FISICA/MENTE

 

“Terroristi Islamici” sostenuti dallo Zio Sam: “Operazioni Sporche” dell’Amministrazione Bush dirette contro l’Iran, il Libano e la Siria.

 

Prof Michel Chossudovsky

 
Global Research, 31 maggio 2007
 
(Traduzione ed elaborazione di Curzio Bettio di Soccorso Popolare di Padova)
 

L’Amministrazione Bush ha ammesso di aver indirizzato contro l’Iran e la Siria azioni sotto copertura di natura aggressiva. L’obiettivo prefissato era di mandare in pezzi il sistema economico e monetario dei due paesi. Il malfamato Iran-Syria Policy and Operations Group – Gruppo per le Operazioni e le Politiche contro l’Iran e la Siria – (ISOG) creato all’inizio del 2006, integrato con funzionari della Casa Bianca, del Dipartimento di Stato, della CIA e del Ministero del Tesoro, aveva il mandato di destabilizzare la Siria e l’Iran, per provocarne un “Cambiamento di Regime”: “Il comitato, lo Iran-Syria Policy and Operations Group [ISOG], si era incontrato settimanalmente per tutto il 2006 per coordinare azioni atte a creare limitazioni all’Iran nell’accesso alle istituzioni di credito e bancarie, per organizzare la vendita di materiale militare ai confinanti con l’Iran e per appoggiare le forze che si oppongono ai due regimi” (Boston Globe, 25 maggio 2007). Inoltre l’ISOG ha fornito assistenza sotto copertura ai gruppi di opposizione e ai dissidenti Iraniani. Le manovre propagandistiche del Gruppo sono consistite nell’alimentare disinformazione nelle catene di comunicazione e “nel costruire lo sdegno internazionale verso l’Iran”. (Boston Globe, 2 gennaio 2007)

 
Cambiamento di rotta nella politica verso Iran-Siria?
 

Di recente, Washington ha annunciato un’evidente inversione di rotta: non più infide operazioni sotto copertura dirette contro “nemici canaglie” in Medio Oriente. Lo Iran-Syria Policy and Operations Group (ISOG) è stato congedato per ordine del Presidente Bush. Secondo funzionari del dipartimento di Stato, gli USA non saranno più impegnati in “azioni aggressive [sotto copertura] contro l’Iran e la Siria”.

 

Un funzionario di grado elevato del dipartimento di Stato ha affermato: “ Il gruppo era diventato il centro dell’attenzione dei critici dell’Amministrazione che temevano stesse predisponendo azioni segrete che potevano portare ad un’escalation fino ad un conflitto armato con l’Iran e la Siria. L’atmosfera di segretezza che avvolgeva il Gruppo, al momento del suo insediarsi nel marzo 2006, accoppiata con il fatto che questo Gruppo era stato modellato sulla fattispecie di un simile comitato speciale per l’Iraq, aveva contribuito a questi sospetti. Il Gruppo [lo ISOG] ha chiuso i battenti per una diffusa percezione nella pubblica opinione che esso fosse designato a mettere in esecuzione i cambiamenti di regime.”

 

Comunque, altri ufficiali del Dipartimento di Stato hanno dichiarato che il Gruppo aveva come obiettivo quello di “convincere i regimi dell’Iran e della Siria a mutare il loro atteggiamento, non di farli crollare”.

 

Dobbiamo credere a tutto questo?

 

Alcuni analisti di politica estera hanno definito la decisione di Washington come una prova di un “gradito alleggerimento” della strategia USA in Medio Oriente. Si considera che l’Amministrazione Bush abbia accantonato “i cambiamenti di regime” in favore di un più flessibile approccio, consistente in un dialogo costruttivo con Teheran e Damasco.

 

Allora, noi veniamo informati che azioni aggressive sotto copertura sono state barattate con interventi diplomatici internazionali da condursi in tutta onestà. Lo scioglimento dell’ISOG arriva quando l’Amministrazione Bush si è imbarcata su un significativo nuovo tentativo di tenere incontri ad alto livello con l’ Iran e la Siria. In breve, prima che il Gruppo relativo alle questioni Iran-Siria venisse dismesso, la Segretaria di Stato Condoleezza Rice lanciava una iniziativa importante per impegnare l’Iran e la Siria in uno sforzo regionale per stabilizzare l’Iraq, capovolgendo la politica USA di vecchia data avversa a contatti ad alto livello con questi paesi.

