FISICA/MENTE

 

 

STORIA DI ALCUNE SCIOCCHEZZE DELLA CGIL SCUOLA 

(come essere stupidamente autoritari in un forum)

 

        Riporto di seguito alcuni miei interventi nel forum CGIL Scuola. Ve ne sono anche degli altri che sono necessari per capire come va avanti la discussione.

        Vorrei avvertire che si è capito che questo forum ha discreti direttori di orchestra che hanno il compito di indirizzare la discussione e di "stoppare" i fuori linea. Generalmente si tratta di sciocchi esecutori del potere (si trovano in ogni organizzazione). In particolare io ne ho avuti di vari tipi (principalmente una tal Coronella, quindi Mambo, Alepz, Dante, Marilena, Olmo, Marconi,..). Vi sono poi i dirigenti importanti che intervengono quando il clima si fa caldo (Corrado, Frame 52, ...). Infine i Big come De Anna e Bonezzi.

        Vi è una volontà neppure nascosta di annientare l'avversario e lo si fa anche con i mezzi più subdoli. Inizia la Coronella a starmi appiccicata e già da ottobre, più volte, le dico di stare lontana. Continua Olmo che il 1/11 solleva qualche dubbio sulla mia permanenza all'estero. Segue Bonezzi che mi dice che sono un fissato per il mio occuparmi della stupida politica Cgil Scuola sui dirigenti scolastici. Prima del 14 febbraio Bonezzi mi dice perché non cambio sindacato visto che non sono d'accordo con questo (ma questi post sono misteriosamente spariti). Il 14 febbraio Dante mi chiede il perché non mi iscrivo ai Cobas. Il 24 febbraio Alepz fa sparire dei messaggi. Altri messaggi spariscono per eslicita censura CGIL scuola. Altri ancora sono cancellati dalla Coronella. Infine non si sa bene che fine abbia fatto un mio messaggio in cui me la prendevo per la sparizione di un messaggio di Stefano.

        Quindi uno che esprime dissenso è circondato, gli si cancellano gli interventi, qualcuno sparisce per caso, e, proprio quando non se ne può fare a meno, viene duramente redarguito. E' proprio una chiesa con i suoi eretici. I metodi, dato il cambiamento dei tempi, sono gli stessi solo che ora virtuali. Sempre di rogo si tratta. E questo perché? per maggior gloria del sindacato? Per portare avanti la causa dei lavoratori della scuola? No! solo per difendere le loro posizioni di potere.

        Per chi non conoscesse il sindacato in genere, deve sapere che è fatto di molti "distacchi" (coloro che continuano ad essere pagati dallo Stato, ma non debbono andare al lavoro nella scuola ma solo occuparsi del sindacato). Quando i distacchi si perpetuano accade che il distaccato diventa analfabeta di ritorno e la sua reimmissione nella scuola sarebbe un vero disastro. Allora costoro tendono a mantenere il distacco con le unghie ed i denti. Quando si va a trattare per un qualunque contratto che riguardi i lavoratori della scuola vi è di mezzo anche il trattare quanti distacchi verranno concessi (ed anche quanti soldi andranno alle scuole private professionali gestite dai vari sindacati, ECAP, ENAIP, ANCIFAP,...). Un governo che volesse colpire il sindacato potrebbe stringere di molto sui distacchi, ma se quel sindacato cede un poco (relativamente al contratto degli insegnanti) si va a guadagnare (quantomeno a mantenere) i distacchi.

        Comincio a riportare gli interventi di cui dicevo a partire dal 23 ottobre 2001 (ricordando che il forum si è aperto l'11 ottobre). Il numero a sinistra rappresenta il numero del messaggio. Gli originali ed il resto della discussione si trovano su www.cgilscuola.it nella sezione "Forum".

883 del 23 ottobre 2001

Esami di stato

Perché nessuno del mio sindacato denuncia con forza la vergogna dell'esame finale così come previsto dalla Moratti?
È questo il pezzo più pericoloso per tutti noi che lavoriamo nella scuola.
Occorre aspettare segnali di fumo?
Non ho visto assemblee sindacali nelle scuole del mio distretto. La gestione è privatistica da parte di dirigenti che hanno capito tutto e poi ci spiegheranno.
Non posso restare alla finestra sperando quella fumata che non si sa bene se vi sarà o no.
Io concordo con AP. Occorre dare un segnale forte e l'unico posto esistente è quello del 31 ottobre. Se sapessi di scadenze del mio sindacato sarei già pronto, ma credo si stia cadendo nella solita trappola del tira e molla che serve appunto a sfrangiare il fronte sindacale. Alla fine ci si spiegherà che siccome CISL, UIL, SNALS, non vogliono, allora noi....
Dopo questo attacco teso più che a distruggere noi come operatori della scuola, la scuola stessa?
Roberto Renzetti

911 del 23 ottobre

(in risposta a Coronella)

Naturalmente scherzi! Quando dico che non vi sono indicazioni di sorta, che non si fanno assemblee di base, che non si sa se si sciopererà o no, che alla fine si farà qualcosa a babbo morto, supposizioni?
Poi vedremo.

Ma già che ci sono aggiungo: le tue non sono supposizioni? Da una critica radicale che ti porta ad andartene dalla CGIL, di ritorno da un mese sei diventata più fedele di me che ci sto da 31 anni?
Che strano Paese è il nostro!

1392 del 29 ottobre

Allora io ero quello che facevo illazioni. Altri, molto preparati, parlavano di grnade unità. Io dicevo che la Moratti voleva sfrangiarci ed altri dicevano che non era vero.
Continuiamo così compagni, fino alla vittoria definitiva (della Moratti!).
Ma dite la verità: qualcuno credeva di poter ottenere qualcosa?
Qualcuno credeva in CISL ed UIL?
Noto con dispiacere che si crede in Gilda.
Per informazione di tutti invio un articolo dell'Espresso. Leggete ciò che dice. Non che sia la verità, ma fornisce la misura di come siamo ridotti.

"E Letizia spaccò il sindacato
La Cgil proclama una giornata di sciopero. Cisl e Uil solo un'ora. Mentre gli aderenti a Snals e Gilda lavoreranno. Ecco come la Moratti ha rotto l’assedio. E disinnescato l’autunno caldo della scuola

di Andrea Benvenuti

È durato poche ore il sogno di Enrico Panini, segretario generale della Cgil Scuola, di convincere Cisl, Uil e Snals, a mettere in campo una grande manifestazione unitaria contro il ministro dell’Istruzione, Letizia Moratti. I presupposti c’erano tutti: i tagli nella Finanziaria per 1200 miliardi, neanche una lira per il rinnovo del contratto e per il recupero del differenziale sull’inflazione, la riduzione degli organici e l’imposizione dall’alto dell’aumento delle ore di insegnamento.

In Cgil, la potente macchina nazionale si era già messa in moto per lo sciopero generale. Ma si è dovuta fermare in corsa. E, in un batter d’occhio, dopo l’ultimo incontro di giovedì scorso a viale Trastevere, a Roma, il fronte dei sindacati si è spezzato: Cisl e Uil da una parte, Cgil dall’altra, Snals e Gilda, liberi battitori.

Una vera è propria Waterloo sindacale? A sentire i diretti interessati, chiaramente, non si parla di disfatta ma di una vittoria sul campo contro un governo che era partito intenzionato a usare il bastone senza la carota. «Ma quale disfatta sindacale. È stata una vittoria compatta», dice Massimo Di Menna, segretario generale della Uil Scuola. «Moratti è tornata indietro sui suoi stessi passi e ha soddisfatto tutte le nostre richieste. Lo sciopero proposto dalla Cgil era improponibile».

Del resto, modifiche sostanziali all’articolato ci sono state. In contestatissimo articolo 13 della Finanziaria è stato praticamente cancellato. Le norme sulle supplenze sono state affondate e adesso, in caso di assenza dell’insegnante di ruolo, non si ricorrerà più, come proponeva Moratti, a un supplente dopo 30 giorni ma, come era prima, dopo 15 giorni per le secondarie e dopo 5 per le primarie.

Anche il tetto obbligatorio di 24 ore settimanali rimane volontario. Chi vorrà potrà aumentare l’orario di lavoro aiutando il ministro a risparmiare sulle supplenze ma senza imposizioni dal governo centrale. Del resto, in tempi di autonomia scolastica e decentramento, un governo come quello in carica, votato al federalismo regionale, non poteva usare la mano di ferro proprio dalla capitale.

«L’unico neo», aggiunge Di Menna, «è il disaccordo con il governo sul recupero del differenziale: 50 mila lire a testa che la Moratti ci nega e per questo motivo abbiamo deciso di scioperare un’ora il 12 novembre». I primi giorni del prossimo mese sono stati decisi scioperi a grappoli. Il 9 scioperano gli autonomi, il 12 Cisl e Uil e anche la Cgil che però ha indetto uno sciopero per tutta la giornata. Lavoreranno invece gli insegnanti aderenti a Snals e Gilda.

La sensazione, comunque, è che abbia vinto il ministro dell’Istruzione. Anche se ha rinunciato ai tagli degli organici e ha inghiottito il boccone amaro sull’orario e le supplenze, il ministro ha isolato la Cgil, ha provocato la rottura del fronte sindacale su quattro posizioni diverse e ha fatto capire che, a dicembre, per il rinnovo del contratto, non farà alcuna concessione.

In politica come attorno ai tavoli della contrattazione, alla fine sono sempre tutti soddisfatti. È gioco delle parti. Ma questa volta Moratti sembra aver preso le misure con il passo da maratoneta e, sulle lunghe distanze, è possibile che riuscirà a far passare quei tagli che, per adesso, ha accettato di congelare dividendo i sindacati confederali.
29.10.2001"

E già che ci sono giro il coltello nella piaga.
Sapete che ci hanno scippato il contratto?
Sapete che il "vicepreside" non è più una funzione obiettivo separata ma fa parte delle funzioni obiettivo?
Qualcuno di noi lo diceva: gli aumenti in busta paga e non volanti.
Ma chi lo diceva era uno che non capiva nulla!
Come si recupera la perdita secca di questi soldi per i lavoratori della scuola?
Mi faccio tanti auguri...

1529 del 31 ottobre

Meno male che ci sono compagni come te, Patroncini.
Caro Patroncini, un poco mi conosci e sai che il mio fine non è la denigrazione del sindacato ma di correggere (aiutare forse a farlo) cose che a me sembrano non andare.
È con questo spirito che ti dico che ciò che misuro tra gli insegnanti che incontro è una profonda insoddisfazione proprio per ciò che tu hai spiegato bene.
Aggiungo qualcosa. Io ho letto l''articolo 13 (ma vi sono anche altri riferimenti che avranno ricadute sulla scuola nella finanziaria). A me sembra che la cosa sia veramente a punti di rottura sociale clamorosi.
Si parla di deleghe al ministro per tutta una serie di cose (abolizione cattedre orario, sparizione del precariato, gestione amministrativa della scuola da parte di agenzie esterne, gestione di pulizie e servizi da parte di altre agenzie esterne, aumenti truffa perché legati al numero di ore che vuole anche dire altri consigli di classe e altri spaventosi orpelli, abolizione dei decreti delegati, scuola con esami farsa, cancellazione di 134 miliardi alla scuola pubblica e assegnazione di 100 miliardi alla scuola privata, promessa di riduzione della spesa per i salari degli insegnanti dal 98% della spesa per l''istruzione all''80%,....).
La chiave di volta sono gli esami. Così fatti, con l'abolizione del precariato, con gli insegnanti sempre più proletarizzati, con gli alunni per classe che saliranno, la scuola pubblica perderà quella parte di prestigio che ancora conserva. Allora si che i figli di papà si indirizzeranno verso una scuola che non ha vincoli con le leggi dello Stato. Inoltre coloro che perdono il posto (circa il 20%) nella scuola pubblica non lo troveranno nella scuola privata perché lì si cercano servi docili allineati e coperti ideologicamente.
Insomma si entra in un processo infernale che se non si blocca siamo (ma io ho la fortuna di potermene andare!) fregati! Immagino gli amici ed i compagni che ancora stanno a scuola e sono ontani dalla pensione: quel luogo diventerà peggio di una prigione.
I tempi di decisione infine sono fondamentali. Non si può cadere in tranelli analoghi a quelli usati da Berlusconi con D''Alema nella bicamnerale. Passa il tempo e poi io faccio ciò che voglio e tu non hai più tempi di reazione.
Non si può farsi fregare, pena la nostra stessa esistenza a causa di perdita di credibilità.
Riguardo alla posizione degli altri sindacati racconto una storiella che ho letto sul forum della scuola di Repubblica.it:
"In un villaggio un povero disgraziato si va a lamentare con il capo per le disgraziate condizioni della sua casa: sono in 8 dentro una stanza, poi vi sono due cani, una capra e 4 gatti. Non ce la fa più.
Il capo villagio risolve la situazione così. Prendi la vacca che hai nel prato e portala dentro la tua stanza.
Il disgraziato ubbidisce incredulo.
Dopo un mese torna dal capo villaggio e dice che le cose sono diventate tragiche, addirittura insopportabili per la puzza e lo sporco e sul fatto che ormai occorre dormire in piedi.
Il capo villaggio gli dice che è giunto il momento di togliere la vacca.
A questo punto il disgraziato è felicissimo e torna a casa non pensando più a lamentarsi"

Credo che ciò descriva bene l''operazione Moratti: ha sparato quattro o cinque vacche, poi ne ha tolta una (o due), e tutti felici.
Spero sia così e non vi sia malafede o accordi sottobanco. A questo punto i livelli di esasperazione sono tali che potrebbe venir meno la buona educazione.
Un caro saluto, Pino
 

1579 del 1/11/01    

Assolutamente d''accordo. (sulla dirigenza)
Questa è una cialtronata bella e buona. Prima si parla di meritocrazia e poi si riservano posti ad incaricati non si sa bene come!
Coloro che hanno fatto i presidi incaricati (l''ho detto già decine di volte, ma evidentemente un iscritto non conta assolutamente niente) sono in linea di principio più bravi di chi fa l''insegnate. O no? Loro hanno poi avuto una esperiemnza sul campo che li rende migliori. O no?
Loro sono di gran lunga più avanti di ogni insegnante come punteggio. O no?
Ed alla fine, un insegnante che vuole fare un concorso MISURANDOSI SUL MERITO, viene azzoppato prima della gara. Ma che cavolo dite?
Finitela con le sciocchezze che fanno di chi fa queste proposte dei perfetti schizofrenici.
E, poiché ledono i diritti della maggioranza degli iscritti, rischiano di vedere molti emigrare. Basta con questa storia!
Sono stufo di cose decise senza nessun confronto con gli iscritti!
Cassate questa stupida richiesta dalla piattaforma CGIL!

