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Rivista di fisica, didattica della fisica, storia della fisica, fisica e filosofia,
problemi della scuola, ambiente, fede e ragione, varia umanità

di Roberto Renzetti

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La rivista elettronica FISICAMENTE è nata per raccogliere la trascrizione degli oltre cento articoli da me scritti e pubblicati nell’ambito della mia attività di docente e ricercatore. A questi lavori ne aggiungerò via via degli altri che scriverò, quelli di vari collaboratori ed altri che riterrò di interesse.

FISICAMENTE è aperta ad ogni collaborazione sui temi trattati. Chi vorrà potrà inviarmi i suoi lavori che saranno valutati per l’eventuale pubblicazione che avverrà comunque sotto la completa responsabilità degli autori senza che essa impegni in alcun modo la rivista. Una sola e semplice avvertenza: quanto qui riportato non è soggetto a diritti d’autore ma non è utilizzabile a fini commerciali. Si richiede a chi usi queste pagine la sola cortesia di citarne la fonte:

www.fisicamente.net

 Roberto Renzetti

PS. Non inviate quesiti e problemi di fisica da risolvere così come l’elaborazione di nuove ed importanti teorie non altrove comprese. Non sono in grado di risolvere problemi o giudicare teorie.

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Politica : SCIOGLIAMO LA REPUBBLICA ?
Inviato da RR il 29/1/2008 10:27:03 (1572 letture)

Se il ministro della giustizia deve sempre pensare agli interessi suoi e dei clan politici, con la cacciata dei magistrati scomodi, è chiaro che il Paese va in mano alla criminalità. E se anche gli ultimi al fronte lasciano, sciogliamo pure la Repubblica perché oltre che inutile il mantenerla fa anche ridere altri Paesi stranieri.

Roberto Renzetti
____________________

Lascia anche il magistrato antimafia
"Noi prigionieri di boss e massoni"

di ANTONELLO CAPORALE

È VIVA o morta la Calabria? "Attaccata al respiratore di una macchina mangiasoldi. Da deputato eletto a Catanzaro vedevo gente famelica starmi accanto, senza nessun senso del bene comune.

Ho preso la valigia e sono tornato da dove ero venuto. Adesso sono consigliere comunale a Torino, eletto nella lista di Chiamparino". Massimo Mauro, quindici anni nel pallone, racconta la sua disfatta politica: "Inadeguato nel ruolo, inconsapevole che quella terra ha una fame che le ruba dignità. Impossibile vivere a casa mia, impensabile continuare a fare politica lì".

In Calabria il bene e il male sono l'uno addossato all'altro: "Per una cosa che fai buona ne guasti dieci. Sembra di raccontare storie dell'altro mondo". Lo dice Agazio Loiero, il presidente di un governo regionale che più di una volta, per evitare i questuanti, e forse molto altro ancora, si è riunito in sedi diverse e anonime pur di non mostrarsi, non ricevere gente e non stringere mani. Ah, le mani... "La cosa veramente stressante - racconta Matteo Cosenza, direttore del Quotidiano di Calabria - è l'intreccio familistico. È continuo, ripetuto. In ogni occasione, qualunque sia la posta in gioco, la devianza sociale si manifesta attraverso questa suprema logica da clan".

La Calabria conta due milioni di abitanti, lunga e stretta, montagne e mare. Non ha strade, non ha acqua, non ha industrie. "Aggiunga quell'altro che non ha: non ha uno scrittore affermato che la racconti, non ha una storia che l'abbia resa grande. La Calabria è la regione del senza: senza questo e senza quello. Comandano gli invisibili: massoneria deviata che guida le ali criminali della 'ndrangheta. Collusioni vaste della politica che subisce, dell'imprenditoria che accetta il dominio perché la malavita forse presta capitali con tassi meno alti delle banche. Anche la magistratura a volte esibisce il volto del connivente e non del controllore". Parla Salvatore Boemi, oggi è il suo ultimo giorno alla direzione distrettuale antimafia: "Da domani sarò retrocesso a sostituto. Così vuole la legge. Vent'anni di onorato servizio, non sono valsi a nulla. Devo tornare in corsia".

È così capillare la disfatta e clamorosa la resa che anche i rimedi sono difficili da approntare. Da pochi mesi, finalmente, una persona degna, un ingegnere dalla moralità finalmente specchiata, guida la burocrazia che deve distribuire le risorse pubbliche, miliardi di euro, raccolti grazie all'aiuto straordinario dell'Unione europea. Si chiama Salvatore Orlando: "I soldi ci sono però non siamo in grado di utilizzarli. I piani di sviluppo sono buoni solo a caricare il bancomat. Ma poi è tutto un corri corri. La politica non ha qualità, e mostra tutto il suo disinteresse verso il bene comune".

