logo

Rivista di fisica, didattica della fisica, storia della fisica, fisica e filosofia,
problemi della scuola, ambiente, fede e ragione, varia umanità

di Roberto Renzetti

 Login
Nome utente:

Password:


Hai perso la password?

Registrati ora! Attenzione: per inviare commenti agli articoli e notizie in SpazioAperto è necessario registrarsi
 8 per mille:
 Menù principale
Home

Archivio mensile editoriali

Rubriche SpazioAmici

Chi sono

Contattami

FAQs

 

La rivista elettronica FISICAMENTE è nata per raccogliere la trascrizione degli oltre cento articoli da me scritti e pubblicati nell’ambito della mia attività di docente e ricercatore. A questi lavori ne aggiungerò via via degli altri che scriverò, quelli di vari collaboratori ed altri che riterrò di interesse.

FISICAMENTE è aperta ad ogni collaborazione sui temi trattati. Chi vorrà potrà inviarmi i suoi lavori che saranno valutati per l’eventuale pubblicazione che avverrà comunque sotto la completa responsabilità degli autori senza che essa impegni in alcun modo la rivista. Una sola e semplice avvertenza: quanto qui riportato non è soggetto a diritti d’autore ma non è utilizzabile a fini commerciali. Si richiede a chi usi queste pagine la sola cortesia di citarne la fonte:

www.fisicamente.net

 Roberto Renzetti

PS. Non inviate quesiti e problemi di fisica da risolvere così come l’elaborazione di nuove ed importanti teorie non altrove comprese. Non sono in grado di risolvere problemi o giudicare teorie.

VAI ALLA POLICY


Israele/Palestina : TERRA RUBATA
Inviato da R il 8/9/2014 11:10:02 (831 letture)

Israele, la grande confisca delle terre palestinesi

di Riccardo Noury Portavoce di Amnesty International Italia
da Il Fatto Quotidiano 8 settembre 2014

“Controproducente”. Il commento iniziale del dipartimento di Stato Usa alla confisca di quasi 400 ettari di terra palestinese, annunciata il 31 agosto dall’amministrazione civile israeliana, è un esempio perfetto di understatement. “Controproducente”, beninteso, rispetto al moribondo processo di pace, non ai diritti umani dei palestinesi. Solo dopo alcuni giorni Washington ha usato parole più dure, chiedendo il ritiro del provvedimento.
Se verrà portata a termine, si tratterà della più ampia confisca di terra nei Territori palestinesi occupati degli ultimi 30 anni e colpirà almeno cinque villaggi palestinesi della zona di Betlemme: Jaba, Surif, Wadi Fukin, Husan e Nahalin.


La confisca dovrebbe servire ad ampliare la nuova colonia di Gvaot, dove ora vivono 10 nuclei familiari.
La base giuridica per la confisca dei terreni palestinesi risiede nell’interpretazione data da Israele auna legge ottomana del 1858, per cui la terra non usata per scopi agricoli o di allevamento per diversi anni consecutivi diventa “terra statale”.
Pubblicità
Il 40 per cento della Cisgiordania è già “terra statale” israeliana. Terra per insediamenti.
Il nesso tra la confisca dei 400 ettari di terra palestinese e il sequestro e l’uccisione dei tre studenti delle scuole religiose Eyal Yifrah, Gilad Shaar e Naftali Fraenkel, avvenuto a giugno, rende la vicenda ancora più inaccettabile: come fossimo di fronte a una sorta di punizione collettiva nei confronti della popolazione di cinque villaggi, ovviamente estranea a quelle azioni criminali (a cui peraltro risulterebbeestranea anche Hamas, come risulta dall’inchiesta della polizia e dei servizi israeliani).
L’impatto della confisca delle terre, della costruzione degli insediamenti, delle strade di collegamento riservare ai coloni, dei posti di blocco e della barriera di sicurezza sulla vita dei palestinesi della Cisgiordania è devastante: migliaia di palestinesi sottoposti a sgomberi forzati e illegali, limitato accesso all’acqua, alle cure mediche, all’istruzione e al lavoro, restrizioni alla libertà di movimento, difficoltà nel mantenere le relazioni familiari, fine del reddito derivante dai prodotti dell’agricoltura e dell’allevamento. A questo aggiungiamo i ripetuti atti di vandalismo, raramente indagati dalla giustizia israeliane, commessi dai coloni.
Per rianimare il processo di pace, il primo passo dovrebbe essere lo stop agli insediamenti, in vista del ritiro dei coloni dai Territori palestinesi occupati. Gli Usa, sponsor del processo di pace, dovranno un giorno rendersi conto che gli insediamenti non sono solo “controproducenti”. Sono una grave violazione del diritto internazionale.

