FISICA/MENTE

 

 

http://www.cicap.org/articoli/at101839.htm 

Dalle stelle alle stalle

Le confessioni di un "astrologo pentito", ovvero: «ecco come l’astrologia rischiò di cambiarmi la vita»

di Francesco Consiglio

 

Siete in cerca di lavoro? Se maneggiate con sufficiente disinvoltura la lingua italiana (non è d’uso, perciò aiuta...), potreste ritagliarvi un posticino nelle riviste di astrologia. Per me, che non ho letto il Tetrabiblios di Tolomeo e fatico a distinguere un’ascendente da un discendente, scrivere di fauna stellare e accreditarmi come moderno Barbanera è stato facile quanto bere un bicchiere d’acqua.

Ciò che sto per raccontarvi comincia in una malinconica, ventosa notte del marzo 1999. A trentaquattro anni, dopo un’esistenza fatta di lavori stagionali e illusorie vocazioni, la mia principale occupazione consisteva nell’interrogarmi su come sbarcare il lunario. Dopo aver passato ore insonni a rinfacciarmi i fallimenti, decisi che l’occulto poteva essere il solo campo d’attività in grado di garantirmi un buon reddito. E se non possedevo quella faccia tosta necessaria a diventare mago, cartomante o astrologo, potevo tranquillamente affidarmi alla penna, proponendomi come servo scrittore di una disciplina che avevo sempre guardato con sospetto.

In una di quelle bancarelle che a Roma offrono buone scelte di libri a basso prezzo, acquistai un manuale di astrologia e, dopo una rapida lettura, fui in grado di scrivere un paio di cartelle che blateravano sulla possibilità d’investire in borsa confidando sull’aiuto di Giove, Saturno e compagnia volante.

Erano giorni in cui le quotazioni sembravano aver preso la via del cielo: i telegiornali non parlavano d’altro, mentre giovani promotori assurgevano al ruolo d’infallibili guru, e poveri cristi inseguivano il sogno di un nuovo "Eldorado", finendo per giocarsi i risparmi di una vita (com’è andata a finire, lo sappiamo tutti).

Confidando sugli ammonimenti dell’economista e premio Nobel Franco Modigliani, che non perdeva occasione d’invitare i risparmiatori alla prudenza, m’inventai astruse configurazioni astrali che ipotizzavano la rovina dei troppi temerari.

Ricordo d’avere spedito il pezzo a centinaia di riviste e siti web. Molti l’ignorarono, altri risposero ironicamente, qualcuno abboccò. In due pomeriggi, uno dedicato alla lettura, uno alla scrittura, mi ero laureato astrologo.

Tutto accadde così in fretta da travolgermi. Un mese dopo l’uscita del mio primo intervento, un importante giornalista finanziario mi contattò per conoscere storia e segreti dell’astrofinanza: come vi sareste comportati? Sareste stati sinceri, confessando la messa in scena oppure ne avreste approfittato per fornire nutrimento al vostro ego?

Incredibile, l’abito del veggente sembrava calzarmi a pennello. Il lunedì mattina mi alzavo alle sei, e dopo essermi sciroppato un paio di quotidiani e l’immancabile Sole 24ore, mandavo in rete l’astroborsa settimanale, ricevendone in cambio plausi e richieste: nuovi articoli, dichiarazioni a un’agenzia di stampa, interviste alla radio.

Eppure, in tre anni di lavoro, nessun redattore ha mai sentito il bisogno di sottoporre a verifica le mie previsioni. D’altro canto, perché stupirsi? All’astrologia nessuno chiede la verità di una prova compiuta. Da almeno cinque anni i vaticinanti pronosticano l’avvento di un nuovo Papa. Continueranno a farlo fino al giorno in cui sarà possibile vederli esultare per la compiutezza del loro cattivo auspicio. Simili visioni (o perversioni?) mi fanno pensare a quell’orologio guasto che lascia passare il tempo fino a segnare l’ora giusta.

I problemi nascevano piuttosto quando, provocatoriamente, proponevo articoli che usavano l’astrologia come spunto per leggere il presente o, perfidamente, si facevano beffe di alcuni miti della letteratura paranormale (un pezzo dissacrante su Harry Potter provocò la fine della collaborazione con un noto mensile).

Ho imparato che l’astrologo scrittore deve innanzitutto soddisfare il lettore e piegarsi ad assecondare quel gusto vagamente nazional-popolare proprio di chi ingrassa le tasche di maghi e fattucchiere. La prudenza domina incontrastata. Se sfogliate i settimanali di gossip vi accorgerete di trovarvi molto più coraggio di quanto ve ne sia nei periodici astrologici.

Forse qualcuno di voi lettori si è chiesto perché le riviste di settore diano così ampio spazio alle inserzioni dei sedicenti operatori dell’occulto, ignorando di promuovere l’idea che l’oroscopia non sia una superstizione pura e semplice.

Questione di business? A pensar male spesso s’indovina. La conferma è nelle parole di Peter Small, ingegnere ed esperto di marketing finanziario, che scrive: "Tutti i messaggi pubblicitari devono essere indirizzati alle persone che potrebbero beneficiare del prodotto o del servizio che si sta promuovendo. Attirare qualcuno al di fuori di questo target non solo è una perdita di tempo, ma può anche rivelarsi deleterio".

I caporedattori premono affinché il livello degli articoli non superi il grado di comprensione di chi crede nella magia: circa dieci milioni di persone che alimentano il mercato dell’occulto. Provate a fingervi astrologi e a chiedere il costo di una pagina pubblicitaria. Moltiplicate la cifra per le inserzioni che appaiono sulle riviste e poi ditemi: cos’è che muove il mondo dell’editoria astrologica? I soldi o i contenuti?

Pur rivolgendosi a un pubblico mediamente più colto, anche sul web i diffusori del verbo tolemaico dimostrano scarso rispetto per la dottrina. La loro strategia è quella di catturare un target indifferenziato di persone, risultato ottenibile con l’offerta di un’ampia scelta di oroscopi. Ce n’è per tutti i gusti: durante la mia collaborazione con un sito tra i più "cliccati", mi è capitato di dover redigere l’oroscopo del business, quello sexy, uno destinato ai single, un altro agli studenti e infine, ciliegina sulla torta, l’astro-schedina. Oggi che non scrivo più per loro, quei signori continuano a propinare le mie previsioni, mischiando i vari responsi con un abile gioco combinatorio che si sforza di nascondere il riciclaggio.

Per il vostro diletto, e per smascherare l’improvvisazione di questi servizi, v’invito a fare un piccolo esperimento, confrontando i vari oroscopi che si trovano su un qualsiasi sito astrologico: scoprirete che alcuni, pur vaticinando sul medesimo lasso di tempo, risultano in evidente contraddizione tra loro, per il semplice fatto d’essere compilati da persone diverse.

Continuando nel racconto, dirò che i miei insperati successi mi avevano infine portato a collaborare con una società che forniva materiale editoriale a vari siti Internet e persino a un operatore di telefonia cellulare. Ero costretto a redigere quotidianamente una mole impressionante di oroscopi: in un giorno sono arrivato a scriverne ventisei. Credo di non essermi fermato neanche per mangiare, e alla fine mi sentivo talmente nauseato e in lotta col firmamento intero, che all’ultimo dei segni, Nettuno mi perdoni, ho perfidamente vaticinato una caterva di disgrazie.

Per alcuni mesi, una mia fonte di spasso consistette nell’intervenire nei newsgroup con deliranti messaggi tesi a difendere l’astrologia. Volete un esempio? Eccolo:

"Coming out astrologico.

Astrologia? Al rogo, al rogo! Non bastavano le tirate inquisitorie dei professionisti dello scetticismo, è arrivata la condanna della Santa Madre Chiesa Romana. Dio non legge gli oroscopi, e dunque: crepi l’astrologo, l’eretico per eccellenza, il mago, il sovversivo. Valga per lui la sentenza che condannò Giordano Bruno: "Sia punito con la massima indulgenza e senza effusione di sangue". Che, incredibile a dirsi, nel linguaggio del Sant’Uffizio equivaleva a dire: arso vivo. Da astrologo, ritengo che la misura è colma. È opportuno arginare questa pericolosa deriva d’intolleranza che infligge una ferita profonda ai valori della libertà, dell’eguaglianza e della stessa laicità dello Stato. Se fare coming out significa letteralmente dire qualche cosa, tirarla fuori senza paura delle conseguenze che ce ne possono derivare, oggi è tempo d’armarsi di coraggio e dire: "ammetto di credere nell’astrologia e negli oroscopi".

Lo so, forse è meno pericoloso dichiararsi pedofili, stupratori di fanciulle in fiore, politici corrotti, commercianti d’organi o crematori d’innocenti. Ciò che vi chiedo ha il suo prezzo. Chi è disposto a pagarlo?

P.S.Vi aspetto tutti sul rogo. Io sarò quello che grida più forte. Terzo palo a destra"

Alcune di queste burle sono ancora sparse per la rete, e il lettore più attento potrà farsi facilmente un’idea del vespaio provocato. Qui mi preme sottolineare che anche le menti scettiche, a scapito del dichiarato illuminismo, finiscono spesso preda di un cieco furore che gli fa dimenticare l’ambigua valenza del web, un mezzo mediatico dove ognuno può esprimersi liberamente, ma anche fingersi qualcun altro e difendere a spada tratta tesi che assolutamente non condivide. Quest’attività, nel gergo della rete, è detta trolling, una tecnica di pesca sportiva in cui un amo nascosto dall’esca e trascinato attraverso l’acqua serve ad attrarre e catturare un ignaro pesce. Il trolling si esplica postando un articolo in un newsgroup con la sola intenzione di provocare gli animi più infiammabili e scatenare una rissa verbale.

Quanto vi ho detto finora dovrebbe avervi scoraggiato a prendere sul serio gli astrologi, ma se invece ho stimolato in voi il desiderio di cambiare mestiere e indossare il cappello di Merlino (sapete, a volte le stelle ci mettono la coda...), di certo vi starete chiedendo come si fa a scrivere di astrologia senza capirci nulla. Credete sia difficile? Nient’affatto. Basta elaborare previsioni assolutamente generiche.