La clientela come centro motore dell'autoconservazione, i soldi come unico strumento a intercettare il consenso. I soldi in Calabria non servono a costruire ma a demolire. Un circuito dannato che nessuno ha la forza di spezzare. Ma quanto è lunga questa notte? Pippo Callipo ha un'azienda modello (trasformazione del tonno) nel vibonese che fattura 40 milioni di euro e dà lavoro a 200 persone.

Una personalità così forte da averlo proiettato alla guida della Confindustria regionale. Il suo furore contro la 'ndrangheta e il malcostume politico gli è valso l'isolamento sociale: "Un imprenditore che si fa vedere con me passa non uno ma dieci guai. Però io resisto. La Calabria è viva, subisce il tradimento della sua elite ignorante e famelica. Lo Stato in Calabria chi lo conosce? La legalità dov'è? Dov'era la magistratura? Dove la polizia? Solo da due anni le cose sono cambiate. E i risultati si vedono".

Il nome di Callipo è in campo per le prossime elezioni: "Sto pensando a un terzo polo. Dobbiamo fare qualcosa per resistere. Dobbiamo avere la forza di indignarci, di non avere paura. Con l'aiuto dello Stato aprirò altre due aziende, ho investito dieci milioni di euro proprio qui, nel vibonese. La Calabria non è popolata da mummie: adesso è il tempo di provare questa nuova avventura. Sarà un grande movimento di insubordinazione civile, l'unico possibile. Malgrado tutto quello che ho passato, l'unica cosa che voglio fare è non crepare dominato dal malaffare".

Non crepare. Resistere. A Vibo Valentia come a Lamezia Terme c'è il più alto indice di sportelli bancari, la più elevata concentrazione di centri commerciali. Il sintomo di un'economia dopata da canali di approvvigionamento illegali. Eppure a Lamezia, la città posseduta dai clan, è stato eletto sindaco un uomo dal curriculum integro. Si chiama Gianni Speranza: "Non ho una maggioranza, non ho tessere, quel poco di potere l'ho ricevuto dal voto. Io lo spendo nelle piccole cose, ma è già tanto qui fare un marciapiede, tentare di pavimentare una piazza. Restare integro e convinto che, malgrado tutto, sei lì per servire. Lo so che fa un po' ridere...".


(29 gennaio 2008)

http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/cronaca/arresti-ndrangheta/magistrato-antimafia/magistrato-antimafia.html

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Autore Albero
amdi
Inviato: 29/1/2008 19:04  Aggiornato: 29/1/2008 21:47
professore
Iscritto: 13/8/2007
Da:
Inviati: 1308
 Re: SCIOGLIAMO LA REPUBBLICA ?
E castelli?E mastella?E gli altri prima?
Sembra che della illegalita' cosi' grave e diffusa non freghi nulla a nessuno.
Ministri di che cosa? Garanti dell'illegalita' visto come hanno gestito il potere!
Ma quando usciremo da questo incubo? C'e' gente che ruba miliardi di euro ( senza arte ne' parte ) e chi non riesce a tirare a campare! Giustizi non solo quella delle leggi ma anche quella sociale,etica,dov'e'?

Vergognatevi ministri! Vedete cosa c'e' in giro?
Meritate la galera!!
fiammifero
Inviato: 30/1/2008 10:18  Aggiornato: 30/1/2008 10:27
professore
Iscritto: 21/2/2007
Da: Roma
Inviati: 190
 Re: SCIOGLIAMO LA REPUBBLICA ?
Dov'è la novità? :roll:
Gli eroi dello Stato servono solo per la topomastica,per le passerelle dei politici,per trovare fede nell'aldilà alla faccia di quanti ancora credono e foraggiano le istituzioni :evil:
DavideX
Inviato: 30/1/2008 11:06  Aggiornato: 30/1/2008 11:16
professore
Iscritto: 7/9/2007
Da:
Inviati: 1052
 Re: SCIOGLIAMO LA REPUBBLICA ?
Noi italiani abbiamo un livello di sopportazione che non ha eguali, almeno in Europa. Spesso diciamo che non servono spiegazioni di tipo antropologico. Ed è vero, nel senso che i veri colpevoli sono i politici. Ma proprio per questo bisognerebbe ribellarsi. Come si fa a sentire di intere regioni come la Calabria, ridotte ad una specie di far-west, e non ribellarsi? Attenzione: toccherebbe anche a noi cittadini del nord di ribellarci, ovviamente non nel senso leghista, ma nel senso opposto. Chiedere cioè che lo stato e la legalità fossero ripristinati al più presto, in difesa dei tanti poveracci costretti a subire questo stato di non-diritto. Dovremmo avere tutti la forza di dire basta.

