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di Roberto Renzetti

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La rivista elettronica FISICAMENTE è nata per raccogliere la trascrizione degli oltre cento articoli da me scritti e pubblicati nell’ambito della mia attività di docente e ricercatore. A questi lavori ne aggiungerò via via degli altri che scriverò, quelli di vari collaboratori ed altri che riterrò di interesse.

FISICAMENTE è aperta ad ogni collaborazione sui temi trattati. Chi vorrà potrà inviarmi i suoi lavori che saranno valutati per l’eventuale pubblicazione che avverrà comunque sotto la completa responsabilità degli autori senza che essa impegni in alcun modo la rivista. Una sola e semplice avvertenza: quanto qui riportato non è soggetto a diritti d’autore ma non è utilizzabile a fini commerciali. Si richiede a chi usi queste pagine la sola cortesia di citarne la fonte:

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 Roberto Renzetti

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Faccia di .... : LUIGI DI MAIO VA FERMATO. FA PROVE GENERALI DI FASCISMO
Inviato da R il 1/10/2017 11:38:22 (141 letture)

IL FASCISTELLO 2.0

Sempre peggio. Lo credevo solo ignorante ed incapace. Invece è pericoloso. Si sta manifestando con pulsioni fasciste il presunto leader dei 5 stelle, Luigi di Maio. Non amo particolarmente i sindacati confederali ma devo rilevare che la FIOM è un pezzo importante della CGIL e basta la FIOM per farmi rispettosissimo.
Ieri il fascistello, formatosi con i tweet, quindi 2.0, ha detto che i sindacati o si riformano o li riformiamo noi. Da quale sondaggio tra gli iscritti è venuto fuori questo slogan di chiara intonazione fascista. E non è la prima volta che Di Maio dice cose profondamente reazionarie. Ricordatevi il suo schierarsi acritico con la polizia in occasione dello sgombero violento degli eritrei dall’edificio occupato a Piazza Indipendenza (Roma). Questo nanetto politico fa paura perché non ha la formazione che, ad un cero punto, gli potrebbe permettere di fermarsi a riflettere. Ha preso una deriva di estrema destra che va combattuta con energia.

Che il fascistello abbia preso il potere con alle spalle uno sciocco strillone di banalità come Grillo ed un erede, Andrea Casaleggio, di un papà che si era candidato con la Lega, è evidente. Ciò che stupisce è che una quantità importante di persone per bene lo seguano invece di inseguirlo con bastoni. Ma anche lui ha discende da un papà che lo qualifica: era un acceso militante fascista come del resto Di Battista che almeno si è messo da parte.
Adesso fate un giro mentale tra queste 5 stelle e cercate qualcuno che sia presentabile. Io sono davvero spaventato e soffro perché se l’alternativa è tra Renzi, Berlusconi, Salvini, Di Maio, meglio l’isolamento in una caverna sulla montagna.
Raccogliere questo dopo una vita di impegno politico testimonia il mio totale fallimento
R