1668 del 2 novembre

Insomma, alla fine si possono trarre delle conclusioni piuttosto brutte.
L''unità comunque non mi interessa e meno male che la CGIL non è una formazione politica di centralista memoria. Vi sono posizioni diverse ed il richiamo all''unità non si può fare solo quando fa piacere.
L''unità non c''è stata nel caso degli schiaffoni che abbiamo preso con il concorsone (si richiamava il merito no? Invece qui non più. Perché?) Legge dello Stato qualcuno dice? E che vuol dire? Vi sono leggi che fanno schifo ed errori macroscopici della "sinistra" che con qualche complicità CGIL Scuola (per fortuna Cofferati mantiene la barra ferma!) hanno portato alla disfatta elettorale. Ora vi sono i grilli parlanti che assegnano la colpa a chi ha lavorato a sinistra per recuperare enormi fasce di astensione provocate dalla politica perversa di chi ha fatto guerre di aggressione, di chi ha finanziato la scuola confessionale, di chi ha costruito questa figura di dirigente, di chi ha avviato il "giusto processo", ... e se ne potevan dire.
Quindi, nel sindacato parliamo di sindacato. Se qualcuno prova a spiegarmi quanto è stato bravo D''Alema gli scrivo un romanzo.
E giacché siamo nel sindacato io, da insegnante iscritto che vuole fare la prova di concorso a dirigente, dico che legge o non legge, la riserva del 50% dei posti per chi ha avuto incarichi (riserva per il privilegiato, Olmo!) è una cialtroneria.
Ed è argomento di discussione sindacale. Poi allo sciopero ci vado e porterò quante più persone potrò. Ma questi momenti di esaltazione (rari) non dovrebbero far nascondere la testa sotto terra. Vi sono nodi che vanno sciolti. Occorre chiarezza. Nell''Aseemblea che FINALMENTE (!!!!!!!!!!!!) la CGIL ha indetto per l''8 di novembre, vorrò capire BENE come stanno le cose.
Il compagno che verrà a parlare dovrà essere molto esauriente. Poi io lo sciopero lo faccio lo stesso. La prossima volta ne farò due e, se continua così, la volta successiva tornerò a farne uno solo.
Il forum dovrebbe essere un momento di discussione. Si entri NEL MERITO e non si richiamino inutili sentimenti strappalacrime.
Io rifiuto di schierarmi per il 50% di riserva dei posti.
VIVA IL MERITO!!!!! (Sono in linea: ciò sosteneva il nostro segretario un anno fa alle trattative con De Mauro).

2379 del 10 novembre

CONGRESSO

Compagni (mi rivolgo a voi!),
non mi piace che le assemblee precongressuali si svolgano a ridosso dello sciopero facendo una operazione di "tutti uniti sotto la bandiera!".
I temi da dibattere sono infiniti ed i tempi vicini allo zero.
Si aggiunga a questo che i candidati (di ambedue le mozioni) sono stabiliti preassemblearmente, senza poter presentare proprie candidature e motivarle. Nonostante qualche intervento, gli eletti sono poi quelli prestabiliti (a seconda delle percentuali delle due mozioni). Ciò non ha senso. Dopo 5 anni ed un anno di rinvio, non si strangola così un dibattito precongressuale!
I delegati eletti non debbono poi PERPETUARE una dirigenza SENZA EFFETTIVI RICAMBI.
Prendete nota del nazionale attuale e di quello che uscirà dal Congresso. O sono una mala lingua oppure ho una qualche ragione.
Certo che al Congresso l'intervento di Renzetti non vale quello di nessun altro, ma il parlare sempre alle 15, dopo l'intervallo pranzo, con la sala vuota (che per di più va piano piano riempendosi) dispiace un poco (dolce eufemismo).
Tutto ciò avrebbe un senso preciso se le assemblee precongressuali non fossero, come ho detto, strangolate (non è forse problema di colpe ma un dato che io ritengo grave) ed il dibattito congressuale fosse stato preceduto da un sostanzioso dibattito precongressuale.
Sono un illuso, vero?

3507 del 25 novembre

(sulle censure a Cagliostro)

Io sono dentro il Sindacato!
Spero di poter parlare. Soprattutto quando qualcuno si assume questi ruoli censori inaccettabili.

Il riduzionismo non aiuta nessuno.
Quando si cita Panini, non si parla della persona Panini, ma del gruppo dirigente! Varie persone più volte fanno confusione.
Allora diciamo bene:
"Il gruppo dirigente della CGIL HA in piattaforma la riserva del 50% dei posti per i presidi incaricati.
Ciò è una cosa assolutamente inaccettabile da parte di tutti noi insegnanti iscritti.
Noi dobbiamo avere stesse opportunità nel concorrere a dirigente. Non possiamo avere degli handicap che, tra l''altro, negano la tanto sbandierata meritocrazia (che fine ha fatto il concorsone per noi insegnanti SOSTENUTO dal gruppo dirigente CGIL?). E quando dico gruppo dirigente si parla di coloro i quali costituiscono l''aggressiva (solo con gli altri compagni) maggioranza della CGIL."
Si tolga quel punto dalla piattaforma! si discutano le piattaforme con la base: sarebbe ora che fossimo coinvolti in una politica condivisa.
Sarebbe interessante sapere quanti iscritti CGIL insegnanti sono d''accordo con questa riserva.

3521 del 25/11/01

Non sopporto questa personalizzazione della politica e queste insinuazioni sull’attenzione ai presidi . Mi sembrano atti di imbarbarimento politico. Ritengo davvero che di fronte a quello che sta succedendo quella sui presidi incaricati sia una roba un po’ da fissati.BONEZZI

3592 del 26/11/01

Prendo atto, Bonezzi, che con i tempi che corrono tu ammmetti che stare appresso ai Presidi è un poco da fissati.
Purtroppo il nostro sindacato lo fa senza sentire, come sempre, gli iscritti. Fammi capire da dove discende questo amore per i Dirigenti, che riesce addirittura a far venire meno il credo principale del nazionale: "MERITOCRAZIA".
La meritocrazia, e tu me lo insegni, consiste nel misurarsi ALLA PARI e mostrare chi è più bravo. Non sono certamente più bravi coloro che partono non avvantaggiati ma, addirittura, con posti garantiti al 50%. Aggiungo poi che nelle prese di posizione del sindacato c''è la richiesta di importanti punteggi aggiuntivi ai presidi incaricati che non abbiano esaurito l''incarico triennale. Ciò vuol dire che gli insegnanti non avranno nessuna possibilità di riuscire in tale concorso. Tali insegnanti debbono sapere che questa opportunità gli viene negata anche dalla CGIL Scuola.
Quindi condivido ciò che dici: il nazionale si tolga questa "fissazione" ed andremo avanti a parlare di cose molto più importanti, come ad esempio del livello di preparazione di molti dei dirigenti esistenti elevati a tale rango (da burocrati a manager) con un corsetto che non esalta certo la meritocrazia.

4211 del 13/12/01

Assenza completa del sindacato meno sul fronte dei distacchi

Siamo soli.
Qualcuno sta forse facendo qualcosa, ma non ne siamo informati.
Vecchi metodi da centralismo democratico? Chi sa qualcosa, lo dica!
Cosa dire ai colleghi con cui ci incontriamo giorno dopo giorno? Cosa dire sulle proposte (?) Cgil Scuola?
La preoccupazione per il mantenimento del distacco, fa perdere di vista il fine per cui sono in quel posto?
Se le cose stanno così meglio non fare congressi.
Buio su tutti i fronti. Neppure uno straccio di volantino, neppure uno schifo di informazione, quando le bacheche scolastiche hanno puntuali informazioni che vanno dai Cobas allo Snals.
Qualcuno dica ai nostri dirigenti che:
-sta scadendo il contratto
-la Moratti sta cambiando in modo disastroso la scuola
-si stanno per fare i cosiddetti "stati generali"
-molti studenti (e pezzi della società civile) si stanno mobilitando contro la scuola della Moratti
-noi siamo al palo, con la speranza che non venga usato in modo improprio.
Porca miseria, che bisogna fare?
Ci sono iniziative urgenti da prendere!

4748 dell’8/2

CI SONO MOLTI COMPAGNI…….

...che vogliono esprimere le proprie idee senza i grilli parlanti che hanno visioni legate alla scuoletta e che devono intervenire sempre, su tutti e su tutto. Se la si finisse di essere così asfissianti e di comprendere che certe posizioni sono notissime, si farebbe un gran dfavore all'intero forum. Non sarebbe certamente piacevole che uno come me continuasse con le sue rotture 30 volte al giorno. Occorrerebbe lo stesso rispetto.
Voler comunque dire che il sindacato ha sempre ragione, rintuzzare continuamente le posizioni di compagni che danneggerebbero il sindacato, intervenire su tutti, NON è una posizione che rispetta la dialettica che dovrebbe esistere nella CGIL Scuola.

Questa mattina, a scuola, è arrivata la convocazione con una lettera per una assemblea sindacale CGIL Scuola per lunedi. Il dirigente ha telefonato in CGIL per chiedere se, visto che lo sciopero è disdetto, l'assemblea si manteneva. "Certo, è stato risposto, dobbiamo illustrare i vantaggi del contratto". Quale contratto? Chi lo sa ce lo spieghi! Io, a parte quel ridicolo aumento, non ho letto né di contratti né di piattaforme sindacali.
Insisto: fino ad ora ci siamo "ammazzati" (su precisa indicazione dei dirigenti) per convincere gli insegnanti a scioperare; a questo punto gli dobbiamo dire che "abbiamo scherzato!" Perché è uno scherzo sospendere uno sciopero non per un contratto ma per 100 euro. Naturalmente quando parlavamo a colleghi e compagni non dicevamo che la mobilitazione nasceva per avere un poco di denaro a fine mese. Credo che tutti i compagni preparassero lo sciopero impostando un discorso politico sull'indecenza delle proposte Moratti.
Ma, dicono i grilli parlanti, abbiamo ottenuto di non dividere CGIL, CISL ed UIL. Io personalmente sono iscritto alla CGIL e non ai tre sindacati insieme. Se si ritiene che i tre sindacati costituiscano una entità politica importante si faccia l'unità e ciascuno di noi deciderà se iscriversi o no a tale formazione.
Io non sono interessato a strategie di rincorsa verso posizioni opportuniste quali quelle oggi di CISL ed UIL. E d'altra parte nessuno di noi era un "politico" tanto raffinato da prospettare ai colleghi che il fine fosse l'unità con CISL ed UIL. Ma quando mai?
E lo SNALS invece sciopera. Perché?
E' proprio questo atteggiamento MAI certo, MAI deciso che allontana i lavoratori della scuola dal sindacato.
Sono le RSU il termometro che la stessa CGIL aveva individuato come il momento di estensione della democrazia nella scuola. E il coordinamento delle RSU sciopera. Come mai? Hanno perso il senso della realtà? Sono fuori linea? O è la linea del sindacato che è carente, che è fatta da compagni che hanno perso contatti con le realtà quotidiane dei luoghi di lavoro?
E, al di là di enunciazioni di vari intervenuti al forum (noi lotteremo contro Moratti e la sua riforma! noi siamo meglio dei falsi rivoluzionari! noi, noi, noi,...qualcuno ha anche detto che gli dà fastidio sentir parlare di "scendere in piazza", al giovanetto vorrei ricordare che questa è stata l'espressione che il sindacato ha usato dal 1947 e che quello scuola ha usato dal 1968). Ma nei fatti, cosa si farà? Qual'è la piattaforma su cui mobilitare? Sulla scuola della Moratti che fa schifo? Questo glielo diciamo in altra occasione (quando non ci crederanno più): ora basta solo dire che abbiamo raggiunto un grosso successo con i 100 euro.
Spero vi rendiate conto compagni che così non si va da nessuna parte. Senza neppure sentire il bisogno di rintuzzare quella parte dell'offerta in denaro in cui si dice che parte degli aumenti saranno dati per merito. Ma di che? Ancora senza autocritica? Ancora con la folle posizione del concorsone? Ma lo sapete che questi fondi incentivanti e queste funzioni obiettivo, insieme alle figure dei dirigenti, hanno reso la scuola una corte dei miracoli? E tutto questo per riforme fatte, volute e portate avanti (insieme ad altre cosucce indegne) da Berlinguer con nessuna opposizione CGIL. Ora si procede così: prima si richiamano tutti all'unità contro questo governo di destra, quindi si fanno accordi miseri, ed alla fine accettiamo questa scuola di classe (e sbagliata in ogni sua impostazione tanto da far pensare che forse era un poco meglio quella Berlinguer). Uniti si....ma per far che? Unità al centro? E serve essere iscritti alla CGIL per far questo? Facciamoci subito una iscrizione a forza italia e vi accorgerete che si ottiene di più (da quelle parti vanno avanti con favori personali, con leggi per gruppi di amici!).

Comunque stiano le cose io:
- non conosco la piattaforma contrattuale del sindacato CGIL Scuola.
- non so nulla di future mobilitazioni.
- non ho sentito nessuno fare un piccolissimo cenno al nefasto recente passato.
- non sento nessuno che almeno abbia il coraggio di rivendicare "i successi della categoria" durante l'era Berlinguer.
- ho sentito (spero sia vero) che si andrà ad un referendum tra gli iscritti sul contratto. Lo si faccia ma prima che venga firmato.
- lo statuto del nostro sindacato parla degli iscritti che devono tempestivamente essere informati di quanto si fa nei direttivi. Lo richiamo.
Adesso per noi che non siamo semplici iscritti ma militiamo, tutto sarà estremamente più difficile.
Roberto Renzetti

 

4782 del 9/02

Più cresce la stima per  Cofferati…

...più si capiscono gli sbandamenti Cisl ed Uil che rincorrono i loro referenti spariti in Forza Italia e destra varia.
E questo vale per tutte le categorie, o no?
Oppure i nostri dirigenti (CGIL Scuola) sono amici intimi di Pezzotta e di Angeletti?

Dopo i "dotti" (a parte uno) interventi che si sono susseguiti alle mie provocazioni, noto con dispiacere che nel merito dei quesiti che pongo nessuno interviene (anche Francesco lamenta la stessa cosa).

-Qual è il contratto? Chi lo conosce?
A parte i 30 denari io ho visto solo del concorso riservato agli incaricati presidi triennalisti ed al punteggio "pesante" per chi ha avuto incarico a preside.
-C'è un minimissimo di autocritica sulla gestione del centrosinistra (supporto acritico ai disastri di Berlinguer)?
-Oppure c'è qualcuno che mi dice quali sono le cose che ha fatto Berlinguer che vanno salvate? e perchè?
-Qual è la strategia (almeno la tattica) per il futuro contro l'indecente riforma (?) Moratti?
-Nella contrattazione con il MIUR, che peso ha la quantità delle deleghe sul tavolo delle trattative?
-Lo facciamo il referendum sul fantomatico contratto?
Sto riprendendo la pittura. Tra poco ritornerò artista. Allora parlerò a Piazza Farnese.
A rileggerci, compagni!
Roberto Renzetti

4784 del 9/02

Chi scommette che la manifestazione contro la scuola della Moratti e contro la vergogna di questo governo che si terrà a Roma il giorno 15 febbraio sarà un grande successo?

Ci rileggiamo il giorno dopo, con i commenti delle Cassandre che sanno tutto, come Bonezzi.