Il problema è come ribellarsi. Non andando a votare? Dubito che questo abbia un qualche effetto sul palazzo dei politici. Scendendo in piazza, magari col qualunquismo alla Grillo? Anche questo mi pare inutile: io voglio sapere se una forza politica ha intenzione di ridistribuire un poco di denaro a salariati e pensionati, oppure no. Voglio cioè sapere se una forza politica è dalla parte dei padroni o da quella dei lavoratori. Se è di sinistra o di destra. Già, perché quelli che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese, sono proprio quelli che producono con il loro sudore la ricchezza di cui altri godono (senza sudare).

Legalità e “socialdemocrazia”. Di questo avremmo bisogno. Quindi, direi che mancano in Italia, più che altrove, le varie realizzazioni della giustizia: giustizia come diritto, ma anche giustizia sociale.

I partiti di destra, da noi, non vogliono la giustizia come diritto, dato che tramite i guai giudiziari di Berlusconi, hanno sempre difeso la “libertà” del fare i propri porci comodi, a scapito dei meno furbi (gli onesti). E non vogliono ovviamente, nemmeno quella sociale, dato che per la destra, i lavoratori non dovrebbero nemmeno avere la certezza di un posto sicuro.

E veniamo al PD, il quale propugna il riformismo in luogo della socialdemocrazia. Propugna cioè il libero mercato e la meritocrazia: i redditi dei salariati, per i riformisti, possono crescere solo aumentando lo sviluppo, ossia possono crescere solo dopo che sono cresciuti quelli dei loro padroni. Alla faccia della ridistribuzione. Per quanto riguarda la legalità il PD è come minimo assente: la lotta alla mafia, alle clientele, conflitto di interessi: tutto passato in secondo piano. Basti ricordare l’indulto: per farlo, il PD accettò la norma di includervi anche i reati finanziari… tanto per non disturbare troppo l’amico Berlusconi. Mi risulta che la sinistra radicale (PDCI) non votò l’indulto, proprio per questo motivo.

Rimane solo la speranza di una sinistra-sinistra, libera dalla gabbia ideologica dell’ortodossia comunista, ma che ci ricordi che le ingiustizie del capitalismo possono almeno essere corrette con una politica di tipo socialdemocratico. Ma se il PD non si muoverà anch’esso in tale direzione (cosa che dubito farà) non vi sarà nessuna possibilità per l’Italia di una stagione nuova, alla Zapatero, per intenderci. Francamente mi auguro che il progetto PD finisca col fallire. I DS avrebbero dovuto allearsi con la sinistra, la quale a sua volta dovrebbe ormai da tempo aver abbandonato le salme imbalsamate di Marx e Lenin. Insomma una sinistra veramente unita, basata sui valori della socialdemocrazia, della giustizia sociale, del diritto e ovviamente della laicità. Finché questo non accadrà, finché il PD continuerà a scimmiottare la peggior destra d’Europa cercando i voti del centro, staremo tutti freschi, e la situazione del Paese continuerà a deteriorarsi.

