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Rivista di fisica, didattica della fisica, storia della fisica, fisica e filosofia,
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di Roberto Renzetti

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La rivista elettronica FISICAMENTE è nata per raccogliere la trascrizione degli oltre cento articoli da me scritti e pubblicati nell’ambito della mia attività di docente e ricercatore. A questi lavori ne aggiungerò via via degli altri che scriverò, quelli di vari collaboratori ed altri che riterrò di interesse.

FISICAMENTE è aperta ad ogni collaborazione sui temi trattati. Chi vorrà potrà inviarmi i suoi lavori che saranno valutati per l’eventuale pubblicazione che avverrà comunque sotto la completa responsabilità degli autori senza che essa impegni in alcun modo la rivista. Una sola e semplice avvertenza: quanto qui riportato non è soggetto a diritti d’autore ma non è utilizzabile a fini commerciali. Si richiede a chi usi queste pagine la sola cortesia di citarne la fonte:

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 Roberto Renzetti

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Sciocchezze : MI FAREI UN VIAGGIO A QUANDO AVEVO 28 ANNI ...
Inviato da R il 18/5/2017 20:32:11 (176 letture)

Viaggi nel tempo
Quello che segue è un esempio del come i divulgatori scientifici si buttano solo su cose clamorose, dimenticandone altre molto più importanti che riguardano la comprensione di ciò che ci circonda, apparentemente più semplice ed in realtà estremamente più complesso. L’autore si definisce giornalista scientifico ed è laureato in ingegneria meccanica ma dice cose che continuano ad aver senso per particelle elementari e mai per un essere complesso come un uomo o un animale. Del resto si dice ciò nel sottotitolo e non si capisce allora che senso ha questo articolo.
Manca la conoscenza fisica per capire queste cose e Vitaliano confonde le splendide teorie di matematici con la realtà che si scontra con limiti insuperabili della fisica. Mi riferisco al “secondo principio della termodinamica” secondo il quale ogni processo fisico comporta sviluppo di calore. Ciò fa sì che se faccio un’azione, è impossibile rifarla a marcia indietro in modo da tornare al medesimo punto di partenza e questo perché, anche a marcia indietro si sviluppa calore. Il ritorno al medesimo punto di partenza dovrebbe prevedere non sviluppo di calore ma sottrazione di esso in identica quantità di quanto ne era stato sviluppato. Ciò vuol dire semplicemente che la reversibilità non esiste.
Andare indietro nel tempo è drasticamente impossibile.

Supponiamo invece la possibilità di andare avanti. In tal caso sarebbe impossibile tornare indietro con la conseguenza che noi osservatori non lo sapremmo mai.
Anche io ho sognato e mi sono appassionato ai viaggi nel tempo di H.G. Wells. Bello, veramente bello. Soprattutto per uno che ha la mia veneranda età. Continuano comunque a piacermi racconti ben fatti (dopo Wells ne ho trovato solo qualcuno) sui viaggi nel tempo. Ma si tratta appunto di racconti di fantascienza.

R

PS. Dottor Vitaliano, guardi che il problema non è tecnologico!


Viaggiare nel tempo? La matematica dice di sì. Manca "solo" la tecnologia
Una ricerca statunitense ha indicato un modo per intervenire sul continuum spazio-tempo, ma solo da un punto di vista teorico
di EMILIO VITALIANO da Repubblica 17 maggio 2017

SPESSO è il rifugio degli scrittori di fantascienza a corto di idee nuove, ma questa volta, anche se non è certo uno studio unico nel suo genere, a trattare l'argomento "viaggi nel tempo" sono due fisici statunitensi. In particolare, Ben Tippett dell'University of British Columbia e David Tsang dell'University of Maryland, hanno annunciato che, da un punto di vista teorico, è possibile andare avanti e indietro nel tempo.
La ricerca, pubblicata sulla rivista Classical and Quantum Gravity, è stata denominata "Traversable acausal retrograde domains in spacetime" (Dominio retrogrado non casuale trasversale nello spaziotempo), il cui acronimo è "Tardis", esattamente come la celebre macchina del tempo usata dal Dottore, il protagonista della serie di fantascienza Doctor Who. Una scelta mirata, per ricordare da subito l'argomento di uno studio che ha avuto come base di partenza alcune considerazioni riguardanti la relatività generale, come è capitato molte altre volte in precedenza quando sono state trattate tematiche di questo tipo. Innanzitutto, ricorda Tippett, la visione tridimensionale dell'universo è sbagliata; infatti, sono quattro le dimensioni (lunghezza, larghezza, profondità, tempo) che devono essere immaginate contemporaneamente per formare un'unica entità, lo spaziotempo.

Quest'ultimo, rileva Tippett, è curvo, tanto che i pianeti si muovono seguendo proprio orbite curve e non linee rette. Perché, secondo la teoria di Einstein, alcuni corpi celesti dotati di grande massa, come le stelle, sono in grado di piegare lo spaziotempo, obbligando altri corpi, come i pianeti, a ruotare intorno. Sempre Tippet spiega che allo stesso modo la direzione del tempo ha una curvatura e che il tempo scorre più lentamente man mano che ci si avvicina a un oggetto quale un buco nero. La curvatura è ciò che il modello matematico elaborato sfrutta per piegare il tempo e consentire a un ipotetico viaggiatore di muoversi al suo interno, seguendo una sorta di traiettoria circolare che permette di andare avanti e indietro.

Insomma, il sogno di viaggiare nel tempo è destinato a diventare realtà? No, almeno per il momento. Perché, purtroppo (o per fortuna?), non possediamo la tecnologia necessaria per piegare il continuum spaziotempo e sarebbe necessario avere a disposizione la cosiddetta "materia esotica". Se un giorno sarà possibile concretamente non possiamo dirlo ora, ma tutti coloro che desiderano visitare epoche storiche diverse, possono continuare a sognare. Tanto, si sa, non costa nulla.

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Autore Albero



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