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di Roberto Renzetti

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La rivista elettronica FISICAMENTE è nata per raccogliere la trascrizione degli oltre cento articoli da me scritti e pubblicati nell’ambito della mia attività di docente e ricercatore. A questi lavori ne aggiungerò via via degli altri che scriverò, quelli di vari collaboratori ed altri che riterrò di interesse.

FISICAMENTE è aperta ad ogni collaborazione sui temi trattati. Chi vorrà potrà inviarmi i suoi lavori che saranno valutati per l’eventuale pubblicazione che avverrà comunque sotto la completa responsabilità degli autori senza che essa impegni in alcun modo la rivista. Una sola e semplice avvertenza: quanto qui riportato non è soggetto a diritti d’autore ma non è utilizzabile a fini commerciali. Si richiede a chi usi queste pagine la sola cortesia di citarne la fonte:

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 Roberto Renzetti

PS. Non inviate quesiti e problemi di fisica da risolvere così come l’elaborazione di nuove ed importanti teorie non altrove comprese. Non sono in grado di risolvere problemi o giudicare teorie.

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Scienza e società : ANCORA IPOTESI SULLA SCOMPARSA DI MAJORANA
Inviato da R il 25/10/2010 18:19:14 (4915 letture)

MAJORANA, NUOVA TEORIA SULLA SCOMPARSA

Su Repubblica di qualche giorno fa, nelle pagine culturali è uscito un articolo di grande impatto. Riguardava l'ennesima ipotesi sulla scomparsa di Ettore Majorana, avvenuta nel 1938. Il motivo del risorgere della polemica è stato il ritrovamento di una fotografia degli anni '50. Su una nave che si muoveva in Argentina a fianco del criminale nazista Eichmann compaiono altri due uomini, uno dei quali a qualcuno è sembrato essere Majorana. Sono stati fatti anche degli studi sull'invecchiamento di una persona e sembrerebbe che tutto corrisponde meno le dimensioni e l'ampiezza del padiglione auricolare. Non so cosa dire della foto perché non ho elementi di alcun tipo ma mi sembra utile dire qualcosa su Majorana e soprattutto su una lettera comparsa su Repubblica del 24 ottobre, lettera di Luisa Cifarelli Presidente della SIF (Società Italiana di Fisica).