Ecco un passo dalle mie profezie per il 2002: "Tra il 4 e l’8 maggio, una congiunzione Marte in Gemelli-Saturno in Gemelli ci parla di un anziano guerriero che usa la lingua al posto della spada. Egli disorienta con le parole e, grazie all’opposizione che i due pianeti formano con Plutone retrogrado in Sagittario, riesce a convincere le masse dell’esistenza di un’attività vessatoria indirizzata in quell’ambito religioso che rientra nella sfera del Sagittario, un segno che ha nel credo mistico uno degli archetipi più resistenti, e nel fariseismo la sua ombra negativa".

In poche righe, l’abile maître ch’ero diventato miscelava odori e sapori del tempo: chiunque avesse seguito un paio di telegiornali poteva scorgervi richiami a Bin Laden, al fanatismo religioso, alle masse arabe, alla guerra. Il tutto condito da quel finto sapere che consiste nel farsi credere più colti di quel che si è (il richiamo al fariseismo è un abile mossa per guadagnare credito agli occhi dell’incauto lettore). Ciò di cui vaticinavo era in qualche modo già accaduto, rappresentando così una formidabile predizione sul passato.

Per non scontentare i miei datori di lavoro, l’articolo chiudeva con una rassicurante virata sull’ottimismo, promettendo: "Dal 20 luglio, annotate la data, con la congiunzione Sole in Cancro-Giove in Cancro, tornerà la pace". Quel giorno, ora posso confessarlo, litigai con mia moglie.

Molte persone pensano che scrivere oroscopi sia un’attività frustrante e riservata agli scrittori d’insuccesso. Vi aspettate che dica il contrario? Sbagliate. In effetti, se mi sono messo a sproloquiare sui pianeti è perché molte altre aspirazioni mi sono state negate. L’astrologia mi è apparsa da subito una vecchia prostituta che non rifiuta alcun avventore: si concede volentieri e non chiede che un cedevole abbandono all’irragionevolezza.

Secondo il punto di vista di Guido Ceronetti: "Nell’astrologia, da sempre, quel che più conta non è l’astro, ma l’astrologo. Cerchiamo una voce, una mano che scriva qualcosa, un "ti capisco" da parte di chi può anche non capire, però "ti capisco" è capace di dirlo".

Quando il mio nome, assai ingloriosamente, finì per essere citato nell’annuale relazione del CICAP sulle previsioni sbagliate dell’anno 2002, la mia casella di posta elettronica fu invasa da centinaia d’accorate mail che mi chiedevano lumi su amore, denaro, soldi e salute.

Allora decisi che ero grande abbastanza per smetterla con queste birichinate.

Francesco Consiglio
Ex-astrologo


Tratto da Scienza & Paranormale n. 55


http://www.cicap.org/articoli/at101201.htm 

Di che segno sei?

Una verifica sperimentale relativa ad alcuni presunti influssi astrali

di Sergio Facchini

 

L'astrologia nacque in Oriente in tempi antichi, nella terra tra il Tigri e l’Eufrate, quando si conosceva assai poco del nostro universo e gli astri erano considerati divinità in grado di influire sulle vicende terrestri e rappresentavano una chiave di lettura per indagare le incertezze del futuro dell’uomo.

Da allora sono passati millenni e le conoscenze scientifiche degli ultimi quattrocento anni ci hanno fornito una rappresentazione dell’universo ben diversa da quella che si aveva nel mondo antico; è quindi abbastanza curioso rilevare che circa un terzo degli italiani ritenga vi sia una qualche influenza delle costellazioni e dei pianeti sul carattere e sulle attitudini degli individui. Evidentemente, l’idea che il nostro futuro sia influenzato dagli astri continua ad affascinare la fantasia degli uomini; inoltre, l’oroscopo è fortemente promosso dai media in modo del tutto acritico, contribuendo quindi alla sua diffusione. Tra l’altro non è raro osservare nell’opinione pubblica una certa confusione tra astrologia (arte che presume di predire il futuro e il carattere mediante l’osservazione degli astri) e astronomia (scienza che osserva e studia il cielo e i suoi fenomeni).

Zodiaco e costellazioni

Ma cosa vuole dire esattamente appartenere ad un certo segno zodiacale? Significa che, al momento della nascita,il sole si trovava in una determinata zona dello zodiaco, costituito da dodici costellazioni; in realtà, sono tredici secondo l’astronomia, in quanto esiste anche quella dell’Ofiuco, ma l’astrologia ha effettuato una serie di ripartizioni arbitrarie nell’ampiezza delle costellazione zodiacali. Anche in astronomia, quindi, si parla di costellazioni e questo può avere generato nell’opinione pubblica una certa confusione; tuttavia, esse conservano in questo caso la loro utilità unicamente per praticità d’orientamento nell’osservazione del cielo e per la suddivisione dello stesso in settori che tengano conto delle antiche nomenclature, senza nessun significato o riferimento simbolico.

L’astrologia, è bene precisarlo, non considera come unico aspetto il segno zodiacale ma tiene conto anche della posizione dei pianeti nei segni e nelle case, oltre alle interazioni di questi fra loro e nei riguardi dell’ascendente, che è la costellazione che sorgeva a oriente al momento della nascita. Tutto questo porta a un numero di combinazioni così grande tra i vari elementi in gioco da permettere, a posteriori, la giustificazione di qualunque predisposizione o tendenza psicologica insita nell’individuo.

Nella presente indagine, dove sono state registrate in totale le date di nascita di oltre 2.600 persone, non è stato possibile elaborare il tema natale di ciascun individuo, perché questo avrebbe richiesto la conoscenza dell’ora e del luogo di nascita di ciascuno. Si è quindi preferito considerare il solo segno zodiacale, in funzione dell’importanza centrale che questo riveste nell’astrologia quotidianamente diffusa dai media. D’altra parte mi è accaduto tante volte di sentirmi chiedere "Di che segno sei?", ma mai nessuno mi ha domandato qual è il mio tema natale.

È tuttavia importante menzionare, come sarà meglio precisato in seguito, che sono stati anche eseguiti, in passato, controlli statistici su persone il cui tema natale era stato elaborato da parte di astrologi e gli esiti sono stati negativi.

Per la sperimentazione in oggetto sono stati scelti tre campi d’attività professionale e per ciascuno di questi si è cercato di stabilire una correlazione con uno o più segni zodiacali "predisponenti" al tipo di lavoro svolto.

Le tre categorie esaminate sono state per la precisione: periti agrari (A), con N=408 individui, farmacisti (B), con N=1.629 e geometri (C), con N=565, il tutto confrontato con l’analisi di una serie di 500 campionamenti casuali, con ripetizione, dei segni zodiacali (D), utilizzando una semplice scatoletta contenente 12 pedine numerate, accuratamente mescolate prima d’ogni estrazione.

Metodologia statistica e risultati

Come spesso accade, i risultati ottenuti nelle prove non concordano del tutto con i dati teorici attesi secondo le regole della probabilità. Per esempio, lanciando cento volte una moneta perfetta è raro ottenere esattamente cinquanta teste e cinquanta croci, anche se considerazioni teoriche ci portano a considerare di ottenere cinquanta per cento di entrambe le facce per un numero di prove molto elevato.

Fig. 1. Frequenze osservate in ciascun segno zodiacale, relative all’attività professionale “Periti agrari”(A). Frequenza totale = 408. AR: Ariete; TO: Toro; GE: Gemelli; CA: Cancro; LE: Leone; VE: Vergine; BI: Bilancia; SC: Scorpione; SA: Sagittario; CP: Capricorno; AC: Acquario; PE: Pesci.

 

Spesso c’interessa sapere se le frequenze osservate differiscano da quelle teoriche o attese in modo significativo e a questo scopo si può utilizzare la statistica 2 (chi-quadrato). Consideriamo l’ipotesi che le differenze osservate siano dovute al caso: se il valore calcolato di 2 è più grande di un certo dato critico (nel nostro caso 2 = 0.95 che è il valore critico a livello di significatività 0,05) dovremmo concludere che le frequenze osservate differiscono notevolmente da quelle attese e rifiutare l’ipotesi al corrispondente livello di significatività; in caso contrario possiamo accettare l’ipotesi iniziale, in altre parole che le differenze siano dovute al caso. Gli esiti delle indagini A, B e C sono rappresentati rispettivamente nelle fig. 1, 2 e 3 mentre i valori di 2 ottenuti sono 6,5 per A, 13 per B e 11,5 per C.

Questi risultati sono tutti inferiori al valore critico di 20.95 per 11 gradi di libertà, che è pari a 19,7 indicando così che le differenze tra i valori attesi e quelli rilevati sono attribuibili al caso. Che le frequenze osservate siano del tutto nella norma lo indica anche il valore del 2 ottenuto nel caso D (fig. 4), pari a 8,5, che risulta dall’analisi di una serie di 500 estrazioni casuali, con ripetizione, dei 12 segni zodiacali.

Anche quest’ultimo dato s’inserisce nel campo dei valori esaminati precedentemente per le attività professionali e mostra chiaramente, come ben noto in statistica, che raramente si hanno distribuzioni delle frequenze molto vicine a quelle teoriche e ottenere, nei casi considerati, un valore di 2 inferiore a 4,6 sarebbe da guardare addirittura con sospetto per la concordanza eccezionalmente buona.

Sembrerebbe quindi che, almeno per i campi d’attività considerati, il solo segno zodiacale abbia una capacità previsionale pari a quella della mia scatoletta contenente dodici pedine numerate. Il valore del 2 indica quindi chiaramente, in tutti i casi esaminati, che possiamo accettare l’ipotesi che la variabilità dei dati sia dovuta al caso.

 

Fig. 2. Frequenze osservate in ciascun segno zodiacale, relative all’attività professionale “Farmacisti”(B). Frequenza totale = 1629. AR: Ariete; TO: Toro; GE: Gemelli; CA: Cancro; LE: Leone; VE: Vergine; BI: Bilancia; SC: Scorpione; SA: Sagittario; CP: Capricorno; AC: Acquario; PE: Pesci.

