FISICA/MENTE

 

ULTIME  ZICHICCHE

 

Zietto, usque tandem ... ?

Capisco che con i problemi che vi sono, perdere tempo con Zichichi è un vero spreco del medesimo ma forse qualcuno può capire quanti danni si fanno a stare a sentire un personaggio che trasuda improntitudine ed ignoranza di ciò che dice. Quantomeno ha una totale assenza di logica nel suo argomentare. Oggi, domenica 24 maggio, facendo zapping in TV mi sono imbattuto su Rai 2 ( e dove altrimenti ?) con una miriade di sciocchezze che Zichichi sciorinava con superiorità rispetto ad una presentatrice che sbalordiva anche di fronte alle virgole (ha detto che i terremoti non si possono prevedere solo perché non vi sono adeguate reti sismiche non facendo minimamente segno all'aleatorietà del fenomeno. Per capirci, si potrà anche prevedere un sisma ma su vaste aeree per tempi relativamente lunghi e quindi tale previsione è inutilizzabile). Poi, come le disgrazie che non vengono mai sole, mi sono imbattuto su internet di nuovo con l'uomo che iniziò sotto il segno di Andreotti.


Prendo ora questo suo articolo sul nucleare per mostrare la mole di sciocchezze che tal personaggio sa seminare in poche righe. E' pubblicato su il Giornale (ma poteva esserlo anche su Libero o su Avvenire), su un foglio che han in grande disprezzo la scienza e l'informazione.

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L’Italia svolta sul nucleare Nuove centrali entro 5 anni

Antonino Zichichi


il Giornale, venerdì 23 maggio 2008


La sfida di Berlusconi al mondo scientifico, tecnologico e culturale ci ha portato lunedì scorso a parlare della schiavitù energetica. Ieri il Governo ha annunciato che entro questa legislatura le centrali nucleari saranno realtà in Italia. Molti lettori ne vorrebbero sapere di più. Iniziamo con il bisogno energetico globale.
L’IEA (International Energy Agency) prevede che nel prossimo decennio il bisogno d’energia crescerà nel mondo in modo impressionante. Infatti dove c’è energia è possibile risolvere i problemi legati alle esigenze di vita quotidiana e scompaiono le morti per inedia. Noi apparteniamo al miliardo di privilegiati che hanno a loro disposizione la quantità d’energia necessaria per il tenore di vita cui siamo abituati. Ma ci sono cinque miliardi e mezzo di persone che vorrebbero vivere come noi.
Oggi centinaia di milioni di persone (le stime vanno da 400 a 800 milioni) vivono avendo a loro disposizione una quantità d’energia pro-capite identica a quella che avevano i nostri antenati nell’età della pietra. Oltre un miliardo e mezzo di persone non sanno cos’è l’energia elettrica.
Le fonti dette alternative - sole e vento - sono fuori mercato: cose per ricchi e senza dubbio non programmabili per popoli che chiedono energia a basso costo. Il carbone e le biomasse potrebbero essere una via d’uscita, però producono effetti nefasti sulla salute. Secondo le stime della Banca Mondiale l’uso del carbone causa nella sola Cina 300mila vittime l’anno. E quello delle biomasse un milione e 300mila. Tutti sono invece terrorizzati dalle scorie nucleari. E qui va detto con chiarezza che si possono distruggere. Il problema è economico, non tecnico.
L’unica sorgente in grado di soddisfare le richieste d’energia esponenzialmente crescenti è il fuoco nucleare di pace. Questa formidabile scoperta scientifica è però entrata nella storia del mondo con le due immani tragedie di Hiroshima e Nagasaki.
Inizia infatti con queste due tragedie la demonizzazione della fisica nucleare: una delle più gravi mistificazioni culturali di tutti i tempi. È questa demonizzazione che ha impedito lo sviluppo delle centrali nucleari e che ha fatto perdere all’Italia un formidabile primato tecnologico nella costruzione delle centrali nucleari sicure: eravamo i primi al mondo.
Della demonizzazione del fuoco nucleare di pace ha fatto giustizia l’Imperatore del Giappone. Nel suo discorso alla cerimonia d’apertura del congresso mondiale dei fisici nucleari, tenutosi lo scorso anno a Tokyo, l’Imperatore ha detto che la fisica nucleare non va confusa con le tragedie di Hiroshima e Nagasaki. Anzi, sono proprio le conquiste della fisica nucleare - ha concluso - che possono garantire un futuro di pace fondato sulla libertà energetica. Infatti - come testimoniano i valori record dei prezzi del petrolio - stiamo entrando nella fase acuta della crisi energetica mondiale. Crisi dalla quale ci può salvare soltanto il fuoco nucleare di pace.
L’uomo che ha saputo accendere a Chicago - il 2 dicembre 1942 - la prima candela nucleare di pace è Enrico Fermi, che passerà alla storia come il più grande galileiano del XX secolo. La nazione che ha dato i natali a colui che ha saputo accendere questo formidabile nuovo tipo di fuoco è oggi schiava di altre nazioni, quali ad esempio la Francia, che hanno saputo fare le scelte giuste per dotarsi di potenti strutture in grado di garantire un forte livello d’indipendenza energetica.

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Qualche commento a questa montagna di sciocchezze:


1 - Tralasciando il Berlusconi che sfida scienza e tecnologia, qualcosa che di per sé dovrebbe prevedere un vaffa cosmico, iniziamo dalla sciocchezza che le centrali nucleari saranno realtà in Italia in questa legislatura che, lo ricordo, termina (salvo agognati imprevisti) nel 2013. Zichichi inizia a mostrare qui la totale ignoranza dei tempi di costruzione di una centrale nucleare. Non sa che ci troviamo in Italia, non lo sa lui che è del trapanese dove venerdì un viadotto in cemento armato, costruito tre anni fa, si è spezzato generando un gradino di mezzo metro. Vorrei spiegare al fisico galileiano che se dopo molte prove una teoria (infiltrazione mafiosa che è congenita con Italcementi) si ripete, quella è una legge fisica. E perché dico questo ? Perché le centrali nucleari hanno indispensabili involucri di cemento che, se cedono, siamo tutti fottuti.
2 - Il bisogno d'energia crescerà nel mondo in modo impressionante, dice Zichichi citando l'IEA. Da un grande fisico ci si aspettano dati almeno di ordini di grandezza. Scopriamo che l'impressionante, per Zichichi è una nuova unità di misura. Comunque il nostro fisico berluscone sembra animato da buone intenzioni perché sembra preoccuparsi dei 5 miliardi e mezzo di umanità che non dispone dell'energia necessaria per non morire. Poi continua facendo affermazioni che ricordano la superiore civiltà occidentale rispetto a quella indigena (chi ha detto che un indigeno delle foreste amazzoniche o un pigmeo dell'Africa centrale debba volere l'elettricità o debba desiderare più energia ?).
3 - Il luminare sfiora il ridicolo quando dice che le energie alternative sono per i ricchi. E dice questo quando sta facendosi promotore del nucleare. Il personaggio dice che costa meno scaldare un litro d'acqua con dell'elettricità che con un pannello solare piano, con un uso cioè diretto dell'energia senza trasformazione. Ma Zichichi conosce qualcosa relativa alle energie rinnovabili ? Quando si avventura a parlarne cita il carbone facendo intendere che sta nell'ambito delle energie rinnovabili. Non è così, Zichichi. E se lo sai esprimiti meglio prossimamente, anche se il foglio su cui scrivi è il Giornale di Berlusconi. Ma poi gli effetti di carbone e biomasse sarebbero nefasti ? Sul carbone nulla da dire, ma sulla produzione di metano mediante biomasse non vedo cosa ci sarebbe di nefasto. Ma forse il fisico apprezzato dalla rete leghista e fascista (e quale altra, altrimenti ?) voleva dire che le biomasse portano ai termovalorizzatori ... Non oso pensare che un dato di fatto nefasto divenga la prospettiva di uso efficiente dell'energia. Ma leggendo i dati che fornisce sui morti da biomasse, davvero debbo credere che questo è uno scienziato da bar dello sport. Zio Chicco sa o no cosa vuol dire la dipendenza dall'acquisto continuo di combustibili ? Lo sa che il sole ed il vento, costruito l'impianto sono gratuiti sempre ? No, non sa questo e moltissimo altro tanto che conviene chiedersi cosa sa lo Zio.
4 - Le scorie nucleari si possono distruggere, basta disporre di denaro perché la tecnica esiste. Affermazione folle perché Zichichi è un stimatore del sistema liberista coniugato con Gesù. Ed un liberista che dice cose così è un eretico (ed anche un liberista rispetto a Gesù è eretico). Allora che facciamo, risolviamo il problema delle scorie per fare il nucleare ? Se operassimo alla Zichichi per pagare ciascuna bolletta elettrica servirebbe un mutuo. Avremmo dodici mutui l'anno e la cosa risulta ragionevole al galileiano. E come mette insieme il luminare il nucleare con quei 5 milioni e mezzo di persone che, sulla Terra, se la passano male ? Anche per loro le scorie costano ? E se così è come pagano con lo jus primae noctis ?
5 - Le peggiori mie previsioni si realizzano nella frase seguente. Dice colui che ha rotto le balle che la soluzione di tutto è il nucleare ma c'è un problema le bombe nucleari (non si dice atomiche, sentenzia altrove Zichichi). Se non ci fosse stato quel grande crimine che ha creato panico tutti avremmo tante centrali. Zio Chiccho non sa che molti Paesi se ne sono strafottuti di quelle bombe. Anzi, i principali artefici del crimine, gli USA, anno costruito centrali in quantità (400) ma poi hanno smesso 30 anni fa perché le centrali costano troppo, nessuna compagnia le assicura, non esiste la soluzione del problema delle scorie (ehi, zio, non è che hai detto qualche cazzata nel tuo argomentare ?).
6 - Secondo il ripudiato Zio la demonizzazione del nucleare da bombe ha impedito lo sviluppo delle centrali nucleari (vorrei sapere chi mai ha tirato in ballo questo argomento ? Forse Israele e gli USA con al seguito tutti i benpensanti del mondo in riferimento all'Iran ? Ma qui non c'entrerebbe nulla il nucleare i pace, oppure Zio vuole il nucleare in Italia per fare bombe ? Sarebbe in linea con i gurrafondai amichetti suoi. Su questo Zio è ferrato perché l'amichetto suo Teller è stato uno dei peggiori bombaroli mondiali). Ciò che è peggio e assegna a Zichichi il premio IGNobel per l'ignoranza della storia è la sua affermazione che ciò ha fatto perdere all’Italia un formidabile primato tecnologico nella costruzione delle centrali nucleari sicure: eravamo i primi al mondo. Mai, mai, mai siamo stati i primi al mondo. Ad un certo punto siamo stati terzi per aver comprato centrali da USA e Gran Bretagna. Poi, visto che gli amichetti americani di Zio si sono adombrati per la concorrenza, hanno fatto fuori Ippolito e lì è finito il nucleare italiano, non altrove (ricordalo Zio, non farci più fare queste figuracce !).
7 - L'imperatore del Giappone anche dice che il nucleare di pace è la salvezza del mondo. Mi dici un cappero ! Come fa il fantoccio a non dire ciò che piace ai produttori di nucleare del suo Paese ? E' come se Berlusconi dicesse: la TV avvelena gli animi, spegnetela !
8 - La nazione che ha dato i natali al nucleare sarebbe oggi schiava di altre nazioni. Pura retorica fascista. Ma anche le altre nazioni, come la citata Francia, hanno contribuito. E la Francia ha tutte le centrali che ha per quella cosa della Force de Frappe di De Gaulle, ricordi zietto ? Lo sai piccolino che la Francia compra energia elettrica da noi ? e mentre noi compriamo quella che la Francia dovrebbe buttare a basso prezzo, la Francia compra da noi quella di picco ad alto prezzo ? Sorpreso fisichetto da fico d'India ed acquisito dalla mortadella ?
9 - Da ultima la questione cara a Zichichi e che l'educazione di molti piaggiatori che lo circondano (vero Bassani ?) non fa loro dire che è una cazzata monumentale. Fermi sarebbe un fisico galileiano. Secondo l'argomentare di Zichichi Fermi sarebbe il continuatore di quella scuola di Galileo massacrata dalla sua Chiesa. Quando fa questo discorso, che ho avuto la sventura del fegato di udire in diretta, lo Zio salta sempre 300 anni quelli tra i due fisici. E li salta perché in mezzo ci sono inquisizione, braceri, fumo e morte (oltre alla fisica sacra che fino al 1870 si insegnava alla Sapienza di Roma). Sul fatto in sé c'è da dire che nella parte teorica elaborata in sommo grado d Fermi, non c'è traccia del Galileo che ama i sassi invece delle stelle (frase stupida detta stamane a Rai 2). La cosa del galileiano è inventata da Zichichi per negare l'evoluzione che non sarebbe una scienza che si fonda su sensate esperienze e dimostrazioni. Intanto lì siamo in altro ambito ma anche volendo fare l'operazione ignobile di generalizzazione, che diciamo dell'astrofisica ?
10 - Insomma o Zichichi viene letto per spanciarsi dalle risa o è una vera tortura.

11 - Tanto per fare peccato aggiungo l'11. Che fine hanno fatto quei 5 miliardi e mezzo di persone, alla fine dell'articolo dell'IGNobel ?
 


SCIENZA E SCIOCCHEZZE

il Giornale


Scrive ancora il professor Zichiche sul Giornale di Berlusconi. Mette insieme tante di quelle sciocchezze da far paura.
Leggiamo.

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venerdì 17 ottobre 2008, 07:00

Non c’è ricerca senza umiltà


di Antonino Zichichi


Il valore della ricerca scientifica al servizio del progresso dell'umanità è stato esaltato dal Santo padre nel discorso in occasione dei dieci anni dell’Enciclica Fides et Ratio di Giovanni Paolo II. Benedetto XVI ha richiamato l’attenzione di noi scienziati su un punto di estrema importanza per la nostra attività; e cioè che la Scienza non deve avere l'arroganza di sostituirsi al Creatore. «Il facile guadagno o, peggio ancora, l’arroganza di sostituirsi al Creatore», ha detto il Pontefice, «svolgono a volte, un ruolo determinante nel deviare le ricerche scientifiche verso scopi pericolosi per l’umanità».

«Ciò - aggiunge il Papa - non significa affatto limitare la ricerca scientifica o impedire alla tecnica di produrre strumenti di sviluppo; consiste, piuttosto, nel mantenere vigile il senso di responsabilità che la ragione e la fede possiedono nei confronti della scienza, perché permanga nel solco del suo servizio all'uomo». Sono parole di grande attualità. In questi ultimi tempi troppe persone si sono messe a parlare di Scienza senza avere al loro attivo scoperte e invenzioni tecnologiche. Persone che non hanno mai scoperto né inventato alcunché, diceva Enrico Fermi, non hanno alcun titolo per parlare in nome della Scienza.
Un vero scienziato non può dimenticare che questa grande conquista della Ragione - cui diamo il nome di Scienza - è nata da un atto di umiltà intellettuale; dal rendersi conto cioè che non basta essere intelligenti per capire la Logica di Colui che ha fatto il mondo. Motivo: il Creatore di tutte le cose visibili e invisibili è più intelligente di tutti. Ecco perché un vero scienziato non può illudersi di potere sostituirsi al Creatore. Per venire a capo della Logica che Lui ha usato per creare il mondo, c’è una sola strada: porGli domande. In modo rigoroso, una alla volta. E lavorare affinché le risposte ottenute siano riproducibili. Rigore e riproducibilità sono le due colonne della Scienza nata con Galileo Galilei nel cuore della Cultura Cattolica, per atto di umiltà intellettuale. Umiltà che non è un dettaglio banale, ma l'unico modo per capire come mai, nel corso dei diecimila anni dall’alba della civiltà a Galileo Galilei, a nessuna cultura era mai toccato il privilegio di scoprire una Legge Fondamentale della Natura. Il motivo - lo ripetiamo - è stato sempre quello dell’arroganza intellettuale: illudersi di potere decifrare il Libro della Natura senza mai porre una domanda al Suo Autore. Se bastasse il rigore logico-matematico per capire com’era l’Universo un decimo di miliardesimo di secondo dopo il Big Bang, non avremmo bisogno di costruire strutture gigantesche com’è la nuova macchina (Lhc, Large Hadron Collider) che entrerà in funzione tra pochi mesi al Cern di Ginevra: una pista magnetica lunga 27 km con enormi quantità di rivelatori mai prima da nessuno realizzati per riuscire ad avere una risposta alla domanda: com’era l'Universo un istante dopo il Big Bang? Oggi lo sa solo Lui. In futuro lo sapremo anche noi, grazie agli esperimenti di stampo galileiano che faremo al Cern. Nel discorso del Santo Padre c’è un richiamo alla distinzione tra Scienza e Tecnica.
Infatti è lo studio delle applicazioni delle scoperte che possono essere pro e contro i valori nei quali crediamo. Affinché le applicazioni delle scoperte restino «nel solco del suo servizio all’uomo» è necessario il senso di responsabilità presente nella Ragione e nella Fede. E infatti, insegna Giovanni Paolo II: «L’uso della Scienza non è più Scienza; ecco perché la Tecnica può essere pro e contro i valori della vita e della dignità umana». Vorrei chiudere ricordando che se non fossimo dotati di Ragione e di umiltà intellettuale non sarebbe stato possibile scoprire la Scienza, che è la più grande conquista della Ragione nella sfera immanentistica della nostra esistenza. La Fede è invece la più grande conquista della Ragione nel Trascendente. Insegna Giovanni Paolo II: «Scienza e fede sono entrambe doni di Dio. La Scienza ha radici nell’Immanente ma porta l’uomo verso il Trascendente». Essendo noi l’unica forma di materia vivente dotata di Ragione, fa bene Benedetto XVI a richiamare l’attenzione della Scienza su questo privilegio che ci distingue da tutte le altre forme di materia vivente.
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Due paroline di commento:

Altra caterva di sciocchezze di Zio Chicco. Sciocchezze metafisiche che nell'immaginario dell'IGNobel gli servono per farsi posto in paradiso perché, se per sbaglio va all'inferno, prende calci in culo in eterno.
Intanto il riferimento all'enciclica Fides et Ratio di Gianpaolo, la più becera negazione della scienza ed esaltazione della filosofia, nientemeno che di quella del 1200, del povero San Tommaso ormai in auge solo nelle segrete stanze del Vaticano, dove pascolano i bambini.
Lo Zio dice di essere d'accordo che la scienza non deve avere l'arroganza di sostituirsi al creatore. Ma il creatore ha posto norme e regole ? Zio diccelle per favore perché io, da ignorante qual sono, ho solo letto tutta la Bibbia e non ho trovato queste regole. Ho letto le peggiori porcherie di sesso, di violenza, di pulizie etniche, di vendette, di furti, di bugie, di incesti, di ultraporno, ... ma di regole sulla scienza niente. Se tali regole sono successive vorrei almeno una dichiarazione di Dio che chi le ha fatte sono trasmesse dal cielo in diretta. Zio, tu che sei galileiano, dicci quali prove hai nel sostenere la metafisica che sostieni (meta, appunto, perché di fisica ZERO).
Lo zio condivide ciò che dice Ratzinger secondo il quale la scienza deve essere al servizio dell'uomo (cosa vuol dire detto da un prete ?). E Zio chiosa dicendo che " In questi ultimi tempi troppe persone si sono messe a parlare di Scienza senza avere al loro attivo scoperte e invenzioni tecnologiche". Questa frase è dal manuale del cretino: il Papa dice cazzate e Zio dice che ha ragione perché molti dicono cazzate e solo pochi sono autorizzati. Ma Zio, che autorità ha il papa a parlare di scienza ? cosa sa ? un teologo studia il nulla e basta e la scienza è qualcosa di più, visto che indegnamente ti ha dato da mangiare e scrivere sciocchezze da una vita. Ma poi possono parlare solo quelli che hanno scoperte scientifiche al loro attivo ? Io sto zitto ma, Zio, anche tu devi tacere e questo mi soddisferebbe. Riguardo al chi deve parlare ve ne sono molti in giro, per fortuna gente importante che ha dato e dà lustro al nostro Paese. Poi c'è chi lo insozza e toglie ciò che gli altri danno. C'è chi squalifica la nostra scienza addirittura facendo da suggeritore alla Carlucci, la nota fisica nucleare che tutto il mondo c'invidia.
Ma tutto questo è logico per chi ha come unico riferimento non questo mondo infestato da Noemi e pedofili razzolanti con le Noemi (persone amate dal fisico dei fichi d'India) ma solo Dio padre (suo!). Tanto è vero che subito dopo lo Zio ci informa: "Per venire a capo della Logica che Lui ha usato per creare il mondo, c’è una sola strada: porGli domande". Sono decine d'anni che pongo domande e quello non risponde. E' muto ma non solo con me, ma con miliardi di persone. Dio ha invece parlato con l'IGNobel e gli ha suggerito tutte le cazzate che ci continua a ripetere. E' noto infatti che Dio è un filonucleare amico del criminale Teller. Per questo sono ateo, proprio per evitare certe compagnie ed evitare che Dio suggerisca qualcosa pure a me.
Dice il nostro che nella scienza serve rigore e riproducibilità. Sul rigore c'è poco da dire a parte il fatto che il rigore esclude Dio. Sulla riproducibilità sono stufo di tentare di dire che metà della scienza oggi vive lungi dalla riproducibilità. Altrimenti Zio ci spieghi l'astrofisica e come è possibile far esplodere una stella per vedere cosa fanno i neutrini.
L'altra vicenda di una scienza nata nel cuore della cultura cattolica con Galileo chiede vendetta e quella umiltà che chi si vanta di grandi successi, tanto da meritare l'IGNobel, dovrebbe spiegare al rompiballe del trapanese che di leggi di natura se ne sono trovate tante prima di Galileo. Basta riferirsi alle stagioni, all'agricoltura, alla lavorazione dei metalli. Galileo dà il via non ai sassi ma alle stelle, all'astrazione scientifica. Ma conosce Galileo la scienza alessandrina ? Quella che fu distrutta dalle fondamenta dalla sua Chiesa che ha sempre e solo distrutto senza nulla creare ? E la scienza araba ? E quella cinese ? ... Non sa un tubo e ciancia. E poi Galileo non era umile ma estremamente presuntuoso convinto come era della correttezza del suo pensiero tanto che, nonostante le bestialità della Chiesa e la sua condanna, nottetempo fece uscire da Arcetri i suoi appunti per pubblicare superando appunto i divieti la più copernicana delle sue opere (ma questo lo Zio non lo capisce capirà MAI). Gli posi una volta tale questione in un salone del Campidoglio di fronte ad un centinaio di testimoni: NON RISPOSE e non ho speranza che ad una serie di cazzate di voglia dare un senso logico solo riferendosi ad un Dio che loro (non io) prendono per scemo. Comportamento analogo è quello del Presidente del Consiglio che scappa dalle domande che vorrebbero mettere ordine a supposte sue bugie (ma anche continue).
Insomma l'uomo come caspita fa a decifrare il libro della natur senza chiedere nulla a Dio ? Fa, fa, come ha sempre fatto e Dio non c'entra un tubo nella lotta quotidiana per sopravvivere. E' un effetto placebo per deboli di mente e quindi per Zio è addirittura una droga.
Non basta certo la Logica per capire il mondo. E' quello che fa la teologia o scienza del nulla. Cos'è il mondo di Tommaso se non un giustificare se stesso attraverso ragionamenti che nulla hanno a che vedere con la natura ? Ma quegli esperimenti a Ginevra nascono dalla fatica di molti scienziati, alcuni certamente credenti, ma altri no. E questa parte di quelli che non credono Zio la assume al Dio cristiano e galileiano. Presunzione infinita lontanissima dall'umiltà annunciata.
Le ultime righe dello sproloquio pretenderebbero di accordare Scienza e Fede con parole mai capite e ricavate dalla filosofia da Kant in poi. Il Trascendente e l'Immanente. Ma quante cose sa questo Zio ! Lecca pure il Papa perché non ha altre uscite avendo distrutto la sua credibilità in una inutile vita di ciarlatano della scienza. Ma sempre attaccato come una cozza al potere. E pensare che quando era studente in Sicilia volle comunicare al comunista Cini, suo professore, che era comunista anche lui. Cini capì con chi aveva a che fare e lasciò che comunicasse la sua fede a qualche professore democristiano. E tale è rimasto.


Presento ora alcuni articoli pubblicati su il Giornale dal genio incompreso della fisica, il baciapile Zichicche. Immagino che sia pagato per i suoi aurei contributi. Ebbene, leggete questi articoli che trattano del perché l'IGNobel è a favore del nucleare. Scoprirete che le sue argomentazioni, come minimo ridicole, si ripetono sempre in modo tanto sciocco quanto ossessivo.
Naturalmente in redazione neppure controllano e così i lettori del Giornale che capiscono di fisica come io di ricamo, da quanto dice Zio Chicco non capiranno mai un tubo.

