FISICA/MENTE

 

 

L’ULTIMO STATO RAZZISTA AL MONDO [TRA I PAESI DEMOCRATICI]

[la frase tra parentesi l'ho introdotta io; R.R.]

 

 

Gli arabi vedono discriminazione nella distribuzione dei risarcimenti di guerra
 

di Harry De Quetteville,

25 settembre 2006

Tradotto da Mauro Manno




 

FASSUTA, Israel - Un legale si è recato presso la Corte Suprema d'Israele su incarico di commercianti e imprenditori arabi del villaggio di Fassuta, affermando che gli arabi israeliani non stanno ricevendo gli stessi compensidegli ebrei per le perdite sostenute durante la recente guerra di frontiera.
Il Ministero delle Finanze ha iniziato a pagare compensi a migliaia di commercianti e imprenditori che vivono e operano vicino al confine col Libano e i cui negozi o imprese sono stati danneggiati durante la guerra di 34 giorni contro Hezbollah.

Il suddetto ministero ha definito una "zona di frontiera" della larghezza di 6 miglia dal confine, all'interno della quale commercianti ed imprenditori vengono risarciti al 100% per le perdite. Ma quattro villaggi israeliani abitati da arabi - tra cui Fassuta, che si trova a sole due miglia dal confine - sono stati esclusi da questi benefici.

"Questo è razzismo," ha affermato Samuel Dakwar, un avvocato che difende alcuni commercianti e imprenditori delle zone arabe colpite, "ho cercato di trovare altre ragioni, che non fosse la discriminazione razziale anti-araba, che potevano aver spinto un essere razionale come il Ministro delle Finanze a prendere una simile squallida e irragionevole decisione. Non sono riuscito a trovarne."

L'avvocato Dakwar, che spera che la Corte Suprema dibatterà il suo caso il mese prossimo, ha affermato che questo trattamento diseguale significa che i suoi clienti riceveranno compensi dal 40% al 60% inferiori a quelli che riceveranno gli ebrei.

Malgrado il numero di vittime arabe israeliane (che la stampa sionista mondiale si è affrettata a sottolineare per poter accusare Hezbollah di uccidere dei palestinesi, ndt), "il governo ci ha risposto che noi non eravamo obiettivi di Hezbollah. Questa non è una cosa buona," egli ha detto.

Dei 43 civili israeliani uccisi dai razzi Katiusha di Hezbollah durante il conflitto, 18 erano arabi. Diverse unità di artiglieria israeliane erano posizionate nei campi tutt'intorno a Fassuta, facendo sì che la zona era un obiettivo dei militanti di Hezbollah.

"É solo discriminazione," ha detto Raik Matar, quarantacinquenne, proprietario di un'impresa edile. "A Fassuta, siamo stati sottoposti agli stessi bombardamenti e agli stessi pericoli, se non maggiori, di quelli che hanno subìto i villaggi ebraici vicini. Abbiamo sofferto durante il conflitto, ed ora veniamo presi in giro."

Tutti i negozianti e uomini d'affari israeliani colpiti dalla guerra dovranno essere risarciti. Alcuni riceveranno un compenso equivalente ai salari dei lavoratori per il periodo della chiusura delle imprese, ma i negozi e le aziende sulla "linea del fronte" saranno rimborsate per le perdite e per i mancati guadagni.

Quattro villaggi arabi sono stati esclusi dal gruppo delle imprese della "linea del fronte".

"Io riceverò 2.275 dollari per pagare i miei dipendenti," ha affermato il signor Matar. "Ma non prenderò i 3.470 dollari attributi per danni e mancati guadagni. Diversamente un imprenditore edile di Maalot, che si trova ben al di là delle 6 miglia dalla frontiera, prende l'intera somma."

Nel dipartimento del fisco del Ministero delle Finanze, che ha elaborato le due liste dei villaggi ad "alto rischio" e di quelli a "basso rischio", Idit Lev-Zerahia ha spiegato che la diversità di trattamento è dovuto a "leggi storiche".

"Non c'è stata discriminazione tra arabi ed ebrei per quanto riguarda il luogo dove sono caduti i razzi katyusha ma esiste una legge che ha stabilito una lista dei villaggi di frontiera che hanno diritto ad alcuni vantaggi," ha dichiarato Lev-Zerahia.

Ella ha anche ammesso che alcuni villaggi ebraici colpiti dai razzi di Hezbollah non erano considerati villaggi sulla "linea del fronte" in quanto situati al di là della fascia delle 6 miglia. "Forse - ha aggiunto - in vecchi conflitti, i villaggi arabi erano considerati a rischio minore rispetto a quelli ebraici."

