ULTIME ZICHICCHE
Zietto, usque tandem ... ?
Capisco che con i problemi che vi sono, perdere tempo con Zichichi è un vero
spreco del medesimo ma forse qualcuno può capire quanti danni si fanno a stare a
sentire un personaggio che trasuda improntitudine ed ignoranza di ciò che dice.
Quantomeno ha una totale assenza di logica nel suo argomentare. Oggi, domenica
24 maggio, facendo zapping in TV mi sono imbattuto su Rai 2 ( e dove altrimenti
?) con una miriade di sciocchezze che Zichichi sciorinava con superiorità
rispetto ad una presentatrice che sbalordiva anche di fronte alle virgole (ha
detto che i terremoti non si possono prevedere solo perché non vi sono adeguate
reti sismiche non facendo minimamente segno all'aleatorietà del fenomeno. Per
capirci, si potrà anche prevedere un sisma ma su vaste aeree per tempi
relativamente lunghi e quindi tale previsione è inutilizzabile). Poi, come le
disgrazie che non vengono mai sole, mi sono imbattuto su internet di nuovo con
l'uomo che iniziò sotto il segno di Andreotti.
Prendo ora questo suo articolo sul nucleare per mostrare la mole di sciocchezze
che tal personaggio sa seminare in poche righe. E' pubblicato su il Giornale (ma
poteva esserlo anche su Libero o su Avvenire), su un foglio che han in grande
disprezzo la scienza e l'informazione.
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L’Italia svolta sul nucleare Nuove centrali entro 5 anni
Antonino Zichichi
il Giornale, venerdì 23 maggio 2008
La sfida di Berlusconi al mondo scientifico, tecnologico e culturale ci ha
portato lunedì scorso a parlare della schiavitù energetica. Ieri il Governo ha
annunciato che entro questa legislatura le centrali nucleari saranno realtà in
Italia. Molti lettori ne vorrebbero sapere di più. Iniziamo con il bisogno
energetico globale.
L’IEA (International Energy Agency) prevede che nel prossimo decennio il bisogno
d’energia crescerà nel mondo in modo impressionante. Infatti dove c’è energia è
possibile risolvere i problemi legati alle esigenze di vita quotidiana e
scompaiono le morti per inedia. Noi apparteniamo al miliardo di privilegiati che
hanno a loro disposizione la quantità d’energia necessaria per il tenore di vita
cui siamo abituati. Ma ci sono cinque miliardi e mezzo di persone che vorrebbero
vivere come noi.
Oggi centinaia di milioni di persone (le stime vanno da 400 a 800 milioni)
vivono avendo a loro disposizione una quantità d’energia pro-capite identica a
quella che avevano i nostri antenati nell’età della pietra. Oltre un miliardo e
mezzo di persone non sanno cos’è l’energia elettrica.
Le fonti dette alternative - sole e vento - sono fuori mercato: cose per ricchi
e senza dubbio non programmabili per popoli che chiedono energia a basso costo.
Il carbone e le biomasse potrebbero essere una via d’uscita, però producono
effetti nefasti sulla salute. Secondo le stime della Banca Mondiale l’uso del
carbone causa nella sola Cina 300mila vittime l’anno. E quello delle biomasse un
milione e 300mila. Tutti sono invece terrorizzati dalle scorie nucleari. E qui
va detto con chiarezza che si possono distruggere. Il problema è economico, non
tecnico.
L’unica sorgente in grado di soddisfare le richieste d’energia esponenzialmente
crescenti è il fuoco nucleare di pace. Questa formidabile scoperta scientifica è
però entrata nella storia del mondo con le due immani tragedie di Hiroshima e
Nagasaki.
Inizia infatti con queste due tragedie la demonizzazione della fisica nucleare:
una delle più gravi mistificazioni culturali di tutti i tempi. È questa
demonizzazione che ha impedito lo sviluppo delle centrali nucleari e che ha
fatto perdere all’Italia un formidabile primato tecnologico nella costruzione
delle centrali nucleari sicure: eravamo i primi al mondo.
Della demonizzazione del fuoco nucleare di pace ha fatto giustizia l’Imperatore
del Giappone. Nel suo discorso alla cerimonia d’apertura del congresso mondiale
dei fisici nucleari, tenutosi lo scorso anno a Tokyo, l’Imperatore ha detto che
la fisica nucleare non va confusa con le tragedie di Hiroshima e Nagasaki. Anzi,
sono proprio le conquiste della fisica nucleare - ha concluso - che possono
garantire un futuro di pace fondato sulla libertà energetica. Infatti - come
testimoniano i valori record dei prezzi del petrolio - stiamo entrando nella
fase acuta della crisi energetica mondiale. Crisi dalla quale ci può salvare
soltanto il fuoco nucleare di pace.
L’uomo che ha saputo accendere a Chicago - il 2 dicembre 1942 - la prima candela
nucleare di pace è Enrico Fermi, che passerà alla storia come il più grande
galileiano del XX secolo. La nazione che ha dato i natali a colui che ha saputo
accendere questo formidabile nuovo tipo di fuoco è oggi schiava di altre
nazioni, quali ad esempio la Francia, che hanno saputo fare le scelte giuste per
dotarsi di potenti strutture in grado di garantire un forte livello
d’indipendenza energetica.
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Qualche commento a questa montagna di sciocchezze:
1 - Tralasciando il Berlusconi che sfida scienza e tecnologia, qualcosa che di
per sé dovrebbe prevedere un vaffa cosmico, iniziamo dalla sciocchezza che le
centrali nucleari saranno realtà in Italia in questa legislatura che, lo
ricordo, termina (salvo agognati imprevisti) nel 2013. Zichichi inizia a
mostrare qui la totale ignoranza dei tempi di costruzione di una centrale
nucleare. Non sa che ci troviamo in Italia, non lo sa lui che è del trapanese
dove venerdì un viadotto in cemento armato, costruito tre anni fa, si è spezzato
generando un gradino di mezzo metro. Vorrei spiegare al fisico galileiano che se
dopo molte prove una teoria (infiltrazione mafiosa che è congenita con
Italcementi) si ripete, quella è una legge fisica. E perché dico questo ? Perché
le centrali nucleari hanno indispensabili involucri di cemento che, se cedono,
siamo tutti fottuti.
2 - Il bisogno d'energia crescerà nel mondo in modo impressionante, dice
Zichichi citando l'IEA. Da un grande fisico ci si aspettano dati almeno di
ordini di grandezza. Scopriamo che l'impressionante, per Zichichi è una nuova
unità di misura. Comunque il nostro fisico berluscone sembra animato da buone
intenzioni perché sembra preoccuparsi dei 5 miliardi e mezzo di umanità che non
dispone dell'energia necessaria per non morire. Poi continua facendo
affermazioni che ricordano la superiore civiltà occidentale rispetto a quella
indigena (chi ha detto che un indigeno delle foreste amazzoniche o un pigmeo
dell'Africa centrale debba volere l'elettricità o debba desiderare più energia
?).
3 - Il luminare sfiora il ridicolo quando dice che le energie alternative sono
per i ricchi. E dice questo quando sta facendosi promotore del nucleare. Il
personaggio dice che costa meno scaldare un litro d'acqua con dell'elettricità
che con un pannello solare piano, con un uso cioè diretto dell'energia senza
trasformazione. Ma Zichichi conosce qualcosa relativa alle energie rinnovabili ?
Quando si avventura a parlarne cita il carbone facendo intendere che sta
nell'ambito delle energie rinnovabili. Non è così, Zichichi. E se lo sai
esprimiti meglio prossimamente, anche se il foglio su cui scrivi è il Giornale
di Berlusconi. Ma poi gli effetti di carbone e biomasse sarebbero nefasti ? Sul
carbone nulla da dire, ma sulla produzione di metano mediante biomasse non vedo
cosa ci sarebbe di nefasto. Ma forse il fisico apprezzato dalla rete leghista e
fascista (e quale altra, altrimenti ?) voleva dire che le biomasse portano ai
termovalorizzatori ... Non oso pensare che un dato di fatto nefasto divenga la
prospettiva di uso efficiente dell'energia. Ma leggendo i dati che fornisce sui
morti da biomasse, davvero debbo credere che questo è uno scienziato da bar
dello sport. Zio Chicco sa o no cosa vuol dire la dipendenza dall'acquisto
continuo di combustibili ? Lo sa che il sole ed il vento, costruito l'impianto
sono gratuiti sempre ? No, non sa questo e moltissimo altro tanto che conviene
chiedersi cosa sa lo Zio.