 

Considerazioni

L’astrologia è stata ampiamente criticata dal mondo scientifico, sia per la mancanza di vere basi teoriche (i significati simbolici e dogmatici non sono teorie), sia per l’assenza di concrete basi statistiche che mostrino in modo inequivocabile le correlazioni tra astri e faccende umane.

Già nel 1975 era stata presentata una dichiarazione pubblica da parte di 186 scienziati, tra cui 18 Premi Nobel, che toglieva all’astrologia ogni pretesa di validità scientifica, denunciando inoltre i rischi di crescita dell’irrazionale e dell’oscurantismo (The Humanist). Vediamo prima di tutto alcune delle principali debolezze astrologiche da un punto di vista puramente teorico.

Le costellazioni in realtà non hanno nessun significato fisico, sono solo figure immaginarie, differenti tra l’altro nelle diverse culture antiche, concepite migliaia d’anni fa quando nulla si sapeva della reale natura del cosmo. Le stelle di una stessa costellazione sono a distanze molto diverse tra loro e inoltre, nell’arco dei millenni, cambiano posizione e le figure che osserviamo oggi non sono più le stesse di un tempo. Se inoltre si osservano anche le stelle più deboli in una certa costellazione, ad esempio con una posa fotografica o con un binocolo, non si riesce più a riconoscere le forme originali. Si tratta quindi di disegni del tutto immaginari e soggettivi, come pure arbitrari sono i confini stabiliti per ciascuna di esse.

La determinazione della posizione dei pianeti e dell’ascendente richiede calcoli, ricavati dall’astronomia, che attribuiscono all’astrologia una parvenza di scientificità. In realtà non sono questi calcoli, che in genere sono corretti, ad essere contestati ma l’uso che se ne fa; perché mai i pianeti in una certa posizione dovrebbero influire sul futuro o predisporre il carattere di una certa persona? Sarebbe come calcolare esattamente la velocità di una reazione chimica e poi usare i risultati per prevedere gli esiti di una corsa di cavalli.

L’astrologia non si è evoluta nel corso dei secoli, a differenza delle discipline scientifiche che sono in continuo cambiamento e progresso in quanto basate sulla sperimentazione. Gli astrologi hanno ancora come punto di riferimento il Tetrabiblos di Tolomeo e quindi un universo geocentrico.

La forza di gravità dei pianeti sul nascituro è debolissima e gli stessi strumenti della sala parto o l’infermiera hanno un maggiore effetto gravitazionale degli astri. Come un influsso gravitazionale (o anche elettromagnetico) possa poi tradursi in tutti gli effetti cosmici previsti dall’astrologia sul futuro degli individui è, tra l’altro, veramente difficile da immaginare.

L’influsso dei pianeti avrebbe iniziato a mostrare i suoi effetti sulle vicende terrestri solo dal momento della loro scoperta, prima di allora nessuno si sarebbe accorto di strani "influssi astrali" di provenienza ignota.

La precessione degli equinozi, che causa uno sfasamento tra il segno zodiacale astrologico e quello in cui il sole si trovava realmente al momento della nascita, non è considerata dall’astrologia occidentale in quanto si fa riferimento al cielo all’epoca di Tolomeo.

Fig. 3. Frequenze osservate in ciascun segno zodiacale, relative all’attività professionale “Geometri”(C). Frequenza totale = 565. AR: Ariete; TO: Toro; GE: Gemelli; CA: Cancro; LE: Leone; VE: Vergine; BI: Bilancia; SC: Scorpione; SA: Sagittario; CP: Capricorno; AC: Acquario; PE: Pesci.

 

L’astrologia deve anche fare i conti con la dimostrazione sperimentale delle sue affermazioni. In alcuni esperimenti gruppi di volontari dovevano riconoscere il loro oroscopo. Essi avevano il compito di scegliere, tra diversi profili, quello che meglio rappresentava gli avvenimenti a loro accaduti durante l’anno o le caratteristiche personali; in questo genere di prove gli intervistati si riconoscevano, il più delle volte, in un profilo astrologico che non era il loro e la percentuale di casi azzeccati era sostanzialmente quello previsto dal calcolo delle probabilità 3,1,9. In altre verifiche si è utilizzato un profilo astrale standard, uguale per tutti, facendo credere ai soggetti interessati che si trattava del loro oroscopo personale: la maggioranza degli intervistati dichiara che il profilo astrale corrisponde al proprio carattere, indicando chiaramente il ruolo della selezione e dell’adattamento al caso personale7. Anche le previsioni economiche su base astrale sono state indagate e hanno chiaramente fornito risultati casuali8. Inoltre le statistiche hanno indicato che uomini e donne con "segni incompatibili" si sposano e divorziano con la stessa frequenza di quelli con "segni compatibili" 9. Per quanto riguarda le scelte professionali, uno studio condotto su 6.000 politici e 17.000 scienziati ha indicato che i segni di entrambi i gruppi sono distribuiti in modo del tutto casuale9. Sono state anche smentite le presunte correlazioni tra data di nascita e successo nello sport 1,2. Ricerche di questo tipo sono state effettuate in molti altri campi d’attività ma con gli stessi risultati, con ora l’aggiunta delle categorie professionali dei periti agrari, farmacisti e geometri.

Ma allora, ci si potrebbe chiedere, come mai tante persone si riconoscono nelle descrizioni astrologiche? L’astrologia può contare su un principio d’autorità derivante dalla millenaria tradizione, il che induce a pensare: se esiste da millenni, qualcosa di vero ci sarà! Il tipico linguaggio è inoltre quasi sempre vago e sfumato, oppure si tratta di semplici indicazioni di buon senso valide per tutti (ad esempio: "Insegui le tue aspirazioni con determinazione"). In genere non è percepita l’assenza di un reale contenuto, quindi inconsapevolmente si seleziona una parte del messaggio e si adatta il tutto al caso personale. Inoltre, anche quando le previsioni sono sufficientemente definite da consentire un accertamento, quasi nessuno si preoccupa poi di verificarle a posteriori. In realtà qualcuno che controlla queste profezie c’è, in particolare il CICAP, all’inizio d’ogni anno, verifica le previsioni astrologiche realizzate dodici mesi prima e regolarmente queste vengono smentite  4,5,6,9, 11,12,13.

Fig. 4. Frequenze osservate in ciascun segno zodiacale, relative ad estrazione casuale con ripetizione (D). Frequenza totale = 500. AR: Ariete; TO: Toro; GE: Gemelli; CA: Cancro; LE: Leone; VE: Vergine; BI: Bilancia; SC: Scorpione; SA: Sagittario; CP: Capricorno; AC: Acquario; PE: Pesci.

 

Tra chi legge più o meno assiduamente gli oroscopi è diffuso il convincimento che questi rappresentino più che altro un gioco, un passatempo innocuo dove ci si rallegra delle cose belle e non si crede a quelle brutte. Ma molta gente, in realtà, organizza la propria vita in base alle previsioni astrologiche, anche per cose importanti come sposarsi o divorziare.

Inoltre, come la storia insegna, astrologi e veggenti hanno avuto una notevole influenza nella sfera politica, sia in passato sia nell’era contemporanea. Un tempo mancavano le conoscenze scientifiche e la ricerca della verità era dominio del pensiero mitico, ma oggi questo tipo d’atteggiamento non è più giustificabile.

L’astrologia disabitua a una visione scientifica del mondo e spinge le persone verso forme di pensiero contrarie al modo corretto di prendere le decisioni. Induce ad accettare in modo acritico discipline che non hanno una vera base sperimentale ma sono invece costruite su deduzioni per analogia forzata, come le presunte relazioni di causa-effetto tra le caratteristiche attribuite a costellazione e pianeti, da un lato, e la personalità degli individui, dall’altro.

Forse, senza rendersene ben conto, tutto questo invoglia a delegare alcune importanti decisioni agli astri e quindi a sottrarsi alle proprie responsabilità in caso d’insuccesso.

Conclusioni

Il segno zodiacale mostra una capacità previsionale sulla predisposizione professionale, nelle categorie esaminate, non diversa da quella ottenibile estraendo pedine numerate, in modo casuale, da una scatola. Se consideriamo la gran quantità di studi statistici che contraddicono i principi astrologici e la mancanza di una vera base teorica, è piuttosto difficile credere che nella volta celeste ci sia scritto il carattere di ciascuno di noi e il nostro futuro. Forse, in un certo senso, c’è scritto il nostro passato, in quanto i significati attribuiti dagli antichi a costellazioni e pianeti permettono di capire quale era il pensiero arcaico, un po’ come se potessimo leggere nella mente dei sacerdoti babilonesi o degli antichi egizi. Tutto questo è certamente affascinante da un punto di vista storico e antropologico, ma non possiamo considerare l’oroscopo un mezzo conoscitivo e previsionale. L’astrologia e la magia hanno accompagnato tutta la storia dell’uomo, ma nella mente delle persone diventano più forti quando il senso critico e la cultura scientifica nelle società diventano più deboli e questa è una realtà su cui vale la pena riflettere.

Bibliografia

1) Angela, P. 1987. Viaggio nel mondo del paranormale. Garzanti, Milano, 416 p.

2) D’Alpa, F. 2000. Nati sotto una buona stella? S&P, 31: 36-39.

3) Genzo, C. 2000. Compito in classe sugli oroscopi. S&P, 31: 40-42.

4) Polidoro, M. 1996. Gli astrologi: non ne azzeccano una! Le previsioni per il 1995: vediamo come è andata. S&P, 9: 8-9.

5) Polidoro, M. 1997. Previsioni 1996: come è andata? S&P, 13: 18-20.

6) Polidoro, M. 1998. Previsioni 1997. S&P, 17: 13.

7) Albano, M. 1998. A scuola si esamina l’astrologia. S&P, 19: 56-59.

8) Cocheo, C. 2000. New economy e vecchie superstizioni. S&P, 32: 54-57.

9) Fraknoi, A. 1989. Your Astrology Defense Kit. Sky & Telscope, August 1989: 146-150.

10) Murray R. Spiegel. 1994. Statistica. Seconda Edizione. Mc Graw-Hill Libri Italia, Milano.

11) CICAP. 1999. Previsioni astrologiche 1998. S&P, 23: 17.

12) Rezzani, F. 2001. Veggenti e previsioni. S&P, 35: 8-12.

