logo

Rivista di fisica, didattica della fisica, storia della fisica, fisica e filosofia,
problemi della scuola, ambiente, fede e ragione, varia umanità

di Roberto Renzetti

 Login
Nome utente:

Password:


Hai perso la password?

Registrati ora! Attenzione: per inviare commenti agli articoli e notizie in SpazioAperto è necessario registrarsi
 8 per mille:
 Menù principale
Home

Archivio mensile editoriali

Rubriche SpazioAmici

Chi sono

Contattami

FAQs

 

La rivista elettronica FISICAMENTE è nata per raccogliere la trascrizione degli oltre cento articoli da me scritti e pubblicati nell’ambito della mia attività di docente e ricercatore. A questi lavori ne aggiungerò via via degli altri che scriverò, quelli di vari collaboratori ed altri che riterrò di interesse.

FISICAMENTE è aperta ad ogni collaborazione sui temi trattati. Chi vorrà potrà inviarmi i suoi lavori che saranno valutati per l’eventuale pubblicazione che avverrà comunque sotto la completa responsabilità degli autori senza che essa impegni in alcun modo la rivista. Una sola e semplice avvertenza: quanto qui riportato non è soggetto a diritti d’autore ma non è utilizzabile a fini commerciali. Si richiede a chi usi queste pagine la sola cortesia di citarne la fonte:

www.fisicamente.net

 Roberto Renzetti

PS. Non inviate quesiti e problemi di fisica da risolvere così come l’elaborazione di nuove ed importanti teorie non altrove comprese. Non sono in grado di risolvere problemi o giudicare teorie.

VAI ALLA POLICY


Impresentabili : La squadrista e lo sbruffone
Inviato da R il 10/5/2016 15:58:19 (782 letture)

Claretta squadrista perfetta

Allora io che voto NO al Referendum sarei come Casapound. E non solo io ma i 50 costituzionalisti più prestigiosi d’Italia, per non dire dell’Associazione Partigiani d’Italia (ANPI) e dei milioni di antifascisti che da decenni difendono la democrazia dai golpe tentati dai democristiani ed ex fascisti amici del cuore di Claretta. Un caro amico di Claretta è Amintore Fanfani che è noto come democristiano ma gran sostenitore dei governi Mussolini. Wikipedia scrive che fu “convinto sostenitore del corporativismo, insieme ad Agostino Gemelli e altri, nel quale riconobbe uno strumento provvidenziale per salvare la società italiana dalla deriva liberale o da quella socialista ed indirizzarla verso la realizzazione di quegli ideali di giustizia sociale suggeriti dalla dottrina sociale della chiesa, una delle questioni centrali che riguardava il rapporto tra cultura cattolica e il mondo fascista. Tra corporativismo di stampo cattolico e quello di stampo fascista Fanfani propendeva per quest'ultimo. Collaborò con la Scuola di mistica fascista, essendone professor e scrivendo articoli per la sua rivista Dottrina fascista. Il suo nome comparve insieme a quello dei 330 firmatari che, nel 1938, appoggiarono il Manifesto della razza pubblicando inoltre articoli sulla rivista La Difesa della Razza


