Andrea Frova - "La passione di conoscere"

BUR 2012

Data 17.11.2012 - 12:43

Andrea Frova La passione di conoscere BUR, pagg. 340, settembre 2012, Euro 12 __________ Andrea Frova è persona che ho la fortuna di conoscere, anche se non bene come vorrei. E’ un fisico, un grande fisico con una storia importante che interseca gran parte della storia della seconda metà del Novecento. Oltre ad essere un fisico di grandissimo rilievo è un eccellente divulgatore che (a volte insieme a sua moglie, Mariapiera Maranzana) ha scritto libri eccellenti per la stessa casa editrice in cui pubblica quest’ultimo lavoro. Questo lavoro di Frova è una biografia in gran parte scientifica che parte dagli anni del liceo fino ad arrivare ad un breve racconto della sventata visita di Benedetto XVI alla Sapienza di Roma. Per far capire che Frova è persona di rilievo nel campo della fisica e dell’ottica e dei semiconduttori ricordo un piccolissimo aneddoto riguardante me studente all’allora Istituto di Fisica della Sapienza. Lavoravo insieme a due amici e colleghi nel laboratorio del IV anno. Con un laser dovevamo fare una certa misura che risultò complessa. Provammo a sistemare davanti al laser uno schermo semitrasparente ed accaddero fenomeni che non riuscivamo a spiegarci. Provammo varie combinazioni, consultammo tutti i libri disponibili in biblioteca, chiedemmo all’eccellente tecnico di laboratorio, ma … niente, non si capiva cosa accadesse. Vi fu un consulto tra tecnici ed il risultato fu unanime: solo Frova è in grado di risolvere questo problema. Il problema non lo risolvemmo perché non riuscimmo a trovare Frova che era all’estero. Con questo volevo solo comunicare ai lettori la comune considerazione che si aveva di Frova. Nel libro, oltre appunto i racconti coinvolgenti delle sue esperienze di ricerca all’estero, principalmente nel campo dei semiconduttori, Frova racconta anche del suo impatto con la contestazione del 1968 e con l’occupazione dell’Istituto di Fisica. Tornava dagli USA ed immaginava che vi fosse maggiore pragmatismo tra i docenti. Invece gli schieramenti erano aprioristici e seguivano le posizioni politiche di ciascuno. Mi sembra che Frova, anche nel periodo di confusione generale, approvasse il modo con cui si muovevano gli studenti in un primo periodo, anche perché permettevano e proteggevano da eventuali vandali la ricerca che poté continuare sempre senza interruzioni. E’ invece durissimo il suo giudizio su una banda di delinquenti che, dopo il primo periodo di lotte, si era impossessato dell’Istituto agendo impunito come una vera squadraccia. Parlo del famigerato Collettivo di Fisica. Vorrei da qui comunicare a Frova che il giudizio mio di studente e di neolaureato è molto peggiore del suo. A parte ogni altra considerazione che può trovare ampio spazio nelle cronache criminali, il capo del collettivo era, anni prima, mio amico. Era più grande di me ed iniziava il primo anno con fatica. Gli passai i miei appunti, i miei problemi risolti, con la trepidante raccomandazione di riavere il tutto. So che Frova capisce cosa voglio dire: non mi ha mai restituito nulla e siamo finiti con il mio totale disprezzo per ogni sua azione squadristica. A parte questo periodo triste della sua (ma anche mia) vita, le altre storie raccontano successi, crescita, impegno civile e sociale. Vi sono poi Appendici che, in modo estremamente chiaro, raccontano dei vari fenomeni fisici discussi. Per concludere mi piace ricordare che Andrea Frova è stato, con Carlo Bernardini, tra i presentatori del mio libro, Alla ricerca di un uomo chiamato Gesù, alla Libreria Odradek di Roma. E’ un gran bel libro che consiglio. Roberto Renzetti



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