13) CICAP. 2002. E le stelle stanno a sbagliare. S&P, 41: 8-10.

14) Gilovich, T., Savitsky, K. 1997. Il simile va col simile. S&P, 13: 40-49.

Sergio Facchini

Laureato in Scienze Agrarie si occupa di biologia ambientale come professionista e collaboratore di Università e Musei di Storia Naturale.


Tratto da Scienza & Paranormale n. 48


http://www.cicap.org/articoli/at100017.htm 

10 Domande per l’astrologo

di Andrew Fraknoi

 

Succede a tutti noi - astronomi professionisti, astrofili attivi e cultori dell'astronomia da poltrona. Riveliamo a qualcuno il nostro interesse per i cieli e immediatamente veniamo trascinati in una discussione sull'astrologia. Per molti di noi è difficile riuscire a rispondere cortesemente a chi prende sul serio questa antica superstizione.

La rivelazione di qualche tempo fa che gli impegni quotidiani nella Casa Bianca di Reagan erano organizzati e rimaneggiati basandosi sulle predizioni di un astrologa di San Francisco ha concentrato nuova attenzione sull'ampia diffusione dell'astrologia presso il grande pubblico. Per questo motivo ecco un'agile guida ad alcune delle risposte che potete fornire alle pretese degli astrologi.

 

I principi dell'astrologia

Il concetto base dell'astrologia è di una semplicità disarmante: il carattere e il destino di una persona possono essere ricavati dalle posizioni di Sole, Luna e pianeti al momento della nascita.

Interpretando la collocazione di questi corpi celesti mediante l'uso di una tabella chiamata oroscopo, gli astrologi pretendono di predire e spiegare il corso della vita e di aiutare persone, aziende e nazioni nell'assumere decisioni di grande importanza.

Per quanto incredibili risultino tali pretese a chi sa quanto lontani Sole, Luna e pianeti siano, un'indagine Gallup del 1984 rivelò che il 55% degli adolescenti americani crede nell'astrologia. Inoltre quotidianamente migliaia di persone basano decisioni mediche, professionali e individuali sui consigli ricevuti dagli astrologi e dalle pubblicazioni astrologiche. I particolari delle sue origini si perdono nell'antichità, ma l'astrologia risale comunque a migliaia di anni fa e appare in forme diverse in molte culture. Essa è sorta in tempi in cui l'immagine del mondo che l'umanità possedeva era dominata dalla magia e dalla superstizione, quando la necessità di comprendere i misteri della natura era spesso questione di vita o di morte. A quell'epoca gli oggetti celesti apparivano come divinità, spiriti importanti, o, come minimo, simboli o rappresentanti di personaggi divini che trascorrevano il proprio tempo ad armeggiare con la vita quotidiana degli umani. La gente cercava ansiosamente segni celesti sulle intenzioni degli dei. Valutato in questo contesto, un sistema che connettesse i luminosi pianeti e le costellazioni zodiacali, con aspetti significativi dell'esistenza, era affascinante e rassicurante. E anche oggi, nonostante tanto impegno nell'educazione scientifica, il fascino dell'astrologia per molta gente non è diminuito. Per loro, pensare a Venere come ad un mondo deserto ricoperto di nuvole e rovente come un forno, è molto meno attraente che considerarlo come un aiuto nel decidere con chi sposarsi. Un buon metodo per cominciare a riflettere sulla prospettiva astrologica consiste nell'assumere un atteggiamento scettico ma allegro di fronte alle conseguenze logiche di alcune delle sue pretese. Ecco di seguito 10 quesiti che mi piacerebbe porre ai sostenitori dell'astrologia.

 

Le 10 domande

1. Qual è la probabilità che un dodicesimo della popolazione mondiale abbia una giornata dello stesso tipo? Gli autori delle colonne di astrologia dei quotidiani (rubriche che appaiono su più di 1200 giornali nei soli Stati Uniti) affermano che voi potete apprendere qualcosa sulla vostra giornata leggendo uno dei 12 paragrafi sul giornale del mattino. Una semplice divisione mostra che 400 milioni di persone del mondo avranno lo stesso tipo di giornata, ogni giorno.

Dovendo soddisfare tante esigenze contemporaneamente, è chiaro perché le predizioni astrologiche sono espresse nella forma più vaga e generica possibile.

2. Perché è il momento della nascita, e non quello del concepimento, cruciale per l'astrologia?

L'astrologia sembra scientifica ad alcuni perché l'oroscopo è basato su un dato preciso: il momento della nascita. Quando l'astrologia si sviluppò, molto tempo fa, tale momento era considerato l'istante della magica creazione della vita. Ma oggigiorno noi sappiamo che la nascita è la fase culminante di nove mesi di costante sviluppo nell'utero. Anzi, gli scienziati ora ritengono che molti aspetti della personalità di un bambino siano fissati molto prima della nascita.

Io sospetto che il motivo per cui gli astrologi si affidano ancora al momento della nascita ha poco a che fare con la "teoria" astrologica. Quasi ogni cliente sa quando è nato/a, ma è difficile (e forse imbarazzante) identificare il momento del concepimento di una persona.

3. Se l'utero della madre può proteggere dagli influssi astrologici fino alla nascita, possiamo ottenere lo stesso effetto con un involucro di bistecche? Se così potenti forze emanano dai cieli, per quale motivo esse vengono inibite prima della nascita da un sottile schermo di muscoli, carne e pelle? Se il possibile oroscopo di un bambino è insoddisfacente, potremmo ritardare l'azione delle influenze astrologiche avvolgendo immediatamente il neonato con un involucro di bistecche fino a che i segni celesti saranno più favorevoli?

4. Se gli astrologi sono così abili come affermano, perché non sono più ricchi? Alcuni astrologi rispondono che essi non sono in grado di predire eventi particolari, ma solo tendenze generali. Altri affermano di avere il potere di prevedere i grandi eventi, ma non i piccoli, Ma in ogni caso gli astrologi potrebbero ammassare miliardi pronosticando il comportamento generale del mercato finanziario o delle borse merci, evitando così di imporre alti onorari ai propri clienti. Nell'ottobre del 1987, quanti astrologi previdero il "lunedì nero" in Borsa, mettendo in guardia i loro clienti?

5. Tutti gli oroscopi compilati prima della scoperta dei tre pianeti più esterni sono sbagliati? Alcuni astrologi affermano che il segno zodiacale (la posizione del Sole sullo Zodiaco al momento della nascita, che la maggior parte degli oroscopi sui quotidiani usa come unico riferimento), è una guida inadeguata per comprendere gli effetti del cosmo. Questi professionisti "seri" (generalmente quelli che hanno abbandonato il redditizio affare della vendita di articoli ai giornali) insistono nell'affermare che l'influenza di tutti i corpi celesti di maggiori dimensioni del sistema solare deve essere presa in considerazione compresi Urano, Nettuno e Plutone, che non furono scoperti, rispettivamente, fino al 1781, al 1846, e al 1930. In tal caso, che accade della pretesa di molti astrologi secondo i quali la loro arte ha condotto a predizioni accurate per molti secoli? Tutti gli oroscopi compilati prima del 1930 erano sbagliati. E come mai le imprecisioni in questi oroscopi non hanno portato gli astrologi a dedurre la presenza di Urano, Nettuno e Plutone molto prima che gli astronomi li scoprissero? Che succede se gli astronomi trovano un decimo pianeta? E che dire degli asteroidi e dei satelliti di dimensione planetaria del sistema solare esterno?

6. Dobbiamo condannare l'astrologia come una forma di fanatismo? In una società civile noi deploriamo tutti i sistemi che giudicano l'individuo semplicemente in base al sesso, al colore della pelle, alla religione, alla nazione di origine, o alle altre circostanze casuali della nascita. Nonostante ciò gli astrologi vantano di valutare la gente basandosi su un'altra circostanza casuale legata alla nascita - le posizioni degli oggetti celesti. Forse che rifiutare un appuntamento a un Leone o un lavoro a una Vergine non è così riprovevole come rifiutare un appuntamento a un Cattolico o un lavoro a una persona di colore?

7. Perché scuole diverse di astrologia sono così in disaccordo l'una con l'altra? Gli astrologi sembrano essere in disaccordo sulla maggior parte degli aspetti fondamentali del loro mestiere: se tener conto della precessione dell'asse della Terra, quanti pianeti e altri oggetti celesti devono essere considerati, e - soprattutto - quali tratti della personalità si associano con ciascun fenomeno cosmico.

Leggete 10 diverse colonne di astrologia, o procuratevene una letta da 10 differenti astrologi, e probabilmente otterrete 10 differenti interpretazioni.

Se l'astrologia è una scienza, come pretendono i suoi sostenitori, perché i suoi cultori non convengono su una teoria comune dopo migliaia di anni di raccolta di dati e di affinamento della loro interpretazione? Le idee scientifiche generalmente convengono nel tempo man mano che vengono verificate in laboratorio o altrove. Invece i sistemi basati sulla superstizione o su credenze personali tendono a divergere man mano che i loro adepti fanno carriera separatamente manovrando per il potere, il denaro o il prestigio.

8. Se l'influenza astrologica è trasportata da una qualsiasi forza nota, perché sono i pianeti ad avere l'effetto maggiore? Se gli effetti dell'astrologia possono essere attribuiti alla gravità, alle forze di marea, o al magnetismo (ciascuna di queste cause è invocata da una scuola diversa), anche uno studente di fisica alle prime armi può eseguire i calcoli nacessari per stabilire che cosa realmente influenzi un bambino appena nato. Questi calcoli sono stati eseguiti per molte diverse situazioni nel volume di Roger Culver e Philips Ianna Astrology: True or False. Per esempio, risulta che l'ostetrica che assiste il bambino possiede un'attrazione gravitazionale che è sei volte quella di Marte, e una forza di marea duemila miliardi di volte più intensa. Infatti l'ostetrica possiede certamente meno massa di Marte, ma è enormemente più vicina al bambino.