Ecco, interrogata su chi la ispirasse politicamente, Claretta rispose che era certamente Amintore Fanfani. Quindi lei stessa ha certificato il suo squadrismo, il suo essere un’inutile appendice di quel tempo che fu a superamento di quello democratico del quale nacque la Costituzione repubblicana. Si capisce quindi la sua voglia di distruggere questo baluardo sia come sia. Anche mentendo spudoratamente ed alleandosi con il peggio del panorama politico italiano. Ed a questo proposito veniamo a Verdini.
Costui fa parte dei circoli toscani che stanno prendendo il potere in tutta Italia. E’ un personaggio che proviene dalla macelleria fino ad approdare a sei processi che ha sul collo e per i quali aspetta la prescrizione. Questo personaggio è alleato stretto di Renzi tanto che un rappresentante del suo gruppo (ALA) ha partecipato alla riunione parlamentare in cui il PD e l’NCD discutevano proprio di prescrizione. Cioè Verdini è nella maggioranza di governo e non solo. Tra le liste che sostengono quella grande politica napoletana che addirittura vorrebbe fare il sindaco di Napoli vi è proprio ALA. Quindi il rapporto con Verdini è stretto, anzi strettissimo. Dire quindi che quando il PD vota per il SI vota insieme a Verdini è un’affermazione che descrive una unità politica di intenti che si manifesta sempre e comunque.
Ma non è finita perché Claretta ha anche scritto, insieme ad un tal Vassallo, un articolo sul giornale di destra, l’Unità (povero e caro compagno Gramsci!), nel quale si raggiungeva il fondo della fogna PD (la cosiddetta sinistra esca fuori oppure si tenga quanto dirò). Si sosteneva che l’età media dei costituzionalisti che invitano a votare NO al Referendum è di 67 anni e quindi (sottinteso) dovrebbero essere di vecchi rincoglioniti (Renzi parla di "archeologi della Costituzione"). Noi che abbiamo 72 anni ed abbiamo conosciuto tanti baldi giovani che cantavano “Giovinezza” con i quali ci siamo scontrati duramente (ed abbiamo sempre vinto ricacciandoli dietro i cordoni di polizia che li difendevano) possiamo essere certi che il rincoglionimento è uno stato della mente che riguarda coloro che non la usano tanto è vero che i giovani di giovinezza non solo erano rincoglioniti ma seguono ad esserlo apprezzando, pensate un poco, un tal Napolitano.
Insomma l’età “media” di Napolitano è 90 anni eppure senza il suo sostegno e quindi della grande massoneria italiana ed internazionale, Renzi starebbe ancora occupandosi della defecazione molesta dei cani sui marciapiedi di Firenze.
Renzi, appunto. Il nostro primo ministro. Per fortuna solo quello perché il segretario del PD lo è dei piddini che, trovandosi infogna, hanno un nome che non oso qui replicare (i sinistri, se esistono battano un colpo o sono di diritto nella qualificazione precedente).
Questo personaggio sta in tempi rapidi distruggendo il nostro Paese nelle sue fondamenta sociali, morali e politiche. Ci sta prendendo tutti per i fondelli con i suoi proclami da bullo bugiardo. Continua a dire che tutto va bene e solo chi vive giorno per giorno senza abbuffarsi come lui (avete visto che ingrassa a vista d’occhio con ostriche, caviale e champagne) sa che le cose vanno malissimo e siamo tutti vicini al crack. Alla mia veneranda età ho dei figli che ancora sono precari e gravano sulla mia pensione (io sono felice di poterlo fare ma per quanto ancora?). La mia pensione è d’oro (così dicono i ladri al potere perché prendo 2000 euro netti dopo 46 anni e sei mesi di lavoro, 21 dei quali fuori d’Italia). Questa pensione da 7 anni è ferma. Renzi mi ha rubato gli adeguamenti per regalare 80 euro ad ignoti ed anche benestanti. Dovrei dire che quella politica acchiappavoti va bene? No, dico che sono stato derubati da Renzi. Potrei seguire con i miei 46 anni di contributi al Sistema Sanitario Nazionale che ora non mi dà nulla e mi fa pagare tutto con ticket impossibili e con file infinite con appuntamenti previsti a due anni dopo morto. Ma lasciamo perdere.
Parliamo invece dei milioni di posti di lavoro persi, dei salari più bassi d’Europa, della precarietà sempre più diffusa, della distruzione dei diritti dei lavoratori, dell’affossamento di scuola ed università, ormai ambedue boccheggianti (per non dire della ricerca che langue sempre salvo per gli amici degli amici che godono come la Iit). Parliamo dei vouchers, del fatto che le tasse aumentano su tutto, sulle bollette infinite, sui servizi che non funzionano, sulla corruzione che dilaga, su un potere che si va restringendo a soli amici degli amici (ed anche di Claretta che proviene dalla zona in cui ha imperato Gelli e Fanfani, il cui nipote è stato sindaco e, da membro del CSM, voleva processare Davigo). Ma poi la Banca Etruria della quale il babbino di Claretta era il vice della dirigenza. Quello che andava a prendere consigli da un noto faccendiere. Quello che, vedrete, presto o tardi leggeremo in prima pagina dei due o tre quotidiani ancora liberi dalla violenza ed oppressione renziana.
La Banca Etruria si diceva. Una banca, una delle banche salvate da Renzi alla faccia dei risparmiatori TRUFFATI per ordini superiori (eh, babbino?). Una delle banche all’arricchimento delle quali lavora Renzi. Come lavora per le lobbies petrolifere e quelle del tabacco. Tutti costoro si arricchiscono, tutti! Ognuno che legge si chieda come sta lui e come stanno le persone che conosce.
Adesso vorrei chiudere con una frase di Totò: è la somma che fa il totale.
Ebbene, fate la somma e spiegatemi (il totale) perché siamo così imbecilli da tenerci una tale banda (di bugiardi, di sbruffoni, di ignoranti, di opportunisti, di inaffidabili, di presuntuosi) al potere.
R