Davide

Nelle fregole di questi giorni si sta nascondendo un fatto fondamentale per il futuro del Paese:
il PD è zoppo e non potrà mai andare lontano perché ha dentro di sé gli zuavi pontifici che ubbidiscono a Ruini e Bagnasco e non a Veltroni.
Unica soluzione, sempre verificatasi, è che i supooisti laici del PD reagiscano ... ma questa è la fine del PD.
Ma naturalmente per Veltroni i colpevoli di tutto sono quelli di sinistra.
Così ciò che non riuscì a fare fino in fondo Giovanni Paolo II riesce lui a realizzare alla grande.
Prima distrugge il governo Prodi. Ora sta mettendo il sale sul terreno dove ci si potevsa incontrare con la sinistra, Per anni da quelle parti non nascerà nulla mentre il PD si scioglierà e Berlusconi potrà addirittura governare con il suo cadavere.
La sinistra per parte sua non cominci con i personalismi dei piccoli leader morti che non contano nulla rispetto alla storia ma solo rispetto ai talk show.
Fate questa organizzazione politica di sinistra aperta, senza settarismi, senza leader massimi, MODERNA. I lavoratori non possono morire di ideologia e mantenere oltre ai grandi satrapi anche dei piccoli vassalli, valvassini e valvassori.
Roberto Renzetti
BLINDSIGHT
Inviato: 31/1/2008 20:51  Aggiornato: 31/1/2008 21:52
Matricola
Iscritto: 18/10/2007
Da:
Inviati: 9
 Re: SCIOGLIAMO LA REPUBBLICA ?
http://www.cosenza2febbraio.org/ ci sono realtà calabresi ..molto italiane
passsante
Inviato: 11/2/2008 10:44  Aggiornato: 11/2/2008 14:50
esperto
Iscritto: 20/1/2008
Da:
Inviati: 44
 Re: SCIOGLIAMO LA REPUBBLICA ?
Per certuni la storia è inutile, per cert'altri è un formidabile deposito di memoria umana, a cui bisognerebbe sempre attingere per capire chi siamo e dove andiamo. Inutile per coloro che, constatando nel mondo il perdurare del male, la riducono a congerie di fatti ininfluenti, inutili per la vita degli uomini. Concrezione memoriale invece per quanti, storici di professione soprattutto, ne fanno testamento in progressus delle genti, quasi una sorta di libro universale che offre tutte le chiavi di lettura per capire il carattere di un popolo. Non mi convince affatto invece l'approccio alla storia di alcuni nostri studiosi, che quando si son trovati a fare i conti con un presente prosaicamente squallido non hanno trovato di meglio che favoleggiare il ritorno ad un passato eroico e glorioso, o quantomeno cercar di recuperare di quel tempo le tradizioni in cui si esprimeva, a dir loro, la quintessenza dell'anima della nostra gente. Anche se, per amor di verità, dovrei dire che di simile interpretazione, propugnatori sono più che altro alcuni uomini politici, usi a maneggiare la tradizione come fosse la clava del loro pensiero retrogrado. Sono un po' gli imbalsamatori di un passato che ancorché morto e sepolto, viene riesumato e mostrato, dopo il macabro rituale del lavacro al sacro fuoco di retoriche celebrative, a quanti se ne volessero eleggere custodi, in maniera tale da tener desto il ricordo di quel mitico mondo. Così accade che da noi non c'è rudere o reliquia che non si sovraccarichi di forte valore simbolico, fino a farne veicoli interpretanti di arcane significazioni. A loro piace di far passare l'idea dell'talia museo del mondo, di un'Italia gelosa custode di una civiltà millenaria, che avrebbe nell'Impero Romano il suo padre naturale, e nella Chiesa quello putativo, ibrido impasto di diritto e di religione, di sacro e profano. Quali sforzi non hanno fatto questi fatui passatisti per far entrare i fatti storici entro le forme dei propri convincimenti? Hanno osato addirittura quello che non oserebbe il più incallito dei falsari: hanno accreditato nientemeno documenti che visti in filigrana recano vistose tracce di manomissione e di riscrittura come fossero dei palinsesti.
Quello che non si è mai detto poi è che la Chiesa a furia di gridare al lupo, convinse gli stessi funzionari dell'Impero che esso avrebbe potuto condividere con lei il proprio potere senza dover temere per il suo primato. E così gli italici si trovarono per un certo tempo ad avere due padroni esigenti e venali, fino a quando la Chiesa non si insediò da sola sulle loro terre, alleandosi ora con questo ora con quell'altro, re, principi, o feudatari che fossero, purché accettassero di essere il suo braccio secolare.
