FISICA/MENTE

 

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LE CARATTERISTICHE DELLE TWIN TOWERS

Minoru Yamasaki

e Emery Roth  

A cura di Shira Brand 



Quando nel 1973 furono edificate, le torri erano le più alte del mondo e per questo destarono molte perplessità. Quando all'architetto fu posta la domanda "perché due torri di 110 piani ciascuna e non una di 220 piani?", Yamasaki rispose con ironia "volevo un progetto a misura d'uomo…"


Dimensioni Piani (sopra terra) - 110
Altezza - 417m e 415m
Perimetro della torre - 600m X 600m
Area per uffici - 418,600 m²
Ascensori - 23 ascensori express e 72 ascensori locali in ogni torre.
Spazi esterni - Austin J. Tobin Piazza, 21,500 m² (la più grande in NYC)

Timing
Inizio costruzione - 1966
Fine costruzione -1973
Inaugurazione - 1975
Primo attentato - 26/02/1993
Secondo attentato e conseguente crollo - 11/09/2001

La Storia

La costruzione di questo complesso edilizio è legata ad una politica che alla fine degli anni '60 affrontava la progettazione di giganteschi complessi considerandoli piccole città autosufficienti.
Il progetto suscitò notevoli polemiche nell'ambiente degli urbanisti e anche da parte dell'opinione pubblica che accusava l'architettura di essere banale e scontata. Nonostante tutti i problemi e le denuncie pubbliche, il World Trade Center diventò un luogo prestigioso e di grande successo; un simbolo della città di New York.
Il centro ospitava 500 compagnie internazionali con oltre 50.000 impiegati e 150.000 visitatori al giorno. Concepito come una piccola città chiusa, includeva un sistema integrato di telecomunicazioni, una stazione sotterranea per la metropolitana, un centro commerciale sotterraneo tra i più grandi della città, ristoranti e bar.

L'architetto

L'architetto giapponese Yamasaki, morto 15 anni fa all'età di 73 anni, fu scelto dalla Port Authority di New York, per studiare un progetto di forte impatto visivo.
Aveva già progettato le torri Century Plaza di Los Angeles, delineando un'idea progettuale che seguiva le tendenze portate avanti da predecessori illustri come l'architetto tedesco Mies Van Der Rohe e il francese Le Corbusier.
A Yamasaki fu successivamente associato l'architetto Emery Roth. Durante le fasi iniziali, furono esaminati più di 100 schemi costruttivi, compreso lo schema di una sola torre di 150 piani.

La Struttura

Inizialmente il progetto prevedeva che le Torri Gemelle fossero meno alte, ma il parametro cambiò su pressione dei committenti che pensavano soprattutto all'utilizzo commerciale del centro.
Per le fondazioni fu eseguito uno scavo di 23 m. di profondità; la terra sottratta fu utilizzata per il riempimento del vicino Battery Park City.
Gli elementi prefabbricati di acciaio, prodotti sulla West -Coast, furono mandati a New York via mare; lo sciopero imprevisto dei rimorchiatori bloccò il trasporto causando notevoli ritardi nel progetto.
I prospetti sembravano essere formati completamente dalle 43.600 finestre, ma il vetro in realtà costituiva soltanto il 30% della superficie delle facciate; il resto era composto da colonne placcate di alluminio.
Le finestre degli ultimi piani avevano un'ampiezza maggiore per offrire una migliore visuale del paesaggio; una macchina speciale per la pulizia dei vetri fu appositamente realizzata per salire lungo le strisce esterne.
Per la costruzione delle torri fu utilizzato il sistema di struttura tubolare, oggi giorno molto diffuso. Gli architetti dovevano risolvere il problema della stabilità della costruzione, soggetta al carico eccessivo del vento; usando questo sistema tubolare, poterono effettuare un notevole risparmio nell'utilizzo dell'acciaio.
L'integrità strutturale del World Trade Center dipendeva da due sistemi di pilastri verticali collegati fra di loro. Un nucleo interno di cemento armato trasmetteva soltanto carichi verticali, mentre, pilastri d'acciaio, con sezione rettangolare cava, erano disposti lungo il perimetro. Insieme a travi reticolari orizzontali, i pilastri d'acciaio creavano un sistema che assorbiva i carichi orizzontali soprattutto del vento.
Le travi orizzontali sopportavano le lastre di cemento di ogni piano, e collegavano i due sistemi verticali evitando che i pilastri perimetrali cascassero esternamente. La distanza tra la struttura al perimetro e quella centrale arrivava a 20 metri.
Con questo sistema, le torri Gemelle arrivavano ad essere gli edifici con una struttura di muri portanti più alta del mondo.

La dinamica del crollo delle torri.

Le torri gemelle furono costruite per sopportare non soltanto il loro peso ma anche le forze della natura. Sono state calcolate condizioni meteorologiche estreme come uragani, tempeste e terremoti, ma nessuno ha mai previsto un'esplosione data dallo scontro d'un aereo carico di quantità enorme di carburante.
Le torri furono progettate per resistere al fuoco per 90 -120 minuti, però l'esplosione, che ha danneggiato e indebolito la struttura portante, ha causato il crollo già dopo 60 minuti.
Il Prof. Stein Sture, dall'università del Colorado, ha paragonato l'energia distribuita dagli aerei ad un terremoto di livello 5/6 nella scala Richter. Nonostante ciò, sembra che in prima fase, la struttura perimetrale dei tubolari in acciaio, abbia assorbito di granlunga l'impatto danneggiante, evitando il crollo immediato e permettendo a una parte della gente di evacuare gli edifici dai piani inferiori.
Per i piani superiori invece, l'esplosione ha distrutto collegamenti e vie d'uscita, evitando ogni tipo di fuga per i presenti.
Le torri non sono cadute per l'impatto in se stesso, che ha comunque causato gravi danni alla struttura, ma piuttosto per il risultato degli effetti catastrofici del fuoco. L'aereo, appena decollato, era dunque ancora pieno di carburante, che alimentando l'incendio ha portato la struttura a temperature estremamente alte. Evidentemente, la perdita di rigidezza e di resistenza dei materiali, insieme ai danni dell'impatto originale, hanno causato il collasso della struttura.
Non è stato ancora completamente chiarito da dove è iniziata la deformazione fatale: dai pilastri perimetrali in acciaio, dal nucleo centrale, oppure, più probabilmente, dalle travi orizzontali. Se hanno ceduto le travature reticolari dei solai, è fallito in effetti il sistema strutturale che connette i pilastri esterni con il nucleo interno.
Senza questa connessione, tutto il sistema si è indebolito ed è rimasto a rischio di schiacciamento. Un altro fattore che ha contribuito al peggioramento delle condizioni, sono state le lastre di cemento dei solai, che a causa del calore, sono cadute, aumentando il carico sulla struttura sottostante.
Dopo 60 minuti il sistema non reggeva più e con un effetto "domino" i piani sono cascati uno sopra l'altro facendo precipitare l'intera torre a terra. Le torri sono crollate su loro stesse, danneggiando relativamente un ristretto numero di edifici attorno.