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giovedì 05 giugno 2008, 07:00

Ma evitiamo le speculazioni


di Antonino Zichichi


L’attenzione del grande pubblico va diretta sull’aspetto più rilevante di questo incidente in Slovenia: non è successo nulla. La centrale di Krsko non è di ultima generazione e, anche se l’incidente ha messo per un attimo l’Europa in apprensione, questo non vuol dire che dobbiamo rinunciare a liberarci dalla schiavitù energetica nella quale siamo piombati a causa della sciagurata rinuncia al nucleare nel 1987.
L’incidente deve essere messo a confronto con il pericolo di black-out che corriamo. Il prezzo del petrolio, che viaggia verso livelli da nessuno immaginati, ci dice che siamo in piena crisi energetica mondiale. Se scoppiasse una crisi politica nel mondo, i Paesi dai quali dipendiamo per l’acquisto di petrolio, gas ed energia (nucleare) chiuderebbero i rubinetti per garantire ai loro cittadini la libertà energetica indispensabile per il livello di vita cui sono abituati. Nel giro di poche settimane crollerebbero le nostre attività produttive senza alcuna possibilità di negoziato in quanto privi di una potente sorgente energetica in grado di far fronte ai bisogni indispensabili per il livello di vita cui siamo arrivati.
Coloro che speculeranno sull’incidente debbono riflettere sulle notizie venute fuori dalla Fao in questi giorni. Centinaia di milioni di persone vogliono più cibo e più energia. Noi apparteniamo al miliardo di privilegiati in quanto abbiamo la quantità di energia necessaria per vivere bene. Ci sono 5 miliardi e mezzo di persone che aspirerebbero a vivere come il miliardo del G8. L’ingresso della Cina e dell’India nel mercato mondiale ha portato alle stelle il prezzo del petrolio e del cibo. L’energia nucleare è l’unica sorgente d’energia la cui potenza può venire incontro alla richiesta esponenzialmente crescente che viene dalle Nazioni dette in via di sviluppo. Se non avessimo sprecato i vent’anni trascorsi nel letargo antinucleare noi saremmo oggi con una fiorente industria nucleare e non in stato di schiavitù energetica.
L’incidente in Slovenia deve darci una spinta per uscire con coraggio dallo stato di pericolo «black-out» in cui viviamo dopo vent’anni di rinuncia al nucleare. L’incidente «nucleare» di Krsko va messo a confronto con le notizie di cui nessuno parla mai. Eppure si tratta di vittime causate ogni anno dalla produzione di energia non d’origine nucleare ma usando il carbone e le bio-masse. Lo ricordiamo ancora una volta: 300mila nella sola Cina per il carbone e oltre un milione nel mondo per le bio-masse.


Antonino Zichichi
Presidente World Federation of Scientists


sabato 31 maggio 2008, 07:00

L’INTERVENTO


di Antonino Zichichi


Il governo Berlusconi ha prima lanciato una sfida al mondo della scienza, della tecnica e della cultura scientifica e dopo pochi giorni ha aperto al nostro Paese la via d'uscita per superare lo stato di schiavitù energetica in cui siamo piombati dopo 20 anni di rinuncia al nucleare. La prima sfida porta al progetto per la realizzazione di un Laboratorio dedicato allo studio delle emergenze planetarie, che non sono soltanto le due arcinote «effetto serra» e «buco dell'ozono» ma ben 63. La comunità scientifica della Wfs (World Federation of Scientists) le ha raggruppate in 15 classi e dovrebbero essere al centro dell’attenzione politica mondiale. Infatti di emergenze planetarie parlano tutti i capi di Stato, ma nessuna nazione fa qualcosa per affrontarle con rigore scientifico e tecnologico, il che vuol dire con studi e ricerche interdisciplari. La realizzazione di un Laboratorio per lo studio delle emergenze planetarie darebbe all’Italia un primato scientifico-tecnologico unico al mondo. È questa la prima risposta alla sfida del governo sulla «frustata» alla scienza e alla tecnica.
La decisione del governo di liberare l’Italia dalla schiavitù energetica, aprendo la via a una potente rete di centrali nucleari, affronta in effetti una delle più gravi emergenze planetarie: quella della crisi energetica mondiale. Con l'ingresso dei Paesi in via di sviluppo nell'economia mondiale, i bisogni energetici diventeranno esponenzialmente crescenti. Se questi Paesi dovessero usare i combustibili convenzionali (carbone, petrolio, gas) per soddisfare le loro necessità d'energia, l'atmosfera diventerebbe una camera a gas. Questa crisi non si può risolvere con le tecniche d'origine eolica e solare per il semplice motivo che sono fuori mercato. Al primo cenno di crisi politica grave i Paesi da cui compriamo petrolio, gas ed energia (nucleare) correrebbero ai ripari chiudendo i rubinetti per garantire libertà energetica ai loro cittadini. Saremmo subito colpiti da un grave blackout; tutte le nostre attività produttive crollerebbero con conseguenze disastrose per la nostra economia. Precipiteremmo nel gruppo dei Paesi poveri, senza possibilità di negoziato in quanto il nostro status internazionale è quello di nazione priva della forma più fondamentale di libertà: la libertà energetica.
Per portare l'Italia al livello delle nazioni effettivamente libere dalla crisi energetica mondiale la sola via da seguire è quella scelta dal governo Berlusconi: costruire una potente rete di centrali nucleari.
Tutti hanno paura delle scorie ma nessuno dice che si possono distruggere e tutti tacciono sulle conseguenze nefaste che producono l'uso del carbone e delle bio-masse per produrre energia. Lo ricordiamo ancora una volta: 300mila morti l'anno nella sola Cina per l'uso del carbone; oltre un milione l'anno nel mondo per l'uso delle bio-masse. Dati della Banca Mondiale.


*Presidente World Federation of Scientists
venerdì 23 maggio 2008, 07:00

L’Italia svolta sul nucleare Nuove centrali entro 5 anni


di Antonino Zichichi

La sfida di Berlusconi al mondo scientifico, tecnologico e culturale ci ha portato lunedì scorso a parlare della schiavitù energetica. Ieri il Governo ha annunciato che entro questa legislatura le centrali nucleari saranno realtà in Italia. Molti lettori ne vorrebbero sapere di più. Iniziamo con il bisogno energetico globale.
L’IEA (International Energy Agency) prevede che nel prossimo decennio il bisogno d’energia crescerà nel mondo in modo impressionante. Infatti dove c’è energia è possibile risolvere i problemi legati alle esigenze di vita quotidiana e scompaiono le morti per inedia. Noi apparteniamo al miliardo di privilegiati che hanno a loro disposizione la quantità d’energia necessaria per il tenore di vita cui siamo abituati. Ma ci sono cinque miliardi e mezzo di persone che vorrebbero vivere come noi.
Oggi centinaia di milioni di persone (le stime vanno da 400 a 800 milioni) vivono avendo a loro disposizione una quantità d’energia pro-capite identica a quella che avevano i nostri antenati nell’età della pietra. Oltre un miliardo e mezzo di persone non sanno cos’è l’energia elettrica.
Le fonti dette alternative - sole e vento - sono fuori mercato: cose per ricchi e senza dubbio non programmabili per popoli che chiedono energia a basso costo. Il carbone e le biomasse potrebbero essere una via d’uscita, però producono effetti nefasti sulla salute. Secondo le stime della Banca Mondiale l’uso del carbone causa nella sola Cina 300mila vittime l’anno. E quello delle biomasse un milione e 300mila. Tutti sono invece terrorizzati dalle scorie nucleari. E qui va detto con chiarezza che si possono distruggere. Il problema è economico, non tecnico.
L’unica sorgente in grado di soddisfare le richieste d’energia esponenzialmente crescenti è il fuoco nucleare di pace. Questa formidabile scoperta scientifica è però entrata nella storia del mondo con le due immani tragedie di Hiroshima e Nagasaki.
Inizia infatti con queste due tragedie la demonizzazione della fisica nucleare: una delle più gravi mistificazioni culturali di tutti i tempi. È questa demonizzazione che ha impedito lo sviluppo delle centrali nucleari e che ha fatto perdere all’Italia un formidabile primato tecnologico nella costruzione delle centrali nucleari sicure: eravamo i primi al mondo.
Della demonizzazione del fuoco nucleare di pace ha fatto giustizia l’Imperatore del Giappone. Nel suo discorso alla cerimonia d’apertura del congresso mondiale dei fisici nucleari, tenutosi lo scorso anno a Tokyo, l’Imperatore ha detto che la fisica nucleare non va confusa con le tragedie di Hiroshima e Nagasaki. Anzi, sono proprio le conquiste della fisica nucleare - ha concluso - che possono garantire un futuro di pace fondato sulla libertà energetica. Infatti - come testimoniano i valori record dei prezzi del petrolio - stiamo entrando nella fase acuta della crisi energetica mondiale. Crisi dalla quale ci può salvare soltanto il fuoco nucleare di pace.
L’uomo che ha saputo accendere a Chicago - il 2 dicembre 1942 - la prima candela nucleare di pace è Enrico Fermi, che passerà alla storia come il più grande galileiano del XX secolo. La nazione che ha dato i natali a colui che ha saputo accendere questo formidabile nuovo tipo di fuoco è oggi schiava di altre nazioni, quali ad esempio la Francia, che hanno saputo fare le scelte giuste per dotarsi di potenti strutture in grado di garantire un forte livello d’indipendenza energetica.


