
Walter Peruzzi - "IL CATTOLICESIMO REALE"
ODRADEK 524 Novemb
Data 30.12.2008 - 19:03
| Sono davvero contento di poter presentare ai lettori di fisicamente questo libro che è un vero studio serio ed articolato che spazia in ogni questione che noi ordinariamente dibattiamo ma senza quella base culturale ed informata che questo libro ci offre.
E' uno degli studi più seri e completi della Chiesa che sia stato fatto in Italia dopo Ernesto Rossi.
Leggerlo arricchirà moltissimo tutti coloro che in questa Chiesa vedono un cancro che continua ad esistere con tanta protervia in Italia perché, dalle parti nostre, non abbiamo goduto delle gioie della Rivoluzione Francese.
Roberto Renzetti
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Presentazione dell'autore
Si è detto che per criticare la società basta descriverla. Ciò vale anche per la religione cattolica. Qui pertanto descriveremo, anzi faremo descrivere alle sue massime autorità, quel che il cattolicesimo è stato ed è realmente, specie quannto a dottrina morale, in contrasto con il cliché della religione dell'eguaglianza, della gioia, dell' amore e della vita che si usa per rappresentarlo.
«Questo è un libro anticlericale», scrisse Ernesto Rossi introducendo nel 1965 il suo Il Sillabo e dopo. «La sua singolarità consiste soltanto nel fatto che non è stato scritto da un anticlericale, ma dagli otto pontefici che si sono succeeduti, durante l'ultimo secolo, sulla "cattedra di San Pietro"».
Anche questo libro è composto da testi di papi, concili, padri e dottori della Chiesa scelti, inquadrati e commentati, confrontandoli con passi della Bibbia, e con riferimenti in nota al Corano, per far emergere le sintonie profonde (che in altra occasione potrà essere interessante approfondire) fra le tre religioni monooteiste e specialmente del cattolicesimo con l'Antico Testamento, più ancora che con il Vangelo (o in contrasto con esso).
Scopo di questa "autopresentazione" del cattolicesimo è mostrare come sia mondata la sua pretesa di incarnare, in un mondo dominato dal relativismo, valori morali indiscutibili e perennemente validi per tutti.
Giovanni Paolo II, aprendo l'anno santo 2000, manifestava implicitamente tale convinzione, ossia che i cattolici "predicano bene" anche se spesso "razzolano male", quando ha chiesto perdono per le colpe commesse dai "figli" della Chiesa in contrasto, a suo dire, con la santità dei suoi insegnamenti, sempre giustii, anzi infallibili ed eternamente veri.
Il presente volume intende mostrare proprio il contrario, ossia che c'è uno scarto insanabile non tanto fra la dottrina cattolica e i comportamenti di chi la pratica, quanto fra le idee di giustizia, amore, eguaglianza, che solitamente intendiamo come valori morali e che la tradizione identifica, a ragione o a torto, con gli insegnamenti di Cristo (del che qui non ci interessa discutere) e la reliigione cattolica in quanto tale, come corpus dottrinale autonomo e storicamente determinato.
I brani qui antologizzati mostrano che la Chiesa cattolica, indipendentemennte da come razzola e dai delitti che ha commesso nella sua storia (e ai quali pure accenneremo), ha predicato e continua a predicare male, cioè che a essere insensate o immorali sono molte sue dottrine e insegnamenti, formulate da papi e da concili, più che le infedeli applicazioni dei suoi "figli". Si tratta di dottrine e insegnamenti che spesso, secondo i papi, dovrebbero essere condivise da tutti in quanto conformi a un supposto "diritto naturale" e che invece contrastano col comune senso morale e ledono fondamentali diritti umani. Citiamo, fra i molti casi, la dottrina del peccato originale, secondo la quale i figli devono pagare per le colpe dei padri; la difesa della schiavitù; l'obbligo per la moglie di essere sotttomessa al marito; il diritto-dovere, premiato da Dio con la vita eterna, di ucciidere gli infedeli, di torturare e bruciare eretici e streghe; la credenza in queste ultime; l'omofobia e l'antisemitismo; la condanna della libertà di coscienza; l'imposizione della religione di stato; la definizione del rapporto sessuale come in sé peccaminoso; il divieto di usare i contraccettivi anche se ciò ha provocato e provoca moltissime vittime. E così via.
Alcune di queste dottrine valgono ancora oggi, altre (come il diritto-dovere di uccidere gli infedeli, la guerra santa, la condanna della libertà di coscienza o la teoria geocentrica) sono state corrette o abbandonate, in genere da non molto tempo, obtorto collo e quasi mai del tutto. Anche in questi casi però la Chiesa, non volendo riconoscersi fallibile come una qualsiasi istituzione "umana" e portatrice di idee storicamente condizionate, variabili nel tempo, non ha mai ammesso di essersi sbagliata. Al contrario, dando prova d'una invincibile ipocriisia, che è un altro tratto caratteristico di tutta la sua storia, è ricorsa agli argomenti più sofistici per dimostrare, come ironizza lo stesso teologo cattolico Hans Kung, che «o l'errore non sussisteva affatto, oppure, quando alla fine non si era più in grado di contestare, reinterpretare, minimizzare e sfumare, non c'era stata una decisione infallibile».