Link

realizzazione grafica del crollo -
 www.usatoday.com/graphics/news/gra/wtccollapse/frame.htm
Immagine del crollo e di N.Y. dopo -
 www.foureyes.com/towers http://www.foureyes.com/towers/
 


http://www.pinodenuzzo.com/controstoria/11settembre.htm

Sito dell'Architetto Pino De Nuzzo

11 settembre 2001:

per non dimenticare!

 

Cronologia degli accadimenti

  • 1991 – 1997:  Le aziende petrolifere Texaco, Unocal, Shell, BP, Amoco, Chevron e Exxon-Mobil si sono impegnate nello stato ex sovietico del Kazakhstan che dispone di enormi riserve petrolifere. Il governo kazaco ha ottenuto 3 miliardi di dollari per i diritti di sfruttamento e successivamente le ditte si sono impegnate a fornire 35 miliardi di dollari in investimenti industriali e strutturali.
    La Unocal Oil Company ha firmato un accordo con il regime dei taliban e anche con i loro oppositori per la costruzione di un oleodotto attraverso l’Afghanistan fino al Pakistan e di lì all’Oceano Indiano. Nel dicembre 1997 rappresentanti taliban hanno partecipato a un convegno nella sede centrale della Unocal per discutere sull’oleodotto. Nel 1998 però disordini interni in Afghanistan hanno reso impossibile la costruzione dell’oleodotto. In un memorandum della Unocal, a firma di Dick Cheney, si dichiara che il progetto sarebbe stato completato in 5 anni. 

  • 1998 – 2000:  L’ex presidente americano George Herbert Walker Bush effettua due viaggi privati in Arabia Saudita per conto della Carlyle Group. Qui incontra la famiglia bin Laden

  • Settembre 2000: "Inoltre, il processo di trasformazione, anche se implica un cambiamento rivoluzionario, probabilmente sarà lungo, in mancanza di un evento catastrofico e catalizzatore - come un nuovo Pearl Harbor" (Tratto dal sito dei Neoconservatori del PNAC, Project for a New American Century, composto da sostenitori e collaboratori dell'attuale amministrazione Bush: www.newamericancentury.com in "Defense and National Security", titolo Rebulding America's Defenses)

  • Gennaio 2001:  L’amministrazione Bush ordina all’FBI ed alle altre agenzie di sospendere le investigazioni a carico della famiglia bin Laden

  • Febbraio 2001: I talebani si dichiarano pronti a negoziare con gli Stati Uniti.

  • 24 Aprile 2001: Larry Silverstein stipula il più grande affare della sua vita: prendendo in affitto per 99 anni le Torri Gemelle. La modica cifra è di 2,3 miliardi di dollari (4800 miliardi di vecchie lire). L’intera struttura era assicurata per 4 miliardi di dollari. Fonte “Il Sole 24Ore”

  • 8 Maggio 2001: Il Dipartimenti di Stato, a nome del segretario Colin Powell, stanziò 43 milioni di dollari a favore del Governo talebano per ottenere la loro collaborazione al progettato oleodotto in Afghanistan.

  • Maggio 2001: Il deputato Richard Armitage, ex agente segreto si reca in India, mentre il direttore della CIA George Tenet è in visita in Pakistan, dove incontra il leader pakistano generale Pervez Musharraf.

  • 10 Giugno 2001: I servizi segreti tedeschi segnalano alla CIA presso l’ambasciata che certi terroristi arabi stavano progettando d’impadronirsi di aerei civili americani per usarli come armi di distruzione contro simboli americani.

  • 4-14 Luglio 2001: Osama bin Laden si fa curare per una malattia al fegato (insufficienza renale) nell'ospedale americano di Dubai e incontra un ufficiale della CIA che rientrerà al quartier generale CIA il 15 luglio.

  • 11 Luglio 2001: Tre alti funzionari statunitensi: Thomas Simmons ex ambasciatore USA in Pakistan, Karl Inderfurth, assistente segretario di Stato per gli Affari dell’Asia meridionale, Lee Coldren Dipartimento di Stato: incontrano a Berlino membri dello spionaggio russo e britannico e gli informano che gli USA progettano un attacco militare contro l’Afghanistan a ottobre! (The Guardian 22 settembre 2001, BBC 18 settembre e Interpress Service 16 novembre)

  • 20 Agosto 2001: Il presidente Putin ordina ai servizi segreti russi di avvertire le loro controparti americane “nei più forti termini possibili” di imminenti attacchi terroristici ad aeroporti ed edifici pubblici. (intervista di Putin alla rete televisiva americana MS-NBC)

  • 20 Agosto 2001: Il governo della Francia attraverso l’ambasciata a Parigi e di Washington fece una segnalazione precisa di data esatta, circostanze e luoghi dell’attacco.

  • 6-7 Settembre 2001: Anonimi speculatori sul mercato finanziario di New York acquistano 4744 Opzioni Put della United Airlines. Chi acquista Opzioni Put si impegna a vendere un determinato numero di azioni a un prezzo convenuto, entro un termine stabilito, in pratica scommette sul ribasso di quel titolo, per guadagnarci.
    L’acquisto di Opzioni Put in quei giorni delle due compagnie aeree è del 600% superiore al normale!

  • 6-7 Settembre 2001: Anonimi speculatori comprano 2157 Opzioni Put della Morgan Stanley con scadenza ottobre e 12215 Opzioni Put della Merril Lynch. L’aumento del volume di vendite fu del 1200%. La Morgan Stanley e la Merril Lynch avevano gli uffici al 22° piano del WTC

  • 10 Settembre 2001: Vengono acquistate 4516 Opzioni Put della American Airlines.

