1.
L'ecclesiastico che incorresse in peccato carnale, sia con suore, sia con
cugine, nipoti o figliocce, sia, infine, con un'altra qualsiasi donna, sarà
assolto, mediante il pagamento di 67 libbre,
12 soldi. 2.
Se l'ecclesiastico, oltre al peccato di fornicazione chiedesse d'essere assolto
dal peccato contro natura o di bestialità, dovrà pagare 219 libbre, 15 soldi.
Ma se avesse commesso peccato contro natura con bambini o bestie e non con una
donna, pagherà solamente 131 libbre, 15 soldi. 3.
Il sacerdote che deflorasse una vergine, pagherà 2 libbre, 8 soldi. 4.
La religiosa che ambisse la dignità di abbadessa dopo essersi data a uno o più
uomini simultaneamente o successivamente, all'interno o fuori del convento,
pagherà 131 libre, 15 soldi. 5.
I sacerdoti che volessero vivere in concubinato con i loro parenti, pagheranno
76 libbre, 1 soldo. 6.
Per ogni peccato di lussuria commesso da un laico, l'assoluzione costerà 27
libbre, 1 soldo; per gli incesti si aggiungerà a coscienza 4 libbre. 7.
La donna adultera che chieda l'assoluzione per restare libera da ogni processo e
avere ampie dispense per proseguire i propri rapporti illeciti, pagherà al Papa
87 libbre, 3 soldi. In un caso analogo, il marito pagherà uguale somma; se
avessero commesso incesto con i propri figli aggiungeranno a coscienza 6 libbre. 8.
L'assoluzione e la sicurezza di non essere perseguiti per i crimini di rapina,
furto o incendio, costerà ai colpevoli 131 libbre, 7 soldi. 9.
L'assoluzione dell'assassinio semplice commesso sulla persona di un laico si
stabilisce in 15 libbre, 4 soldi, 3 denari. 10.
Se l'assassino avesse dato la morte a due o più uomini in uno stesso giorno,
pagherà come se ne avesse assassinato uno solo. 11.
Il marito che infliggesse maltrattamenti a sua moglie, pagherà alle casse della
cancelleria 3 libbre, 4 soldi; se fosse uccisa, pagherà 17 libbre, 15 soldi, e
se le avesse dato morte per 12.
Chi affogasse suo figlio, pagherà 17 libbre, 15 soldi (o sia 2 libbre in più
che per uccidere uno sconosciuto), e se a uccidere fossero il padre e la madre
di comune accordo, pagheranno 27 libbre, 1 soldo per l'assoluzione. 13.
La donna che distruggesse il figlio che porta nel suo ventre, e il padre che
avesse contribuito alla realizzazione del crimine, pagheranno 17 libbre, 15
soldi ognuno. Colui che facilitasse l'aborto di una creatura che non fosse suo
figlio, pagherà 1 libbra di meno. 14.
Per l'assassinio di un fratello, una sorella, una madre o un padre, si pagherà
17 libbre, 5 soldi. 15.
Colui che uccidesse un vescovo o un prelato di gerarchia superiore, pagherà 131
libbre, 14 soldi, 6 denari. 16.
Se l'assassino avesse dato morte a più sacerdoti in varie occasioni, pagherà
137 libbre, 6 soldi, per la prima uccisione, e la metà per quelle successive. 17.
Il vescovo o abate che commettesse omicidio per imboscata, incidente o per
necessità, pagherà, per raggiungere l'assoluzione, 179 libbre, 14 soldi. 18.
Colui che in anticipo volesse comperare l'assoluzione di ogni omicidio
incidentale che potesse perpetrare in futuro, pagherà 168 libbre, 15 soldi. 19.
L'eretico che si convertisse, pagherà per l'assoluzione 269 libbre. Il figlio
dell'eretico arso, impiccato o giustiziato in qualsiasi altra forma potrà
essere riabilitato solo mediante il pagamento di 218 libbre, 16 soldi, 9 denari. 20.
L'ecclesiastico che non potendo pagare i propri debiti volesse liberarsi
dall'essere processato dai creditori, consegnerà al Pontefice 17 libbre, 8
soldi, 6 denari, e gli sarà perdonato il debito. 21.
Sarà concessa la licenza per installare posti di vendita di vari generi sotto i
portici delle chiese, sarà concesso mediante il pagamento di 45 libbre, 19
soldi, 3 denari. 22.
Il delitto di contrabbando e frode ai diritti del principe costerà 87 libbre, 3
denari. 23.
