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di Roberto Renzetti

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La rivista elettronica FISICAMENTE è nata per raccogliere la trascrizione degli oltre cento articoli da me scritti e pubblicati nell’ambito della mia attività di docente e ricercatore. A questi lavori ne aggiungerò via via degli altri che scriverò, quelli di vari collaboratori ed altri che riterrò di interesse.

FISICAMENTE è aperta ad ogni collaborazione sui temi trattati. Chi vorrà potrà inviarmi i suoi lavori che saranno valutati per l’eventuale pubblicazione che avverrà comunque sotto la completa responsabilità degli autori senza che essa impegni in alcun modo la rivista. Una sola e semplice avvertenza: quanto qui riportato non è soggetto a diritti d’autore ma non è utilizzabile a fini commerciali. Si richiede a chi usi queste pagine la sola cortesia di citarne la fonte:

www.fisicamente.net

 Roberto Renzetti

PS. Non inviate quesiti e problemi di fisica da risolvere così come l’elaborazione di nuove ed importanti teorie non altrove comprese. Non sono in grado di risolvere problemi o giudicare teorie.

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Chiesa : CATTOLICI CHE DIFENDONO LA VITA
Inviato da RR il 29/1/2008 10:20:32 (1950 letture)

Difendono VITA e FAMIGLIA i cattolici. Anche Ruini lo ripete in modo ossessivo. Ieri sera da Ferrara, ad esempio. Con uno scivolone che forse qualcuno ha notato. Diceva, e come no?, che la 194 è orrenda e che anche l'analisi preimpianto che può far decidere per un aborto lo è. E racconta un aneddoto di una signora di 30 anni che egli conosce e che è una brava madre di famiglia che, alla sua nascita i medici volevano convincere la madre ad abortire perché vi erano motivi medici gravi. E questa donna è ora una b ella e felice donna. Peccato, sig. Ruini che 30 anni fa non vi fosse la 194 e che magari il suo racconto è riferito a persone che frequentavano i medici cattolici obiettori che facevano aborti clandestini.
Poi c'è un devoto di Ruini, il Mastella. Egli è per la famiglia. Quella sua e quella dei pochi che sistema per quello che qualcuno dice essere voto di scambio (o si crede che i favori della famiglia vanno a tutti ?).
A questi cattolici non viene in mente che aiutando 100 famiglie se ne danneggiano 900, quelle che non sono beneficiate dai FAVORi. Ed i cattolici funzionano con FAVORI e non con DIRITTO.
Poi vi è un tal CREA, personaggio prima a me ignoto che è il protagonista principale di un racconto che va al di là della fervidaimmaginazione e degli incubi di Edgar Allan Poe. Anche tal signore è un potente. Era del CCD di Casini (ma come mai è sempre in mezzo ?) ed ora è della DC di Rotondi (cattolici doc e difendsori della VITA soprattutto.
Ebbene, leggetecome i cattolici intendono la difesa della vita. Terribile.

Roberto Renzetti


IL RACCONTO. "Villa Anya" fondata nel 2002 da Crea
Investimento: un miliardo e 195 milioni, "soldi che teneva sotto il materasso"
Cure fantasma, cadaveri spariti
"E' morto? E tu scrivi che è vivo"


di ATTILIO BOLZONI


Francesco Fortugno, ucciso a Locri nel 2005
I MORTI li facevano diventare vivi e i vivi li facevano diventare morti. Urlavano di dolore nelle corsie. E li lasciavano urlare ogni notte. Senza cure. Senza medici. "A questa intanto la facciamo fuori noi", diceva un'infermiera davanti al corpo ormai sfatto di una vecchietta in agonia. Era una clinica degli orrori quella dell'onorevole più mafioso della Calabria, una morgue chiamata Villa Anya.

Era là alla vista di tutti, sulla statale 106 che da Reggio sale verso la Locride. Era là a ingoiare malati e finanziamenti pubblici nella Repubblica autonoma di Melito Porto Salvo, un paese di un'altra Italia che è il regno di Domenico Crea, dottore in medicina specializzato in Igiene, consigliere regionale, 9 mila voti al servizio di chi ha sempre offerto di più a sinistra o a destra, il volto quasi pulito di tre cosche - gli Zavettieri di Roghudi, i Morabito di Africo, i Cordì di Locri - della costa ionica calabrese. La Sanità era lui a Melito Porto Salvo. La Sanità era lui all'Asl 11 di Reggio. La Sanità era lui all'assessorato a Catanzaro. Lui, suo figlio Antonio e gli amici di quelle tre "famiglie". C'era puzza di 'ndrangheta e puzza di cadaveri a Villa Anya.

