A CALCIONI !

Date 26/10/2010 14:00:20 | Topic: Società

Fiat, modello antipatia

Furio Colombo

Una profonda antipatia emana come uno strano effetto speciale durante i 14 minuti di presenza e monologo di Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat, davanti a Fabio Fazio nel programma Che tempo che fa. È un effetto forte, come un aroma. Diminuiva un po’ se ti allontanavi un istante dallo schermo per chiudere un telefonino. Tornavi e quell’effetto speciale ti riprendeva alla gola. Devi analizzare il fenomeno. Non è il programma, percepito come civile e benevolo. Non è Fazio, che questa volta è impreparato ma sa ascoltare. È evidente che non sto parlando dello spettatore, il cui giudizio soggettivo si perde nei milioni di altri spettatori e giudizi. Osservi bene e ti accorgi che il programma è colmo dell’antipatia, intensa, franca, esibita, di Marchionne verso tutti.
Quando dice “tre operai” per riferirsi ancora una volta, con tutto il suo peso, ai tre di Melfi, Ragozzino, Pignatelli, Lamorte e ti mostra le dita, la sua repulsione è netta. Capisci subito che dura oltre le 20 ore di lavoro al giorno, che sono per lui (sibila sottovoce) “un dovere”.

Scandisce i numeri della vergogna. L’amministratore della più grande impresa italiana, una delle principali d’Europa, una a cui l’America, fiduciosa, ha affidato la Chrysler, tiene a far sapere che il nostro lavoro italiano è disprezzato nel mondo sia come efficienza sia come competitività. Diventa più scuro e più duro, quest’uomo senza sorriso (tranne il sorrisetto, che è un’altra cosa) quando afferma “non un euro dei due miliardi dell’utile operativo 2010 arriva dall’Italia”. Per chiarezza aggiunge: “La Fiat potrebbe fare di più se potesse tagliare l’Italia”. Marchionne è un uomo di poche e aspre parole che sono per lo più di condanna. Non ha spiegato, alla prudente domanda di Fazio, chi sono gli animali scappati dai cancelli aperti dello zoo. Non ha detto come fa la Ferrari – che in quel momento stava vincendo sulle altre marche del mondo – a campare, visto che si trova al 118esimo posto di efficienza del lavoro, al 48esimo per la competitività. Non ha spiegato come fa la Fiat a non guadagnare un euro in Italia, dove si progettano e realizzano i prototipi delle Fiat da produrre nel mondo. Chiaro che si tratta di una trovata contabile per umiliare gli operai italiani. E, dato il tono poco invitante, non gli è stato chiesto come venderebbe un auto senza bandiera. La Toyota produce e vende molto più negli Usa che in Giappone. Nessuno, alla Toyota, anche nei momenti peggiori, si è sognato di dire “Ah, se potessimo tagliare il Giappone”. Ma queste erano riflessioni dell’Avvocato Agnelli, di cui Marchionne non sa nulla. E nessuno si è azzardato a dirgli che la simpatia conta molto nelle vendite. Più del gelo e del disprezzo.

da Il Fatto Quotidiano, 26 ottobre 2010




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