VARIAZIONI CLIMATICHE
Riccardo Iannarelli
Tutto questo può sembrare sufficientemente preoccupante ma non è così,
infatti tutti i modelli di previsione (anche i più ottimistici) prevedono che
entro il 2100 ci sarà un aumento della temperatura tra 1 e 6 °C.
Riccardo Iannarelli
"Si ringrazia il Prof. Cassardo del Dipartimento di
Fisica dell'Università di Torino per le brevi ma illuminanti lezioni di cui
quest'articolo è un sostanziale e significativo riassunto"
I dati che permettono tali studi derivano da diverse fonti e a fronte di
misure sperimentali relativamente recenti per periodi più antichi si
fanno estrapolazioni utilizzando tecniche di Dendrocronologia
(utilizzando gli anelli concentrici degli alberi) e di Paleoclimatologia
(ad esempio carotaggi dei ghiaccia antartici).
Le misure sperimentali abbracciano un arco di tempo relativamente breve
e nella figura si vede l'andamento delle temperature nell'ultimo secolo
circa. Le variazioni sono di decimi di grado, ma su scala globale e si
nota un trend al rialzo dovuto al riscaldamento globale.

I metodi che permettono di ricavare informazioni sul clima in epoche
remote sono quelli di analisi dei sedimenti oceanici e glaciali. Infatti
poiché la popolazione marina dipende dalla temperatura dell'acqua
l'analisi dei sedimenti permette di ricavare informazioni su tale
popolazione, mentre le tracce di aria intrappolate nei ghiacci
conservano traccia della polvere e dei costituenti passati
dell'atmosfera. Il risultato è una conoscenza climatologica che risale
a circa 400 000 anni fa. (E già questo smentisce stime sull'età della
Terra di poche migliaia di anni).
E' chiaro che il clima terrestre è cambiato diverse volte, con
variazioni più o meno regolari su scale temporali variabili da decenni
a milioni di anni. Peraltro è probabile che i cicli brevi si
siano da sempre sovrapposti ai cicli lunghi anche se per noi è
difficile leggerne testimonianze nei fossili o nei sedimenti più
antichi.
Le variazioni cicliche a lungo termine del clima terrestre sono invece
dovute a tre fattori: Variazione dell'eccentricità dell'orbita,
variazione dell'asse terrestre e precessione degli equinozi. Tali
fattori comportano cambiamenti nella quantità di radiazione solare
ricevuta dalla Terra e le conseguenze sono le tanto famose glaciazioni.
Altro parametro di cui si deve tener conto nello studio delle variazioni
della temperatura è la quantità di CO2
(Anidride Carbonica) presente nell'atmosfera. nel grafico è riportata
la concentrazione della CO2
nell'atmosfera in ppm (parti per milione) e la variazione della
temperatura nell'arco di 400 000 anni. La conclusione è quantomeno
ovvia...
Ma ciò che deve far preoccupare maggiormente è l'andamento della
concentrazione di CO2
negli ultimi 1000 anni.
Questo influenza direttamente sulla temperatura terrestre? Non lo sappiamo,
sappiamo solo che gli anni più caldi negli ultimi 150 anni sono tutti dopo il
1980.
E se i dati non sono sufficienti si può sempre fare ricorso alla prova
fotografica che evidenzia come ormai i ghiacciai stiano sparendo...



In conclusione possiamo riassumere:
- Il clima del nostro pianeta ha subito notevoli
variazioni a livello globale negli ultimi 400000 anni trovando
via-via diversi punti di equilibrio
- L'attività umana sta alterando considerevolmente
alcuni fattori che hanno un peso non trascurabile nell'evoluzione climatica:
attualmente i livelli di CO2
sono i più alti degli ultimi 400000 anni
- La storia climatica passata ci insegna che, durante i cambiamenti climatici, i
periodi di transizione possono durare da 20 a 10000 anni e sono associati
a cambiamenti vistosi nell'ecosistema terrestre
Per finire alcuni estratti dal libro di Mario Pinna (1996) - Le
variazioni del clima. Dall'ultima grande glaciazione alle prospettive del XXI
secolo. (Da sottolineare la data di pubblicazione...)
- Alcuni eventi sfavorevoli che la climatologia oggi prevede si
verificheranno inevitabilmente se non si darà mano a provvedimenti di
prevenzione
- Questi dovranno essere presi in misura ragionevole anche se al momento
presente la scienza non possiede ancora una conoscenza certa né del momento
in cui compariranno le calamità potenziali (e temute) né della loro entità
- In altri termini, l'incertezza va tenuta presente, ma non
è lecito rimanere inerti sotto questo pretesto
Qualche link di possibile interesse:
- http://www.disastercenter.com/oklahoma/oklahoma.htm
- http://www.ncdc.noaa.gov/oa/climate/severe...r/extremes.html