Mezzanotte del 14 febbraio 2007, in una delle trenta stanze della "casa di ricovero ospedaliero per anziani non autosufficienti" di Melito Porto Salvo è appena morta un'altra anziana donna. Si chiama Grazia T.. Da ventotto ore è in coma, nessuno le presta cure, nessuno la conforta. Muore sola ma a Villa Anya risulta ancora viva. "Scrivi che è in condizioni critiche", ordina a un infermiere Antonio Crea, il figlio del boss e direttore sanitario di Villa Anya. Non volevano "decessi" lì, a casa loro. L'hanno fatta morire ufficialmente in un altro ospedale la povera Grazia.

Pomeriggio di 18 febbraio 2006, muore anche Maria S.. Se n'è andata da tre ore, sull'ambulanza che la trasporta al pronto soccorso del Civico è però ancora "in gravi condizioni". La "recapitano" come un pacco i portantini di Villa Anya. Senza cartella clinica, senza un documento. Una "consegna" con carte false.
"E' con un piede dentro", dice al telefono un dipendente della clinica ancora al figlio di Crea. E' la sera del 6 agosto 2006 e Maria F. "ha la pressione 70 su 45 e respira male". In corsia non c'è un solo medico, nemmeno quello di guardia. La diagnosi la fa qualcuno al telefono: "Mettici choc cardiogeno". Maria F. fortunatamente non muore. La sua cartella i medici di Villa Anya la compilano il giorno dopo.

Mattina del 12 dicembre 2006, Mario B. è in coma. Anche quella volta non ci sono medici. Anche quella volta il direttore sanitario Antonio Crea si rifiuta di andare in ospedale. "Guarda che è proprio fuori...", gli comunica uno dei suoi infermieri. E lo implora: "Dai chiama il 118...". Il capo della clinica fa ancora una volta una diagnosi sulle scarne conoscenze mediche del suo infermiere e poi finalmente telefona al 118: "Abbiamo un paziente che ha un'insufficienza renale e dovremmo trasferirlo perché. .. diciamo è quasi... ".
L'operatore: "Chi l'ha fatta questa diagnosi?". E dall'altra parte del telefono: "Io, il dottore Crea".
Sera del 18 giugno 2007, Aurelia M. muore all'alba ma alle 8,45, a Villa Anya, viene stilato un referto: "La paziente data l'instabilità clinica viene trasferita".

Terapie a distanza. Approssimative diagnosi sui resoconti degli infermieri. Cartelle contraffate. Timbri fasulli. Trasporto di cadaveri. Le indagini hanno accertato 11 episodi di omissione di soccorso in un anno e mezzo. In cinque casi il paziente è morto. Una clinica con il grande cuore della 'ndrangheta calabrese.
Era stata inaugurata in pompa magna nel 2002. Con tutti i "pezzi grossi" dell'Asl 11 di Reggio. Con quegli altri della Regione.

Un anno prima l'onorevole Domenico Crea - allora consigliere regionale del Ccd - aveva versato sul conto di suo padre - alla filiale del Banco di Napoli di Melito Porto Salvo - un miliardo 195 milioni di vecchie lire. Così è nata Villa Anya. "Mio padre non aveva mai avuto conti né nelle banche né agli uffici postali, erano i suoi risparmi che aveva conservato dentro un materasso", ha risposto l'onorevole Crea a un ufficiale della Finanza che all'inizio di questa indagine su Villa Anya chiedeva spiegazioni sulla provenienza di quel denaro. Poi l'onorevole aveva intestato la clinica a sua moglie Angela, aveva nominato suo figlio Antonio direttore sanitario e la figlia Annunziata amministratore delegato e la nuora Laura direttrice amministrativa.

E poi ancora ci sono state le elezioni regionali del 2005, quelle dove Francesco Fortugno è diventato consigliere al posto di Domenico Crea. Elezioni incerte fino all'ultima settimana con spostamento di voti, "pacchetti" dirottati dai boss da un candidato all'altro. Domenico Crea riceveva mille telefonate al giorno. "Dopo tutto questo bordello, se arriva prima Modugno ti sdirrupa la clinica", lo avvertiva il reggino Luigi Meduri della Margherita, quello che un anno dopo sarà sottosegretario alle Infrastrutture nel governo Prodi.

