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Rivista di fisica, didattica della fisica, storia della fisica, fisica e filosofia,
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di Roberto Renzetti

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La rivista elettronica FISICAMENTE è nata per raccogliere la trascrizione degli oltre cento articoli da me scritti e pubblicati nell’ambito della mia attività di docente e ricercatore. A questi lavori ne aggiungerò via via degli altri che scriverò, quelli di vari collaboratori ed altri che riterrò di interesse.

FISICAMENTE è aperta ad ogni collaborazione sui temi trattati. Chi vorrà potrà inviarmi i suoi lavori che saranno valutati per l’eventuale pubblicazione che avverrà comunque sotto la completa responsabilità degli autori senza che essa impegni in alcun modo la rivista. Una sola e semplice avvertenza: quanto qui riportato non è soggetto a diritti d’autore ma non è utilizzabile a fini commerciali. Si richiede a chi usi queste pagine la sola cortesia di citarne la fonte:

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 Roberto Renzetti

PS. Non inviate quesiti e problemi di fisica da risolvere così come l’elaborazione di nuove ed importanti teorie non altrove comprese. Non sono in grado di risolvere problemi o giudicare teorie.

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Sciocchezze : NO ALLA GUERRAFONDAIA BONINO
Inviato da R il 10/4/2013 20:04:32 (1472 letture)

Non ho nulla contro le donne, anzi ! Le stimo e le apprezzo moltissimo e davvero le questioni di genere non mi appartengono. Milena Gabanelli, Barbara Spinelli, Chiara Saraceno e, soprattutto, Rossana Rossanda (ma vene sono altre) sarebbero per me ottime Presidenti della Repubblica. Ma sentire parlare di Emma Bonino mi fa venire l'orticaria. E' tutto quello che racconta Travaglio in due articoli ma anche di più perché è greve e priva di ogni sentimento di collaborazione con chi pure l'ha portata sia ad essere ministro (Prodi) sia con chi l'ha eletta alla vicepresidenza del Senato (il PD). Io già tremai quando venne candidata alla Regione Lazio perché sapevo che non avrebbe fatto campagna elettorale, tanto è vero che il giorno di chiusura della campagna stessa era a Torino con i radicali e non nel Lazio per qualche iniziativa. Ecco, i radicali. Anche qui sono spiacente ma davvero non voglio saperne e lo dico per conoscenza diretta (veri falchi profittatori di tutto e tutti). Se non vi convince pensate ai peggiori reazionari in circolo e troverete radicali o ex radicali. Mi stupisce l'ignoranza di molte persone, anche stimabili, persone che con allegria parlano di candidare Bonino al Quirinale. A parte che non riuscirebbe a sbarazzarsi di Pannella, di cui Bonino è protesi, ma poi sarebbe davvero il peggiore reazionario ed arrivista giunto al Colle. Per carità, spiegate a tutti chi è Bonino.
R