 

Per anni, l’Amministrazione Bush aveva evitato incontri con la Siria…Invece, questo mese la Rice si è incontrata in Egitto con il Ministro degli Esteri siriano, il primo incontro ad alto livello fra i due paesi dal 2004, e lunedì 4 giugno l’Ambasciatore USA in Iraq, Ryan Crocker, ha in programma di incontrare a Baghdad l’Ambasciatore iraniano.

 

Kenneth Katzman, uno specialista sul Medio Oriente presso il Servizio Ricerche del Congresso, lo strumento di indagine del Congresso USA, ha dichiarato di non pensare che sia stata una coincidenza la dismissione del Gruppo ISOG nel preciso momento in cui il Dipartimento di Stato ha dato il via alla sua estesa iniziativa diplomatica: "Io penso che la ragione effettiva per questo Gruppo era il favorire i cambiamenti di regime, e la Rice sta andando in una direzione totalmente differente. All’interno dell’Amministrazione, la tendenza verso i cambiamenti di regime effettivamente è andata via via sempre più indebolendosi."

 

La decisione di smantellare ISOG è puramente un’operazione di cosmesi. Molte delle sue operazioni di intelligence rimangono in piedi. ISOG costituiva una delle diverse iniziative sotto copertura per destabilizzare l’Iran e la Siria. I cambiamenti di regime e le guerre illegali fanno tuttora parte dell’agenda dell’Amministrazione. Di fatto, nel corso degli ultimi quattro anni, vi era stato un incremento delle operazioni di intelligence sotto copertura tendenti a destabilizzare i regimi dell’Iran e della Siria. Per di più, queste operazioni sono state condotte in stretta coordinazione con i piani di guerra di Israele e della NATO, e costituiscono una parte cruciale delle operazioni militari appoggiate dagli USA contro l’Iran, la Siria e il Libano. Le operazioni segrete sono state sincronizzate con la road map militare, che comprende i diversi scenari di guerra immaginati dagli USA, a partire dal lancio nel maggio 2003 del " Theater Iran Near Term – Teatro Iraniano Quasi a Scadenza" (TIRANNT), appena un mese dopo l’invasione dell’Iraq. Questi scenari bellicosi esplicitamente prevedono i mutamenti di regime: ... Secondo il TIRANNT, gli strateghi dell’Esercito e del Comando Centrale USA hanno preso in considerazione scenari di guerra con l’Iran, compresi tutti gli aspetti di operazioni importanti per il combattimento, dalla mobilitazione al dispiegamento delle forze fino alle operazioni post-belliche di stabilizzazione dopo il cambiamento di regime." (William Arkin, Washington Post, 16 aprile 2006)

 

Gli USA sono sul piede di guerra e le diverse operazioni segrete e le campagne di manipolazione psicologica – che costantemente alimentano i canali informativi di immagini spregevoli del Capo di Stato Iraniano --, sono parte integrante dell’arsenale propagandistico e militar-spionistico. D’altro canto le operazioni sotto copertura sono in stretta coordinazione con i dispiegamenti militari USA, di Israele e della NATO nel Mediterraneo Orientale e nel Golfo Persico, che vedono lo svolgimento di importanti giochi di guerra quasi di continuo dall’estate 2006.

 
"Operazioni sporche" della CIA dirette contro l’Iran
 

In coincidenza con l’annuncio dello scioglimento dell’ISOG, "La CIA ha ricevuto in segreto l’approvazione Presidenziale di imbastire un’operazione sporca segreta per destabilizzare il governo Iraniano, questo secondo funzionari in servizio ed ex dell’organizzazione di intelligence…" (ABC News Report 22 May 2007). Questa iniziativa parallela che vede la CIA responsabile, e che "ha ricevuto l’approvazione di funzionari della Casa Bianca e di altri agenti negli ambienti dello spionaggio", ha chiaramente il medesimo mandato che aveva ricevuto il defunto ISOG:

 

Le fonti, che hanno riferito in condizioni di anonimato data la natura delicatissima del soggetto, affermano che il Presidente Bush ha sottoscritto un "provvedimento presidenziale non letale" che mette in moto un piano CIA che, da quel che si dice, include una ben congegnata campagna di propaganda, di disinformazione e di manipolazione relativa alle transazioni valutarie e di finanza internazionale Iraniane.