9. Se l'influsso astrologico è trasportato da una forza ignota, perché questa è indipendente dalla distanza? Tutte le forze ad ampio raggio d'azione che noi conosciamo nell'universo diventano sempre più deboli con l'allontanarsi degli oggetti. Ma, come ci si potrebbe aspettare in un sistema geocentrico costruito migliaia di anni fa, le influenze astrologiche non dipendono affatto dalla distanza. L'importanza di Marte nel vostro oroscopo è la stessa, sia che il pianeta sia della stessa parte del Sole insieme con la Terra, sia che si trovi sette volte più lontano dal lato opposto. Una forza che non dipende dalla distanza sarebbe una scoperta rivoluzionaria.

10. Se gli influssi astrologici non dipendono dalla distanza, perché non esiste un'astrologia delle stelle, delle galassie e dei quasar? L'astronomo francese Jean Claude Pecker ha osservato che gli pare segno di chiusura mentale degli astrologi il limitare la loro attività al nostro sistema solare. Miliardi di stupendi corpi celesti in tutto l'universo sommerebbero il loro influsso a quello dei nostri esili e piccoli Sole, Luna e pianeti. Un cliente il cui oroscopo ometta gli effetti di Rigel, della pulsar del Granchi e di M31, ha veramente ricevuto indicazioni complete?

 

L'astrologia messa alla prova

Anche se concediamo agli astrologi il beneficio del dubbio su tutti questi aspetti - accettando che gli influssi astrologici possano esistere indipendentemente dalle conoscenze correnti sull'universo - esiste una devastante prova finale. Semplicemente l'Astrologia non funziona. Molte verifiche hanno dimostrato che nonostante le loro pretese gli astrologi non possono predire un bel niente. In fin dei conti, non abbiamo bisogno di sapere "come" qualcosa funziona per sapere "se" funziona. Durante gli ultimi venti anni, mentre gli astrologi sono stati troppo occupati per effetture validi controlli statistici sul loro lavoro, fisici e sociologi lo hanno fatto per loro. Prendiamo in considerazione alcuni studi significativi. Lo psicologo Bernard Silverman dell'Università del Michigan ha esaminato le date di nascita di 2.978 coppie che si stavano per sposare e di 478 coppie che stavano per divorziare. La maggior parte degli astrologi sostiene di poter almeno stabilire quali segni sono compatibili o incompatibili nel campo dei rapporti tra persone. Silverman ha confrontato tali predizioni con ciò che era realmente avvenuto, e non ha trovato alcuna correlazione. Uomini e donne dai "segni incompatibili" si sposavano e divorziavano con la stessa frequenza di quelli con i "segni compatibili".

Molti astrologi insistono nell'affermare che il segno zodiacale di una persona è fortemente correlato con la sua scelta professionale. Infatti, fornire consigli sull'attività lavorativa è una funzione importante della moderna astrologia. Il fisico John McGervey della Case Western Reserve University ha esaminato le biografie e le date di nascita di circa 6.000 politici e 17.000 scienziati per vedere se i membri di questi gruppi professionali appartengono a certi particolari segni, come predicono gli astrologi. Egli ha scoperto che i segni di entrambi i gruppi sono distribuiti in modo totalmente casuale.

Per superare le obiezioni degli astrologi che sentono che il segno zodiacale da solo non è sufficiente per una predizione, il fisico Shawn Carlson del Lawrence Berkeley Laboratory ha eseguito un ingegnoso esperimento. Gruppi di volontari furono interpellati per fornire le informazioni necessarie per trarre un oroscopo e per compilare il California Personality Inventory, un questionario standard degli psicologi che usa proprio il tipo di termini vaghi, generici e descrittivi caratteristici degli astrologi.

Una "rispettabile" organizzazione astrologica costruì gli oroscopi per i volontari, e 28 astrologi professionisti che avevano approvato in anticipo la procedura ricevettero ciascuno un oroscopo e tre profili di personalità, uno dei quali apparteneva al soggetto dell'oroscopo. Il loro compito consisteva nell'interpretare l'oroscopo e decidere quale dei tre profili gli si adattava. Sebbene gli astrologi avessero previsto di fornire più del 50% di risposte giuste, il loro punteggio effettivo su 116 prove fu soltanto del 34%, proprio quello che ci si sarebbe aspettato tirando a indovinare! Carlson ha pubblicato i suoi risultati sul fascicolo del 5 dicembre 1985 di «Nature», con grande imbarazzo della comunità astrologica. Altri tests mostrano che importa poco ciò che un oroscopo dice, se il soggetto è convinto che le interpretazioni vengono date per lui - o lei - personalmente. Alcuni anni fa lo statistico francese Michel Gauquelin inviò l'oroscopo di uno dei peggiori assassini di massa della storia francese a 150 persone e chiese loro quanto andasse bene a ciascuno. Il 34% dei soggetti dichiarò di riconoscersi nella descrizione.

Geoffrey Dean, un ricercatore australiano che ha condotto ampie indagini sull'astrologia, rovesciò le descrizioni astrologiche di 22 soggetti, sostituendole con frasi che affermavano l'opposto di ciò che ciascun oroscopo sosteneva. Tuttavia i soggetti di questo studio affermarono che le descrizioni si adattavano loro quasi con la stessa frequenza (95%) delle persone che avevano ricevuto le frasi "giuste"*. Chiaramente, quelli che cercano gli astrologi sentono il bisogno di una guida, di qualsiasi genere.

Tempo fa gli astronomi Culver e Ianna seguirono le predizioni rese pubbliche da ben noti astrologi e organizzazioni astrologiche per cinque anni. Su più di 3000 predizioni (comprese molte su uomini politici, divi del cinema, e altri personaggi famosi), circa il 10% si realizzarono. Vecchi cronisti (come del resto il CICAP, ha fatto, n.d.r.) potrebbero fare molto meglio con pronostici guidati dall'esperienza.

Se le stelle guidano gli astrologi a predizioni sbagliate 9 volte su 10, essi difficilmente possono apparire come guide affidabili per le decisioni della vita e gli affari di stato. Tuttavia milioni di persone, compresa la moglie di Reagan**, sembrano credere in loro.

Chiaramente, quelli tra noi che amano l'astronomia non possono che sperare che la pubblica infatuazione per l'astrologia scompaia.

Noi dobbiamo parlare a voce alta ogni qualvolta è utile o opportuno per discutere le falsità dell'astrologia, e incoraggiare l'interesse per il reale universo di remoti mondi e Soli, che sono misericordiosamente indifferenti alle vite e ai desideri delle creature del pianeta Terra. Non permettiamo che un'altra generazione di giovani cresca legata a un'antica fantasia, residuo di un tempo in cui ci rannicchiavamo intorno al fuoco, timorosi della notte.

 

La "Jetologia"

Un buon metodo per fare in modo che la gente rifletta sulla validità dell'astrologia consiste nel suggerire una "scienza" analoga che non sia altrettanto carica di tradizione e di storia. Mi piace chiedere alla gente di considerare la nuova scienza della "jetologia", la quale sostiene che la posizione di tutti i jumbo-jet del mondo nel momento della nascita di una persona condiziona la sua personalità e il suo destino.

Per ottenere il massimo beneficio da un oroscopo jetologico, un jetologo professionista deve analizzare attentamente la distribuzione delle posizioni dei jet in tutto il mondo. Poiché un computer sarà di aiuto nel raccogliere e organizzare i dati, la jetologia "deve" essere una disciplina scientifica!

Ma anche quando la vostra carta jetologica verrà completata, un profano non sarà in grado di darle un significato. Anni di addestramento sono necessari per interpretare correttamente il quadro. Per esempio considerate l'affollarsi di aerei sull'aeroporto O'Hare di Chicago; il suo significato per la vita sentimentale del soggetto richiederà una grande mole di studio per un esperto jetologo.

Quando i vostri ascoltatori cominciano a ridere dell'assurdità di questo esempio, potete chiedere loro che cosa lo rende così divertente. Qualcuno sicuramente domanderà perché le posizioni di quegli oggetti dovrebbero avere qualcosa a che fare con le nostre vite.

Andrew Fraknoi

Società Astronomica del Pacifico

* Il fatto che si tratti del 95% anziché del 100% non è significativo, perché la differenza è dello stesso ordine dell'errore statistico.

** L'interesse di Nancy Reagan per l'astrologia non è privo di precedenti. La signora Eleanor Roosevelt rispose a una domanda riguardante l'astrologia in un modo che suona praticamente come una conferma della cosidetta astrologia "scientifica".


http://www.cicap.org/articoli/at100018.htm 

L’inconsistenza scientifica dell’astrologia

di Margherita Hack


Anche prima del crollo della fisica aristotelica e dell'immagine tolemaica del mondo, l'astrologia ebbe notevoli oppositori, come documentato da una vasta letteratura. Però, la sostanza delle obiezioni era sempre di natura morale o religiosa. E anche quando si basava sull'esperienza, denunciando le false e contraddittorie previsioni degli astrologi, o si rispondeva che l'astrologo non sapeva il proprio mestiere o, più semplicemente, che se gli insuccessi erano molti, più memorabili erano i casi in cui gli oroscopi s'erano verificati. In realtà, non erano i successi o i fallimenti il criterio adatto a giudicare l'astrologia. Essa si riteneva giustificata al di là di ogni dubbio, dalla visione del mondo dominante e condivisa ovunque quasi da tutti; da una scienza di tipo qualitativo, nonché da un vivere quotidiano che aveva un'idea approssimativa delle distanze e del tempo, scandito più dalle stagioni che dalle ore. In particolare, il mondo veniva distinto in una sfera atemporale e divina, dove anche i pianeti erano dei; ovvero, dotati di particolari caratteristiche e poteri, capaci di influire su una sfera sublunare, luogo di cose pesanti e abitazione di creature mortali e corrotte. Le quali, inoltre, riflettevano nella loro costituzione, una precisa corrispondenza col mondo concepito come un grande animale. Insomma, la classica corrispondenza fra macrocosmo e microcosmo, tanto combattuta da Pico della Mirandola, nella sua celebrazione della dignità e libertà dell'uomo. Così si spiega come fosse possibile credere di leggere nelle stelle il destino degli uomini e delle cose. Stelle, pianeti, Sole e Luna, non erano soltanto indispensabili, per creare un calendario e per orientarsi, ma erano anche temuti: un'eclisse, una cometa facevano spavento dato che non si capiva con precisione né la loro natura, né la loro causa. Quando un pianeta sembrava fermarsi, sostare e tornare indietro nel suo cammino zodiacale, nonostante il carattere ciclico anche di questo fenomeno, esso destava preoccupazione e meraviglia; e, in connessione con altri aspetti del cielo, si interpretava come un segno di avvenimenti buoni o cattivi.