  • 11 Settembre 2001: Il generale Mahmud dell'ISI è a Washington per conto dei talebani

  • 11 Settembre 2001: Il presidente George Walker Bush si reca in una scuola pubblica a parlare con i bambini, mentre il vicepresidente Dick Cheney si assentò da Washington recandosi nella sicura residenza presidenziale sulle montagne del Maryland. Alle 9:00 viene informato dal capo dello staff che un aereo 14 minuti prima ha colpito la torre nord. Alle 9:05 gli viene detto che anche la seconda torre è stata attaccata. E Bush, come se niente fosse continua a leggere le storia della capretta assieme ai bambini, fino alle 9:25 

VOLO 11

VOLO 175

VOLO 93

VOLO 77

 

- “L’aereo sembrava poter trasportare otto-dodici persone” (Steve Patterson, Washington Post, 11 settembre, 16:59)
- “Abbiamo sentito qualcosa che faceva il rumore di un missile, poi abbiamo udito una forte esplosione” (Tom Seibert, Washington Post, 11 settembre, 16:59)
- “Un aereo, un aereo dell’American Airlines. Ho pensato: c’è qualcosa che non va, vola troppo basso. Poi l’ho visto. Voglio dire, era come un missile da crociera con le ali” (Mike Walter, CNN 12 settembre 2001)

Alcuni punti che non tornano sul Pentagono:

ALCUNE DOMANDE PRIVE DI RISPOSTA

Libri sull’11 settembre 2001:

- DOPO L’11 SETTEMBRE: POTERE E TERRORE, Noam Chomsky, ed Marco Troppa
- 11 SETTEMBRE: COLPO DI STATO IN USA, Maurizio Blondet, ed. Effedieffe
- L’INCREDIBILE MENZOGNA, Thierry Meyssan, ed. Fandango
- IL PENTAGATE: ALTRI DOCUMENTI SULL’11 SETTEMBRE, Thierry Meyssan, ed. Fandango
- GUERRA ALLA LIBERTA’ Nafeez Mosaddeq Ahmed, ed. Fazi
- MISTERO AMERICANO di Marina Montesano, edizioni Dedalo

tratto da: http://www.disinformazione.it/11settembrecronologia.htm


Il collasso delle Torri gemelle

 

http://it.wikipedia.org/wiki/11_settembre_2001_-_Interrogativi_senza_risposta#Qualche_motivo_per_dubitare

 

Ci siamo limitati a esporre esclusivamente osservazioni tecniche e dati di fatto reperiti da articoli e analisi specialistiche di pubblico dominio. Questo articolo non si assume la responsabilità di quanto affermato nei documenti citati, ma si limita a rendere conto di problematiche e interrogativi oggetto di un ampio dibattito

«Non è stato possibile accertare con precisione la sequenza di eventi che hanno determinato il crollo delle due torri» (FEMA, Agenzia federale per la gestione delle emergenze]).

 

I fatti

  • «Le due torri erano alte 400 metri. A sostenerle c'erano 47 pilastri d'acciaio posti nella struttura centrale di ciascun edificio e 240 pilastri di acciaio disposti lungo il perimetro (vedi immagine), ognuno dei quali era assai più largo alla base che all'estremità superiore. I pilastri perimetrali erano collegati al nucleo centrale da travi reticolari composte, inserite nei solai di cemento. (...) La relazione delle FEMA diceva: "Nelle due torri il sistema di armatura dei solai era complesso e sovrabbondante in misura più considerevole rispetto ai sistemi impiegati di solito". Analisi condotte sull'acciaio recuperato hanno stabilito altresì che, oltre a non essere affatto inadeguato, soddisfaceva o addirittura superava i requisiti standard» (In: Griffin, cit., pag. 29).

  • La Torre nord (edificio 1) viene colpita alle 8.46 e crolla alle 10.28 (dopo 1 ora e 42 minuti)

  • La Torre sud (edificio 2) viene colpita alle 9.03 e crolla alle 9.59 (dopo 56 minuti, ovvero mezz'ora più rapidamente della prima. Sebbene colpita 17 minuti dopo la sua gemella, collassa 29 minuti prima, malgrado la minore entità dell'incendio, e malgrado fosse stata colpita all'81 piano, 15 piani più in basso della Torre nord, proprio dove le colonne d'acciaio sono più spesse per sostenere un numero maggiore di solai.

  • L'edificio 7 del WTC, a 200 metri di distanza dalle Torri, crolla per un misterioso incendio alle 17.20.

  • Non esistono spiegazioni tecniche sottoscritte da alcun organo istituzionale: la FEMA conclude genericamente la sua relazione attribuendo il collasso delle due torri al calore generato dagli incendi

 

 

Incongruenze

  • L'impatto degli aerei non è stato significativo, «poiché il numero di pilastri danneggiati non fu alto e i carichi si redistribuirono sui restanti pilastri di quella struttura fortemente sovrabbondante» (Thomas Eagar)

  • Per fondere l'acciaio sono necessarie temperature intorno ai 1500°C (ottenibili in grandi estensioni solo artificialmente). Un incendio provocato da idrocarburi (il carburante degli aerei) varia tra gli 870°C e i 925°C. Come dimostrava il gran fumo nero che fuoriusciva dalle torri (indice di una scarsa attività di combustione), le temperature non potevano superare i 700°C (T. Eagar)

 

Un articolo scientifico che conferma la versione ufficiale
L'analisi tecnica del Dipartimento di ingegneria civile dell'Università di Sydney (posizione critica rispetto alla versione ufficiale)
La tavola con le proprietà chimico-fisiche dell'Acciaio

 

- Gli incendi furono di durata troppo breve per indebolire una massa d'acciaio come quella delle torri, per altro a non più di 700°C. In merito a questo problema, l'immagine della Torre sud mostra come l'incendio fosse particolarmente circoscritto e in via di esaurimento. E tuttavia, essa crollò prima della Torre nord, che bruciava più intensamente.

 

 - In una relazione della FEMA del 1991 si legge che un incendio in un grattacielo di Philadelphia aveva generato fiamme così estese che «le travi maestre e quelle secondarie si erano piegate e contorte (...) ma (...) nonostante le straordinarie proporzioni del fenomeno, i pilastri avevano continuato a sostenere il carico senza riportare danno evidenti» (in: Griffin, cit., pag. 31).

