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Bocciati a scuola per morire su un blindato

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Rivolto ai genitori: “Mettete da parte i videogiochi e mandate i vostri figli a letto presto. Non tutti i figli possono aspirare a diventare Le Bron (basket) o Lil Wayne (rapper).Voglio che aspirino a diventare scienziati e ingegneri, dottori e insegnanti , non soltanto “ballers” (gente piena di soldi, donne e auto e vestiti costosi), voglio che aspirino a diventare giudice della Corte Suprema. Voglio che aspirino a diventare Presidente degli Stati Uniti d’America.”

www.retescuole.net


Roma, 22/07/2009
Bocciati a scuola per morire su un blindato
di Elisabetta Canitano - Vita di Donna
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http://www.vitadidonna.org/politica/democrazia/bocciati-a-scuola-per-morire-su-un-blindato-2207.html

Martedì 21 Luglio 2009 18:37

Bocciati a scuola per morire su un blindato

di Elisabetta Canitano

A viaggiare si impara sempre. Noi abbiamo voglia di consigliare ai nostri ministri, e anche a parte di questo nostro paese incanaglito e violento un viaggio in America.

Alla Gelmini, che ha imposto all’ultimo momento, per bocciare, regole che non erano esistite durante tutto l’anno e che con soddisfazione accoglie la notizia dei bambini bocciati ovunque, alle medie, alle elementari, al liceo.

Sono stati bocciati ragazzi sicuri di essere promossi, con cinque che i professori avevano comminato tranquillamente, senza sapere che sarebbero stati utilizzati per respingere.

Cinque ormai scritti indelebilmente, non recuperati, impossibili da rimediare.
Ma che importa. Il mondo dei vecchi ha finalmente ritrovato la sua rabbiosa ostilità nei confronti di chi ha tutta la vita davanti e ha mandato avanti i suoi robottini incattiviti.

Finalmente. Finalmente non dobbiamo più domandarci se la scuola include i più deboli o li respinge. La risposta è chiara.

Li respinge. Li punisce. Ma quale psicologo!? Una bella bocciatura e vedi come gli passa!

Non abbiamo neanche più la forza di domandarci qual è il reddito e il livello scolare delle famiglie dei ragazzi bocciati…

Magari scopriremmo che sono i più poveri, e i meno organizzati.
Magari scopriremmo che sono i figli dei separati.

Ma ci siamo mai domandati se i separati sono tutti uguali? Se c’è una differenza fra i figli degli avvocati o dei notai o dei medici separati, e i figli dei salariati non protetti, che nelle periferie, conoscono altissimi tassi di separazione , il più delle volte per ridotte competenze esistenziali, che per scelta. Quanto conta l’estrazione sociale, molto più dello status di figlio di separato?

Magari scopriremmo che si tratta della ragazzina sedicenne a cui nessuno ha parlato di contraccezione e che è rimasta incinta e ha tenuto il suo bambino, senza marito, senza lavoro (e in più Formigoni recentemente ha vietato l’educazione sessuale a scuola sotto i sedici anni, cara, pazienza..)

Lei non ha ricevuto nessun aiuto, nessun sostegno. Scommettiamo che spesso quel bambino che non riesce a fare pace con il mondo, che avrebbe bisogno di una calda accoglienza dalla società e che invece viene bocciato ( si sa… con quella madre, cresce così, che ci vuoi fare..), è proprio il figlio di quella donna.

Di quella donna che, incensata dalle ipocrisie dei cattolici ufficiali non ha mai ricevuto sostegno maggiore, oltre al posto al nido, delle parole di una famosa canzone di Battisti: “a te, che un errore ti è costato tanto, che tremi quando guardi un uomo e vivi di rimpianto”.

Magari scopriremmo che i ragazzi che smettono di studiare hanno una bassa autostima, sono stati esposti a un’educazione basata sull’umiliazione delle potenzialità umane e della gioia di vivere.
Hanno dovuto dimostrare precocemente di essere “adatti”. Adatti a ubbidire, a essere bravi.