4990 del 14 /02

Il 9 marzo la prima manifestazione non ambigua contro la moratti (di Bonezzi)

Un conto è accodarsi ad una manifestazione su contenuti chiari, quelli confederali. Un conto è stabilire i contenuti: dopo la revoca i contenuti li decide nell''ordine:
Snals, Gilda e Cobas. Io non li condivido.
Buon San Valentino naturalemente

4996 del 14/02 

Bonezzi fa confusione

Ma poiché non è l''ultimo arrivato lo fa a proposito.
Crede di avere a che fare con il popolo bue e ci vuole far sapere che nella manifestazione di domani gli obiettivi sono nell''ordine di Snals, Gilda e Cobas.
Sbagli, Bonezzi e di grosso. Domani si sciopera contro la scuola della Moratti su una piattaforma decisa in assemblee pre 5 febbraio dalla CGIL Scuola.
Riguardo alla manifestazione sai meglio di e che essa è dei COBAS con altre sigle di sindacati di base. Non ci sarà né Gilda né Snals il quale (è la terza volta che lo dico ma non vi è peggior sordo...) si vedrè a Piazza Montecitorio (per te che sei di fuori Roma una notiziola: Piazza Esedra e Piazza Montecitorio distano almeno 4 km seguendo la strada; anni luce seguendo gli intenti).
Il vecchio vizio non cessa? sempre con la criminalizzazione non tanto dell''avversrio quanto di un concorrente? perché? perché chiedi a Bernocchi (degli altri nun me pò fregà de meno)se è d''accordo su una piattaforma che comprenda la difesa dello Stato e della magistratura? hai indizi contrari o sono solo veleni? io conosco Piero Bernocchi da oltre trenta anni dal 68. Sempre in prima fila per la difesa della democrazia in una lotta come i padroni di allora e di oggi. Nessuna sbavatura in un leader proveniente dalle lotte e non dalle scrivanie. Non c''èe accordo politico. Possibile. Chi ha ragione? non è questo il problema. Il problema è che si tenti di diffondere dubbi su persone limpide solo perché non si condivide la loro politica. E'' gravissimo per chi ha abbracciato amorevolmente Cossiga e continua con Mastella, non rifiutando un Misserville al governo.
Bonezzi, la manifestazione del 9 è una bufala alla rincorsa di un appuntamento mancato!
Vedremo di nuovo il 9 marzo come saranno andate le cose. Comincia a preparare i due editoriali da pubblicare nelle due eventualità.
E cerca di non confondere più i compagni della CGIL con sciocchini che si aggregano al primo pifferaio. E'' il nostro pifferaio che deve cambiare RADICALMENTE musica.
E qui debbo prendere atto che non ci sono ''cambiamenti di rotta'' che tengano. I compagni per i quali si è fatta battaglia congressuale non ci sono.
CAMBIARE "cambiare rotta" per trovare il giusto cammino.

Così ci deliziava Bonezzi l’1/02 sullo sciopero

4554 dell’1/02 

Anche la Gilda sciopera il 15

Lo sciopero del 15 è corale. Tutte le organizzazioni sindacali della scuola scioperano cgil, cisl, uil, snals, unicobas,cobas, gilda, tranne l'ADI ( Cenerini)e l' AMEF ( Giliotti).
Manca però la consapevolezza tra la categoria su alcuni elementi generali, ad esempio, Pensioni.
La decontribuzione pensionistica di 4 o 5 punti sui giovani significa: che i giovani la pensione sen la sognano e noi possiamo scordarcela.
Infatti il ragioniere dello stato Monorchio, filo
Polo, sostiene che la decontribuzione aprirà un buco di 13 mila miliardi all'anno, 130 mila in dieci e via contando.
Il sistema stava risanandosi e viene distrutto.I giovani potranno farsi una pensione integrativa presso la Mediolanum del cav. Berlusconi, quelli della nostra età dovranno accomodarsi sotto i ponti.
L'Argentina è vicina. Ammetto questa è una delle ragioni che mi fanno partecipare con forza allo sciopero del 15. Alla manifestazione poi lato sinistro guardando dal palco: bandiera rossa della cgil-scuola, molto in alto con bandiera dell'Europa, sopra la rossa, sotto quella europea potremmo vederci sono interessato a conscere Cagliostro ed altri.
Ognuno di noi provi a convincere tre amici e tramite le e-mail inviti tutti a partecipare allo sciopero.

Questo dice Bonezzi il 14/02

L’ accordo del 5 Febbraio è un buon accordo
Infatti si è fermato il progetto di Berlusconi di stravolgere lo stato italiano attraverso l’asservimento dei dirigenti al potere politico. Si è ripristinata una logica contrattuale si sono ottenute risorse per iniziare a fare i contratti. Nella piattaforma scuola che va velocemente formalizzata, riproporremo i salari europei ed avremo spazi per farlo grazie all’ accordo del 5.
L’accordo del 5 ha fermato lo snaturamento dello stato ed è stato giusto fermare tutto con la firma.

Cgil cisl uil unite possono fermare la Moratti
E’ un fatto enorme che il 9 Marzo venga indetta una manifestazione contro la Moratti da parte delle più grandi e rappresentative organizzazioni della scuola. Insperato ma significativo, in se, la cosa è già un fatto politico di rilievo.Ci sono le condizione per ottenere la revoca della delega alla Moratti e non solo per manifestare una rabbia impotente. Ritengo invece lo sciopero del 15 pericoloso politicamente, seppur rispetto le scelte di ciascuno, perché le sigle proponenti hanno obiettivi ben distanti dall’idea di chiedere la revoca della delega sulla controriforma Moratti.. Pensano piuttosto a seminare disinformazione e questo oggettivamente indebolisce il fronte e la massa d’urto che sarà necessaria per fermare in Parlamento l’approvazione della delega.

Un appello agli scioperanti del 15
Non mi rivolgo ai loro dirigenti , ma a coloro che in buona fede hanno scambiato la lotta del 15 per una manifestazione contro la Moratti, chiedano ad Ameli, segretario nazionale della Gilda e a Ricciuto dello Snals cosa intendono fare a marzo contro la delega alla legge Moratti? Devono dire a chiare lettere e senza giri di parole, se sono contro o meno questa controriforma e che faranno per fermarla. Il segretario dei Cobas Bernocchi deve dire se oltre al movimento, è interessato al raggiungimento di qualche obiettivo e quale o se ritiene sufficiente mobilitare tutti i no, indifferente agli esiti. Chi scrive, mi ripeto, pensa che per difendere la scuola si debba difendere il ruolo e la funzione della stato di tutti e che di conseguenza i docenti debbono farsi parte attiva di un movimento che si deve saldare con chi difende l’indipendenza della Magistratura. Una volta “regolati i conti” con la Magistratura, vorranno regolarli con la scuola: il telefono spia e l’attuale criminalizzazione del preside dell’ Avogadro di Roma sono solo un assaggio.

Bonezzi così prosegue

5108 del 16/02


La domanda politica del 15 febbraio
Il dato generale è una forte domanda di rappresentanza politica.
Moretti, Firenze, Milano, Torino si muovono pezzi di società e la società come un fiume in piena cerca di difendersi. La fascinazione del 15 era questa: la scuola unita contro la Moratti.
L’errore: i soggetti erano uniti per il contratto non contro la riforma Moratti: Gli apparati concettuali di troppi soggetti sindacali erano in realtà con la visione rivolta al passato ed erano incapaci di leggere il presente. L’illusione della base era quella di utilizzare una scadenza importante per fini politici o meglio c’era una domanda d’azione politica con mezzi impropri.
Dice il Gianni con una bella metafora: c’è un orfano ( domanda di azione politica) che ha perso il padre ( strutture di azione politica) che chiede allo zio ( sindacato- struttura d’azione sociale )- di fare il padre, alla fine resta zio .E vero: zio resta e non lo deve dimenticare, ma deve svolgere anche la funzione vicaria di padre. Questo è .

Il dopo 15
Dopo l’esito dello sciopero che è politicamente fallito nel suo obiettivo più insidioso, giocare lo scontento contro la cgil -anziché contro il Governo- per indebolirla ed avere quindi spazi propri. Dobbiamo agire su due livelli quello del Sindacato: subito una buona piattaforma contrattuale, breve ma chiara: salari europei, carriere riformate in modo gentile e non giacobino, una piattaforma giocata sull’affermazione dell’autonomia professionale della docenza, sull’autonomia della scuola garantita dalla Costituzione che difenda gli organici . Facciamoci come cgil, temporaneamente soggetto prepolitico affianacando il movimento e suscitarlo laddove non c’è. . Ha un effetto dirompente che i colleghi, ad esempio, prendano il volantino sugli esami della cgil col taglia e cuci lo rielaborino, lo firmino e lo diffondano presso i loro studenti. La cgil metta a disposizione le sue tipografie.Questo è l’esempio di Firenze.. Le azioni delle persone spostano le coscienze. Oggi la domanda d’azione politica si fa con azioni pre-politiche possibilmente sostenute dalla politica. La protesta sociale deve invadere la politica.Tutti quei genitori che non avranno il tempo pieno e che protestano e sono tanti e tanti hanno votato per Berlusconi, vanno coinvolti in forme di lotta. I Genitori di ogni mancata classe devono chiedere l’incontro col Prefetto e devono essere accompagnati possibilmente dai segretari locali di tutti i sindacati, comunque quello della cgil-scuola non manchi.
Recuperare il brandello di cuore cgil lacerato il 15
La cgil sa distinguere tra chi protestava il 15 contro la Moratti ( la base) e chi contro i sindacati confederali ( I vertici). A quei colleghi che si riconoscono nello Snals, nella Gilda non si deve chiedere nulla, se non che devono esigere dai loro vertici parole chiare contro la delega della Moratti . Per i vertici, lo sciopero del 15 gli si rivolta contro, la base scioperava davvero contro la Moratti. Adesso sono obbligati ad essere conseguenti. Nelle scuole e questo lo possono fare meglio coloro della cgil che hanno scioperato, devono chiedere, poniamo a Tiziana, “ Tu hai scioperato contro la Moratti, perché Ameli su questo non dice parole chiare?Perché non chiede il ritiro della delega della Moratti come fa il mio sindacato la cgil?”.
A marzo, mese decisivo per al Controriforma, lo scontro sarà incandescente e dovremo lavorare per essere uniti tutti, in questo ci aiuteranno gli scioperanti che nella loro maggioranza hanno scioperato contro la Moratti e i non scioperanti che non hanno voluto scioperare contro altri sindacati.

La posizione dei vertici
A chiare lettere va detto ai dirigenti di Sanls e Gilda che il 15 è stato sconfitto i il tatticismo da prima Repubblica: Non ci sono spazi per loro se non in quello di esercitare fino in fondo e bene il loro ruolo di rappresentanza della categoria della scuola. Facciamo una piattaforma unitaria tutti, minima ma chiara ed insieme facciamo del 9 una grande appuntamento della scuola tutta, senza tatticismi contro una brutta riforma. Brutta non solo nell’impianto istituzionale ma brutta perché stravolge l’anima ed il senso della scuola. Quando la scuola sarà stavolta non ci sarà spazio per Gilda per Snals, per la cgil-scuola

Ai cobas
Chiediamo di abbandonare la sciagurata teoria del socialfascismo in salsa attuale, ovvero che c’è continuità tra il vecchio ed il nuovo governo. Non è vero perché questi stanno facendo qualcosa di mai visto,non è vero, perché la riforma dei cicli si proponeva di migliorare la scuola, almeno nelle intenzione, questi la vogliono comprimere e trasformare da diritto a caso personale.Quella teoria ha regalato solo 10 anni di fascismo in più all’ Europa, non commettiamo gli stessi errori.
Anche loro dicano se la delega al Governo sulla riforma della scuola debba essere ritirata o meno.
E’ un obiettivo minimo, ma importante, che potrebbe unificare tutti.


ARRIVA DE ANNA (sul mio aver riportato stralci di biografie della commissione dei saggi)

5197 del 20/02

Credo che abbondenerò questo forum

Ce ne erano già i presupposti per altri interventi, ma credo che lascerò questo ambito di "discussione" (si fa per dire:
Lo lascio volentieri a Renzetti, con il quale credo non ho più nulla da dire, non ostante scambi anche "privati".
Sarà un peccato di ingenuità: pensavo ad uno spazio di discussione. Non importa. Si tratta di altro e di assolutamente legittimo... ma non so che abbia a che fare con scambio di ideee, di ipotesi, di dubbi, e di rielaboazioni...
le "biografie" di Renzetti che lui se ne renda conto o meno, sono drammatiche.... Chissà almeno una volta Benedetto Croce, nella sua vita, deve avere pensato "chi la fa l''aspetti".... ebbene "dica il candidato, commentando questa frase, quale è il nucleo del pensiero del filosofo che tanta parte ebbe nella cultua italiana..... ecc." Roberto, vergognati!!!!
Non so dire altro....
Ma che tristezza...
Così non potremo mai "parlare" ne tra noi ne con gli altri.

Mia risposta

5206 del 20/02

No, non mi vergogno, Deanna.
Prendo atto che nella scuola italiana i massimi rappresentanti in grado di mettere insieme un piano per la scuola in due mesi (ed accettano di farlo!) sono i signori suddetti, tutti facenti parte di un''area culturale.
Fine, non ho altro da dire.
Anche qui, nonostante le diversità che si esprimono in molte a volte aspro, io non ho mai detto a nessuno dei compagni della CGIL di vergognarsi.
Ma, visto il fastidio che sento in molti e le demolizioni a spirale, mi ritiro io in buon ordine augurando a tutti un buon lavoro.

Bonezzi bacchetta Pino Patroncini

5328 del 24 /02/

Pino, c''è un eccesso che davvero non capisco!
Non è bello ed è inutile il livello di criminalizzazione che provochi,noi dovremmo sforzarci di stare uniti, non dovremmo fomentare
divisioni. almeno chi è dirigente nazionale della cgil-scuola, come te, ci provi.

5346 del 24/02

Forum aperto o con password?