Printer Friendly Page Send this Story to a Friend
I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
Sardo1980
Inviato: 13/9/2014 12:28  Aggiornato: 13/9/2014 16:21
esperto
Iscritto: 5/2/2008
Da:
Inviati: 62
 Re: TERRA RUBATA
Se veramente il ritiro israeliano dai territori occupati servisse alla tanto sospirata pace non posso che esserne contento, solo che si rivela pura fantascienza. Hamas continuerà ad attaccare, Israele a rispondere. Siamo al punto di partenza. Perché Israele ha una mentalità da vecchio testamento, che impone la morte dei nemici? Vero, verissimo però anche il Corano dice di uccidere cristiani ed ebrei e non considerarli amici o alleati. Non finirà mai tutto questo se non in una nuova diaspora ebraica: una eventualità ancora più mostruosa dell'ultima. Ma se Israele non esistesse resterebbe pur sempre l'altra minaccia che molti ignorano, il fondamentalismo islamico che anche oggi miete vittime in un epoca come la nostra che è a un passo da una guerra mondiale , le crisi mediorientali o quella ucraina porteranno a qualcosa di ancora più devastante di quello che succede oggi, ma non solo quello che succede nella striscia di Gaza, ma quello che combina lo stato islamico, Boko Haram, Putin che ultimamente sta incominciando persecuzioni contro i cattolici ucraini visti filo nazionalisti. Insomma di questi tempi c'è molto altro di grave e Obama disimpegnandosi dalla difesa internazionale sta facendo la sua peggiore performance politica.

http://m.huffpost.com/it/entry/5674244


"il Corano dice di uccidere cristiani ed ebrei". No, non è così. Purtroppo il Corano è un libro che ognuno (tra i musulmani) legge come vuole ed allora vengono fuori le leggende come questa o come quella infame portata avanti da ISIS che, va chiarito, proclama una guerra di religione che non è tale. Si tratta di violenti e confusi rancori contro l'Occidente e chi si è alleato con esso nei lunghi periodi di colonialismo e guerre imposte a guida USA, GB, Francia.
Del resto la stessa cosa è per Israele e palestinesi: non è guerra di religione ma guerra per il possesso di alcuni territori. Se si vuole analizzare un poco meglio, la religione ebraica è alle origini storiche del problema.
Anche su Putin non condivido. Che sia un dittatore nel senso di un uomo forte che rappresenta un Paese che non ha mai conosciuto la democrazia occidentale, non vi è dubbio. Ma Putin sta reagendo a fortissime provocazioni degli USA che hanno favorito lo scatenarsi del golpe nazifascista in Ukraina al fine di continuare a dettare legge nel mondo.
Con il pretesto ukraino, Paese nel quale la NATO ha subito detto di voler sistemare basi militari (siamo su un confine di migliaia di chilometri con la Russia), gli USA hanno destabilizzato ed impoverito l'Europa (le sanzioni servono solo contro noi che le proclamiamo). La Russia si aprirà altri e nuovi mercati e noi saremo costretti ad aderire a quell'imbroglio che è il Trattato di Libero Scambio con gli USA medesimi (una vera truffa che ci metterà in catene per moltissimi anni).
Insomma il regime russo potrà non piacere ma tenta la gestione di se stesso e di Paesi confinanti (ho già ricordato che per molto meno gli USA stavano scatenando una guerra mondiale nel 1962 quando l'URSS inviava missili a Cuba).
Credo che i problemi siano sempre più complessi di come appaiono e che dietro di essi vi sono grandi manovre economiche, politiche e militari (ricordo che la produzione di armamenti non conosce e non deve conoscere crisi).

R



I contenuti del sito sono rilasciati sotto Licenza Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5
FISICAMENTE.net non è un periodico e quindi non soggetto alla legge sull'editoria 62/2001. Per informazioni e contatti inviare una email al seguente indirizzo di posta elettronica: fisicamente[togli questo]@fisicamente.net