strutturali imposti dalle organizzazioni finanziarie internazionali;

-         un aumento degli aiuti internazionali per lo sviluppo dell’istruzione, senza condizioni;

-         l’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie e l’utilizzazione delle risorse così recuperate per le priorità sociali, particolarmente l’istruzione e la salute; questi fondi dovranno essere investiti in progetti concreti che intendano realizzare l’istruzione per tutte e tutti, sotto controllo democratico;

-         la cancellazione del debito esterno illegittimo di molti Paesi;

-         la riduzione nei bilanci delle risorse destinate a spese militari.

  1. Esigiamo dai governi che realizzino immediatamente un piano di azione triennale che includa obiettivi e scadenze precise relativi al miglioramento dell’accesso ai diversi livelli d’istruzione, alla riduzione delle disuguaglianze,  e ad un finanziamento adeguato e giusto. Esigiamo anche che investano in diversi programmi per i bambini e le bambine da 0 a 6 anni e per le loro famiglie.
  2. Riconosciamo l’importanza di accrescere la solidarietà nazionale ed internazionale nell’istruzione e affermiamo la nostra volontà di collaborare con tutte le organizzazioni, forze e persone che agiscano nel senso della presente dichiarazione. Ci impegniamo a:

-         esigere, come priorità allo Stato, un finanziamento adeguato e sufficiente per l’istruzione pubblica;

-         promuovere nell’opinione pubblica la scolarizzazione di bambine e bambini;

-         esercitare pressioni sugli Stati ed i governi del Nord perché rispettino l’impegno di dedicare almeno lo 0,7% del loro PIL per sostenere lo sviluppo;

-         appoggiare le decisioni di azioni di cooperazione e di solidarietà finalizzate a rendere più forti i sindacati dell’istruzione ed aumentare i legami tra sindacati, movimenti associativi che si occupano di educazione con particolare riguardo alle organizzazioni di donne;

-         facilitare un’ampia partecipazione di tutti i soggetti nella definizione ed applicazione delle politiche educative;

-         opporci alla mondializzazione neoliberista ed alla dominazione del capitale finanziario;

-         agire in favore di una regolazione democratica dei flussi finanziari;

-         continuare con le azioni concordate in modo adeguato a ciascun Paese.

  1. Insisteremo nelle campagne che già stiamo sviluppando per:

-         porre fine al lavoro infantile;

-         conseguire gli obiettivi della Campagna mondiale per una istruzione pubblica, gratuita, di qualità per tutte e tutti;

-         rinforzare le mobilitazioni nel quadro dell’appello del Forum Sociale Mondiale, e particolarmente contro l’AGCS, l’ALCA, l’offensiva della OMG e per la cancellazione del debito esterno;

-         impedire la privatizzazione e la commercializzazione dell’istruzione e degli altri servizi fondamentali;

-         prevenire l’AIDS e garantire assistenza integrale a coloro che sono affetti da tale malattia.

 

 

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