4 - Le scorie nucleari si possono distruggere, basta disporre di denaro perché
la tecnica esiste. Affermazione folle perché Zichichi è un stimatore del sistema
liberista coniugato con Gesù. Ed un liberista che dice cose così è un eretico
(ed anche un liberista rispetto a Gesù è eretico). Allora che facciamo,
risolviamo il problema delle scorie per fare il nucleare ? Se operassimo alla
Zichichi per pagare ciascuna bolletta elettrica servirebbe un mutuo. Avremmo
dodici mutui l'anno e la cosa risulta ragionevole al galileiano. E come mette
insieme il luminare il nucleare con quei 5 milioni e mezzo di persone che, sulla
Terra, se la passano male ? Anche per loro le scorie costano ? E se così è come
pagano con lo jus primae noctis ?
5 - Le peggiori mie previsioni si realizzano nella frase seguente. Dice colui
che ha rotto le balle che la soluzione di tutto è il nucleare ma c'è un problema
le bombe nucleari (non si dice atomiche, sentenzia altrove Zichichi). Se non ci
fosse stato quel grande crimine che ha creato panico tutti avremmo tante
centrali. Zio Chiccho non sa che molti Paesi se ne sono strafottuti di quelle
bombe. Anzi, i principali artefici del crimine, gli USA, anno costruito centrali
in quantità (400) ma poi hanno smesso 30 anni fa perché le centrali costano
troppo, nessuna compagnia le assicura, non esiste la soluzione del problema
delle scorie (ehi, zio, non è che hai detto qualche cazzata nel tuo argomentare
?).
6 - Secondo il ripudiato Zio la demonizzazione del nucleare da bombe ha impedito
lo sviluppo delle centrali nucleari (vorrei sapere chi mai ha tirato in ballo
questo argomento ? Forse Israele e gli USA con al seguito tutti i benpensanti
del mondo in riferimento all'Iran ? Ma qui non c'entrerebbe nulla il nucleare i
pace, oppure Zio vuole il nucleare in Italia per fare bombe ? Sarebbe in linea
con i gurrafondai amichetti suoi. Su questo Zio è ferrato perché l'amichetto suo
Teller è stato uno dei peggiori bombaroli mondiali). Ciò che è peggio e assegna
a Zichichi il premio IGNobel per l'ignoranza della storia è la sua affermazione
che ciò ha fatto perdere all’Italia un formidabile primato tecnologico nella
costruzione delle centrali nucleari sicure: eravamo i primi al mondo. Mai, mai,
mai siamo stati i primi al mondo. Ad un certo punto siamo stati terzi per aver
comprato centrali da USA e Gran Bretagna. Poi, visto che gli amichetti americani
di Zio si sono adombrati per la concorrenza, hanno fatto fuori Ippolito e lì è
finito il nucleare italiano, non altrove (ricordalo Zio, non farci più fare
queste figuracce !).
7 - L'imperatore del Giappone anche dice che il nucleare di pace è la salvezza
del mondo. Mi dici un cappero ! Come fa il fantoccio a non dire ciò che piace ai
produttori di nucleare del suo Paese ? E' come se Berlusconi dicesse: la TV
avvelena gli animi, spegnetela !
8 - La nazione che ha dato i natali al nucleare sarebbe oggi schiava di altre
nazioni. Pura retorica fascista. Ma anche le altre nazioni, come la citata
Francia, hanno contribuito. E la Francia ha tutte le centrali che ha per quella
cosa della Force de Frappe di De Gaulle, ricordi zietto ? Lo sai piccolino che
la Francia compra energia elettrica da noi ? e mentre noi compriamo quella che
la Francia dovrebbe buttare a basso prezzo, la Francia compra da noi quella di
picco ad alto prezzo ? Sorpreso fisichetto da fico d'India ed acquisito dalla
mortadella ?
9 - Da ultima la questione cara a Zichichi e che l'educazione di molti
piaggiatori che lo circondano (vero Bassani ?) non fa loro dire che è una
cazzata monumentale. Fermi sarebbe un fisico galileiano. Secondo l'argomentare
di Zichichi Fermi sarebbe il continuatore di quella scuola di Galileo massacrata
dalla sua Chiesa. Quando fa questo discorso, che ho avuto la sventura del fegato
di udire in diretta, lo Zio salta sempre 300 anni quelli tra i due fisici. E li
salta perché in mezzo ci sono inquisizione, braceri, fumo e morte (oltre alla
fisica sacra che fino al 1870 si insegnava alla Sapienza di Roma). Sul fatto in
sé c'è da dire che nella parte teorica elaborata in sommo grado d Fermi, non c'è
traccia del Galileo che ama i sassi invece delle stelle (frase stupida detta
stamane a Rai 2). La cosa del galileiano è inventata da Zichichi per negare
l'evoluzione che non sarebbe una scienza che si fonda su sensate esperienze e
dimostrazioni. Intanto lì siamo in altro ambito ma anche volendo fare
l'operazione ignobile di generalizzazione, che diciamo dell'astrofisica ?
10 - Insomma o Zichichi viene letto per spanciarsi dalle risa o è una vera
tortura.
11 - Tanto per fare peccato aggiungo l'11. Che fine hanno fatto quei 5 miliardi
e mezzo di persone, alla fine dell'articolo dell'IGNobel ?
SCIENZA E SCIOCCHEZZE
il Giornale
Scrive ancora il professor Zichiche sul Giornale di Berlusconi. Mette insieme
tante di quelle sciocchezze da far paura.
Leggiamo.
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venerdì 17 ottobre 2008, 07:00
Non c’è ricerca senza umiltà
di Antonino Zichichi
Il valore della ricerca scientifica al servizio del progresso dell'umanità è
stato esaltato dal Santo padre nel discorso in occasione dei dieci anni
dell’Enciclica Fides et Ratio di Giovanni Paolo II. Benedetto XVI ha richiamato
l’attenzione di noi scienziati su un punto di estrema importanza per la nostra
attività; e cioè che la Scienza non deve avere l'arroganza di sostituirsi al
Creatore. «Il facile guadagno o, peggio ancora, l’arroganza di sostituirsi al
Creatore», ha detto il Pontefice, «svolgono a volte, un ruolo determinante nel
deviare le ricerche scientifiche verso scopi pericolosi per l’umanità».
«Ciò - aggiunge il Papa - non significa affatto limitare la ricerca scientifica
o impedire alla tecnica di produrre strumenti di sviluppo; consiste, piuttosto,
nel mantenere vigile il senso di responsabilità che la ragione e la fede
possiedono nei confronti della scienza, perché permanga nel solco del suo
servizio all'uomo». Sono parole di grande attualità. In questi ultimi tempi
troppe persone si sono messe a parlare di Scienza senza avere al loro attivo
scoperte e invenzioni tecnologiche. Persone che non hanno mai scoperto né
inventato alcunché, diceva Enrico Fermi, non hanno alcun titolo per parlare in
nome della Scienza.
Un vero scienziato non può dimenticare che questa grande conquista della Ragione
- cui diamo il nome di Scienza - è nata da un atto di umiltà intellettuale; dal
rendersi conto cioè che non basta essere intelligenti per capire la Logica di
Colui che ha fatto il mondo. Motivo: il Creatore di tutte le cose visibili e
invisibili è più intelligente di tutti. Ecco perché un vero scienziato non può
illudersi di potere sostituirsi al Creatore. Per venire a capo della Logica che
Lui ha usato per creare il mondo, c’è una sola strada: porGli domande. In modo
rigoroso, una alla volta. E lavorare affinché le risposte ottenute siano
riproducibili. Rigore e riproducibilità sono le due colonne della Scienza nata
con Galileo Galilei nel cuore della Cultura Cattolica, per atto di umiltà
intellettuale. Umiltà che non è un dettaglio banale, ma l'unico modo per capire
come mai, nel corso dei diecimila anni dall’alba della civiltà a Galileo Galilei,
a nessuna cultura era mai toccato il privilegio di scoprire una Legge
Fondamentale della Natura. Il motivo - lo ripetiamo - è stato sempre quello
dell’arroganza intellettuale: illudersi di potere decifrare il Libro della
Natura senza mai porre una domanda al Suo Autore. Se bastasse il rigore
logico-matematico per capire com’era l’Universo un decimo di miliardesimo di
secondo dopo il Big Bang, non avremmo bisogno di costruire strutture gigantesche
com’è la nuova macchina (Lhc, Large Hadron Collider) che entrerà in funzione tra
pochi mesi al Cern di Ginevra: una pista magnetica lunga 27 km con enormi
quantità di rivelatori mai prima da nessuno realizzati per riuscire ad avere una
risposta alla domanda: com’era l'Universo un istante dopo il Big Bang? Oggi lo
sa solo Lui. In futuro lo sapremo anche noi, grazie agli esperimenti di stampo
galileiano che faremo al Cern. Nel discorso del Santo Padre c’è un richiamo alla
distinzione tra Scienza e Tecnica.
