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di Roberto Renzetti

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La rivista elettronica FISICAMENTE è nata per raccogliere la trascrizione degli oltre cento articoli da me scritti e pubblicati nell’ambito della mia attività di docente e ricercatore. A questi lavori ne aggiungerò via via degli altri che scriverò, quelli di vari collaboratori ed altri che riterrò di interesse.

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Nonsoloscuola

Elementari, dal 2010 stop ai libri gratis

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nuove tasse comunali in vista..

Elementari, dal 2010 stop ai libri gratis

Il Governo ha soppresso con la Finanziaria lo stanziamento di 103 milioni di euro per la fornitura gratuita dei libri di testo nella scuola dell'obbligo, «l'ultimo scippo del Governo alle famiglie, alla scuola e agli enti locali». Lo rende noto Manuela Ghizzoni, capogruppo del Pd in commissione Cultura alla Camera, chiedendo l'immediato intervento del ministro Gelmini.

«Il ministro Gelmini intervenga immediatamente per porre rimedio a questo ennesimo scippo. La gratuità dei libri nella scuola elementare - ricorda la parlamentare - è prevista per legge dal 1964. Dal 1998 e con le successive leggi finanziarie, fino a quella del 2007 del governo Prodi, la gratuità è stata estesa alle scuole secondarie in forme legate al reddito. Di segno opposto la politica del governo Berlusconi che ha completamente cancellato queste risorse".

Ci sono poi due aspetti gravi di questo ennesimo colpo di mano. Da un lato - osserva Ghizzoni -. "Il governo taglia ancora una volta risorse fondamentali per la scuola e il diritto allo studio e non ha nemmeno il coraggio di farlo alla luce del sole, semplicemente non rinnova lo stanziamento di risorse stabilito dal centrosinistra nel 2007. Dall'altro lato l'esecutivo non toglie il diritto, ma intende scaricarne l'onere sulle famiglie e sugli enti locali».

Secondo l'esponente del Pd, se la Finanziaria non verrà cambiata, «i Comuni verranno privati dello stanziamento e, in base alla leggi vigenti, saranno costretti a erogare i libri gratuiti alla scuola primaria a loro spese». «Non possono scaricare tutti i tagli di Tremonti sui cittadini e sugli enti locali già in difficoltà. Ancora una volta la maggioranza- conclude - si riempie la bocca col federalismo e poi vara misure centraliste che deprimono gli enti locali, ormai considerati dei bancomat dalla maggioranza».
24 novembre 2009Vedi tutti gli articoli della sezione "Scuola"
Nonsoloscuola: Una rubrica per parlare di scuola, politica, societ?
per contattare l'autore scrivere a isacuoghi@virgilio.it
Questo articolo è stato letto 5969 volte.
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Autore Albero
Isa
Inviato: 26/11/2009 7:53  Aggiornato: 26/11/2009 7:53
professore
Iscritto: 4/5/2005
Da:
Inviati: 236
 Re: Elementari, dal 2010 stop ai libri gratis
E vorrei anche sapere dove li mettono tutti i soldi delle nostre tasse, visto che finora fanno solo tagli.. dove non dovrebbero, ovviamente, ma questo è un altro discorso.. DOVE VANNO E NOSTRE TASSE, DOVE ?? ALLA BOUVETTE ?.

dimenticato il link dell'articolo :

http://www.unita.it/news/scuola/91714/elementari_dal_stop_ai_libri_gratis
Cocco
Inviato: 27/11/2009 15:16  Aggiornato: 30/11/2009 13:16
esperto
Iscritto: 30/1/2008
Da:
Inviati: 61
 Re: Elementari, dal 2010 stop ai libri gratis
Ciò che fa veramente arrabbiare (per non usare termini più pesanti) è come possano l' onorevole Ghizzini (del PD) e/o i media di opposizione divulgare una notizia così imprecisa, come quella che è poi stata divulgata dall’Unità, prestando il fianco alla ministra la quale potrà dire, come ha già fatto, che "No, non è vero! I libri alle primarie sono e saranno gratuiti".
I 103 milioni di euro tolti ai comuni attraverso la finanziaria riguardano i contributi comunali alla spesa delle famiglie meno abbienti per i libri delle secondarie (medie e superiori)….che se vogliamo è ancora peggio poiché significa concentrare il taglio su chi è già in difficoltà economica.
E allora, l’onorevole che era in aula mente si entrava nel merito della questione,
1) non stava attenta e non aveva capito?
2) si apprestava ad inscenare un’ opposizione (mediatica) che sapeva prima o poi avrebbe potuto rafforzare la posizione della maggioranza alimentando l’inattendibilità dell’informazione?