 

"Io non posso confermare o smentire se esista tale programma o se il Presidente lo abbia sottoscritto, ma questo sarebbe coerente con un approccio Americano globale che cerchi di trovare i modi di esercitare pressione sul regime Iraniano," ha dichiarato Bruce Riedel, un ufficiale superiore della CIA di recente a riposo, che aveva come campo di azione l’Iran e altri paesi della regione.

 

Un portavoce del Consiglio Nazionale di Sicurezza, Gordon Johndroe, ha affermato: "La Casa Bianca non rilascia commenti in materia di intelligence."

 

E un portavoce della CIA: "Come è nostra abitudine, noi non commentiamo accuse non comprovate di attività segrete." (ABC News Report 22 May 2007)

 

Evidentemente, il piano della CIA era "pensato per esercitare pressioni sull’Iran a che bloccasse il suo programma nucleare di arricchimento di Uranio e che cessasse di appoggiare le forze della resistenza in Iraq." L’operazione sotto copertura, secondo funzionari Statunitensi, costituiva un’alternativa più leggera di un attacco militare contro l’Iran, un’opzione che invece vedeva favorevoli il Vice Presidente Dick Cheney ed altri falchi all’interno dell’Amministrazione.

 

L’ex ufficiale della CIA Riedel ha commentato: "Funzionari addetti all’intelligence, in servizio e a riposo, pensano che l’approvazione di questa operazione segreta significa che l’Amministrazione Bush, per il tempo che resterà in carica, ha deciso di non perseguire un’opzione militare contro l’Iran. Il Vice Presidente Cheney aiutava ad indirizzare la situazione in favore di un attacco militare, ma io reputo che si sia arrivati alla conclusione che un’aggressione militare avrebbe presentato più lati negativi che positivi."

 

Le operazioni di intelligence sotto copertura dirette contro l’Iran e la Siria non sono in alternativa ad un’azione militare. Anzi, tutto il contrario! Il piano della CIA è stato congegnato in appoggio alla strategia di Washington di destabilizzare Iran e Siria, per mezzo sia di azioni militari sia con mezzi non militari come operazioni segrete di intelligence.

 

Sguinzagliare le Brigate Islamiche all’interno dell’Iran

 

Per quel che concerne l’Iran, l’intelligence USA è stata sostenuta da un gruppo terroristico con base in Pakistan, lo Jundullah (Soldati di Dio), che ha condotto incursioni terroristiche all’interno dell’Iran. Il gruppo opera "dalle basi che si trovano nell’aspra regione che comprende i tre confini fra Iran-Pakistan-Afghanistan." Secondo un resoconto di ABC News: "Un gruppo tribale di militanti Pakistani, responsabile di una serie di incursioni mortali di guerriglia all’interno dell’Iran, è stato segretamente sostenuto e consigliato da funzionari Americani fin dal 2005; questo è stato riferito ad ABC News da fonti dell’ intelligence Pakistana. Il gruppo, denominato Jundullah, è costituito soprattutto da membri della tribù Baluchi ed opera fuori della provincia del Baluchistan in Pakistan, proprio attraverso il confine con l’Iran. È responsabile della morte e del rapimento di più di una dozzina di soldati ed ufficiali Iraniani." (ABC News, 2 April 2007)

 

Abd el Malik Regi, il capo di Jundullah, comanda una forza di diverse centinaia di guerriglieri combattenti "che attraversando il confine con l’Iran, organizzano attacchi contro ufficiali dell’esercito Iraniano e contro funzionari dell’intelligence Iraniana, catturandoli e filmandone la loro esecuzione,…Di recente, Jundullah si è attribuito il merito di un’aggressione in febbraio contro un bus nella città Iraniana di Zahedan, dove sono stati ammazzati almeno 11 Guardiani della Rivoluzione." (Ibid)

 

Fonti del governo Statunitense hanno reso noto che il capo di Jundullah "ha tenuto regolari contatti con ufficiali USA" ma negano "finanziamenti diretti" di Jundullah da parte dell’intelligence USA.

