FISICA/MENTE

 

 

 

 

UNA LETTERA SULLA SCUOLA

 

 

Prof. Renzetti,

 

Ho letto i commenti di C. Bernardini allo scritto di Pietro Citati e la sua risposta in merito : non mi riesce di capire come un fisico di tale spessore (in grado per mestiere di interpretare la realtà) non riesca a vedere oltre il proprio naso sulle questioni inerenti all’istruzione.

 

Concordo con Lei che il prof. Bernardini si illude pensando che l’autore del colpo di grazia alla scuola italiana  possa rimediare in qualche modo allo sfascio prodotto.

 

Io credo che  l’essenza (ovvia) del problema sia questa : vogliamo una  scuola che trasmetta conoscenze e, quindi, competenze ed abilità  o (come vogliono gli industriali) una scuola che fornisca  competenze con  poche o punto conoscenze  ?

 

Nel 1986 ero negli USA come rappresentante della MMI  al collaudo di apparecchiature sonar per unità navali presso un’azienda del Rhode Island.  Nel corso di quella permanenza, durata 30 giorni, ho avuto modo di conoscere alcuni tecnici americani. Con uno di essi, laureato in Ingegneria Elettrica, ho avuto lunghi scambi di opinione sui percorsi formativi che portavano alla laurea nei rispettivi paesi.  Ebbene egli asseriva la superiorità del sistema formativo americano perché prepara tecnici espertissimi nel loro campo con elevate competenze. In particolare egli si occupava di progettazione di filtri in frequenza per il trasferimento di segnali elettrici. Effettivamente era in grado,date le specifiche di funzionamento, di progettare un circuito in un tempo per noi inimmaginabile. Aveva una serie di tabulati memorizzati in qualche angolo del cervello con le giuste corrispondenze tra le caratteristiche di I-O  dei segnali ed il modo ed il tipo dei componenti da assemblare.

Ma, ahi lui, era completamente ignorante, non dico in Calculus  (Calcolo Infinitesimale) ma nei fondamenti di algebra : eppure un po’ di matematica doveva averla studiata per capire circuiti oscillanti, filtri e quant’altro. Quando me ne accorsi gli proposi la seguente dimostrazione (a me nota dai tempi della scuola superiore) sfidandolo a trovare l’errore (che non seppe trovare).

 

Siano dati i numeri  a e b  con  a=b ;

moltiplichiamo per b i due membri

otteniamo ab = b2

sottraiamo a2 ai due membri, otteniamo

ab - a2 = b2 - a2 ; scomponendo in fattori si ha :   a (b - a) = (b + a)(b - a) ; dividendo per (b-a) si ottiene

a = b + a  e, per l’ipotesi di partenza  a = 2a , ossia 1 = 2

 

Per eventuali  lettori a digiuno di algebra dico che l’errore  sta nella divisione per (b - a) che per l’ipotesi di partenza vale 0. 

 

Non immaginavo che anche da noi saremmo arrivati a tanto sfacelo.

 

Io non ho esperienze dirette del mondo della scuola media e superiore italiana se non quella che vivo avendo figli in età scolare (una di 16 e l’altro di 20 anni ora universitario )  oltre quella che mi trasferisce mia moglie docente di Mat. e Fisica nel triennio di  un liceo scientifico napoletano. Devo testimoniare, con rammarico, che il livello generale è veramente misero: sono pochi gli studenti da me incontrati che sono stati in grado di trovare l’errore nella dimostrazione di cui sopra. Nella mia vita lavorativa ho conosciuto anche qualche ingegnere portatore di tanta ignoranza.

 

Ci sarà mai un qualche avvenimento che farà svegliare gli italiani dal sonno in cui sono caduti? Possibile che i docenti di ogni ordine e grado non si pongano questi problemi e dormano sonni beati? 

 

I partiti della sinistra dove sono?  I DS ormai sono già andati  (a picco)  verso il centro. Ma Rifondazione, i Comunisti Italiani, i Verdi, gli uomini e donne (anche di destra) che hanno veramente a cuore il nostro paese dove sono?.  I girotondini?  I grandi intellettuali italiani (Dario Fo?) perché non si fanno sentire  dall’alto del loro  prestigio?   I sindacati che fanno?

 

Ci vorrebbe  qualcuno o qualche istituzione in grado di promuovere una conferenza nazionale sullo stato della scuola italiana, dibattendo non di salari o stato giuridico ma di come uscire dallo stato comatoso dell’istruzione italiana Rifuggendo da saccentoni  e pedagoghi della domenica, chiamando a dibattere finalmente  coloro che svolgono la funzione docente, gli unici in grado di capire la portata del disastro e di proporre soluzioni.

 

Va detto, per onestà,  che parte del disastro è imputabile anche al personale docente,  alle insegnanti casalinghe che escono di casa  la mattina per fare shopping e pettegolezzi, o professionisti che hanno l’insegnamento come seconda e secondaria attività.

 

Non vorrei essere eccessivamente pessimista e spero che il  futuro del nostro paese non sarà come  quello descritto dal grande I. Asimov  nel ciclo della “Fondazione” : un’epoca in cui i tecnici in grado di far funzionare macchine complesse lo faranno non conoscendone i principi di funzionamento, visti dal popolo ignorante come dei sacerdoti che compiono riti magici. I pochi eletti, ricchi e venerati, possessori delle conoscenze terranno sotto giogo  le caste inferiori il cui ruolo sarà solo quello di ignari consumatori.  Però ci sarà Il Grande Fratello, l’Isola dei famosi, Canzonissma, sapremo tutto delle future  Paris Hilton ,  Britney Spears etc.. E’ un incubo.

 

Cordiali saluti

Vincenzo Frezza

 


 

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