http://www.adistaonline.it/index.php?op=articolo&id=52258
Patto militare Italia-Israele
Un accordo scellerato e illegale
di Antonio Mazzeo
ll Medio Oriente è in fiamme. La Siria è in ginocchio, migliaia di profughi fuggono in Libano, in Turchia, in Giordania. Tel Aviv mobilita le forze terrestri, aeree, navali. Minaccia d’intervenire in Golan e di lanciare i suoi missili e i suoi caccia contro decine di “obiettivi strategici” in Iran. Intanto cannoneggia la striscia di Gaza e schiera carri armati e blindati alla frontiera con il Libano. Scenari di guerra che non sembrano intimorire più di tanto le forze politiche e il governo italiano che trova pure il tempo d’inviare a Gerusalemme una delegazione d’eccezione, il premier con sei ministri, per il terzo summit intergovernativo in meno di due anni. Per rafforzare la partnership politica e militare e moltiplicare affari e scambi commerciali.
Siria, prima che spari la “tecnica”
di Pino Cabras e Simone Santini - Megachip.
Quanto è spesso, l’involucro che protegge la nostra fragile normalità? Fino a un certo giorno abbiamo un lavoro o abbiamo speranze di ottenerlo, abbiamo scuole, acqua potabile in casa, l’elettricità, e poliziotti e giudici sì imperfetti ma guai a non averli. E fino a quel giorno abbiamo anche ospedali, abbiamo strade più o meno sicure, e una pensione che forse ci basterà a non cenare soltanto con caffellatte e un misero biscotto per tutti gli anni del nostro inverno. Quant’è spesso quell’involucro, il giorno in cui, al posto delle autorità normali, quelle dello Stato, l’unica presenza visibile di una qualche autorità è la “tecnica”? Soprattutto, cos’è la “tecnica”?
Chi vuole inviare commenti su quanto accade in LIbia,
ha questo spazio per farlo.
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Guerra e pace in Libia
L’idea di una “guerra per la pace”, come quella che viene propagandata dai mass-media in questi giorni, costituisce un orrendo ossimoro concettuale che tuttavia riesce a riscuotere ampi consensi e simpatie presso l’opinione pubblica mondiale. I concetti di guerra e pace sono un’evidente contraddizione terminologica che nessuno può negare.
Anche in passato si ricorreva ad ossimori concettuali per giustificare le guerre come, ad esempio, le ”guerre sante” (si pensi solo alle crociate in Palestina). Oggi le ”guerre umanitarie”, o ”guerre per la pace”, sono il più sofisticato e, nel contempo, controverso stratagemma lessicale e ideologico inventato dall'imperialismo per ripararsi dietro un volto più ”umano” e più accettabile, perché abilmente camuffato, per coprire i crimini commessi in nome di un ideale assolutamente ipocrita, celando la reale natura del sistema economico-militare capitalista, che è una macchina guerrafondaia e sanguinaria.
FOIBE: GLI ASSASSINI RECLAMANO LA MEMORIA
Tanti anni fa, nel 1945, le brigate di Tito in Jugoslavia, si liberarono dal nazifascismo senza alcun intervento di qualche potenza esterna. Da soli, dopo anni sulle montagne e soggetti alle violenze criminali degli occupanti sostenuti da una Chiesa fascista, quella di Beato Stepinac, riuscirono a cacciare gli occupanti. Chi erano in dettaglio questi ultimi ? Tedeschi ed italiani che misero in piedi 22 campi di concentramento per sterminare i serbi, gli zingari, gli ebrei, i gay, ... ogni persona che puzzasse di antifascismo o risultasse diversa. Da questa operazione che tra gli italiani era guidata da generali criminali (mai impiccati da una qualche Norimberga, come ad esempio Roatta. Vedi http://www.fisicamente.net/MEMORIA/index-1016.htm ) e da ladri come Gelli che si addestrava alla professione rubando lingotti d'oro alla Banca di Belgrado.
Non c'è silenzio. Non c'è rispetto. C'è solo malcelato furore ultracattolico. Alle falangi neoguelfe assetate di potere politico e di miliardi di euro, del corpo vegetale della povera Eluana non importa nulla, e men che meno delle sofferenze che tale infinita situazione, anche mediatica, ha procurato e provoca nei suoi cari. Come dimostra l’articolo che segue, non si tratta nemmeno di un veto dottrinale, ma di una battaglia tutta ideologica e politica.
