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di Roberto Renzetti

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 Roberto Renzetti

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Impresentabili : ALLA LARGA DALLA LOMBARDI
Inviato da R il 2/3/2018 15:41:41 (252 letture)

Alla larga dalla Lombardi

Sul Fatto Quotidiano ho letto un interessantissimo articolo di Andrea Scanzi su quello strano personaggio di nome Roberta Lombardi.
Riporto di seguito alcuni passi dell’articolo che convincerebbero chiunque a NON votare per questo personaggio davvero imbarazzante. .

Roberta Lombardi è un’instancabile sabotatrice di se stessa. Non c’è nessuno, in Italia, più anti-grillino di lei. Ogni volta che apre bocca, e peggio ancora ti capita di vedere in tivù quelle sue espressioni da Farinacci 2.0, ti vien voglia di votare tutti. Ma proprio tutti. Tranne lei. Col centrodestra spaccato e i 5 Stelle rappresentati dalla Lombardi, Zingaretti non può proprio perdere. Nemmeno se si impegna. Pochi giorni fa, in uno dei tanti slogan allegramente fascistelli, Donna Roberta ha detto che se verrà eletta lei ci saranno “meno migranti e più turisti”.
Una frase a caso, perfetta per un Salvini o un La Russa, e dunque perfetta anche per lei. I poveri Fico e Di Battista si sono dissociati, e non potevano fare altro, ma Donna Roberta è inarrestabile. Lo è sempre stata, lanciata a bomba contro se stessa, in una propensione auto-demolitoria fagocitante e fieramente devastatrice.



Il ritratto politico della candidata governatrice prosegue, ricordandone le origini anagrafiche e politiche.
Nasce a Orbetello (Grosseto) nel 1973 per poi spostarsi a Roma. Laurea in Giurisprudenza. Famiglia di destra. Nel 2004 si occupa di design, soprattutto per appartamenti di lusso, tre anni dopo entra nei neonati Meetup Amici di Beppe Grillo. Pentastellata della prima ora, ben prima che il M5S nascesse, Donna Roberta si candida alle Comunali di Roma del 2008 e prende 199 preferenze. Cinque anni dopo è eletta deputata alla Camera per i Cinque Stelle. In uno dei primi moti masochistici della sua storia il M5S la sceglie come portavoce alla Camera.
Per farsi ancora più male viene pure scelto il rutilante Vito Crimi come portavoce al Senato. I due, nelle vesti lise del poliziotto buono e del poliziotto cattivo, partecipano da primattori allo streaming con Bersani. E fanno più danni della grandine.

Scanzi ripercorre errori, castronerie, scivoloni, toccando vari aspetti politici. Fino a ricostruire la sua scalata nel M5S ed il tentativo di agganciare la Regione Lazio.
Poi la scelgono come candidata alla Regione Lazio. Torna in tivù. E si scopre che non è cambiata: sempre arrogante, respingente e fascistella, anche in quel vezzo – molto renzino e berluschino – di non accettare il confronto televisivo con i giornalisti “sgraditi”. In Rete i talebani la difendono a spada tratta, un po’come Bruno Vespa difendeva Maria Elena Boschi accostandola financo a Santa Teresa d’Avila.
Come la Boschi, peraltro, Donna Roberta è potentissima in maniera inversamente proporzionale ai meriti: se Mary Helen Woods toglie secondo i sondaggisti un milione di voti al Pd, anche Donna Roberta prosegue la sua furia autodistruttiva. E nessuno la ferma. Per parafrasare un regista un tempo arrabbiato: continuate così, fatevi del male.


A questo punto, se volete essere come Tafazzi, votate pure per questo essere terrorifico.

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Autore Albero



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