PS. Qualcuno mi ha chiesto: perché non scrivi qualcosa? E’ da molto che non lo fai. Vero. Ma a me sembra di aver già detto tutto. Mi sembra di annoiare il prossimo.
Riporto una cosa che scrissi il 4 aprile del 2014, appena Renzi arrivò al potere e quando nessuno aveva pensato al fatto che nella mente dello sbruffone di Rignano vi fosse in mente il piano scellerato di riformare la nostra Costituzione:

LA COSTITUZIONE A DIFESA DI NOI ITALIANI

La nostra Costituzione è nata dopo il Fascismo e la Seconda Guerra Mondiale per garantire agli italiani una difesa dall’autoritarismo e barbarie oltre che dalla guerra.
Naturalmente queste garanzie cozzano contro gli interessi dei padroni schiavisti del mondo e, a fronte dei loro attacchi (oggi in corso più che mai) vi sono due possibilità o difendersi o cedere. Ebbene è un poco di tempo che i dirigenti di questo Paese sono venduti ai padroni internazionali e Renzi è il punto massimo di obbedienza ai loro voleri. Lo fa, insieme ai suoi imbecilli servi docili, attraverso la distruzione sistematica della Costituzione. La parola ora sta a noi, visto che al potere c’è chi vuole metterci in catene. Li dobbiamo cacciare, sbattere fuori dal Paese dopo avergli fatto capire che non è una novità il loro disprezzo per scienza e cultura. Qualche anno fa vi era un tal nazista che quando sentiva parlare di cultura metteva mano alla pistola. Poi venne Norimberga e per fortuna quelle bestie furono sterminate.

Il consenso popolare racconta molto poco e mai in questo Paese le svolte di rilievo si sono fatte con tale consenso che, quasi sempre, viene dopo. Oggi ci si nasconde dietro al consenso e gli stupidotti al potere credono che un sondaggio (questo sì volgarmente populista) sul volete o meno che sia abolito il Senato abbia un qualche valore. Se oggi si chiedesse se si vuole abolire tutto il Parlamento si avrebbe il medesimo risultato e sapete perché ? Perché i politici si sono mostrati, oltreché incompetenti, ladri, banditi, stupratori, corruttori, corrotti …. e quindi vanno colpiti tutti. Questi sondaggi oggi mostrano solo che i politici alla Renzi sono anche truffatori e spacciano per sostegno personale una condanna di loro medesimi.
Di seguito riporto un articolo di circa 10 mesi fa in cui si racconta di un documento dei banchieri (ladri) di J.P. Morgan in cui si dice che le Costituzioni dei Paesi del Sud Europa sono un freno alle loro rapine. E Renzi ubbidisce …

R

http://www.wallstreetitalia.com/newarticle.aspx?IdPage=1592227

JP Morgan all'Eurozona: "Sbarazzatevi delle costituzioni antifasciste"
18 giugno 2013


Il team di analisti lo dice senza grandi giri di parole: "Dovete liberarvi delle leggi sinistroidi e antifasciste". Austerita' fara' parte del panorama europeo "per un periodo molto prolungato".