Venuta meno l'egemonia imperiale, andò subita persa l'unità culturale dei popoli italici che, sotto la spinta di forti sollecitazioni indipendentistiche, in men che non si dica precipitarono nuovamente nei vecchi localismi preimperiali. Le continue dominazioni cui furono poi sottoposti fecero il resto.
Nacque così l'talia delle nazioni, che aveva nella religione cattolica l'unico collante, fatto di riti, e di superstizioni comuni. La stessa lingua è stata una costruzione lenta e imposta dall'alto dalla società delle lettere. Da noi la Chiesa fu un potente fattore di destabilizzazione sociale, dal momento che non seppe (e non volle) rinunciare al suo ecumenismo mondialista. Una rinuncia che le avrebbe consentito di rivendicare per sé un ruolo nazionale, e che avrebbe potuto sollecitare la formazione di uno Stato che avesse ragione dei tanti particolarismi. Questo per dire che le nazioni si inventano e gli stati si creano. I miti del sangue e della terra lasciamoli ai cultori di epopee.
Potremmo pur partire da queste considerazioni per cercare di capire la singolarità tutta italiana della nostra democrazia, e per riflettere più seriamente sulle questioni che ci toccano da vicino.
Quindi che fare di fronte ai cataclismi politici che periodicamente investono L'Italia con l'implacabilità di fatti di natura? Come fronteggiare eventi che sembrano scaturire da forze che non si lasciano governare? Perché il nostro paese ha una delle democrazie più arretrate d'Europa? Quanto e come incidono i fatti storici sul carattere di un popolo? Sono tutte domande non retoriche a cui bisognerebbe rispondere. Credo sia ora di leggere in chiave diversa la fenomenologia degli accadimenti sociali, i quali molto spesso, cristallizzandosi in modi di pensare alternativi, danno luogo a nuove forme di organizzazioni statuali.
Assecondare l'idea di quanti vorrebbero l'Italia composta da tanti popoli diversi, anche se con un'unica popolazione, significa ritardare la ricerca di quei punti di condivisione che facciano nascere nei cittadini un forte sentire comune, di quei punti cioè tali da rafforzare in loro il senso di appartenenza ad un unico Stato; la qualcosa poi altro non significa che sentirsi un'unica comunità che insiste sullo stesso suolo, assoggettata allo stesso ordinamento giuridico, e parlante una stessa lingua. Il vincolo linguistico riveste grande importanza ai fini di una costruzione statuale, in quanto è facile riconoscere in esso l’espressione di una sedimentazione culturale secolare.
Bisogna fare in modo che quello che è solo retaggio storico non passi per ineluttabile legge di natura. E invece ci tocca di assistere alle continue provocazioni dei rappresentanti più influenti della Lega Nord, che hanno costruito le loro fortune politiche e personali alimentando nel loro elettorato l’odio per tutti quelli che vivono al di sotto del Po con lusinghe secessioniste, in ciò aiutati, per puro calcolo elettorale, da quegli stessi partiti che a parole dicono di essere contro il loro federalismo.
Piuttosto, si cerchi di rafforzare nei cittadini il senso identitario, si susciti in loro la convinzione che il venir meno ai propri doveri sociali è quanto di più disonorevole e infamante si possa fare, anche quando l’inadempimento non ha rilevanza penale. Si inculchi in tutti il sacro terrore della pena, che dovrà scattare implacabile qualora si commetta un delitto e questo venga scoperto. La smettano i nostri ‘disonorati’ rappresentanti di sentirsi più eguali degli altri; rinuncino da subito a quell’assurdo privilegio che è l’immunità parlamentare. Non fingano di essere perseguitati quando un giudice, avuta una notizia di reato che li riguarda, decide di aprire un procedimento penale nei loro confronti.
Si metta in galera chi evade il fisco; si ripristini la tassa di successione sui patrimoni di una certa consistenza, con aliquote che siano anche qui progressive. Dopodichè si abbassino pure le tasse dirette sulle persone fisiche e quelle giuridiche.
Ci si indigni pure, però si faccia in modo che i governanti corrotti sentano sul collo il fiato della protesta, e se ciò non dovesse bastare si passi senz’altro alla pratica della bastonatura.