E’ una questione non di metodo ma politica: occorre sapere se è possibile avanzare critiche, anche aspre, al proprio sindacato in un forum pubblico o no. Sono abbastanza stufo di sentire interventi demolitori (sia nel forum che nella casella personale) in cui mi si spiega di non fare il discolo. Se i compagni dirigenti ritengono che ciò non vada bene possono o non aprire i forum o farli “chiusi” mediante password.
Io credo che, se si mantiene un forum pubblico aperto, si debba poter dire ciò che si pensa e non bisogna cedere allo sciovinismo. Ma, se vi sono opinioni diverse da chi può decidere sono assolutamente legittime e ognuno giudicherà della valenza di tali decisioni.
Vi sono delle cose che vanno ripensate da parte del nostro sindacato e questa volta sono di democrazia. Non ho da difendere altro che le mie idee e quindi non ho scrupoli a sostenere che i comportamenti dei massimi dirigenti del sindacato sono miopi. Dal loro posto non sanno vedere altro che chi si confronta con loro. Hanno perso la visione reale dei problemi (e poi vi sono sempre i servi docili ed anche da queste parti dobbiamo sorbirceli). Neppure capiscono che una minoranza interna è un grande alibi che potrebbero usare in termini di pluralismo e diversità. E non dico questo a caso ma in relazione a quanto accaduto in un recente direttivo nazionale in cui sono stati attaccati duramente i compagni di “cambiare rotta” per aver diffuso un comunicato “di dissenso” rispetto alle posizioni ufficiali del sindacato rispetto al 15 febbraio. Cioè si confonde da pretesi dirigenti una spinta unitaria che VUOLE e DEVE esservi CONTRO una situazione drammatica di attacco alla scuola, con una uniformità ed un conformismo suicida verso una linea tanto unanimista quanto perdente.
Anche in queste poche cose lette in relazione al mio modestissimo intervento, evidenziano l’intolleranza dei big ed il servilismo sciocco di altri. Molte cose le ha ben dette Patroncini e la sua persona come quella di altri stimabilissimi compagni dirigenti, a lato dei compagni che incontro quotidianamente sul posto di lavoro, appunto sono ciò che mi lega al sindacato. Ma a sentire qualcuno che usa ancora termini ricattatori verso Patroncini (il parafulmine?) del tipo: “criminalizzazione”, “divisione”, “eccessi” e che si bea dell’immobilismo a lato dell’assenza completa di proposte fa un poco impressione.
IMMOBILISMO: dal 13 maggio non è accaduto nulla, a meno che non si voglia scambiare per successo lo sciopero di novembre dove, sotto il ministero eravamo neppure 1000 tra CGIL, Unicobas, Gilda, e altre varie sigle.
ASSENZA DI PROPOSTE: qual è la piattaforma contrattuale compagni? E’ scaduto da due mesi il contratto ed io come gli altri compagni di base non la conosciamo. Dove si costruisce? Chi? Su che basi? Abbiamo diritto di sapere qualcosa? Oppure dobbiamo “tacendo obbedir”? Se un sindacato non è in grado di far conoscere (ma esiste?) una sua proposta contrattuale prima della scadenza del precedente è fallimentare.
Ma vi sono altre questioni che meritano attenzione, oltre a chi crede che si debbano redarguire i compagni che tengono insieme nella CGIL più del peso dei delegati congressuali (qui sì che non parlo in pubblico e vorrei un forum con password).
Berlusconi in occasione dello sciopero di fine 1994 ebbe a dire che se tre milioni avevano scioperato e manifestato, 54 milioni se ne erano stati a casa. Noto con dispiacere che abbiamo logiche analoghe dalle parti nostre. Il 15 febbraio diciamo pure che vi erano zero persone in piazza. Ma il rumore più sordo lo faceva l’assenza della CGIL Scuola! Fa piacere detta così? Piace di più denigrare che non tentare un minimo di autocritica che non arriva. Con un nuovo centrosinistra la CGIL sosterrà le stesse stupide cose fatte da Berlinguer? Io oggi lotterò con tutte le mie forze contro la Banda Bassotti ma vorrei sapere se dopo essere stato attaccato con fiamma ossidrica, dovrè essere bruciato a fuoco lento. Insomma: che idea ha OGGI la CGIL Scuola della scuola? Qual’è il ruolo degli insegnanti? Su cosa devono sperare nelle lotte che fanno? Oggi vi è un richiamo di bandiera (neppure convinto se continuiamo a starcene a casa e guardate che a me, come a tutti noi insegnanti – dei Dirigenti non parlo perché non scioperano – uno sciopero COSTA CARO!).
La vicenda della dirigenza considerata marginale o antropologica da qualcuno è emblematica di una linea politica precisa che CREA DIVISIONE nel sindacato. Mi spiego. Intorno al 1992 a Trentin venne chiesto se gli insegnanti che lavoravano negli Istituti Italiani di Cultura, potevano passare alla funzione pubblica. Trentin disse (stupidamente) si. Questi hanno seguito una carriera che li ha portati ad altra carriera rispetto agli insegnanti delle scuole italiane all’estero. Oggi guadagnano il doppio e sono diventati dipendenti degli Esteri con il privilegio di restare alkl’estero a vita (con piccoli ritorni in Italia). Con i Dirigenti si segue la stessa strada: una categoria che nel bilancio dello Stato sta in un capitolo diverso, può manovrare come crede senza doversi confrontare con il nostro capitolo VUOTO di insegnanti ed inoltre con la spocchia ed il potere indebito che è stato loro assegnato. Come si può restare in uno stesso sindacato? Come si possono sostenere simultaneamente le esigenze dei SOTTOMESSI e dei PADRONI. Chi non si è accorto di questa piccola differenza NON sa nulla di scuola e non merita di essere sindacalista di nulla oltre che (come già egregiamente fa) di se stesso!
C’è anche il riferimento di qualche solito noto al “rifare il Congresso”. A parte che questi congressi sono una iattura che provocano paralisi per tempi troppo lunghi. Ma chi è il “commissario del popolo” che crede che un congresso sancisca una fotografia dell’esistente per 5 anni? Benvenuto il dissenso, benvenuta ogni cosa che svegli dal sonno ideologico e dall’immobilismo della ragione coloro che, a vita, hanno cambiato mestiere e non ricordano ciò che c’era prima e come nel frattempo sia DURAMENTE peggiorato.
Ci sono coloro che si chiudono in privilegi e certezze. Poi scoprono che il mondo li porta ad essere partiti del 15%. Ma come, non hanno capito quanto noi abbiamo capito del mondo? No. Vi sono persone che non capiscono certi contorcimenti intellettuali. IO vorrei che si capisse PRIMA che noi CGIL Scuola viviamo (a parte altre considerazioni da discutere con password) per il prestigio della CGIL e basta, per Cofferati, la FIOM, eccetera. Occorre anticipare gli eventi e prevedere un disastro se non si interviene a tempo debito. Compito della CGIL Scuola non è quello della gestione del cadavere (truccarlo ed imbellettarlo) prima della chiusura della bara. Noi dobbiamo prevedere, proporre, anticipare, ascoltare, fare referendum, assemblee e quanto si ritenga opportuno per crescere e non per stare in trincea a ricevere le bastonate di un nemico ignorante e demolitore.
Roberto Renzetti
PS. Ai giustificatori del nulla vorrei chiedere: come faccio io insegnante ad arricchire le news degli affari della mia categoria? Basta che vi sciva 50 lettere al giorno? Se serve lo faccio!


Risposta ad una bozza di contratto da Frame

5409 del 25/02

Caro Francesco,
ti fornisco il mio parere sulla tua bozza di contratto.
Credo tu voglia la franchezza con cui provo ad intervenire.
Credo che i lavaggi del cervello provenienti da tutti ed in particolare dal CEDE di un paio di anni fa (ma con un lavoro sotterraneo almeno ventennale) ci abbiano convinto a fare penitenza ed a cospargerci il capo di cenere. Provo a rigirarti il discorso con la speranza di farmi capire.
La valutazione del nostro lavoro è certamente importante ma VIENE DOPO, dopo che si sia fissata una meta verso cui la scuola corre.
E’ un poco ciò che accade a scuola: come si fa a valutare dei ragazzi se non si programma, se non si fissano gli obiettivi e se, conseguentemente, non si sa cosa misurare?
Vi sono scuole dove si ritiene importante lavorare sugli ultimi chip. L’insegnante di elettronica dovrà passare tutto il suo tempo a studiare e non avrà molto tempo per altre cose. In altri luoghi si ritiene importante lavorare sulla socializzazione ed in questo caso la parte disciplinare sarà meno necessario.
Su una scuola che sa cosa vuole si può impostare un discorso sulla valutazione degli insegnanti chiamati a quello scopo. Se, per assurdo, portassimo alle estreme conseguenze il discorso aprioristico della preparazione degli insegnanti e della loro valutazione in itinere, avremmo fatto come nelle scuole inglesi odo americane dove non esiste un contratto collettivo ma ognuno si mette sul mercato e viene assunto come un giocatore di calcio da una certa squadra.
Con discussioni avute in un recente passato e sulle quale non intendo ritornare, occorre capire che scuola si vuole per fare ciò che si ritiene indispensabile ad essa.
Il tentativo di richiamarci ad una astratta nostra valutazione mi sembra rispondere al solo fine di fare contento il pubblico degli utenti.
Si ritiene o no che il nostro lavoro sia un lavoro a tempo pieno? Se si deve essere pagato dal momento dell’assunzione come tale. Da questo punto poi possono iniziare a funzionare gli aumenti per merito. Un insegnante oggi entra con laurea, con un apprendistato defatigante ed incerto (o con le SSIS). A questo punto la persona ha 30 anni (laurea, abilitazione e tirocini, supplenze, incarichi,…) e deve potere avere un salario che parta almeno dai tre milioni. Poi occorre vedere il lavoro che ciascuno svolge (i lavori nella scuola sono diversi tra diversi insegnamenti e le cattedre dovrebbero essere costituite a seconda dell’impegno orario di un dato insegnamento. Per intenderci la cattedra di educazione fisica non può essere di 18 ore, quella di matematica e fisica nel classico non può avere le stesse ore di matematica e fisica allo scientifico (viceversa per italiano e latino nel classico e nello scientifico). Occorre distinguere chi ha compiti in classe e chi no, chi ha laboratori con o senza assistenti e chi no,…Tutto questo rappresenta la situazione di partenza. Poi vi sono le varie attività scolastiche a cui tutti siamo chiamati. Queste, in un pacchetto non rigido di ore annuali dovrebbe rientrare nel salario di base. Vi sono poi ore che si fanno in più, ore che non fanno tutti i colleghi. Queste vanno pagate, dove ve ne sia bisogno, PER CHIUNQUE le faccia, a prezzi da professionista (minimo 40 euro l’ora netti; altrimenti si assume qualcuno che faccia quel lavoro).
Dovrebbe essere possibile ripensare la scuola in modo da renderla servizio per la comunità, il paese, il municipio, la zona,…Tanti metri quadri, aula magna, biblioteca, laboratori, computers,… tutto questo per un uso di 30 ore settimanali è un gigantesco spreco. Si potrebbe chiedere la disponibilità ad insegnanti appositi per seguire tali attività (insegnante di lettere e filosofia o scienze per la biblioteca; insegnante che conosca i computers e vi sappia lavorare per l’aula di informatica; insegnante di fisica o scienze per i laboratori; insegnante di educazione fisica per la palestra; insegnanti vari per l’apertura di cineforum & Co;….). Questo insieme di persone permetterebbe di costituire il primo nucleo di insegnanti a tempo pieno (36 ore a settimana, nelle quali vi sono le 18 ore – o più - di didattica frontale). Costoro che garantiscono l’apertura della scuola a tutti (particolarmente ai ragazzi che hanno bisogno di sostegno, ma anche ad adulti su quegli eterni e sempre disattesi piani di educazione permanente) hanno il salario europeo che deve essere pensato intorno ai 5 milioni netti al mese.
Poi passano gli anni e nasce il problema anche della nostra formazione con il tempo e quindi della nostra valutazione. Intanto sarebbe ora di iniziare a capire chi valuta chi (io rifiuterei valutazioni di solo psicopedagoghi che sanno solo predicare e non sanno mai risolvere problemi concreti e non sanno proprio cosa sia lo stare in una classe). Una volta stabilita questa questione, sarebbe possibile avviare procedure continue di valutazione sui POF e sugli esami finali (è una cosa che si è dimenticata per inefficienze ministeriali ma quello dell’esame dei ragazzi è un ottimo momento per l’esame nostro. Ma si possono anche fare degli esami scritto-orale su tematiche nuove, su ciò che si vuole. Un professionista della scuola non scapperà da queste cose.
Quindi due partenze con carriere legate davvero al merito e non per ridere: le pubblicazioni (su riviste scelte a priori ed elencate, come il CNR, ad evitare articoli su giornali parrocchiali) devono contare e non “fino ad un massimo di punti 2”. Ogni fatto culturale, preparazione mostre, corsi tenuti o seguiti all’università, tutto ciò che è aggiornamento di capacità, abilità, conoscenze e competenze deve poter essere valutato. Con quegli stipendi iniziali e con la carriera, l’anzianità in quanto tale ed i meriti familiari devono sparire.
Un pezzo non secondario che serve in modo sensazionale alla didattica è l’anno sabbatico. Dopo sei anni di insegnamento ci si reinserisce in gruppo di ricerca presso un ente, un istituto, una università. Alla fine dell’anno si presenta a qualche ente valutatore (o al capogruppo del dove ci si è inseriti) una tesaina sul lavoro svolto che verrà valutata ed entrerà opportunamente nel curriculum.
Altri pezzi sono il prendere dei giovani in tirocinio, quelli provenienti dalle SSIS. Anche questo è un elemento di scambio proficuo: io ti dico un poco come si insegna e tu mi rimetti dentro il mondo della preparazione universitaria fresca.
Avrai già letto qualcosa del genere scritto da me. Non è solo fantadidattica ma il modo per essere riconosciuti come dei professionisti a tempo pieno (NON CONVINCERAI MAI NESSUNO DEL GRAN LAVORO CHE FAI A CASA, salvo ritornare un analfabeta di ritorno, momento nel quale tutti ti tireranno pomodori marci). E qui serve il coraggio di un sindacato che non si metta da una parte con protezionismi ed egualitarismi e dall’altra, schizofrenicamente, chiede salari per noi su fondi incentivanti, sul merito, sulle funzioni obiettivo (francamente, compagno, pensaci tre secondi e dimmi se provi conati di vomito). Quindi il sindacato vivo attivo e propositivo su un terreno che spiazza tutti. Priam pagina dei giornali: gli insegnanti chiedono di lavorare di più! (anche se molti ignoranti giornalisti, che noi abbiamo promosso con i circoletti, non sanno che queste 36 ore sarebbero per noi una liberazione, un lavorare molto meno, con il computer della scuola e tutto il materiale della scuola e scusa se ti pare poco).
Quindi Francesco non mi appassionano le proposte minimaliste. Il rincorrere chi ci ha bastonato sulla sua strada. Vedi, caro Francesco, una volta che noi avremmo trovato il modo di farci valutare, poi chi glielo impedirà di licenziarci SENZA GIUSTA CAUSA dati i livelli degli esaminatori che si prefigurano, tra cui emerge il Dirigente? Ho esperienze di mobbing per rifiuto del livello del dirigente e per suo rifiuto del mio livello di politicizzazione e di comunicazione in ogni vicenda della scuola delle mie posizioni su tutto (non so quanti anni hai ma io, da ragazzo, vedevo ancora quelle scritte nelle osterie dove andavo a comprare il vino con su scritto: “Qui non si bestemmia”; “Vietato sputare”; “Qui non si fa politica”).
Non credi si possa partire con una richiesta al nostro sindacato di referendum tra gli iscritti su questa bozza di CONTRATTI per il futuro in modo da capire il livello delle disponibilità ad un piano che sarebbe sicuramente diverso, che avrebbe tra gli avversari coloro che hanno la scuola come secondo lavoro e che, generalmente, sono quelli che la dequalificano (non per volontà ma per necessità).
E’ un sasso nello stagno che si aggiunge al tuo, non lo sostituisce. E’ un modo per far pensare i compagni che non si fossero posti questi problemi.
Un caro saluto
Roberto Renzetti
PS. Quanto detto vale anche come risposta alle proposte delle RSU dell’ITA di Finale Ligure che ci hai fatto conoscere.