NEW YORK (WSI) - Gli economisti del gigante finanziario americano JP Morgan lo dicono senza troppi fronzoli ai governi europei: "Dovete liberarvi delle vostre costituzioni sinistroide e anti fasciste".

Lo si legge in un documento di 16 pagine in cui vengono elencate le modifiche da apportare nell'area euro per riuscire a sopravvivere alla crisi del debito (si veda:http://culturaliberta.files.wordpress.com/2013/06/jpm-the-euro-area-adjustment-about-halfway-there.pdf )

Oltre alla parte sul buon lavoro fatto sin qui, la sezione piu' interessante riguarda il lavoro che resta ancora da fare in termini di deleveraging delle banche e di alleggerimento del debito sovrano e delle famiglie.

Le riforme strutturali piu' urgenti, oltre a quelle politiche, sono secondo la banca quelle in termini di riduzione dei costi del lavoro, di aumento della flessibilita' e della liberta' di licenziare, di privatizzazione, di deregolamentazione, di liberalizzazione dei settori industriali "protetti" dallo stato.

Gli autori della ricerca osservano che nel cammino che porta al completamento degli accorgimenti da apportare alla propria struttura politico economica, l'area euro si trova a meta' strada.

Cio' significa che l'austerita' fara' con ogni probabilita' ancora parte del panorama europeo "per un periodo molto prolungato".

L'analisi dei banchieri risale ormai a piu' di due settimane fa. Stupisce vedere che non abbia ricevuto un'attenzione maggiore. Gli unici ad avere scritto qualcosa sono i giornalisti del Financial Times, che pero' non fanno il benche' minimo cenno alla parte piu' eclatante, quella sulla costituzione.

Probabilmente l'idea che le grandi banche - in parte colpevoli per la crisi scoppiata in Usa ormai sei anni fa - anticipino altri anni di austerita' e rigore non sarebbe stata accolta con grande favore dall'opinione pubblica e dai governi.

Nessuno si illude che l'austerity scompaia da un giorno all'altro e nemmeno spera che lo faccia a breve. Tuttavia, ai paesi che hanno fatto ricorso al programma di aiuti internazionali dellaTroika (FMI, Bce e Commissione Ue) sono state fatte concessioni. Come premio delle modifiche strutturali apportate, e' stato offerto in cambio un alleggerimento degli impegni presi in materia di riduzione del debito.

E' un peccato che l'analisi di JP Morgan non abbia ricevuto l'attenzione che meritava. Si tratta infatti del primo documento pubblico in cui dei banchieri ammettono francamente come la pensano su certi temi.

Il problema non e' solo una questione di reticenza fiscale e di incremento della competivita' commerciale, stando alla loro spiegazione, bensi' anche di "eccesso di democrazia" che va assolutamente ridimensionato. L'elite finanziaria internazionale lascia intendere che se i paesi del Sud d'Europa vogliono rimanere aggrappati alla moneta unica devono rassegnarsi arinunciare alla Costituzione.

DI SEGUITO UNA PARTE DEL DOCUMENTO ORIGINALE:

Quando la crisi è iniziata era diffusa l'idea che questi limiti intrinseci avessero natura prettamente economica: debito pubblico troppo alto, problemi legati ai mutui e alle banche, tassi di cambio reali non convergenti, e varie rigidità strutturali. Ma col tempo è divenuto chiaro che esistono anche limiti di natura politica. I sistemi politici dei paesi del sud, e in particolare le loro costituzioni, adottate in seguito alla caduta del fascismo, presentano una serie di caratteristiche che appaiono inadatte a favorire la maggiore integrazione dell'area europea. Quando i politici tedeschi parlano di processi di riforma decennali, probabilmente hanno in mente sia riforme di tipo economico sia di tipo politico.

I sistemi politici della periferia meridionale sono stati instaurati in seguito alla caduta di dittature, e sono rimasti segnati da quell'esperienza. Le costituzioni mostrano una forte influenza delle idee socialiste, e in ciò riflettono la grande forza politica raggiunta dai partiti di sinistra dopo la sconfitta del fascismo.