Sunday Telegraph, 25 settembre 2006


[Commento:

Normale discriminazione antipalestinese


Il Sunday Telegraph è un giornale filo-sionista inglese e lo si vede subito dal titolo dell'articolo: quel 'vedono', come se la discriminazione non ci fosse o non fosse così grave. In realtà tutto il pezzo accetta la logica israeliana e cerca di imporla in Occidente. Il giornalista, ad esempio, accetta di non usare la parola 'palestinesi' per definire gli abitanti non-ebrei d'Israele. Per i sionisti, da sempre, i palestinesi non esistono, essi sono 'arabi'. La logica sionista vuole che questi arabi si spostino negli altri paesi arabi e sgombrino la 'terra di Israele' (la Palestina, manco a dirlo, nemmeno esiste).

In merito all'argomento specifico, il giornale inglese cerca, finché può, di sostenere la versione sionista di questo brutale, ma in realtà normale e quotidiano fattaccio di discriminazione razziale degli ebrei nei confronti dei 'cittadini' arabi d'Israele. Si noti che i cittadini non ebrei in Israele, sono tenuti a pagare le tasse come gli altri. Quando si versa allo Stato per Soli Ebrei, niente discriminazione. É quando si deve ricevere dallo Stato per Soli Ebrei che la discriminazione anti-palestinese si mette in moto.

Il recente conflitto ha aperto gli occhi a molti, ponendo in risalto che né la vita, né la morte, né la proprietà dei palestinesi valgono quanto quelle degli ebrei, nello Stato ebraico. É trapelata la notizia che i rifugi antiaerei per i palestinesi erano scarsi di numero e male attrezzati, che gli investimenti in questo settore sono sempre stati di molto inferiori nei villaggi arabi rispetto a quelli ebraici.

La malevola intenzione dei filo-sionisti europei di trattare le informazioni sempre a vantaggio di Israele non si ferma qui. Abbiamo già detto che fin quando è convenuto a Israele sottolineare che numerose vittime dei razzi Katyusha erano palestinesi (pardon, arabe) questo è stato fatto dai giornalisti del tipo di Harry De Quetteville o del nostro (anzi del loro) Pagliara. Ovviamente per sottolineare che gli Hezbollah non si curano di uccidere dei palestinesi e dei musulmani (cinismo islamico). Si è accusato anche i militanti Hezbollah di aver posto le basi di lancio nelle vicinanze di case e villaggi libanesi, in modo tale da 'costringere' l'aviazione e
l'artiglieria israeliane, malgrado le bombe intelligenti e di grande precisione, a operare in condizioni difficili rischiando di colpire i civili, usati come 'scudi umani' (ancora cinismo islamico). Tutti i 'giornalisti' occidentali hanno ricamato su questo fatto (sempre che si tratti di un fatto reale e non di un'invenzione sionista). Nessuno ha detto però che gli israeliani hanno comunque fatto molto peggio. Leggiamo tra le righe di questo articolo che le artiglierie israeliane erano posizionate intorno al villaggio palestinese di Fassuta ma non vediamo commenti e
ricami; la notizia è data così parlando d'altro. Gli israeliani quindi posizionano le loro artiglierie intorno ai villaggi palestinesi lontano, magari, da quelli ebraici, sperando (chissà) che qualche razzo katyusha (e si sa per certo che non sono armi di precisione) possa uccidere gli scudi umani palestinesi.

E per concludere si noti la bravura dell'autore dell'articolo nel non dire. Cosa sono le 'leggi storiche' che discriminano tra villaggi ebrei e palestinesi? Il giornalista potrebbe pure chiederselo e spiegarlo ai lettori. Ma no, è bene evidentemente, lasciare la cosa nel vago. Così uno potrebbe pensare a leggi risalenti all'impero romano o bizantino, a consuetudini difficili da estirpare, ecc.
Si tratta semplicemente di leggi imposte dopo la fondazione dello Stato per soli ebrei, una versione militare della discriminazione amministrativa (la linea blu del Decreto Edilizio ed Edificatorio) imposta ai villaggi arabi di cui parla John Lynch. Leggi razziste, non storiche, che si potrebbero cambiare (invertendo il corso della storia sionista). Ma lo Stato per soli ebrei è uno stato razzista che è stato fondato e vive su queste leggi.
Israele non ha nessuna intenzione di abolirle o modificarle: vuole solo nasconderle, con l'aiuto dei suoi amici d'Occidente. Sono le democrazie liberali d'Europa e d'America che devono giustificare la loro luna con l'ultimo stato razzista al mondo.

[Manno Mauro, 29 settembre 2006]
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Originale: http://www.washtimes.com/world/20060924-113621-4380r.htm

Tradotto dall'inglese all'italiano da Mauro Manno e revisionato da Mary
Rizzo, membri di Tlaxcala (http://www.tlaxcala.es/), rete di traduttori per
la diversità linguistica. Questa traduzione è in Copyleft: è liberamente
riproducibile, a condizione di rispettarne l'integrità e di menzionarne
l'autore e la fonte.


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