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di Roberto Renzetti

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La rivista elettronica FISICAMENTE è nata per raccogliere la trascrizione degli oltre cento articoli da me scritti e pubblicati nell’ambito della mia attività di docente e ricercatore. A questi lavori ne aggiungerò via via degli altri che scriverò, quelli di vari collaboratori ed altri che riterrò di interesse.

FISICAMENTE è aperta ad ogni collaborazione sui temi trattati. Chi vorrà potrà inviarmi i suoi lavori che saranno valutati per l’eventuale pubblicazione che avverrà comunque sotto la completa responsabilità degli autori senza che essa impegni in alcun modo la rivista. Una sola e semplice avvertenza: quanto qui riportato non è soggetto a diritti d’autore ma non è utilizzabile a fini commerciali. Si richiede a chi usi queste pagine la sola cortesia di citarne la fonte:

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 Roberto Renzetti

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Israele/Palestina : RENZI E MELONI UNITI NELLA LOTTA
Inviato da R il 21/4/2017 12:51:00 (314 letture)

LA BRIGATA EBRAICA

Il 25 aprile è una festa che ricorda la liberazione dell’Italia dal Nazifascismo. A questa liberazione hanno contribuito vari eserciti e la Resistenza. Tra gli eserciti, a vario livello di impegno, vanno ricordati almeno quello USA, quello Britannico e l’Armata rossa per quanto impegnava l’esercito tedesco sul fronte orientale.
La Brigata Ebraica era un corpo facente parte integrante dell’esercito Britannico ed era costituita in massima parte di personale arruolato nella Palestina e zone limitrofe.
Quindi ringraziare la Brigata Ebraica per il sostegno dato alla Liberazione è tutto interno al ringraziamento dato all’esercito Britannico. Non ha alcun senso distinguere un corpo, una brigata, una divisione da un’altra a meno che non si vogliano ringraziare separatamente la brigata indiana, quella australiana, quella neozelandese eccetera (tutte facenti parte dell’esercito Britannico).


Altra cosa è ringraziare l’intera e diversificata partecipazione alle formazioni partigiane che avevano al loro interno persone di ogni origine politica e religiosa. Vi erano cattolici, ebrei, comunisti, socialisti, monarchici, liberali. A tutti questi va il ringraziamento di ogni democratico che deve avere a lato di d4mocratico che la definizione di antifascista.
Scrive Manuela Consonni, Direttrice del Vidal Sassoon Centro Internazionale di Studi sull’Antisemitismo, Università Ebraica di Gerusalemme:
“La partecipazione ebraica attiva nelle file della Resistenza non solo aveva contato su un numero elevato, circa duemila tra uomini e donne, ma era stata condotta all’interno del movimento di liberazione senza dare origine a organizzazioni separate. Questa condizione ebraica di resistenza antifascista è stata spesso testimoniata da Leo Valiani, dirigente del Clnai (Comitato di Liberazione Alta Italia): «Gli ebrei in quanto tali avevano particolari ragioni per militare nelle file partigiane [...]. E perciò non vi fu un antifascismo ebraico, non vi fu una lotta partigiana specificamente. Tutti si battevano per l’avvenire della comune patria italiana, sapendo che il destino degli ebrei era inseparabile da quello dell’Italia libera e democratica».

Soltanto una vittoria della Resistenza avrebbe creato le condizioni perché gli ebrei potessero non solo sopravvivere, ma anche vivere come liberi cittadini: perciò gli ebrei rivendicarono la propria appartenenza a essa come singoli e come gruppo.” (La Stampa, 03, 05, 2016).
Quindi gli ebrei antifascisti si comportarono come tutti gli antifascisti che scelsero la lotta armata. Che senso ha avere una brigata ebraica? Per far capire che anche gli ebrei hanno combattuto? Ma gli ebrei non sono un’entità diversa dagli italiani (a meno che loro non si riconoscano come tali). che sfilano con l’ANPI.


Poiché la polemica sulla Brigata Ebraica è iniziata dalla Comunità ebraica romana nella persona della sua Presidente Ruth Dureghello che ha detto senza vergognarsi che “l’Anpi non rappresenta più i partigiani”, occorre ricordare in due parole che l’insegnamento dell’antifascismo non viene dalle comunità ebraiche nel loro insieme ma solo da persone isolate. Gli ebrei furono tra i fondatori del Fascismo e gli ebrei avevano anche una brigata nelle SS hitleriane (si veda Bryan Mark Rigg – I soldati ebrei di Hitler - Newton Compton 2004).
Mentre invece l’ANPI non solo rappresenta la Resistenza nel suo insieme, compresi gli ebrei che hanno combattuto in qualunque formazione partigiana, ma rappresenta anche i movimenti di liberazione di ogni parte del mondo. Tra questi certamente il Movimento di Liberazione della Palestina, che rappresenta coloro che da moltissimi anni sono tenuti in una sorta di campo di concentramento da governi fondamentalisti israeliani, correligionari i quegli ebrei che non li vorrebbero nel corteo del 25 aprile. E queste cose non le dico io ma l’ONU con oltre 300 risoluzioni che imponevano (mi viene da ridere) ad Israele di ritirarsi dai territori palestinesi occupati nel 1967 (si pensi che due sole risoluzioni hanno fatto distruggere l’Iraq dagli USA).
A lato di questa vicenda va ripetuto che il PD fa sempre più schifo. Visto che hanno conquistato il ruolo di reazionari e ultraconservatori con punte di criminale liberismo, hanno approfittato subito per schierarsi con la Comunità ebraica che, non a caso, ha utilizzato la stessa espressione della Vergine Boschi per insultare l’ANPI (“i veri partigiani non sono nell’ANPI”). Non sfileranno quindi nel corteo di chi si riconosce nella Resistenza al Nazifascismo. E’ stato quel nano mentale di Orfini a dircelo ed io sono esultante di poter sfilare senza subire il tanfo che proviene da quelle parti. Ma la vicinanza sempre più stretta tra dem e fascisti è ormai cosa fatta: in Parlamento PD e Fratelli d’Italia hanno presentato insieme una mozione per assegnare la medaglia d’oro alla brigata ebraica. Serve aggiungere altro, sia per capire cos’è stata la brigata ebraica, sia per capire dove marcia il PD?

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Autore Albero



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