A sinistra vi sarebbe Majorana mentre al centro vi è Eichmann



Provo a riassumere alcuni dati utili alla comprensione del problema.
Majorana fu certamente un fisico di enorme levatura, probabilmente molto avanzato anche rispetto ai suoi contemporanei (tra cui, scusate se è poco, Enrico Fermi). Majorana metteva insieme a queste sue grandi abilità come fisico teorico, un carattere che lo portava ad isolarsi sempre più. In particolare aveva una sorta di fobia della pubblicazione di articoli scientifici. Majorana si avvicinò al Gruppo di Via Panisperna a Roma (Fermi, Rasetti, Amaldi, Segré, D'Agostino, Pontecorvo) ma non ne fece mai parte per la sua incapacità di avere rapporti di scambio amichevole con gli altri (l'unico con cui rimase legato fino a che non se ne andò a Napoli, fu Amaldi che gli faceva addirittura da barbiere in casa).. La sua fobia alla pubblicazione arrivò a fare arrabbiare Fermi perché la fisica italiana stava faticosamente rinascendo dopo Galileo ed era essenziale accumulare successi per avere la più ampia credibilità a livello internazionale. Tutti sapevano per conversazioni private che Majorana aveva anticipato molte tra le scoperte più importanti di fisica del nucleo e di fisica quantistica, scoperte pubblicate poi da altri (soprattutto da Heisenberg) perché nella ricerca scientifica i casi di scoperte simultanee sono frequenti. Per questo Fermi lo spingeva a scrivere e di fronte alla sua ritrosia, si arrabbiava.
Fermi era anche un grande organizzatore del suo gruppo e capì che per tornare a contare a livello internazionale occorreva andare a studiare nei centri di ricerca più prestigiosi d'Europa che, all'epoca, si trovavano in Germania e in Gran Bretagna. Riuscì ad ottenere una borsa di studio per Majorana in Germania (Lipsia e Gottinga) proprio nel 1933 quando Hitler arrivava al potere. Qui Majorana conobbe e simpatizzò con il grande Heisenberg. Majorana, forse per la prima volta, si legò di sincera amicizia con il grande fisico tedesco (erano quasi coetanei, ambedue neppure trentenni). Abbiamo testimonianze di questa amicizia da qualche lettera che Majorana scrisse in Italia, una delle quali a Segré. Ma Majorana non manifestò solo l'amicizia con Heisenberg ma anche ammirazione per i cambiamenti politici in Germania e per l'ordine che regnava in quel Paese.
A questo punto le poche cose che si sanno su Majorana vengono messe insieme con queste poche conoscenze che abbiamo dell'epoca per sostenere la tesi che ora illustrerò.
Tornato in Italia, Majorana mostrò meno interesse per la fisica ed iniziò ad interessarsi a problemi filosofici. Poi nel 1937 vinse la cattedra di Fisica presso l'Università di Napoli. Poi nel marzo del 1938, mentre tornava a Napoli con il piroscafo dalla Sicilia (dove era andato a trovare la famiglia), scomparve. Furono fatte ricerche alle quali fu interessato addirittura Mussolini ma non vi fu nulla da fare. Da allora il mistero resta tale.
Vi sono state nel tempo varie ipotesi ma nessuna ha retto. In particolare vi fu quella di Sciascia secondo cui Majorana si sarebbe ritirato in un convento. A Sciascia rispose Amaldi che, con molta ragione, si indignò affermando che la cosa ipotizzata era del tutto fantasiosa.