martedì 07 agosto 2007, 07:00

Il fuoco di pace che nasce dal nucleare


di Antonino Zichichi


Hiroshima e Nagasaki segnano una svolta culturale di importanza storica. A oltre mezzo secolo dalle due tragedie con le quali la Fisica nucleare è entrata nella storia del mondo, arriva proprio dal Giappone il messaggio di netta distinzione tra fuoco nucleare di guerra e fuoco nucleare di pace. Quest'anno ricorre il centesimo anniversario della nascita del più grande fisico giapponese del XX secolo, Hideki Yukawa. Il destino della storia ha voluto che dovesse spettare proprio a un giapponese il privilegio di avere l'idea giusta per scoprire l'esistenza di una nuova Forza fondamentale della natura: la forza nucleare.
Correva l'anno 1935. Dieci anni dopo, le prime due bombe nucleari (erroneamente chiamate atomiche) della storia distruggono due grandi città giapponesi. Inizia con queste due tragedie la demonizzazione della fisica nucleare: una delle più gravi mistificazioni culturali di tutti i tempi. È questa demonizzazione che ha impedito lo sviluppo delle centrali nucleari e ha fatto perdere all'Italia un formidabile primato tecnologico nella costruzione delle centrali nucleari sicure.
Nel suo discorso alla cerimonia d'apertura del congresso mondiale dei fisici tenutosi in Giappone per onorare il centesimo anniversario di Yukawa, l'imperatore del Giappone ha detto che la Fisica nucleare non va confusa con le tragedie di Hiroshima e Nagasaki. Anzi, sono proprio le conquiste della Fisica nucleare - ha concluso - che possono garantire un futuro di pace senza più armi di distruzione di massa. Infatti, anche se se ne parla poco, stiamo entrando nella fase acuta della crisi energetica mondiale. Crisi dalla quale ci può salvare soltanto il fuoco nucleare di pace.
Oggi centinaia di milioni di persone vivono come se la scienza non fosse mai stata scoperta: la quantità d'energia pro capite di cui possono disporre è la stessa di quella che avevano i nostri antenati nell'Età della pietra. L'unica fonte d'energia in grado di soddisfare le richieste esponenzialmente crescenti è il fuoco nucleare di pace. Esso permette di risparmiare un milione di volte nella quantità di materia da distruggere per produrre la stessa quantità d'energia. Invece di un milione di chili ne basta appena uno: la quantità di energia prodotta è identica. Questa formidabile scoperta scientifica è però entrata nella storia del mondo con le due immani tragedie di Hiroshima (6 agosto 1945) e Nagasaki (9 agosto 1945).
Cent'anni dopo la nascita di Yukawa, padre della fisica nucleare teorica, viene dal Giappone e proprio da Hiroshima e Nagasaki l'appello a non demonizzare il fuoco nucleare di pace. Se per produrre energia continuassimo a usare il fuoco convenzionale (bruciando petrolio, carbone, legna, gas) che è un milione di volte meno potente nel trasformare massa in energia, la nostra atmosfera diventerebbe una camera a gas. È la grande scoperta di Yukawa che permette ai 6 miliardi e mezzo di abitanti della Terra (noi apparteniamo al miliardo di privilegiati) di potere trovare la potente sorgente d'energia in grado di garantire a tutti un giusto livello di vita. Dove c'è energia è possibile risolvere i problemi legati alle nostre esigenze di vita quotidiana e scompaiono le morti per inedia e fame.
Nella mia lezione di apertura del Centenario ho detto che Yukawa va ricordato per avere aperto alla scienza orizzonti nuovi che nessuno aveva saputo immaginare. Ed è grazie a Yukawa che tutti gli abitanti della Terra, non solo il miliardo di privilegiati, potranno avere l'energia di cui hanno bisogno. Ed è sempre grazie a Yukawa che, dopo appena tre quarti di secolo, siamo arrivati alle soglie del Supermondo: l'estrema frontiera della scienza. Hiroshima e Nagasaki sono conseguenze della violenza politica. Non della scienza.
 


TRUFFA MILIARDARIA CHIESTO PER ZICHICHI IL RINVIO A GIUDIZIO


Repubblica — 09 luglio 1995 pagina 6

ROMA - Segno dei tempi. Andreotti lo sponsorizza da una vita e lui, un po' appannate le reciproche fortune, lo ricambia puntiglioso: "Ma se tra noi c' è stato solo un rapporto istituzionale, sempre formale... Favori? Per caritàé". Guarda le coincidenze: il patron politico passa guai giudiziari? Pure l' eccellente scienziato prediletto. Stesso destino. Il vulcanico Antonino Zichichi, "grand commis" della fisica subnucleare, ex ciellino, rivale di Rubbia in perenne rincorsa del Nobel e, tramite i summit di Erice, in missione mondial-pacifista "per conto di Dio", finisce impelagato in una brutta storia di truffe. Ai danni dello Stato. Dal pm romano Antonino Vinci arriva una richiesta di rinvio a giudizio per lo scienziato e altri 28. Procura e Guardia di Finanza si sono convinti che da una società del gruppo Eni, la Italsolar, venivano drenati soldi pubblici per alcune opere - tipo ospedali da campo in Brasile e un centro di ostetricia in Tanzania - pagate il doppio o il triplo del loro valore.

Ad avvantaggiarsene c' era anche Zichichi, titolare dei progetti con il suo World Lab, sorta di Onu del "volontariato scientifico" di cui è presidente? Anche lui incassava "ricompense" per i lavori subappaltati a ditte private? Presidente della Italsolar, nata per dare impulso all' utilizzo dell' energia solare nelle imprese, è Renato Scrimaglio, ex direttore del centro di ricerca di Frascati, collega di Zichichi. Scrimaglio avrebbe pagato un miliardo e 715 milioni per 14 prefabbricati di un ospedale da campo in Brasile, mai entrato in funzione. Solo sette sarebbero stati spediti, gli altri parcheggiati nel magazzino rottami della società Combustibili nucleari che ha inglobato la Italsolar. Il costo effettivo dell' opera, realizzata nel ' 91 dalla "Fratelli Dieci Spa" in subappalto, comunque, non avrebbe superato i 567 milioni. Storia su per giù analoga per il centro di ostetricia in Tanzania. Altra contestazione al professor Zichichi: una sovrafatturazione per articoli promozionali su alcuni giornali locali come l' Eco di Bergamo. Centocinquantasei milioni pagati sempre dall' Italsolar, mentre il costo reale era di 30 milioni. Un altro raggiro sarebbe stato messo a segno dallo scienziato attraverso "presunte attività promozionali e giornalistiche in favore della Italsolar da parte della Yes broker". Il prezzo pagato dalla società dell' Eni, sostengono i Pm, sarebbe stato di 135 milioni per operazioni fittizie mai portate a termine. Poi ci sarebbero altre tre parcelle di circa 50 milioni l' una, per articoli giornalistici. Al telefono dal centro Majorana di Erice, sua creazione per stimolare la distensione Est-Ovest benedetta anche da papa Wojtyla, Zichichi ieri cadeva dalle classiche nuvole e minacciava querele: "Ma io non c' entro niente con questa maledetta Italsolar. Tra l' altro non sapevo che fosse una società pubblica. Io, in ogni caso, non ho né società, né azioni. Scrimaglio? Sono anni che non lo sento. Io sono il presidente del World Lab, una struttura che lotta contro la burocrazia nel nome della scienza e dell' efficienza". E quegli articoli lautamente retribuiti? "Hanno detto che me li hanno pagati 45 milioni l' uno. Sciocchezze. Ne ho fatti oltre duecento. Su di me se ne son sempre sparate tante... Che ricevevo tre stipendi, per esempio: falso. Che mi sono autoassegnato il premio Erice da un miliardo: ridicolo. Ma adesso devo pensare al summit di agosto, a Erice, sulle guerre nucleari. In questi giorni ho chiamato mezzo mondo per fermare gli esperimenti di Mururoa. E vedrete, quello sarà un convegno che farà chiasso...".


di MARINA GARBESI

 


"Non sono veri scienziati, si vergognino". La condanna di Zichichi.