Sfottevano un galantuomo come Fortugno e lo chiamavano Modugno, lo sapevano tutti in Calabria che se per azzardo quel mite medico fosse diventato assessore regionale alla Sanità avrebbe fatto di tutto per portare un po' di pulizia nelle Asl. Se sale ti sdirrupa, ti fa a pezzi la clinica, gli diceva il futuro sottosegretario. Qualche mese dopo - in ottobre - hanno fatto a pezzi lui. E intanto Villa Anya - con tanti imbrogli e con tanti nuovi sponsor fra Reggio e Catanzaro - aveva finalmente avuto l'"accreditamento" della Regione per succhiare soldi, farsi pagare posti letto, per stipulare contratti con il sistema sanitario regionale e nazionale.

Tutto con carte truccate da funzionari del Dipartimento della Sanità della Regione, dell'Asl 11.
"La Sanità è prima, l'Agricoltura e Forestazione seconda, le Attività produttive è terza", spiegava Domenico Crea al suo uomo di fiducia Antonio Iacopino. Erano in auto e una microspia registrava: "Dai Antonio... come budget 7 mila miliardi di vecchie lire, la Sanità ha 3 miliardi 360 milioni di euro ogni anno.. cioè uno fa una cosa uno fa un'altra, va nelle Asl e gestisce le Asl, tu hai bisogno almeno di quattro o cinque che siano con te, cinque o sei braccia in questo settore.. sempre sugli inidirizzi che do io". E ancora: "Mi segui Antò? Oppure parlo arabo io?".
Si sentiva il padrone della Sanità l'onorevole Domenico Crea.

Anche se non ce l'aveva fatta a diventare consigliere subito.
Anche se non ce l'aveva fatta a diventare assessore poi. E però rassicurava sempre il suo amico Antonio: "Ma che te ne fotte a te cretino dello stipendio di consigliere..10 mila euro al mese.. e che cazzo sono? Quando io a quello storto di B... gli ho detto vieni a farmi il direttore generale che gli volevo dire? Gli volevo dire che di miliardi ne abbiamo 3 mila, 4 mila, 7 mila.. con me, Pino, Bruno, Sandro sono diventati tutti miliardari... il più fesso di loro è miliardario".
E poi c'era sempre la sua clinica, la "creatura" dell'onorevole, la morgue di Villa Anya.


(29 gennaio 2008)

http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/cronaca/arresti-ndrangheta/villa-anya/villa-anya.html

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Autore Albero
Jarni
Inviato: 29/1/2008 12:57  Aggiornato: 29/1/2008 13:29
professore
Iscritto: 28/3/2007
Da:
Inviati: 499
 Re: CATTOLICI CHE DIFENDONO LA VITA
Citazione:
Cure fantasma, cadaveri spariti
"E' morto? E tu scrivi che è vivo"