 

- Non è mai accaduto prima dell'11 settembre 2001 che un edificio con struttura d'acciaio crollasse esclusivamente a causa di un incendio.

 

- «Tale rovesciamento delle aspettative (sui tempi di collasso delle due torri) indica che il crollo degli edifici fu causato da qualche fattore privo di relazione con gli incendi» (In: Griffin, cit. pagina 32).

 

Qualche motivo per dubitare

  • La FEMA parla di «crollo consecutivo dei solai, perpendicolarmente gli uni sugli altri» (in: griffin, cit. pag. 31), ma

    • Si è già visto che il calore dell'incendio non giustifica il liquefarsi di 283 pilastri di acciaio

    • In ogni solaio del centinaio di piani dei due edifici avrebbero dovuto "sbriciolarsi" centinaia di travi d'acciaio collegate ai 283 pilastri

    • Le torri crollarono nel giro di 10 secondi: per 400 metri d'altezza, ciò equivale a un volo in caduta libera, senza nessuna resistenza - neppure di un secondo - da parte degli 80 piani sottostanti alla zone incendiata (quasi un cedimento istantaneo di tutti i solai contemporaneamente)

    • Il crollo delle torri è stato totale, lasciando un cumulo di macerie sbriciolate alto pochi piani: «Perché la parte inferiore di quei massicci pilastri centrali non rimase in piedi dopo il crollo? Se è vero, come si sostiene ufficialmente, che i danni maggiori furono causati dagli impatti e dagli incendi ai piani superiori, e di conseguenza i solai caddero schiacciandosi gli uni sopra gli altri, allora ci si aspetterebbe anche che i massicci pilastri d'acciaio del nucleo centrale fossero rimasti in piedi quantomeno per 20 o 30 piani della parte inferiore» (Peter Meyer)

  • «[Il crollo] diventa comprensibile se le basi dei pilastri d'acciaio furono fatte saltare con esplosivi collocati al livello delle fondazioni. Con le basi ridotte in polvere e i pilastri d'acciaio centrali spezzati da esplosioni causate in più punti lungo le torri gemelle, i solai superiori persero l'appoggio e crollarono al suolo in circa dieci secondi» (Peter Meyer, cit.).

  • «In entrambi i casi gli incendi all'interno degli edifici si placarono dopo poco tempo, sprigionando soltanto fumo nero e caliginoso. Se le Torri gemelle furono abbattute di proposito, con l'intenzione di attribuire la causa del crollo agli incendi (...) allora l'ultimo istante utile per farle cadere sarebbe stato proprio quello in cui le fiamme si stavano estinguendo. Poiché l'incendio della Torre sud è stato provocato dalla combustione di una quantità minore di carburante rispetto a quello della Torre nord, le fiamme dell'edificio sud cominciarono a spegnersi prima. Quindi, chi controllava la demolizione fu costretto a far crollare l'edificio sud prima di quello nord» (Ibid.)

  • «Ai miei occhi, il problema in assoluto più evidente riguarda la fonte dell'enorme quantità di polvere sottilissima che abbiamo visto generarsi durante il crollo (...). Che cosa ha prodotto l'energia necessaria a trasformare tutto quel cemento in polvere? (...) Poiché l'accelerazione di gravità durante il crollo dovrebbe essere al massimo di 9,8 m al secondo, all'inizio tutto si muove lentamente (...). È assai difficile immaginare un meccanismo fisico che generi tanta polvere quando delle lastre di cemento battono le une contro le altre a una velocità di 35 o 45 Km all'ora» (Jeff King, «Indymedia Webcast News», 12 novembre 2003)

  • «All'incirca 100.000 t di cemento per ciascuna torre si trasformarono in cipria. Questo richiede un mucchio di energia» (in: Griffin, cit. pag. 33)

  • «Per ridurre il cemento a una polvere sottile come cipria bisogna impiegare dell'esplosivo» (Ibid.)

  • «Quasi ogni pezzo di entrambe le torri era spezzato nei punti di giunzione» (Ibid.)

  • La rivista specializzata «Fire Engineering» collegata al corpo dei vigili del fuoco di New York, e ingegneri della protezione civile, hanno sostenuto che «i danni strutturali provocati dagli aerei e dalla combustione del carburante, avvenuta per esplosione, non furono sufficienti a far crollare le due torri» (in: Griffin, cit., pag. 28)

  • Le foto sembrano provare che la Torre sud non è crollata a causa dell'incendio, ma è stata demolita con la tecnica della "demolizione controllata". Sotto la nube nera dell'incendio si notano gli sbuffi bianchi via via successivi delle presunte esplosioni, nubi formate dal cemento vaporizzato. I

  • «Per provare che i pilastri d'acciaio delle Torri gemelle furono fatti saltare con esplosivi, bisognerebbe averne esaminato i frammenti rimasti fra le macerie, per vedere se vi fossero tracce di quello che gli esperti di metallurgia chiamano "accoppiamento". Ma i detriti del WTC furono rimossi il prima possible, senza che fosse possibile sottoporli a perizia legale (...). Le oltre 250.000 tonnellate d'acciaio provenienti dalle Torri gemelle furono vendute quasi completamente ai commercianti di rottame di New York, e quindi caricate a tempo di record su navi dirette in Cina e Corea, rimuovendo così qualsiasi prova» (P. Meyer, cit.)

 

Sito con le analisi tecniche relative alla teoria della "demolizione controllata"
Ampio reportage analitico sulla distruzione delle Torri

 