E/o l’Unità, pur di screditare il governo attuale, non ha badato a ciò che ha scritto?

Ogni ipotesi è peggiore dell’altra!

Ciao Isa

Cocco
Isa
Inviato: 30/11/2009 15:31  Aggiornato: 30/11/2009 15:31
professore
Iscritto: 4/5/2005
Da:
Inviati: 236
 Re: Elementari, dal 2010 stop ai libri gratis
Ciao Cocco carissima
sai imparo da te quello che chiarisci.. sì la cosa è ugualmente grave, anche perchè ai Comuni stanno tagliando tutti i trasferimenti a cominciare dal mancato introito dell'i.c.i. e pensa un pò te come faranno i Consigli Comunali a garantire ai cittadini gli stessi srvizi.. naturalmete aumenterenno l'irpef comunale.
Col risultato che la nostra pressione fiscale aumenterà ancora, sempre più, anche inmodo indiretto.
E le tasse che paghiamo sullo stipendio e che finiscono al govenro centrale saranno utilizzate per tutto fuori che per i trsferimenti ai Comuni.. e noi paghiamo l'irpef regionale, e poi quella comunale.. ma quante tasse paghiamo ? quante volte ? e per quale qualità di servizi riceviamo indietro, visto che ogni giorno ci tolgono risorse..
lascio perdere il discorso dell'informazione che ci danno i media e gli stessi onorevoli in persona.. sono meno informati di noi e stanno lì a prendersi onore potere gloria e denaro.. nostro denaro ovvio.
Cocco
Inviato: 30/11/2009 16:03  Aggiornato: 30/11/2009 19:59
esperto
Iscritto: 30/1/2008
Da:
Inviati: 61
 Re: Elementari, dal 2010 stop ai libri gratis
T'invio allora il testo originale della notizia laddove troverai riscontro alle tue riflessioni e anche altri spunti per capire a cosa possa servire al governo tale provvedimento (vedi ultimo periodo dell'articolo di Bergonzi).
Anch'io avevo appreso il fatto in maniera scorretta per cui avevo già polemizzato e "istigato" alcuni genitori di bambini delle elementari alla protesta. Ho poi saputo come stessero realmente le cose per cui mi è toccato rettificare. Fin qui poco male: abbiamo le spalle larghe! Il punto è che quella cosa che si chiama sinistra, in questo modo, non fa altro che perdere credibilità e se non fosse che in questo sistema manicheo se ne avvantaggiano solo gli altri colpevoli, gli starebbe anche bene a questi superficialoni sulla pelle degli altri.
Ciao
Cocco

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Finanziaria 2009

Gratuità libri di testo

103 MILIONI TAGLIATI, UN MILIONE DI FAMIGLIE COLPITE


Il taglio di 103 milioni di euro sulla gratuità dei libri di testo operato dal Governo nella Legge finanziaria costituisce una scelta di pesantissima gravità politica e un segnale molto preoccupante.
In primo luogo perché esso non può essere sensatamente giustificato da ragioni di bilancio vista l’entità della cifra praticamente irrilevante sui conti pubblici.
In secondo luogo perché a pesantissimi caratteri di iniquità sociale unisce una sorta di “spregio” verso la fruizione del diritto allo studio da parte di tutti e incoraggia la dispersione e l’evasione scolastica.
In terzo luogo perché si colloca nel contesto di tagli strutturali alla spesa per il sapere che non sono sia pur lontanamente assimilabili ad alcuna altra voce del bilancio dello Stato. Tagli che, per la loro entità e qualità, denotano la volontà di smantellamento della scuola pubblica e la concezione dell’istruzione non più come diritto fondamentale bensì come privilegio elitario.

Il provvedimento. Duecento euro annui sottratti a un milione di famiglie a basso reddito

