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di Roberto Renzetti

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Chiesa : IL GREGGE INIZIA AD ALZARE LA TESTA ?
Inviato da R il 18/2/2012 7:41:23 (392 letture)

Sono sorpreso. Un cattolico che dice queste cose. Sembra un neonato. Fino ad ora non c'era o meglio dormiva. La Chiesa è solo una banda di crapuloni che frega il mondo. Da sempre.

R
____________________

“Io, cattolico, dico basta a questa Chiesa: farò sciopero della messa”

Ma un'altra Chiesa c'èTra gestioni finanziarie opache, mancato pagamento dell'Ici, vite mondane e scandali vari, la Chiesa è sempre più distante dai valori del Vangelo. E' ora che i cattolici escano dal loro silenzio e facciano sentire il proprio malcontento verso le gerarchie ecclesiastiche: lo "sciopero della messa" può essere uno strumento per cambiare le cose.

di Ferruccio Sansa da Micromega

Quanto silenzio dai cattolici! Tanti di noi, come cittadini, si sono ribellati
contro il male del berlusconismo. Tanti scendono in piazza per difendere il loro lavoro. Abbiamo mostrato di avere caro, giustamente, il ruolo di cittadini italiani, di voler far sentire la nostra voce.

Per questo mi colpisce ancora di più il silenzio di fronte ai mali profondissimi della nostra Chiesa. Lo dico da cattolico, pur con molti dubbi. È un silenzio dovuto al senso di obbedienza, di soggezione che fa parte della cultura cattolica. Magari a un comprensibile rispetto. O forse anche al timore, in un momento di profonda crisi materiale e morale, di mettere in discussione uno dei pochi sostegni rimasti. Ma oggi, di fronte agli ultimi scandali, mi chiedo se questo silenzio “rispettoso”, non rischi di diventare colpevole.

Insomma, se facciamo sentire la nostra voce nelle questioni che riguardano la vita quotidiana di cittadini, non dovremmo come fedeli avere almeno altrettanto a cuore quell’altra cittadinanza che addirittura chiama in causa l’esistenza eterna e la nostra identità più profonda (l’anima)? Non corriamo il rischio di assistere passivamente a una crisi che minaccia di travolgere definitivamente la Chiesa di cui pure diciamo di essere parte?

Se il disagio, credo, supera un limite, allora il rispetto deve essere almeno accompagnato dalla critica. Addirittura dalla protesta.
Lo dico dopo aver parlato con tanti uomini e donne che condividono con me la stessa fede e le stesse preoccupazioni. Non intendo quelli che una volta venivano chiamati “cattolici del dissenso”. Parlo di cattolici moderati, perfino di tanti sacerdoti. Ho sentito parole dure, durissime, indirizzate alle gerarchie ecclesiastiche. Discorsi che mettono in discussione i livelli più alti, perfino l’atteggiamento del Papa.
Persone cui sta a cuore il destino della Chiesa. Ma non solo: uomini che vedono vacillare anche la propria fede. Parlo anche e soprattutto per me stesso.
Lo so, lo sappiamo tutti: la fede va molto oltre le gerarchie ecclesiastiche e chi le rappresenta. Ormai, però, non siamo soltanto a quello: nell’azione della Chiesa, nel suo complesso, le ombre rischiano di essere troppe.

E così il disagio, il dissenso profondo rischiano di intaccare anche la fede e provocano uno smarrimento che travolge tutta la persona. Parlo per me, tiepido fedele. Non riesco nemmeno a immaginare il dolore che provano quei sacerdoti vecchi, stanchi che si sentono abbandonati dalla Chiesa cui hanno dedicato – non senza sacrifici – la loro intera esistenza. Ascoltando le loro parole avverto talvolta un senso di solitudine che sconfina con la disperazione. Avverto rabbia, quasi acredine. Ma a volte mi viene perfino da pensare a che cosa debba provare Cristo (il figlio di Dio o anche semplicemente l’uomo, comunque morto sulla croce) sentendosi sempre più solo. Spesso addirittura tradito.