 

Intrinsecamente alle operazioni segrete della CIA, l’Agenzia non assicura mai finanziamenti "direttamente". Invariabilmente, procede attraverso una delle sue organizzazioni delegate, come l’Inter Services Intelligence (ISI) del Pakistan, che storicamente, dalla guerra Sovietico-Afghana, ha fornito appoggio a gruppi terroristici Islamici, ha finanziato i campi di addestramento e le scuole Coraniche madrassahs, sempre agendo per conto della CIA. In effetti, questo ruolo insidioso dell’ISI Pakistano (per conto della CIA) è candidamente ammesso dall’intelligence USA: "Fonti dell’intelligence USA affermano che Jundullah ha ricevuto denaro ed armi attraverso l’esercito dell’Afghanistan e del Pakistan e i servizi di spionaggio Pakistani. Il Pakistan ha ufficialmente smentito qualsiasi collegamento." ( Brian Ross e Christopher Isham, The Secret War Against Iran – La guerra segreta contro l’Iran, 3 aprile 2007)

 

Altri canali utilizzati dall’intelligence USA per finanziare il terrorismo sono tramite l’Arabia Saudita e gli Stati del Golfo, dove il denaro di fondo viene incanalato verso i diversi gruppi di militanti Islamici su mandato dello Zio Sam. "Alcuni ex funzionari della CIA indicano che l’intesa nei confronti di Jundullah richiama alla mente come il governo USA abbia sempre usato e finanziato gruppi armati alleati attraverso altri paesi, come l’Arabia Saudita, per destabilizzare il governo del Nicaragua negli anni Ottanta [si ricordi l’affare Iran-Contra]." (Ibid)

 
Modello costante: le origini storiche del "Terrorismo Islamico"
 

Ironicamente, i gruppi Islamici sono raffigurati come intimamente connessi con Teheran. L’Iran, un paese prevalentemente Sciita, viene accusato di dare ricetto a terroristi islamici Sunniti, quando di fatto questi terroristi Islamici sono "strutture di intelligence" degli Stati Uniti, appoggiate indirettamente da Washington.

 

Questo ruolo dell’intelligence USA a supporto dei "terroristi Islamici" è ben determinato. Le operazioni segrete applicate contro l’Iran fanno parte di un modello costante.

 

La non tanto segreta agenda dell’intelligence USA, applicata in tutta l’Asia Centrale e il Medio Oriente, consiste nel provocare instabilità politica e fomentare conflittualità etniche in appoggio alle "organizzazioni Islamiche terroriste ", in definitiva con l’obiettivo di indebolire lo Stato Nazione e di destabilizzare i paesi sovrani.

 

Dall’attacco della guerra Sovietico-Afghana e per tutti gli anni Novanta, la caratteristica precipua delle attività della CIA consisteva nel fornire appoggio sotto copertura alle "organizzazioni Islamiche terroriste ":

 

Nel 1979 veniva lanciata "la più grande operazione segreta nella storia della CIA" in risposta all’invasione Sovietica dell’Afghanistan a sostegno del governo filo-comunista di Babrak Kamal.

 

[Vedi Fred Halliday, The Country that lost the Cold War, Afghanistan (Il paese che ha fatto perdere la Guerra Fredda, Afghanistan) - New Republic, 25 marzo 1996 e Ahmed Rashid, The Taliban: Exporting Extremism (I talebani: come esportare l’estremismo), Foreign Affairs, novembre-dicembre 1999. vedi anche Michel Chossudovsky, America's "War on Terrorism", Global Research, 2005, Ch. 2.)

 

Con l’attivo incoraggiamento della CIA e dell’ISI-Inter Services Intelligence del Pakistan, "tra il 1982 e il 1992, circa 35.000 integralisti Mussulmani arrivarono per combattere in Afghanistan da 40 paesi Islamici. Inoltre, decine di migliaia arrivarono in Pakistan per studiare nelle madrasahs. Alla fine, più di 100.000 integralisti Mussulmani stranieri subirono la diretta influenza della jihad Afghana." (Vedi Chossudovsky, op cit)

 

Queste operazioni segrete in appoggio delle "Brigate Islamiche" continuarono nel periodo post Guerra Fredda.

 

Subito dopo la guerra Sovietico-Afghana, l’estesa rete militar-spionistica dell’ISI non veniva smantellata. La CIA continuava a sostenere la "jihad" Islamica fuori del Pakistan. Prendevano corpo nuove iniziative sotto copertura nell’Asia Centrale, in Medio Oriente e nei Balcani.