I sistemi politici e costituzionali del sud presentano tipicamente le seguenti caratteristiche: esecutivi deboli nei confronti dei parlamenti; governi centrali deboli nei confronti delle regioni; tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori; tecniche di costruzione del consenso fondate sul clientelismo; e la licenza di protestare se vengono proposte sgradite modifiche dello status quo. La crisi ha illustrato a quali conseguenze portino queste caratteristiche. I paesi della periferia hanno ottenuto successi solo parziali nel seguire percorsi di riforme economiche e fiscali, e abbiamo visto esecutivi limitati nella loro azione dalle costituzioni (Portogallo), dalle autorità locali (Spagna), e dalla crescita di partiti populisti (Italia e Grecia).



___________________-

Riporto un altro articolo che riportai il 16 febbraio del 2014:

Ecco chi si nasconde nell'ombra di Renzi

La destra repubblicana neocon e quella israeliana, l'Arabia Saudita, Morgan Stanley, Mediobanca, De Benedetti e Caltagirone. Dietro Renzi non c'è spazio per il Quinto Stato

di Franco Fracassi

Quando negli anni Ottanta Michael Ledeen varcava l'ingresso del dipartimento di Stato, al numero 2401 di E Street, chiunque avesse dimestichezza con il potere di Washington sapeva che si trattava di una finta. Quello, per lo storico di Los Angeles, rappresentava solo un impiego di facciata, per nascondere il suo reale lavoro: consulente strategico per la Cia e per la Casa Bianca.

Ledeen è stato la mente della strategia aggressiva nella Guerra Fredda di Ronald Reagan, è stato la mente degli squadroni della morte in Nicaragua, è stato consulente del Sismi negli anni della Strategia della tensione, è stato una delle menti della guerra al terrore promossa dall'Amministrazione Bush, oltre che teorico della guerra all'Iraq e della potenziale guerra all'Iran, è stato uno dei consulenti del ministero degli Esteri israeliano. Oggi Michael Ledeen è una delle menti della politica estera del segretario del Partito democratico Matteo Renzi.
Forse è stato anche per garantirsi la futura collaborazione di Ledeen che l'allora presidente della Provincia di Firenze si è recato nel 2007 al dipartimento di Stato Usa per un inspiegabile tour. Non è un caso che il segretario di Stato Usa John Kerry abbia più volte espresso giudizi favorevoli nei confronti di Renzi.
Ma sono principalmente i neocon ad appoggiare Renzi dagli Stati Uniti. Secondo il "New York Post", ammiratori del sindaco di Firenze sarebbero gli ambienti della destra repubblicana, legati alle lobby pro Israele e pro Arabia Saudita.
In questa direzione vanno anche il guru economico di Renzi, Yoram Gutgeld, e il suo principale consulente politico, Marco Carrai, entrambi molti vicini a Israele. Carrai ha addirittura propri interessi in Israele, dove si occupa di venture capital e nuove tecnologie. Infine, anche il suppoter renziano Marco Bernabè ha forti legami con Tel Aviv, attraverso il fondo speculativo Wadi Ventures e, il cui padre, Franco, fino a pochi anni fa è stato arcigno custode delle dorsali telefoniche mediterranee che collegano l'Italia a Israele.
Forse aveva ragione l'ultimo cassiere dei Ds, Ugo Sposetti, quando disse: «Dietro i finanziamenti milionari a Renzi c'è Israele e la destra americana». O perfino Massimo D'Alema, che definì Renzi il terminale di «quei poteri forti che vogliono liquidare la sinistra».