Lo so, ci sono milioni di cattolici che ogni giorno si riuniscono per pregare animati da una fede sincera e appassionata. Che svolgono un ruolo fondamentale nell’aiuto dei più poveri contribuendo in modo decisivo anche alla vita sociale e civile del nostro Paese. E, però, non possiamo più negarlo, la Chiesa nel suo complesso pare sempre più distante.

Viviamo in un tempo di contraddizioni indicibili. Insopportabili. Da questa parte del mondo abitiamo in case riscaldate d’inverno, condizionate d’estate, spendiamo fortune per le nostre vacanze, viaggiamo in aereo una volta la settimana per lavoro, e a poche centinaia di chilometri da noi c’è chi muore ancora letteralmente di fame. Chi non ha i soldi per sconfiggere l’aids (con medicine che sarebbero reperibili sul mercato) o la malaria. Ci sono milioni di bambini le cui esistenze sono spazzate via da banalissime infezioni. Di fronte a questo delirio la Chiesa avrebbe il dovere di far sentire la sua voce ogni giorno, ogni istante. Dovrebbe, a volte penso, abbandonare gli splendidi marmi dei palazzi vaticani per correre in Africa.

Mi vengono in mente le pagine geniali e visionarie di “Roma senza Papa”, il libro dimenticato di Guido Morselli che racconta di una Chiesa che abbandona la sua Capitale.
Invece i vertici della Chiesa di Roma paiono sempre più distanti di fronte a questi mali che dovrebbero essere il cuore del suo messaggio. Certo, ci sono i missionari, ma sono sempre più soli, più spaesati. Chiedete a loro, leggete i messaggi che lanciano dai blog (sul sito www.misna.org, per esempio).

Non è vero che la gente si allontani dalla Chiesa perché spaventata dal troppo rigore. Al contrario: credo che i cattolici, ma non soltanto, chiedano parole ancora più chiare. Aspettino una chiamata all’impegno. E non è neanche vero che la Chiesa sia in crisi perché gli uomini vogliono che si adegui ai tempi, rischiando così di trasformarsi da fede in “semplice” morale. Niente di più falso: noi tutti cattolici vorremmo essere guidati, anche richiamati se necessario, alle questioni fondamentali dell’esistenza.

Invece la Chiesa pare confondere il rigore con la rigidità. Con la conservazione. Talvolta con la difesa di privilegi e posizioni di potere. E poi c’è l’attenzione ai riti, alle forme, perfino ai paramenti. Ma non erano i profeti (Giobbe) a dire “nudo sono uscito dal ventre di mia madre e nudo vi ritornerò”?

Il punto, mi pare, è che la Chiesa pare sempre più concentrata sulle questioni terrene. Non solo: ormai quotidiani sono gli scandali (non c’è bisogno di ricordare lo Ior del passato e del presente, le troppe ombre sui rapporti con la banda della Magliana, sulla morte di Emanuela Orlandi, sull’omicidio del capo delle Guardie Svizzere), poi episodi di aperta corruzione, contiguità con personaggi discussi. Gli affari di imprenditori legati al Vaticano, per esempio nel mondo del mattone. No, non si può più parlare di casi isolati, qui viene il dubbio che una fetta consistente della Chiesa, se non la sua maggioranza, abbia imboccato una strada sbagliata.
Per non dire della difesa di Berlusconi e delle incredibili intrusioni nella vita politica del nostro Paese, in aperto contrasto con il principio della laicità. E ancora viene in mente un profeta, Michea, non un rivoluzionario, quando parla dei profeti “che annunciano la pace se hanno qualcosa tra i denti da mordere, ma a chi non mette loro niente in bocca dichiarano la guerra”.