Aggiornamenti

Negli ultimi mesi, la campagna di controinformazione sta assumendo dimensioni gigantesche in quanto a numero di articoli e di siti e di pubblicazioni tendenti a dimostrare non solo l'inconsistenza delle versioni ufficiali, ma il persistente e sistematico occultamento, da parte dei media americani, di ogni informazione che potrebbe rivelarsi scomoda. Tra queste, per esempio, vi è il riemergere, a quattro anni di distanza, di testimonianze che furono quasi immediatamente "dimenticate" o occultate o semplicemente ignorate come non rilevanti, ma che invece potrebbero essere decisive per una revisione storica dei fatti dell'11 settembre. Si tratta delle testimonianze oculari degli operai che nel momento stesso dell'attentato alle torri stavano lavorando nei loro sotterranei; secondo quanto essi avevano affermato fin dall'inizio, e oggi vanno ribadendo puntualmente, vi furono esplosioni nei sotterranei delle torri quasi contemporanee all'impatto degli aerei, esplosioni che avevano senza dubbio origine da ordigni esplosivi e che non avevano nulla a che vedere con l'incendio del carburante degli aerei: «Questo edificio [la torre nord] aveva sei sottolivelli, B1, B2, B3 e così via fino al B6, ossia i livelli dei sotterrane dell'edificio. (...) Alle 8.46 abbiamo sentito un bang, un'esplosione che proveniva dai piani al di sotto di quello in cui mi trovavo, tra il B2 e il B3. È stata così violenta e l'edificio ha tremato così forte che le pareti si sono crepate e il controsoffitto è crollato. (...) Alcuni secondi dopo abbiamo sentito un impatto enorme nella parte alta dell'edificio [il crash dell'aereo]. (...) Dissi ai pompieri di seguirmi, perché aveva la chiave per aprire le porte e sapevo qual era la strada più breve. Mentre salivamo le scale sentivamo delle esplosioni bum... bum... bum... che continuavano a verificarsi nei diversi piani» [testimonianza dell'eroe decorato William Rodriguez citata in: Nexus, Speciale 11 settembre, supplemento al n. 57 dell'edizione italiana, pagg. 12-14].

 

 

tratto da: http://it.wikipedia.org/wiki/11_settembre_2001_-_Interrogativi_senza_risposta#Qualche_motivo_per_dubitare


L’US Army fallisce nell’elaborazione di una simulazione credibile dell’attentato del Pentagono
11 settembre: scientificamente impossibile

 

L’US-Army e il National science foundation hanno finanziato una simulazione tridimensionale dell’attentato verificatosi al Pentagono l’11 settembre 2001. Ricercatori di un’équipe pluridisciplinare dell’università di Stato di Purdue (Indiana) hanno prodotto una sequenza 3D il cui realismo apparente attenua l’assenza di immagini video autentiche dell’evento. Questo risultato mediatico, in occasione del 1° anniversario dell’attacco, è stato interpretato dai mass media compiacenti come una prova dell’inconsistenza della polemica che abbiamo sollevato sulle modalità dell’attentato. Purtroppo per loro, dopo sei mesi di ricerche e nonostante l’importanza dei mezzi tecnici ed umani mobilitati, gli scienziati di Purdue non sono stati in grado di stabilire uno scenario conforme alla versione ufficiale e compatibile con gli elementi materiali. Incapaci di spiegare come il presunto aereo avesse potuto colpire soltanto il piano terra ed il primo piano, hanno postulato che esso volava rasente al suolo, benché non vi fossero spazi di manovra; non riuscendo a spiegare l’assenza d’impatto sul Pentagono, hanno sottratto una parte della facciata dalla simulazione; incapaci di chiarire come i reattori in acciaio fossero potuti scomparire, hanno postulato che il presunto boeing non ne avesse; incapaci di chiarire come cento tonnellate di materia fossero scomparse, hanno evaso la questione... L’incapacità con cui gli scienziati, delegati dall’US-Army, hanno ricostruito in pratica la versione ufficiale dell’attentato al Pentagono dimostra a contrario che questa versione è scientificamente impossibile.


 

postulato numero 1: l’aereo volava orizzontale redente il terreno.

(JPEG)Per volare in orizzontale e rasoterra sarebbe stato necessario un terreno libero per molte centinaia di metri

Gli scienziati hanno osservato che l’impatto sulla facciata si trova tra il piano terra ed il primo piano dell’edificio. Hanno constatato che solo questi primi due livelli sono stati danneggiati all’interno della costruzione (i piani superiori sono intatti ed il suolo non è stato scavato). Come mostra l’immagine sopra che hanno diffuso alla stampa, i ricercatori hanno dunque preso per postulato che "il boeing " fosse giunto orizzontalmente radendo il suolo [1].

E’ possibile che un aereo possa radere il suolo in questo modo: è ciò che si chiama atterraggio. Ma perché accada ciò, gli occorre un terreno libero su una distanza di molte centinaia di metri [2]. Il presunto aereo non disponeva di tale pista d’atterraggio dinanzi al Pentagono. L’edificio non si trova in pianura, piena di case e attraversata da autostrade e scambiatori.

 

2° postulato: "l’aereo" non aveva reattori.

(JPEG)Gli scienziati hanno dimenticato due dettagli che permettono ad un aereo di volare e che sono gli elementi più solidi dell’apparecchio : i reattori.

Lo studio è stato incentrato sulla distruzione delle ali del "boeing 757-200". Era in effetti sembrato sorprendente che un aereo di 38 metri di portata penetrasse in un edificio con un foro da 5 a 6 metri di larghezza. Una teoria era stata avanzata da molti "specialisti" i quali avevano affermato che le ali "si erano ritirate" sotto l’effetto dell’impatto. Gli universitari di Purdue spiegano, a loro volta, che queste ali erano soprattutto composte di cherosene, il quale si è versato nell’edificio senza realmente dannegiarlo.

Tutti dimenticano due piccoli dettagli che si trovano su queste ali e permettono ad un aereo di volare: i reattori. Queste due parti sono più resistenti dell’apparecchio. Semplicemente, nello studio di Purdue (vedi immagine di sopra) i reattori non sono stati presi in considerazione.

 

3° postulato: il Pentagono non ha facciate

(GIF)

Gli scienziati hanno preso in considerazione soltanto i pilastri dell’edificio ed hanno dimenticato che la facciata è stata perforata solo su 5 a 6 metri di larghezza.

Nelle loro ricerche, gli scienziati hanno studiato la collisione "dell’aereo" con i pilastri di sostegno dell’edificio. Il direttore della ricerca, Mete Sozen, ha particolarmente insistito sulla specificità di questi pilastri, rafforzati da una sbarra metallica a spirale, una tecnica utilizzata negli anni 40. "Il cerchio d’acciaio, spiega, ha rafforzato la solidità delle colonne ed ha probabilmente permesso di salvare molte vite".

Nelle loro ricerche, gli scienziati non hanno preso in considerazione il fatto che "l’aereo" avrebbe dovuto prima colpire la facciata, poi sfondare molte pareti interne. Hanno considerato come se la collisione con la facciata non avesse danneggiato né questa né l’apparecchio. Hanno completamente eliminato il fatto che un boeing 757-200, di una portata di 38 metri e di un’altezza di 12 metri, non può entrare con un foro da 5 a 6 metri di ampiezza senza che né le ali, né i reattori, né la coda non provochino traccia del loro impatto.