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Autore Albero
Francesco1
Inviato: 3/10/2017 12:19  Aggiornato: 3/10/2017 16:05
professore
Iscritto: 24/2/2007
Da: Roma
Inviati: 729
 Re: LUIGI DI MAIO VA FERMATO. FA PROVE GENERALI DI FASCISMO
Perfettamente d'accordo, su quasi tutto.
Il pinguino della Reazione neo borbonica, miracolato da sangennaro ( Cfr. il bacio all'ampolla del ketchup ) nuga est e nuga rimane, di per sè non sarebbe pericoloso, chi lo spinge lo è molto di più.
Le prossime elezioni vi faranno scegliere ( io non partecipo alla farsa della democrazia ) tra le diverse anime della destra nazionale: Renzi la destra clericale e finanziaria, salvini quella fascista e xenofoba, berlusca la destra mafiosa, e m5s la destra da bar della casa del fascio, quella degli incapaci di intendere e di volere, ignorante e qualunquista.
Ma le vincerà Salvini alleato di Mafia padana, che poi farà sodalizio coi moscardini del m5s per insediarsi al potere.
A sinistra c'è solo il deserto che hanno creato i suoi traditori. Mezza Italia non vota più, ci sarà un motivo. Forse non trova rappresentanza ? E questa mezza Italia una sinistra dovrebbe ascoltare e rispondere.
In merito allo sgombero dei migranti di piazza Indipendenza, lo stabile occupato abusivamente dai fascisti di casapound, per nulla toccato dagli sgherri di Minniti in consociazione con la mentecatta che siede in Campidoglio, ricordo che lo stabile non è più del demanio ma è diventato di proprietà del comune di Roma per merito di Alemanno. Toccherebbe perciò al comune fare domanda di sgombero ,,, tu ce lo vedi ?
Per Minniti vado a ricordare il suo intervento alla recente convention dei fascisti (FDI i patrioti di meloni, che in realtà sono i veri e unici traditori della Patria Italiana ) cui è stato invitato ed ha fatto il piacione ricordando di aver lavorato dietro le scrivanie di Mussolini e Italo Balbo, nonché lodando un celebre motto machista di quest’ultimo. Nell’intervista data ad un giornalista si poteva e si può leggere questo scambio:
«Giornalista: Lei viene da una famiglia di destra?
Minniti: Vengo da una famiglia di militari. Mio padre ebbe otto fratelli: tutti e nove fecero i militari.
G. Combatterono la Seconda guerra mondiale?
M. Molti sì. Nell’aeronautica mio padre servì la patria in tutti i modi e i luoghi in cui poteva farlo: Dodecaneso, Spagna ( !!! ), Africa settentrionale, Russia; e, dopo l’8 settembre, con gli Alleati. Mio zio era nei diavoli rossi, la pattuglia acrobatica.»
Tralasciando, per il momento, le altre invasioni e guerre coloniali elencate con evidente fierezza da Minniti Jr., e concentrandoci sulla Spagna, quale patria servirono, di grazia, gli aviatori fascisti che – in missione clandestina, senza numeri di riconoscimento sulle carlinghe – spalancarono la via alla carneficina franchista bombardando a tappeto le città repubblicane, in primis Barcellona, sterminando migliaia di civili?
In Catalogna non hanno dubbi: quei bombardamenti furono crimini di guerra, e quegli aviatori italiani erano criminali di guerra. Ma non è la prima volta che un ministro del PD esalta quegli aviatori. Il 5 marzo 2014 la ministra della difesa Roberta Pinotti affidò ai suoi profili social questo messaggio:
«Tanti auguri all’aviatore pluridecorato Luigi Gnecchi, classe 1914, cent’anni portati con invidiabile energia».
In concomitanza con gli auguri di Pinotti, il generale Pasquale Preziosa (capo di stato maggiore dell’Aeronautica Militare) definì Gnecchi portatore di «valori cui è fondamentale continuare a riferirsi negli impegni di oggi e nelle sfide di domani».
Gnecchi – poi morto nel 2016 – aveva bombardato Barcellona e, insieme ai camerati nazisti, l’Inghilterra.
Ci sarebbe poi quel che sta accadendo a Fidenza, dove l’amministrazione PD ha appena dedicato un monumento all’aviatore repubblichino Luigi Gorrini.


Se si fa la somma delle indegnità che ci circondano prende la disperazione. Mi sento completamente impotente di fronte al degrado.