Infatti è lo studio delle applicazioni delle scoperte che possono essere pro e
contro i valori nei quali crediamo. Affinché le applicazioni delle scoperte
restino «nel solco del suo servizio all’uomo» è necessario il senso di
responsabilità presente nella Ragione e nella Fede. E infatti, insegna Giovanni
Paolo II: «L’uso della Scienza non è più Scienza; ecco perché la Tecnica può
essere pro e contro i valori della vita e della dignità umana». Vorrei chiudere
ricordando che se non fossimo dotati di Ragione e di umiltà intellettuale non
sarebbe stato possibile scoprire la Scienza, che è la più grande conquista della
Ragione nella sfera immanentistica della nostra esistenza. La Fede è invece la
più grande conquista della Ragione nel Trascendente. Insegna Giovanni Paolo II:
«Scienza e fede sono entrambe doni di Dio. La Scienza ha radici nell’Immanente
ma porta l’uomo verso il Trascendente». Essendo noi l’unica forma di materia
vivente dotata di Ragione, fa bene Benedetto XVI a richiamare l’attenzione della
Scienza su questo privilegio che ci distingue da tutte le altre forme di materia
vivente.
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Due paroline di commento:
Altra caterva di sciocchezze di Zio Chicco. Sciocchezze metafisiche che
nell'immaginario dell'IGNobel gli servono per farsi posto in paradiso perché, se
per sbaglio va all'inferno, prende calci in culo in eterno.
Intanto il riferimento all'enciclica Fides et Ratio di Gianpaolo, la più becera
negazione della scienza ed esaltazione della filosofia, nientemeno che di quella
del 1200, del povero San Tommaso ormai in auge solo nelle segrete stanze del
Vaticano, dove pascolano i bambini.
Lo Zio dice di essere d'accordo che la scienza non deve avere l'arroganza di
sostituirsi al creatore. Ma il creatore ha posto norme e regole ? Zio diccelle
per favore perché io, da ignorante qual sono, ho solo letto tutta la Bibbia e
non ho trovato queste regole. Ho letto le peggiori porcherie di sesso, di
violenza, di pulizie etniche, di vendette, di furti, di bugie, di incesti, di
ultraporno, ... ma di regole sulla scienza niente. Se tali regole sono
successive vorrei almeno una dichiarazione di Dio che chi le ha fatte sono
trasmesse dal cielo in diretta. Zio, tu che sei galileiano, dicci quali prove
hai nel sostenere la metafisica che sostieni (meta, appunto, perché di fisica
ZERO).
Lo zio condivide ciò che dice Ratzinger secondo il quale la scienza deve essere
al servizio dell'uomo (cosa vuol dire detto da un prete ?). E Zio chiosa dicendo
che " In questi ultimi tempi troppe persone si sono messe a parlare di Scienza
senza avere al loro attivo scoperte e invenzioni tecnologiche". Questa frase è
dal manuale del cretino: il Papa dice cazzate e Zio dice che ha ragione perché
molti dicono cazzate e solo pochi sono autorizzati. Ma Zio, che autorità ha il
papa a parlare di scienza ? cosa sa ? un teologo studia il nulla e basta e la
scienza è qualcosa di più, visto che indegnamente ti ha dato da mangiare e
scrivere sciocchezze da una vita. Ma poi possono parlare solo quelli che hanno
scoperte scientifiche al loro attivo ? Io sto zitto ma, Zio, anche tu devi
tacere e questo mi soddisferebbe. Riguardo al chi deve parlare ve ne sono molti
in giro, per fortuna gente importante che ha dato e dà lustro al nostro Paese.
Poi c'è chi lo insozza e toglie ciò che gli altri danno. C'è chi squalifica la
nostra scienza addirittura facendo da suggeritore alla Carlucci, la nota fisica
nucleare che tutto il mondo c'invidia.
Ma tutto questo è logico per chi ha come unico riferimento non questo mondo
infestato da Noemi e pedofili razzolanti con le Noemi (persone amate dal fisico
dei fichi d'India) ma solo Dio padre (suo!). Tanto è vero che subito dopo lo Zio
ci informa: "Per venire a capo della Logica che Lui ha usato per creare il
mondo, c’è una sola strada: porGli domande". Sono decine d'anni che pongo
domande e quello non risponde. E' muto ma non solo con me, ma con miliardi di
persone. Dio ha invece parlato con l'IGNobel e gli ha suggerito tutte le cazzate
che ci continua a ripetere. E' noto infatti che Dio è un filonucleare amico del
criminale Teller. Per questo sono ateo, proprio per evitare certe compagnie ed
evitare che Dio suggerisca qualcosa pure a me.
Dice il nostro che nella scienza serve rigore e riproducibilità. Sul rigore c'è
poco da dire a parte il fatto che il rigore esclude Dio. Sulla riproducibilità
sono stufo di tentare di dire che metà della scienza oggi vive lungi dalla
riproducibilità. Altrimenti Zio ci spieghi l'astrofisica e come è possibile far
esplodere una stella per vedere cosa fanno i neutrini.
L'altra vicenda di una scienza nata nel cuore della cultura cattolica con
Galileo chiede vendetta e quella umiltà che chi si vanta di grandi successi,
tanto da meritare l'IGNobel, dovrebbe spiegare al rompiballe del trapanese che
di leggi di natura se ne sono trovate tante prima di Galileo. Basta riferirsi
alle stagioni, all'agricoltura, alla lavorazione dei metalli. Galileo dà il via
non ai sassi ma alle stelle, all'astrazione scientifica. Ma conosce Galileo la
scienza alessandrina ? Quella che fu distrutta dalle fondamenta dalla sua Chiesa
che ha sempre e solo distrutto senza nulla creare ? E la scienza araba ? E
quella cinese ? ... Non sa un tubo e ciancia. E poi Galileo non era umile ma
estremamente presuntuoso convinto come era della correttezza del suo pensiero
tanto che, nonostante le bestialità della Chiesa e la sua condanna, nottetempo
fece uscire da Arcetri i suoi appunti per pubblicare superando appunto i divieti
la più copernicana delle sue opere (ma questo lo Zio non lo capisce capirà MAI).
Gli posi una volta tale questione in un salone del Campidoglio di fronte ad un
centinaio di testimoni: NON RISPOSE e non ho speranza che ad una serie di
cazzate di voglia dare un senso logico solo riferendosi ad un Dio che loro (non
io) prendono per scemo. Comportamento analogo è quello del Presidente del
Consiglio che scappa dalle domande che vorrebbero mettere ordine a supposte sue
bugie (ma anche continue).
Insomma l'uomo come caspita fa a decifrare il libro della natur senza chiedere
nulla a Dio ? Fa, fa, come ha sempre fatto e Dio non c'entra un tubo nella lotta
quotidiana per sopravvivere. E' un effetto placebo per deboli di mente e quindi
per Zio è addirittura una droga.
Non basta certo la Logica per capire il mondo. E' quello che fa la teologia o
scienza del nulla. Cos'è il mondo di Tommaso se non un giustificare se stesso
attraverso ragionamenti che nulla hanno a che vedere con la natura ? Ma quegli
esperimenti a Ginevra nascono dalla fatica di molti scienziati, alcuni
certamente credenti, ma altri no. E questa parte di quelli che non credono Zio
la assume al Dio cristiano e galileiano. Presunzione infinita lontanissima
dall'umiltà annunciata.
Le ultime righe dello sproloquio pretenderebbero di accordare Scienza e Fede con
parole mai capite e ricavate dalla filosofia da Kant in poi. Il Trascendente e
l'Immanente. Ma quante cose sa questo Zio ! Lecca pure il Papa perché non ha
altre uscite avendo distrutto la sua credibilità in una inutile vita di
ciarlatano della scienza. Ma sempre attaccato come una cozza al potere. E
pensare che quando era studente in Sicilia volle comunicare al comunista Cini,
suo professore, che era comunista anche lui. Cini capì con chi aveva a che fare
e lasciò che comunicasse la sua fede a qualche professore democristiano. E tale
è rimasto.
Presento ora alcuni articoli pubblicati su il
Giornale dal genio incompreso della fisica, il baciapile Zichicche. Immagino che
sia pagato per i suoi aurei contributi. Ebbene, leggete questi articoli che
trattano del perché l'IGNobel è a favore del nucleare. Scoprirete che le sue
argomentazioni, come minimo ridicole, si ripetono sempre in modo tanto sciocco
quanto ossessivo.
Naturalmente in redazione neppure controllano e così i lettori del Giornale che
capiscono di fisica come io di ricamo, da quanto dice Zio Chicco non capiranno
mai un tubo.