E poi c’è il macigno del rapporto mai risolto con il sesso che ha fatto del corpo, e talvolta perfino dell’amore, un nemico (eppure proprio sant’Agostino diceva “ama e fai ciò che vuoi”). C’è il celibato che sta schiantando tanti sacerdoti, arrivando perfino a mettere in discussione la credibilità della loro missione. Non sono casi isolati, basta parlare con un prete per accorgersene. Ci sono diocesi in cui l’eccezione rischia di diventare la regola. Ma qui non voglio nemmeno discutere le scelte sessuali dei sacerdoti. Sono, credo, fatti loro se coltivano passioni amorose, che siano eterosessuali oppure omosessuali (un discorso a parte merita la pedofilia, che in paesi come l’Irlanda ha raggiunto dimensioni endemiche rovinando il rapporto con i fedeli). Il punto è che il rapporto con il sesso costringe tanti sacerdoti a una vita di nascondimento. Perfino di menzogna. E la menzogna dilaga, rischia di contagiare l’intera esistenza di una persona.

Davvero la Chiesa a tanti fedeli sembra ormai lontana, remota. Pare averci lasciati soli nella vita quotidiana. E di fronte ai grandi dubbi dell’esistenza. Eppure quanto bisogno avremmo di sentire la presenza di un Dio padre, come quello descritto da Giobbe. Di un Dio amante, che vuole perdono, non giustizia, come ricorda Osea. Quanto ci manca qualcuno che ci ricordi ogni giorno, in ogni nostra azione, i capitoli 5, 6 e 7 del vangelo di Matteo. Quanto ci consolerebbero di fronte al dolore e alla paura della morte le parole di Sant’Agostino: “Ovunque nell’eternità faremo muovere la luminosità spirituale dei nostri corpi, contempleremo, anche con il corpo, Dio che è incorporeo e che dirige tutto al fine…”.
Ma allora, mi chiedo sempre più spesso, che cosa posso fare? Le gerarchie ecclesiastiche finora sono sembrate sorde a qualsiasi forma di dissenso. Non hanno replicato in modo adeguato e convincente alle tante notizie di cronaca che le riguardavano.

Che cosa devo fare? Devo rassegnarmi al silenzio, lasciando che la Chiesa – che è del cardinale Tarcisio Bertone quanto di ogni singolo fedele – proceda su questa strada?
Credo che sarebbe colpevole. Allora, come un cittadino esasperato che boicotta i “riti” dello Stato laico, penso alla Messa. Per me la Messa – anche con i momenti di noia, con le preghiere distratte dei fedeli, con le prediche talvolta stanche dei sacerdoti – è stato un appuntamento, uno tra i pochissimi, che mi ha accompagnato per tutta la vita. Che mi ha costretto, oltre gli affanni di tutti i giorni, a cercare parole grandi. A individuare, se non risposte certe, almeno un abbozzo di senso.

Da quando sono nato ogni domenica vado in Chiesa. Entro con tutti i miei dubbi, spesso pensando di non credere davvero (mia moglie dice che sono un caso raro di “ateo devoto”, ma vabbé). Però quei colloqui sono stati fondamentali per me. Non importa se pregavo Dio oppure se a volte ci litigavo fino a essere blasfemo (diceva il poeta Giorgio Caproni “Non ti prego perché tu esisti, ma perché tu esista”). Non importa se a volte ero convinto di parlare con me stesso e di ascoltare soltanto le mie parole (quanto poco siamo abituati a conversare con noi stessi, ad ascoltarci).

Ma negli ultimi tempi non è più così. Emergono il disagio, il rischio di essere ipocrita, e poi un dissenso tanto forte da diventare rabbia se non può essere espresso.
Un sentimento tanto forte che rischia di intaccare anche la mia fede. E questo proprio non lo permetterò. Non lascerò che la mia idea di Dio, che addirittura la speranza nella sua esistenza, siano messe in discussione da qualcuno.
Allora domenica prossima non sarò in Chiesa. No, non è un gesto per lasciare ancora più soli tanti sacerdoti, anzi. Ma sento che – per me – è giusto così, anche se non se ne accorgerà nessuno, se non io. Ma se tanti altri lo facessero, chissà…

(17 febbraio 2012)