Ora, da una foto, parte una nuova ipotesi sostenuta dal Professore di Storia della Fisica dell'Università di Bologna, Giorgio Dragoni. Per carità, nulla da dire sul fatto che si sostenga una o un'altra ipotesi (che potrete leggere nell'articolo indicato con *** che segue), ma vorrei porre alcune questioni che nell'articolo vengono date en passant.
- l'idea che Majorana avesse capito l'uso disastroso ed esplosivo dell'energia nucleare mi sembra folle, assimilabile a chi crede agli UFO. E' un'idea non nuova per la verità, amata dai letterati che sanno poco di fisica. Chi conosce la storia che ha portato poi a Los Alamos sa che l'immaginazione di quelle cose nel 1938 era fuori dal mondo. La scoperta della fissione nucleare (a parte gli errori in proposito fatti dal gruppo Fermi) fu fatta nel dicembre 1938 (l'articolo fu pubblicato nel 1939) da O. Hahn e F. Strassmann nel Kaiser-Wilhelm-Institut für Chemie a Berlin-Dahlem.
- l'idea che segue alla precedente e che si inserisce con la foto insieme ad un criminale nazista fa fare l'ipotesi che Majorana avesse deciso di recarsi nella Germania che ammirava per collaborare con gli scienziati di quel Paese nello sforzo bellico. A parte ogni altra considerazione, se Majorana si fosse recato in Germania nel 1938 si sarebbe saputo immediatamente perché gli ambienti della fisica sono strettamente connessi e i vari istituti di fisica italiani, tedeschi, inglesi erano frequentati (almeno fino allo scoppio della guerra) da scienziati di ogni nazionalità. Se fosse andato lì si sarebbe recato dal suo amico Heisenberg e ciò non risulta da nessunissima fonte.
- a questo punto occorre spostarsi su una cosa poco corretta che viene sostenuta: la Germania avrebbe lavorato alla bomba atomica solo che sarebbe stata battuta dalla concentrazione di cervelli che gli USA misero insieme a Los Alamos. Non è così. La politica dei nazisti tedeschi, per quanto molto più evoluta e meno imbrogliona di quella italiana, era sempre di nazisti ignoranti. Lor signori non capivano nulla di nucleare ma sapevano molto di bombe e di missili. Ciò fece vincere quell'insieme di generali e di politici che spingevano per finanziare Von Braun nelle sue ricerche sulle V1 e V2. Ad Heisenberg, che per la verità non si impegnò mai a fondo sulla questione, che si occupava di mettere insieme armamento nucleare non vennero dati i finanziamenti adeguati per cui vivacchiò in alcune costruzioni sulle Alpi austriache senza realizzare nulla (la spedizione di spie americane ALSOS che alla fine della Seconda Guerra Mondiale andò a dare la caccia agli scienziati nazisti, trovò laboratori vecchi ed obsoleti da Heisenberg). Inutile dire che questo gruppo di spie, estremamente agguerrito che aveva il compito di catturare gli scienziati e portarli negli USA, se non altro per contenderli all'Urss, non seppe mai nulla di Majorana.
Beh, non dico altro. Pubblico di seguito l'articolo di Repubblica senza la foto che non ho trovato su internet. Alla fine dell'articolo pubblico la lettera della Presidente della SIF rispetto alla quale è d'obbligo dire qualcosa.
R
PS. Su Majorana in Fisicamente vi sono molti articoli che ne illustrano vita e lavori scientifici.
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***
Ettore Majorana: il segreto in una fotografia
di Lucia Fraioli - 21/10/2010

