logo

Rivista di fisica, didattica della fisica, storia della fisica, fisica e filosofia,
problemi della scuola, ambiente, fede e ragione, varia umanità

di Roberto Renzetti

 Login
Nome utente:

Password:


Hai perso la password?

Registrati ora! Attenzione: per inviare commenti agli articoli e notizie in SpazioAperto è necessario registrarsi
 8 per mille:
 Menù principale
Home

Archivio mensile editoriali

Rubriche SpazioAmici

Chi sono

Contattami

FAQs

 

La rivista elettronica FISICAMENTE è nata per raccogliere la trascrizione degli oltre cento articoli da me scritti e pubblicati nell’ambito della mia attività di docente e ricercatore. A questi lavori ne aggiungerò via via degli altri che scriverò, quelli di vari collaboratori ed altri che riterrò di interesse.

FISICAMENTE è aperta ad ogni collaborazione sui temi trattati. Chi vorrà potrà inviarmi i suoi lavori che saranno valutati per l’eventuale pubblicazione che avverrà comunque sotto la completa responsabilità degli autori senza che essa impegni in alcun modo la rivista. Una sola e semplice avvertenza: quanto qui riportato non è soggetto a diritti d’autore ma non è utilizzabile a fini commerciali. Si richiede a chi usi queste pagine la sola cortesia di citarne la fonte:

www.fisicamente.net

 Roberto Renzetti

PS. Non inviate quesiti e problemi di fisica da risolvere così come l’elaborazione di nuove ed importanti teorie non altrove comprese. Non sono in grado di risolvere problemi o giudicare teorie.

VAI ALLA POLICY


Impresentabili : IL TENTATIVO DI FREGARCI PER SEMPRE
Inviato da RR il 12/2/2008 19:47:47 (1330 letture)

L'angelus

di Roberta Anguillesi

Veltroni è un imbroglio, lui lo sa molti di noi lo sanno, forse molti lo voteranno, anzi voteranno la sua impostura perchè ne condividono i fini e le malìe.

A Spello nella splendida cornice con il vento tra i capelli e le facce giuste disposte a corona, il vecchio Walter ha sussurrato una serie di banalità disarmante. Pacificazione e impegno, l'Italia che lavora, l'Italia è in piedi, l'Italia che accoglie, l'Italia che vuole le riforme, pacem in terris. Acqua unta che scivola sul marmo e che consola solo chi è disposto a farsi consolare, convince solo chi è già convinto.


Una triste, tristissima piece, quella organizzata nel convento di Spello. Furberie vecchie come il catto-comunismo all'italiana, ruffianerie da catechista , volemose bene e una spruzzata di sano realismo, ruffiano quanto il resto: abbasseremo le tasse, garantiremo la sicurezza. Le giovanette alzano i cartelli da caucos, si consuma l'ulteriore plagio, e uozzameriganboys canta l'inno, scandendone le parole, come Del Piero.

L'americano a Roma, però, ormai ha superato i cinquanta , e, parafrasando il Sordi di kansanssiti, sarebbe l'ora che sapesse di chi è figlio, figlio e nipote ma anche padre di quel desiderio inarrestabile di riportare il paese all'età dell'oro, ai tempi in cui l'occupazione del potere per diritto ideologico metteva al riparo dalla possibiltà che si insinuasse il dubbio nell'elettorato di non essere rappresentato ma gestito; tempi in cui le mani erano libere e le illusioni gratuite, tempi in cui nulla cambiava, elezione dopo elezione, e tutti godevano dei loro spazi di potere e di controllo sociale, nei secoli dei secoli.

L'Italia normale, a questo aspira il Veltronismo, nell'accezione italiana di normalità: senza domande, senza richieste, senza desideri e garanzie. L'italia affidata ai potenti e che ai potenti riconosce il diritto di essere tali, senza domande, senza richieste e senza garanzie. Il veltronismo vuole riperetrare la truffa che per decenni ha contribuito a paralizzare il paese, controllandone le pulsioni e così congelandone il progresso.

Le donne del Pci intruppate nella brava associazione di partito (udi) e un partito che in decenni non si è mai interessato a far cambiare la legge sulla violenza sessuale.

ArciCaccia nella stessa sede di ArciAmbiente, persino i gay hanno associato, ma mai e poi mai il partito ha mosso un dito per uno straccio di legge in loro sostegno.

Lotta alla mafia e le bandiere rosse e i quadri su portella delle ginestre in ogni sezione, e il salvataggio di Andreotti con il voto contrario all'autorizzazione a procedere.

Controllo sociale. Economico e culturale, come le parrocchie, più delle parrocchie.