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Autore Albero
Gianni
Inviato: 19/2/2012 12:38  Aggiornato: 19/2/2012 18:06
professore
Iscritto: 22/2/2007
Da: Genova
Inviati: 407
 Re: IL GREGGE INIZIA AD ALZARE LA TESTA ?
Mi pare di avere iniziato a fare lo sciopero della messa quando ho iniziato a ragionare con la mia testa, a cui sono seguite poco tempo dopo le dimissioni irrevocabili, troppo evidenti le contraddizioni tra quello che la chiesa raccomanda al gregge di credere o di fare, e la realtà. Non sto ad elencare tutte le questioni che si possono portare ad esempio, a me ne sono bastate due, il non credere l'esistenza di un dio, qualunque sia, e l'affarismo millenario che questa credenza ha permesso ad una casta di privilegiati.
Dico questo perchè mi stupisco sempre come, tra gente istruita, solo ogni tanto qualcuno si accorge " dei mali profondissimi della chiesa ", rendendosi conto solo dell'affarismo spregiudicato che si cela dietro il paravento della fede, e non mettendo in discussione la fede stessa.
" Siate pastori sapienti " ha raccomandato il papa ai cardinali in occasione della creazione di 22 nuovi cardinali, il che vuol dire: " attenti che il gregge inizia ad alzare la testa ".
Ha anche detto " Non inseguite potere e gloria ". La solita ipocrisia per far contento il gregge che non riesce ad alzare la testa.
pierone9
Inviato: 19/2/2012 19:50  Aggiornato: 20/2/2012 6:42
professore
Iscritto: 25/8/2007
Da:
Inviati: 284
 Re: IL GREGGE INIZIA AD ALZARE LA TESTA ?
"Allora domenica prossima non sarò in Chiesa"
Neanch'io!E son contento di aver capito cinquantanni prima di questo,come si chiama,Ferruccio Sansa ciò che lui ha scoperto solo ora.Adesso può tornare tranquillamente a vivere sotto la campana di vetro e lasciare a Celentano, novello Martin Lutero,il compito di riformare la Chiesa.Posso aggiungere che mi fanno 'nu poco schifo tutti e due?
Saluti
piero
Kalimba
Inviato: 19/2/2012 23:01  Aggiornato: 20/2/2012 6:46
esperto
Iscritto: 24/7/2011
Da:
Inviati: 70
 Re: IL GREGGE INIZIA AD ALZARE LA TESTA ?
Vede Gianni, lei non potrà MAI dare delle risposte al quesito che l’attanaglia, ovvero come mai tra gente istruita, solo qualcuno si accorge solo di certe storture della chiesa e non della messa in discussione della Fede stessa, fintantoché partirà da presupposti irrazionali come quelli da cui parte lei. Io parlo di irrazionalità perché per me e’ irrazionale chiunque parta da schemi precostituiti di base. Razionalità e’ uso della ragione, e chi usa la ragione DISCERNE i vari concetti che concorrono ad una problematica, non fa un miscuglio di questi stessi concetti che, anche se non sono proprio incompatibili fra di loro, sono di natura diversa. Non me ne voglia, ma il suo messaggio e’ un esempio eclatante di tutto questo: mi spiegherebbe cortesemente per esempio per quale motivo una persona più o meno istruita dovrebbe rinnegare la propria Fede solo perché vi sono delle istituzioni che sfruttano la Fede per trarne profitto? Mi sembra la logica della storiella di quel famoso marziano mandato sulla Terra per verificare se ci sono le condizioni per una colonizzazione, atterra sul deserto del Sahara, si guarda intorno, torna indietro e riferisce ai suoi capi che e’ il caso di accantonare l’idea perche’ la Terra e’ tutto un deserto!! Se io ho un paio di forbici e invece di usarle secondo l’uso per cui sono state ideate, le uso per conficcarle in pancia a qualcuno non posso prendermela con le forbici, nè tanto meno col progettista, ma con me stesso che le ho utilizzate male. Non so se ho reso l’idea. Altrimenti come me lo spiega che esistono esimi scienziati che sono credenti? E parlo di credenti seri, non alla Zichichi. Fanno tutti parte del “gregge”? E se a certe domande non riesce a dare risposta, non si e’ posto il dubbio che forse la sua analisi parta da presupposti errati, invece di arrivare sommariamente alle conclusioni di dare la colpa al “greggismo” (so che in lingua italiana non esiste questo termine ma… ci siamo capiti!) E che questo presupposto errato ha un nome e cognome ben preciso e si chiama SCHEMATISMO? E’ molto piu’ comodo no?