La rivoluzione copernicana

In antico, le parole astronomia e astrologia erano intercambiabili. La distinzione si fece via via sempre più netta, quando si prese a distinguere fra lo studio e le previsioni dei fenomeni naturali, compito dell'astronomia propriamente detta, e l'astrologia « giudiziaria »: quella, cioè, che formula giudizi sulle persone e ne predice le sorti e il destino. Questo avvenne verso la fine del 1300. Fu da allora, che, dopo una maturazione di secoli, e per un complesso di ragioni che andavano da quelle filosofiche e religiose alle scientifiche ed economiche, si diffuse una rivoluzione culturale che sconvolse proprio il cielo e la terra. E neppure è un caso, se ebbe per maggiori protagonisti Copernico e Galileo, un prete e un laico: entrambi, credenti sinceri, ma sovvertitori, loro malgrado, di un vecchio ordine e tenaci costruttori di un nuovo, non più dominato da cause occulte e da influenze soprannaturali. Il primo, col mettere il Sole al centro del sistema planetario, rispondeva ad una esigenza semplificatrice, soddisfacendo anche meglio ad un diffuso sentimento platonico che vedeva nel Sole l'immagine di Dio. Il secondo, mentre introduceva un metodo di misura e precisione per leggere la natura come un libro non meno sacro della Bibbia, scopriva col cannocchiale dei mondi insospettati, e quasi una nuova rivelazione divina. E vero che con questo nuovo metodo teorico-sperimentale, e con tali scoperte, si finiva per smantellare un plurisecolare edificio, fondato tanto sul sentimento religioso quanto sul senso comune. E si arrivava a sloggiare il Paradiso e l'Inferno, dove una folla di Angeli, Diavoli e tutti gli uomini avevano (o avrebbero avuto) una loro ben ordinata e definitiva dimora. Ma se questo poteva turbare la coscienza popolare e mettere in difficoltà i teologi e il potere della Chiesa e dei principi, d'altra parte la maniera galileiana e newtoniana di fare scienza si dimostrava non meno razionale di quella precedente, e soprattutto così feconda di risultati, che era impossibile che la vecchia struttura non rovinasse con tutto quel che conteneva, compresa l'astrologia. Come si potevano paragonare le sue discutibili previsioni, con quelle calcolate mediante la teoria della gravitazione? Quale astrologo poteva anticipare, come fece Halley, il ritorno della cometa che porta il suo nome ? Oppure, dalle perturbazioni osservate in alcuni pianeti, dedurre la presenza di altri corpi e scoprirli proprio dove gli astronomi indicavano? Sicché, avvenne che alla giovane classe colta e poi ad una cerchia sempre più numerosa, l'astrologia cominciasse ad apparire quasi come apparve a Casanova quella stagionata amante di occultisti, che era la Marchesa d'Urfé: « Il più seducente seno di Francia, quarant'anni prima ». E proprio come la illusa Marchesa si affidò per rinascere alle magiche birbanterie del veneziano, anche l'astrologia, da quel tempo, ha sempre cercato dei Casanova, subito pronti alle più rimunerative operazioni di restauro. A parte gli scherzi, interpretare la rivoluzione scientifica come una rivolta dei laici e della ragione, contro la religione cosmica, le cause occulte e anche molti aspetti della teologia cristiana, sarebbe dipingere un quadro errato e troppo semplicistico. Ciò non toglie che sia un utile schema per iscrivervi anche la storia dell'astrologia coi suoi trascorsi e ricorsi, nonché i suoi aspetti più contraddittori. Ci sembra che serva a spiegare il motivo per cui, quando predominava un qualche tipo di religione cosmica, l'astrologia veniva considerata (confusa con l'astronomia) la regina delle scienze; mentre si distingueva dall'astronomia e si dimostrava una superstizione, col prevalere di una cultura centrata sull'uomo e il suo modo di teorizzare e esperimentare.
Ciò non significa, che, per esempio, Einstein, credente in una specie di religione cosmica, lo si possa trasformare in un adepto dell'astrologia, come hanno fatto alcuni astrologi sfacciati. Egli, che si riteneva « un miscredente profondamente religioso », sosteneva che « tutto è determinato, sia per l'insetto quanto per la stella... e che gli esseri umani, i vegetali e le polveri cosmiche, noi tutti danziamo al suono di una musica misteriosa, suonata in lontananza da un invisibile flautista... ». Però, si affrettava ad aggiungere (se mai ce ne fosse stato bisogno, e come si può riscontrare fra l'altro in un commento a delle lettere di Keplero) che « nemmeno il teorizzare logicomatematico più rigoroso... garantisce per se stesso la-verità; e che la più bella teoria logica non serve a nulla nella scienza naturale, in mancanza di un confronto con l'esperienza ». E se Keplero, benché sapesse che l'astrologia era come una « piccola volpe », seguitava a crederci, significa (prosegue Einstein) che non era riuscito a ucciderla dentro di sé. Ossia, non era riuscito a dominare quel suo difetto di teorizzare a vuoto. Vi riuscirono, non senza tentennamenti e contraddizioni, Newton e Galileo: quest'ultimo, così contrario alle cause occulte, da incorrere nell'errore di disconoscere l'attrazione esercitata dalla Luna, come causa delle maree. Tuttavia, anche loro, furono a volte considerati propensi all'astrologia, perché Galileo fece alcuni oroscopi (con risultati del tutto errati); e Newton, perché si interessò per molto tempo di profetismo biblico e di alchimia, stretta parente dell'astrologia. A questo proposito, si cita, anzi, una presunta replica di Newton all'amico anti-astrologo Halley: « Io ho studiato l'astrologia, Signor Halley, voi no! », riportata dall'astrologo W. Gorn Old (Sepharial) nel suo libro: Astrologia Ebraica. Chiave per lo studio dei Profeti, pubblicato nel 1929. Il curioso è che una frase quasi identica si legge pure nell'ultima edizione (1911) del Testo di Astrologia di Alfred Pearce, ma usata contro Newton « per la sua asserita scoperta della vuotaggine dell'astrologia... Egli (cioè Newton) non l'esamina, perciò non può capirla ». Quel che è certo, è che Newton rifiutava le cause occulte, al contrario sia degli alchimisti che degli astrologi.


Una risposta per ogni domanda

Cerchiamo ora di illustrare meglio l'atteggiamento della scienza rispetto all'astrologia . Come si è accennato, gli astrologi non si preoccupavano delle contraddizioni più smaccate. Alla domanda: « Come mai di tre bambini nati nello stesso momento e luogo, con gli stessi segni nelle medesime case e insomma col medesimo oroscopo, uno diventa un poeta, l'altro un commerciante e il terzo un barbone? », rispondevano: « Perché hanno un diverso "seme" (oggi si direbbe "patrimonio genetico"), e un diverso ambiente sociale, climatico e culturale ». Se invece due gemelli nascevano a due o tre ore di intervallo ed erano identici, allora significava che erano stati concepiti in tempi diversi. Ma se due gemelli nascevano appena a mezz'ora l'uno dall'altro, e tuttavia erano diversi di sesso e destino? La risposta era che mezz'ora equivale ad uno spostamento di 7,5 gradi della sfera celeste, e ciò faceva una grande differenza. Analogamente, per quanto concerne la responsabilità personale. Se un assassino si giustificava del delitto commesso affermando d'essere nato sotto un segno fatale, il giudice sosteneva che le stelle « inclinano, ma non necessitano », e lo condannava. La situazione per gli astrologi divenne più seria non appena si rimosse la Terra dal centro e se ne fece un pianeta fra gli altri, in quanto indebolì la credenza che le influenze esterne fossero particolarmente concentrate sul nostro pianeta. Tuttavia, non era una ragione sufficiente, come dimostrava l'attaccamento di Keplero all'astrologia; e nemmeno bastarono le scoperte come le 4 lune di Giove, osservate da Galileo mediante il cannocchiale. Infatti, il fiorentino Francesco Sizzi, astronomo e astrologo, argomentava che siccome « abbiamo nella testa sette finestre narici, orecchi, occhi e bocca) corrispondenti a due pianeti favorevoli e a due sfavorevoli, ai due luminari, e soltanto Mercurio incerto e indifferente...; e che la settimana era costituita da 7 giorni aventi ognuno il nome di un pianeta, e esistendo 7 metalli ecc... tutto crollava se si aggiungevano le 4 lune di Giove. Le quali, d'altronde, essendo invisibili, non potevano avere alcuna influenza sulla Terra, e quindi non esistevano ». Sembrano argomenti da ridere, e in gran parte lo sono. D'altra parte la mistica dei numeri e delle corrispondenze ha le sue profonde radici nella credenza di un universo d'armoniosi rapporti. Mistica che, se fa prendere grosse cantonate anche a filosofi come Hegel allorché si incaponì che non potevano esistere più di 7 pianeti, e per diverse ma non troppo dissimili considerazioni, a scienziati come Eddington e tanti altri, diventa una fonte di corretta ispirazione quando (come abbiamo ricordato parlando di Einstein) viene controllata dall'esperienza. Comunque, la sconfitta dell'astrologia divenne inevitabile col moltiplicarsi dei successi dell'astronomia, il diffondersi del metodo scientifico in tutti i settori della ricerca, e il precisarsi delle relazioni fra filosofia, religione e scienza. Ieri l'astrologia era una notevole fonte di guadagni. Oggi, forse, lo è molto di più e con assai meno rischi, se ricordiamo che un tempo più vicino del nostro alla mitica età dell'oro, tanto amata dagli occultisti, ci si poteva tuttavia rimettere la testa. Come la leggenda dice sia avvenuto ai cinesi Hi e Ho, astrologi alla corte dell'imperatore Schiong-Kong, per aver mancato la previsione di un'eclisse, verificatasi nell'autunno del 2159 a.C. Ma quel che l'astrologia ha perso definitivamente, è il duplice prestigio che aveva: quello d'essere religione e scienza, una dottrina e una pratica. Gli astronomi e gli scienziati nati dalla rivoluzione scientifica, hanno così dovuto abbandonare l'astrologia, e se ci hanno perso in quattrini e sacralità, non c'è dubbio abbiano guadagnato in dignità e conoscenza: che è anche la ragione per cui il numero degli astronomi è assai minore di quello dei loro ex colleghi. Comunque, l'odierna critica dell'astrologia elenca tante obiezioni scientifiche e filosofiche, che pure limitandoci a citarne solo poche, è con la strana sensazione di maramaldeggiare che lo facciamo.