Spesso l' apologetica cattolica lamenta che i fedeli leggano poco i testi dei loro pastori. Ma sono lagnanze incaute poiché niente meglio di questi testi, come potrà verificare chi avrà la pazienza di leggerli, e senza nulla togliere alla loro importanza storica, mina la credibilità del cattolicesimo mostrando la sequela di concezioni inaccettabili, discutibili o assurde, anche contrastanti fra loro e smentite in seguito, che papi e concili hanno proclamato nel corso dei secoli, con suppponenza, come "verità" e "valori" assoluti.
Proprio da quello che dice la Chiesa, non i suoi critici, risulta che la dottriina cattolica - lungi da potersi proporre come guida sicura per la società del nostro tempo, valida per tutti i cittadini e anzi da imporre loro per legge - è oggi, e senza voler negare il ruolo storico che ha avuto in passato, un insieme di norme anacronistiche e immorali, là dove non si limita a ripetere generiche esortazioni evangeliche diventate banali luoghi comuni o non fa propri, per adeguarsi ai tempi, principi cui il pensiero laico è arrivato prima della Chiesa e in conflitto con essa.
Sicché viene da chiedersi, e ci auguriamo che più di uno dei nostri lettori se lo domandi, come possono vantarsi maestri infallibili e pretendere obbedienza, quando intervengono su coppie di fatto, omosessualità o eutanasia, divorzio, procreazione assistita, contraccezione o aborto, quelle "guide cieche" che hanno sbagliato e indotto in errore per secoli i "fedeli", o ancora li inducono in errore, in tema di rapporti fra chiesa e stato, di concezione della donna, di schiavitù, guerre "giuste", libertà religiosa, tortura o pena di morte, sessualità, antisemitiismo e perfino astronomia ...
Si potrà certo osservare, e alcuni cattolici lo affermano, che il cattolicesimo non si riduce alla "gerarchia". Ma nella società e nella storia, per i governanti come per i loro popoli, il cattolicesimo continua ad essere quello predicato e rapppresentato dal papa e dai vescovi. Ed è questo cattolicesimo reale, cioè la dottriina della Chiesa di Roma, l'oggetto del nostro discorso.
Walter Peruzzi
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L'infallibilità è il problema. Non soltanto per la Chiesa. Un'istituzione bimillenaaria, carica di prescrizioni assolute e astoriche riguardanti la vita di ciascuna perrsona, confligge con la modernità e con l'evolversi delle relazioni umane. Specialmente da quando fece dell'infallibilità un dogma. Mossa audace, certamente. Ma alla fin fine autolesionista. Promosse infatti come "infallibili" non solo la Bibbia (dettata da dio in persona) e i concili ecumenici, ma tutti i papi. Ognuno, singolarmente inteso, qualsiasi cosa abbia detto. Papi che hanno legittimato la schiavitù e la guerra, la tortura e la pena di morte, l'antisemitismo e l'omofobia, la subordinazione delle donne e la repressione della sessualità, le diseguaglianze sociali e la religione di stato, passando per l'Inquisizione e la caccia alle streghe. Infallibilmente.
Ma queste "verità" tutte egualmente "infallibili" sono spesso palesemente in contrasto fra loro. Insostenibili. E tradiscono inoltre lo scarto insanabile, non tanto tra dottrina cattolica e comportamenti di chi la pratica, quanto fra quel che si intende per "valori morali" (giustizia, amore, rispetto della vita, eguaglianza), e la dottrina cattolica come realmente è.
Un lungo ragionamento, quello dell'autore, che si sviluppa facendo parlare i testi, facendo emergere la critica del cattolicesimo dall'esposizione che ne fanno i suoi stessi rappresentanti e componendo un esteso ipertesto in cui entrare dove si vuole per costruire un proprio breviario, un contrappunto non occasionale di un punto di vista laico e moderno, quanto mai utile per contrastare l'offensiva confessionale in atto.
WALTER PERUZZI (Verona 1937) docente, organizzatore politico-culturale, diretttore di "Guerre&Pace". È autore di numerosi articoli e saggi su varie riviste ("Adesso", "Riformadella scuola" ecc.), alcune delle quali da lui fondate o dirette ("Bollettino del Centro d'Informazione"; "Lavoro Politico"; "Marx 101''l e di inchieste sociologiche fra cui l'Atlante delle migrazioni, 2000 e 2004; L'arcipelago delle migrazioni, 2006.
ISBN 83-86973·97·7
euro 32,00
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