Come se essere bravi sia più importante dei propri sentimenti e, in definitiva, della tua stessa vita…

Come spiegare altrimenti il dolorosissimo suicidio del giovane aspirante vigile del fuoco che ha preferito morire piuttosto che deludere suo padre, pover’uomo incolpevole come il tronco spezzato che si abbatte sulla barca dei gitanti…

Ma serve quest’educazione mortificante e adattativa? Certo…

Come trovare altrimenti giovani uomini che abbiano voglia di morire su un blindato, se non evitando di coltivare la loro formazione individuale? Come evitare che sappiano quanto sono unici, meravigliosi, insostituibili?
Vederli convinti di esporre il proprio corpo alle bombe invece che al sesso, all’amore, al sole, è solo il risultato di una formazione ingiusta.

La loro, come quella dei giovani milanesi di 15 anni che consumano alcolici e che la Moratti ha deciso di multare.

Ma se il Ministro Sacconi ha detto con chiarezza che devono andare a fare i camerieri, (ovviamente dopo essere stati rifiutati dal casting del grande fratello, che accetta un giovane rom, non omologato e non loro, ormai tutti uguali), se abbiamo stabilito che devono andare a rubare il lavoro ai rumeni, che così torneranno a casa e bere diventa l’ultimo modo per cercare di dimenticare che questa società non li vuole.

O meglio. Come sempre, vuole i ricchi. Quelli che hanno genitori che pagano ripetizioni, scuole private, logopedista, viaggi studio all’estero, psicanalista e palestra.

Per gli altri rabbia, dolore, mancanza totale di autostima. Volevo fare la velina. Depilate, truccate, in fila per il provino per il Grande Fratello. Appassionate del neomelodico stile camorra (provare per credere, youtube, Gianni Celeste, O latitante).

Tutti questi giovani senza il senso della loro importanza, pronti per consumare, lavorare, essere uomini e donne d’azienda, piuttosto che operai o muratori.

Soldati. Cameriere.

E d’altra parte abbiamo un Presidente del Consiglio che considera le donne carne da Parlamento. Come deve essere umiliante sapere che si è diventate ministro senza le competenze necessarie ma solo per meriti estetici.

La ministro Carfagna lo lascia immaginare in quello sguardo smarrito con cui viene colta regolarmente dalle telecamere.

Senza la dignità di alzarsi e dire basta. La stessa che manca alle escort che non si alzano dal letto del nostro premier, salvo dopo scrivere accorate memorie o denunce se il pagamento, in favori o carriera, non è stato quello promesso.

Allora ascoltiamo Barack Obama, questo grande uomo nero parlare ai suoi fratelli. Immaginiamo che parli a noi, ai ragazzi delle nostre periferie, ai laureati in economia e commercio schiavi del denaro. Alle ragazze che accettano di essere pesate come animali per fare carriera o strappare un aumento.

Rivolto ai genitori: “Mettete da parte i videogiochi e mandate i vostri figli a letto presto. Non tutti i figli possono aspirare a diventare Le Bron (basket) o Lil Wayne (rapper).Voglio che aspirino a diventare scienziati e ingegneri, dottori e insegnanti , non soltanto “ballers” (gente piena di soldi, donne e auto e vestiti costosi), voglio che aspirino a diventare giudice della Corte Suprema. Voglio che aspirino a diventare Presidente degli Stati Uniti d’America.”

Non è il nostro Presidente, certo, non lo è. Ma possiamo dargli retta lo stesso. E possiamo invitare Sacconi e la Gelmini a un viaggio di studio a Washington.

Magari qualcosa imparano.

Elisabetta Canitano
Nonsoloscuola: Una rubrica per parlare di scuola, politica, societ?
per contattare l'autore scrivere a isacuoghi@virgilio.it
Questo articolo è stato letto 3503 volte.
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Autore Albero
DavideX
Inviato: 27/7/2009 14:56  Aggiornato: 27/7/2009 16:12
professore
Iscritto: 7/9/2007
Da:
Inviati: 1030
 Re: Bocciati a scuola per morire su un blindato
Obama mi piace, ma il sistema esiste: è fatto come sappiamo, ed è immensamente più forte di qualsiasi Obama. A monte di tutto mancano cioè la cultura e la consapevolezza (da parte del popolo!!!) di chi vive sulla groppa di chi. Questa consapevolezza andrebbe perseguita (Obama non ne ha mai parlato, che io sappia).

Comunque, carissima Isa, in classe ci siamo sempre noi (insegnanti). Tutti i giorni chiudiamo la porta di quella classe e li dentro cerchiamo di formare cervelli autonomi, capaci di pensare e dotati di senso critico. Alla faccia di tutto! O no?

ciao

Davide



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