Saluti, Francesco
R
Inviato: 3/10/2017 16:28  Aggiornato: 3/10/2017 16:28
Webmaster
Iscritto: 21/2/2005
Da: Roma
Inviati: 154
Online!
 Re: LUIGI DI MAIO VA FERMATO. FA PROVE GENERALI DI FASCISMO
Un lettore e caro amico mi ha inviato il link ad un articolo che condivido e si può sommare senza contraddizioni a quanto ho scritto io. Lo riporto perché lo leggiate.



https://www.carmillaonline.com/2017/10/01/operazione-five/

Operazione Five

Pubblicato il 1 ottobre 2017 · in Schegge taglienti ·
di Alessandra Daniele


Per la prima volta dal dopoguerra, nel parlamento tedesco siederanno 94 deputati neonazisti.
Salvini festeggia, e spera di fare anche meglio: la Lega punta a tornare al governo. Ormai però è evidente, preferirebbe governare col Movimento 5 Stelle che con Berlusconi, e non solo per maggiore consonanza ideologica.
Se a Berlusconi la Lega è sempre stata subalterna perché il canaro rimane comunque uno degli uomini più ricchi e ammanigliati d’Europa, Salvini è convinto che in un’alleanza Grilloverde i rapporti di forza s’invertirebbero, a prescindere dal numero dei seggi ottenuti.
Salvini considera infatti i grillini degli sprovveduti incapaci, quindi è convinto che appoggiare anche dall’esterno un esecutivo 5 Stelle significherebbe manipolarlo facilmente, utilizzando l’esperienza leghista accumulata in 25 anni di governo locale e nazionale.
Salvini s’illude.
Nel Movimento 5 Stelle il tempo dell’ingenuo spontaneismo è finito, sempre che sia mai stato davvero qualcosa di più che una facciata, com’è finito il tempo nel quale s’accontentava d’essere un capiente congelatore del voto di protesta.
La linea governista di Piersilvio Casaleggio non si discute.
La sua prima iniziativa politica è stata accreditare il M5S con le élite finanziarie, la Confindustria, i lobbisti delle multinazionali che prima i grillini denunciavano come poteri occulti e sanguisughe golpiste.
Soldatino Di Maio è il suo candidato ideale, e non c’è mai stata nessuna possibilità che il farsesco “voto online” non ratificasse la sua investitura.
La sua campagna elettorale è infatti cominciata già da un pezzo: l’affondamento delle ONG che soccorrevano i migranti, l’applauso incondizionato ai manganelli di Minniti, il bacio all’ampolla aurea di Cernobbio, l’ennesimo attacco ai sindacati.
Col candidato Di Maio il Movimento 5 Stelle si dimostra pronto a governare. Anche con con la Lega
La cosa non deve stupire nessuno, le premesse c’erano già fin dall’inizio, ma il divario fra le speranze suscitate dal MoVimento che prometteva di riscrivere il codice sorgente della democrazia italiana, e l’effettivo livello del partito che ha piazzato una sagoma di cartone come sindaco di Roma, e candida premier l’ennesima incarnazione di Alberto Sordi, s’è rivelato uno strapiombo.
L’unico motivo per il quale il M5S ne risente poco nei sondaggi è il fatto che i suoi competitor risultino a livello nazionale ancora più ripugnanti alla sempre più esigua e disperata minoranza di italiani disposti a votare.
A livello locale però le cose si fanno più complicate, e la Sicilia lo dimostra.
Con piglio renziano, Di Maio promette di “cambiare l’Italia” per farne una smart nation, ed ha il berlusconiano “sole in tasca”. Nell’ormai consolidata alternanza fra Carnevale e Quaresima, si candida a succedere al grigio Gentiloni come Renzi a Letta-Monti, che a loro volta avevano rimpiazzato Berlusconi.
Se gli italiani ci cascheranno di nuovo, avremo un’altra stagione di iperboliche promesse irrealizzabili e disastrosa ma telegenica incompetenza, seguita da un altro sobrio governo istituzionale, e poi da un altro Cazzaro, e così via, fino a esaurimento.
Con una costante: la complicità coi campi di concentramento in Libia, che tutti i partiti dal governo all’opposizione approvano senza condizioni, e senza coscienza.



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