La città che ambisse per i suoi abitanti o per i suoi sacerdoti, frati o
monache, la licenza di mangiare carne e latticini in epoche in cui è proibito,
pagherà 781 libbre, 10 soldi. 24.
Il monastero che volesse variare la regola e vivere con minore astinenza di
quella prescritta, pagherà 146 libbre, 5 soldi. 25.
Il frate che per migliore convenienza o gusto volesse passare la vita in un
eremo con una donna, consegnerà al tesoro pontificio 45 libbre, 19 soldi. 26.
L'apostata vagabondo che volesse vivere senza ostacoli, pagherà uguale quantità
per l'assoluzione. 27.
Uguale quantità pagheranno i religiosi, siano questi secolari o regolari, che
volessero viaggiare in abiti da laico. 28.
Il figlio bastardo di un sacerdote che volesse essere preferito per succedere
nella cura al padre, pagherà 27 libbre, 1 soldo. 29.
Il bastardo che volesse ricevere ordini sacri e goderne i benefici, pagherà 15
libbre, 18 soldi, 6 denari. 30.
Il figlio di genitori sconosciuti che voglia entrare negli ordini, pagherà al
tesoro pontificio 27 libbre, 1 soldo. 31.1
laici contraffatti o deformi che vogliano ricevere ordini sacri e possedere
benefici, pagheranno alla cancelleria apostolica 58 libbre, 2 soldi. 32.
Uguale somma pagherà il guercio dell'occhio destro, mentre il guercio
dell'occhio sinistro pagherà al Papa 10 libbre, 7 soldi. Gli strabici
pagheranno 45 libbre, 3 soldi. 33.
Gli eunuchi che volessero entrare negli ordini, pagheranno la quantità di 310
libbre, 15 soldi. 34.
Colui che per simonia volesse acquistare uno o molti benefici, s'indirizzerà ai
tesorieri del Papa, che gli venderanno il diritto a un prezzo modico. 35.
Colui che per avere mancato un giuramento volesse evitare ogni persecuzione e
liberarsi di ogni tipo d'infamia, pagherà al Papa 131 libbre, 15 soldi. Inoltre
consegnerà 3 libbre Post scriptum Il 31 ottobre 2002, alle 15:57 mi arriva
questa lettera: "Roberto: la
Taxa Camarae e un documento falso. Puoi vedere il sito Purtroppo
vi è qualcuno, evidentemente anonimo, che crede che quanto mi è stato
comunicato sia un qualcosa che io non avrei fatto conoscere. Invece lo pubblico
subito in modo che chi vuole possa andare a vedere nel sito proposto (è in
spagnolo). Io non ho
argomenti personali per sostenere o meno l'autenticità della Taxa Camarae. So
solo che qualunque documentazione offertaci dal Vaticano e suoi strenui seguaci
NON E' ATTENDIBILE e dico il perché. Le
gerarchie vaticane si sono SEMPRE rifiutate di aprire i loro archivi agli
studiosi. E' accaduto per Giordano Bruno, per Galileo, per molti
"eretici" (ho esperienza personale). Recentissimamente sta avvenendo
per il Papa Pio XII, il Papa antisemita, ferocemente anticomunista, amico di fascisti e nazisti. Di fronte
ad un numero sempre maggiore di testimonianze nel senso delle cose che dicevo,
il Vaticano ha fatto sapere che farà conoscere dei documenti in proposito (si
veda la Repubblica del 3 novembre 2002 alle pagine 32 e 33). Lo
storico Michel Marrus risponde così: "Non basta che la Chiesa
pubblichi gli atti segreti sul prelato. Noi storici vogliamo entrare negli
archivi....Vanno cercate le opinioni del religioso sugli ebrei: li incontrò mai
quando fu nunzio in Germania?" Proprio
di questo si tratta: non servono notizie fatte filtrare ad arte. Non serve
mentire in uno dei possibili modi: il dire la verità MA NON TUTTA. Se non vi
sono scheletri (a migliaia) negli armadi, li si aprano e si faccia conoscere al
mondo il livello di "santità" della Chiesa tutta. Quando
sapremo che la Chiesa ha operato per il bene delle persone noi atei saremo
felici di riconoscerlo pubblicamente. Noi non abbiamo altro da difendere che la
dignità della persona.
Aclaraciones acerca del origen y
posible falsedad del documento titulado Taxa Camarae
http://www.pepe-rodriguez.com/Mentiras_Iglesia/Taxa/Taxa_taxacamarae_falsa.htm
Reflexiones previas acerca de la imposibilidad actual
de dar por auténtico o falso el documento denominado
Taxa Camarae y su supuesta autoría por parte de León
X Un
grupo integrista católico, responsable del sitio web
apologetica.org, en uso de su legítimo derecho, ha
puesto en cuestión la autenticidad de la Taxa Camarae
y de la autoría atribuida al papa León X, abriendo así
una buena oportunidad para debatir e indagar sobre un
asunto cubierto de oscuridad.