Giovanni

[per favore, prima di inviare clicchi sul pulsante anteprima e corregga le strighe di caratteri che appaiono al posto dell'apostrofo]
Pio
Inviato: 11/2/2008 18:17  Aggiornato: 11/2/2008 20:19
professore
Iscritto: 21/2/2007
Da: NAPOLI
Inviati: 1223
 Re: SCIOGLIAMO LA REPUBBLICA ?
si faccia in modo che i governanti corrotti sentano sul collo il fiato della protesta, e se ciò non dovesse bastare si passi senz’altro alla pratica della bastonatura.

Caro Giovanni, una bella analisi che però si conclude con un auspicio che è una utopia che più utopia non si può...
Nel pomeriggio sono stato in centro per fare un giro a piedi, temperatura gelida e folla delle grandi occasioni, sembrava Natale... Gente indaffarata e tesa, per niente stanca delle sbornie di Carnevale, che si muove per il prossimo appuntamento, "San Valentino"... ma con un occhio alla Pasqua imminente.
Mi sono ricordato di questa scena leggendo il tuo post, Giovanni. Io non credo che possa esserci qualcosa capace di smuovere la gente da queste attenzioni, come non credo che ci libereremo mai dei nostri corrotti. Primo perchè sono in numero molto superiore a quello conosciuto e poi perchè dovremmo per prima eliminare chi li protegge e chi li vota...
Sere fa sentivo Casini, ospite di Invasioni barbariche, affermare con candore che se Cuffaro vorrà il seggio al Senato è suo... perchè "non è stato condannato per mafia e in appello cadrà anche la seconda accusa" e soprattutto perchè "Cuffaro è buono... è uno che aiuta tutti quelli che gli chiedono qualcosa". Qualche ora prima di queste deliranti affermazioni, il signor Casini aveva chiamato il suo tutore Ruini per lamentarsi delle scarpe che in altra sede gli stavano preparando Berlusconi e Fini.
E quando il giorno dopo Ruini è intervenuto mica lo ha fatto per dire che quello spot in favore di Cuffaro era immorale. Noooo, lui ha detto che "non è possibile che dalla scena politica italiana scompaia l'UDC, il partito con le maggiori radici cristiane...". Dunque, aggiungo io, se ci troveremo con Cuffaro al Senato che vuoi che sia... uno in più, uno in meno...
Il nocciolo del problema italiano, secondo me, è tutto lì...

Ciao. Pio.
passsante
Inviato: 12/2/2008 19:27  Aggiornato: 12/2/2008 19:35
esperto
Iscritto: 20/1/2008
Da:
Inviati: 44
 Re: SCIOGLIAMO LA REPUBBLICA ?
Caro Pio,
grazie per l’attenzione che hai riservato al mio post. E’ bello sentirsi apprezzati per il lavoro che si è fatto, specie poi, come è nel nostro caso, quando non c’è nient’altro che lo remuneri (e il professor Renzetti ne è il miglior esempio e rappresentante, lui, che ha messo generosamente a disposizione di tutti le sue conoscenze, il suo sapere, e gran parte del suo tempo libero).
Se non può essere l’interesse “pel vile denaro”ad unirci, sarà senza alcun dubbio il fatto di percepire la nostra passione politica quasi come un dovere civico. Appunto trovo la mia partecipazione a questo forum un’esperienza straordinaria. E’ questo sacro fuoco della Politica che ci divora a far sì che noi non si cada nell’inerzia della rassegnazione, e a darci il necessario slancio che ancora ci impedisce che ci si perda fra i flutti dell’ondata di qualunquismo e opportunismo che sembra aver travolto ogni settore della vita pubblica, e creato visibili crepe anche negli ambiti più strettamente privati (amicizia, famiglia, relazioni sociali, eccetera eccetera).
Spiace quindi leggere a volte repliche risentite e piene di stizza, che non aiutano di certo a rasserenare gli animi. Con questo non voglio dire che si debba tendere ad un grigio unanimismo, dove tra l’altro rischierebbero di scomparire i tratti più caratteristici delle nostre individualità; ma non mi dispiacerebbe, però, che, anche quando si tratta di difendere o sostenere fino in fondo un nostro convincimento o una nostra idea, abbandonassimo i toni aggressivi e offensivi. Non che non sappia ricorrervi (a parte i tanti malanni!), ma mi duole doverlo fare con quelli che ritengo amici.
