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di Roberto Renzetti

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La rivista elettronica FISICAMENTE è nata per raccogliere la trascrizione degli oltre cento articoli da me scritti e pubblicati nell’ambito della mia attività di docente e ricercatore. A questi lavori ne aggiungerò via via degli altri che scriverò, quelli di vari collaboratori ed altri che riterrò di interesse.

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 Roberto Renzetti

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Politica estera : LA PALESTINA IMPOSSIBILE
Inviato da anselmo il 23/1/2009 16:20:25 (1097 letture)

All’inizio del 2002 l’idea, non nuova, di “pace in cambio di terra”, rilanciata dal principe ereditario dell'Arabia saudita Abdullah, si dimostrò inutile. La proposta, ufficializzata al vertice della Lega Araba che si svolse a fine marzo a Beirut, venne ostentatamente ignorata da Israele, malgrado la risoluzione 1379 votata, su proposta degli USA, dal Consiglio di sicurezza dell’ONU e che prefigurava una regione nella quale due Stati, Israele e la Palestina, vivessero fianco a fianco, all'interno di frontiere riconosciute e sicure. Il 29 marzo 2002 la situazione precipitò poiché l’incremento del terrorismo suicida fornì a Sharon il pretesto per mettere i territori a ferro e fuoco. Arafat, già assediato, fu immobilizzato quando i carri armati israeliani entrarono nella sede del suo quartier generale, a Ramallah.

È ormai chiaro e indubbio che la questione della Palestina non si risolve in un normale problema di decolonizzazione, ma in una contrapposizione d’interessi e di pretese assai poco conciliabili tra loro ………

Di seguito propongo alla riflessione, sine ira et studio, un articolo di Pino Nicotri e le mappe che rendono tangibile lo stato delle cose.
a.


La Palestina impossibile

di Pino Nicotri

Tempo di tregua a Gaza e tempo per farsi - e fare - qualche domanda sul futuro. Due popoli e due stati è ancora un’ipotesi plausibile?

Tra le altre ipotesi che ho letto in questi giorni riguardo il vero motivo dell’invasione di Gaza e il futuro dell’ormai sessantennale dramma Israele/Palestina trovo che la seguente sia la più realistica: «Sconfitto e umiliato, Hamas resta al potere a Gaza. Forse è questo il vero scopo dell’operazione “Piombo fuso“. Le Palestine restano due, entrambe smilitarizzate, ma ancora senza essere uno Stato. Entro qualche mese il processo di pace iniziato l’anno scorso ad Annapolis, si rimetterà in moto. Israeliani e palestinesi dovranno accordarsi su questioni controverse come le frontiere, la spartizione di Gerusalemme, il diritto al ritorno dei profughi palestinesi e le colonie ebraiche. L’esistenza di due realtà palestinesi, una buona e l’altra che ancora non riconosce l’esistenza di Israele, sarà di grande aiuto ai negoziatori israeliani. Difficile creare uno Stato solo di due Palestine così opposte».

QUALE PALESTINA? -E comunque ormai è chiaro che lo Stato palestinese non nascerà mai. Non ha più molto senso. Da una parte il territorio palestinese è diventato luogo di desolazione, divisione e odio tra gli stessi palestinesi, soprattutto a Gaza, con Hamas che spara volentieri anche agli uomini di Fatah e dell’Anp. Dall’altra parte la mania di chiudersi in un ghetto, in uno Stato comandato a tutti i costi da soli ebrei e possibilmente “ripulito” anche dei quasi due milioni di arabi con cittadinanza israeliana, come per esempio vuole non solo il partito Yisrael Beiteinu. E’ nell’interesse dei palestinesi vivere in un feudo di Hamas o comunque in una sorta di riserva indiana? Non è meglio, a questo punto, diventare cittadini israeliani a tutti gli effetti? Che era poi il sogno dei sionisti alla Judah Magnes e di tutti coloro che si erano accorti, sia pure in ritardo, che la “terra promessa” (?) era già abitata da “altri“. Errore, quello degli israeliani che vogliono una nuova e definitiva “pulizia etnica“, molto grave e non solo perché ricade sotto la categoria dei Delitti contro l’Umanità, ma perché a ben vedere è l’unica vera assicurazione antiatomica di Israele. Anche ammesso, ma non concesso, che ci sia davvero chi vuole cancellare Israele con le atomiche, vulgata tra le più truffaldine perché tra le più irrealizzabili per mille e uno motivi, il modo più sicuro di scongiurarlo è avere nella popolazione due milioni di arabi, che inoltre aumenteranno di numero. Lanciare atomiche su Israele significherebbe infatti accoppare anche i milioni di arabi, cioè di musulmani. Eventualità assolutamente impossibile. Anche dal punto di vista islamico, specie se “duro e puro“. Ma questo è un argomento su cui in futuro varrà la pena tornare.