Risposta ad alcune osservazioni di Vittorio

5456 del 26/02

Caro Vittorio,
le differeziazioni sono nei fatti. Nell''ipotesi che ciascuno faccia il suo lavoro, le 18 ore di un insegnante di matematica e fisica in un liceo classico non sono paragonabili alle 18 ore di un collega di latino e greco (quest''ultimo ha un carico di lavoro superiore). Ci si può sedere intorno ad un tavolo e capire come stanno le cose con parametri affidabili del tipo: chi ha gli scritti e chi no, chi ha il laboratorio e chi no,...
Riguardo alle 36 ore, non le ho poste come obbligatorie ma come una scelta facoltativa tra due carriere diverse con salari diversi.
Io so come te che la scuola, proprio per il suo carattere di lavoro con orari "strani", è quello che è stato scelto dalle famiglie italiane per sopperire alle assenze di Stato Sociale (mancanza di asili ed ogni cosa di tal genere). Di fatto la scuola è per la gran parte dei colleghi (come dato di fatto direi delle colleghe, se non altro perché esse costituiscono pèiù del 75% del personale insegnante) che non vogliono sentir parlare di cambiamento di questo status. Preferiscono prendere poco ma avere questi orari elastici. Tali colleghi sono in gran parte quelli non sindacalizzati (i sindacalizzati nella scuola sfiorano il 30%). Sono quelli che non scioperano con te e non te li trovi mai alleati.
Prendiamo realisticasmente atto di ciò e costruiamo le DUE carriere. Io aggiungerei che una delle due dovrebbe essere, tendenzialmente, ad esaurimento.
Comunque è tutto discutibile con una osservazione: se continuiamo con le 18 ore, per quanto i colleghi dell''ITA di Finale Ligure facciano dei conti sacroìsanti, noi saremo sempre perdenti. Sono oltre trenta anni che leggo di noi insegnanti che lavoriamo poco e facciamo 3 mesi di vacanza.
Non cambi questo con atti di razionalizzazione, di discussione intelligente, di spiegazioni.
Ci vuole un cambio radicale di impostazione. Io ne propongo uno e neppure in modo rigido. Se ne proponga un altro e si prosegua la discussione.
Se si vuole cambiare davvero la nostra condizione ...
Con le tue stesse preoccupazioni, ti saluto
RR

 

5450 del 26/02

Caro Francesco, (E' FRAME)
provo a spiegare meglio facendo diretto riferimento a quello che tu hai scritto.
La premessa per me OGGI indispensabile è quella di dare il massimo di enfasi al ruolo della scuola come veicolo di formazione culturale, professionale e civile. Dato questo segue l’insegnante (e tutto lo staff della scuola compreso il Dirigente preparato; parlerò solo degli insegnanti perché dei dirigenti ho già detto abbastanza degli ATA e dei collaboratori non sono in grado di dire nulla). Prima di dire come aggiornarlo o come formarlo in itinere mi interessa sostenere che l’insegnante esce (ma non servivano a questo le SSIS?) da una preparazione APPOSITA che lo rende titolato per quella PROFESSIONE. Io credo si debba prevedere una preparazione a fare l’insegnante con lauree seguite da corsi tipo SSIS nei quali sarà indispensabile (per quello che sento in giro aggiustare il tiro). Sicuramente, SSIS o no, deve essere previsto un tirocinio (magari pagato in qualche modo, se non altro per ripagarsi l’alto costo di tali studi). In questo gli insegnanti già in servizio con un certo numero di anni di servizio possono giocare un ruolo molto importante (con o senza l’Università dietro). Ma queste sono cose che tu dici. Io solo sposto gli accenti.
Dato tutto questo allora io prevedo una valutazione della qualità almeno ogni tre anni perché conosco le esperienze degli ultimi 8 anni. Ogni anno cambiavano norme, tipologie, relazioni da fare, tipo di esame, ….Quelle che io ( ma non solo) chiamo riforme cartacee. Qui viene l’altro pezzo preliminare: fermo restando quello che tu dici sul dover essere un insegnante che sa di tutti gli strumenti indispensabili all’insegnamento, non ammetto che ogni anno, qualcuno dall’esterno intervenga in modo estemporaneo ( e tu sai che ciò è avvenuto con una frequenza intollerabile da D’Onofrio ad ora, passando per Berlinguer, il campione del mondo). Il processo di autovalutazione prevede il feed-back che non può esservi su una programmazione a breve termine (se accettassimo questa logica dovremmo ammettere che le continuità didattiche, le programmazioni su un ciclo, tutte le cose che abbiamo appreso non hanno senso). Quindi d’accordo con quanto tu sostieni ma non posso condividere un percorso per l’insegnante che anno per anno debba rispondere a qualche non ben individuato comitato di saggi. So che tu hai iniziato con una definizione di tale comitato in cui gli insegnanti hanno una parte attiva, ma qui sono io che pongo problemi del tipo: “attenti alle camarille”. E tu sai cosa voglio dire. In tal senso un buon dirigente sarebbe personaggio importante ma con modi di reclutamento differenti da quelli che ha previsto e prevede il nostro sindacato.
Altra premessa riguarda la valutazione degli STUDENTI. Se non usciamo dall’equivoco di TUTTI PROMOSSI stiamo facendo un cattivo servizio a tutta la società, agli studenti stessi ed a noi (scusa se mi ci metto anche io). Perché a noi ? Perché (e qui parlo per gli studenti che escono dalla terza media) è impensabile trascinarsi persone che o hanno ritmi di apprendimento differenti, o non studiano, o …. ciò che vuoi.
Se tutte queste cose vanno chiarite e lavorare in gruppo classe vuol anche dire espellere dal gruppo chi ‘non lavora’ (ed in tal senso c’è pure l’insegnante), allora ci si può iniziare a capire.
Prima di proseguire ti dico che il 7 gennaio ho presentato domanda di pensione che, salvo ripensamenti del MIUR, è irrevocabile. Quindi, evidentemente parlo da cittadino e non più da insegnante.
Allora io sono disposto a tutte le cose che tu dici: formazione su “relazione d’apprendimento, pedagogia del fatto formativo, apprendimento collaborativi, metacognizione e apprendimento, analisi disciplinare”. Ed io aggiungerei: psicologia dell’età evolutiva, docimologia e dinamiche di gruppo. Sono disposto, dicevo, date le premesse che vedono in noi dei professionisti che guadagnano tanto a priori (cioè dopo che sono stati ammessi, con un percorso che non ho deciso io ma che vorrei che fosse quello che ho detto, ad insegnare); altrimenti no, no, no! Permetti che mi ritenga un cittadino come gli altri e chieda: ed il medico? Ed il magistrato? E l’avvocato? Ed il macellaio?…. Non mi riferisco a te, Francesco, ma non vorrei che noi continuassimo ad autoflaggelarci sul nulla, solo perché, con fatica e con condizioni al contorno insopportabili, continuiamo a fare il nostro lavoro. Per questo, e solo per questo, mi sono permesso ai miei 58 anni (per cui lo zio va bene, mentre il nonno mi parrebbe troppo anche se, data la situazione, va bene pure Tutankamon) di spostare gli accenti.
Vedi Francesco, ho lavorato per anni in un gruppo di ricerca di didattica della fisica (gratis, altrimenti il nostro masochismo non ne esce soddisfatto). Ho insegnato per anni in un liceo sperimentale di quelli che facevano paura e che sono stati chiusi d’autorità da Malfatti. Eravamo l’ideale proseguimento al Liceo dei ragazzi delle medie Montessori. La signora Eleonora Moro POTEVA farsi la scuola che voleva e pescò nell’università quelli che gli venivano indicati come i migliori per lo scopo. Io fui indicato (con me fu indicato anche Filippo Ottone, che probabilmente avrai sentito ed altri come Alessando Anselmi, Mariella Gramaglia, e tanti altri ORA noti). Dopo un paio di anni di lavoro insieme la scuola l’abbiamo sfilata dalle mani della signora Moro e siamo andati a velle spiegate per conto nostro, I decreti delegati nascono da NOSTRA esperienza (e poi sono stati applicati in modo riduttivo perché noi avevamo previsto presenze paritarie delle componenti scolastiche) nel 1971/72. Perché dico questo? Per dirti che sempre si passa attraverso il rivendicare la formazione (nel senso mobilissimo e condivisibile che tu dici), il lavoro quotidiano come ricerca, la scuola come fonte di ogni arricchimento. Poi, passano gli anni, e tu ti sei ammazzato con questo. Da giovane i soldi valgono molto meno degli ideali. Poi, piano piano, ti accorgi che ti hanno stritolato giocando sul tuo entusiasmo, sulla tua ottima fede e ti trovi in situazioni economiche tali da non poter far fronte, ad esempio, ad una esigenza di un tuo figlio.
Ecco ciò è immorale. Ma è un circuito che non si spezza perché sempre vi saranno giovani come te su cui governi ingrati speculeranno, tra l’altro, criminalizzando gli altri, quelli che dopo tanti anni di lavoro onesto e serio, si trovano relegati al nulla. La formazione in servizio è gratificante per chi ha una carriera. Per gli altri è una sciocchezza.
DETTO QUESTO, concordo con i tuoi punti dall’1 all’8 (il 9 non mi piace: non voglio che il sindacato entri in questioni che devono nascere da un contratto a monte e non da decidere anno per anno) con qualche distinguo che ti elenco:
1) il sistema pur condivisibile mi sembra farraginoso, al di là delle tue intenzioni, soprattutto per il prevedere valutazioni e fondi annuali (sarò prevenuto ma vedo un modo più razionale di distribuire i fondi incentivanti che io aborrisco)
2) non cadrei negli inghippi psicopedagogici come detti nel punto 4
3) vorrei capire meglio il calcolo della pensione su soldi strani che arrivano o no anno per anno

A questo punto spero di avere spiegato la mia posizione rispetto alla tua. Non mi pare che siano contrapposte ma che, data una disponibilità di incontro, si possano integrare.
In tal senso vengo all’importante lavoro fatto dall’ITA di Finale Ligure.
Lo avevo letto Francesco e, ti prego di non credere che io me ne vada per conto mio senza sentire le opinioni degli altri.
Anche per le posizioni dell’ITA ho le riserve degli accenti. Pur condividendo i calcoli che loro fanno e ritrovando orari diversi per funzioni diversi e varie altre cose, non solo manca la premessa che a me sembra irrinunciabile, ma vi è un dare per buono che basta l’annuncio del “noi facciamo di più delle 18 ore per convincere il prossimo. Qui io vedo un peccato d’illuminismo che, me ne sono convinto da anni dopo molti anni di tentativi nel senso dell’ITA: o proponi di fare le 18 + 18 ore in un luogo fisico o non sei creduto. Non ci credono neppure i tuoi (e miei) sindacalisti: a loro era affidata la difesa della nostra professione negli ultimi decenni. Il loro operato a me sembra (mi si corregga dove sbaglio) è stato sempre di rincorsa a difendere un qualcosa in cui loro stessi non credevano: l’insegnante lavora molto (fermo restando che vi sono i “figlie en trocchia” come in ogni altra professione). In tal senso un piccolo aneddoto. In una delle scuole dove ho insegnato un tal professore di filosofia era un nullafacente. Il Preside fece relazioni a tutte le autorità superiori possibili per vari anni. Non accadde nulla. Io ero la RSA in quella scuola e sottoscrivevo l’operato del Preside. Nulla. Questo per dirti che un sistema completo deve prevedere promozioni e sanzioni.
Allo stesso modo di quanto ti dicevo all’inizio per i ragazzi.
Il nostro sindacato ( e non solo) spesso si è mosso in difesa dell’indifendibile perdendo occasioni per battaglie qualificanti.
Sperando di essermi spiegato Francesco chiudo con una specie di promemoria: va tutto bene e comunque tutto si può discutere ed elaborare a tavolino. Soluzioni, mediazioni, compromessi, sulla strada che tu hai aperto sono sempre possibili ma non inviterò mai nessuno a muoversi in tal senso se non si sa prima che lo si fa in un ambito definito di una professione e non di una persona qualunque che sta a mezzo servizio e per di più con problemi relativi alla sua autovalutazione o simili.
Un caro saluto da zio Roberto.

5478 del 27/02

Francesco,
probabilmente ci separa l''esperienza in ordini diversi di scuola. Il tuo riferimento ai bimbi mi pare significativo.
Io ho sempre insegnato al triennio di uno scientifico e quest''anno sui 5 anni di un classico.
Non conosco le tue esperienze ma, ti assicuro che il problema non è tanto recuperare i ragazzi quanto vari colleghi che hanno introiettato psicologie da salotto (di tipo giustificazionistico) che è veramente difficile a livelli preuniversitari di bocciare qualcuno. Guarda che ti parlo di ragazzi di 18 anni, che fanno lo scientifico, che hanno ben capito come funzionano i 6 rossi (o con circoletto), che decidono dal 1° liceo di non studiare MAI matematica e fisica e che escono tranquilli con i "percorsi" che nessuna commissione discute e che permette loro di aver superato un esame di stato scientifico non sapendo cosa è la matematica e la fisica. Non ti parlo di un caso. Se non vi fosse il segreto di uffico ti farei un elenco che, per gli ultimi 5 anni, riguarda almeno 100 ragazzi.
I recuperi li abbiamo provati tutti. Lavoro notte e giorno. Coinvolgimentoo delle famiglie (che ormai non sono tue alleate, ma complici dei ragazzi). Insomma racconto cose che tutti coloreo che insegnano ai livelli scolari che ho deto sanno.
Io non voglio bocciare per forza. Ma vorrei che vi fosse una quota alla quale disporre l''asta da saltare. Senza di essa è inutile ogni programmazione e valutazione del nostro lavoro. Sono particolarmente arrabbiato perché questi comportamenti irresponsabili squalificano proprio dalle fondamenta la scuola (anzi la Scuola) nella quale credo.
Si va avanti a valanga e ad entropia tendente all''infinito. Sparito ogni ordine, ogni regola.
Ogni "lamentela" al dirigente finisce nel nulla per quieto vivere.
Insomma io sarei una Funzione Obiettivo che tenta di programmare cose che non vengono mai negate da chi può, ma non vengono mai fatte. Con la conseguenza che i colleghi credono che io rubi quei soldi e con l''ulteriore conseguenza che io ho detto che quei soldi non li voglio e che mi dimetto dalla FO.
Ma come si può lavorare così? Quando il laboratorio di fisica è stato "messo a norma" con 270 milioni di lire ma non può funzionare perché mancano gli alimentatori e oggetti di base?
Caro Francesco io non ne posso più di mettere l''anima in progetti ed essere massacrato nei fatti, nell''operare quotidiano!
Scusa lo sfogo, ma davvero non reggo più.
Un caro saluto
Roberto

5786 del 12/03

Ho il contratto!