Dietro Renzi ci sono anche i poteri forti economici, a partire dalla Morgan Stanley, una delle banche d'affari responsabile della crisi mondiale. Davide Serra entrò in Morgan Stanley nel 2001, e fece subito carriera, scalando posizioni su posizioni, in un quinquennio che lo condusse a diventare direttore generale e capo degli analisti bancari.
La carriera del giovane broker italiano venne punteggiata di premi e riconoscimenti per le sue abilità di valutazione dei mercati. In quegli anni trascorsi dentro il gruppo statunitense, Serra iniziò a frequentare anche i grandi nomi del mondo bancario italiano, da Matteo Arpe (che ancora era in Capitalia) ad Alessandro Profumo (Unicredit), passando per l'allora gran capo di Intesa-San Paolo Corrado Passera.
Nel 2006 Serra decise tuttavia che era il momento di spiccare il volo. E con il francese Eric Halet lanciò Algebris Investments.
Già nel primo anno Algebris passò da circa settecento milioni a quasi due miliardi di dollari gestiti.
L'anno successivo Serra, con il suo hedge fund, lanciò l'attacco al colosso bancario olandese Abn Amro, compiendo la più importante scalata bancaria d'ogni tempo.
Poi fu il turno del banchiere francese Antoine Bernheim a essere fatto fuori da Serra dalla presidenza di Generali, permettendo al rampante finanziere di mettere un piede in Mediobanca.

Definito dall'ex segretario Pd Pier Luigi Bersani «il bandito delle Cayman», Serra oggi ha quarantatré anni, vive nel più lussuoso quartiere di Londra (Mayfair), fa miliardi a palate scommettendo sui ribassi in Borsa (ovvero sulla crisi) ed è il principale consulente finanziario di Renzi, nonché suo grande raccoglietore di denaro, attraverso cene organizzate da Algebris e dalla sua fondazione Metropolis.
E così, nell'ultimo anno il gotha dell'industria e della finanza italiane si sono schierati uno a uno dalla parte di Renzi. A cominciare da Fedele Confalonieri che, riferendosi al sindaco di Firenze, disse: «Non saranno i Fini, i Casini e gli altri leader già presenti sulla scena politica a succedere a Berlusconi, sarà un giovane». Poi venne Carlo De Benedetti, con il suo potentissimo gruppo editoriale Espresso-Repubblica («I partiti hanno perduto il contatto con la gente, lui invece quel contatto ce l'ha»). E ancora, Diego Della Valle, il numero uno di Vodafone Vittorio Colao, il fondatore di Luxottica Leonardo Del Vecchio e l'amministratore delegato Andrea Guerra, il presidente di Pirelli Marco Tronchetti Provera con la moglie Afef, l'ex direttore di Canale 5 Giorgio Gori, il patron di Eataly Oscar Farinetti, Francesco Gaetano Caltagirone, Cesare Romiti, Martina Mondadori, Barbara Berlusconi, i banchieri Fabrizio Palenzona di Unicredit e Claudio Costamagna, il numero uno di Assolombarda Gianfelice Rocca, il patron di Lega Coop Giuliano Poletti, Patrizio Bertelli di Prada, Il Monte dei Paschi di Siena, attraverso il controllo della Fondazione Montepaschi gestita dal renziano sindaco di Siena Bruno Valentini, e, soprattutto, l'amministratore delegato di Mediobanca Albert Nagel, erede di Cuccia nell'istituto di credito.
Proprio sul giornale controllato da Mediobanca, "Il Corriere della Sera", da sempre schierato dalla parte dei poteri forti, è arrivato lo scoop su Monti e Napolitano, sui governi tecnici. Il Corriere ha ripreso alcuni passaggi dell'ultimo libro di Alan Friedman, altro uomo Rcs. Lo scoop ha colpito a fondo il governo Letta e aperto la strada di Palazzo Chigi a Renzi.

Il defunto segretario del Psi Bettino Craxi diceva: «Guarda come si muove il Corriere e capirai dove si va a parare nella politica». Gad Lerner ha, più recentemente, detto: «Non troverete alla Leopolda i portavoce del movimento degli sfrattati, né le mille voci del Quinto Stato dei precari all'italiana. Lui (Renzi) vuole impersonare una storia di successo. Gli sfigati non fanno audience».