Quirinale, si fa presto a dire Bonino
di Marco Travaglio | 7 aprile 2013


Molti italiani vorrebbero vedere Emma Bonino al Quirinale. Perché è donna, perché è competente, perché è onesta e mai sfiorata da scandali, perché ha condotto battaglie spesso solitarie per i diritti civili e umani e politici in tutto il mondo, forse anche perché è sopravvissuta a Pannella e perfino a Capezzone. Insomma, un sacco di ottimi motivi, tutti veri e condivisibili. Ma della sua biografia, in questo paese dalla memoria corta, sfuggono alcuni passaggi politici che potrebbero indurre qualcuno, magari troppo giovane o troppo vecchio per ricordarli, a cambiare idea e a ripiegare su candidati più vicini al proprio modo di pensare.
A costo di essere equivocati, come ormai accade sempre più spesso, complice il frullatore del web, li ricordiamo qui per completezza dell’informazione, convinti come siamo che di tutti i candidati alle cariche pubbliche si debba sapere tutto. “Conoscere per deliberare”, diceva Luigi Einaudi, cuneese come lei.
Nata 65 anni fa, la Bonino è stata parlamentare in Italia sette volte e in Europa tre volte, a partire dal lontano 1976. Da sempre radicale, si è poi candidata nel ’94 con Forza Italia fondata da Berlusconi, Dell’Utri, Previti & C., e col centrodestra berlusconiano è rimasta alleata, fra alti e bassi, fino alla rottura del 2006, quando è passata al centrosinistra. Ha ricoperto le più svariate cariche: deputata, senatrice, europarlamentare, commissario europeo, vicepresidente del Senato, ministro per gli Affari europei nel governo Prodi. Ed è stata candidata a quasi tutto: presidente della Repubblica, presidente del Consiglio, presidente delle Camere, ministro degli Esteri e della Difesa, presidente della Regione Piemonte e della Regione Lazio, alto commissario Onu ai rifugiati, rappresentante Onu in Iraq, addirittura a leader del centrodestra (da Pannella, nel 2000).
Nel ’94, quando si candidò per la prima volta con B., partecipò con lui e la Parenti a un comizio a Palermo contro le indagini su mafia e politica. Poi, appena eletta, fu indicata dal Cavaliere assieme a Monti come commissario europeo. Il che non le impedì di seguitare l’attività politica in Italia, nelle varie reincarnazioni dei radicali: Lista Sgarbi-Pannella, Riformatori, Lista Pannella, Lista Bonino. Nel ’99 B. la sponsorizzò per il Quirinale, anche se poi confluì su Ciampi. Ancora nel 2005, alla vigilia della rottura, la Bonino dichiarava di “apprezzare ciò che Berlusconi sta facendo come premier” (una legge ad personam dopo l’altra, dalla Gasparri alla Frattini, dal lodo Schifani al falso in bilancio, dalla Cirami alle rogatorie alla Cirielli) e cercava disperatamente un accordo con lui. Sfumato il quale, scoprì all’improvviso i vizi del Cavaliere e le virtù di quelli che fino al giorno prima lei chiamava “komunisti” e “cattocomunisti”.
Molte delle sue battaglie, referendarie e non, coincidono col programma berlusconiano: dalla deregulation del mercato del lavoro (con tanti saluti allo Statuto dei lavoratori, articolo 18 in primis) alla campagna contro le trattenute sindacali in busta paga. Per non parlare del via libera alle guerre camuffate da “missioni di pace” in ex Jugoslavia, Afghanistan e Irak. E soprattutto della giustizia: separazione delle carriere fra giudici e pm, amnistia, abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale, responsabilità civile delle toghe e no all’autorizzazione all’arresto per parlamentari accusati di gravi reati: perfino Cosentino, imputato per camorra.
Alle meritorie campagne contro il finanziamento pubblico dei partiti, fa da contrappunto la contraddizione dei soldi pubblici sempre chiesti e incassati per Radio Radicale. Nel 2010 poi, la Bonino fece da sponda all’editto di B.contro Annozero: il voto radicale in Vigilanza fu decisivo per chiudere i talk e abolire l’informazione tv prima delle amministrative.
Con tutto il rispetto per la persona, di questi errori politici è forse il caso di tenere e chiedere conto.
Il Fatto Quotidiano, 6 Aprile 2013


Emma Bonino, berlusconiana recidiva

di Marco Travaglio, da il Fatto quotidiano, 10 aprile 2013

Quando ho scritto “Si fa presto a dire Bonino”, la sapevo apprezzata da molti italiani per le caratteristiche che illustravo nelle prime righe: donna, competente, onesta, impegnata per i diritti civili, umani e politici in tutto il mondo. Non la sospettavo, però, circondata di persone adoranti che la guardano con gli occhi che dovevano avere i pastorelli di Fatima davanti alla Madonna. A questi innamorati che non sentono ragioni, anzi preferiscono non conoscere o non ricordare le zone d'ombra (solo politiche, lo ripeto) della sua lunghissima carriera politica, non so che dire: al cuore non si comanda. Rispondo invece alle cortesi obiezioni del segretario radicale Mario Staderini, il quale – diversamente da me – la ritiene il presidente della Repubblica ideale. E, per nobilitarla e dipingerla come antropologicamente estranea al berlusconismo, cita alcuni suoi imbarazzanti avversari (Ferrara, Gasparri, Libero). Potrei rispondere che invece Mara Carfagna la vuole al Quirinale, ma preferisco concentrarmi sulla biografia della Bonino.

Chi auspica un Presidente estraneo alla casta, tipo Zagrebelsky, Settis, Gabanelli, Caselli, Guariniello, Strada e altri, non può certo sostenere la Bonino, 8 volte parlamentare italiana e 3 volte europea. I suoi amici la raffigurano come un'outsider estranea all'establishment. Che però non è d'accordo: altrimenti la Bonino non sarebbe stata invitata a una riunione del gruppo Bilderberg, o almeno non ci sarebbe andata. Sulla sua vicinanza, “fra alti e bassi”, al Polo berlusconiano dal 1994 (quando fu eletta con Forza Italia fino al '96, senza dire una parola contro le prime violenze alla Giustizia e alla Costituzione) al 2006, ci sono tonnellate di articoli di giornale, lanci di agenzia, esternazioni, vertici, incontri, tavoli, inseguimenti, corteggiamenti, ammuine. Il tutto mentre il Caimano ne combinava di tutti i colori, nel silenzio-assenso della Bonino (che ancora nel 2004 veniva proposta da Pannella per un posto di ministro; e nel 2005 dichiarava: “Con Berlusconi abbiamo iniziato un lavoro molto serio... apprezziamo ciò che sta facendo come premier, ma la posizione degli alleati è nota”: insomma cercava disperatamente l'alleanza con lui, che alla fine la scaricò per non inimicarsi “gli alleati” e il Vaticano). Poi la Emma passò armi e bagagli col centrosinistra e cambiò musica. Un po' tardi, a mio modesto avviso. Ma neppure in seguito, sulle questioni cruciali del berlusconismo (leggi vergogna, rapporti con la mafia, corruzioni, attacchi ai magistrati e alla Costituzione, conflitti d'interessi, editti bulgari e postbulgari), risulta un solo monosillabo della Bonino. Forse perché, pur con motivi molto diversi, sulla giustizia B&B hanno sempre convenuto: separazione delle carriere, abolizione dell'azione penale obbligatoria (altro che difesa della “Costituzione più bella del mondo”, caro Staderini), per non parlare dell'idea intimidatoria e pericolosa della responsabilità civile dei magistrati che non esiste in nessun'altra democrazia.