Bruno Volpe


gennaio 2008 - da papanews.it

CITTA’ DEL VATICANO - "Lo scriva pure: la scienza è nata in casa cattolica, non tra gli atei, per un atto di umiltà di Galileo Galiei che affermò, smentendo gli pseudo-scienziati passati, presenti e futuri, che colui che ha fatto il mondo è molto più intelligente di noi e che per capire la realtà, quindi, non basta la scienza. Dunque, Galieo non fu affatto ateo, ma credente". Lo afferma in esclusiva a ‘Petrus’ il celebre Fisico Antonino Zichichi .


Allora, Professore, cosa pensa della levata di scudi di alcuni Docenti della ‘Sapienza’ sulla visita del Papa?

"Caro amico, sarebbe facile ironizzare e fare constatazioni di carattere politico, che tuttavia tengo per me. Personalmente, preferisco controbattere sotto il profilo culturale. Ricordo perfettamente che uno studente, in Piazza San Pietro, formulò a Benedetto XVI una domanda su Galileo e il Papa rispose dicendo che la Chiesa non è nemica della scienza e che Galieo era cattolico. La Bibbia è uno straordinario libro divulgativo, la natura invece ha bisogno di formule. Dio per creare il mondo ha avuto bisogno di formule matematiche, ma ciò non toglie che senza Dio nulla sia possibile".

Quindi, altro che rivalità tra Scienza e Fede…

"Chi dice che c’è rivalità è un ignorante. Le ripeto, Galileo fu il fondatore della scienza moderna ed era un cattolico. Ma aggiungo altro. Il calendario gregoriano fu anticipato da un altro cattolico, Aloisio Lilius. Allora, come mai la scienza moderna ha avuto bisogno del genio di Galiei? La verità è un'altra. Questi signori della Sapienza contestano e travisano il pensiero del Papa perchè hanno una paura matta di Benedetto XVI, del suo gigantismo culturale. Sotto un certo aspetto, la contestazione violenta mi fa piacere: vuol dire che stanno perdendo la battaglia delle idee. La violenza nasce dall’esasperaze, sanno che il dibattito culturale lo hanno perso in partenza".

Professor Zichichi, chiariamo anche che Benedetto XVI non ha mai dichiarato ciò che gli ‘illuminati’ della Sapienza gli contestano, cioè frasi offensive verso Galileo Galilei.

"Questi individui che attaccano il Papa devono solo ed esclusivamente vergognarsi: non solo non comprendono o fingono di non compendere, ma travisano fatti e discorsi. Neppure hanno avuto il buon senso di pubblicare per intero i testi, limitandosi a prendere per Vangelo spezzoni smozzicati e raccattati in giro per Internet di una Conferenza durante la quale, negli anni ’90, l’allora Cardinale Ratzinger aveva riportato e condannato delle parole pronunciate da altri contro Galileo".

Le critiche, a Suo avviso, sono figlie di anticlericalismo o di pregiudizi politici?

"Di entrambi. Esiste una certa sufficienza culturale di chi crede che la ragione possa spiegare tutto e sempre. E’ la tipica sufficienza culturale dei laicisti e dell'illuminismo. La ragione va bene, ma non tutto si può analizzare sotto i lumi dell'intelletto".

Forse qualche responsabilità appartiene al mondo cattolico…

"Può essere. Loro, i laicisti, dominano il mondo mediatico con autentiche sciocchezze mandate per televisione e noi cattolici non siamo capaci di contrastare efficacemente queste bufale. Esiste un deficit di comunicazione cattolico, questo è vero".

Intanto impazzano e imperversano scienziati e pseudo-scienziati in Tv…

"Scienziati taroccati, medici taroccati ed altro. Piero Angela non è uno scienziato, ma uno che parla di scienza. Esiste una bella differenza tra chi parla di una materia ed un tecnico della stessa. Il Fisico che ha ha dato la stura a questa baggianata delle proteste anti-Papa alla Sapienza, è nel senso letterale del temine un ignorante. Non ha capito che cosa è la scienza e come è nata. Faccia il politico, sarà meglio. Purtroppo, in giro ci sono troppe nullità scientifiche, lo scriva pure. Il vero scienziato fa esperimenti, inventa qualcosa. Mi dica quando mai questi signori che soffiano sul fuoco hanno hatto un esperimento o inventato qualche cosa. Mai! Sono parolai. Vivono in uno stato di inconsistenza cerebrale: sono parole dure, ma vere, da scienziato. Si tratta di persone senza alcuna preparazione e poco affidabili, non di veri scienziati".

Come dire, parlano di scienza senza aver mai lavorato concretamente.

"Esatto. La nostra cultura cattolica va difesa strenuamente dagli attacchi di queste persone. Lo scriva: Galileo fu un cattolico, per compendere il mondo non basta la ragione".

In passato nessuna civiltà ha scoperto la scienza…

"Ecco, me lo spieghino, questi soloni, perchè mai nè i cinesi, nè gli egizi, nè tantomeno i greci, hanno avuto mai a che fare con la scienza. In tutte le antiche civiltà culturali imperversava l'arroganza culturale che pretendeva di spiegare tutto secondo il cervello umano. E non scoprirono mai nulla. Solo con Galieo, un vero cattolico, nacquero la scienza e la ricerca. Ma questi signori non lo sanno, e se non lo hanno capito sino ad oggi difficilmente si ravvederanno. Certi metodi mi ricordano un passato titpico della Russia, ma non voglio scendere sul piano politico: li sfido sul piano culturale, dove loro sono inconsistenti ed ignoranti".
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ZI08013012 - 30/01/2008      Permalink: http://www.zenit.org/article-13343?l=italian


Antonino Zichichi: L’alleanza tra fede e scienza è possibile

Intervista dopo la mancata visita del Papa a “La Sapienza”


Paolo Centofanti


ROMA, mercoledì, 30 gennaio 2008 (ZENIT.org).- Il professor Antonino Zichichi, Presidente della World Federation of Scientists, sostiene che una grande alleanza tra fede e scienza è la conseguenza rigorosamente logica di ciò che sono queste due grandi conquiste dell'intelletto: la Scienza nell'immanente, la Fede nel trascendente.

In una intervista a ZENIT, il Professore Zichichi ha affermato che l'opposizione alla visita di Benedetto XVI all'Università "La Sapienza" di Roma è stata la manifestazione di una cultura "pre-aristotelica".

Zichichi ha lavorato nei più grandi Laboratori del mondo e al CERN di Ginevra, dove nel 1965 ha scoperto l'antimateria nucleare. Nel 1963 ha fondato a Erice il "Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana".
E' autore di oltre ottocento lavori scientifici, tra cui: 6 scoperte, 4 invenzioni, 3 idee originali che hanno aperto nuove strade nella Fisica Subnucleare delle alte energie, e 4 misure di alta precisione di quantità fondamentali.

È stato Presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Attualmente è Professore Emerito di Fisica Superiore all'Università di Bologna.

Parlando del rapporto tra scienza e fede, tema affrontato da Benedetto XVI nel suo intervento all'Udienza generale di questo mercoledì, il professor Zichichi ha ricordato che i risultati raggiunti dalla scienza odierna sarebbero impensabili senza "quell'atto di fede e di umiltà intellettuale, maturato nel cuore della cultura cattolica con Galileo Galilei".

Cos’è per lei la ragione ?

Zichichi: Noi siamo l’unica forma di materia vivente a cui è stato dato il privilegio del dono della ragione; ed è grazie alla ragione che la forma di materia vivente cui noi apparteniamo ha potuto scoprire il linguaggio, la logica e la scienza.

Esistono infatti centinaia di migliaia di forme di materia vivente, vegetale ed animale, ma nessuna di esse ha saputo scoprire la memoria collettiva permanente – meglio nota come linguaggio scritto – né le forme di logica rigorosa come la matematica o la scienza che, tra tutte le logiche possibili, è quella che ha scelto il Creatore per fare l’Universo così come possiamo vederlo e studiarlo, e noi stessi.