Quindi, mio caro Pio, non pensare che io sia uno che non ami mettere pepe ai discorsi o al dialogo, solo non mi va che lo si faccia tagliandosi la possibilità di tenere aperto il dialogo. A tal proposito ti faccio notare che se lo strascico di polemiche cui diede luogo il mio post su padre Farinella mi lasciò un po’ di amarezza è perché ritenevo di non aver detto nulla che potesse offenderlo nella sua persona, né tantomeno credevo che si potesse interpretare la chiusa di quel post come un attacco alla sua libertà di pensiero. Mi concederai però che quando, e non è certo il caso del padre in questione, modi di pensare e comportamenti dell’altro (nostro ipotetico interlocutore) mettono a repentaglio la mia libertà e la mia stessa vita, o addirittura quella di un’intera comunità (vedi il fondamentalismo islamico di Osama Bin Laden), io non posso restarmene indifferente, né permettere che l’altro attraverso i mezzi che la democrazia mette anche a sua disposizione (ma da lui usati in modo strumentale) instauri un potere personale che è la negazione stessa della democrazia.
Quindi, certo che uno può farmi tutte le critiche (anche aspre) che vuole, senza per questo doversi porre il problema se saranno o no gradite da me, ma bisogna aver ben chiaro però che io non devo necessariamente dimostrarmi dialogante con chi spinge per ridurre me a suo docile ascoltatore o suddito(e il caso è del tutto generale, vedi Chiesa, religioni intolleranti- e intolleranti mi suona pleonastico-, ideologie totalitarie, eccetera).
Ad ogni modo, quando capiti che io non condivida le idee del mio interlocutore, o quando dovessi avere l’impressione di star a parlare con un sordo, non posso continuare a far finta di niente, tenendo aperto un canale di comunicazione che veicola solo rumori di fondo; in simili casi a mio avviso, non c’è da fare altro che prendere atto che mancano i presupposti per aprirsi al dialogo. E’ auspicabile che questi siano casi-limite, casi cioè in cui ci si è tagliati dietro tutti i ponti del dialogo, che avrebbero potuto farci incamminare sulla strada dell’incontro.
Non è il nostro caso, Pio, (nostro nel senso che non riguarda solo noi due, ma tutti quelli che animano questo forum), perché ho notato che i punti che ci accomunano sono molto più numerosi di quelli che ci dividono, e che volendo potremmo ridurre questi ultimi a delle singolarità senza rilievo.
Appunto mi sforzo di far capire a Davide (da cui sono stato frainteso per ben due volte, nonostante io mi sia adoperato per fargli arrivare un messaggio che fosse di sincera stima e amicizia) che non c’è nei suoi confronti da parte mia la benché minima intenzione di non riconoscergli i meriti che ha, e che non lo credo un ottuso ideologo, come ha sottolineato con insistenza in alcuni suoi post, sollecitandomi ad andare a leggermi anche gli altri da lui scritti prima perché vi potessi trarre quegli utili elementi che mi avrebbero permesso di non guardare più a lui in modo pregiudiziale; appunto perché lo avevo già fatto non potevo pensare di lui quello che a lui piace di farmi dire.
Sarei uno sciocco se pensassi di poter rilasciare attestati di preparazione o di intelligenza non solo a lui (a Davide), ma a quanti qui partecipano con i loro scritti.
E che non si vede che è tutta gente che si è nutrita di buone letture?! Quindi se ci riesce, io direi di buttarci alle spalle tutte queste polemiche.
Piuttosto preferirei che eventuali tenzoni si smussino con le armi dell’analisi minuziosa, con la forza della parola, così da restituire al dialogo la sua base dialettica.
Spero Davide (non è una minaccia!) che tu prenda tutto quello che ho detto come un segnale di distensione e di pace; comunque io cercherò di fare ammenda delle tue critiche; senz’altro ho capito che a volte può capitarci di offendere qualcuno senza che lo volessimo.
E ora, caro Pio, per concludere, che dire delle tue considerazioni, trasudanti pessimismo, riguardo alla lettura che fai della mia analisi? Dici: <<Una bella analisi la tua, che però si conclude con un auspicio che è un’utopia che più utopia non si può…>>.
E’ auspicio e invito allo stesso tempo, invito a prendere coscienza dei propri problemi, affinché insieme si cerchino le soluzioni per risolverli. Sono un po’ anche le conclusioni a cui giunge Davide nel suo post.
Ciao, Giovanni.