da La Repubblica


È stata formulata una nuova teoria in merito alla scomparsa di Ettore Majorana, il celebre fisico italiano sparito misteriosamente nel 1938.
Una foto del 1950 ritrae il gerarca nazista Adolf Eichmann sulla nave che lo portò in Argentina accanto a un personaggio che, secondo alcuni recenti studi, sarebbe da identificare proprio con Majorana. Il fisico faceva parte del gruppo di ricerca conosciuto come il gruppo di via Panisperna, che aveva per la prima volta eseguito la fissione nucleare, il primo passo verso la costruzione della bomba atomica. Majorana potrebbe dunque essere emigrato in Germania per mettersi al servizio del regime nazista, di cui era simpatizzante.

Da settant’anni è il mistero dei misteri. E ne ha tutti gli ingredienti: l’Italia in camicia nera, la Germania nazista che vuole l’atomica, uno scienziato geniale che svanisce nel nulla. Anche per questo intorno alla scomparsa di Ettore Majorana si sono esercitati scrittori, poliziotti veri e investigatori improvvisati. Lo hanno cercato cadavere nelle acque del Tirreno, hanno pensato di riconoscerlo nei monasteri di mezza Italia, tra i clochard di Palermo, lungo i viali di Buenos Aires. Ora Majorana ricompare in una foto. Ed è in posa accanto a uno dei peggiori criminali di guerra tedeschi. Certo, è un’ipotesi, ma assai solida. Perché poggia su una verifica eseguita dalla maggiore istituzione italiana in fatto di indagini scientifico-forensi: quell’uomo con gli occhiali scuri accanto ad Adolf Eichmann, in uno scatto datato 1950, potrebbe davvero essere il fisico siciliano sparito nel 1938.
È una giornata di sole al largo della costa argentina. Sul ponte del piroscafo Giovanna C., partito poche settimane prima da Genova, tre uomini vestiti in modo elegante aspettano di poter sbarcare a Buenos Aires. Un quarto li fotografa: hanno l’aspetto sereno di chi si sta godendo una crociera. In realtà, almeno uno di loro avrebbe di che preoccuparsi: Adolf Eichmann, uno dei principali esecutori materiali dell’Olocausto, vive braccato dalla fine della guerra, tra documenti falsi e cambi di identità. Forse la foto immortala il momento in cui pensa di avercela fatta: ha lasciato per sempre l’Europa, vede in lontananza Buenos Aires, dove potrà costruirsi una nuova vita, dove nessuno verrà a ricordargli che è stato l’ufficiale delle SS che ha organizzato il trasporto ferroviario degli ebrei nei campi di sterminio. Non andrà così. Rintracciato dal cacciatore di nazisti Simon Wiesenthal, sarà catturato in Argentina da agenti segreti israeliani, processato a Gerusalemme e condannato a morte. Ed è proprio Wiesenthal, nel suo libro Giustizia, non vendetta, a pubblicare la foto di Eichmann che assapora dal ponte di una nave la sua seconda vita argentina. Lo stesso Wiesenthal però non è in grado di dare un nome agli altri due personaggi.
«In quella foto, l’uomo con gli occhiali scuri alla destra di Eichmann potrebbe essere Ettore Majorana», dice ora Giorgio Dragoni, ordinario di storia della fisica all’Università di Bologna. Dragoni ha dedicato molti anni allo studio dello scienziato siciliano, al suo rapporto con Enrico Fermi e con i colleghi della scuola di via Panisperna, alla sua scomparsa nel marzo del 1938 durante il viaggio sul postale che collegava Palermo a Napoli, alle tante ipotesi sulla sua fine. Tormentato dai sensi di colpa per aver capito prima di altri le possibili applicazioni militari della fisica nucleare, Majorana avrebbe deciso di gettarsi in mare o di ritirarsi in un luogo isolato, tagliando i ponti con la sua vita precedente. Oppure qualcuno avrebbe potuto sequestrarlo per sfruttare le sue conoscenze.
