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di Roberto Renzetti

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La rivista elettronica FISICAMENTE è nata per raccogliere la trascrizione degli oltre cento articoli da me scritti e pubblicati nell’ambito della mia attività di docente e ricercatore. A questi lavori ne aggiungerò via via degli altri che scriverò, quelli di vari collaboratori ed altri che riterrò di interesse.

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 Roberto Renzetti

PS. Non inviate quesiti e problemi di fisica da risolvere così come l’elaborazione di nuove ed importanti teorie non altrove comprese. Non sono in grado di risolvere problemi o giudicare teorie.

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Impresentabili : IL DISASTRO FRANCESCHINI, SODALE DI RENZI
Inviato da R il 28/5/2017 18:19:04 (377 letture)

NON HO PAROLE. MEGLIO COSI’…

Sembrava imbufalito e basito quel ministro dall’aspetto serio ma con una barba inutile. Quando il TAR fece conoscere la sentenza che dava ragione ai ricorrenti e secondo la quale personale straniero non poteva assumere la carica di Direttore di Musei italiani (*), il sessantenne Franceschini sembrò adirato ed incredulo. “Ma come, siamo in Europa e ci scontriamo con una sentenza come questa che ci fa fare una brutta figura mondiale? Non ho parole. Meglio così … “. Commovente. Veniva voglia di accarezzarlo dandogli ragione. Ma poi, sapete, quando si ha a che fare con un piddino di ascendenze democristiane e con l’adesivo per poltrone al culo, occorre sempre analizzare il tutto. E cosa è venuto fuori dal tutto? La solita merdaccia piddina. Quelle nomine (e nessuno qui discute della competenza dei soggetti in causa) erano fuorilegge violando in più punti la normativa vigente ed il TAR non può fare altro che riferirsi alla legge. Naturalmente lo sbruffone ignorante di Rignano sull’Arno, tal Renzi, mise subito bocca scrivendo che "Non abbiamo sbagliato perché abbiamo provato a cambiare i musei: abbiamo sbagliato perché non abbiamo provato a cambiare i Tar". Il poveretto non ne azzecca una!


