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Rivista di fisica, didattica della fisica, storia della fisica, fisica e filosofia,
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di Roberto Renzetti

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La rivista elettronica FISICAMENTE è nata per raccogliere la trascrizione degli oltre cento articoli da me scritti e pubblicati nell’ambito della mia attività di docente e ricercatore. A questi lavori ne aggiungerò via via degli altri che scriverò, quelli di vari collaboratori ed altri che riterrò di interesse.

FISICAMENTE è aperta ad ogni collaborazione sui temi trattati. Chi vorrà potrà inviarmi i suoi lavori che saranno valutati per l’eventuale pubblicazione che avverrà comunque sotto la completa responsabilità degli autori senza che essa impegni in alcun modo la rivista. Una sola e semplice avvertenza: quanto qui riportato non è soggetto a diritti d’autore ma non è utilizzabile a fini commerciali. Si richiede a chi usi queste pagine la sola cortesia di citarne la fonte:

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 Roberto Renzetti

PS. Non inviate quesiti e problemi di fisica da risolvere così come l’elaborazione di nuove ed importanti teorie non altrove comprese. Non sono in grado di risolvere problemi o giudicare teorie.

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Impresentabili : SE I LADRI SONO LORO, I FESSI SIAMO NOI
Inviato da R il 26/5/2016 18:15:25 (665 letture)

In quanto segue vi è uno spiraglio del sistema di potere di Renzi e della sua banda. Si noti la meritocrazia di chi come D’Angelis passa da Publiacqua a colui che a Palazzo Chigi si occupa del dissesto idrogeologico. C’è davvero da stare allegri. Naturalmente c’è l’immancabile Claretta per chiari meriti (?).
Vi è un’altra osservazione da fare: notate gli scambi di peronaggi e parenti tra Roma e Firenze. Un modo elegante per infilare in posti di potere amici ed amici degli amici.

Ora è così, immaginate solo il film del terrore di una Riforma Costituzionale che dovesse passare.
R
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Lungarno Firenze, sotto accusa Publiacqua: da Boschi a D’Angelis, il giglio magico nella partecipata del Comune



Dal 2009 la società è stata lo specchietto del potere renziano nel capoluogo toscano: negli anni hanno rivestito ruoli di primo piano l'attuale ministro per le Riforme e l'ex direttore de l'Unità. L'attuale presidente Vannoni è anche consulente del governo. E i cittadini pagano una delle tariffe più alte d'Italia