Per ultimo, quindi lei ha capito in maniera incontrovertibile che la raccomandazione del papa ai cardinali significhi “attenti che il gregge inizia ad alzare la testa”. Alla faccia del bicarbonato, direbbe una certa persona che non c’e’ piu’ , non si faccia sentire da Ratzinger, altrimenti si mette si mette paura di cotanta perspicacia e revoca la nomina ai cardinali!
Gent. Gianni, la fede uno ce l’ha o non ce l’ha, e questo e’ indipendente da tutto il resto, in quanto la Fede e’ una percezione soggettiva. Chiunque merita rispetto, quindi quello che proprio non riesco a capire e’ questa ossessione di voler dare illusoriamente una spiegazione del proprio agnosticismo o ateismo, tirando in ballo elementi che non ci azzeccano un santo belino di niente. Conosco la storia del cattolicesimo, e credo anche bene, ma questo non mi impedisce di giungere alle conclusioni (opinabili per carità) che se la realtà che lei menziona e’ quella che è, dipende proprio dal fatto che il messaggio di Gesù e’ stato (ed e’) completamente disatteso, come del resto più volte e’ stato qui detto.
Saluti
Gianni
Inviato: 20/2/2012 16:51  Aggiornato: 20/2/2012 17:16
professore
Iscritto: 22/2/2007
Da: Genova
Inviati: 407
 Re: IL GREGGE INIZIA AD ALZARE LA TESTA ?
Sig. Kalimba, una persona si lamenta dei mali profondissimi della chiesa, e non parteciperà più alla celebrazione della messa, manifestazione di quell'istituto che si chiama chiesa, le cui storture hanno portato a ripensamenti sulla sua funzione ma non sulla esistenza di un dio che quella istituzione rappresenta.
Questo è il punto da cui parto per dire che Lei forse vuole fare delle distinzioni, ma non è la stessa chiesa l'istituzione che le racconta dell'esistenza di un dio, che raccomanda o impone comportamenti a cui la chiesa stessa non obbedisce ma anzi trasgredisce volontariamente per la propria sopravvivenza.
Non Le viene il dubbio che il contrasto sia tale da portare a negare anche l'esistenza di dio, visto che chi ne fa da portavoce si comporta ben diversamente con quanto raccomanda all'umanità.
Il condizionamento nasce qui :
" Dateceli dai cinque ai dieci anni e saranno nostri per tutta la vita ". Joseph de Maistre.
A me, quanto sopra non è avvenuto, eppure dai tre ai quattordici sono stato condizionato dalle ciance della cosiddetta istituzione, a deliquere aggiungo io, la chiesa. Lei evidentemente è rimasto ai dieci anni.Lei la fede l'ha trovata come e in cosa, è stata una ispirazione improvvisa spontanea senza interventi esterni, improvvisamente ha sentito di dover credere.
A giudicare da quanto scrive forse non sono stato abbastanza chiaro nel mio commento all'articolo. Io non cerco risposte e neanche le voglio, non ne ho bisogno. Per prima cosa ho espresso come mio convincimento la evidente negazione della esistenza di un dio da quando ho iniziato a pensare con la mia testa. Secondariamente che l'affarismo millenario o profitto dalla istituzione chiesa, e qui al posto di profitto andrebbe un elenco interminabile di nefandezze da omicidi a ruberie, che Lei forse ben conosce, dovrebbe portare ragionevolmente al sorgere di seri dubbi a chi vuole credere all'esistenza di dio, ad avere la fede. Non è la stessa istituzione o chi per essa che Le ha raccontato l'esistenza di dio, che rappresenta la comunità dei fedeli, è la loro guida, e non può avere altri interessi che quelli spirituali, che occorre avere fede nella vera vita, quella dopo la morte.
A proposito, ho letto ultimamente quanto dichiarato da uno scienziato: Harol Kroto, dice:
" Quelli che hanno credenze mistiche pensano che la vita futura sia più importante di quella presente e temo che faranno saltare il mondo. Non ho dubbi sul fatto che il maggior pericolo per l'umanità oggi sia che l' 1% dell'umanità ha seri problemi mentali e una buona parte di questi matti trova giustificazioni religiose per la propria pazzia."
Ad ogni modo si tenga pure la sua fede, lungi da me di imporle il mio pensiero al contrario di quello che raccomanda la sua fede.
Vedo poi con sconcerto che non è riuscito neanche a capire l'ironia che ho cercato di fare utilizzando le due raccomandazioni del papa ai cardinali. Da uno che accusa di schematismo gli altri non me lo aspettavo.
Kalimba
Inviato: 21/2/2012 20:35  Aggiornato: 21/2/2012 21:48
esperto
Iscritto: 24/7/2011
Da:
Inviati: 70
 Re: IL GREGGE INIZIA AD ALZARE LA TESTA ?
Gent. Sig. Gianni,