A questo aspira Veltroni, a riproporci un paese che deleghi il potere e rinunci alla cittadinanza, alle elementari regole democratiche, riempiendosi come da sempre la bocca con le belle parole come partecipazione e sbarrando di fatto la strada alla diffusione della democrazia sostanziale.

Se così non fosse non si potrebbe giustificare la celebrazione -di Silvio Belrusconi come avversario. Come alter ego in realtà, come contrappeso e come spalla, tendogli il sacco e chiamando pacificazione la spartizione del bottino.

Ecco, Veltroni è questo, è la faccia tranquillizzante del passato, che ci tenta, che ci ammalia, feroce come tutti i restauratori, ma carico di tante promesse già mantenute, purtroppo, e di quel grande futuro alle spalle che ci tranquillizza. Finalmente a casa.

http://www.democrazialegalita.it/roberta/roberta_veltroni_spello_apertura_campagna_elett_PD=11febbraio2008.htm

Printer Friendly Page Send this Story to a Friend
I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
anselmo
Inviato: 13/2/2008 0:26  Aggiornato: 13/2/2008 9:23
professore
Iscritto: 27/2/2007
Da:
Inviati: 1169
 Re: IL TENTATIVO DI FREGARCI PER SEMPRE
molto molto ben scritto. semplice e schietto.

«L'americano a Roma, però, ormai ha superato i cinquanta , e, parafrasando il Sordi di kansanssiti, sarebbe l'ora che sapesse di chi è figlio, figlio e nipote ....»,