Ma c’è un’altra ipotesi, meno romantica e assai più scomoda: lo scienziato potrebbe aver deciso liberamente, o perché costretto, di mettere il suo genio al servizio della Germania nazista. «I primi indizi», spiega Dragoni, «sono in una lettera scritta subito dopo la scomparsa di Majorana da Gilberto Bernardini, al tempo giovane e brillante fisico, a Giovanni Gentile jr, fisico teorico, figlio dell’ex ministro Giovanni». Vi si legge: «Caro Giovanni, come puoi immaginare la notizia di Majorana mi ha dato una vera gioia. Non è molto bello forse, ma in compenso non è una cosa così tragica come si pensava e ci se ne può rallegrare». «Nel ‘74», continua Dragoni, «intervistai Bernardini, allora direttore della Scuola Normale di Pisa, e gli chiesi un chiarimento su quelle righe enigmatiche». «Lei sa che io conosco la scelta fatta da Majorana? Non è una scelta che le farà piacere», rispose Bernardini. «Ettore si trasferì in Germania per collaborare alle armi del Terzo Reich». È una rivelazione clamorosa, non supportata però da alcun documento. Dragoni non può pubblicarla, ma la conserva gelosamente e continua le sue ricerche. «Coinvolsi un avvocato di Assisi, Arcangelo Papi, grande appassionato della vicenda Majorana», racconta Dragoni: «Fu lui a farmi notare la straordinaria somiglianza tra il fisico siciliano e l’uomo alla destra di Eichmann nella foto pubblicata da Wiesenthal». I capelli, la pettinatura, la forma del viso, perfino l’abbigliamento ricordano Majorana. Ma la foto è stata scattata nel 1950: come si può fare un confronto con le ultime foto dello scienziato che lo ritraggono trentenne? Dragoni si rivolge allora alla più prestigiosa istituzione italiana in fatto di indagini scientifico-forensi. In genere arriva sulla scena del crimine a rilevare impronte, macchie di sangue e tracce di dna. Ora ha a che fare con un cold case, un “delitto” che si è consumato tra il 1938 e il 1950. Ma le nuove tecniche di indagine permettono anche questo: elaborare al computer le foto del giovane Majorana e dello sconosciuto alla destra di Eichmann e metterle a confronto. Tutto torna: le distanze tra occhi, naso, bocca, mento sono le stesse nei due individui. E anche l’altezza dell’uomo sul ponte della Giovanna C., ricostruita a partire da quella di Eichmann, coincide con la statura di Majorana. Ai tecnici rimane solo un dubbio sui padiglioni auricolari, ma la qualità della foto argentina non è delle migliori e c’è un’ombra che potrebbe trarre in inganno. Gli investigatori concludono l’indagine con un verdetto, confermato anche a la Repubblica: «È altamente probabile che l’uomo alla destra di Adolf Eichmann sia Ettore Majorana». Ma perché il fisico siciliano avrebbe scelto il nazismo? «Nel 1933 era stato a Lipsia, dove si era fatto molto apprezzare da Werner Heisenberg, uno dei padri della fisica quantistica», risponde Dragoni. […]
Il contributo di Majorana al Reich, insomma, potrebbe essere stato di carattere esclusivamente scientifico, ancorché al servizio della Germania nazista. Era una delle menti più brillanti della sua epoca, tra i massimi studiosi del nucleo atomico. Quando i suoi compagni di via Panisperna esultano nel 1934 perché pensano di aver creato nuovi elementi chimici transuranici bombardando i nuclei di uranio con dei neutroni lenti, probabilmente lui è tra i primi a capire che in realtà hanno ottenuto un risultato ben più importante: la fissione nucleare. E forse comprende anche quali implicazioni questo possa avere per la creazione di una nuova generazione di armi potentissime.
Se l’ipotesi di Giorgio Dragoni verrà ulteriormente confermata dalle ricerche che ha intenzione di condurre in Germania e Israele, molte delle teorie formulate finora per spiegare la sparizione del fisico siciliano saranno definitivamente archiviate. E se quell’uomo che ci guarda da dietro un paio di occhiali scuri è davvero l’ex ragazzo di via Panisperna, allora il “giallo Majorana” è sicuramente a una svolta. Anche se tutt’altro che risolto.