La corrispondenza di amorosi sensi con B. si estende al No radicale all'arresto di Cosentino perchè “siamo contro l'immunità parlamentare, però esiste”. Al fastidio per i sindacati, definiti in blocco “barbari, oscurantisti e retrogradi” (Ansa, 22-1-2000). E alla lettura dell'inchiesta Mani Pulite come operazione politica filocomunista: per la Bonino le tangenti di Craxi furono solo “errori” e occorre “una rivisitazione seria di cosa è successo dal '90 in poi: la mia analisi è che indubbiamente, soprattutto nel '92, si è cercato di risolvere alcuni problemi politici per vie giudiziarie, un po' orientate perchè poi se n'è salvato uno solo di partito” (Ansa, 19.11.99). Per non parlare dello scandalo delle frequenze negate per dieci anni a Europa7 per non disturbare Rete4 che le occupava abusivamente.
Il 1° aprile 2007, ministro delle Politiche europee del governo Prodi-2, la Bonino porta in Consiglio dei ministri tutte le sentenze della Corte di giustizia europea per darne finalmente attuazione. Tutte, tranne una: quella che dà ragione a Europa7 e torto al gruppo B. Una cronista le chiede il perchè, e lei risponde che non c'è alcuna urgenza (in effetti Europa7 attende le frequenze negate solo dal 1999, quando vinse la concessione e Rete4 la perse).

C'è poi il bilancio di Commissario europeo dal 1994 al '99 su nomina di B., quando, insieme a battaglie sacrosante, la Bonino sponsorizza i cibi Ogm senza etichettatura.E soprattutto sostiene l'insensata sospensione degli aiuti all'Afghanistan, dopo una sfortunata missione a Kabul in cui è stata fermata dalla polizia religiosa perchè i suoi collaboratori fotografano e filmano il volto delle donne, in barba alla legge islamica. Durante la guerra in Afghanistan - da lei appoggiata come quelle nell'ex Jugoslavia e in Iraq (“Io credo che non ci fosse alternativa per sconvolgere la rete terroristica: se mandiamo il messaggio che dopo le torri di New York possono bombardare, senza colpo ferire, anche il Colosseo e la Torre Eiffel, non ci dà sicurezza”) - la Bonino si oppone alla sospensione dei bombardamenti proposta dall'Ulivo per aprire un corridoio umanitario agli aiuti ai profughi (“servirebbe solo ai talebani per riorganizzarsi”, Ansa 2-11-2001).

NEL 2007, poi, durante il sequestro Mastrogiacomo, non trova di meglio che prendersela con Gino Strada, accusandolo di trescare con i talebani col suo “atteggiamento ambiguo, tra l'umanitario e il politico, che si può prestare a qualunque illazione”, perchè “scientemente o incoscientemente - che sarebbe ancora peggio - finisce per giocare un ruolo che è sempre un ruolo ambiguo, tra torturati e torturatori. Quando uno si mette a praticare una linea così ambigua, così poco limpida, si presta a qualunque gioco altrui. Nell'illusione di tirare lui le fila, finisce che il burattinaio non è lui” (Ansa, 9.4.2007). A proposito di ambiguità fra torturati e torturatori, ho cercato disperatamente nell'archivio Ansa una parola della Bonino su Abu Ghraib e su Guantanamo. Risultato: non pervenuta.