 

4° postulato: l’anti-materia esiste

(GIF)"L’aereo" "disintegrato". Ma gli scienziati si sono dimenticati di precisare come 100 tonnellate di materia siano potute scomparire.

Perché ci sono stati così pochi danni sull’edificio del Pentagono? Lo studio di Purdue dà una risposta a questa domanda : il "boeing" è stato ridotto in polvere. "A questa velocità, l’aereo stesso è come una pelle di salsiccia [a sausage skin]", ha spiegato Mete Sozen alla stampa. "Non era abbastanza resistente e si è virtualmente disintegrato [crumbles] al momento dell’impatto" [3].

Se gli scienziati spiegano in questo modo l’assenza di danni importanti sull’edificio, non spiegano però la scomparsa preteso del "boeing". Dimenticano che 100 tonnellate di materia restano sempre 100 tonnellate di materia. Cosa è diventata questa materia? Cercando un boeing, i nostri universitari sembrano avere fatto una grande scoperta scientifica: l’anti-materia esiste.

Il gruppo pluridisciplinare dell’università di Purdue è fallito. Non è riuscito ad elaborare una simulazione della versione ufficiale degli eventi compatibile con gli elementi materiali. Per soddisfare il comando dell’US-Army (ARO, contratto 39136-MA), è stato costretto a dimenticarsi volutamente delle precisazioni richieste dall’assenza d’impatto sulla facciata e dalla smaterializzazione della macchina. Finora, la sola spiegazione tecnicamente plausibile dell’attentato resta dunque quella enunciata da Thierry Meyssan: il lancio di un missile e non il crash di un boeing 757-200.

 

note:

[1] tutte le immagini della simulazione sono disponibili nel sito dell’università di Purdue : "September 11 Pentagon Attack simulations Using Ls-Dyna", http://www.cs.purdue.edu/homes/cmh/simulation/

[2] una pista d’atterraggio misura tra 2000 e 2500 metri. Secondo il costruttore, occorrono 1500 metri ad un boeing 757-200 per atterrare in queste condizioni: Vedere le specificazioni del Boeing 757-200 fornite dal costruttore, in funzione del peso dell’apparecchio, delle condizioni climatiche e dell’altezza della pista: www.boeing.com/assocproducts/aircompat/acaps/753sec3.pdf

[3] « New simulation shows 9/11 plane crash with scientific detail », Purdue News, 12 settembre 2002: http://news.uns.purdue.edu/hp/Sozen.Pentagon.html

 

tratto da: http://www.voltairenet.org/article126907.html  


http://www.comedonchisciotte.net/modules.php?name=News&file=article&sid=48

La storia ufficiale: Le Twin Towers
 

La versione ufficiale

Come la versione ufficiale spiega il crollo delle Torri Gemelle e le critiche che ad essa vengono rivolte. In pratica si tratta di credere o no che l'incendio ne abbia determinato il crollo: se non crediamo a questo, è necessario ipotizzare interventi di altra natura.

La storia ufficiale è:
 

  1. La mattina dell’11 Settembre 4 aerei passeggeri furono dirottati in un’ora da 19 terroristi Arabi armati con taglierini.

  2. Alcuni terroristi presero il controllo dei Boeing e cambiarono rotta dirigendoli verso i bersagli a New York City e Washington D.C.

  3. Due Boeing furono deliberatamente fatti schiantare contro le Torri Gemelle, determinando un incendio all’interno che liquefece le strutture di supporto in acciaio, e determinando alla fine il completo collasso delle costruzioni.

  4. Un terzo Boeing fu fatto schiantare deliberatamente contro il Pentagono.

  5. I passeggeri del quarto aereo sopraffecero i dirottatori e causarono lo schianto a terra dell’aereo in Pennsylvania.

  6. Tutto questo era un attacco contro l’America che fu organizzato e diretto da Usama bin Laden come capo di Al-Qa'idah, un organizzazione terroristica internazionale composta principalmente da Arabi.

Tutto questo avrebbe richiesto ulteriori spiegazioni, ma la storia ufficiale non dice nient’altro. Da noi ci si attende che crediamo a tutto questo senza porci domande.


Una intera nazione (e il mondo) sotto shock accettarono questa versione in quanto offriva una certa spiegazione dei fatti. Perfino coloro che pensavano che questa spiegazione era difficile da credere erano inclini ad accettarla perché per l’11 Settembre non sembravano esserci altre spiegazioni e il Presidente dell’USA e tutti i mass media dicevano al mondo che questo era quello che era successo.

Esame critico

Ma la storia ufficiale non resiste ad un esame critico perché è piena di “buchi”. E non è solo piena di buchi, è una deliberata bugia, disegnata per ingannare il popolo Americano e il resto del mondo.

Secondo la storia ufficiale, i 4 aerei di linea furono dirottati da 19 terroristi arabi. E’ sicuramente possibile trovare Arabi disposti a morire per la loro causa (libertà dei loro popoli dall’interferenza e dominazione americana e dalla brutale aggressione di Israele), sebbene trovarne 19 per una sola missione sia difficile ma dove trovare Arabi che sappiano anche pilotare Boeing 757 e Boeing 767? (Nessuno dei supposti dirottatori Arabi aveva mai lavorato come pilota professionista). Erano necessari almeno quattro piloti altamente preparati. I supposti piloti dirottatori, Mohammed Atta, Marwanal Al-Shehhi e Hani Hanjour avevano ricevuto istruzioni di volo ma erano considerati dai loro istruttori come incompetenti a pilotare perfino piccoli aerei a monomotore.