nel forum (notizie intorno ai luoghi comuni della storia), chi vuole può leggere di chi è nipote l'ex comunista (?) veltroni.
anselmo
Orsopoeta
Inviato: 13/2/2008 12:19  Aggiornato: 13/2/2008 20:41
professore
Iscritto: 17/1/2008
Da: Petrella Tifernina
Inviati: 314
 Re: IL TENTATIVO DI FREGARCI PER SEMPRE
Condivido il timore che Veltroni possa perpetuare il cattocomunismo all'italiana che tanti ritardi ha comportato alla modernizzazione e laicizzazione del paese; tale rischio è ancor più aggravato dalla interlocuzione berlusconiana.
Dobbiamo però ammettere che la componente sinistra della fu unione ha dato prova di inconsistenza amministrativa e non superate velleità rivoluzionarie.
Quando un ministro come Mussi non è riuscito nemmeno ad evitare le squalificate competenze degli autori della disastrosa riforma universitaria di Berlinguer; Pecoraro che può esibire solo disastri da quando fa politica, Bertinotti che a forza di frequentare studi televisivi e salotti mondani ha in testa un mondo del lavoro che esiste solo nella sua testolina frivolina, ignaro degli stravolgimenti intervenuti nella mondializzazione della produzione e del lavoro.
C'è bisogno certamente di nuove e giovani intelligenze, come sperabilmente stà accadendo in America, io penso che questa eventualità in Italia sia più riscontrabile nel PD che in quel cumulo di narcisisti inconcludenti che oggi purtroppo sono a sinistra, (a quando le prime inevitabilmente prossime scissioni?) Conosco le obiezioni possibili, ma nelle macerie dell'Italia di oggi non è il caso di dare un'ultima possibilità alla sola frazione politica non berlusconiana, non velleitaria e non qualunquista, pretendendo però delle candidature espresse dagli elettori?
Vincenzo.
passsante
Inviato: 14/2/2008 16:57  Aggiornato: 14/2/2008 19:44
esperto
Iscritto: 20/1/2008
Da:
Inviati: 44
 Re: IL TENTATIVO DI FREGARCI PER SEMPRE
Veltroni sta buonismo come d'Alema sta al rigidismo burocratico: due diversi modi di mantenersi al potere senza dover fare i conti con le pratiche del gioco democratico, che prevedono, tra chi si candida al governo del paese, un confronto aperto sulle domande che di volta in volta la società civile pone e rispondendo alle quali ci si guadagna il consenso.
E' la loro una rappresentazione del potere che si crea da sé, per autogenesi, e che si giustifica nel suo esercizio rituale, attraverso l'apparato scenico che gli appresta il codazzo dei cortigiani servili di cui si circondano.
Sono i due aspetti spregevoli di quella medaglia taroccata che è stata il P.C.I., un partito concepito al suo interno come macchina per produrre consenso, con un personale impegnato a vincere ogni forma di resistenza critica dei suoi seguaci; attraverso un indottrinamento ai limiti del lavaggio del cervello si arrivava a garantirsi da loro fedeltà e ubbidienza, le due virtù cardinali richieste da ogni organizzazione di tipo settario affinché negli adepti si crei dipendenza psicologica nei confronti del personale deputato all'uopo.
Un partito insomma che era il contraltare laico della Chiesa, un'altra istituzione totalizzante, che a differenza dei regimi totalitari che irreggimentano la gente ricorrendo ad apparati repressivi e di controllo, si assicura l’adesione dei fedeli iterando in modo ossessivo pratiche ai limiti del magismo, con canti che sono delle vere e proprie litanie e sciorinando sermoni dal contenuto soporifero; insomma operando sui fedeli una vera e propria circonvenzione.
Certo, le scuole di partito allestite dal P.C.I. per indottrinare, per quanto finalizzate a far sì che il militante interiorizzasse i suoi sistemi di valori, non si spingevano mai sino al punto di ottundergli le facoltà intellettive, che anzi qui gli si apprestavano i mezzi dell'argomentazione dialettica, atti a saper persuadere e convincere. Era una disciplina di partito però che spesso creava mostri.
Un partito che tendeva e pretendeva di burocratizzare tutto, tanto da vedere la fabbrica alla stregua di una caserma, dove i ruoli erano tutto, come fissati una volta per tutte. In questo senso esso è stato sempre un elemento di conservazione e di forte freno rispetto ai quei partiti dell'occidente industrializzato che incentivavano all’interno dei loro paesi le innovazioni nei processi produttivi.
Io ritengo che le continue lotte intraprese da questo partito contro la cosiddetta parcellizzazione del lavoro erano volte più che a impedire, come diceva, che si facesse cadere il lavoratore nel vortice di un lavoro alienante, a lasciare la gran parte degli operai in uno stato di bassa qualificazione e con mansioni che quasi sempre richiedevano atti semplici e ripetitivi, così da ridurli a semplici appendici di quella catena di montaggio a cui erano assegnati. Era da parte del partito solo un subdolo calcolo per assicurarsene un più saldo controllo, riducendoli a massa informe facilmente manipolabile. Questo perché la progressiva tecnologizzazione dell'apparato produttivo avrebbe richiesto specifiche competenze ad alto contenuto di conoscenze, che avrebbero creato figure professionali elitarie rispetto al resto degli operai, con un tasso di scolarizzazione ai limiti dell’analfabetismo. Insomma non voleva correre il rischio che fette sempre più grandi di operai sfuggissero al suo controllo.
Comunque il partito era un apparato che richiedeva devozione assoluta, dedizione alla causa, capacità di adattarsi a comportamenti stereotipati, e forte spirito gregario.
Uscito dalla fase complottistica, e di apparato ancora in nuce costretto alla clandestinità, il PCI conobbe nel dopoguerra la più grande crescita mai fino ad allora raggiunta. Siccome guadagnare i consensi purchessia tra le masse popolari stava diventando un po' l'assillo di tutti i partiti, il PCI, sull'esempio del modello sovietico, organizzò il partito in una struttura monolitica, altamente burocratizzata, tesa soprattutto a colpire il dissenso sin dal suo nascere ovunque si annidasse.
Si creò così al suo interno una classe di funzionari, politici di professione, addetti però al reclutamento, col duplice compito di creare consenso e di abituare ad una disciplina di partito che facesse introiettare negli adempti la più cieca fedeltà al partito stesso.