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giovedì 05 giugno 2008, 07:00
Ma evitiamo le speculazioni
di Antonino Zichichi
L’attenzione del grande pubblico va diretta sull’aspetto più rilevante di questo
incidente in Slovenia: non è successo nulla. La centrale di Krsko non è di
ultima generazione e, anche se l’incidente ha messo per un attimo l’Europa in
apprensione, questo non vuol dire che dobbiamo rinunciare a liberarci dalla
schiavitù energetica nella quale siamo piombati a causa della sciagurata
rinuncia al nucleare nel 1987.
L’incidente deve essere messo a confronto con il pericolo di black-out che
corriamo. Il prezzo del petrolio, che viaggia verso livelli da nessuno
immaginati, ci dice che siamo in piena crisi energetica mondiale. Se scoppiasse
una crisi politica nel mondo, i Paesi dai quali dipendiamo per l’acquisto di
petrolio, gas ed energia (nucleare) chiuderebbero i rubinetti per garantire ai
loro cittadini la libertà energetica indispensabile per il livello di vita cui
sono abituati. Nel giro di poche settimane crollerebbero le nostre attività
produttive senza alcuna possibilità di negoziato in quanto privi di una potente
sorgente energetica in grado di far fronte ai bisogni indispensabili per il
livello di vita cui siamo arrivati.
Coloro che speculeranno sull’incidente debbono riflettere sulle notizie venute
fuori dalla Fao in questi giorni. Centinaia di milioni di persone vogliono più
cibo e più energia. Noi apparteniamo al miliardo di privilegiati in quanto
abbiamo la quantità di energia necessaria per vivere bene. Ci sono 5 miliardi e
mezzo di persone che aspirerebbero a vivere come il miliardo del G8. L’ingresso
della Cina e dell’India nel mercato mondiale ha portato alle stelle il prezzo
del petrolio e del cibo. L’energia nucleare è l’unica sorgente d’energia la cui
potenza può venire incontro alla richiesta esponenzialmente crescente che viene
dalle Nazioni dette in via di sviluppo. Se non avessimo sprecato i vent’anni
trascorsi nel letargo antinucleare noi saremmo oggi con una fiorente industria
nucleare e non in stato di schiavitù energetica.
L’incidente in Slovenia deve darci una spinta per uscire con coraggio dallo
stato di pericolo «black-out» in cui viviamo dopo vent’anni di rinuncia al
nucleare. L’incidente «nucleare» di Krsko va messo a confronto con le notizie di
cui nessuno parla mai. Eppure si tratta di vittime causate ogni anno dalla
produzione di energia non d’origine nucleare ma usando il carbone e le bio-masse.
Lo ricordiamo ancora una volta: 300mila nella sola Cina per il carbone e oltre
un milione nel mondo per le bio-masse.
Antonino Zichichi
Presidente World Federation of Scientists
sabato 31 maggio 2008, 07:00
L’INTERVENTO
di Antonino Zichichi
Il governo Berlusconi ha prima lanciato una sfida al mondo della scienza, della
tecnica e della cultura scientifica e dopo pochi giorni ha aperto al nostro
Paese la via d'uscita per superare lo stato di schiavitù energetica in cui siamo
piombati dopo 20 anni di rinuncia al nucleare. La prima sfida porta al progetto
per la realizzazione di un Laboratorio dedicato allo studio delle emergenze
planetarie, che non sono soltanto le due arcinote «effetto serra» e «buco
dell'ozono» ma ben 63. La comunità scientifica della Wfs (World Federation of
Scientists) le ha raggruppate in 15 classi e dovrebbero essere al centro
dell’attenzione politica mondiale. Infatti di emergenze planetarie parlano tutti
i capi di Stato, ma nessuna nazione fa qualcosa per affrontarle con rigore
scientifico e tecnologico, il che vuol dire con studi e ricerche interdisciplari.
La realizzazione di un Laboratorio per lo studio delle emergenze planetarie
darebbe all’Italia un primato scientifico-tecnologico unico al mondo. È questa
la prima risposta alla sfida del governo sulla «frustata» alla scienza e alla
tecnica.
La decisione del governo di liberare l’Italia dalla schiavitù energetica,
aprendo la via a una potente rete di centrali nucleari, affronta in effetti una
delle più gravi emergenze planetarie: quella della crisi energetica mondiale.
Con l'ingresso dei Paesi in via di sviluppo nell'economia mondiale, i bisogni
energetici diventeranno esponenzialmente crescenti. Se questi Paesi dovessero
usare i combustibili convenzionali (carbone, petrolio, gas) per soddisfare le
loro necessità d'energia, l'atmosfera diventerebbe una camera a gas. Questa
crisi non si può risolvere con le tecniche d'origine eolica e solare per il
semplice motivo che sono fuori mercato. Al primo cenno di crisi politica grave i
Paesi da cui compriamo petrolio, gas ed energia (nucleare) correrebbero ai
ripari chiudendo i rubinetti per garantire libertà energetica ai loro cittadini.
Saremmo subito colpiti da un grave blackout; tutte le nostre attività produttive
crollerebbero con conseguenze disastrose per la nostra economia. Precipiteremmo
nel gruppo dei Paesi poveri, senza possibilità di negoziato in quanto il nostro
status internazionale è quello di nazione priva della forma più fondamentale di
libertà: la libertà energetica.
Per portare l'Italia al livello delle nazioni effettivamente libere dalla crisi
energetica mondiale la sola via da seguire è quella scelta dal governo
Berlusconi: costruire una potente rete di centrali nucleari.
Tutti hanno paura delle scorie ma nessuno dice che si possono distruggere e
tutti tacciono sulle conseguenze nefaste che producono l'uso del carbone e delle
bio-masse per produrre energia. Lo ricordiamo ancora una volta: 300mila morti
l'anno nella sola Cina per l'uso del carbone; oltre un milione l'anno nel mondo
per l'uso delle bio-masse. Dati della Banca Mondiale.
*Presidente World Federation of Scientists
venerdì 23 maggio 2008, 07:00
L’Italia svolta sul nucleare Nuove centrali entro 5 anni
di Antonino Zichichi
La sfida di Berlusconi al mondo scientifico, tecnologico e culturale ci ha
portato lunedì scorso a parlare della schiavitù energetica. Ieri il Governo ha
annunciato che entro questa legislatura le centrali nucleari saranno realtà in
Italia. Molti lettori ne vorrebbero sapere di più. Iniziamo con il bisogno
energetico globale.
L’IEA (International Energy Agency) prevede che nel prossimo decennio il bisogno
d’energia crescerà nel mondo in modo impressionante. Infatti dove c’è energia è
possibile risolvere i problemi legati alle esigenze di vita quotidiana e
scompaiono le morti per inedia. Noi apparteniamo al miliardo di privilegiati che
hanno a loro disposizione la quantità d’energia necessaria per il tenore di vita
cui siamo abituati. Ma ci sono cinque miliardi e mezzo di persone che vorrebbero
vivere come noi.
Oggi centinaia di milioni di persone (le stime vanno da 400 a 800 milioni)
vivono avendo a loro disposizione una quantità d’energia pro-capite identica a
quella che avevano i nostri antenati nell’età della pietra. Oltre un miliardo e
mezzo di persone non sanno cos’è l’energia elettrica.
Le fonti dette alternative - sole e vento - sono fuori mercato: cose per ricchi
e senza dubbio non programmabili per popoli che chiedono energia a basso costo.
Il carbone e le biomasse potrebbero essere una via d’uscita, però producono
effetti nefasti sulla salute. Secondo le stime della Banca Mondiale l’uso del
carbone causa nella sola Cina 300mila vittime l’anno. E quello delle biomasse un
milione e 300mila. Tutti sono invece terrorizzati dalle scorie nucleari. E qui
va detto con chiarezza che si possono distruggere. Il problema è economico, non
tecnico.
L’unica sorgente in grado di soddisfare le richieste d’energia esponenzialmente
crescenti è il fuoco nucleare di pace. Questa formidabile scoperta scientifica è
però entrata nella storia del mondo con le due immani tragedie di Hiroshima e
Nagasaki.
Inizia infatti con queste due tragedie la demonizzazione della fisica nucleare:
una delle più gravi mistificazioni culturali di tutti i tempi. È questa
demonizzazione che ha impedito lo sviluppo delle centrali nucleari e che ha
fatto perdere all’Italia un formidabile primato tecnologico nella costruzione
delle centrali nucleari sicure: eravamo i primi al mondo.
Della demonizzazione del fuoco nucleare di pace ha fatto giustizia l’Imperatore
del Giappone. Nel suo discorso alla cerimonia d’apertura del congresso mondiale
dei fisici nucleari, tenutosi lo scorso anno a Tokyo, l’Imperatore ha detto che
la fisica nucleare non va confusa con le tragedie di Hiroshima e Nagasaki. Anzi,
sono proprio le conquiste della fisica nucleare - ha concluso - che possono
garantire un futuro di pace fondato sulla libertà energetica. Infatti - come
testimoniano i valori record dei prezzi del petrolio - stiamo entrando nella
fase acuta della crisi energetica mondiale. Crisi dalla quale ci può salvare
soltanto il fuoco nucleare di pace.