 

L’apparato militare e di intelligence Pakistano essenzialmente "era servito da catalizzatore per la disintegrazione dell’Unione Sovietica e per far nascere sei nuove repubbliche Islamiche in Asia Centrale." (Ibid). "Nel frattempo, missionari Mussulmani della setta Wahhabita dall’Arabia Saudita andavano a stabilirsi nelle repubbliche Islamiche dell’ex Unione Sovietica e perfino all’interno della Federazione Russa, andando ad intaccare le istituzioni dello Stato laico." (Ibid)

 

Un modello simile vedeva la luce nei Balcani. A partire dai primi anni Novanta, l’Amministrazione Clinton appoggiava il reclutamento dei Mujahideen di Al Qaeda per combattere in Bosnia a fianco dell’Esercito Musulmano di Bosnia. Per ironia, è stato il Partito Repubblicano a pubblicare un documento del Comitato del Partito Repubblicano del Senato USA che accusava Clinton non solo di un "partecipe coinvolgimento nel rifornimento di armi alla rete Islamica", ma anche di collaborare con la Third World Relief Agency – Agenzia per gli Aiuti al Terzo Mondo (TWRA), "un’organizzazione, si fa per dire, umanitaria, con sede in Sudan, che veniva ritenuta essere collegata con quei punti fissi di riferimento della rete terroristica Islamica, come lo Sceicco Omar Abdel Rahman (la mente direttiva condannata per gli attentati dinamitardi del 1993 al World Trade Center) ed Osama Bin Laden,... " (Il documento originale può essere consultato sul sito web del Comitato del Partito Repubblicano del Senato USA (Senatore Larry Craig), a http://www.senate.gov/~rpc/releases/1997/iran.htm )

 

Dal momento che è stata scatenata la Guerra Globale contro il Terrorismo (GWOT) sull’onda dell’11 settembre 2001, molti dei documenti ufficiali, che puntualizzano le insidiose relazioni fra intelligence USA e la "rete Islamica terroristica ", sono stati accuratamente sottratti alla pubblica visione.

 

Gli USA hanno sponsorizzato i "Terroristi Islamici" in Libano

 

Le recenti uccisioni di civili all’interno dei campi profughi Palestinesi nel nord del Libano sono state causate dagli scontri fra Fatah Al Islam e le forze armate Libanesi.

 

Fatah al-Islam è un gruppo fondamentalista Sunnita, a predominanza non-Palestinese, che opera all’interno dei campi profughi. Inoltre, Fatah Al Islam fà riferimento alle sette Wahabite dell’Arabia Saudita, che hanno fatto parte delle operazioni segrete della CIA fin dallo scatenarsi della Guerra Sovietico-Afghana.

 

Le forze armate Libanesi sono state coinvolte nelle incursioni all’interno dei campi, soprattutto per sradicare i profughi Palestinesi.

 

Secondo documenti stampa, il numero dei militanti di Fatah al Islam (costituito da combattenti Sauditi, Siriani, Yemeniti e Marocchini), all’interno del campo era dell’ordine dei 150-200 elementi. L’offensiva dell’esercito Libanese è stata spropositata, ed ha avuto come risultato perdite civili innumerevoli.

 

"Allora, l’assalto assolutamente spropositato contro il campo è stato incondizionatamente approvato dal Segretario di Stato USA Condoleezza Rice. La Rice ha dichiarato: “Il governo di Siniora sta combattendo contro un nemico estremista veramente brutale. Quindi, il Libano sta facendo la cosa giusta per cercare di proteggere la sua popolazione, per ribadire la sua sovranità ed allora noi diamo al governo Siniora tutto il nostro appoggio e questo è quello che bisogna tentare di fare.” Il Libano ha messo in atto un’azione di polizia contro questo minuscolo gruppo per chiedere agli USA 280 milioni di dollari per assistenza militare, nel tentativo di eliminare quella che viene definita pomposamente una “insurrezione”. Un portavoce del Dipartimento di Stato, Sean McCormack, ha affermato che la richiesta di fondi, 220 milioni dovrebbero andare alle Forze Armate Libanesi e altri 60 milioni di dollari alle forze di sicurezza, è stata presa in considerazione da Washington. L’anno scorso, gli USA hanno fornito al Libano 40 milioni di dollari in aiuti militari e un’addizionale di 5 milioni di dollari per quest’anno."