Il taglio di 103 milioni si riferisce ad un provvedimento contenuto nella Finanziaria del 1998 (art. 27) con cui si prevedeva uno stanziamento di 200 miliardi di vecchie lire per la gratuità dei libri di testo nella scuola media e per il “comodato dei libri” nella secondaria superiore, destinato alle famiglie con un reddito ISE corrispondente agli attuali 15.000 euro annui.
Fino ad oggi tale stanziamento era stato prorogato dai vari governi che si erano succeduti, l’ultima proroga triennale era stata decisa dal governo Prodi, è scaduta quest’anno, ora il Governo Berlusconi ha deciso di sopprimere il finanziamento.
Secondo le tabelle governative periodicamente aggiornate il finanziamento ha coinvolto ogni anno circa un milione di famiglie su un totale di circa quattro milioni con figli frequentanti la scuola secondaria di primo e secondo grado. Ad ognuna di queste famiglie veniva attribuito (tramite Regioni e Comuni) un contributo per il costo dei libri di testo variante fra i 150 e i 200 euro annui. Col taglio dei 103 milioni di euro tale contributo cesserà completamente e rimarranno solo eventuali stanziamenti regionali. L’entità di questi ultimi è spesso commisurata alla ricchezza delle regioni, mentre in alcune regioni “ricche” governate dalla destra ( la Lombardia ne è l’esempio più significativo!) la quasi totalità dei fondi regionali per il diritto allo studio viene destinata agli studenti che frequentano le scuole private anche se titolari di redditi elevatissimi. Il taglio del fondo nazionale, quindi, comporterà, anche in queste ultime regioni, una forte penalizzazione delle famiglie a reddito medio-basso i cui figli frequentano la scuola statale.
A subire le conseguenze di tale taglio saranno solo e ovunque le famiglie con redditi medio bassi, ovvero quelle maggiormente messe a dura prova dalla crisi economica nel lavoro, nel reddito, nelle elementari condizioni di vita. Da oggi in avanti esse saranno private anche di un importante sostegno per il diritto allo studio dei loro figli. Ad essere colpite saranno le zone meno ricche del Paese dove si registrano redditi meno elevati. Non riceveranno più contributi per i libri di testo il 36,7% delle famiglie in Sicilia, il 35% in Calabria, il 31% in Basilicata; ma anche 70.000 famiglie in Lombardia, 40.000 in Liguria, ecc.

Non reggono le ragioni di bilancio

E’ difficile individuare una motivazione credibile a questa scelta. Le ragioni di bilancio non reggono! Basti considerare che questo governo ha già tagliato solo nel settore scuola 8 miliardi di euro, una quantità di risorse incommensurabilmente maggiore di qualsiasi altro taglio apportato ad ogni altra voce di spesa del bilancio statale. Perché tagliare altri 103 milioni (una goccia nell’oceano dei tagli) che hanno un impatto sociale tanto forte? E quale rilevanza può avere una simile cifra sull’intero bilancio dello Stato? Praticamente nessuna. E allora perché? La risposta può individuarsi solo nell’ideologia e nel progetto strategico di un governo che nella sua foga iconoclasta di smantellamento della scuola pubblica e del diritto di istruzione, cade negli atti della più becera e odiosa discriminazione sociale e classista.
Tutto questo non è accettabile in alcun modo.

La Costituzione italiana. Il referendum studentesco. Ripristinare e incrementare i 103 milioni

Al milione di famiglie italiane che fino ad oggi ne hanno fruito, quei centotre milioni di euro spettano di diritto. Un diritto sancito dalla Costituzione italiana dove afferma che “l’istruzione è obbligatoria e gratuita per almeno otto anni”.
E’ in nome della Costituzione, dunque, che questo governo deve ripristinare immediatamente quei 103 milioni tagliati, deve incrementarli adeguatamente al fine di realizzare pienamente la gratuità dell’obbligo di istruzione.
E’ certamente riferendosi anche al dettato costituzionale che gli studenti italiani si sono pronunciati in un referendum ( al quale hanno partecipato oltre duecentomila studenti della secondaria superiore ed i cui risultati sono stati resi noti proprio in questi giorni) per la gratuità e per il comodato d’uso dei libri di testo.
Infine due suggerimenti al governo del ministro Gelmini. Per quanto riguarda gli investimenti nel sapere e nell’istruzione vada a rileggersi con attenzione lo studio Bankitalia in cui si sostiene che le spese per l’istruzione sono un investimento per il futuro e non una spesa. Di conseguenza, insieme a Tremonti, individui altri strumenti per ripianare il bilancio dello Stato. Per esempio inizi a colpire quelle immense ricchezze finanziarie soggette a percentuali di tassazione ridicole, corrispondenti alla metà di quelle pagate dai pensionati! Ad esse il Governo di Berlusconi, Tremonti, Gelmini sembra guardare più che con indifferenza, con tolleranza, con complicità e con consenso, quasi fosse cosa a loro cara. E’ accertato e dimostrato che una tassazione equa (pari a quella di tutti gli altri paesi europei) di queste ricchezze consentirebbe entrate di diversi miliardi per lo Stato! Alla faccia del taglio di 103 milioni di euro per la gratuità dei libri di testo!

P. S. Non vorremmo che i 103 milioni per il diritto allo studio fossero stati tagliati oggi per essere ripristinati all’indomani della Finanziaria e servire così da pretesto per giustificare contestuali finanziamenti alla scuola privata. ( Questo parrebbe essere l’intento, quasi apertamente manifestato, della Gelmini).

Piergiorgio Bergonzi
(resp. Naz. Scuola PdCI)

Roma 26 novembre ‘09



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