 

Marcel Bernard, il capo degli istruttori di volo, ha affermato che l’uomo chiamato Hani Hanjour prese il volo in un Cessna 172 dall’aeroporto per tre volte iniziando dalla seconda settimana di Agosto e sperava di noleggiare un aereo…. Gli istruttori della scuola asserirono che Bernard dopo i tre voli non era ancora capace di pilotare un aereo da solo...The Prince George's Journal (Maryland), 2001-09-18, come visibile in Operation 911: NO SUICIDE PILOTS

La storia ufficiale si aspetta che noi crediamo che questi 19 supposti dirottatori (che agirono con coordinazione e precisione militare) sopraffecero gli attendenti al volo (con nient’altro che taglierini e comandi urlati), li spinsero a forza dentro la cabina (ma gli otto piloti ufficiali erano tutti assorbiti dalla contemplazione delle nuvole?), sopraffecero i piloti (apparentemente nessuno di loro, alcuni ex-militari, offrirono una qualche resistenza ai dirottatori armati soltanto con taglierini), presero il comando degli aerei, avendo acquisito le necessarie capacità di volo con i corsi e i manuali di volo, volarono in modo esperto verso i loro bersagli (buoni navigatori, questi Arabi; che volarono con le capacità di un ben addestrato pilota militare nel caso del jet che si suppone aver urtato il Pentagono), non incontrarono assolutamente alcuna opposizione da parte delle autorità americane (compreso la U.S. Air Force), responsabili della salvaguardia dello spazio aereo (nonostante che il jet che avrebbe colpito il Pentagono volò nei cieli per circa un’ora dopo l’impatto del primo aereo), urtarono i bersagli e si uccisero. Sicuro. E i maiali possono volare. Chi crede a questa storia (dopo averci riflettuto) non ha molto fra gli orecchi.

L'impatto con gli aerei non è stato sufficiente

 

Chiaramente le torri non collassarono soltanto a causa dell’impatto degli aerei, in quanto rimasero in piedi da 45 a 90 minuti dopo l’impatto. La spiegazione ufficiale, riportata pari pari dai mass media, dice che le torri collassarono in quanto l’incendio del carburante del jet causò la fusione delle strutture di supporto in acciaio. Esaminiamo questa ipotesi.

Molto (forse nel caso del secondo impatto quasi i 2/3) del carburante del jet si consumò immediatamente nelle palle di fuoco che si sprigionarono quando gli aerei colpirono le torri. Inoltre in accordo ad un investigatore del FEMA (Jonathan Barnett), la maggior parte del carburante che riuscì ad entrare nelle torri si consumò nel giro di 10 minuti.

Dalle Torri gemelle uscì molto fumo nero ma c’era poco fuoco visibile. Ma per fondere l’acciaio si ha necessità di alte temperature come si possono ottenere ad esempio con la torcia ad ossiacetilene. Tali condizioni non si determinano con il carburante del jet che brucia in aria (e in particolare in ambienti chiusi, dove c’è molto fumo e poco ossigeno disponibile). E se le colonne di acciaio si fossero fuse avrebbero prodotto un collasso implosivo come si è verificato? Se le colonne si fossero fuse è improbabile che la risultante debolezza strutturale sarebbe stata completamente simmetrica (come invece avviene quando una costruzione collassa su stessa in una demolizione controllata). In un collasso non controllato le strutture sarebbero crollate giù spargendosi in una vasta area (causando danni importanti alle costruzioni vicine e ai loro occupanti). Questo non è accaduto. Queste considerazioni(e altre che diremo dopo) mostrano che la possibilità che le migliaia di litri di carburante incendiato abbiano determinato un calore infernale e causato la fusione dell’acciaio è un fatto estremamente dubbio e non spiega il collasso delle torri.



Click for enlargement L’esame dei tempi degli eventi dell’11 Settembre fornisce un’ulteriore prova che il fuoco non causò il crollo delle torri. La Torre a Nord fu colpita per prima alle 8:45. L’aereo (o qualche oggetto, non necessariamente il grosso jet passeggeri) urtò direttamente la torre, nel centro, e una forte esplosione immediatamente seguì l’impatto. Dopo alle 9:03la Torre a Sud fu colpita, ma chi stava controllando l’aereo non determinò un urto diretto, ma piuttosto l’aereo colpì la torre verso un angolo e ad angolo acuto, e, in paragone all’altro, poco carburante entrò nella costruzione, consumandosi in una palla di fuoco.


Poiché l’aereo e il suo carburante proseguono in una comune traiettoria, questa nella torre Sud avvenne attraverso un angolo. Poichè le strutture in acciaio che portavano la maggior parte del carico erano localizzate nel centro della torre, e poichè le parti metalliche dell’aereo non urtarono tali colonne d’acciaio, centrali e portanti, si può affermare che la torre Sud rimase in gran parte non danneggiata dall’impatto.


 

 
 

Così né l’urto dell’aereo né l’incendio del carburante danneggiarono sufficientemente la Torre Sud da determinarne il crollo, che pertanto avvenne per altre cause.

 

Il fuoco nella Torre Sud era meno intenso rispetto alla Torre Nord. Ma la Torre Sud collassò prima, alle 9:59, 56 minuti dopo l’impatto, mentre la Torre Nord collassò alle 10:29, 1 ora e 44 minuti dopo l’impatto. Se il fuoco fosse stata la causa del crollo allora la Torre Nord, con il fuoco più intenso, sarebbe dovuta collassare prima. O, messo in un altro modo, se il fuoco è la causa del crollo, allora la Torre Sud, colpita dopo la Torre Nord, e soggetta ad un fuoco meno intenso, avrebbe dovuto collassare dopo (non prima) della Torre Nord.


 

L’errore della frazione di secondo


Esporre il complotto con l’uso di bombe al WTC ...


Nota: Questa pagina ipotizza che uno dei dirottatori pilotasse l’aereo, ma le ipotesi rimangono valide anche se l’aereo fosse stato controllato in modo remoto (vedi avanti).

Una dimostrazione convincente (con numerose web reference) che le Twin Towers non collassarono a causa delle fiamme è stata fornita da J. McMichael:

 

Usare carburante per sciogliere l’acciaio è una scoperta sbalorditiva, veramente... Gli operai della siderurgia perdono tempo con le torce di acetilene, con le bombole di ossigeno, con le fornaci elettriche e altri elaborati congegni, mentre invece questi brillanti terroristi che cosa fanno? Usano carburante da jet, che costa circa 80 cent a gallone.

... Il calore non appena viene condotto alle parti più fredde dell’acciaio, raffredda la parte che tu stai cercando di scaldare...Devo credere che l’incendio divampò a lungo, tanto da far raggiungere all’acciaio la temperatura di fusione (1538°C, non 800°C come riportato)? O che il carico di combustibile di un jet è bruciato costantemente fino a riscaldare al punto di fusione 200.000 tonnellate di acciaio (quantità di acciaio contenuta in una Torre)?... I Musulmani sospendono le leggi della fisica! Parte I

 

Tutte le opinioni dei cosiddetti esperti che cercano di spiegare il collasso delle Twin Towers come conseguenza degli impatti degli aerei e dei successivi incendi sono congetture (a causa della distruzione della prova) per cercare di offrire delle ragioni (insufficienti) alla storia ufficiale. Per alcuni esempi sull’ignoranza di alcuni esperti e sulla mancanza di consenso relativamente alle "spiegazioni", vedi Eric Hufschmid nell’articolo Quando nessuno sa niente, tutti sono esperti.