Una questione di metodo che qualcuno ha sollevato (Frame) e che non dovrebbe sfuggire a nessuno. Si va ad una trattativa con un proprio progetto e poi si media e si fa il progetto unitario CGIL, CISL ed UIL. Il progetto CGIL non esiste o non ci è stato comunicato. In ogni caso vi sono tempi per ogni cosa: se il problema era il preparare noi il contratto l'avremmo fatto in tempo utile perché fosse pronto al massimo il 31 dicembre 2001. Non vi sono obiezioni ad una proposta contrattuale che tenga conto del governo e delle sue scelte. Chi se ne fa carico a priori è uno sciocchino. Si va alla contrattazione (e non alla concertazione che, ricordo, dal 1993 dall'infausta decisione di Trentin di abolizione della scala mobile ha visto i nostri salari perdere il 30% del valore d'acquisto) con la TUA proposta. Tu sai che non verrà accettata ma, A PRIORI, non si dice "ma il governo non ha stanziato i soldi, ma la finanziaria, ... e bossate del genere". E comunque le battaglie si possono anche perdere, ma si devono fare!
Riguardo alle proposte che dovrebbe avere un contratto OGGI, molte cose importanti sono state dette da Isa. Provo ad aggiungerne qualche altra o a specificare meglio.
Il contratto deve contenere punti fondamentali per l'affermazione della scuola di Stato come trainante nel nostro Paese. Il regime liberista del confronto con la scuola privata a noi non interessa (la valutazione del nostro operato di cui tanto si parla e che sembra essere diventata il cavallo di battaglia di vari sindacalisti è sufficiente, oppure dobbiamo anche farci picchiare con un frustino?). Ne dico qualcuno.
1) orario di servizio (didattica frontale) a 18 ore (medie e scuole di secondo grado) e 24 ore (scuola dell'infanzia e elementare). Ci si tolga dalla testa che gli aumenti discendono dalle cattedre che vanno progressivamente a 24 ore!
2) ogni ora in più per servizi accessori ai fini del funzionamento della scuola (e non per fregare ore al prossimo) sarà pagata da tariffario di qualunque professionista laureato (ormai non si creano più discriminazioni: ogni maestro è laureato!)
3) Vi è possibilità di due diverse carriere: a) coloro che restano con l'orario che fanno ora e che avranno aumenti da definire ma di almeno il 10% netto; b) coloro che aggiungeranno alle 18 ore di didattica frontale (o alle 24), 18 ore (12 ore) di servizio nella scuola per garantire il funzionamento della scuola (laboratori, biblioteche, verbali, consulenze, corsi di recupero,....). Chi sceglierà questa seconda opzione avrà il suo stipendio aumentato di netto del 50%.
4) Eliminazione della discrezionalità del dirigente nello stabilire a chi assegnare fondi incentivanti o FO. Sarà una commissione elettiva (emanazione del Collegio Docenti) nella scuola che lo farà.
5) Si stabilisce PRIMA quante sono le F.O. che servono alla scuola e quindi si assegneranno. Per ogni F.O. si avrà il dovuto finanziamento.
6) Il collaboratore del Dirigente torna ad essere elettivo.
7) Le scuole debbono avere una disponibilità economica che le metta in grado di provvedere alle loro necessità strutturali.
8) La valutazione dei docenti è fatta da un organo costituito da docenti con un servizio di almeno 20 anni, da ispettori delle discipline specifiche, da dirigenti con un servizio di almeno 10 anni.
8) La valutazione degli studenti è fatta dai Consigli di Classe con l'abolizione di ogni norma che ne limiti la discrezionalità.
9) Gli esami finali di ogni ciclo di studi superiore sono fatti da docenti esterni alla scuola con la presenza di un solo rappresentante della scuola che turnerà tra TUTTE le discipline.

Ora questa è una bozza preparata in 5 minuti, ma su di essa ero intervenuto varie volte. E' TUTTA emendabile. Ma gli emendamenti o le cassazioni non debbono nascere dal fatto che "questo non passerà!" o da "non vi sono i soldi!" Ma solo da nostre valutazioni. Poi la nostra bozza si confronta con CISL ed UIL. E quindi ritorna a tutti noi iscritti (e non) per un bel referendum. Infine, con l'ulteriore mediazione, si va all'incontro/scontro con il governo. Quest'anno siamo in ritardo di sei mesi.
Non ve la prendete, ortodossi, se vi dico che questo ritardo è dovuto al Congresso che a noi, in quanto iscritti ad un servizio, interessa poco; aggiungo poi che le grandi difficoltà che abbiamo a rapportarci con i nostri vertici è dovuta al fatto che questi vertici non conoscono più la scuola, almeno come è drammaticamente cambiata a partire dall'abolizione degli esami di riparazione di D'Onofrio fino a cose che per amor di Patria è meglio non sollevare qui.
Le proposte che si sentono, anche in questo forum, sono un bla, bla, bla, di chi non conosce più dove e come si lavora. La linea è quella delle riforme cartacee che tutti abbiamo subito ma che pochi riescono a DENUNCIARE qui. Tranquilli compagni, questo non è un partito e non esiste il centralismo democratico. Si può e si deve criticare (ed anche esaltare) il gruppo dirigente quando c'è qualcosa che non va (quando le cose vanno bene). Chi è affetto da miopia e neanche conosce le forme retoriche per cui si indica il segretario per parlare dell'intero gruppo dirigente deve passare per quei comitati di valutazione che egli stesso reclama.
Insomma, per cosa credete che uno intervenga in un forum (al di là delle sciocchezze di chi ha letto qualche libro di Alberoni) come questo se non per, ATTRAVERSO LA CRITICA, essere propositivo di dibattiti, anche duri, ma dibattiti che permettano la crescita di ciascuno di noi?
Io al prossimo contratto dovrò preoccuparmi di quello dei pensionati. Ma vi assicuro che se me lo fate sapere due mesi prima della scadenza ci lavoro su e ve lo fornisco in articolato completo.
Il problema è che non sapevo che alla fine spetti a noi, quando la delega serve a quello e quando, quello si, da tempo chiediamo che, data una proposta qualunque, sia sottoposta a referendum tra gli iscritti (ripeto: ma nei tempi!).
A cosa serve l'apparato sindacale? Per dirci ogni tanto: quanti siamo compagni, che bello! E poi, quando un compagno ha qualche problema legale, è quasi sempre solo di fronte al mostro burocratico?
Io chiedo al nostro apparato (lascio le figure retoriche perché l'aureo libretto di Aurigemma è ormai fuori catalogo) che si faccia carico di ESSERE SINDACATO PER I SUOI ISCRITTI. Non vi sembra una richiesta normale?
A sentire parlare alcuni di voi sembrerebbe che tutto vada bene e dobbiamo solo annuire. Sono solo io che vivo un disagio infinito nella scuola e non per la Moratti che non è ancora operativa, ma .... indovinate per chi?

 

5817 del 13/03

Risposta ad alcune obiezioni di De Anna

Ho più volte detto che l’iscrizione ad un sindacato rappresenta anche un pezzo di adesione ideologica. Chi vuole solo vedere il servizio non ha letto altri interventi. Egli risulta smentito dal fatto che alla fine sarei veramente sciocco a stare nella CGIL, vecchi marpioni di altri sindacati danno dei servizi molto migliori. Ma è proprio qui che si gioca la struttura stessa, la vita, del nostro sindacato: costretto a seguire strade che necessariamente sono ideologiche e dovere poi contrattare l’esistente con CISL ed UIL quando non con lo Snals.
Ma ora mi interessa lo statuto del mio sindacato perché è stato richiamato, secondo me, a sproposito. E’ vero che questo statuto permette tutto, anche di iscriversi al sindacato il giorno prima del congresso e poter votare per i delegati. La cosa è stata ampiamente usata spostando spesso equilibri ma, vista dal lato buono rappresenta certo la “democrazia”. L’unica avvertenza è semmai quella di non far sapere la cosa a Berlusconi, altrimenti ci troviamo Valentina Aprea come segretaria CGIL Scuola (se non decide egli stesso di prendere ad interim la segreteria). Ma nello statuto vi sono scritte cose fondamentali per interpretare gli accadimenti di questi giorni. L’articolo 4 dice che ogni iscritto ha diritto di essere informato nel modo più rapido possibile di ogni decisione o fatto che riguardi il sindacato. L’articolo 6 dice letteralmente:
“La democrazia di mandato rappresenta un valore irrinunciabile nella vita interna del sindacato, CON LE CONSEGUENTI RESPONSABILITA’ DEI DIRIGENTI E DEGLI ISCRITTI SUGLI EFFETTI DELLE DECISIONI, sia nella azione sindacale ad ogni livello”
….
“La vita della CGIL Scuola si basa sull’adozione di regole democratiche per la formazione e la realizzazione delle decisioni dell’organizzazione dei vari livelli, prevedendo le materie per le quali sia necessario lo strumento della consultazione degli iscritti…”.
Più oltre, l’articolo 13 dice:
“…competono alla struttura nazionale, in particolare: 1) LA DEFINIZIONE DELLE POLITICHE CONTRATTUALI E VERTENZIALI….”.
Da quanto ho riportato discende che sono inutili gli appelli del tipo: “compagni fate proposte!”. C’è chi per statuto le deve fare e che deve poi (e sarebbe ora) confrontarle con referendum con gli iscritti. Altro fatto è poi il dover concordare ulteriormente la piattaforma CGIL Scuola con quella degli altri confederali. Ma vi è molto di più. Vi è il riconoscimento di una doppia responsabilità: quella del dirigente come persona e quella degli iscritti. Se un iscritto che non ha cariche vuole intervenire nel dibattito per la parte che lo riguarda, o è messo al corrente di ciò che accade in tempo utile perché possa fare un suo intervento non inutile, oppure è tagliato fuori da ogni responsabilità che lo statuto gli assegna. Le responsabilità dei dirigenti sono invece riconosciute in prima persona ed in questo senso, essendo chiaro a chiunque che dire Panini è dire gruppo dirigente (o abbiamo a che fare con neofiti), Panini ha il merito di avere portato il sindacato scuola a dire no alla guerra all’Afghanistan, ad aderire al Gay Pride, eccetera, …ma ha il demerito di avere accettato l’accordo del 5 febbraio, di aver disdetto lo sciopero del 15 febbraio, di aver appoggiato la politica del concorsone di Berlinguer (e qui mi fermo).
Quindi è ancora più evidente l’adesione ideologica ad un sindacato. Dal quale vorrei, ad esempio, che dicesse che il non voler far parlare i no global il giorno 23 è una sciocchezza. Ma qui faccio politica ed è una politica che sicuramente ci troverà trasversali. Per questo tentavo di dire che mi occupavo del servizio sindacato (quello del contratto); se andiamo alla politica cominciano guai più seri.
Nello statuto vi è poi il fatto che da una parte chi riceve la delega è responsabile e quindi è citabile con nome e cognome ben sapendo tutti che si parla di un gruppo dirigente; dall’altra si parla pure degli iscritti come responsabili e questi lo potranno essere solo se si saranno espressi. Data l’assenza di assemblee di base da circa un anno, il forum è un luogo di dibattito che deve poter essere APERTO per statuto. Quindi non è sbagliato tagliare interventi. E’ intollerabile. E’ lo statuto del sindacato che viene stracciato. Frame ha detto queste cose molto bene e, contemporaneamente ha fatto l’operazione che ha ritenuto corretta: fare una critica serrata ai contenuti espressi da Vittorio (al quale va tutta la mia solidarietà, per quel che vale). Ma qui il problema non va personalizzato (questa volta si) sul buon Ivo Vacca che fa egregiamente il suo mestiere. Il problema nasce dalle intolleranze dei neofiti di cui dicevo che neppure sanno stare in maggioranza. Le censure sono state invocate da due compagne del forum, una delle quali addirittura recidiva. Io che di minoranza ho vissuto tutta la vita, assicuro, me ne intendo e so che è possibile intervenire sulla linea del sindacato, del suo segretario, di qualche rappresentante della segreteria. Ciò che non si può fare è passare ad accuse che investono la sfera personale e vanno sulla denigrazione (ha rubato, ha fatto chissacché,…). Il resto che vada sulla politica di cui ci si occupa non solo è un diritto dell’iscritto ma un sacrosanto dovere.
Passo ora alla seconda parte dell’intervento che riguarda il contratto.
Perché due carriere? Perché un miscuglio di politiche sbagliate da decenni ci fa apparire all’opinione pubblica come ben pagati e persone che lavorano poco. Questo fatto è anche alimentato da colleghi che fanno questo come secondo lavoro (la flessibilità dell’orario lo rende adatto allo scopo). Non sono un massimalista e capisco che questi colleghi devono poter concludere la loro carriera nelle condizioni in cui l’hanno iniziata. Per loro stesso orario che è una sorta di part-time europeo e quindi ad esso va assegnato un salario non europeo.
Il tempo pieno proposto (18+18 o 24 +12) deve poter essere introdotto facoltativamente e piano piano diventare l’unica possibilità di lavoro nella scuola. Il 50% netto di salario in più è il salario europeo. L’articolato, gli scaglioni e tutto il resto si discuteranno a tavolino.
Siamo noi che comunichiamo alla società civile che lavoriamo come qualunque altro lavoratore, che teniamo aperta la scuola per il sostegno ai figli o magari per fare dei corsi di alfabetizzazione informatica ai genitori. Siamo noi che stiamo a scuola mantenendola aperta per ogni necessità. Siamo noi che diciamo che non vogliamo cannibalizzare i giovani avendo aumenti che nascono da ore tolte loro.
Siamo noi che diciamo, in simultanea, che l’immagine idilliaca del dirigente che dall’alto controlla le dinamiche del Collegio senza intervenire è una visione platonica che non ha riscontro in moltissimi casi. La struttura variabile dei nostri salari ci rende particolarmente deboli e scoperti. A tale struttura variabile e flessibile, la CGIL Scuola non ha opposto resistenza ed io debbo potermi lamentare. Cosa accade nelle scuole? Vi è la corte dei miracoli di insegnanti che fanno la coda dal dirigente per avere ore in più, per avere fondi incentivanti, per avere una F.O., per qualche giorno di permesso, …Tutti questi costituiscono generalmente la maggioranza che, al Collegio, non lascia scampo. Hai voglia parlare di POF, di sperimentazione, di quel corso, del pomeriggio, …. Sei maltratta e trattato da rompi… quando non messo in mobbing. Il dirigente vince e la scuola affonda.
Vi è poi la vicenda del privato che se non fosse tragica sarebbe comica. Vediamo.
Io non ho nulla contro il privato: che belle scuole private avanzino e mostrino ciò che valgono. Ci batteremo lealmente noi della scuola pubblica per far vedere quello di cui siamo capaci. Questo è un discorso privo di senso in Italia e corrisponde al bambino che si crea il mostro per poterlo combattere. La scuola privata in Italia praticamente non esisteva (diplomifici e scuole per ricchi e basta). Come fare a fare competizione con chi non c’è? Il governo passato dice che vi èe una legge di parità. Berlinguer e Bassanini scavalcano olimpicamente la Costituzione con l’invenzione dei buoni scuola. Si finanziano di fatto le scuole private che così possono crescere per poter (udite, udite) fare poi concorrenza a quelle pubbliche. Ma siamo matti? Il privato pagato dal pubblico perché faccia concorrenza al pubblico? Ma davvero non conoscete gli imbrogli che marciano in tali scuole? (ne dico solo uno: i professori che fanno lezioni private ai propri alunni!). E poi: quel bel parco, con quella piscina, con i campi di calcio e da tennis, con teatro e settimana bianca a Cortina. A fianco la scuoletta con i vetri rotti, tutta “sgarrupata” che sono anni che tenta di rifare l’intonaco.
E noi diamo i soldi alla prima e ne sottraiamo di più alla seconda? NON CI STARO’ MAI!
Potrei anche accettare che si aiuti una cooperativa di giovani laureati che mette su una scuola che si qualifica come privata e si mette sul mercato. Il resto è una truffa ai danni dei cittadini.
Riguardo poi allo scambio di un contratto (datece li sordi) con la delega sulla “riforma” io non accetterei mai e, da dirigente sindacale che non sono, preparerei fin da ora gli iscritti ad uno scontro duro. Purtroppo vi sono altri possibili scambi che sono indicibili.
Riguardo alla valutazione degli insegnanti non ho problemi che la facciano i colleghi della scuola o chi si vuole. Purché si capisca cosa valutare va tutto bene. Ciò che mi vedrà violentemente contrario sono le valutazioni degli psicopedagoghi e di chiunque non ha mai esercitato la professione di insegnante. Altro pezzo da rifiutare due volte è il concorsone. La prima per l’ovvio motivo che con un gigantesco quiz non si valuta nessuno. La seconda, la meno nota, è la seguente: non si capisce perché si fa un concorso per assegnare del denaro a chi è bravo e poi questo denaro, a priori, è solo per un 20% degli insegnanti. In ciò che dico è detto che sarebbe possibile avere i due estremi: tutti sono bravi e tutti hanno i soldi; nessuno è bravo e nessuno ha i soldi. Quella quota a priori è offensiva e discriminatoria (un poco come il metodo dell’assegnazione a priori delle funzioni obiettivo). Ma l’ortodosso osserva sagace:” Ma non vi sono i soldi!” “Caspita!” dico io “ma come, per le private escono e per noi spariscono?”.
La valutazione degli studenti. Se non usciamo fuori dal circolo vizioso delle circolari che invitano a promuovere, dalle minacce di accorpamento di classi che per il principio del “si salvi chi può” faranno promuovere tutti, se non ci si libera da tutti quegli orpelli che ci fanno dipendere dai TAR, noi non possiamo operare liberamente. Tanto meno con commissioni interne che ancora possono avere un senso nella scuola pubblica in una grande città, molto meno in un paese, nessun senso in una scuola privata. Se non si definiscono piani di lavoro, obiettivi condivisi su cui lavorare e su sui ci valutiamo noi MA si valutano anche gli alunni giochiamo con una asimmetria non salutare per nessuno. Oggi vanno avanti studenti incapaci di saper leggere scrivere e far di conto (e non parlo delle scuole elementari ma di licei). Ad evitare ciò basterebbe ad esempio assegnare agli insegnanti il voto per materia e non per persona (matematica e fisica; italiano e latino: storia e filosofia, sono tre persone che dicono di bocciare. Stoppate da religione, educazione fisica e storia dell’arte con il Dirigente che, non conoscendo i ragazzi, si schiera sempre per l’assoluzione).
Insomma è proprio l’impianto che va rivisto e tale impianto da cittadino in parte l’ho delegato alla politica (ho votato Ulivo sia nel 1996 che nel 2001 ed ho fatto campagna per esso: oggi o cambiano o mi taglio il braccio piuttosto che andare a votare) ed in parte al sindacato. Il sindacato ha fatto un lungo percorso a fianco al governo amico e ci ha fregato a tutti. Io non ho il potere di modificare la politica del sindacato ma vorrei poter fare le mie critiche ed osservazioni senza che arrivino i più bravi ed i soliti noti a dire che “non sta bene”, “non si fa così”, quelli che leggono che pensano di noi?”,….una volta addirittura che avevo parlato di un certo rappresentante CISL come di una persona su cui non fare affidamento, ebbi una dura reprimenda da uno sciocco della segreteria e lascio perdere per il solito stupido amor di Patria.
In definitiva: vorrei conoscere ciò che per statuto spetta alla segreteria e per cui essa è inadempiente: IL CONTRATTO; vorrei poi che ci fosse una consultazione della base sempre per quella cosa dello statuto; vorrei infine che ognuno si possa esprimere su linee politiche che necessariamente investono la persona che ha la massima responsabilità nel nostro sindacato (da ora: l’innominabile) e, se per caso l’innominabile è chiamato in causa lo è perché riveste quella carica e non perché è bello o brutto o antipatico.
Roberto Renzetti