Miracolo, miracolooooo!!!
HubbleST
Inviato: 29/1/2008 13:41  Aggiornato: 29/1/2008 13:43
professore
Iscritto: 21/2/2007
Da:
Inviati: 296
 Re: CATTOLICI CHE DIFENDONO LA VITA
Chissà che direbbe Marcouno... opere pie? Tutti soldi risparmiati dallo stato stato?
nessuno
Inviato: 29/1/2008 15:06  Aggiornato: 29/1/2008 15:07
Prof.
Iscritto: 15/1/2008
Da: Roma
Inviati: 85
 Re: CATTOLICI CHE DIFENDONO LA VITA
Semplice: le opere buone sono il segno della potenza di Dio e la prova tangibile dell'utilità della chiesa; quelle meno buone (pedofilia e scandali finanziari, per esempio), sono solo mele marce, anche i preti sono uomini e possono sbagliare, bisogna parlare delle cose buone e non di quelle cattive.
Un po' come la "potenza della preghiera". Se preghi e guarisci, è la prova dell'esistenza di Dio; se invece non guarisci, non hai pregato abbastanza, oppure è "l'imperscrutabilità del Disegno divino". Come la giri la giri, vincono sempre loro. Così è facile.
Saluti
passsante
Inviato: 30/1/2008 10:37  Aggiornato: 30/1/2008 10:40
esperto
Iscritto: 20/1/2008
Da:
Inviati: 44
 Re: CATTOLICI CHE DIFENDONO LA VITA
Ah santa ipocrisia! Figlia bastarda concepita da santa Madre Chiesa e santo Padre Denaro. Forse perchè frutto di un amplesso scellerato (è un po’ il linguaggio licenzioso-scandalistico in uso presso la Curia ), questa creatura gioca a nascondere le sue vituperevoli origini. Come ogni buona cortigiana non disdegna di accompagnarsi a potenti e faccendieri. Coltiva la vanità e con modi leziosi dà il belletto alla sua frivolezza. Pur vivendo nella deboscia e nella crapula più assolute, si picca di poter insegnare agli altri virtù e morigeratezza. Vuol dar di sé un’immagine pudibonda, ma cade facilmente in tentazione, spesso praticando anche il meretricio. Chi non asseconda i suoi desideri, rischia scomunica e ostracismo; ma sa essere compiacente con chiunque non le neghi il soldo o accetti di buon grado di farsi vessare. Quando smette i panni dell’adulatrice si mostra per quella che è: un’avida sanguisuga. Ah santa ipocrisia, vessillo benedetto! di te la Chiesa ammanta ogni sua lordura.
Fuor di metafora, penso che non sfugga più a nessuno che oggi la Chiesa cattolica, insieme a Berlusconi, costituisce il pericolo più serio per la nostra già fragile democrazia. Bisogna che su questo punto ci sia piena consapevolezza, perché non ci si stanchi mai di contrattaccare, di distruggere con le armi della critica il cumulo di scemenze che il canagliume pretesco riversa quotidianamente in tutti i modi nelle case degli italiani, la maggior parte dei quali purtroppo vi si lascia travolgere e inquinare.
Giovanni
RR
Inviato: 30/1/2008 10:56  Aggiornato: 30/1/2008 10:56
professore
Iscritto: 12/4/2005
Da:
Inviati: 399
 Re: CATTOLICI CHE DIFENDONO LA VITA
Quel transfuga voluto dai leader della Margherita
Marini, D'Antoni, Franceschini, Bindi. Il passaggio di Crea al centrosinistra fu spinto dall'alto. E non rinnegato nemmeno dopo l'omicidio Fortugno. Ieri la giunta ha rimosso un po' di dirigenti