Una logica che ci è permesso di studiare e capire ma che nessuno sarà mai in grado, anche minimamente, di alterare. Senza ragione non avremmo potuto scoprire la scienza, questa straordinaria avventura intellettuale, iniziata solo 400 anni fa, con Galileo Galilei e le prime Leggi fondamentali della natura da lui scoperte.

Galilei le chiamava “Impronte del Creatore”, impronte che potevano anche non esistere. Invece lui era convinto che esistessero, e che fossero presenti sia nelle stelle, sia nella materia “volgare” come le pietre, nelle quali in quel tempo tutti erano certi che non fosse possibile trovare verità fondamentali. È proprio studiando le pietre che Galilei iniziò a cercare quelle impronte, per un atto di fede nel Creatore.

Un atto di fede e di umiltà, che ci ha permesso di arrivare oggi, in soli quattro secoli, a concepire l'esistenza del "supermondo": la più alta vetta delle conoscenze scientifiche galileiane, quindi del sapere rigoroso, nell'immanente. Le frontiere stesse del supermondo confermano quanto dicevo prima, ovvero che siamo l'unica forma di materia vivente dotata di ragione.

Sono state attribuite al Pontefice false dichiarazioni di condanna nei confronti di Galileo Galilei, poi smentite. Come pensa che Papa Benedetto XVI veda realmente la figura di Galileo Galilei ?

Zichichi: Per Papa Benedetto XVI, la ragione è al centro della cultura del nostro tempo. Il suo pensiero su Galileo Galilei è stato mistificato, estrapolando una citazione di Feyerabend (che dichiarava giusta la condanna a Galilei), da un discorso che in realtà mirava a sostenere proprio la tesi opposta. E proprio in Galilei, il Pontefice vede una unione ideale tra scienza e fede.

Il 6 aprile 2006, alla domanda di un giovane che partecipava in Piazza San Pietro a un incontro in preparazione della Giornata Mondiale della Gioventù, Benedetto XVI rispose che “il grande Galileo” Galilei considerava la Natura e la Bibbia due libri scritti dallo stesso Autore. Il libro della Natura in lingua matematica, perché per costruire l’Universo è necessario il rigore della matematica; la Bibbia, essendo parola di Dio, doveva invece essere scritta in linguaggio semplice e accessibile a tutti, come debbono essere i valori della nostra esistenza, che è una simbiosi della sfera immanentistica e della sfera trascendentale.

Cos’è la scienza ?

Zichichi: La scienza, ci ricorda Benedetto XVI, nasce dall’atto galileiano di umiltà intellettuale: Colui che ha fatto il mondo è più intelligente di tutti noi, scienziati, filosofi, artisti, matematici, nessuno escluso. Per conoscere quale logica abbia scelto il Creatore per creare il mondo e noi stessi c’è una sola possibilità: porGli domande in modo rigoroso. È questo il significato di “esperimento di stampo galileiano”, e da qui nasce la scienza galileiana, che esige rigore e riproducibilità.

Se nel 1965 avessi potuto dimostrare l’esistenza dell’antimateria nucleare solamente con carta e penna e utilizzando il rigore della matematica, non avrei avuto bisogno di fare un esperimento estremamente difficile e per il quale fu necessario inventare un circuito elettronico speciale, che misurasse i tempi di volo delle particelle subnucleari con precisioni fino ad allora mai ottenute: frazioni di miliardesimi di secondo.

Per fare una scoperta scientifica è quindi necessario arrendersi alla superiorità intellettuale del Creatore di tutte le cose visibili e invisibili, e realizzare un esperimento. È stato così per l’antimateria nucleare, come per tante altre scoperte.

Ogni scoperta è stata ottenuta sempre dopo un esperimento che ha richiesto almeno un’invenzione tecnologica, come ad esempio il più potente rivelatore di neutroni, che ha permesso di scoprire una formidabile proprietà dell’Universo subnucleare: l’enorme divario esistente tra le miscele mesoniche vettoriali e quelle pseudoscalari. Non è una proprietà banale delle strutture subnucleari ma il risultato delle leggi che governano l’Universo le cui regolarità e le cui leggi nessun filosofo, logico matematico, pensatore, nessuno, aveva saputo prevedere.

Se fosse sufficiente il rigore logico-matematico per comprendere com’è strutturato l’Universo subnucleare, non avremmo bisogno di costruire strutture complesse e gigantesche come la nuova macchina che entrerà in funzione entro la fine di quest’anno al CERN di Ginevra: una pista magnetica lunga 27 km, con una quantità enorme di rivelatori, cosa finora mai realizzata, per avere una risposta alla domanda: “com’era l’Universo un decimo di miliardesimo di secondo dopo il Big Bang” ?

Lei parla spesso della necessità di umiltà intellettuale nella ricerca scientifica....

Zichichi: Se non fosse per l’atto di umiltà intellettuale del padre della scienza moderna, saremmo rimasti fermi, chissà per quanti secoli ancora, a ciò che pensavano i nostri antenati: basta essere intelligenti per capire com’è fatto il mondo.

Nel corso di diecimila anni, dall’alba della civiltà al sedicesimo secolo, tutte le culture si erano illuse di sapere decifrare il Libro della natura senza mai porre una sola domanda al Suo Autore. Ecco perché a nessuna cultura era toccato il privilegio di scoprire una Legge fondamentale della natura.

Oggi la scienza è arrivata alla soglia del supermondo, per quell’atto di fede e di umiltà intellettuale, maturato nel cuore della cultura cattolica con Galileo Galilei, che Giovanni Paolo II, il 30 marzo 1979, in Vaticano, presenti i rappresentanti dei fisici di tutta Europa, definì figlio legittimo e prediletto della Chiesa cattolica.

Con il suo coraggio intellettuale e spirituale Giovanni Paolo II riportò finalmente a casa i tesori della scienza galileiana che sono autentiche conquiste della cultura cattolica. E Benedetto XVI di questi tesori è oggi il massimo custode nella continuità culturale del Suo apostolato con quello di Giovanni Paolo II.

Questo si collega all’alleanza tra scienza e fede da lei sempre sostenuta ?

Zichichi: Papa Giovanni Paolo II, spalancando le porte della Chiesa cattolica alla scienza galileiana, dette vita a questa grande alleanza tra fede e scienza. Una allenza di cui è prova la frase “scienza e fede sono entrambe doni di Dio” incisa su ferro ed esposta agli scienziati di tutto il mondo al Centro di cultura scientifica “Ettore Majorana” a Erice.

La cultura del nostro tempo è detta moderna, ma in effetti è pre-aristotelica, come è provato da quella lettera cui hanno aderito, prima 67 persone che oggi sono diventate – mi è stato detto – molte migliaia.

Insegna però Enrico Fermi che la scienza è fondata sulla meritocrazia, non sui numeri di chi sottoscrive una presunta verità. Non si possono mettere ai voti le “Forze di Fermi” né l’equazione di Dirac. Né le leggi che continuiamo a scoprire nell’Universo subnucleare. La democrazia va bene per la politica, non per le verità scientifiche. Se vivessimo – come pretende la cultura dominante atea – nell’era della scienza quella lettera sarebbe rimasta con zero firme: non sarebbe mai stata scritta. Le radici di quella lettera sono nella cultura del nostro tempo che – come dicevo prima – è detta moderna mentre in effetti è pre-aristotelica. Infatti né la logica rigorosa né la scienza sono ancora entrate nel cuore di questa cultura che – come ha scritto Papa Benedetto XVI nel discorso preparato per la visita a “La Sapienza” – “costringe la ragione ad essere sorda al grande messaggio che viene dalla fede cristiana e dalla sua sapienza. Così facendo questa cultura agisce in modo da non permettere più alle radici della ragione di raggiungere le sorgenti che ne alimentano la linfa vitale”.

La sintesi più bella del pensiero di Papa Benedetto XVI è incisa nella cupola della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma, dove c’è un’altra famosa frase di Giovanni Paolo II: “La scienza ha radici nell’Immanente ma porta l’uomo verso il Trascendente”. Negare a Benedetto XVI il diritto di portare ai giovani il messaggio della grande alleanza tra fede e scienza è stato un atto di oscurantismo, non di laicità.