L’uomo che ha saputo accendere a Chicago - il 2 dicembre 1942 - la prima candela
nucleare di pace è Enrico Fermi, che passerà alla storia come il più grande
galileiano del XX secolo. La nazione che ha dato i natali a colui che ha saputo
accendere questo formidabile nuovo tipo di fuoco è oggi schiava di altre
nazioni, quali ad esempio la Francia, che hanno saputo fare le scelte giuste per
dotarsi di potenti strutture in grado di garantire un forte livello
d’indipendenza energetica.
martedì 07 agosto 2007, 07:00
Il fuoco di pace che nasce dal nucleare
di Antonino Zichichi
Hiroshima e Nagasaki segnano una svolta culturale di importanza storica. A oltre
mezzo secolo dalle due tragedie con le quali la Fisica nucleare è entrata nella
storia del mondo, arriva proprio dal Giappone il messaggio di netta distinzione
tra fuoco nucleare di guerra e fuoco nucleare di pace. Quest'anno ricorre il
centesimo anniversario della nascita del più grande fisico giapponese del XX
secolo, Hideki Yukawa. Il destino della storia ha voluto che dovesse spettare
proprio a un giapponese il privilegio di avere l'idea giusta per scoprire
l'esistenza di una nuova Forza fondamentale della natura: la forza nucleare.
Correva l'anno 1935. Dieci anni dopo, le prime due bombe nucleari (erroneamente
chiamate atomiche) della storia distruggono due grandi città giapponesi. Inizia
con queste due tragedie la demonizzazione della fisica nucleare: una delle più
gravi mistificazioni culturali di tutti i tempi. È questa demonizzazione che ha
impedito lo sviluppo delle centrali nucleari e ha fatto perdere all'Italia un
formidabile primato tecnologico nella costruzione delle centrali nucleari
sicure.
Nel suo discorso alla cerimonia d'apertura del congresso mondiale dei fisici
tenutosi in Giappone per onorare il centesimo anniversario di Yukawa,
l'imperatore del Giappone ha detto che la Fisica nucleare non va confusa con le
tragedie di Hiroshima e Nagasaki. Anzi, sono proprio le conquiste della Fisica
nucleare - ha concluso - che possono garantire un futuro di pace senza più armi
di distruzione di massa. Infatti, anche se se ne parla poco, stiamo entrando
nella fase acuta della crisi energetica mondiale. Crisi dalla quale ci può
salvare soltanto il fuoco nucleare di pace.
Oggi centinaia di milioni di persone vivono come se la scienza non fosse mai
stata scoperta: la quantità d'energia pro capite di cui possono disporre è la
stessa di quella che avevano i nostri antenati nell'Età della pietra. L'unica
fonte d'energia in grado di soddisfare le richieste esponenzialmente crescenti è
il fuoco nucleare di pace. Esso permette di risparmiare un milione di volte
nella quantità di materia da distruggere per produrre la stessa quantità
d'energia. Invece di un milione di chili ne basta appena uno: la quantità di
energia prodotta è identica. Questa formidabile scoperta scientifica è però
entrata nella storia del mondo con le due immani tragedie di Hiroshima (6 agosto
1945) e Nagasaki (9 agosto 1945).
Cent'anni dopo la nascita di Yukawa, padre della fisica nucleare teorica, viene
dal Giappone e proprio da Hiroshima e Nagasaki l'appello a non demonizzare il
fuoco nucleare di pace. Se per produrre energia continuassimo a usare il fuoco
convenzionale (bruciando petrolio, carbone, legna, gas) che è un milione di
volte meno potente nel trasformare massa in energia, la nostra atmosfera
diventerebbe una camera a gas. È la grande scoperta di Yukawa che permette ai 6
miliardi e mezzo di abitanti della Terra (noi apparteniamo al miliardo di
privilegiati) di potere trovare la potente sorgente d'energia in grado di
garantire a tutti un giusto livello di vita. Dove c'è energia è possibile
risolvere i problemi legati alle nostre esigenze di vita quotidiana e scompaiono
le morti per inedia e fame.
Nella mia lezione di apertura del Centenario ho detto che Yukawa va ricordato
per avere aperto alla scienza orizzonti nuovi che nessuno aveva saputo
immaginare. Ed è grazie a Yukawa che tutti gli abitanti della Terra, non solo il
miliardo di privilegiati, potranno avere l'energia di cui hanno bisogno. Ed è
sempre grazie a Yukawa che, dopo appena tre quarti di secolo, siamo arrivati
alle soglie del Supermondo: l'estrema frontiera della scienza. Hiroshima e
Nagasaki sono conseguenze della violenza politica. Non della scienza.
TRUFFA MILIARDARIA CHIESTO PER ZICHICHI IL RINVIO A GIUDIZIO
Repubblica — 09 luglio 1995 pagina 6
ROMA - Segno dei tempi. Andreotti lo sponsorizza da una
vita e lui, un po' appannate le reciproche fortune, lo
ricambia puntiglioso: "Ma se tra noi c' è stato solo un
rapporto istituzionale, sempre formale... Favori? Per
caritàé". Guarda le coincidenze: il patron politico
passa guai giudiziari? Pure l' eccellente scienziato
prediletto. Stesso destino. Il vulcanico Antonino
Zichichi, "grand commis" della fisica subnucleare, ex
ciellino, rivale di Rubbia in perenne rincorsa del Nobel
e, tramite i summit di Erice, in missione
mondial-pacifista "per conto di Dio", finisce impelagato
in una brutta storia di truffe. Ai danni dello Stato.
Dal pm romano Antonino Vinci arriva una richiesta di
rinvio a giudizio per lo scienziato e altri 28. Procura
e Guardia di Finanza si sono convinti che da una società
del gruppo Eni, la Italsolar, venivano drenati soldi
pubblici per alcune opere - tipo ospedali da campo in
Brasile e un centro di ostetricia in Tanzania - pagate
il doppio o il triplo del loro valore.
Ad avvantaggiarsene c' era anche Zichichi, titolare dei
progetti con il suo World Lab, sorta di Onu del
"volontariato scientifico" di cui è presidente? Anche
lui incassava "ricompense" per i lavori subappaltati a
ditte private? Presidente della Italsolar, nata per dare
impulso all' utilizzo dell' energia solare nelle
imprese, è Renato Scrimaglio, ex direttore del centro di
ricerca di Frascati, collega di Zichichi. Scrimaglio
avrebbe pagato un miliardo e 715 milioni per 14
prefabbricati di un ospedale da campo in Brasile, mai
entrato in funzione. Solo sette sarebbero stati spediti,
gli altri parcheggiati nel magazzino rottami della
società Combustibili nucleari che ha inglobato la
Italsolar. Il costo effettivo dell' opera, realizzata
nel ' 91 dalla "Fratelli Dieci Spa" in subappalto,
comunque, non avrebbe superato i 567 milioni. Storia su
per giù analoga per il centro di ostetricia in Tanzania.
Altra contestazione al professor Zichichi: una
sovrafatturazione per articoli promozionali su alcuni
giornali locali come l' Eco di Bergamo.
Centocinquantasei milioni pagati sempre dall' Italsolar,
mentre il costo reale era di 30 milioni. Un altro
raggiro sarebbe stato messo a segno dallo scienziato
attraverso "presunte attività promozionali e
giornalistiche in favore della Italsolar da parte della
Yes broker". Il prezzo pagato dalla società dell' Eni,
sostengono i Pm, sarebbe stato di 135 milioni per
operazioni fittizie mai portate a termine. Poi ci
sarebbero altre tre parcelle di circa 50 milioni l' una,
per articoli giornalistici. Al telefono dal centro
Majorana di Erice, sua creazione per stimolare la
distensione Est-Ovest benedetta anche da papa Wojtyla,
Zichichi ieri cadeva dalle classiche nuvole e minacciava
querele: "Ma io non c' entro niente con questa maledetta
Italsolar. Tra l' altro non sapevo che fosse una società
pubblica. Io, in ogni caso, non ho né società, né
azioni. Scrimaglio? Sono anni che non lo sento. Io sono
il presidente del World Lab, una struttura che lotta
contro la burocrazia nel nome della scienza e dell'
efficienza". E quegli articoli lautamente retribuiti?
"Hanno detto che me li hanno pagati 45 milioni l' uno.