 

(Chris Marsden, 27 May 2007)

 

Fatah Al Islam è stata presentata dai mezzi di comunicazione, in una logica completamente distorta, come un’organizzazione collegata al movimento Fatah in Palestina, un’organizzazione laica fondata da Yaser Arafat. Da un punto di vista ideologico, Fatah al Islam, assomiglia ad Al Qaeda, che è nota per essere finanziata dall’Arabia Saudita e dagli Stati del Golfo e appoggiata dall’Inter Services Intelligence (ISI) Pakistano, in coordinamento con i servizi segreti Statunitensi. Secondo Seymour Hersh, l’Arabia Saudita sta fornendo sotto copertura finanziamenti ed appoggi a Fatah Al Islam, in stretta consultazione con l’Amministrazione Bush. Hersh puntualizza su un "accordo privato" tra funzionari al vertice NeoCon e il Principe Bandar bin Sultan dell’Arabia Saudita, che ha operato da vicino con il Direttore della CIA George Tenet, quando era Ambasciatore Saudita a Washington.

 

Anche il governo del Libano è coinvolto in questa operazione di intelligence:

 

“L’attore chiave è il Saudita. Quello su cui io [Hersh] ho puntualizzato è stato una specie di accordo privato fra la Casa Bianca, stiamo parlando di Richard—Dick—Cheney ed Elliott Abrams, uno dei più importanti aiutanti della Casa Bianca, con Bandar [il Principe Bandar bin Sultan, consigliere per la sicurezza nazionale Saudita]. E l’idea era che i Sauditi fornissero sostegno sotto copertura, per appoggiare i vari gruppi jihadisti dalla linea dura, gruppi Sunniti, particolarmente in Libano, che avrebbero potuto essere presi in considerazione nel caso di un vero e proprio scontro con gli Hezbollah—il gruppo Sciita nel sud del Libano—essere presi in considerazione semplicemente come una risorsa. Ora noi ci troviamo nell’impresa di sostenere i Sunniti, ogni qualvolta possiamo, contro la Shia, contro gli Sciiti in Iran, contro gli Sciiti del Libano, vale a dire contro Nasrullah. La guerra civile! Noi ci troviamo nell’impresa di suscitare in tanti posti, in Libano particolarmente, una violenza settaria

 

(CNN Interview with Seymour Hersh, CNN International's Your World Today, 21 May 2007)

 

Il modello dell’appoggio Saudita a Fatah Al Islam è parte di una operazione segreta sponsorizzata dagli USA, simile a quella portata avanti dalla CIA negli anni Ottanta a sostegno di Al Qaeda.

 

“Bene, gli Stati Uniti sono stati profondamente coinvolti. Questa è stata un’operazione segreta che Bandar ha portato avanti con noi. Se voi ricordate, e non bisogna dimenticarlo, che noi siamo entrati in guerra in Afghanistan con l’aiuto di Osama bin Laden, i Mujahideen nel retroscena negli ultimi anni Ottanta con Bandar e con gente come Elliott Abrams attorno, l’idea essendo quella che i Sauditi promettevano che avrebbero controllato – loro avrebbero avuto il controllo sui jihadists mentre noi avremmo speso un po’ di denaro e di tempo, … usando ed appoggiando i jihadists negli ultimi anni Ottanta…E noi seguiamo ancora lo stesso modello… usando ancora i Sauditi per appoggiare gli jihadisti [Fatah Al Islam], i Sauditi che ci assicurano che hanno sotto controllo questi gruppi diversi, gruppi come quello che in questo momento è in contatto a Tripoli (Libano) con il governo.”

 

(CNN Interview with Seymour Hersh, CNN International's Your World Today, 21 May 2007)

 

Inscenare un evento in Libano? Costruire una giustificazione umanitaria per un intervento militare

 

Fatah Al Islam è una "risorsa di intelligence" finanziata dall’Arabia Saudita. Mentre l’Amministrazione Bush accusa Damasco di appoggiare Fatah Al Islam, vi sono indicazioni che i morti ammazzati nei campi profughi Palestinesi sono il risultato di un’operazione di intelligence militare accuratamente programmata. A partire dall’estate 2006, in seguito ai bombardamenti Israeliani sul Libano, le forze della NATO si sono insediate all’interno del Libano e sulla linea costiera Siriana-Libanese. La Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, che dava il via al dispiegamento delle forze “peace-keeping” della NATO, costituiva il primo passo in questo processo, che era seguito al ritiro del 2005 delle forze Siriane dal Libano.