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Scienza e umanità in Ettore Majorana
Repubblica — 24 ottobre 2010 pagina 26 sezione: COMMENTI
Luisa Cifarelli Presidente Società Italiana di Fisica
L' ARTICOLO pubblicato su Repubblica dal titolo "Majorana e Eichmann - Il segreto in una fotografia" induce il lettore ad avere del fisico Ettore Majorana, da Fermi definito genio al pari di Galilei e Newton, un' immagine totalmente falsa. A parte l' evidente inattendibilità dell' ipotesi sull' identità di Majorana in quella foto, è inaudito che ad avallare tutto ciò sia Giorgio Dragoni, un fisico della stessa università (Bologna) in cui, grazie a Bruno Ferretti, Giampietro Puppi e Antonino Zichichi, sono nate le iniziative che hanno fatto conoscere al mondo intero lo straordinario valore umano e scientifico di Ettore Majorana. Dragoni avrebbe dovuto leggere il libro su Ettore Majorana scritto da Zichichi e pubblicato dalla Società Italiana di Fisica nel 2006(°), per il centenario della nascita di Majorana. Nel libro ci sono le testimonianze di Segrè, Wick, Pontecorvo, Oppenheimer, Laura Fermi, Sciascia e Monsignor Ricceri (confessore di Majorana). Chi ha letto il libro non può avere dubbi sulle profonde doti umane di Ettore Majorana e sulla sua indiscussa genialità scientifica. E non può certo prescindere dalla tesi più verosimile e condivisa sul reale motivo della scomparsa: la sua crisi mistica.
(°) NDR. Due sono i libri di Zichichi su Majorana:
Ettore Majorana: Man and Scientist. In Antonino Zichichi (a cura di). Strong and Weak Interactions. Present problems. New York, Academic Press, 1966
Antonino Zichichi - Ettore Majorana – His Genius and Long–Lasting Legacy, Società Italiana di Fisica (2007).
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Rimango sempre più stupito nel leggere di qualcuno che cita Zichichi come riferimento attendibile. Si tratta della Presidente di una istituzione una volta, prima della Presidenza Bassani, prestigiosa. Poi, appunto da Bassani, vi è stata una sorta di degenerazione che ha portato questa istituzione al servizio di scalate di potere sostenute da un potente nella fisica come Zichichi in quanto potente politicamente (uno che sa come avere il denaro per far funzionare i laboratori e quindi per assumere in essi ...). Tanto per ricordare una delle imprese di Zichichi, le cui avventure troverete abbondantemente illustrate in Fisicamente cercando la voce ZICHICCATE, è utile ribadire che egli è tanto attendibile da riuscire a squalificare anche le pubblicazioni della SIF e quindi del direttore di tali pubblicazioni. Un solo esempio è relativo all'articolo che scrisse dal titolo "I quattro di Via Panisperna". Ora, nel mondo intero e nella storia, tutti sanno che a Via Panisperna erano in CINQUE (oltre al chimico D'Agostino). Ma Zichichi che è un rancoroso ce l'ha sempre avuta con Amaldi perché il nostro grande padre della fisica del dopoguerra, Amaldi, si è sempre dimenticato di lui perché non proprio all'altezza ... Cosa di meglio con un colpo di penna nel cancellarlo dalla storia della fisica del Novecento ? E Bassani ed un gruppo di bolognesi lo ha sostenuto in questa operazione squalificante. Ora la catena dei bolognesi si allunga dietro a Zichichi, uno che anni indietro fu addirittura proposto per il premio IG Nobel della fisica, e troviamo l'intervento mistico di rito di colei che succede a Bassani.
Stupiscono anche le citazioni di Cifarelli, e cioè Puppi, Ferretti e Zichichi. Costoro sarebbero tra gli studiosi attendibili di Majorana ? Ed Amaldi ? e Recami ? Ancora colpi di penna per fare una storia di regime ? E poi un prete che ci spiegherebbe ... In pieno accordo con lo Zichichi pensiero che "crede" ... appunto "crede e basta". Riguardo al libro del 2007 di Zichichi su Majorana, è un libro per ricchi con un prezzo folle. E poiché neppure le biblioteche lo comprano (visto autore e prezzo) passa completamente inosservato risultando uno spreco di denaro per i soci SIF.
R
PS1. A Bologna vi sono fisici eccellenti che purtroppo non riescono a prendere a calcioni alcuni venditori di fumo.
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ALCUNI BRANI DELLO SCRITTO DI AMALDI SU MAJORANA
Fermi si adoperò nuovamente perché Majorana pubblicasse qualche cosa, ma ogni suo sforzo e ogni sforzo di noi, suoi amici e colleghi, fu vano. Ettore rispondeva che Heisenberg aveva ormai detto tutto quello che si poteva dire e che, anzi, aveva detto probabilmente anche troppo. Alla fine però Fermi riuscì a convincerlo ad andare all'estero, prima a Lipsia e poi a Copenaghen, e gli fece assegnare dal Consiglio Nazionale delle ricerche una sovvenzione per tale viaggio che ebbe inizio alla fine di gennaio del 1933 e durò fra sei e sette mesi.
...
Majorana in quel periodo si legò ad Heisenberg per il quale conservò sempre profonda ammirazione e senso di amicizia. Fu Heisenberg che lo convinse senza sforzo, con il solo peso della sua autorità, a pubblicare il suo lavoro sulla teoria del nucleo che apparve nel corso dello stesso anno sia sulla "Zeitschrift fur Physik" che sulla "Ricerca Scientifica". Heisenberg si rese conto delle notevoli qualità di ricercatore di Majorana, ma anche della fatica che egli sempre incontrava nello stabilire rapporti con persone di recente conoscenza e, in generale, con il mondo esterno.
....