5993 del 19/03

Caro Francesco. Tu sei saggio ed io no. Mi accorgo che tu ascolti De Anna e ti sei perso il mio post di risposta (il 5835).
Torno a ciurlare nel manico. Le divisioni tra la categoria sono iniziate con allegria da parte di tutti i confederali, Gilda e Snals compresi (se mi sono perso il cane dimmelo).
Le vicende della dirigenza dovrebbero essere illuminanti. Ma vi sono altre vicende del passato che andrebbero ricordate: Trentin disse di si ai docenti che lavoravano presso gli Istituti Italiani di Cultura che volevano passare dalla scuola alla funzione pubblica (cioè agli Esteri). Quelli si sono involati con una loro carriera fuori da ogni raffronto. Ora partono i dirigenti. E la CGIL non solo dice si ma è pure contenta. Vorrei ricordare a Pino Patroncini (perché queste cose le conosce bene), all''amico Cagliostro e a qualche provocatore straordinario che in Francia già esiste il sindacato degli insegnanti di fisica e matematica (prendono circa il doppio dei loro colleghi di altre discipline). Vedete compagni (per giove: compagni!) che le fughe corporative per i più forti sono facili. E gli insegnanti di fisica e matematica sono di gran lunga più forti dei dirigenti. Ma quando qualcuno si fa forte del proprio burocratese misto a sindacalese, a qualcun altro scattano i nervi. La domanda ovvia del non masochista è:
"Ma io chi sono? lo scemo della famiglia?". Quindi, si salvi chi può e ognuno per sé.
In questo momento sono impegnato con ogni forza per il 23 e per ogni futura scadenza CGIL (quella scuola sarà benvenuta quando ci sarà). Dopo parleremo in dettaglio dei madornali errori che proseguono. Io vorrei dire a tutti i compagni che, se è giusto esultare per ogni successo, è doveroso dover intervenire per ogni cappellata.
Allora o si lavora per l''unità della categoria (personale ausiliario, ATA, docenti di ogni ordine e grado, tenendo conto che i Dirigenti sono controparte senza che nessuno dica di no perché è, da ora, sfidato a duello!) oppure ognuno è autorizzato a ciò che ritiene sia la cosa migliore e, poiché sono più bravo dei dirigenti, lavorerò perché nasca una organizzazione (non scissionista, ma interna alla CGIL) che si preoccupi del giusto salario ai docenti di matematica e fisica! Vi assicuro che in un anno avrò un sindacato (la CGIL Fisica e matematica)con forte potere contrattuale. I Dirigenti ce li sbattiamo!
Roberto Renzetti

6015 del 19/03

Per carità Francesco, sgombro subiito il campo dalle supposte ambiguità cui mi riferirei. No, non c''è retropensiero.
Però la discussione è di interesse, non tanto perché i dirigenti prendono di più, quanto per il fatto che, continuando così si selezionano aree sempre più protette e gli altri restano degli impiegati. Io non credo che il dirigente debba prendere di più solo in quanto esercita un''altra funzione e per questo insistevo in modo provocatorio con il mio essere uno che insegna fisica.
Tanto per darti un riferimento, in Spagna, il Preside è elettivo. Credo che solo questo basti a far capire che, tra tanti lavori possibili nella scuola, ve ne è uno che viene fatto da un collega. Oppure chi insegna informatica (anche agli altri colleghi, come faccio io) è più bravo e deve prendere di più. Aggiungo che, secondo me, in assoluto dovrebbero essere i maestri a prendere un salrio maggiore e non spiego perché ma credo si capisca. Se ci infiliamo dentro queste diatribe non ne usciamo, perdiamo di vista gli obiettivi e diamo ragione alla Moratti (contratti separati). Aggiungo che, forse a qualcuno è sfuggito ma OGGI abbiamo salari differenziati. E lo sono in base a criteri non oggettivi come potrebbero essere numero di ore, compiti scritti, laboratorio,...Ma in base a criteri molto spesso soggettivi del dirigente che assegna FO e fondi incentivanti a discrezione sua e della corte. Chiedi in qualche scuola e vedrai che ci sono colleghi che mettono insieme una decina di milioni l''anno in più, altri un poco meno e così via. Se non sono salari differenziati questi...
Le tabelle (che sono più di una proprio perché tengono conto delle tue preoccupazioni, del fatto ciò che occorre confrontare varie cose) esistono. Io le ho trovate e scaricate dal sito
www.cobas-scuola.org (Dalla home page si apre "archivio", sotto la voce "documenti ufficiali" si apre "archivio 2001" e si va alla data del 23 ottobre 2001). E'' un primo contributo al quale chiediamo a tutti di affiancare altre notizie, altri dati, altre informazioni.
Dico ancora una cosa. La parola d''ordine STIPENDI EUROPEI può essere aggreagante per la categoria ma non è politicamente valida. L''informazione schifosa viaggiante in questo Paese ci ha descritto da anni come nullafacenti. Con una tale parola d''ordine avremmo per primi i cittadini contro. Questo è il motivo per il quale continuo sempre a sostenere che non vi sono PEi o POF o FO o come cavolo vuoi chiamare le cose. L''unica cosa che si ascolta davvero è l''orario di lavoro! Prego i compagni di riflettere su questo. Altrimenti si va allo sbaraglio con una ulteriore frustrazione.
Per ora la finisco e ti saluto caramente
Roberto

6338 del 30/03

Dalla Coronella

Una cosa che non capisco, da osservatore esterno, (ma magari me la spiegate dopo Pasqua...) è questa:

Come si fa a gestire contrattualmente una proposta come questa dell''orario 18 o 36 ore?

Che differenza di stipendio ci dovrebbe essere?
(Stiamo parlando di part-time e full-time, con metà ore...quindi...)

E cosa si proporrebbe; che chi resta a 18 ore non prenda nessun aumento e chi *raddoppia* invece...?

E non è una specie di *tirarsi la zappa sui piedi* (come si dice dalle mie parti)visto che avete sempre detto che le 18 ore si tirano dietro altri oneri tanto da equivalere alle 36 di un altro lavoratore?
Come si fa allora a dire ora che nelle 36 ci starebbe *la FO e quant''altro?*

E infine, non è questo un avallare il fatto che coloro che scelgono le 18 ore ne fanno 18 e solo 18?
E il resto quando e come lo fanno?

E infine strategicamente, in una situazione in cui il governo cerca di imporre un orario di *tutto insegnamento frontale* puntando ad arrivare a 24 ore o anche più, non è che una proposta di questo genere apre un varco? (Accettiamo le ore in più purchè pagate?)

Non sarebbe meglio definire bene *quanto* in termini di ore è l''orario di lavoro frontale e precisare e riconoscere formalmente una volta per tutte *quanto* accessorio (chiamiamolo così) è necessario per correzione compiti, preparazione, colloqui e quant''altro, distinguendo questo dalle ore che invece servono per attività extra (a servizio della scuola, dei progetti, del POF, ecc...?)

Voglio precisare, a scanso di equivoci, che non sto *facendo le pulci* (come direbbe Renzetti) alla vostra idea.
Credo solo che vada sviscerata bene, e fatta la massima chiarezza possibile.

Mi scuso se non conosco l''elaborazione precedente.
Nell''87-89 ero da tutt''altra parte...;-)

6340 del 30/03

Sandra, mi stupisce che a te, attentissima ad ogni mosca che circoli per il forum, sia sfuggita la proposta che continuo a fare.
Ne abbiamo parlato nei post scambiatici con De Anna ed io avevo detto qualcosa che poi mi era stato ripreso nel senso delle cose che dici tu.
Provo a dire. Chi resta con le 18 ore resta svincolato da ogni altra funzione nella scuola (ad esempio, con il tuttoraggio, si può anche svincolare il collega dal ricevimento famiglie) dai verbali,dai laboratori, dalle riunioni e dalle assemblee. Il salario resterbbe questo con un aumento del 10% per il recupero dell''inflazione.
Gli altri, quelli delle 36 ore, partono con un netto di 4 milioni netti al mese d''ingresso e con un salario che, con le opportune valutazioni intermedie, arriva ai 6 milioni a fine carriera. Deve essere chiaro che la didattica frontale è di 18 ore o 24 come è ora a seconda dei differenti tipi di scuola.
E'' complicato? No! Basta volerlo.
E sai perché se si fa questo si avanza?
-perché saremmo l''unica categoria che (rispetto agli occhi dei cittadini) chiede un aumento dell''orario di servizio
-perché in qualche modo diventiamo dei professionisti con la conseguenza che
-coloro che hanno preso l''insegnamento come secondo lavoro e non sono mai nostri alleati in ogni rivendicazione iniziano a stare in una categoria differente dai professionisti (questo se vuoi lo dico meglio prossimamente)
-perché è ora di finirla con la "missione"! ed anche con il fatto che 16 metri quadri di casa nostra sono al servizio del MIUR (per non dire di luce, acqua, riscaldamento, materiali di consumo e computer).
Insomma è un''opportunità unica per chi crede nella scuola e nella professione docente!
Dirò di più: questa doppia situazione oraria e salariale dovrebbe essere transitoria e ad esaurimento (permessa solo in casi eccezionali per professori di diritto, ingegneri, e cose simili).
Discutiamone perché noi ci aggiriamo per selve oscure. Se superiamo il geocentrismo e ci avviamo su un''altra concezione della nostra professione forse vinciamo. Tutti però si renderanno conto che cose del genere non passano senza uno studio serio di tutte le implicazioni ed una campagna di massa per spiegare la cosa.

6344 del 31/03 (scrive la coronella)

A suo tempo non avevo seguito nei particolari il tuo scambio con De Anna su questo argomento, e comunque non mi ricordo tutto. Non mi pare sia male riprendere il discorso.

Ora, ti dico i punti deboli che ci vedo io.

Credo che per una serie di ovvi motivi non tutti potrebbero accettare l''orario di 36 ore (una banalità: per un''insegnante donna è molto diverso preparare lezioni e correggere compiti a casa di notte, come fanno tante ottime insegnanti che conosco, piuttosto che farlo di pomeriggio).

Allora, a queste persone che appunto sono in molti casi ottimi insegnanti, tu togli tutto: dal ricevimento genitori alle riunioni, il tempo per lo scambio peri colleghi,ecc...
Non mi sembra giusto, e neppure mi sembra giusto chiedere che lo facciano *clandestinamente*, come avverrebbe con la tua proposta.
Credo più giusto che anche per questi sia riconosciuto che a un certo numero (18 o 24) di ore di lezione frontale corrisponde un certo numero di ore accessorie, e quindi pagate.

Altro dubbio: i 4 milioni. A parte che non credo che ci siano disponibili tanti soldi - e fare 36 ore a scuola per meno di così sarebbe una presa in giro..cade anche il discorso che tu dici dell''opinione pubblica.
In realtà la categoria propone di aumentare (raddoppiare) quello che sembra essere oggi il suo orario, ma propone anche un raddoppio di stipendio (4 milioni è quasi il doppio dell''iniziale).
Non so se regge.