Parto subito dall’ultimo capoverso, tanto per sdrammatizzare il contesto… Ironia non percepita la mia? Ma non si e’ accorto che anch’io avevo risposto con ironia parafrasando Toto’? Suvvia, per favore, non si attacchi al fumo del camino .
Tornando a qualcosa di più serio, continuo a vedere in quello che lei scrive una consecutio dei concetti espressi che e’ diametralmente rovesciata da quella che dovrebbe essere nella realtà, non e’ un caso che ho portato l’esempio del marziano che arriva alla conclusione che la Terra sia tutta un deserto solo perché non si sforza di vedere cosa ci sta oltre le dune. Io vedo che lei continua, e questo e’ un errore fondamentale non soltanto suo, se la cosa la può consolare , a porre come base del suo pensiero la dicotomia Chiesa Cattolica e Fede: sono due entità concettuali che hanno sì qualcosa in comune, ma che non possono essere confusi e devono essere valutate separatamente e cerco di spiegarle sinteticamente i motivi:

- Il cattolicesimo e’ una Religione e NON una Fede, e lei sa benissimo, o almeno lo spero, che l’essere osservanti di una Religione implica necessariamente l’esistenza di una Fede, ma non e’ vero il viceversa: non e’ infatti un caso che il principale nemico di Ratzinger sia il relativismo e non l’ateismo, perché e’ il relativismo che mette in discussione i dogmi del cattolicesimo, contrapponendole una verità diversa da quella ufficiale; l’ateo no, poiché in quanto tale, non contrappone niente, nega semplicemente l’esistenza di una entità superiore a prescindere: da che mondo e’ mondo un eretico e’ molto più pericoloso di un nemico, perché il nemico aggrega, l’eretico divide.
- E’ vero che la Fede viene veicolata attraverso le varie religioni (e quindi non soltanto attraverso quella cattolica che e’ una sua ossessione), ma e’ anche altrettanto vero che quando uno comincia ad avere l’età della ragione, inizia a porsi delle domande di cosa sia vero nelle dottrine gli sono state propinate fin da piccolo e cosa invece non lo e’; tanto per farle un esempio, quasi tutti i Testimoni di Geova provengono dal cattolicesimo, ma se ne sono allontanati, proprio perché loro si ritengono i principali “Testimoni” appunto della verità tramandata da Gesù attraverso le Sacre Scritture, svilita dal comportamento della Chiesa lungo tutto il corso dei secoli. Quindi il punto di partenza e’ comune al suo, cioè il constatare che la Chiesa nel corso della sua storia ha fatto quasi tutto diversamente da quello che predicava, ma le risultanze sono completamente diverse. Chi ha ragione, lei o loro? La risposta e’ quasi scontata: secondo una certa visione lei, e secondo l’altra visione loro, e questo perché la Fede non e’ un algoritmo matematico, ma qualcosa di profondamente diverso che matura (o non matura) nella coscienza di ognuno. Anch’io provengo da una educazione cattolica, non lo nego, e successivamente da una fervente militanza marxista durata un quindicennio, ma in tempi diversi ho allontanato prima l’una e poi l’altra, e le garantisco che non vi e’ stato nessuno che me l’abbia imposto, anzi proprio queste due esperienze mi hanno fatto abiurare in maniera totale lo schematismo e il massimalismo DI QUALSIASI NATURA.
- Una fede imposta (il minuscolo non e’ casuale) non e’ una Fede, e’ una dottrina, sta poi al singolo darle o meno la valenza di Fede, quindi mi sembra del tutto inconsistente quanto lei afferma circa il fatto che io tenderei a “raccomandare” la mia Fede, non ho mica il turbante in testa; perché vede egr. Sig. Gianni,qui questa libertà di scegliere esiste, nonostante l’ ”associazione a delinquere” presente di cui parla, e la prova inconfutabile e’ l’esistenza di un sito come questo, ma mi risulta molto, molto e ancora molto difficile credere che una simile libertà lei se la potrebbe prendere a Teheran, Islamabad, Riad, Cairo e ahimè presto credo anche a Tunisi, Tripoli e Marrakech, dove coloro che stanno al potere in nome di un dio di cartapesta, credo che per un post come quello che lei ha scritto, riproposto in chiave antislamica, l’avrebbero presa e, bene che le fosse andata, lei sarebbe tornato a casa con qualche decina di frustate. E questi non sono “depistaggi”, sono realtà di fatto che si cominciano ad intravedere anche a casa nostra, vedi le ragazze sgozzate sempre più frequentemente, solo perché amano un cristiano, ebreo, o perché no, anche ateo. Però queste cose passano in cavalleria, meglio puntare gli strali verso altri lidi (anche questa e’ un’ironia)
- Quello che lei scrive, riguardo il contrasto fra quello che si dice e quello che si pratica, si può applicare parimenti anche alle altre ideologie, laiche finché si vuole, ma vissute in forma dogmatica. E’ uno dei motivi per cui mi allontanai dal marxismo, che, beninteso, resta sempre un eccellente metodo di analisi per capire certe realtà etiche ed economiche … ma lì si ferma! Col marxismo si possono fare solo rivoluzioni, ma il suo tallone di Achille e’ rappresentato dal “dopo”: non vi è un solo paese al mondo in cui le varie rivoluzioni fatte in nome di Marx siano sopravvissute o, peggio ancora, non si siano trasformate in regimi oligarchici e oppressivi che niente avevano a che vedere con i principi etici da cui avevano tratto ispirazione. Una volta, quando frequentavo gli anarchici che mi dicevano che Stalin e’ figlio di Lenin e nipote di Marx, mi incazzavo; successivamente mi resi conto che invece non avevano affatto torto; adesso non penso più neppure questo, ma solo che QUALUNQUE dottrina, laica o confessionale che sia, può essere fatta oggetto di strumentalizzazioni da parte di coloro che in nome di questa fanno passare un certo tipo di messaggio svuotato dai contenuti di origine e finalizzato solo a fini di potere. Spero con questo di avere risposto alle sue perplessità sul perché, alla stessa stregua per cui un compagno resta nonostante i vari Stalin, Pol Pot e Menghistu, anche al cospetto di ruberie e nefandezze varie da parte della Chiesa, mi sento ugualmente credente.