di F. Q. | 25 maggio 2016


Rete idrica dissestata, amianto e tubature vecchie. Ma anche le tariffe più alte d’Italia motivate con presunti investimenti per migliorare il servizio. A poche ore dall’apertura della voragine sul Lungarno a Firenze, sotto accusa è finita la società partecipata per la gestione della rete idrica: Publiacqua. L’azienda non è solo per il 60 per cento pubblica, ma ha anche visto passare nella dirigenza degli ultimi anni alcuni dei nomi più influenti della galassia renziana: dalla ministra Maria Elena Boschi all’ex sottosegretario e direttore de l’Unità Erasmo D’Angelis. Il sindaco Pd Dario Nardella se l’è presa con l’azienda, ovvero con se stesso: “Deve delle spiegazioni a me e ai cittadini”.
L’occupazione renziana delle partecipate, e quindi anche di Publiacqua, arriva nel 2009: l’attuale presidente del Consiglio Matteo Renzi diventa sindaco e mette i suoi nei posti chiave delle aziende che coinvolgono l’amministrazione. Così Marco Carrai finisce a Firenze Parcheggi e Andrea Bacci alla Silfi (illuminazione pubblica), mentre l’importante Publiacqua va nelle mani di Erasmo D’Angelis. A quel tempo era presidente regionale della commissione Ambiente e territorio, ma quello sarà solo il trampolino per la carriera: sottosegretario alle Infrastrutture con il governo Letta, sarà capo dell’unità di crisi con Renzi premier e poi direttore de l’Unità. L’arrivo di D’Angelis porta al primo incarico della ministra Maria Elena Boschi che fa così il suo ingresso nel consiglio d’amministrazione della partecipata: inutile dire che per lei è solo l’inizio del percorso. Da non dimenticare che il presidente attuale è Filippo Vannoni, consulente del governo per le politiche economiche, nominato con decreto del presidente del Consiglio il 12 dicembre 2015: l’incarico scade a dicembre 2017, il compenso previsto è 45mila euro. Vannoni, tra l’altro, è anche marito della dirigente del comune di Firenze ed ex capo di gabinetto di Renzi-sindaco Lucia De Siervo, figlia del costituzionalista Ugo De Siervo, presidente emerito della Corte Costituzionale, da sempre vicino alle posizioni renziane ma ultimamente schierato con il fronte del No al referendum per la riforma costituzionale.
Pubblicità
Anche la successione degli amministratori delegati viene dall’orbita del presidente del Consiglio. L’ex ad è Alberto Irace, manager che il leader Pd già aveva voluto nel consiglio d’amministrazione della romana Acea e che prima ancora, nel 2009, era entrato nel cda di Publiacqua nell’epoca di D’Angelis e insieme alla Boschi; l’attuale ad è invece Alessandro Carfì, marito ai Alessandra Cattoi che fu portavoce del sindaco di Roma Ignazio Marino ed ex assessore alla scuola della stessa giunta.
Ma al netto delle nomine e delle carriere, a parlare per Publiacqua sono le pagine dei giornali locali degli ultimi anni: tubi vecchi di 50\60 anni che costringono a interventi di riparazione in centro città per riparare vere e proprie voragini. La società ha invocato interventi per sistemare la rete ad ogni incidente: “Urgenza di rimodernizzare la rete”, disse D’Angelis nel 2010. “Ormai le nostre squadre anche di notte corrono dietro a emergenze causate dalla vetustà della struttura”. Nel 2011 l’azienda ha annunciato interventi per 740 milioni di euro da realizzare entro il 2021. Nel mentre sono continuati gli incidenti: a gennaio 2012 si è rotto un “grosso tubo” a Firenze e 3mila famiglie sono rimaste a secco per 11 ore. Un altro esempio? Il 6 febbraio del 2012 si rompono 120 tubi in una notte sola, con oltre mille segnalazioni a causa del maltempo e i centralini dell’azienda vanno in tilt. L’ex ad Irace nel 2010 disse che “il sistema di Publiacqua era gestito in modo primitivo” e il riferimento era ai problemi nella lettura dei contatori e la riscossione delle bollette.
Nel corso degli anni il balletto è più o meno sempre lo stesso: Publiacqua lamenta la mancanza di fondi, le bollette aumentano e le opposizioni criticano i rincari a fronte degli utili dell’azienda. E intanto continuano i guasti. Senza dimenticare che la partecipata non si risparmia le sponsorizzazioni che provocano le dure reazioni delle opposizioni. “Con la gestione renziana”, denunciarono i consiglieri comunali Grassi e De Zordo, “la partecipata ha dato 215mila euro a Dot media srl, la stessa che ha seguito la campagna elettorale del sindaco“. Sotto accusa periodicamente per i costi anche le campagne pubblicitarie per promuovere la qualità dell’acqua in Toscana.
La gestione renziana coincide anche con un’altra data importante: quella del referendum sull’acqua. I comitati per la pubblicizzazione sono i primi a ricordare che Matteo Renzi nel 2011 si schierò per il “sì” chiedendo che il sistema tornasse pubblico. La frase che ricordano tutti è questa: “Al di là delle interpretazioni politiche il referendum ha dato dei risultati concreti e credo che sia giusto verificare se ci sono le condizioni tecniche ed economiche per rientrare in possesso del 40% di Publiacqua”. Questo non è mai successo. Anzi la legge approvata dal Parlamento, sulla base del testo di iniziativa popolare, è stata stravolta e non prevede più l’obbligo della gestione pubblica della rete. Che intanto a Firenze fa danni. Nonostante i costi per i cittadini e gli utili per la partecipata che ha fatto la ‘storia’ dell’era renziana a Palazzo Vecchio.

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E per buon peso:

Tutti gli affari dell’avvocato di Renzi
Sconosciuto e riservato, Alberto Bianchi è diventato uno degli uomini più potenti d'Italia. Ecco le sue consulenze da centinaia di migliaia di euro con aziende pubbliche controllate dal governo


DI EMILIANO FITTIPALDI
26 maggio 2016


Alberto Bianchi, si sa, è l’avvocato personale di Matteo Renzi. Un autorevole membro del cda dell’Enel. E, soprattutto, il fondatore-presidente della Fondazione Open e il tesoriere della Leopolda. Con Renzi a Palazzo Chigi, Bianchi è diventato di fatto uno degli uomini più potenti d’Italia. Il personaggio più influente e riservato del Giglio magico, l’unico di cui Renzi ascolta ciecamente consigli su nomine e gestione del potere.

Ma, come scrive “L’Espresso” nel numero in uscita venerdì 27 maggio , Bianchi resta anche un legale di successo, che ama fare affari con il suo studio e guadagnare ricche consulenze. Business che rischiano di farlo inciampare in seri conflitti di interesse: alcuni contratti sono firmati infatti con società ed enti pubblici su cui il governo ha pieno controllo

Bianchi, per esempio, ha ottenuto negli ultimi tre anni consulenze legali per oltre 340 mila euro dalla Consip, una società controllata dal ministero dell’Economia che gestisce gli appalti per la pubblica amministrazione. Per la cronaca da un anno amministratore delegato è Luigi Marroni, ex manager della Asl di Firenze e renziano di ferro.