Nel periodo trascorso all'estero Majorana fu colpito dal livello economico e organizzativo tedesco, tanto da concepire una grande ammirazione per la Germania, ammirazione che espresse in alcune occasioni, in particolare in una lettera a Emilio Segrè in cui egli cerca di dare una spiegazione - inaccettabile per la maggior parte dei suoi amici - della politica del governo tedesco dell'epoca.
Quando nell'autunno del 1933 tornò a Roma, Ettore non stava bene in salute a causa di una gastrite i cui primi sintomi si erano manifestati in Germania. quale fosse l'origine di questo male non è chiaro, ma i medici di famiglia lo collegarono con un principio di esaurimento nervoso. Cominciò a frequentare l'Istituto di via Panisperna solo saltuariamente e, con il passare dei mesi, non venne più affatto: trascorreva sempre più le sue giornate in casa immerso nello studio per un numero di ore del tutto eccezionale.

Più che di fisica in quel periodo si interessava di economia politica, delle flotte dei diversi paesi e dei loro rapporti di forza, delle caratteristiche costruttive delle navi. Al tempo stesso gli interessi filosofici, che sempre erano stati vivi in lui, si erano fortemente accentuati, tanto da spingerlo a meditare a fondo le opere di vari filosofi, in particolare quelle di Schopenhauer.
[Amaldi]
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ALCUNI BRANI DA UN ARTICOLO SU MAJORANA DEL QUALE NON HO INDIVIDUATO L'AUTORE
http://www.istitutoveneto.it/iv/attivita/convegniescuole/Majorana.pdf
1. Il soggiorno tedesco.

Si lasciò comunque convincere ad andare all'estero (Lipsia e Copenaghen) e gli fu assegnata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche una sovvenzione per tale viaggio che ebbe inizio alla fine di gennaio del 1933 e durò circa sei mesi. L'incontro con Heisenberg fu proficuo,
tanto che questi riuscì (lì dove Fermi e gli altri avevano fallito) a far pubblicare a Majorana Über die Kerntheorie, sulla Zeitschrift für Physik.
Nel viaggio fatto all'estero fu colpito dall'organizzazione tedesca. Ed ecco come illustra in una lettera alla madre la rivoluzione nazista:

“Lipsia, che era in maggioranza socialdemocratica, ha accettato la rivoluzione senza sforzo. Cortei nazionalisti percorrono frequentemente le vie centrali e periferiche, in silenzio, ma con aspetto sufficientemente marziale. Rare le uniformi brune mentre campeggia ovunque la croce uncinata. La persecuzione ebraica riempie di allegrezza la maggioranza ariana. Il numero di coloro che troveranno posto nell'amministrazione pubblica ed in molte private, in seguito all'espulsione degli ebrei, è rilevantissimo; e questo spiega la popolarità della lotta antisemita. A Berlino oltre il cinquanta per cento dei procuratori erano israeliti. Di essi un terzo sono stati eliminati; gli altri rimangono perché erano in carica nel '14 e hanno fatto la guerra.
Negli ambienti universitari l'epurazione sarà completa entro il mese di Ottobre. Il nazionalismo tedesco consiste in gran parte nell'orgoglio di razza. In realtà non solo gli ebrei, ma anche i comunisti e in genere gli avversari del regime vengono in gran parte eliminati dalla vita
sociale. Nel complesso l'opera del governo risponde ad una necessità storica: far posto alla
nuova generazione che rischia di essere soffocata dalla stasi economica”.

Non è dato sapere se i suoi più intimi collaboratori conoscessero le sue impressioni e le sue idee sulla Germania nazista. Ma è questa lettera che alimenterà la “via tedesca” della scomparsa. È certo comunque che a Fermi (la cui moglie era ebrea) tali idee e concezioni non
dovessero fare grande piacere e certo pure è (vedi in proposito l'ottimo libro di Recami su Majorana) che Segrè (ebreo anch'egli) rimase stizzito da una analoga sua lettera. Tuttavia non si può affermare che Majorana fosse un filo-nazista. In un'altra lettera spedita a Giovanni Gentile jr. parla di stupida teoria della razza; ma soprattutto nell'ultimo suo articolo pubblicato Majorana esprime, sia pure in modo indiretto, un'opinione positiva del libero arbitrio, opinione incompatibile col nazismo.
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COSA DICE EMILIO SEGRE' SU MAJORANA E LA GERMANIA
Solo Majorana che andò in Germania nel 1934 si lasciò impressionare dalla propaganda nazista e scrisse lettere favorevoli al regime.
[Da Enrico Fermi, Fisico, Zanichelli 1971, pag. 95]


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Autore Albero



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