Ma il fatto più incredibile riguarda Franceschini. Si stupiva lo smemorato di Ferrara perché, data l’età, non ricordava di essere stato sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle riforme istituzionali nel governo Amato II (2001). Data questa sua funzione il Decreto Legislativo n° 165 del 30 marzo 2001, “Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche” è imputabile anche a lui. Ed in questo Decreto c’è scritto che gli stranieri non possono dirigere musei italiani. Che strani personaggi circolano per l’Italia. A sua discolpa si può solo pensare che a suo tempo Franceschini non faceva il suo lavoro e quindi non ha neppure letto il decreto legge 165. Si può anche ipotizzare che il problema nasca oggi dopo, ad esempio, una notte da incubo passata con l’erinni che è sua moglie, tal Michela di Biase, capogruppo PD al Comune di Roma. La fanciulla di ben 22 anni più giovane de marito (quasi sua figlia), studiava poco tanto da non avere mai il massimo dei voti (78/100 alla maturità e 108/110 alla laurea triennale).
Un medico di un ospedale di Trieste fu vittima di attacchi violenti da una teppista del web. Il medico negli ultimi mesi del 2008, fu attaccato in modo piuttosto pesante, coinvolgendo non solo il piano della professionalità ma anche la sfera personale. «Ha la sensibilità di un guard rail». «Il marito di una mia amica mi ha detto che stava per mettergli le mani addosso». «Ha sbagliato un intervento». Queste parole erano emerse per caso, mentre il medico "navigava" sul web. Se l'era trovate davanti agli occhi, era ammutolito. Lui stesso ha informato dell'accaduto la Direzione sanitaria del suo ospedale, ha presentato un esposto alla Procura perché fosse individuato chi si nascondeva sotto il nick name «mikymiky7», ed ha giustamente portato a processo la teppista che si rivelò essere una tal Michela Di Biase.
Ma c’è di più.
Leggo da Direttanews.it: Un’inchiesta condotta dal giornalista Franco Bechis sul quotidiano Libero ha scoperchiato una presunta parentopoli che coinvolge il ministro Dario Franceschini e sua moglie Michela Di Biase, capogruppo del Pd nel consiglio comunale di Roma. Il motivo scatenante è il passaggio della Di Biase dall’azienda regionale dei trasporti, la Cotral, dove era specialista tecnico-amministrativo, alla Fondazione Sorgente Group, dove è stata inquadrata alle relazioni esterne “con particolare riferimento alla promozione di eventi e mostre organizzate dalla Fondazione stessa”. Il problema nasce nel momento in cui il nuovo datore di lavoro della signora Franceschini, uno dei principali gruppi immobiliari italiani, con un patrimonio gestito di circa 5 miliardi di euro, si occupa di arte e cultura e, come scrive Bechis, per “sua natura lavora molto con il ministero dei Beni culturali, che associa in numerose iniziative nel settore (mostre, conferenze, pubblicazioni), e come altre fondazioni private gode delle agevolazioni fiscali sui finanziamenti ricevuti da privati”. Il rapporto dunque tra la fondazione e il ministero è molto stretto tanto che i contributi privati che le arrivano sono determinati ed elencati ogni anno in una circolare del ministero stesso. E in base a ciò che riporta Libero “i finanziamenti privati in agevolazione fiscale alla Fondazione Sorgente ammontano negli ultimi documenti ministeriali a circa 2 milioni di euro all’anno”. Sul ruolo della Di Biase all’interno della fondazione pare non ci sia molta chiarezza e secondo Bechis “potrebbe esserci un conflitto di interessi con il ruolo istituzionale del ministro e pure una sorta di concorrenza familiare, visto che il ministero non ha a disposizione grandi fondi mentre oggi le fondazioni private possono avere più risorse da investire nella cultura”. Sulla vicenda sono già arrivate precisazioni ufficiali. In un comunicato rilasciato dall’Ufficio stampa Mibact si legge: “Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo non ha alcun rapporto né collaborazione in essere con la Fondazione Sorgente group. Quest’ultima risulta semplicemente beneficiaria di erogazioni liberali da parte di Sorgente group Spa, uno dei soggetti privati presenti nella circolare pubblicata ogni anno dal Mibact per monitorare l’applicazione del testo unico delle imposte sui redditi. Si sottolinea che la circolare del Mibact non ha alcun valore di ‘determinazione’ ma di semplice ricognizione, ai sensi delle norme vigenti, delle erogazioni effettuate da privati”. A stretto giro arriva anche il comunicato della Fondazione Sorgente: “La Fondazione Sorgente Group, Istituzione per l’Arte e la Cultura, è una fondazione privata ed autonoma, finanziata interamente da Sorgente SGR Spa, e che opera nell’ambito e nel rispetto delle normative fiscali previste dalla legge. La Fondazione è – dal punto di vista economico – interamente autonoma e non riceve nessun contributo dal Ministero dei Beni Culturali. Infine, la Dottoressa Michela Di Biase è stata selezionata dalla Fondazione Sorgente Group per il suo curriculum, la sua professionalità ed esperienza in ambito istituzionale al fine di promuovere le attività culturali della Fondazione stessa”.
Infine, rivolgendomi a chi fa la lotta politica con i congiuntivi, ricordo l’inizio di un suo intervento in Campidoglio: «Vorrei capire come si fosse, si sarebbe comportato il M5s, come vi sareste comportati voi se questi accadimenti avrebbero riguardato»,
Al mio paesello si diceva: Dio li fa e poi li accoppia.

R


(*) Tra i 5 direttore di museo sospesi solo uno è straniero mentre gli altri quattro sono italiani. Ciò vuol dire che per motivi mediatici si è preferito dar risalto ad un fatto marginale. Le sospensioni sono avvenute invece per gravi irregolarità nei requisiti richiesti per l'assunzione (proprio dal decreto legge 165 citato) e nel modo di svolgimento degli esami.



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Autore Albero



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