P.S
Gentile professore, io ce lo messa tutta per adeguarmi a quanto lei mi ha detto nell'altro mio post; ho guardato bene anche l'anteprima ma non riesco a capire dov'è l'inghippo. Peccato che non possa contare sull'aiuto di mio figlio, ingegnere informatico: purtroppo per me ormai vive a Milano. Se l'inconveniente dovesse ripresentarsi mi ammazzi pure!
Pio
Inviato: 12/2/2008 22:25  Aggiornato: 13/2/2008 11:11
professore
Iscritto: 21/2/2007
Da: NAPOLI
Inviati: 1223
 Re: SCIOGLIAMO LA REPUBBLICA ?
grazie per l’attenzione che hai riservato al mio post. E’ bello sentirsi apprezzati per il lavoro che si è fatto...
Caro Giovanni, scusa se seziono la risposta ma credo sia il modo più comodo ed efficace quando si replica a post così lunghi e articolati.
Il miei apprezzamenti, così come lo sono i disaccordi, sono sempre sinceri e quasi mai diplomatici ed edulcorati, e forse questo è il loro limite. Un "limite" che fa dire a qualche mio amico (spero non ex) che sono sempre io quello che litiga con tutti... Ma questo è un altro discorso che non riguarda te nè questo spazio.

E’ questo sacro fuoco della Politica che ci divora a far sì che noi non si cada nell’inerzia della rassegnazione, e a darci il necessario slancio...
E' indubbio che il motivo principale che ci spinge a discutere, e a volte litigare, sia questo... comunque sappi che io non mi rassegno, tutt'altro. Magari avrò scelto la maniera sbagliata per non rassegnarmi, ma al momento non vedo altra strada anche perchè avverto il bisogno di passare da soggetto "passivo" a un individuo che pensa e si muove di suo... senza per questo, nemmeno intimamente, pensare che se gli altri decidono diversamente commettono un errore. Capisco e rispetto le scelte di ognuno... ecco perchè mi incazzo quando non si rispettano le mie.

ti faccio notare che se lo strascico di polemiche cui diede luogo il mio post su padre Farinella mi lasciò un po’ di amarezza è perché ritenevo di non aver detto nulla che potesse offenderlo nella sua persona
Lo dico con sincerità, Giovanni, che mi spiace il tuo dispiacere. Tento di spiegare quel mio intervento.
Il tuo post su Farinella lo hai concluso con queste parole "non posso concederle che continui a starsene in un’Istituzione fasulla, rendendosi complice morale di una Chiesa criminale" ed io, forse sbagliando il tono, le ho lette come una bella botta (complice di una chiesa criminale) in viso a un uomo che credo non la meritasse.
Sono stato forse un tantino duro nella replica, ma quello che volevo esplicitare è un concetto duro dunque bisognoso di parole dure, che ti prego di credere non volevano essere per nulla offensive della tua persona.
Io davvero sono convinto che quei preti vanno rispettati e addiritura difesi e non solo per una questione di stima, ma perchè penso che è con essi che occorre ripristinare un confronto... con gente come questa che è capace di discutere attivamente e positivamente, e lo fa senza temere scomuniche, tenendo per una volta in secondo piano atti di fede e di obbedienza.
Sono per questo convinto che se invochiamo il rogo a prescindere facciamo esattamente il gioco che i Ruini, il suo gregge belante e i suoi atei devoti auspicano: una guerra di religione. Una guerra di religione per altro già iniziata e che vedo persa per chi, come me, non crede.

Mi concederai che quando modi di pensare e comportamenti dell’altro (nostro ipotetico interlocutore) mettono a repentaglio la mia libertà e la mia stessa vita, o addirittura quella di un’intera comunità (vedi il fondamentalismo islamico di Osama Bin Laden), io non posso restarmene indifferente...
Concedertelo? Ma scherzi, io di quello mi nutro! Non gliene faccio passare mezza (anche in casa loro) ai fondamentalisti di casa nostra che hanno nulla da invidiare ai loro colleghi islamici.
In altro post c'è Laura che si chiede se possa esistere una suora come Farinella. No, non esiste! Non esiste perchè sono le stesse suore che per la Chiesa non esistono... sono schiave, trattate da schiave e consapevoli d'esserlo... e questo schiavismo è sancito proprio dal fatto che non hanno uno stipendio...

Quindi se ci riesce, io direi di buttarci alle spalle tutte queste polemiche...
Scusa ma in questo non posso aiutarti perchè non ho montato nessuna polemica, dunque avrei nulla da buttarmi alle spalle. Posso offrire solamente le mie discussioni... ero e sono quì aperto più che mai a discutere con chi vuole farlo liberamente!
Non voglio riprendere la discussione ma è bene sottolineare che se c'è stata polemica io credo d'averla subita. Non mi va che si pensi ad una "lite" bilaterale.
Vedi, Giovanni, quando invoco il "rispetto" per le altrui idee lo faccio con la massima convinzione e se questa invocazione, che contiene la più naturale di tutte le regole del vivere civile, viene letta come una replimenda, o peggio come una intromissione beh allora vuol dire che ci sono problemi di comunicazione.

E’ auspicio e invito allo stesso tempo, invito a prendere coscienza dei propri problemi, affinché insieme si cerchino le soluzioni per risolverli.
Sì, auspicio e invito che vorrei fatto proprio da tutti gli italiani... ed è proprio la sfiducia che nutro verso questa mancata presa di coscienza che mi demoralizza più di ogni altra cosa. Più della stessa nostra nefasta casta.

Ciao. Pio.
DavideX
Inviato: 13/2/2008 10:03  Aggiornato: 13/2/2008 20:39
professore
Iscritto: 7/9/2007
Da:
Inviati: 1052
 Re: SCIOGLIAMO LA REPUBBLICA ?
E vabbè, passiamoci sopra… Questo spazio è troppo importante per rischiare distruggerlo con polemiche eccessive. Le polemiche possono (e talvolta debbono) essere anche dure, ma non si dovrebbe mai trascendere. Vediamo se da tutto ciò abbiamo imparato qualcosa, io per primo…

Davide



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