Valga señalar, de antemano, que apologetica.org es un
"Sitio a cargo de religiosos del Instituto del Verbo
Encarnado", una secta católica fanática fuertemente
criticada y cuestionada en Argentina y cuyos centros de
formación han sido clausurados en el año 2001 por la
propia Iglesia católica (ir
a ver más información sobre este grupo). Sin duda
vale la pena saber algo más sobre quienes se firman en
su web como "Equipo de Investigaciones Especiales *.
Para Apologetica.org. * Este equipo de personas radica
en diversas partes del mundo. Es un grupo
independiente". ¿Independiente de quién o de qué? En
su web, apologetica.org/Instituto del Verbo Encarnado
también declaran, con descaro y nula honestidad
histórica y científica que "Quede claro desde el primer
momento: no tenemos ninguna intención de juzgar la vida
y obra del Papa León X", al que más adelante
salvaguardan afirmando que "Lo que hemos podido ver de
los escritos auténticos de León X es tan lejano del
contenido de la Taxa como el blanco del negro". Sin duda
hacen bien en no pretender juzgar la vida de León X ya
que ésta, por lo que han escrito muchos cronistas,
parece tener mucho más de negro que de blanco. León X,
como otros papas de su época, brilló por su carácter
disoluto y corrupto (ver
notas biográficas sobre su vida). El
documento denominado Taxa Camarae ha sido
publicado en diferentes libros (y países, al menos en
los idiomas italiano, francés y español) desde, al
menos, el siglo XIX, por lo que llama poderosamente la
atención que, hasta la fecha, no se conozca de nadie
que, ya sea desde dentro de la Iglesia católica o desde
el mundo académico, haya cuestionado la autenticidad de
este documento.
Hasta el momento, la referencia bibliográfica más
antigua de la que se tiene noticia que cita la Taxa
Camarae aparece en el libro titulado Diccionario
de controversia editado en Italia a finales del
siglo XIX, escrito por Teófilo Gay (1850-1914), que no
cita la fuente original del documento. El libro del que
reproduje el texto publicado en el mío --y que figura en
este web-- fue editado en Francia en la primera década
de 1900 y tampoco contenía referencia de la fuente
original (al menos en las fotocopias que me entregó el
jesuíta Martín; ver más abajo). En un libro de 88
páginas, editado en 1936 por la Librería Pons
(Barcelona, España) y de autoría "anónima" (que resulta
atribuible al propio editor), se reproduce exactamente
el mismo texto que yo traduje del libro francés y
tampoco cita ninguna fuente (ver su texto original:
págs. 82-83-84 y
págs. 85-86-87). En
este momento seguimos buscando nuevas fuentes para
intentar aclarar el origen y camino que siguió este
documento hasta hoy. Las posibilidades a contrastar son
varias: 1) El documento es auténtico y original de León
X. 2) El documento es auténtico, pero el autor es algún
prelado de su época. 3) El documento es una
falsificación hecha en tiempos de León X (suposición que
cabe tener en cuenta ya que este pontífice publicó, en
1517, un documento, Inhaerendo vestigiis,
destinado a denunciar presuntas falsificaciones de
documentos atribuidos a éste o a miembros de la curia,
aunque sin que se conozcan contenidos o autores de tales
actos). 4) El documento es una invención surgida en el
siglo XVIII.
Obviaremos, de momento, las dos primeras posibilidades,
para concentrarnos en las dos afirmaciones básicas
vertidas por los miembros de apologetica.org: que la
Taxa Camarae ha sido inventada por el autor de este
web para "calumniar" a la Iglesia y, obviamente, que el
texto es falso y que León X no pudo ser de ninguna
manera su autor. La
primera afirmación sólo puede ser fruto de la mala fe,
fanatismo e ignorancia del equipo de apologetica.org, ya
que ellos mismos afirman haber localizado la referencia
ya citada de Teófilo Gay
(1) ; aunque a pesar de que presumen de un gran
rigor académico e investigador y de ser una organización
internacional, no han sido capaces ni de localizar la
obra del tal Gay (basta escribir en un buen buscador
"Teofilo Gay" "Taxa" para ir al web donde se reproduce
parte de su obra titulada Diccionario de controversia
y donde, en la voz "cuaresma", se cita la Taxa
Camarae Apostolicae; o, también desde Internet,
buscar por el nombre de este autor en alguna biblioteca
importante, como la Biblioteca Nacional en Madrid, donde
se guardan dos ediciones de la obra; o en la
Bibliothèque Nationale de France, en cuyo catálogo
figura la obra de Gay titulada Arsenal antipapal,
dictionnaire des hérésies, impostures et idolâtries de
l'Église romaine (traduit de l'italien par Léa
Gay-Humbert), publicada en 1901, con 232 páginas); es
muy probable que la edición italiana "original" a la que
se refiere, que lleva el mismo título, sea de 1882.
