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di Roberto Renzetti

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La rivista elettronica FISICAMENTE è nata per raccogliere la trascrizione degli oltre cento articoli da me scritti e pubblicati nell’ambito della mia attività di docente e ricercatore. A questi lavori ne aggiungerò via via degli altri che scriverò, quelli di vari collaboratori ed altri che riterrò di interesse.

FISICAMENTE è aperta ad ogni collaborazione sui temi trattati. Chi vorrà potrà inviarmi i suoi lavori che saranno valutati per l’eventuale pubblicazione che avverrà comunque sotto la completa responsabilità degli autori senza che essa impegni in alcun modo la rivista. Una sola e semplice avvertenza: quanto qui riportato non è soggetto a diritti d’autore ma non è utilizzabile a fini commerciali. Si richiede a chi usi queste pagine la sola cortesia di citarne la fonte:

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 Roberto Renzetti

PS. Non inviate quesiti e problemi di fisica da risolvere così come l’elaborazione di nuove ed importanti teorie non altrove comprese. Non sono in grado di risolvere problemi o giudicare teorie.

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Politica : CARO BASSETTO, GRANDE E PULITO
Inviato da R il 1/2/2017 12:57:26 (293 letture)

PIETRO BASSETTO, PURO COME L’ORO

Tanti anni fa, inizi anni Sessanta, ero iscritto al PCI nella sezione di Subiaco. Ero l’unico giovane iscritto e mi hanno subito eletto segretario della Federazione Giovanile (FGCI.). Ero felicemente segretario di me stesso, questo accadeva in un luogo che si può definire clerico fascista, con ampie spruzzate di democristiani d’assalto.
Tra gli iscritti vi era un personaggio meraviglioso. Era diversamente alto (per questo aveva il soprannome di Bassetto), rotondetto, Con gli occhi sempre ridenti, facile alla commozione, anziano ma superattivo. Mi legai subito a lui da affetto profondo. Parlavamo a lungo e ogni tanto, per sottolineare la correttezza di quel che diceva, soleva dire: sono Bassetto della Valle, puro come l’oro. Ed era così. Bassetto era il responsabile della diffusione domenicale de l’Unità (quel giornale eccellente, fondato da Gramsci ed ora in mani scellerate).

Un giorno l’edicolante al quale arrivava il surplus di copie per la domenica, anziché dare a Bassetto le copie dell’Unità gli dette quelle del giornale DC, il Popolo. Poteva far questo perché Bassetto era analfabeta, non sapeva né leggere né scrivere perché fin dalla più tenera età si era spaccato la schiena lavorando. Ma era pieno di saggezza, di capacità umane di comprensione di ogni ragionamento. Potete immaginare le risate dei paesani che lo incontravano ed ai quali egli offriva il Popolo. Risate sì ma con affetto e rispetto perché Bassetto meritava ogni stima. La cosa fu discussa in sezione e, da quel momento affiancai Bassetto nella diffusione dell’Unità. Fino al 1968 perché allora me ne andai dal PCI diventando un cane sciolto impegnato nella sinistra di classe.
Perché dico queste cose? Perché sono sempre stato convinto che l’uomo è tale in quanto se stesso, pieno della sua dignità, della sua voglia di sapere e di contare. Bassetto magari non si esprimeva bene in un italiano da intellettuale, ma in dialetto era un campione che conosceva i problemi per i quali indicava soluzioni sempre assennate. Per capirci: non è la laurea che fa una persona rispettabile o preparata o degna di guardare gli altri dall’alto in basso. Eppure in questi giorni sto osservando indegni spettacoli accompagnati da indegni comportamenti di pretesi laureati. Vediamo.