Sciocchezze. Ne ho fatti oltre duecento. Su di me se ne
son sempre sparate tante... Che ricevevo tre stipendi,
per esempio: falso. Che mi sono autoassegnato il premio
Erice da un miliardo: ridicolo. Ma adesso devo pensare
al summit di agosto, a Erice, sulle guerre nucleari. In
questi giorni ho chiamato mezzo mondo per fermare gli
esperimenti di Mururoa. E vedrete, quello sarà un
convegno che farà chiasso...".
di MARINA GARBESI
"Non sono veri scienziati, si vergognino". La condanna di Zichichi.
Bruno Volpe
gennaio 2008 - da papanews.it
CITTA’ DEL VATICANO - "Lo scriva pure: la scienza è nata
in casa cattolica, non tra gli atei, per un atto di
umiltà di Galileo Galiei che affermò, smentendo gli
pseudo-scienziati passati, presenti e futuri, che colui
che ha fatto il mondo è molto più intelligente di noi e
che per capire la realtà, quindi, non basta la scienza.
Dunque, Galieo non fu affatto ateo, ma credente". Lo
afferma in esclusiva a ‘Petrus’ il celebre Fisico
Antonino Zichichi .
Allora, Professore, cosa pensa della levata di scudi di
alcuni Docenti della ‘Sapienza’ sulla visita del Papa?
"Caro amico, sarebbe facile ironizzare e fare
constatazioni di carattere politico, che tuttavia tengo
per me. Personalmente, preferisco controbattere sotto il
profilo culturale. Ricordo perfettamente che uno
studente, in Piazza San Pietro, formulò a Benedetto XVI
una domanda su Galileo e il Papa rispose dicendo che la
Chiesa non è nemica della scienza e che Galieo era
cattolico. La Bibbia è uno straordinario libro
divulgativo, la natura invece ha bisogno di formule. Dio
per creare il mondo ha avuto bisogno di formule
matematiche, ma ciò non toglie che senza Dio nulla sia
possibile".
Quindi, altro che rivalità tra Scienza e Fede…
"Chi dice che c’è rivalità è un ignorante. Le ripeto,
Galileo fu il fondatore della scienza moderna ed era un
cattolico. Ma aggiungo altro. Il calendario gregoriano
fu anticipato da un altro cattolico, Aloisio Lilius.
Allora, come mai la scienza moderna ha avuto bisogno del
genio di Galiei? La verità è un'altra. Questi signori
della Sapienza contestano e travisano il pensiero del
Papa perchè hanno una paura matta di Benedetto XVI, del
suo gigantismo culturale. Sotto un certo aspetto, la
contestazione violenta mi fa piacere: vuol dire che
stanno perdendo la battaglia delle idee. La violenza
nasce dall’esasperaze, sanno che il dibattito culturale
lo hanno perso in partenza".
Professor Zichichi, chiariamo anche che Benedetto XVI
non ha mai dichiarato ciò che gli ‘illuminati’ della
Sapienza gli contestano, cioè frasi offensive verso
Galileo Galilei.
"Questi individui che attaccano il Papa devono solo ed
esclusivamente vergognarsi: non solo non comprendono o
fingono di non compendere, ma travisano fatti e
discorsi. Neppure hanno avuto il buon senso di
pubblicare per intero i testi, limitandosi a prendere
per Vangelo spezzoni smozzicati e raccattati in giro per
Internet di una Conferenza durante la quale, negli anni
’90, l’allora Cardinale Ratzinger aveva riportato e
condannato delle parole pronunciate da altri contro
Galileo".
Le critiche, a Suo avviso, sono figlie di
anticlericalismo o di pregiudizi politici?
"Di entrambi. Esiste una certa sufficienza culturale di
chi crede che la ragione possa spiegare tutto e sempre.
E’ la tipica sufficienza culturale dei laicisti e
dell'illuminismo. La ragione va bene, ma non tutto si
può analizzare sotto i lumi dell'intelletto".
Forse qualche responsabilità appartiene al mondo
cattolico…
"Può essere. Loro, i laicisti, dominano il mondo
mediatico con autentiche sciocchezze mandate per
televisione e noi cattolici non siamo capaci di
contrastare efficacemente queste bufale. Esiste un
deficit di comunicazione cattolico, questo è vero".
Intanto impazzano e imperversano scienziati e
pseudo-scienziati in Tv…
"Scienziati taroccati, medici taroccati ed altro. Piero
Angela non è uno scienziato, ma uno che parla di
scienza. Esiste una bella differenza tra chi parla di
una materia ed un tecnico della stessa. Il Fisico che ha
ha dato la stura a questa baggianata delle proteste
anti-Papa alla Sapienza, è nel senso letterale del
temine un ignorante. Non ha capito che cosa è la scienza
e come è nata. Faccia il politico, sarà meglio.
Purtroppo, in giro ci sono troppe nullità scientifiche,
lo scriva pure. Il vero scienziato fa esperimenti,
inventa qualcosa. Mi dica quando mai questi signori che
soffiano sul fuoco hanno hatto un esperimento o
inventato qualche cosa. Mai! Sono parolai. Vivono in uno
stato di inconsistenza cerebrale: sono parole dure, ma
vere, da scienziato. Si tratta di persone senza alcuna
preparazione e poco affidabili, non di veri scienziati".
Come dire, parlano di scienza senza aver mai lavorato
concretamente.
"Esatto. La nostra cultura cattolica va difesa
strenuamente dagli attacchi di queste persone. Lo
scriva: Galileo fu un cattolico, per compendere il mondo
non basta la ragione".
In passato nessuna civiltà ha scoperto la scienza…
"Ecco, me lo spieghino, questi soloni, perchè mai nè i
cinesi, nè gli egizi, nè tantomeno i greci, hanno avuto
mai a che fare con la scienza. In tutte le antiche
civiltà culturali imperversava l'arroganza culturale che
pretendeva di spiegare tutto secondo il cervello umano.
E non scoprirono mai nulla. Solo con Galieo, un vero
cattolico, nacquero la scienza e la ricerca. Ma questi
signori non lo sanno, e se non lo hanno capito sino ad
oggi difficilmente si ravvederanno. Certi metodi mi
ricordano un passato titpico della Russia, ma non voglio
scendere sul piano politico: li sfido sul piano
culturale, dove loro sono inconsistenti ed ignoranti".
_________________________
ZI08013012 - 30/01/2008 Permalink:
http://www.zenit.org/article-13343?l=italian
Antonino Zichichi: L’alleanza tra fede e scienza è
possibile
Intervista dopo la mancata visita del Papa a “La
Sapienza”
Paolo Centofanti
ROMA, mercoledì, 30 gennaio 2008 (ZENIT.org).- Il
professor Antonino Zichichi, Presidente della World
Federation of Scientists, sostiene che una grande
alleanza tra fede e scienza è la conseguenza
rigorosamente logica di ciò che sono queste due grandi
conquiste dell'intelletto: la Scienza nell'immanente, la
Fede nel trascendente.
In una intervista a ZENIT, il Professore Zichichi ha
affermato che l'opposizione alla visita di Benedetto XVI
all'Università "La Sapienza" di Roma è stata la
manifestazione di una cultura "pre-aristotelica".
Zichichi ha lavorato nei più grandi Laboratori del mondo
e al CERN di Ginevra, dove nel 1965 ha scoperto
l'antimateria nucleare. Nel 1963 ha fondato a Erice il
"Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana".
E' autore di oltre ottocento lavori scientifici, tra
cui: 6 scoperte, 4 invenzioni, 3 idee originali che
hanno aperto nuove strade nella Fisica Subnucleare delle
alte energie, e 4 misure di alta precisione di quantità
fondamentali.
È stato Presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica
Nucleare. Attualmente è Professore Emerito di Fisica
Superiore all'Università di Bologna.
Parlando del rapporto tra scienza e fede, tema
affrontato da Benedetto XVI nel suo intervento
all'Udienza generale di questo mercoledì, il professor
Zichichi ha ricordato che i risultati raggiunti dalla
scienza odierna sarebbero impensabili senza "quell'atto
di fede e di umiltà intellettuale, maturato nel cuore
della cultura cattolica con Galileo Galilei".
Cos’è per lei la ragione ?
Zichichi: Noi siamo l’unica forma di materia vivente a
cui è stato dato il privilegio del dono della ragione;
ed è grazie alla ragione che la forma di materia vivente
cui noi apparteniamo ha potuto scoprire il linguaggio,
la logica e la scienza.
Esistono infatti centinaia di migliaia di forme di
materia vivente, vegetale ed animale, ma nessuna di esse
ha saputo scoprire la memoria collettiva permanente –
meglio nota come linguaggio scritto – né le forme di
logica rigorosa come la matematica o la scienza che, tra
tutte le logiche possibili, è quella che ha scelto il
Creatore per fare l’Universo così come possiamo vederlo
e studiarlo, e noi stessi.