Fonte: http://popoff.globalist.it/Detail_News_Display?ID=97552&typeb=0

_________________-

Ed un altro del 19 febbraio 2014:

il Fatto 19.2.14

La lobby delle aziende Usa che sostiene Matteo Renzi

L’American Chamber of Commerce (piena di berlusconiani) difende gli affari degli Stati Uniti in Italia e punta sul sindaco

di Camilla Conti

Milano. Yes, he can. Or not? La questione terrà banco questa sera nella Capitale alla light-dinner organizzata dall’American Chamber of Commerce a Villa Nomentana. Fra uno stuzzichino e l’altro si potrà discutere di privatizzazioni, cartolarizzazioni di crediti bancari, grandi alleanze sull'asse Italia-Usa. Ma soprattutto chiacchierare di Matteo Renzi. A scambiarsi opinioni e azzardare pronostici saranno alcuni amministratori delegati di aziende italiane e multinazionali americane insieme a banchieri e politici: dall’ex presidente Antitrust e viceministro dello Sviluppo economico Antonio Catricalà , all'ambasciatore Giovanni Castellaneta, oggi presidente Sace, da Leopoldo Attolico di Citigroup, all’ex presidente di Telecom Franco Bernabè.

A FARE GLI ONORI di casa sarà l’“ambasciatore” romano della AmCham, Davide Cefis, chiamato dal presidente Vittorio Terzi al posto dell'avvocato Marco Gubitosi (fratello del direttore generale Rai, Luigi) nel luglio dell’anno scorso. Pochi giorni dopo la nomina del nuovo ambasciatore degli Stati Uniti, John R. Phillips. Nato a Chicago e nipote di Eugenio Cefis, numero uno di Eni e Montedison degli anni Sessanta nell’era post Mattei, Davide è stato capo delle relazioni esterne di Microsoft e Bnl prima di approdare dai cacciatori di teste di Eric Salmon, di cui è partner. Pur avendo un’agenda fitta di contatti, è uomo riservato che non ama comparire sui giornali. Il suo nome è spuntato in un’intervista rilasciata lo scorso settembre a L’Espresso da Francesca Immacolata Chaoqui, unica donna fra gli otto membri della Commissione istituita da Papa Francesco per riordinare gli uffici economici del Vaticano. “Nel marzo del 2013 mi affido a Davide Cefis, gran cacciatore di teste: mi organizza vari incontri anche con Ernst &Young”, raccontava la Chaoqui.
Il “gran cacciatore di teste” ora ha messo la sua rete a disposizione dell’American Chamber of Commerce in Italia, organizzazione privata senza scopo di lucro affiliata alla Chamber of Commerce di Washington D.C., la Confindustria statunitense, alla quale fanno parte oltre tre milioni di imprese. La sede centrale è a Milano, ma AmCham è presente nelle maggiori città italiane attraverso una rete di rappresentanti locali. Il club è esclusivo, basta scorrere i componenti del “board of directors” presieduto da Terzi, gran capo per l’Italia della McKinsey: i suoi quattro vice sono David Bevilacqua di Cisco Systems, Maria Pierdicchi di Standard & Poor’s, Eugenio Si-doli di Philip Morris Italia e Stefano Venturi, di Hewlett-Packard. Nell’elenco anche Cesare Romiti e Enrico Sassoon, che dell’American Chamber è stato amministratore delegato oltreché ex socio di Gianroberto Casaleggio prima che il “guru” grillino si concentrasse sulla politica.
Oggi al timone, come consigliere delegato, c’è invece il berlusconiano Simone Crolla, storico braccio destro di Marcello Dell’Utri. Coordinatore cittadino di Forza Italia ad Arona, in provincia di Novara, Crolla è stato anche deputato nell’ultimo anno del governo Monti, dopo essere stato ripescato nelle liste lombarde dei non eletti del Pdl in sostituzione di Valentina Aprea, nominata assessore all'istruzione della giunta Formigoni. Fra Crolla e Cefis non ci sarebbe molta sintonia, sostengono fonti romane aggiungendo che il primo non avrebbe nemmeno accolto con molto entusiasmo la staffetta di Palazzo Chigi. A differenza di gran parte dell’establishment americano riunito nella AmCham che invece è affascinato dal new deal renziano. Soprattutto da quando ha appoggiato la battaglia contro la Web Tax voluta invece da Letta.
Già qualche anno fa, l’ex-ambasciatore Usa in Italia, David Thorne, definì in un’intervista “molto interessante” il “caso” di Matteo Renzi “che ha usato Internet per essere eletto sindaco di Firenze e sa gestire bene la sua città”. Del giovane sindaco gli americani hanno poi apprezzato l’entusiasmo con cui ha salutato l'arrivo del nuovo ambasciatore americano John Philips (presidente onorario della American Chamber), l'avvocato di Washington che insieme alla moglie Linda ha comprato un intero borgo, quello di Finocchieto, nel comune di Buonconvento, alle porte di Siena. Il 15 novembre del 2013 Renzi lo aveva accolto a Palazzo Vecchio con una cravatta di Ferragamo e un foulard di Gucci per la consorte. Phillips aveva ricambiato con un libro dedicato a Villa Taverna, sede dell’ambasciata Usa a Roma. A farli conoscere è stato Marco Carrai, l'imprenditore edile del Chianti considerato il Gianni Letta renziano, che si professa apertamente amico dell’America e di Israele. In molti ricordano anche la trasferta renziana a Charlotte (North Carolina) dove a settembre del 2012 si tenne la convention democratica che vide Obama lanciarsi per la candidatura al secondo mandato della Casa Bianca. Unico sindaco europeo presente, Renzi aveva partecipato a un panel di giovani democratici americani e ai lavori del National Democratic Institute, think-tank dell’ex segretario di Stato Madeleine Albright.
ORA CHE RENZI NON È PIÙ SINDACO ma sta per diventare premier, gli americani sono curiosi di capire come si muoverà. Soprattutto sul fronte della politica economica ed estera. L’ambasciatore Phillips sta aggiornando l’agenda italiana di Barack Obama che il 27 marzo sarà a Roma e che avrebbe dovuto incontrare Letta. La Confindustria Usa tasterà il terreno con la cena di stasera. Dove si parlerà anche di Expo2015 visto che l’AmCham ha la supervisione della costruzione del padiglione Usa ed è anche responsabile della raccolta di fondi necessari a finanziarlo. Circa 5 milioni da recuperare entro lo scorso 16 gennaio che però non sarebbero stati ancora trovati. Tanto da imporre una proroga di qualche mese.