In ultimo, la pregherei di una cosa, lo dico a lei perché in questo momento discuto con lei, ma e’ un mio caposaldo nel mio confronto dialettico con chicchessia: non cerchi, per favore, di dare maggiore enfasi ai suoi discorsi, estrapolando frasi da vari autori e adattandoli al contesto che vuole sostenere, e’ un vecchio trucco che con me non-at-tac-ca!: sono abbastanza forgiato e vaccinato contro questo modo di procedere, cosa maturata durante la militanza durante i famigerati anni 70 dove gli slogan prendevano il posto degli argomenti (e si è visto infatti come poi e’ finita!). Anche perché a mia volta potrei contrapporgliene altrettanti di natura opposta per dare un peso decisamente più pregnante a ciò che espongo, e le garantisco che lo so fare molto bene, ma sarebbe da pirla, puerile e segno di insicurezze intrinseche. Io non lo faccio mai, e se qualche volta e’ capitato, è stato solo quando vi sono stato costretto, come ad esempio se si disquisiva su frasi del Vangelo. Preferisco usare la razionalità …. e non la pratica sempre più diffusa di gettare via con la bacinella oltre l’acqua sporca anche il bambino che sta dentro!
Stia bene e saluti.
Gianni
Inviato: 22/2/2012 11:22  Aggiornato: 22/2/2012 19:19
professore
Iscritto: 22/2/2007
Da: Genova
Inviati: 407
 Re: IL GREGGE INIZIA AD ALZARE LA TESTA ?
Sig. Kalimba. Lei scrive troppo, avrà molta più dimestichezza ma ha tirato in ballo mille argomenti che poco c'entrano a mio parere con l'argomento, ma questo lo fanno i furbetti, ma Lei non mi pare il tipo.
Anche io ho scritto troppo, contrariamente a quanto faccio di solito, ho espresso il mio pensiero anche in modo troppo prolisso e non ho altro da aggiungere sulla questione.
Sono convinto però che Lei non abbia veramente capito l'ironia, anche se cerca di smentire. Se mi sbaglio pazienza ma ho Fede nella mia convinzione, tanto da ignorare qualunque evidenza la smentisse,
Stia bene anche Lei e saluti
Francesco1
Inviato: 22/2/2012 11:29  Aggiornato: 22/2/2012 19:20
professore
Iscritto: 24/2/2007
Da: Roma
Inviati: 660
 Re: IL GREGGE INIZIA AD ALZARE LA TESTA ?
"Sono sorpreso. Un cattolico che dice queste cose. Sembra un neonato. Fino ad ora non c'era o meglio dormiva. La Chiesa è solo una banda di crapuloni che frega il mondo. Da sempre."