Tutto comincia con il peggior ministro dell’Istruzione che l’Italia abbia avuto compatibilmente con le sue capacità intellettuali, Luigi Berlinguer (ne sono seguiti altri peggiori - Fioroni, Moratti, Gelmini, Giannini - ma non hanno fatto i danni che ha seminato quell’inutile bel nome del tutto sprecato).
Inaugurando quell’obbrobrio di laura triennale ha fatto un favore alle capre che volevano avere la laurea pur restando capre. L’invenzione di Berlinguer era quella di quantificare la laurea con un dato numero di crediti (non c’entra il voto): supponiamo che tale numero sia 200, per laurearsi occorre fare tutti gli esami che danno 200 crediti. Oppure sfruttare i crediti professionali che si hanno: aver lavorato in un settore vicino alla laurea che si richiede dà un certo numero di crediti, aver scritto un articolo su un giornale dà altri crediti e così via. Alla fine si possono mettere insieme 150 crediti di modo che gli esami, se erano 12 in totale, si riducono a tre. Quel semianalfabeta (questo non perdonabile) di Berlinguer faceva tutto questo perché, diceva, che occorre aumentare il numero di laureati in Italia (da allora sono calati perché quella laurea è del tutto dequalificata. Scrissi una lettera al ministro chiedendogli perché non dava la laurea ad ogni ragazzo che compisse i 18 anni di modo che avremmo avuto il massimo possibile di laureati con spesa zero. Non ebbi mai risposta.
Si può ben cpire che con l’invenzione di Berlinguer molti politici sognarono di laurearsi e lo fecero con facilità. Iniziò Alemanno che sfruttò un vagone di crediti in quanto era stato Ministro delle politiche agricole e forestali. Si laureò in ingegneria dell’ambiente sfruttando crediti correlati. Poi venne Fassino che, anche lui come ministro di materie affini, si poté laureare. Oggi abbiamo il piacere di scoprire che a 62 anni si è laureato Rutelli con un qualche imbroglio che andrebbe indagato: si è fatto riconoscere alcuni esami che fece 40 anni fa quando iniziò l’università senza mai finirla e, anch’egli, ha abusato di crediti con Rettori amici suoi dell’Università della Sapienza e della Tuscia.
Ma perché prendersela con Rutelli, il poveretto deve pur campare e con la laurea troverà un posto?
Infatti Rutelli è quasi disoccupato: è presidente dell’Anica, presidente dell’Associazione Incontro di civiltà, Presidente del Cultural Heritage Rescue Prize, Presidente dell’Associazione priorità cultura, Presidente del Centro per un Futuro Sostenibile, , Coordinatore del forum culturale Italia-Cina, Presidente dell’Associazione Italia Emirati Arabi Uniti, Coordinatore del Gruppo per le Antiche Vie Culturali e Religiose, Co- presidente dell’alleanza delle città della Via della Seta, Co-presidente del master per un futuro sostenibile,, Geopolitica delle risorse e studi artici.
Come si vede il poveretto è oberato di lavoro e la laure l’ha voluta prendere non perché gli servisse ma per amore del sapere. E’ così? NO. Dietro vi è la ricerca di un nuovo posto, tanto per arrotondare: quello di Direttore dell’Unesco ch sarà presto libero e per il quale si richiede la laurea.
Prima di continuare il discorso iniziato, osservo solo che in Italia gli enti inutili sono mantenuti per maggior gloria ed arricchimento dei tromboni trombati della politica: è una partita di giro, nessuno di questi ladroni morirà mai di fame (questa cosa tocca a noi che non abbiamo più soldi per i loro furti quotidiani).

Torno ora alla cosa più indegna con la quale abbiamo a che fare: il Ministro dell’Istruzione che proprio per la funzione che ricopre non può essere una bugiarda patentata che millanta cose inesistenti. Ma l’idea delle dimissioni in questo Paese è pura fantapolitica se anche uno come Moretti corresponsabile della morte di 33 persone resta al suo posto con il silenzio dell’indegno governo.
Pensate ora al guardiamarina Orlando he fa il Ministro della giustizia. Il personaggio haa fatto una scuola navale eppure è lì a fare danni. E Poletti?
Insomma abbiamo intorno a noi incompetenti di fatto molti dei quali presumono di acquistare credibilità con la laurea (Marra ne aveva due o forse tre). Ma lasciamo stare, siamo tutti disfatti da questi ladri incompetenti che come se nulla fosse disquisiscono ora di quando e come votare avendo avuto due mesi di riposo. Lo sbruffone responsabile di ogni male infinito che ha costruito torna e, come se nulla fosse, va avanti sulla sua strada. Un cammino tutto suo che se ne frega di noi italiani.
La sinistra PD ha battuto un colpo ma ancora non sulla testa dello sbruffone di Rignano. Quel personaggio suona il piffero e si porta dietro i sorci. Finché s’ammazza lui con i sorci, nulla da dire, ma la finisca di rompere a tutti noi.
R

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Autore Albero



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