Una logica che ci è permesso di studiare e capire ma che
nessuno sarà mai in grado, anche minimamente, di
alterare. Senza ragione non avremmo potuto scoprire la
scienza, questa straordinaria avventura intellettuale,
iniziata solo 400 anni fa, con Galileo Galilei e le
prime Leggi fondamentali della natura da lui scoperte.
Galilei le chiamava “Impronte del Creatore”, impronte
che potevano anche non esistere. Invece lui era convinto
che esistessero, e che fossero presenti sia nelle
stelle, sia nella materia “volgare” come le pietre,
nelle quali in quel tempo tutti erano certi che non
fosse possibile trovare verità fondamentali. È proprio
studiando le pietre che Galilei iniziò a cercare quelle
impronte, per un atto di fede nel Creatore.
Un atto di fede e di umiltà, che ci ha permesso di
arrivare oggi, in soli quattro secoli, a concepire
l'esistenza del "supermondo": la più alta vetta delle
conoscenze scientifiche galileiane, quindi del sapere
rigoroso, nell'immanente. Le frontiere stesse del
supermondo confermano quanto dicevo prima, ovvero che
siamo l'unica forma di materia vivente dotata di
ragione.
Sono state attribuite al Pontefice false dichiarazioni
di condanna nei confronti di Galileo Galilei, poi
smentite. Come pensa che Papa Benedetto XVI veda
realmente la figura di Galileo Galilei ?
Zichichi: Per Papa Benedetto XVI, la ragione è al centro
della cultura del nostro tempo. Il suo pensiero su
Galileo Galilei è stato mistificato, estrapolando una
citazione di Feyerabend (che dichiarava giusta la
condanna a Galilei), da un discorso che in realtà mirava
a sostenere proprio la tesi opposta. E proprio in
Galilei, il Pontefice vede una unione ideale tra scienza
e fede.
Il 6 aprile 2006, alla domanda di un giovane che
partecipava in Piazza San Pietro a un incontro in
preparazione della Giornata Mondiale della Gioventù,
Benedetto XVI rispose che “il grande Galileo” Galilei
considerava la Natura e la Bibbia due libri scritti
dallo stesso Autore. Il libro della Natura in lingua
matematica, perché per costruire l’Universo è necessario
il rigore della matematica; la Bibbia, essendo parola di
Dio, doveva invece essere scritta in linguaggio semplice
e accessibile a tutti, come debbono essere i valori
della nostra esistenza, che è una simbiosi della sfera
immanentistica e della sfera trascendentale.
Cos’è la scienza ?
Zichichi: La scienza, ci ricorda Benedetto XVI, nasce
dall’atto galileiano di umiltà intellettuale: Colui che
ha fatto il mondo è più intelligente di tutti noi,
scienziati, filosofi, artisti, matematici, nessuno
escluso. Per conoscere quale logica abbia scelto il
Creatore per creare il mondo e noi stessi c’è una sola
possibilità: porGli domande in modo rigoroso. È questo
il significato di “esperimento di stampo galileiano”, e
da qui nasce la scienza galileiana, che esige rigore e
riproducibilità.
Se nel 1965 avessi potuto dimostrare l’esistenza
dell’antimateria nucleare solamente con carta e penna e
utilizzando il rigore della matematica, non avrei avuto
bisogno di fare un esperimento estremamente difficile e
per il quale fu necessario inventare un circuito
elettronico speciale, che misurasse i tempi di volo
delle particelle subnucleari con precisioni fino ad
allora mai ottenute: frazioni di miliardesimi di
secondo.
Per fare una scoperta scientifica è quindi necessario
arrendersi alla superiorità intellettuale del Creatore
di tutte le cose visibili e invisibili, e realizzare un
esperimento. È stato così per l’antimateria nucleare,
come per tante altre scoperte.
Ogni scoperta è stata ottenuta sempre dopo un
esperimento che ha richiesto almeno un’invenzione
tecnologica, come ad esempio il più potente rivelatore
di neutroni, che ha permesso di scoprire una formidabile
proprietà dell’Universo subnucleare: l’enorme divario
esistente tra le miscele mesoniche vettoriali e quelle
pseudoscalari. Non è una proprietà banale delle
strutture subnucleari ma il risultato delle leggi che
governano l’Universo le cui regolarità e le cui leggi
nessun filosofo, logico matematico, pensatore, nessuno,
aveva saputo prevedere.
Se fosse sufficiente il rigore logico-matematico per
comprendere com’è strutturato l’Universo subnucleare,
non avremmo bisogno di costruire strutture complesse e
gigantesche come la nuova macchina che entrerà in
funzione entro la fine di quest’anno al CERN di Ginevra:
una pista magnetica lunga 27 km, con una quantità enorme
di rivelatori, cosa finora mai realizzata, per avere una
risposta alla domanda: “com’era l’Universo un decimo di
miliardesimo di secondo dopo il Big Bang” ?
Lei parla spesso della necessità di umiltà intellettuale
nella ricerca scientifica....
Zichichi: Se non fosse per l’atto di umiltà
intellettuale del padre della scienza moderna, saremmo
rimasti fermi, chissà per quanti secoli ancora, a ciò
che pensavano i nostri antenati: basta essere
intelligenti per capire com’è fatto il mondo.
Nel corso di diecimila anni, dall’alba della civiltà al
sedicesimo secolo, tutte le culture si erano illuse di
sapere decifrare il Libro della natura senza mai porre
una sola domanda al Suo Autore. Ecco perché a nessuna
cultura era toccato il privilegio di scoprire una Legge
fondamentale della natura.
Oggi la scienza è arrivata alla soglia del supermondo,
per quell’atto di fede e di umiltà intellettuale,
maturato nel cuore della cultura cattolica con Galileo
Galilei, che Giovanni Paolo II, il 30 marzo 1979, in
Vaticano, presenti i rappresentanti dei fisici di tutta
Europa, definì figlio legittimo e prediletto della
Chiesa cattolica.
Con il suo coraggio intellettuale e spirituale Giovanni
Paolo II riportò finalmente a casa i tesori della
scienza galileiana che sono autentiche conquiste della
cultura cattolica. E Benedetto XVI di questi tesori è
oggi il massimo custode nella continuità culturale del
Suo apostolato con quello di Giovanni Paolo II.
Questo si collega all’alleanza tra scienza e fede da lei
sempre sostenuta ?
Zichichi: Papa Giovanni Paolo II, spalancando le porte
della Chiesa cattolica alla scienza galileiana, dette
vita a questa grande alleanza tra fede e scienza. Una
allenza di cui è prova la frase “scienza e fede sono
entrambe doni di Dio” incisa su ferro ed esposta agli
scienziati di tutto il mondo al Centro di cultura
scientifica “Ettore Majorana” a Erice.
La cultura del nostro tempo è detta moderna, ma in
effetti è pre-aristotelica, come è provato da quella
lettera cui hanno aderito, prima 67 persone che oggi
sono diventate – mi è stato detto – molte migliaia.
Insegna però Enrico Fermi che la scienza è fondata sulla
meritocrazia, non sui numeri di chi sottoscrive una
presunta verità. Non si possono mettere ai voti le
“Forze di Fermi” né l’equazione di Dirac. Né le leggi
che continuiamo a scoprire nell’Universo subnucleare. La
democrazia va bene per la politica, non per le verità
scientifiche. Se vivessimo – come pretende la cultura
dominante atea – nell’era della scienza quella lettera
sarebbe rimasta con zero firme: non sarebbe mai stata
scritta. Le radici di quella lettera sono nella cultura
del nostro tempo che – come dicevo prima – è detta
moderna mentre in effetti è pre-aristotelica. Infatti né
la logica rigorosa né la scienza sono ancora entrate nel
cuore di questa cultura che – come ha scritto Papa
Benedetto XVI nel discorso preparato per la visita a “La
Sapienza” – “costringe la ragione ad essere sorda al
grande messaggio che viene dalla fede cristiana e dalla
sua sapienza. Così facendo questa cultura agisce in modo
da non permettere più alle radici della ragione di
raggiungere le sorgenti che ne alimentano la linfa
vitale”.
La sintesi più bella del pensiero di Papa Benedetto XVI
è incisa nella cupola della Basilica di Santa Maria
degli Angeli e dei Martiri a Roma, dove c’è un’altra
famosa frase di Giovanni Paolo II: “La scienza ha radici
nell’Immanente ma porta l’uomo verso il Trascendente”.
Negare a Benedetto XVI il diritto di portare ai giovani
il messaggio della grande alleanza tra fede e scienza è
stato un atto di oscurantismo, non di laicità.