Ma un'istituzione di questo tipo non poteva che generare personalità con tratti fortemente marcati:
il tratto orale e quello anale soprattutto.
(La struttura caratteriale di tipo orale, impersonata da Veltroni, è segnata da un'intellettualità morbosa, da afisicità, da uno scarso senso di indipendenza, dalla tendenza ad aggrapparsi agli altri, da un basso livello di aggressività e dalla costante richiesta di essere sorretti, appoggiati e curati, (sensazione di essere primis inter pares al quale tutto è dovuto). Nel carattere orale permangono, in qualunque situazione, la ricerca di essere al "centro" (egoismo), il bisogno di calore e di appoggio incondizionato, anche se, a volte, si comporta come se fosse lui a dare sostegno agli altri.
La prima caratteristica, invece, del carattere anale, impersonato da d'Alema, è la ricerca ossessiva dell’ordine e la tendenza a porre in essere rituali di controllo. Altre caratteristiche sono l’avarizia, la rigidità e la testardaggine. Infine si manifesta la tendenza alla collera e alla vendicatività. L'avarizia non è solo economica, ma anche di tipo emotivo e nelle parole; definizioni tratte liberamente dal sito "Psicanalisi").
L'Italia, che era un paese dove già la democrazia non era stata mai di casa, si trovò così schiacciata sotto il giogo di due apparati mastodontici che miravano ad attrarre i suoi cittadini, ognuno nella propria sfera di influenza, così che il popolo si trovò ad essere come scisso verticalmente in due grandi tronconi: da una parte il troncone del popolo comunista, dall'altro quello clerico-cattolico, con i comunisti interessati a garantirne il benessere materiale, e i clerico-cattolici convinti invece che a loro spettasse soprattutto l'esercizio della cura della sua anima.
Erano due visioni alla fine che escludevano ogni spinta emancipatrice del popolo, e che non hanno mai permesso che in lui maturasse una salda coscienza civile. Il nostro è stato sempre un popolo sotto tutela, a sovranità limitata, trattato alla stessa stregua di un individuo che non sapesse badare a se stesso. E' questo paternalismo catto-comunista che, disabituando la gente al giudizio critico, ha fatto sì che si inaridisse alla fonte ogni sua passione per la libertà. Anche se il paternalismo clericale, a differenza di quello comunista, era tutto teso ad infiacchire lo spirito di lotta della gente, in modo da poterla piegare più facilmente ai voleri del potere costituito.
Un ruolo positivo il PCI, nell'Italia arretrata di allora l'ha avuto, in quanto è stato per gli operai un valido strumento sulla via del loro affrancamento dalla miseria e dalla sfruttamento più infame.
Ma per tornare al discorso che qui maggiormente ci interessa, due erano le anime che attraversavano la vita di quel Leviatano che era il PCI, quella che alimentava l'apparato più propriamente burocratico, e quella che nutriva il ristretto nucleo dei dirigenti ricoprenti cariche pubbliche; l'una a entropia negativa e tutta interna al partito, tendeva a creare strutture ordinate, rigide, l'altra a entropia positiva, assolveva al compito di trasferire all'esterno del sistema, sotto forma di energia degradata, la corrente di calore necessaria al politico di professione per fare di lui l'uomo umanamente disponibile a recepire le rivendicazioni che provenivano dalla piazza.
Un'analisi che si riscontra e si compendia, appunto, nei due personaggi tuttora ai vertici del nuovo partito, del PD.
D'Alema ha impersonato più a fondo e a lungo la figura del funzionario di partito a tutto tondo, anche quando ne ha smesso il ruolo. Non si dimentichi a tal proposito che egli è stato alle prese con l'organizzazione del partito in Puglia in qualità di segretario regionale per lungo tempo.
Veltroni invece si è subito defilato da tale ruolo, andando a ricoprire, già a ventun anni, l'incarico di consigliere comunale nella città di Roma. Un'esperienza che gli è valsa ad acquisire "quell'esprit de finesse" tanto necessario al cerimoniale populista del politico. Di qui quel suo comportarsi da compagnone, pronto a dare pacche sulle spalle, a mostrarsi conciliante, a comporre i contrasti più che con la forza della logica con l’arte della ruffianeria.
D'Alema porta stampato in viso il ghigno beffardo del potente abituato a vedere negli altri solo sottoposti, e a imporre loro lezioni ex-cattedra.
Veltroni rappresenta l'anima bella del partito, incaricata di annunciare agli uomini la buona novella. Negli altri egli non vede nemici, ma solo persone pronte a farsi ammaliare dal suo messaggio di pace e di concordia sociale. Lui alla guerra campale preferisce l'arma del dialogo, sempre pronto ad entrare in sintonia con l'interlocutore. Al potere esercitato in modo esclusivo ed escludente, egli preferisce quello condiviso, perché non capiti mai che ne resti fuori. Pur non inseguendo il potere, è sempre in posti di potere. Lui è uno e duo, classista e interclassista, laico e confessionale; i contrari in lui sono solo le parti complementari di un potere ermafrodito, dove le differenze di genere, per così dire, si perdono e si generano l'una dall'altra.
Egli è il centro attrattore dove tutte le differenze scompaiono in quel crogiuolo che è il suo buonismo. Dove passa lui nulla più è come prima. Lui è un sole a cui tutti possono scaldarsi. Lui è la Grande Madre che toglie ogni inquietudine e dove l'anima di ognuno può trovare riposo. Con lui la politica non è più arte della mediazione, ma della compassione. Cristo ha vinto su Barabba.
Giovanni
fiammifero
Inviato: 18/2/2008 10:09  Aggiornato: 18/2/2008 12:35
professore
Iscritto: 21/2/2007
Da: Roma
Inviati: 190
 Re: IL TENTATIVO DI FREGARCI PER SEMPRE
Citazione:
Con lui la politica non è più arte della mediazione, ma della compassione. Cristo ha vinto su Barabba.

La strategia vincente per eternare
il non fare per far si che si possa promettere di fare .
Del resto se non ci fossero i problemi che senso avrebbero i Barabba ed i Cristi? :roll:



I contenuti del sito sono rilasciati sotto Licenza Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5
FISICAMENTE.net non è un periodico e quindi non soggetto alla legge sull'editoria 62/2001. Per informazioni e contatti inviare una email al seguente indirizzo di posta elettronica: fisicamente[togli questo]@fisicamente.net