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mercoledì, 30 novembre 2005

Il cerchio che quadra


Circa una settimana fa, i lettori di Famiglia Cristiana, nota rivista cattolica accusata spesso di essere una quinta colonna della sinistra modernista più insidiosa e contemporaneamente di essere un covo di retrivi bigotti reazionari, sono rimasti attoniti nell'apprendere, in anteprima assoluta, la notizia del superamento definitivo della geometria euclidea.
O meglio, spero che ne siano rimasti attoniti, ma probabilmente è un pio desiderio: la stragrande maggioranza degli sfogliatori avrà annuito con aria ammirata, e poi sarà tornata nel saldo mondo euclideo di sempre.


Ma attenzione, non si sta parlando di vecchiume retorico come le geometrie curvilinee di Riemann e Lobacevskij, robetta centenaria ormai buona soltanto per impressionare i bambini. Che il mondo euclideo possa felicemente convivere con altri sistemi geometrici, apparentemente inconciliabili con esso, ma in teoria plausibili allo stesso modo, non è certo una novità. Perfino i miei alunni, dopo qualche settimana di disperazione, hanno capito la differenza tra le coordinate su un piano e quelle su una sfera.
No, ci riferiamo proprio a una novità strepitosa: non solo la geometria euclidea non è assoluta, ma è proprio falsa. Proporzionalità, equivalenza, similitudine, tutti concetti retrogradi e triviali, indegni di una scienza proiettata verso i Valori Veri dell'Uomo. E se ce lo dice Antonino Zichichi, dobbiamo proprio credergli.
Dalle pagine del settimanale paolino, infatti, il noto fisico da copertina ha informato i lettori che le misure del raggio e della circonferenza di un cerchio non sarebbero in proporzione diretta tra di loro. Proprio così, virgolettiamo che lo merita:
"...Fu grande la sorpresa dei nostri antenati quando scoprirono che, aumentando il raggio di un cerchio, la lunghezza della circonferenza non sembrava aumentare in modo proporzionale. Il "senso comune" avrebbe suggerito che le due cose fossero legate: se aumento il raggio di 10 volte, la lunghezza del cerchio corrispondente a quel raggio dovrebbe aumentare anch’essa di 10 volte. Invece no. "
Fingiamo di non vedere quella raccapricciante "lunghezza del cerchio" (tutti impariamo all'incirca in quarta elementare che il cerchio ha una superficie e che la circonferenza ha una lunghezza), e soffermiamoci un attimo sulla surreale affermazione in sé. La sua unica spiegazione plausibile è che il nostro luminare, notorio antievoluzionista, abbia avuto in mente come "nostri antenati" quelli del glorioso cartone animato, in cui gli allegri cavernicoli convivono con i dinosauri nella stessa epoca, timbrano il cartellino in ufficio tra i denti di un rettile addomesticato, e intagliano nella pietra ruote quadrate per farle poi diventare tonde a suon di urti, calci e spintoni. Ma la comicità toglie qualcosa alla gravità dell'affermazione? La circonferenza non sarebbe legata al raggio da una relazione di proporzionalità diretta? Raddoppiando il raggio, la circonferenza non raddoppia? Moltiplicando il raggio, che so, per settequartiradicedidue, alla circonferenza non succede lo stesso?
E quest'uomo ha manipolato per trent'anni miliardi di fondi pubblici per la ricerca scientifica, e ha scritto libri sul significato trascendente della conoscenza.
Soltanto dopo svariate decine di righe, e in un linguaggio goffo e stiracchiato, il nostro si decide a spiegare che quell'affermazione vale soltanto per le misure espresse in cifre esatte. Ovvero, se il raggio vale 10 e misuriamo la circonferenza con un metro grezzo che vede solo le unità, troviamo che questa vale 31; se il nostro strumento è un po' più fine e arriviamo ai decimi, misuriamo 31,4; se ci spingiamo fino ai centesimi, arriviamo a leggere 31,41... e così via all'infinito. Anche nell'ipotesi di poter aumentare indefinitamente la sensibilità dello strumento, la serie di decimali non sarà mai interrotta, né mostrerà mai alcuna ripetizione regolare di cifre. Ok, questo è vero. Ma per arrivare a spiegarlo in modo tanto contorto, era proprio obbligatorio usare l'esempio meno adatto possibile?
Eh già, perché il dotto Spennacchiotto di Dio non ha pensato a un dettaglio banale: che se andiamo a misurare una qualunque lunghezza vera, di un qualunque oggetto concreto, quel problema delle cifre che non finiscono mai lo incontriamo sempre, anche quando i numeri irrazionali non c'entrano per niente. Provateci anche voi, non è difficile. I miei alunni di prima istituto tecnico hanno appena fatto un lavorino quasi uguale.
Prendete un piccolo oggetto lungo due o tre centimetri, che so, un chiodo. Provate a misurarlo con la strisciolina di carta che regalano all'IKEA, che serve per prendere le misure dei mobili lì per lì, e che è graduata solo in centimetri. Quanto leggete? Due centimetri, diciamo? Si vede a occhio che in realtà è un pochino di più, ma a capire di quanto, quello strumento non ci aiuta proprio. E allora rassegnamoci e scriviamo diligentemente sul foglio: 2 centimetri. Poi procuriamoci un righello, di quelli da astuccio scolastico o da margine di calendarietto tascabile, che riporta anche i millimetri. Allineiamolo con lo stesso chiodo, e leggiamo. Ecco che il pochino di più prende una forma e un valore definito: poniamo, 2 centimetri più tre millimetri. Bene, scriviamo accanto alla misura precedente: 2,3 . Adesso, proviamo a fare la stessa cosa con un calibro di precisione ma non poi di precisione tanto estrema, diciamo che arrivi ai decimi di millimetro. E magari troveremo che il nostro chiodo è lungo 2,32 centimetri, stavolta. Infine, proviamo con una vite micrometrica centesimale, e ci conquisteremo una cifra in più: per esempio, 2,321 , ovviamente sempre in centimetri.
Ignoro se esistano strumenti maneggevoli, e ragionevolmente semplici da usare, che permettono di andare oltre e di accumulare cifre decimali ancora più estreme. Ma se li utilizzassimo, anche qui troveremmo che la sequenza di numeri non finisce mai: non c'è alcuna ragione perché quel chiodo, a un certo punto, dovrebbe farci la sorpresa di troncare la serie, e regalarci una misura esatta. E questo non ha niente a che fare con il pi greco o i numeri trascendenti, ha a che fare con le misure del mondo reale. In matematica i numeri esatti esistono, nel mondo materiale no. Se si vuole mostrare che un numero decimale ha infinite cifre perché è irrazionale, prendere come esempio una misura fisica, che irrazionale non è ma ha infinite cifre lo stesso, serve a confondere le idee e basta! E l'esimio Zichichi, che non è un matematico ma un fisico, introduce a forza un concetto fisico dove non c'entra, e lo sbaglia pure?
Vabbè, pazienza, si vede che ha fatto il fisico per sbaglio, ma che è un matematico nel cuore. Come altrimenti si spiegherebbe quest'altra stupefacente affermazione?
"...il legame che permette il passaggio dalla lunghezza del raggio di un cerchio alla lunghezza della sua circonferenza corrisponde a un numero che non è esattamente 3,14. Come detto prima, vale circa 3,14."
A me risultava che valesse circa 6,28 , fate un po' voi.
Ma avrà dei nipotini che gli chiedono di aiutarlo nei compiti, questo grande scienziato? Mi auguro di no.
In attesa che intervenga Odifreddi, linko il testo integrale dell'articolo. L'ho anche salvato con tutto il formato html, nell'eventualità remota che lo tirino giù per vergogna e per proteste. Remota, appunto. Il senso amaro di questa grottesca parabola è tutto qui: l'ennesima prova di presunzione e sufficienza, e di quanto questo signore sia incredibilmente sopravvalutato come divulgatore. Io non credo, onestamente, che Zichichi confonda davvero il raggio col diametro o la circonferenza con il cerchio. Sarebbe bastato che ci riflettesse trenta secondi di più, o che perdesse due minuti a rileggere l'articolo scritto, e quelle sciocchezze abnormi sarebbero scomparse. Ma non lo ha fatto, non ne ha visto la necessità, non ha pensato nemmeno per un istante che valesse la pena, abituato com'è alla certezza assoluta che qualunque cosa rechi la sua firma sarà accettata e sbandierata sulla parola, senza la minima discussione. Lui riempie il foglio a caso, e gli altri glielo pubblicano alla cieca. Il tutto, senza il minimo rispetto per il lettore.
 


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