"La libertà dell'atto di fede non può giustificare il diritto al dissenso. Tale libertà non significa libertà dalla verità, ma indica la libera determinazione della persona in conformità con i suoi obblighi morali di accettare la verità". Amen.
Bilancio di 22 giorni di fuoco
«Con gli estremisti al potere, solo guai». Rabbia, carcasse e case rase al suolo. Ritorno a Jabalya
J ABALYA (Gaza settentrionale) - In un groviglio di lamiere di ferro, terriccio e tubi di plastica si intravedono le carcasse in putrefazione delle 380 mucche da latte di Mohammad Al Fayumi. I carri armati israeliani prima hanno sparato contro la stalla, poi ci sono passati sopra, triturando sotto i loro cingoli bestie e cose. Poco lontano, la seconda stalla con altre 450 carcasse di animali sparse tutto attorno è stata parzialmente risparmiata. Il danno per lui è gigantesco: «Ho perso circa un milione di dollari.
POTREMO MAI SAPERE LA VERITA' ?
Riepilogo in breve questa notizia proveniente dalla Francia. Un pilota francese, Philippe Laine (oggi cinquantunenne), che ha partecipato alla guerra del golfo del 1991 testimonia di aver visto l'esplosione nucleare a Bassora della quel ha parlato il militare americano Jim Brown e che Fisicamente ha riportato a suo tempo avendo appreso la notizia dai Rai News 24.
Era a circa un'ora di volo da Bassora quando ha visto il tipico fungo innalzarsi fino a circa 9 mila metri.
Oggi Laine ha gravi problemi di salute che il governo francese non vuole riconoscergli e le menzogne del suo governo le ha associate alle altre menzogne di quello americano sulla guerra nel Golfo. Egli non credeva di aver assistito ad una esplosione nucleare ma le cose raccontate da Jim Brown lo hanno convinto di una congiura del silenzio.
RR
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Mi auguro che sia tutto falso. In caso lontanamwente contrario occorrerà, tra l'altro, incriminare il novello Hitler, Bush padre ma anche figlio, come criminale dell'umanità da impiccare ad Abu Graib (con il Pio XII dei nostri giorni).
R
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8 Ottobre 2008
L’ACCUSA DEL VETERANO
LA TERZA BOMBA NUCLEARE
di Maurizio Torrealta con la collaborazione di Alessandro Rampietti
Nell’inchiesta un veterano americano che ha partecipato a “Desert Storm”, accusa l’Amministrazione americana di aver utilizzato una piccola bomba nucleare a penetrazione di 5 chilotoni di potenza nella zona tra la città irachena di Basra ed il confine con l’Iran.
11/9 e dintorni, i nuovi tabù francese
di Pino Cabras
(http://pino-cabras.blogspot.com/2008/09/119-e-dintorni-i-nuovi-tab-francesi.html)
Un dibattito sull’11 settembre 2001, sette anni dopo? Il giornalismo di oggi non lo può tollerare.
Disobbedisci al tabù? E io ti licenzio in tronco, parbleu!
Hai solo il tempo di portarti via lo scatolone con le tue robettine, come i mesti neo-disoccupati della Lehman Brothers. Non importa se la tua TV è decapitata. È successo a un paio di giornalisti di «France 24», la “CNN francese”. Non due giornalisti qualsiasi, come vedremo.
I due sono Grégoire Deniau, direttore dell’informazione di «France 24», e Bertrand Coq, redattore capo della stessa rete.
Questo articolo è uscito in modo a mio giudizio strano, su Repubblica di Lunedì 18 agosto. LO propongo perché credo che a molti sia sfuggito ed invece è di interesse.
R
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Cosa vuole l'America
MAREK HAL TER
LA RUSSIA non ha buona stampa in Occidente. Nonostante la fine dell'Unione Sovietica, lo smantellamento dei famigerati campi in Siberia e la caduta del muro di Berlino, nonostante !'introduzione dell'economia di mercato e la diversificazione della stampa, agli occhi della maggior parte degli occidentali la patria di Solgenittsyn resta l'Arcipelago Gulag. E il presidente della Russia e oggi primo ministro Vladiimir Putin un ex dirigente del Kgb.

di Roberto Renzetti











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