 

L’obiettivo strategico militare è quello di scatenare all’interno del Libano una violenza settaria, che fornirà un pretesto "per motivi umanitari" ad un intervento militare più intenso da parte delle forze della NATO, sotto un formale mandato dell’ONU.

 

Questo intervento militare “di natura umanitaria” della NATO, in collegamento con Israele, può essere considerato come un risultato del ritiro delle truppe Siriane del 2005 e dei bombardamenti Israeliani del 2006. Se fosse promosso questo intervento, allora darebbe luogo de facto ad una situazione di una occupazione straniera del Libano e ad un rafforzamento di un blocco economico diretto contro la Siria.

 

Il pretesto per questo rafforzamento delle azioni militari è fornito dal supposto sostegno della Siria a Fatah Al Islam e dal presunto coinvolgimento di Damasco nell’assassinio di Rafiq Hariri. La tempestiva "inchiesta" sull’assassinio di Hariri e l’insediamento di un tribunale illegale stanno per essere usati dalla Coalizione per fomentare un sentimento anti Siriano nel Libano.

 

Da un punto di vista militare e strategico, il Libano è la porta di ingresso verso la Siria. La destabilizzazione del Libano favorisce l’agenda militare di USA-NATO-Israele diretta contro la Siria e l’Iran. L’intelligence USA scatena le sue brigate Islamiche, mentre accusa il nemico di appoggiare i gruppi terroristici, che di fatto sono sostenuti sotto copertura e finanziati dallo Zio Sam.

 
 Global Research Articles by Michel Chossudovsky
 © Copyright Michel Chossudovsky, Global Research, 2007
 

***

   

da www.arabmonitor.info/dettaglio.php?idnews=19131&lang=it

 

Il mistero di Fatah Al Islam

 

Beirut, maggio - I sanguinosi scontri nel campo profughi palestinese di Nahr el Bared, a Tripoli, in Libano, hanno attirato l'attenzione su un'organizzazione praticamente sconosciuta: Fatah al Islam. Arabmonitor ne ha parlato con l'opinionista libanese Hassan Hamadeh.

 

Come si spiegano gli scontri avvenuti a Tripoli ?

 

"Con un preciso progetto di creare le condizioni per trascinare l'esercito libanese in una guerra di logoramento".

 

Perché l'esercito libanese ?

 

"Perché costituisce l'unica garanzia contro un conflitto civile nel Paese. L'intera crisi è scoppiata quando questi fuorilegge hanno assaltato una banca a Tripoli e poi gli agenti della sicurezza interna sono intervenuti presso il loro covo, che conoscevano, per fermarli. Non sono stati in grado di farlo e hanno chiamato l'esercito che era all'oscuro di tutto, ed è finito nella trappola".

 

Ma il fenomeno dell'estremismo islamico sunnita in Libano esiste da tempo (nell'ottobre 2005 Charles Ayoub, direttore del foglio indipendente libanese Ad Diyar disse ad Arabmonitor che erano presenti nel Paese molti più militanti islamici di quanti uno potesse immaginare, molti erano stranieri e avevano il preciso obiettivo di destabilizzare il Libano).

 

"Il fenomeno è emerso cinque-sei anni fa, prima della stessa invasione dell'Iraq, e fu sostenuto dallo stesso Rafic Hariri che intendeva utilizzare i fanatici islamici, gente che guarda ad al Qaeda come riferimento, per i suoi scopi".

 

Chi li ha incoraggiati o sostenuti in questi ultimi anni ?

 

"Sicuramente il movimento Future di Saad Hariri (leader dell'attuale maggioranza parlamentare libanese) ha una grande responsabilità, perché voleva usarli. Non è un caso che elementi di Fatah al Islam abbiano assaltato la Banca del Mediterraneo (di proprietà della famiglia Hariri) a Tripoli, come episodio scatenante del conflitto, perché sembra che non fossero più pagati (consigliata la lettura di Franklin Lamb: Who is behind the fighting in North Lebanon, www.counterpunch.org). La Banca del Mediterraneo ha avuto lo stesso ruolo nelle vicende libanesi degli ultimi anni che il Banco Ambrosiano in Italia all'epoca della vicenda di Calvi, della P2 e dello IOR".