(10 aprile 2013)

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Autore Albero
Francesco1
Inviato: 10/4/2013 20:49  Aggiornato: 10/4/2013 21:54
professore
Iscritto: 24/2/2007
Da: Roma
Inviati: 735
 Re: NO ALLA GUERRAFONDAIA BONINO
Condivido il giudizio sulla Bonino, la sua elezione a presidente sarebbe una sciagura ,,, e poi basta con questa questione dei generi, le quote rosa e quant'altro ,,, amo le donne, sono contro il patriarcato, ma anche contro il matriarcato, ho apprezzato il femminismo dei miei tempi, gli riconosco tanti meriti e mi piacciono anche le provocazioni delle femen da quando le ho viste abbattere con la sega elettrica una crociona di legno in russia, ma poi penso a quell'english girl sodale dei chicago boys di Milton Friedman incarnata in quella criminale della Tatcher appena scomparsa, e non vedo proprio i motivi per cui una donna dovrebbe per forza essere meglio di un uomo in campo politico come anche in qualsiasi altro campo. Sono per l'uguaglianza, una donna può essere santa o criminale proprio come un uomo.
Non vi dico il mio candidato preferito al quirinale, scandalizzerei qualcuno e metterei in allarme il brigadiere che ci legge.
R
Inviato: 13/4/2013 15:54  Aggiornato: 13/4/2013 15:55
Webmaster
Iscritto: 21/2/2005
Da: Roma
Inviati: 154
Online!
 Re: NO ALLA GUERRAFONDAIA BONINO
In quella buffonata chiamata quirinarie, diretta dai due capibuffone noti alle cronache del NO, una delle più votate è stata proprio Bonino. A dimostrazione della preparazione avanzata e di sinistra dei grillitalpa.
Cambiare, cambiare davvero e gettare in discarica questi personaggi inconcludenti e chiacchieroni.
R
Francesco1
Inviato: 13/4/2013 17:11  Aggiornato: 14/4/2013 10:46
professore
Iscritto: 24/2/2007
Da: Roma
Inviati: 735
 Re: NO ALLA GUERRAFONDAIA BONINO
Ormai direi di archiviare definitivamente le piroette di questi grulli, inconcludenti e ignoranti come capre a dispetto delle lauree ( triennali temo e spero non peggio come comprate dal pizzicagnolo ) che dicono di vantare, come se bastasse solo un pezzo di carta a dargli un accredito di competenza.
Per la competenza in qualsiasi campo non basta lo studio teorico, va guadagnata sul campo con il sudore della fatica, della pratica e con la costanza dell'impegno sul lavoro, cosa valida così per un muratore come per uno scienziato, e questi il lavoro lo conoscono solo attraverso i fumetti di topolino.

Piuttosto da oggi comincio a rivalutare Bersani ,,, Urca che ho scritto dopo che ho insultato per decenni la deriva del suo partito ,,, come quasi uno Statista per aver sentito il suo discorso a Corviale.
Ovviamente per arrivare a meritarsi da me ( che non sono nessuno, eppure sempre una capoccia ) quel termine ce ne corre, deve ancora dimostrarmi che le sue non sono solo parole per un comizio.
Ma intanto ho apprezzato una certa coerenza di Idee, la potenza dell'Ideologia, la dignità di non piegarsi ai ricatti di chi lo spinge ad assumersi un impegno mostruoso e suicida quale è quello oggi del governo di questo paese, per giunta insieme a chi lo ha distrutto.
E chi lo spinge a questo impegno sono in tanti e tutti i vari magnaccia e distruttori del paese ,,, il nano deforme, Napolitano, i grulli, Confindustria che ora piange dopo aver sponsorizzato per anni tutte le politiche devastanti contro il welfare ,,, temono di non trovare più nessuno che gli pulisce il culo quando saranno appena più vecchi e incontinenti, e non ci avevano pensato prima a questo da quei poveri deficienti che sono sempre e solo intenti al loro interesse del più breve termine. Buona per me dunque l'individuazione delle Responsabilità fatta da Bersani per la conseguente Giustizia.
Bravo Bersani, tieni duro così ,,, ma ora fai fuori tutti i padroncini e i chierichetti infiltrati nel tuo partito e vedrai che alle prossime elezioni, se saremo ancora vivi come paese, avrai anche il mio voto.

Caro Francesco condivido.
R
Francesco1
Inviato: 14/4/2013 17:08  Aggiornato: 14/4/2013 18:06
professore
Iscritto: 24/2/2007
Da: Roma
Inviati: 735
 Re: NO ALLA GUERRAFONDAIA BONINO
Putacaso, oggi Furio Colombo a pagina 18 del fattoquotidiano spiega meglio i motivi, che io non ho saputo scrivere, della mia valutazione della scelta di Bersani ,,,

https://triskel182.wordpress.com/2013/04/13/lopposizione-al-caimano-e-quei-nervi-che-saltano-furio-colombo/

Barra a sinistra quindi e liberarsi degli escrementi vaticani e padronali.
Se solo ci avesse pensato prima Bersani a porsi in questa condizione di chiusura ad ogni intesa coi delinquenti, prima del governo Monti ad esempio o anche in campagna elettorale, a quest'ora governerebbe il paese con un margine abbastanza ampio.



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