Allora io credo più giusto prevedere:
- un certo numero di ore di lezione frontale;

- un certo numero di ore obbligatorie per riunioni, correzione compiti, preparazione, ecc...OBBLIGATORIE e quantificate (da fare in parte a scuola e in parte dove si vuole, ma con l''obbligo per la scuola di predisporre idonee strutture, stanze, computer, armadietti, ecc...);
Questo forse comporta anche una certa differenziazione per tipo di materie...

- un certo numero di ore facoltative da fare per elaborazione POF, progetti, ex FO e così via...

E ogni voce quantificata, sancita nel contratto e ...pagata.
Mi sembra più chiaro e anche più semplice da spiegare.

Ho scritto di premura (è Pasqua, per oggi devo dedicarmi ad altro), e forse la cosa andrebbe meglio approfondita, ma comunque è solo la mia idea...se ne riparla.

Ciao

sandra

6359 del 31/03

(rispondo)

La si può pensare ed elaborare nel modo migliore per tutti. Ma io non mi preoccupo più di tanto di chi fa questo come secondo lavoro (essendo il primo un degnissimo lavoro). L''affermazione della nostra professionalità non passa attraverso lo scrivere da qualche parte che noi facciamo tante ore a casa. Lo abbiamo fatto almeno dai decreti delegati (1974) abbiamo fissato il numero delle ore mensili, quelle annuali eccetera (ricordo che il decreto delegato, l''ultimo, che doveva fissare il pagamento di queste prestazioni pubbliche aggiuntive non è mai stato approvato).
Su questa strada non si è mai passati e comunque è nelle pieghe di essa che, a fianco delle serie professioniste cui ti riferisci, si annidano gli squalificatori della scuola che, tra l''altro, sono quelli che non sono mai nostri alleati in manifestazioni, scioperi, eccetera.
Occorre affermare la nostra posizione con questa proposta forte. Poi si parlerà di livelli diversi, di part time, di part time con ore aggiuntive o quello che vuoi (ci si mette a tavolino e si STUDIANO le varie opzioni per le differenti posizioni scolastiche). Riguardo al salario, non me lo sono inventato ma proviene dallo studio di quelle tabelle che ho già consigliato di andare a vedere (sono dati OCSE).
Anche qui si può giocare con le cifre ma occorre sapere che noi non siamo i primi a doverci dire di no! Sandra, ma come, rubi il mestiere alla Moratti ed a Tremonti (detto Trecolline)? Devi sapere che dal 1972 non vi sono i soldi per noi. I soldi vennero allora a pioggia. Era il governo di Centro Destra detto Andreotti Malagodi. Da un giorno all''altro ci hanno raddoppiato lo stipendio!
Noi dobbiamo chiedere ciò che riteniamo ci sia dovuto, anche confrontando alcuni parametri a livello europeo. Poi certamente non ci porteremo un mitra. Ma la trattativa non si fa con "vediamo un poco", "per piacere", eccetera.
Per questo sarebbe utilissimo per tutti noi sapere qualcosa su che cosa si ha in mente a livello di dirigenti CGIL Scuola della Nostra piattaforma che dovrà poi essere prima mediata con gli altri sindacati e poi contrattata con il Ministero. Come, dove, quando?
Ce la fa la Moratti la piattaforma?
Oppure mi sono perso il lavoro della CGIL Scuola fatto per preparare il contratto entro il 31 dicembre 2001.
Non c''è niente da fare noi, nel nostro piccolo, delle cose le abbiamo dette. A me non risulta altrettanto da parte di chi è deputato a ciò. Se si entra su questo i livelli di inc...tura crescono, quindi è meglio parlare di questioni di carattere generale. Ad esempio: "avete notato che al Sud fa più freddo che al Nord?".

6360 del 31/03

(ancora la coronella)

Il 4 aprile e il 5 c''è un primo comitato direttivo.
Credo che parli di piattaforma contrattuale.
Intendo per entrare nel merito.

Perchè (come già detto cinquanta volte) le basi ci sono già nei nostri documenti congressuali - e quelle unitarie nella lettera inviata al Ministero pochi giorni fa e riportata nelle news.

Quanto all'aspetto finanziario, certo non si deve aver paura di chiedere.
Si possono chiedere anche cinque milioni al mese, il che non toglie che bisogna sapere quanti soldi sono stanziati in finanziaria (2002 e 2003) e quanti ne possono altrimenti essere resi disponibili (nella lettera di cui sopra si parla di piano pluriennale); questo mi pare - per metodo - prioritario, se no si rischia di fare proposte a vanvera.
Nel senso che un contratto non è un'enunciazione di principi, ma di richieste concrete, e quindi è prioritario sapere quanti soldi ci sono.
Non ho esperienza di queste cose, ma credo proprio che la trattativa proceda così (chi ne sa di più potrebbe illuminarci

6369 dell’1/04

(risposta mia)

Ecco Sandra, fatti illuminare.
Io non sono un minimalista e per questo sono in CGIL. Non so tu!

6372 dell’1/04

(ancora la coronella)

Io sono in CGIL (da 29 anni) perchè condivido le sue idee e il suo programma e perchè non sono....

....l''opposto di minimalista com''è?

Ecco io non sono quello.

Se no sarei nei COBAS. O nei gruppi extraparlamentari.
Ci sono stata fino a 19 anni.
Poi sono cresciuta.

sandra

6376 dell’1/04

(mia risposta)

Consiglio Sandra di saltare i miei messaggi e di farsi delle passeggiate ideologiche dove vuole, evitandomi accuratamente.

Coronella, a me diretta, scrive:

"Io sono in CGIL (da 29 anni) perchè condivido le sue idee e il suo programma e perchè non sono....

....l''opposto di minimalista com''è?
R
Ecco io non sono quello.

Se no sarei nei COBAS. O nei gruppi extraparlamentari.
Ci sono stata fino a 19 anni.
Poi sono cresciuta.

sandra "

Allora, agli intolleranti come te è dovuta una risposta CHIARA.
Punto per punto.
Io sono in CGIL da più anni di te: ottobre 1970. Allora sono più bravo?
Io non me ne sono mai andato ramengo come te per poi tornare alle certezze di mamma CGIL. Io sono sempre restato in CGIL facendomele tutte le battaglie, perdendo quasi sempre, ma RESTANDO.
Non mi fido molto di chi, non più gratificata, tra qualche anno deciderà di andarsene di nuovo, dando vita al cosiddetto "sindacato intermittente".
L'opposto di minimalista sono gli ex amici tuoi socialisti. Io, sempre comunista, conosco bene le lotte che dal 1921 si sono fatte contro i massimalisti. Ma solo chi vede il mondo in bianco e nero può pensare che il non essere è il contrario dell'essere.Io sono. E non sono minimalista. Le tue conclusioni corrispondono ad un ragionamento alla Sgarbi.
Riguardo ai COBAS credo sia proprio vero che molti compagni dovrebbero uscire dalla fase del seno materno. Dovrebbero cominciare a guardarsi dialetticamente intorno. Dividere separare, demonizzare,...dare visioni distorte,...nel far questo corteggiare chi indugia sulla CGIL collaterale con qualche violento (ricordare Pezzotta!). Abbi l'opinione che vuoi dei COBAS, ma cerca di sapere cosa dicono ed elaborano. Io ho tra loro degli eccezionali compagni di lotte. Là dove spesso mi mancano i colleghi della CGIL.
Il fatto che tu sia stata fino a 19 anni nei gruppi extraparlamentari non mostra nulla, né nel bene né nel male. E neppure che sei cresciuta. Anagraficamente sicuro, per il resto non so.
Al fin della licenza, Sandra, una piccolissima osservazione.
Come si può occupare il posto che occupi senza un minimo di conoscenza della storia del sindacato?
Nessuno ti ha mai detto quella cosa del chiedere una cosa in più e poi trattando prenderne metà?
Tu sei organica al sistema Berlusconi: loro fanno una finanziaria e dicono che ci sono pochi soldi; a te sta bene e vuoi convincere tutti gli altri che è giusto così.
E l'anno prossimo, alla prossima finanziaria? Tutta la vita così? Posso anche capire il disagio che nasce da mancanze da parte del gruppo dirigente (avevo detto di non insistere su questa strada, ma le vocazioni masochiste vengono poi soddisfatte)ma tu non ti mettere a difendere cose che non esistono (una bozza di contratto! E chissenefrega se nel Congresso...Io, da iscritto non so nulla. Io non sono stato bravo come te a farmi eleggere delegato. Qui a Roma è pieno di compagni di gran lunga più bravi di quanto io possa lontanamente immaginare e, loro, son venuti al congresso. Solo che poi non mi hanno detto nulla, oppure mi sono distratto...). Se (questi maledetti condizionali!)il gruppo dirigente avesse preparato il contratto prima della finanziaria, si sarebbe potuto recriminare con il governo. Ora solo con il sindacato! Quale dovrebbe essere il processo ordinario? Tu fai una bozza di contratto PRIMA che si stanzino i fondi. Chi stanzia i fondi avrà o no presente le tue richieste. Se si, si va ad una trattativa tranquilla, se no, occorre attrezzare gli iscritti ad una lotta in sostegno di obiettivi che conoscono e sono condivisi (come vado ripetendo le lotte si possono anche perdere, ma si fanno).
Oggi di cosa parliamo?
Prendiamo atto dalle tue parole e cioè del fatto che il governo non ha (non vuole) stanziare fondi per la scuola?
Dobbiamo aspettarci dall'alto tutto? Seguendo le tue indicazioni saremmo ancora alle 16 ore di lavoro giornaliere, a pane ed acqua e con lo "ius primae noctis".
Insomma, credo che dovresti quantomeno essere tollerante con chi ha tentato di evitare la polemica in tutti i modi. Ma se mi ci chiami, sono tutto per te, compagna!
E, come il grande Cyrano, ..."se ne potevan dire...".
Ma io, per rispetto degli altri compagni, mi fermo. Ma tu non insistere perché il discorso si allarga e poi vengono fuori argomenti molto più seri.
Parliamo di funzioni obiettivo, tu parlaci delle tue proposte di salario magrebino, raccontaci ciò che vuoi, ma non tentare di starmi attacata alle calcagna perché io mordo.
Con il dovuto rispetto
Roberto Renzetti

A questo punto inizia la “solidarietà a Sandra”: Si distingue Marilena che mi dà del fascista.

Trovo aggressione a Sandra di Renzetti squallida ed inqualificabile, direi anche un po'' fascista.
Solidarietà a Sandra di cuore.
Marilena Morri

6389 dell’1/04

Ogni tanto arriva qualcuno a fare prediche

Ma cosa volete, compagni? Non è con il metodo che si risolvono i problemi ma affrontandoli.
Vediamo come stanno le cose. Siamo almeno sei mesi in ritardo con il contratto. Io non debbo essere andato al Congresso per sapere cosa è accaduto e per tentare di capire cosa accadrà. Dovrei saperlo per altra via, o l'unico canale del sindacato è il congresso quinquennale?
Poi, a me sembra che scopo di un sindacato sia quello di chiedere le risorse per rendere operativo ciò che è una sua parola d'ordine: "salario europeo". O lo diciamo solo per dire e poi ci accontentiamo del salario magrebino?
In ogni caso, l'ultima cosa che ci si aspetta da un iscritto CGIL è:
1-che ci spieghi perché non ci possono essere dati gli aumenti (e già che c'è, la politica economica di questo governo e, perché no?, del precedente!)invocando le difficoltà economiche del Paese. Vorrei capire se la politica è un dato oggettivo o vi sono scelte che si debbono fare. Vorrei capire se, fatte determinate scelte, si debbano per forza condividere. Insomma il governo Berlusconi fa ciò che può per noi insegnanti? Come quello D'Alema e Amato?
2-che invochi calma e tranquillità in chi discute di fatti e si trova sempre un post di regime dietro. Questa pratica ha portato a sgradevoli episodi in questo stesso forum (richieste di censure poi operate). Pregherei coloro che chiedono la calma di essere propositivi piuttosto che aggressivi. Ho fatto uno sforzo a cercare contributi positivi dei cercatori di calma. Fatica inutile! I metodologhi del CEDE hanno fatto scuola. Siamo fregati tutti compagni, dei problemi si occupano solo in pochissimi.
Ma non si era detto che dovevamo fare delle proposte qui, nel forum? E quando le facciamo ci si dice in modo asfittico che non ci sono i soldi quando, come detto bene da Alberto, per i Dirigenti e per Tronchetti Provera se ne trovano a iosa. E' vero che qui non sta bene parlare di politica generale. Ma se qualcuno vuole spiego DOVE stanno i soldi (meglio chiamarlo malloppo). Oppure già siamo tutti omologati ed accettiamo ogni cosa come ineluttabile?
Io dico semplicemente che, se i soldi non ci sono è per precise scelte politiche. Non è un dato ineluttabile! Dico poi che si segue una politica che dura dal 1972 con nessuna interruzione in epoca di centro sinistra. Noi zitti e buoni, con anche i tuoi compagni di lotta (?) che ti dicono di calmarti. Mi sembra il colmo.
Aggiungo un dettaglio. Nel sindacato, nonostante le unanimità congressuali vi sono chiaramente almeno due linee politiche. Io non sono tra i compagni della maggioranza (ed in minoranza sono probabilmente in minoranza). Io non ho l'onere della decisione ma, per statuto, ho il diritto-dovere di intervenire nel dibattito. Allora, invece di avere dei mastini che tentano di riportarti alla linea di maggioranza, sarebbe più proficuo che questi compagni che sono appunto maggioranza, dedicassero le loro energie a spiegarci la politica che si porta avanti perché, nel gran macello che sta succedendo su problemi certamente che travalicano la scuola (ma che drammaticamente la comprendono), la scuola stessa sta sparendo a tutti i livelli.
Si continua con la politica (che non condivido) di non fare assemblee, ci si nasconde evitando manifestazioni della scuola per la paura di flop legati ai compagni che due scioperi non li reggerebbero (ma che iscritti sono, quelli delle nuove leve, quelli che hanno fatto tanto crescere il sindacato?).
Quindi, date delle stupide proposte, come le mie, gli altri che hanno la verità per alzata di mano ce la facessero conoscere. In fondo è un grido di dolore il mio. Quello di chi è orfano di informazioni relative, non dico ad una strategia, ma almeno ad una tattica. Io non so niente. I compagni che sanno e che sono della maggioranza del sindacato ci raccontassero ciò che accade.
So che abbiamo scadenze importanti e la prima è il 16 di aprile.
Poi, la scuola avrà un suo momento non al chiuso di un Ergife?
Vi sarà modo di dire tutto sul completamento dell'assassinio della scuola da parte di Moratti? Oppure dovrò andare al girotondo intorno a quel mostro di MIUR? Magari guidato da Moretti e non dall'innominabile nostro segretario?
Adesso mi si dica se si tratta di bazzeccole e pinzillacchere, allora capirò che ho sbagliato forum e mi riposerò un poco facendo cose che, data questa presunta posizione, sono molto più importanti.
Se poi sono fuori linea dovete sopportarlo con cristiana carità. I rompiballe vanno redenti e portati verso la verità della maggioranza.
Aspettando la redenzione di chi mi spiegherà, entrando nel merito dei problemi, continuerò con il mestiere del rompiballe! 

Segue

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