 

Si dice che siano molti gli stranieri tra i ranghi di Fatah al Islam.

 

"Lo stesso ambasciatore saudita a Beirut ha riconosciuto la presenza di un bel numero di suoi connazionali (Marwan Abdulal, dirigente palestinese che vive a Tripoli, ha detto ad Arabmonitor che tra i guerriglieri del gruppo i palestinesi sono i meno rappresentati)".

 

Come sono entrati in Libano e quando sono arrivati ?

 

"Sono entrati in prevalenza attraverso l'aeroporto internazionale di Beirut che porta ancora il nome di Rafic Hariri, sebbene non sia un onore per il nostro Paese. Sono entrati usando il corridoio militare utilizzato dalle forze dell'Unifil. Nessuno ha potuto fermarli, controllarli. Sono arrivati a piccoli gruppi dallo scorso autunno. Li hanno piazzati in prevalenza nel campo di Ein el Helweh (Sidone), perché là si mimetizzavano meglio in quanto c'era già un gruppo estremista islamico. Poi, grazie alla Securitate libanese (nome preso a prestito dai famigerati servizi segreti della Romania di Nicolae Ceasescu) sono stati trasferiti mesi fa da unità speciali del Ministero degli interni libanese a Nahr el Bared (A questo riguardo fonti palestinesi in Libano hanno riferito che alcuni di Fatah al Islam erano presenti in un campo di addestramento palestinese nella valle della Bekaa usato dal gruppo di Fatah-Intifada. Una volta rotti i ponti con questa organizzazione, si sono spostati in massa a Nahr el Bared. Circa tre mesi fa ci sarebbe stato un negoziato a Sidone, secondo fonti palestinesi interne al campo di Ein el Helweh, tra esponenti islamici e la sorella di Rafic Hariri, Bahia, deputata in Parlamento, la quale avrebbe chiesto ai militanti di lasciare l'area di Sidone per ragioni di opportunità politica (Sidone è la città di origine della famiglia Hariri), offrendo agli islamici anche del denaro se lo avessero fatto)".

 

Chi è Shaker al Absy, indicato come il capo di Fatah al Islam ?

 

"Un delinquente che agiva in coordinamento con Abu Musab al Zarqawi ed è stato in carcere in Siria per tre anni prima di arrivare in Libano (Si tratta di un giordano palestinese che ha fatto parte di al Fatah ed è stato addestrato in Libia come ufficiale delle forze armate palestinesi. Nel 2002 un diplomatico Usa è stato assassinato ad Amman e Absy fu indagato per quel episodio e quindi condannato in contumacia da una Corte di sicurezza giordana nel 2004 alla pena capitale. Fouad Hussein, esperto giordano in organizzazioni islamiche militanti, ha detto ad Arabmonitor che subito dopo l'uccisione del diplomatico Usa, nell'ottobre 2002, Absy abbandonò la Giordania per riparare in Siria. Il Ministero degli interni siriano ha fatto sapere lo scorso marzo che Absy rimase in carcere in Siria dal dicembre 2003 al dicembre 2006 per attività terroristiche. Una volta rilasciato, raggiunse il Libano. Secondo Fouad Hussein Absy non è mai stato in Iraq. Fonti palestinesi di Tripoli hanno tuttavia rivelato ad Arabmonitor che diversi militanti di Fatah al Islam dentro il campo di Nahr el Bared avrebbero trascorso un certo periodo in Iraq, combattendo tra le fila del gruppo noto come Esercito islamico iracheno)".

 

A chi sono destinate le armi, le munizioni, gli equipaggiamenti inviati in questi giorni dagli Stati Uniti a Beirut ?

 

"Sembra che i veicoli militari siano stati consegnati all'esercito, il resto andrebbe alle varie milizie della maggioranza che governa. E' curioso se pensiamo che gli Stati Uniti continuano a parlare di invio di armi a Hezbollah, mentre loro provvedono a farle arrivare agli altri".

 

www.resistenze.org - osservatorio - della guerra - 14-06-07

http://www.resistenze.org/sito/os/dg/osdg7f14-001668.htm

da: www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=5837 


Torna alla pagina principale