ILLUSIONI - Per ora osserviamo per quali motivi parlare di Stato palestinese è un po’ come andare a caccia di farfalle sotto l’arco di Tito… Solo che qui non si tratta di farfalle, ma di esseri umani che crepano. E se facciamo i conti dal ‘48, temo ci sia da svenire. Le cartine, dunque. Guardandole da sinistra a destra, le quattro mappe indicano la distribuzione della terra tra arabi-palestinesi (in verde) ed ebrei (in bianco) sull’attuale territorio di Israele:



* la prima nel 1946;

* la seconda nel piano di spartizione dell’Onu nel 1947. Come si vede, l’Onu decise di assegnare alla minoranza ebraica la maggioranza del territorio. Ovvero, di dare alla maggioranza araba-palestinese la minoranza del territorio. Scelta di difficile comprensione, soprattutto - come fanno rilevare vari storici ebrei israeliani - per la maggioranza araba-palestinese. Ovviamente;

* la terza mostra come è cambiata, a vantaggio degli israeliani, cioè a svantaggio dei palestinesi, la situazione dal 1949 al 1967;

* la quarta mostra la miserabile situazione odierna. Come si vede, oltre alla Striscia di Gaza ridotta a meno di un francobollo, uno dei più se non il più densamente abitato al mondo, il territorio della Cisgiordania è frazionato. I suoi singoli pezzi sono spesso separati tra loro dal famoso Muro.

Stando così le cose, davvero c’è qualcuno, oltre agli illusi, che pensa possa nascere il tanto blaterato Stato Palestinese? E anche ammesso che finalmente nasca, c’è qualcuno, oltre agli illusi, che pensa possa davvero essere considerato uno Stato anziché una barzelletta? Dubito assai che l’Italia sarebbe mai potuta nascere se Garibaldi e i Savoia avessero messo assieme solo qualche piccola toppa dello Stivale. E non credo nemmeno che gli stessi sionisti anti Magnes si sarebbero accontentati dei rimasugli di terra rimati oggi ai palestinesi, visto la piazza pulita che hanno fatto di più o meno 500 villaggi altrui.

LA DURA REALTA’ - Poi si può discutere all’infinito di colpe e responsabilità degli uni o degli altri. Ma la realtà storica e territoriale è quella che è. Chi vuole maggiori dettagli può consultare le carte dei link segnalati in coda, con una avvertenza: poiché di norma lo Stato di Israele non è rappresentato per intero, ma solo la parte che contiene le zone palestinesi messe in evidenza, non si riesce ad avere l’esatta proporzione, che è roba da far cascare le braccia, tra il totale oggi in mano a Israele e gli avanzi rimasti ai palestinesi. Avanzi che si possono ulteriormente ridurre facendo in modo che la Striscia di Gaza passi all’Egitto. Non a caso le cartine di questi link fanno parte di un servizio della rivista Limes intitolato “La Palestina impossibile“. Spero che d’ora in poi chi interverrà su questo tragico e penoso argomento lo faccia con maggiore cognizione di causa e meno cinismo.

Altre carte geografiche:

[1] Avanzi di Palestina; [2] Il muro e oltre; [3] Espansione di Gerusalemme; [4] Hamastan sotto assedio; [5] Palestinesi in Israele; [6] Nascita di Israele; [7] Guerra dei sei giorni; [8] Il Piano di Ginevra.


vedi il link: www.giornalettismo.com/archives/15314/la-palestina-impossibile/]

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Autore Albero



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