Qualche obiezione

Una prima ovvia constatazione è che gli astrologi non sono d'accordo nemmeno sulla definizione stessa d'astrologia, sebbene ci tengano moltissimo a chiamarla scientifica. Ne consegue che non sanno se i loro oroscopi servano a fare previsioni, oppure abbiano un intento più psicologico e meno divinatorio. Se guardiamo ai loro metodi, vediamo che non ne hanno uno solo. Ma anche quando si decidono a scegliere, mettiamo, l'astrologia tropicale invece di quella siderale, fra i loro risultati c'è ugualmente una completa discordanza, peraltro da essi considerata quasi inevitabile e attribuita all'interpretazione. Tanto che, a questo punto, l'astrologia non è più una scienza, ma diventa un'arte; e la discordanza, una discordanza artistica, magari in omaggio all'universale armonia. Passando ai particolari, alcuni riconoscono il fatto che le costellazioni zodiacali in realtà sono 13, e non 12 come nella tradizione classica, mentre altri discutono dell'impiego astrologico degli asteroidi, delle conseguenze della variabilità delle distanze planetarie, o del significato che si deve dare a pianeti quali Urano, Nettuno e Plutone: hanno più effetto su una generazione o sull'individuo? E per quale ragione non hanno dedotto dagli oroscopi l'esistenza di questi medesimi pianeti, o almeno di Urano, che è quasi visibile ad occhio nudo, invece di lasciare questo onore agli astronomi ? Inoltre, sempre a proposito di Urano, che è stato trovato circondato da almeno 7 o 9 anelli, quali nuove influenze attribuirgli? Giove, pure lui anelluto, acquisterà di forza e poteri benefici? E il cattivo Plutone, diventerà birichino, ora che ci si è accorti che è molto più piccolo di quanto si credesse, e intorno gli orbita una luna? Davanti a tutte queste novità, un Sizzi moderno, un astrologo scrupoloso, dovrebbe sentirsi girare la testa più turbinosamente di una stella di neutroni. La verità è che non se ne cura, dato che per lui la scienza è solo un'etichetta da conservare bene appiccicata alla parola astrologia. Del resto, un po' come succede per i segni astrologici, appiccicati a costellazioni che non gli appartengono più. E ciò a causa della famosa « precessione degli equinozi », che non finisce di confondere gli astrologi, i quali parlano della non meno famosa « Età dell'Acquario », ma senza sapere cosa sia, né quando cominci, ne quando avrà termine.


Un testo farcito di balordaggini

L'inadeguatezza culturale degli astrologi appare evidente consultando qualche loro testo, come quello firmato da Serena Foglia, presidente del Centro Italiano di Astrologia (CIDA). Di pagina in pagina e quasi di riga in riga, è un susseguirsi di balordaggini, che dimostrano una serena ignoranza o una disarmante presunzione. Certo, non rilevate da quei recensori di comodo, i quali l'hanno incensato senza nemmeno fiatare, davanti a vocaboli (come « disturbanze ») che denunziano la fonte inglese di alcuni paragrafi mal tradotti, mal digeriti e ancor peggio impiegati. Ma questo è nulla. Si confondono elementari nozioni quale la rotazione della Terra intorno al proprio asse, col moto di rivoluzione intorno al Sole; gli equinozi, col perielio e l'afelio; le ore, con i gradi; il tempo siderale, col tempo solare vero; i raggi gamma, con le onde radio; si definisce lo zenit come la perpendicolare al piano dell'eclittica, scambiando quindi l'eclittica con l'orizzonte. E tutto ciò in un libro intitolato L'alfabeto delle stelle! Che ne direste di un tale che da un pulpito o da una cattedra pretendesse di farvi da insegnante o da guida, e poi vi accorgete che confonde i punti cardinali coi membri del Sacro Collegio? Ecco, l'autore in questione, e gli astrologi in generale, fanno qualcosa di simile. Se volete un'immagine, sono come dei tragopogoni o dei tarassaci, quelle piante dette volgarmente anche bugie o soffioni, perché vagano seducenti nell'aria, ma basta un soffio a staccarne i peli e i frutti dal capolino. Insomma, sono artisti del confusionismo, ma se glielo spiattellate, vi sgattaiolano via nei meandri muschiosi della simbologia, o in quelli pisciosi della psicanalisi, tirando in ballo l'immancabile Jung, e fingendo di capire il significato delle sue misteriose sincronicità.
Un ultimo commento su questo libro, dove, come al solito, ci si appropria indebitamente anche del nome di Eddington. Subito in apertura, se ne cita una frase dove si apprende che il nostro corpo sarebbe composto da circa 1027 atomi, e basterebbero 1028 corpi umani per formare una stella. Si osserverà che è un banale errore di stampa, e che le cifre suddette vanno lette come un 10 con, all'esponente, rispettivamente un 27 e un 28 (cioè un 1 seguito da 27 e 28 zeri). Però noi siamo convinti che sia 10 alla ventinovesima o trentesima volte più probabile, che si tratti di un ulteriore esempio di sapienza alla maniera astrologica. Da un punto di vista filosofico e di metodo, non si rifiuta l'astrologia negando le influenze cosmiche, le interazioni di tutti i corpi dell'Universo. La gravitazione, nonché le radiazioni corpuscolari e elettromagnetiche provenienti dalle stelle, sono un fatto, anche se non sono tutte e sempre rilevabili. Così, per esempio, gli oggetti che ci circondano, questo mobile, questa casa e la stessa partoriente rispetto al neonato, esercitano su quest'ultimo influenze molto più importanti delle posizioni del Sole, della Luna e dei pianeti. Invece, l'astrologia si rifiuta, perché, al contrario della scienza, è vaga nei suoi responsi, e non è « falsificabile », proprio come non è confutabile la classica sentenza dell'oracolo: Ibis redibis non morieris in bello. Anzi, aggiungiamo che l'essenza del metodo scientifico, la fortuna, o per meglio dire il successo della scienza, non consisterebbero neppure nel metodo galileiano-newtoniano, il quale in definitiva crede in una descrizione esauriente e completa del mondo; ma nella possibilità che una teoria venga combattuta e abbattuta, per venire sostituita da una teoria migliore, anch'essa falsificabile, e così via. Cosa impossibile, dice Popper, per teorie come l'astrologia e la psicanalisi; e anche la teoria marxista della storia, trasformata dai seguaci di Marx in una tecnica divinatoria non dissimile da quella astrologica.


Una difesa contro ancestrali paure

In questo quadro, appare evidente che la scienza moderna non si accontenta più di una semplice formulazione logica e coerente; non si preoccupa più di ricercare una mitica verità assoluta, né di creare sistemi e « visioni del mondo » come quella astrologica, ma procede caso per caso, benché non rinneghi l'utilità di sistemi e teorizzazioni. Operando così, la scienza diventa sempre meno antropomorfica e più astratta. Ma se l'accusiamo di astrazione, allora significa che preferiamo una qualsiasi pseudo-scienza come l'astrologia, che dietro i termini apparentemente tecnici e presi in prestito dall'astronomia, in realtà maschera dei sogni infantili di carattere animistico e mitologico, e una difesa contro ancestrali paure.
Eccoci, dunque, arrivati al tema dell'odierna diffusione della astrologia, la quale, secondo le statistiche, conterebbe, soltanto negli Stati Uniti, oltre 30 milioni di credenti; e in tutto il mondo sarebbe la religione più diffusa, sebbene lasci quasi indenni le classi colte, specie quelle di formazione scientifica. Succederà come nel III e II secolo a.C. quando l'antirazionalismo si diffuse irresistibilmente dal basso verso l'alto, e l'astrologia conquistò le classi colte? Secondo noi è impossibile, anche se tutti sentono il bisogno di una religiosità più unificante e comprensiva, e nei cieli ad alcuni sembri di riudire il « brusio degli angeli ». La Marchesa d'Urfé non potrà rinascere; dovrà accontentarsi di belletti e di restauri al silicone, perché nonostante tutto non sono più le stelle a dominare l'uomo, ma è l'uomo che si accinge a entrare nei domini celesti e a fabbricare stelle e pianeti. E allora quale conclusione trarre sull'astrologia ? Risponderemo, anzi ripeteremo, che se fino a Copernico e Galileo era come un astro luminoso che non tramontava mai, dopo la rivoluzione scientifica è esplosa in mille pezzi, e ora ci appare come una di quelle comete che periodicamente visitano la Terra. Sono belle come l'astrologia, ma anche « fatte di niente » come l'astrologia. Sicché, almeno agli occhi della scienza, la gloriosa, millenaria avventura dell'astrologia è terminata in un « disastro »: attributo di derivazione astrologica, dal greco Dys-Astèr = cattiva stella.


http://www.cicap.org/articoli/at100020.htm

La Luna tra scienza e mito

di Silvano Fuso

 

 

Dopo il Sole, la Luna è il corpo celeste che appare con maggiore evidenza ad una semplice osservazione del cielo. Si comprende pertanto come essa, fin dall’antichità, abbia stimolato l’interesse e la fantasia dell’uomo. Mitologie lunari si ritrovano in tutte le culture: la sua misteriosa luminosità e la mutevolezza periodica del suo aspetto hanno da sempre spinto gli uomini a immaginare una possibile correlazione tra le vicende terrene e il nostro satellite.

Ancora oggi, a oltre venticinque anni dalla sua conquista da parte dell’uomo, la Luna continua ad alimentare mitologie condivise da molte persone. Anche molti di coloro che manifestano scetticismo nei confronti dell’astrologia in generale, nutrono invece una fiducia profonda nel ruolo che la Luna svolgerebbe nei confronti di molti fatti terreni.