 

Il rapporto ufficale

Il "rapporto ufficiale" sul collasso delle Torri Gemelle venne presentato circa a metà del 2002 da un gruppo che aveva condotto l’"inchiesta" sotto la direzione del FEMA. Qusto rapporto può convincere coloro che credono a quello che leggono ma non è convincente per chi legge in modo critico. Il Capitolo 2 di questo rapporto, con le relative obiezioni, è consultabile a Il rapporto WTC: WTC 1 e WTC 2:

 

... è ben noto che la massima temperatura che può essere raggiunta dalla combustione di un idrocarburo non-stechiometrico (come nel caso degli idrocarburi del combustibile degli aerei che bruciano nell’aria) è 825 gradi Centigradi (1520 gradi Fahrenheit). ... [Gli] incendi del WTC erano pieni di carburante (come evidenziato dal denso fumo nero) e così non si è mai avvvicinato al limite di 825 gradi.

 

La storia ufficiale dice che le torri collassarono perché (a) il solo collegamento fra il muro perimetrale esterno e la struttura centrale era rappresentato da travature reticolari deboli e di scarso peso, (b) l’impatto dell’aereo indebolì queste travature e il calore del fuoco le deformò finchè (c) le travature stesse cedettero e (d) gli impiantiti persero il loro supporto cadendo su quelli inferiori determinando così lo schiacciamento di tutti i piani.

 

Perché la storia ufficiale non regge

Che questa "teoria del trave" è falsa è stato dimostrato in La Demolizione del World Trade Center .

 

Prima di tutto, vi doveva essere uno stretto collegamento tra il muro perimetrale e la struttura centrale di modo che il carico del vento fosse trasmesso alla struttura centrale. Se la forza del vento non fosse trasmessa, la struttura perimetrale con il vento forte si muoverebbe molto mentre quella centrale rimarrebbe praticamente ferma il che causerebbe scollamento degli impiantiti, ma questo non è mai accaduto. E allora dovevano esserci delle robuste travi d’acciaio che collegavano le struttere perimetrali con le centrali e non solo delle semplici travi. Queste travi non possono, in conseguenza dell’impatto o delle fiamme, aver determinato un indebolimento catastrofico di tutta la struttura.

 

In secondo luogo, credere che vi erano solo travi di scarsa importanza porta a calcolare la quantità di acciaio a 2/3 di quella che si dice essere stata impiegata nella costruzione (rimarrebbero cioè fuori 32.000 tonnellate di acciaio). Così anche questa supposizione è falsa. Quelle 32.000 tonnellate sono quelle impiegate nella costruzione delle travi d’acciaio che collegavano i muri perimetrali con la struttura centrale.

 

In terzo luogo, esiste la prova fotografica di queste strutture orizzontali.

 

La teoria delle travi è una fabbricazione che è stata diffusa per dare un aspetto plausibile alla storia ufficiale su come sono collassate le Torri Gemelle.

 

Altri motivi per cui la storia ufficiale non regge

Una altro problema con la storia ufficiale è il modo con cui le torri sono collassate e cioè in modo uniforme, simmetrico e senza interruzioni.

 

Se l’incendio avesse fuso le strutture degli impiantiti, il collasso sarebbe iniziato dal 60° piano in giù, i piani superiori sarebbero rimasti sospesi in aria, sorretti solo dalle strutture centrali. Questa situazioone sarebbe divenuta presto instabile e i 30 piani superiori sarebbero crollati... come mai allora i piani superiori sono scomparsi, invece di crollare a terra come un blocco di migliaia di tonnellate di cemento e acciaio?...

Quando i vari piani sono caduti, sarebbero dovute rimanere in piedi le colonne di acciaio centrali come pilastri alti ¾ di miglio (dal terreno all’incendio, almeno), denudati e senza supporto, e quindi essi sarebbero dovuti cadere intatti o in sezioni sul terreno circostante, coinvolgendo le costruzioni vicine decine di metri dal WTC, come alberi giganti che cadono nella foresta. Ma io non ho visto una sola foto di queste colonne che si ergevano, o che cadevano o che giacevano sul terreno. Né ho sentito di danni causati dalla loro caduta. I Mussulmani sospendono le leggi della fisica! Parte I

Quale che sia stato il danno, gli incendi non sono stati uniformemente distribuiti (specie nel caso della Torre sud, colpita dall'aereo solo in un angolo della costruzione). Se il collasso fosse dovuto agli incendi, esso sarebbe stato allora irregolare, con parti delle Twin Towers che rimanevano intatte e collegate mentre altre cadevano. Ma entrambe le torri sono collassate in modo completo e simmetrico, con i piani che si schiacciavano uno sull'altro, esattamente come si vede nelle demolizioni controllate di alte costruzioni.

È interessante notare che...

È interessante notare che Società appaltatrice i cui uomini furono per primi sulla scena del collasso del WTC per portare via le macerie è la stessa società che demolì e portò via lo scheletro dell'edificio distrutto da ordigni di Oklahoma City. Il nome della società è Controlled Demolition (Demolizione controllata)! The Blockbuster

 

La demolizione del WTC e la cosiddetta guerra al terrorismo
1. Introduzione
3. La storia ufficiale: il Pentagono


 

Fonte: www.serendipity.li


Una trattazione completa dei dubbi sull'11 settembre la si trova in LUOGOCOMUNE

http://www.luogocomune.net/site/modules/911/

Una buona trattazione vi è anche in DISINFORMAZIONE:

http://www.disinformazione.it/11settembre2001.htm

Altri siti che si occupano estesamente dell'11 settembre sono:

http://www.pernondimenticare.it/

http://www.laurabogliolo.it/11settembre.htm

http://xoomer.alice.it/911_subito/immagini_eloquenti.htm

http://www.rainews24.rai.it/ran24/speciali/obiettivo_usa_nuovo/a_11settembre.htm


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