___________________-

Mi fermo qui ma vi sono centinaia di articoli che ho pubblicato sulla banda al potere. Basta andare al “cerca” sulla colonna alla sinistra della Home (subito dopo le foto delle copertine dei libri) e battere il nome Renzi.

RR

Printer Friendly Page Send this Story to a Friend
I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
Sardo1980
Inviato: 11/5/2016 16:27  Aggiornato: 11/5/2016 18:35
esperto
Iscritto: 5/2/2008
Da:
Inviati: 62
 Re: La squadrista e lo sbruffone
Una riforma inutile, questa. Io mi chiedo, ma questa ministra pensa di finire nei libri di storia per aver fatto qualcosa di epocale? Eliminare il senato è un traguardo di civiltà? Ci vogliono far ridere a crepapelle. Pure Sgarbi è venuto in difesa del senato paragonandolo al grado di giudizio dell'appello. Quando una sentenza è sbagliata, l'appello o la corte di cassazione ristabiliscono la giustizia ( o almeno in teoria).
Gia che ci siamo perchè non eliminiamo la corte costituzionale? Anche l'esercito, le forze dell'ordine ( anche se comunque visto che ne abbiamo troppe un taglio o accorpamento ci vorrebbe), la sanità, la scuola pubblica, le regioni, le province e i comuni, così risparmiamo tanto. Se poi lo stato non funziona, chissenefrega. Che queste riforme facciano ripartire l'italia, è una teoria che anche un bambino storcerebbe il naso. Dicevano, la fantasia al potere. Qua è l'assurdo al potere.


Sacrosante osservazioni.
R



I contenuti del sito sono rilasciati sotto Licenza Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5
FISICAMENTE.net non è un periodico e quindi non soggetto alla legge sull'editoria 62/2001. Per informazioni e contatti inviare una email al seguente indirizzo di posta elettronica: fisicamente[togli questo]@fisicamente.net