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mercoledì, 30 novembre 2005
Il cerchio che quadra
Circa una settimana fa, i lettori di Famiglia Cristiana,
nota rivista cattolica accusata spesso di essere una
quinta colonna della sinistra modernista più insidiosa e
contemporaneamente di essere un covo di retrivi bigotti
reazionari, sono rimasti attoniti nell'apprendere, in
anteprima assoluta, la notizia del superamento
definitivo della geometria euclidea.
O meglio, spero che ne siano rimasti attoniti, ma
probabilmente è un pio desiderio: la stragrande
maggioranza degli sfogliatori avrà annuito con aria
ammirata, e poi sarà tornata nel saldo mondo euclideo di
sempre.
Ma attenzione, non si sta parlando di vecchiume retorico
come le geometrie curvilinee di Riemann e Lobacevskij,
robetta centenaria ormai buona soltanto per
impressionare i bambini. Che il mondo euclideo possa
felicemente convivere con altri sistemi geometrici,
apparentemente inconciliabili con esso, ma in teoria
plausibili allo stesso modo, non è certo una novità.
Perfino i miei alunni, dopo qualche settimana di
disperazione, hanno capito la differenza tra le
coordinate su un piano e quelle su una sfera.
No, ci riferiamo proprio a una novità strepitosa: non
solo la geometria euclidea non è assoluta, ma è proprio
falsa. Proporzionalità, equivalenza, similitudine, tutti
concetti retrogradi e triviali, indegni di una scienza
proiettata verso i Valori Veri dell'Uomo. E se ce lo
dice Antonino Zichichi, dobbiamo proprio credergli.
Dalle pagine del settimanale paolino, infatti, il noto
fisico da copertina ha informato i lettori che le misure
del raggio e della circonferenza di un cerchio non
sarebbero in proporzione diretta tra di loro. Proprio
così, virgolettiamo che lo merita:
"...Fu grande la sorpresa dei nostri antenati quando
scoprirono che, aumentando il raggio di un cerchio, la
lunghezza della circonferenza non sembrava aumentare in
modo proporzionale. Il "senso comune" avrebbe suggerito
che le due cose fossero legate: se aumento il raggio di
10 volte, la lunghezza del cerchio corrispondente a quel
raggio dovrebbe aumentare anch’essa di 10 volte. Invece
no. "
Fingiamo di non vedere quella raccapricciante "lunghezza
del cerchio" (tutti impariamo all'incirca in quarta
elementare che il cerchio ha una superficie e che la
circonferenza ha una lunghezza), e soffermiamoci un
attimo sulla surreale affermazione in sé. La sua unica
spiegazione plausibile è che il nostro luminare, notorio
antievoluzionista, abbia avuto in mente come "nostri
antenati" quelli del glorioso cartone animato, in cui
gli allegri cavernicoli convivono con i dinosauri nella
stessa epoca, timbrano il cartellino in ufficio tra i
denti di un rettile addomesticato, e intagliano nella
pietra ruote quadrate per farle poi diventare tonde a
suon di urti, calci e spintoni. Ma la comicità toglie
qualcosa alla gravità dell'affermazione? La
circonferenza non sarebbe legata al raggio da una
relazione di proporzionalità diretta? Raddoppiando il
raggio, la circonferenza non raddoppia? Moltiplicando il
raggio, che so, per settequartiradicedidue, alla
circonferenza non succede lo stesso?
E quest'uomo ha manipolato per trent'anni miliardi di
fondi pubblici per la ricerca scientifica, e ha scritto
libri sul significato trascendente della conoscenza.
Soltanto dopo svariate decine di righe, e in un
linguaggio goffo e stiracchiato, il nostro si decide a
spiegare che quell'affermazione vale soltanto per le
misure espresse in cifre esatte. Ovvero, se il raggio
vale 10 e misuriamo la circonferenza con un metro grezzo
che vede solo le unità, troviamo che questa vale 31; se
il nostro strumento è un po' più fine e arriviamo ai
decimi, misuriamo 31,4; se ci spingiamo fino ai
centesimi, arriviamo a leggere 31,41... e così via
all'infinito. Anche nell'ipotesi di poter aumentare
indefinitamente la sensibilità dello strumento, la serie
di decimali non sarà mai interrotta, né mostrerà mai
alcuna ripetizione regolare di cifre. Ok, questo è vero.
Ma per arrivare a spiegarlo in modo tanto contorto, era
proprio obbligatorio usare l'esempio meno adatto
possibile?
Eh già, perché il dotto Spennacchiotto di Dio non ha
pensato a un dettaglio banale: che se andiamo a misurare
una qualunque lunghezza vera, di un qualunque oggetto
concreto, quel problema delle cifre che non finiscono
mai lo incontriamo sempre, anche quando i numeri
irrazionali non c'entrano per niente. Provateci anche
voi, non è difficile. I miei alunni di prima istituto
tecnico hanno appena fatto un lavorino quasi uguale.
Prendete un piccolo oggetto lungo due o tre centimetri,
che so, un chiodo. Provate a misurarlo con la
strisciolina di carta che regalano all'IKEA, che serve
per prendere le misure dei mobili lì per lì, e che è
graduata solo in centimetri. Quanto leggete? Due
centimetri, diciamo? Si vede a occhio che in realtà è un
pochino di più, ma a capire di quanto, quello strumento
non ci aiuta proprio. E allora rassegnamoci e scriviamo
diligentemente sul foglio: 2 centimetri. Poi
procuriamoci un righello, di quelli da astuccio
scolastico o da margine di calendarietto tascabile, che
riporta anche i millimetri. Allineiamolo con lo stesso
chiodo, e leggiamo. Ecco che il pochino di più prende
una forma e un valore definito: poniamo, 2 centimetri
più tre millimetri. Bene, scriviamo accanto alla misura
precedente: 2,3 . Adesso, proviamo a fare la stessa cosa
con un calibro di precisione ma non poi di precisione
tanto estrema, diciamo che arrivi ai decimi di
millimetro. E magari troveremo che il nostro chiodo è
lungo 2,32 centimetri, stavolta. Infine, proviamo con
una vite micrometrica centesimale, e ci conquisteremo
una cifra in più: per esempio, 2,321 , ovviamente sempre
in centimetri.
Ignoro se esistano strumenti maneggevoli, e
ragionevolmente semplici da usare, che permettono di
andare oltre e di accumulare cifre decimali ancora più
estreme. Ma se li utilizzassimo, anche qui troveremmo
che la sequenza di numeri non finisce mai: non c'è
alcuna ragione perché quel chiodo, a un certo punto,
dovrebbe farci la sorpresa di troncare la serie, e
regalarci una misura esatta. E questo non ha niente a
che fare con il pi greco o i numeri trascendenti, ha a
che fare con le misure del mondo reale. In matematica i
numeri esatti esistono, nel mondo materiale no. Se si
vuole mostrare che un numero decimale ha infinite cifre
perché è irrazionale, prendere come esempio una misura
fisica, che irrazionale non è ma ha infinite cifre lo
stesso, serve a confondere le idee e basta! E l'esimio
Zichichi, che non è un matematico ma un fisico,
introduce a forza un concetto fisico dove non c'entra, e
lo sbaglia pure?
Vabbè, pazienza, si vede che ha fatto il fisico per
sbaglio, ma che è un matematico nel cuore. Come
altrimenti si spiegherebbe quest'altra stupefacente
affermazione?
"...il legame che permette il passaggio dalla lunghezza
del raggio di un cerchio alla lunghezza della sua
circonferenza corrisponde a un numero che non è
esattamente 3,14. Come detto prima, vale circa 3,14."
A me risultava che valesse circa 6,28 , fate un po' voi.
Ma avrà dei nipotini che gli chiedono di aiutarlo nei
compiti, questo grande scienziato? Mi auguro di no.
In attesa che intervenga Odifreddi, linko il testo
integrale dell'articolo. L'ho anche salvato con tutto il
formato html, nell'eventualità remota che lo tirino giù
per vergogna e per proteste. Remota, appunto. Il senso
amaro di questa grottesca parabola è tutto qui:
l'ennesima prova di presunzione e sufficienza, e di
quanto questo signore sia incredibilmente sopravvalutato
come divulgatore. Io non credo, onestamente, che
Zichichi confonda davvero il raggio col diametro o la
circonferenza con il cerchio. Sarebbe bastato che ci
riflettesse trenta secondi di più, o che perdesse due
minuti a rileggere l'articolo scritto, e quelle
sciocchezze abnormi sarebbero scomparse. Ma non lo ha
fatto, non ne ha visto la necessità, non ha pensato
nemmeno per un istante che valesse la pena, abituato
com'è alla certezza assoluta che qualunque cosa rechi la
sua firma sarà accettata e sbandierata sulla parola,
senza la minima discussione. Lui riempie il foglio a
caso, e gli altri glielo pubblicano alla cieca. Il
tutto, senza il minimo rispetto per il lettore.