Andrea Fabozzi

La reazione della giunta regionale calabrese all'inchiesta Onorata Sanità è l'azzeramento di un buon numero di poltrone di vertice dell'assessorato. Oltre all'avvio di un'indagine interna dalla quale non è il caso di attendersi molto: la sanità, di gran lunga la prima industria calabrese, è da qualche tempo affidata alle cure di un super prefetto, le sue Asl sono commissariate, l'assessore è cambiato da poco. Di certo ci sarà un nuovo giro di nomine per sostituire i dirigenti sospesi ieri. Ma c'è un aspetto dell'inchiesta Onorata Sanità che nessuna sospensione può risolvere. Riguarda il ruolo del principale indagato, e arrestato. L'uomo sospettato di essere il beneficiario ultimo dell'omicidio di Franco Fortugno - per il quale non risulta però indagato -, il politico ex Ccd il cui ingresso nel centrosinistra nel 2005 fu fortemente voluto dai vertici romani della Margherita: Domenico «Mimmo» Crea.
Il giudice di Reggio Calabria lo descrive come una persona con una «cinica filosofia di vita volta effettivamente a lucrare il massimo dei vantaggi dal pubblico ufficio ricoperto nell'interesse proprio e dei soggetti a lui legati». Al centro di «una formidabile rete di amicizie e connivenze» che secondo l'accusa comprende tre dei più potenti clan della 'ndrangheta. Questo signore, a pochi mesi dalle elezioni regionali in Calabria, il 2 febbraio 2005, quando stava per concretizzarsi il suo passaggio nel centrosinistra al seguito di Sergio D'Antoni - ex segretario generale della Cisl, oggi viceministro allo sviluppo economico - fu convocato a Roma per una riunione alla quale parteciparono anche Fortugno e D'Antoni. Ma soprattutto partecipò Franco Marini. L'attuale presidente del senato, in queste ore possibile guida di un governo istituzionale, era all'epoca il responsabile dell'organizzazione della Margherita, uomo forte del partito di Rutelli con due riferimenti solidi in Calabria: Nicodemo Oliverio (che ha ereditato la responsabilità dell'organizzazione) e Luigi Meduri (oggi sottosegretario ai lavori pubblici). Proprio una telefonata tra Crea e Meduri, intercettata pochi giorni prima della convocazione a Roma di Crea, è stata ripresa dall'inchiesta sull'omicidio Fortugno ed è agli atti dell'inchiesta Onorata Sanità. Meduri racconta a Crea di una cena offerta a fine gennaio da D'Antoni ai vertici del partito «c'era Franceschini, la Bindi» durante il Big Talk della Margherita a Torino, cena offerta «a nome del compare Crea». Che dopo poco avrebbe ottenuto il visto per l'ingresso nelle liste della Margherita.
Il presidente della giunta Regionale Agazio Loiero ha sostenuto al processo in corso a Locri per l'omicidio Fortugno di aver in principio tentato di resistere alla candidatura di Crea. «Fino a un certo momento si era opposto» sta scritto nelle carte di quel processo (sulla base delle intercettazioni). Perché è un fatto che Crea, che era stato tre volte assessore regionale per il centrodestra, era conosciuto come un buon raccoglitore di voti. Voti che conservò quasi tutti nel suo passaggio dal centrodestra al centrosinistra: 8.948 nel 2000 e 8.204 nel 2005 quando mancò l'elezione per sole 72 preferenze. Se fallì non fu tanto per il successo di Fortugno quanto per l'exploit del secondo eletto nel collegio, Naccari Carlizzi.
Un altro fatto è che subito dopo l'omicidio Fortugno, per quanto chiacchierato Crea non fu affatto emarginato. Subentrato in consiglio regionale, restò in lizza per la poltrona di presidente della commissione bilancio. E, nota il gip di Reggio nell'ordinanza con cui ne ha autorizzato gli arresti, nel 2006, cioè dopo l'omicidio Fortugno, si fece promotore di una lista per le provinciali di Reggio sostenuta anche dalla vedova del consigliere ucciso a Locri. Subito dopo lasciò la Margherita per la Dc di Rotondi. Evitando ieri al centrosinistra il conteggio di un altro consigliere arrestato. Ma l'imbarazzo no.

http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/29-Gennaio-2008/art31.html
RR
Inviato: 30/1/2008 10:57  Aggiornato: 30/1/2008 10:57
professore
Iscritto: 12/4/2005
Da:
Inviati: 399
 Re: CATTOLICI CHE DIFENDONO LA VITA
le intercettazioni

Domenico Crea: «Se hai me che te ne fai dei 10 mila euro da consigliere?»

«Duemila miliardi ... me li gestivo io per i cazzi miei... allora perché vi dico ragionate con le teste e non fate gli storti... perché ce ne sono certi da noi che sono storti e certi che sono intelligenti, mi hai capito? Che non sanno neanche che vuol dire... perché soffro quando penso... per una cazzata». Domenico Crea parla in auto con Antonio Iacopino. E aggiunge: «Ma no con uno stipendio, che cazzo te ne fotte dello stipendio. Cioè, ma quando hai me cretino tu che puoi fare? Ti prendi i 10mila euro di consigliere? E che cazzo sono? Quando io a quello storto di Battaglia gli ho detto vieni e fammi il direttore generale... che gli volevo dire? Quanti ne abbiamo 3mila 4mila miliardi... ci sei pure tu». Per i pm, queste parole evidenziano «la bramosia insaziabile di arraffare a piene mani denaro pubblico in quantità smisurata».

http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/29-Gennaio-2008/art35.html
GAL200759
Inviato: 30/1/2008 21:48  Aggiornato: 30/1/2008 23:03
Prof.
Iscritto: 26/2/2007
Da:
Inviati: 122
 Re: CATTOLICI CHE DIFENDONO LA VITA
Ma voi comunisti non avete proprio il senso degli affari.

Case di riposo dove tenere vecchi in vita (anche quando sono morti), non mangiano, senza spese mediche, e senza rotture..........
Voi sareste capaci di mandare al diavolo tutto quest'affare con una legge che permetta l'eutanasia.
Maledetti senzadio.

Gal



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