Quanto segue vuol essere un contributo per capire, alla luce delle attuali conoscenze scientifiche, quali siano i reali influssi che il nostro satellite esercita sulla Terra e quanto sia invece solo il frutto di mitologie sopravissute alla rivoluzione scientifica. Senza nessuna pretesa di completezza, ci proponiamo soltanto di stimolare un dibattito e, quando necessario, ulteriori ricerche per chiarire eventuali dubbi.

Gli influssi accertati

La Luna dista dalla terra mediamente 384.000 km e possiede una massa di circa 7.36 x 1022 kg?? (circa 1/77 di quella terrestre). Se si escludono strani "effetti magici" non dimostrati, gli unici mezzi che la Luna ha a disposizione per interagire con la Terra sono: la forza gravitazionale e la luce solare che essa riflette.

L’effetto più evidente e maggiormente conosciuto originato dalla forza gravitazionale lunare è costituito dalle maree. Esse sono fenomeni complessi che sono principalmente generati dall’attrazione congiunta della Luna e del Sole sugli oceani. La differente forza gravitazionale agente su punti molto lontani tra loro determina il movimento della massa fluida.

Meno conosciuta è l’esistenza di un fenomeno simile che interessa l’atmosfera. Con un meccanismo analogo a quello che fa muovere l’acqua degli oceani, anche le masse gassose dell’atmosfera possono spostarsi determinando le cosiddette maree atmosferiche. Tali maree possono determinare piccole differenze di pressione dell’ordine di qualche millesimo di millimetro di mercurio (la pressione atmosferica è mediamente di 760 mm di mercurio).

Oltre alle maree atmosferiche sono state accertate le cosiddette maree terrestri. Il globo terrestre presenta nel suo insieme una certa elasticità (comparabile a quella dell’acciaio). Di conseguenza, sottoposto a tensioni originate dallo stesso meccanismo che origina le maree oceaniche e atmosferiche, può subire piccole deformazioni.

La luce riflessa dalla Luna è molto debole rispetto a quella solare. Pur essendo troppo debole per alimentare la fotosintesi clorofilliana, la luce lunare sembra tuttavia in grado di provocare certi movimenti (tropismi) in certe specie vegetali. Inoltre, alcuni organismi marini sembrano avere un comportamento riproduttivo influenzato dalla luce lunare.

Gli influssi presunti

Se gli influssi della Luna accertati sono piuttosto ridotti, quelli che le vengono attribuiti sono molto più numerosi. Limitandoci ai più comuni, possiamo citare: influssi meteorologici, influssi sismici, influssi sulle pratiche agricole, influssi sulla biologia umana.

Influssi meteorologici. In molte culture, soprattutto contadine, si ritiene che esistano profonde correlazioni tra l’attività lunare e le condizioni meteorologiche. Le variazioni di pressione prodotte dalle maree atmosferiche e la quantità di energia elettromagnetica trasportata dalla radiazione lunare appaiono troppo piccole per generare effetti apprezzabili sulle condizioni atmosferiche. All’origine della credenza relativa ai possibili influssi meteorologici della Luna ci può senz’altro essere l’osservazione di alcuni particolari aspetti del nostro satellite che si manifestano in corrispondenza di fenomeni atmosferici forieri di cambiamenti meteorologici. Ad esempio la maggiore o minore trasparenza dell’aria, dovuta a diverse condizioni di umidità, possono far apparire diversamente la Luna (un esempio tipico è il classico alone). Ovviamente però l’aspetto della Luna non è causa del cambiamento meteorologico in atto, bensì una sua conseguenza.

Influssi sismici. Studi statistici miranti a trovare una correlazione tra eventi sismici ed attività lunare hanno fornito risultati dubbi. Tuttavia non si può escludere che il fenomeno della maree terrestri possa avere una certa influenza sullo scatenarsi di sismi, conseguenti al liberarsi delle enormi quantità di energia elastica accumulata nel sottosuolo in corrispondenza delle faglie.

Influssi sulle pratiche agricole. Questo tipo di influssi è forse quello che gode di maggior credito da parte del mondo contadino e da parte di molti orticoltori dilettanti. Molti manuali di orticoltura "fai da te" e i classici calendari lunari per agricoltori raccomandano un rigoroso rispetto delle fasi lunari per lo svolgimento di quasi tutte le pratiche agricole: semina, trapianti, potature, taglio degli alberi, imbottigliamento del vino, ecc. Tutti i consigli forniti possono essere sintetizzati in una regola generale: «Tutto ciò che deve crescere e svilupparsi deve essere fatto in Luna crescente. Tutto ciò che deve arrestarsi e morire deve essere fatto in Luna calante». Già questa generalità e questa analogia tra fenomeni così disparati fa sorgere qualche dubbio e il sospetto che si tratti di un retaggio di antiche concezioni di "magia simpatica". Tuttavia molte di queste credenze sono state sottoposte a verifiche rigorose. In nessun caso sono emerse conferme attendibili. La luce lunare, ad esempio, pur essendo in grado di provocare tropismi, è troppo debole per influenzare in modo apprezzabile la crescita di una pianta. Inoltre, se tale influenza fosse reale, oltre alle fasi lunari, dovrebbero essere altrettanto importanti le condizioni dell’atmosfera. Queste ultime possono infatti determinare un maggiore o minore assorbimento della radiazione lunare. Non sembra neppure ragionevole pensare che abbiano un’influenza gli effetti gravitazionali della Luna. Se fosse vero, infatti, si dovrebbero riscontrare differenze di accrescimento anche in orti che si trovano a distanze diverse da colline o caseggiati. Infatti, l’effetto gravitazionale di questi ultimi è senz’altro comparabile con quello lunare. Discorso analogo vale anche per l’imbottigliamento del vino. Sembra estremamente improbabile che la gravità lunare (visto che nelle cantine la luce lunare naturalmente non arriva) possa influenzare le reazioni chimiche che determinano la qualità finale del prodotto. Sicuramente molti altri fattori, che probabilmente non vengono minimamente considerati, hanno un effetto determinante nella riuscita di certe pratiche. Le persone che credono agli influssi lunari sulle pratiche agricole, probabilmente devono le loro convinzioni al fatto che, per tradizione, sono sempre state rispettate e, in genere, i risultati ottenuti sono stati buoni. Si tratta tuttavia di una "prova" tautologica priva di ogni valore. (Tale "prova" fa venire in mente una vecchia barzelletta: un viaggiatore lanciava periodicamente palline di carta dal finestrino del treno. Un passeggero incuriosito gli chiese il perché di quella strana pratica. «Serve a tenere lontani gli elefanti» rispose il viaggiatore. Dopo che il suo compagno di viaggio gli fece notare che in quella zona non esistevano affatto elefanti, il viaggiatore replicò: «Vede che la mia tecnica funziona!»). ***

Un’altra credenza diffusa nel mondo contadino è quella della cosiddetta Luna rossa. Con tale espressione si intende la lunazione che comincia dopo la Pasqua. L’aggettivo rossa attribuito alla luna di questo periodo deriva dal fatto che sono frequenti fenomeni di appassimento dei germogli, che assumono una caratteristica colorazione rossastra. Tuttavia la Luna non c’entra un bel nulla con questi fenomeni. Essi sono infatti dovuti a gelate, piuttosto frequenti nel periodo considerato, che sono più intense quando il cielo è nitido, quando cioè, come conseguenza e non come causa, la Luna appare particolarmente splendente.

Influssi sulla biologia umana. Nel passato molte patologie venivano associate agli influssi lunari. L’esempio più noto è quello dell’epilessia, che veniva chiamata mal della Luna. Retaggi di queste antiche credenze si ritrovano ancora nel linguaggio attuale: un tipo volubile è detto lunatico e il cattivo umore viene indicato come Luna storta. Inutile dire che la medicina moderna ha destituito di ogni fondamento queste antiche credenze. Tuttavia molte convinzioni riguardanti gli influssi lunari su alcuni aspetti della fisiologia umana sono tuttora diffuse. Un esempio è la credenza che la Luna influenzi i cicli riproduttivi. La periodicità del ciclo lunare e del ciclo mestruale femminile ha fatto immaginare una possibile correlazione. da qui a pensare che le fasi lunari possano influenzare anche la frequenza delle nascite il passo è breve. Molti studi statistici (v. ad esempio S&P n.2, anno II e n.3, anno IV) hanno dimostrato che non esiste correlazione alcuna tra la frequenza delle nascite e le fasi lunari. Ciò nonostante molte persone continuano a consultare il calendario lunare per prevedere il momento del parto. Altra convinzione radicata è quella che riguarda la crescita dei capelli e delle unghie. Anche in questo caso, basandosi unicamente sulle antiche regole della magia simpatica, si ritiene che capelli e unghie crescano più rapidamente durante la fase di Luna crescente. Ben difficilmente la luce lunare o i suoi effetti gravitazionali possono influenzare le complesse reazioni biochimiche che determinano la crescita delle nostre strutture cheratiniche.

Conclusioni

Controlli scientifici rigorosi sembrano ridurre di molto il numero degli influssi che il nostro satellite eserciterebbe sulle vicende terrene e sulla nostra vita. Qualcuno, probabilmente, rimarrà dispiaciuto poiché l’astro d’argento perde, in tal modo, buona parte del suo fascino e del suo mistero. Tuttavia, come al solito, occorre distinguere nettamente i nostri desideri dalla realtà. Il fatto che la tradizione e la cosiddetta "saggezza popolare" continuino a credere ciecamente in certi influssi esercitati dalla Luna dimostra una verità ben nota a chi si occupa di problematiche paranormali e affini: vi è sempre la tendenza a evidenziare i fatti che confermano certe credenze e aspettative e a tralasciare quelli che invece le smentiscono. Inoltre di fronte a fenomeni complessi le cause influenti sono molteplici e soltanto un approccio scientifico e rigoroso consente di valutarne singolarmente gli effetti. Attribuire tutti gli effetti ad un’unica presunta causa, senza isolarla accuratamente da tutte le altre, è troppo semplicistico e porta inevitabilmente a solenni cantonate.

Bibliografia


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