Non sembra ,,,
E' un neonato.
Se non nel senso dell'evoluzione fisica, piuttosto nel senso dell' evoluzione della Coscienza, pur sempre appena nata.
Sta prendendo coscienza appena adesso di essere stato preso in giro da sempre da una banda di crapuloni intonacati.

Ora la tal cosa potrebbe sfociare o nella classica reazione dell'amante tradita, pericolosissima per il traditore in quanto l'amante escogita le maniere più perfide per vendicarsi, i più feroci anticlericali erano infatti dei preti ( cfr. Jean Meslier ), oppure nel più tranquillo ripudio del suddetto traditore per rifugiarsi nelle braccia di un altro.
La terza ozpione, il perdono con conseguente dimenticanza e il riaccoglimento del fedifrago, conveniente sì ai vili, come può esserlo un fedele affetto dalla paura del nulla a cui basta la promessa di un tanto per rassicurarsi, comporta lo stesso un prezzo da pagare da parte del traditore, quantomeno la promessa di essere più coerente.
E se la chiesa vuole essere più coerente con quello che predica agli occhi dei suoi fedeli, dovrà per forza abbandonare molti dei suoi vizi, in primis quello di arricchirsi abusando dell'incapacità di intendere e di volere di tanta povera gente.

In ogni caso ,,, pure se qualcosa mi spinge a rispondere al tizio che si sente tradito con la noncurante sapienza di nonno Marziale: "Vaticana bibas, si delectaris aceto: Non facit ad stomachum nostra lagona tuum." ,,, per me saranno solo soddisfazioni.



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