Dalla banca dati del Tar risulta che Bianchi sia anche uno dei legali delle Ferrovie dello Stato. Il nuovo amministratore di Fs si chiama Renato Mazzoncini, promosso dal governo numero uno della spa dopo che, dal 2012, è stato numero uno di Bisutalia-Sita Nord. Una società delle Fs che ha gestito anche la privatizzazione dell’Ataf, l’azienda tranviaria fiorentina, ai tempi in cui Renzi era sindaco. Chi spunta fuori tra i legali di Busitalia, almeno a partire dal 2013? Ancora una volta, l’avvocato Bianchi. Che ha come clienti anche la Alstom Ferroviaria, la Federservizi, la provincia di Siena, il comune di Campi Bisanzio e quello di Monteriggioni.

In passato Bianchi era stato attaccato per una consulenza da 22 mila euro avuta nel 2014 da Firenze Parcheggi, una spa controllata dal comune di Firenze e da Montepaschi. “L’Espresso” ne ha trovata un'altra da 27 mila euro datata agosto 2013, quando Bianchi era revisore dei conti del Consorzio operativo di Montepaschi e Marco Carrai, di cui l’avvocato è amico e testimone di nozze, amministratore delegato di Firenze Parcheggi.


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Autore Albero
Kalimba
Inviato: 27/5/2016 9:09  Aggiornato: 27/5/2016 17:55
Prof.
Iscritto: 24/7/2011
Da:
Inviati: 122
 Re: SE I LADRI SONO LORO, I FESSI SIAMO NOI
Purtroppo, come dice un vecchio detto, cambiano i musicanti, ma la musica rimane uguale! Tutto quanto succede, ricalca pari pari ciò che avveniva all'epoca di Berlusconi: anche lui metteva i suoi ai posti giusti, con in più l'aggravante di un enorme conflitto di interessi, tanto da fargli controllare addirittura sei reti televisive. Solo che Berlusconi lo conoscevamo chi fosse e quali interessi perseguiva, ma questo....con quale faccia si può dichiarare di SINISTRA??!!

Neanche immagina la mia indignazione.
Io sono uno che ha perso ogni battaglia politica nella sua vita ma non immaginavo di terminare con il peggio: Renzi.

R
Francesco1
Inviato: 31/5/2016 16:53  Aggiornato: 31/5/2016 20:27
professore
Iscritto: 24/2/2007
Da: Roma
Inviati: 735
 Re: SE I LADRI SONO LORO, I FESSI SIAMO NOI
"Vi siete vergognati di essere stati comunisti, e siete diventati moderati. Diventati moderati, avete trasformato i lavoratori in "risorse umane", avete fatto il job act e state attaccando la Costituzione nata dalla Resistenza e dalla lotta partigiana.
SI FOTTANO I MODERATI !!! ". (Moni Ovadia)

Nulla aggiungo se non che questa deriva io l'avevo già vista quasi quarantanni fa con la semplicità e la lucidità di ragazzo.
La democrazia è il contentino per far star zitti e buoni i poveracci, mentre preti e ricconi li derubano, e non vale manco dire che ci ha regalato settantanni di pace, la pace c'è stata soltanto perchè gli europei erano stanchi di scannarsi e farsi la guerra dopo gli stermini di massa di ben due guerre mondiali per i capricci di pochi padroni.
Non è col voto che si decide la questione del Potere.
Non è con una scheda che si conquista la Libertà.

PS. Se faccio in tempo ( ho un impegno ) Prof vengo alla presentazione del tuo nuovo libro, in ogni caso è come se fossi là. Buona fortuna.


Grazie Francesco delle tue sempre lucide analisi.
Spero comunque di vederti venerdì 10.

Un abbraccio

Roberto
Kalimba
Inviato: 14/6/2016 10:22  Aggiornato: 14/6/2016 16:40
Prof.
Iscritto: 24/7/2011
Da:
Inviati: 122
 Re: SE I LADRI SONO LORO, I FESSI SIAMO NOI
Col thread in questione c'entra poco, ma quello che è avvenuto in Florida ha una portata talmente grande che non può passare sotto silenzio, soprattutto per gli aspetti poco chiari che presenta: questo estremista islamico adesso si viene a sapere che nelle settimane precedenti frequentava il locale è di ubriacava regolarmente, era stato sempre rilasciato dall' FBI dopo ogni arresto e no ostante questo poteva tenere armi da guerra.....e guarda caso di tutto questo si avvantaggia Trump nella sua campagna elettorale di stampo razzista e filo RFA. Mi sembra di vedere lo stesso leit motivo susseguente all' 11 settembre. Sbagliero' ma la cosa mi quadra poco....

Non ho riflettuto come ha fatto lei ma penso lo stesso.
Saluti

Roberto Renzetti



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