Tampoco han localizado la edición de 1936 de Librería
Pons que se reproduce aquí, ni cualquiera otra. [Valga
señalar que, en febrero de 2002, en la web de
apologetica.org dicen haber localizado la edición
italiana del libro de Gay...más vale tarde que nunca].
Dado que ni en 1936 ni antes andaba yo por este mundo,
es muy improbable que pueda ser yo el autor del texto
original. Es obvio que hace al menos 120 años, si no
más, que circulan versiones de este texto, por lo que si
hay algún falsificador habrá que buscarlo en otro lado y
época.
Deteniéndonos un poco en la obra de Teófilo Gay, diremos
que hasta la fecha he encontrado las referencias de dos
ediciones del Diccionario de controversia en
castellano (1.- traducida por Blas A. Maradei del
italiano y editada en Buenos Aires por la Junta Bautista
de Publicaciones en el año 1944 --fecha que la ficha
bibliográfica de la Biblioteca Nacional de Madrid pone
entre interrogantes--; 2.- la misma traducción, pero
editada en 1994 por Ediciones Clie (Terrassa,
Barcelona), con 423 páginas). En la referencia que hay
en Internet sobre dicha obra, en la voz "cuaresma" (http://www.geocities.com/teofilogay/109.html)
aparece este texto: "El que desee conocer la tarifa de
las dispensas de los ayunos de cuaresma la hallará en la
'Taxa Camarae Apostolicae' publicada por León X, cap. 61
art. 9, 10, 11 y 12". Si esta cita es correcta y se
ajusta al texto original de Gay, el dato que aporta es
muy importante ya que los artículos citados tratan otros
asuntos mucho más escabrosos en las ediciones de la
Taxa francesa y española que dieron lugar a la
publicada por este autor. ¿Indicaría esto que hay varios
modelos de Taxa circulando desde hace al menos un
par de siglos? ¿Supone que sobre un texto inicial de la
Taxa se han eliminado o variado algunos
artículos? De momento, la respuesta debe quedar aplazada
hasta cuando pueda revisar una edición original de la
obra de Gay (que aunque aparece como ejemplar en
existencia en la Biblioteca Nacional y en otras, no
consta en el catálogo comercial de editorial Clie; en
cualquier caso, en el web de Daniel Sapia aparece
publicado parte del texto de esta edición de Clie
concerniente a la Taxa Camarae, ver:
http://www.conocereislaverdad.org/Taxacamarae.htm).
De todos modos, tras revisar esa obra, quizá obtengamos
alguna respuesta más... pero también aparecerán nuevas
preguntas...
[Ir
al catálogo de publicaciones localizadas que citan la
Taxa Camarae]
Por otra parte, la intención académica de
apologetica.org y su ética queda absolutamente en
entredicho si tenemos en cuenta que en un e-mail me
conminan a que "si usted está dispuesto, basado en la
documentación que le adjunto, a retratactarse de modo
conveniente, esto podría cambiar los planes de
publicación y de divulgación que al momento estamos
considerando" (ir
al e-mail). ¿Este grupo católico investiga para que
todos conozcamos mejor la verdad histórica o sólo para
acallar a quienes resultan incómodos a su creencia
católica? Me consta que diferentes webs que han
reproducido la Taxa Camarae han recibido mails
conminándoles a eliminarla bajo amenazas. La
segunda afirmación se fundamenta en una correcta y
amplia revisión bibliográfica de documentos que concluye
sin haber encontrado rastro ninguno de la citada Taxa
Camarae (más abajo se adjuntan los datos de tal
revisión tal como me los remitieron sus autores). En
otras circunstancias, el hecho de no haber localizado el
documento entre las fuentes revisadas sólo podría
significar que no existe ni existió jamás, pero esta
suposición no puede ser aceptable en el presente caso.
Veamos la razón:
Apologética.org, al referirse a las fuentes en que ha
indagado, afirma: "Hacemos notar que son fuentes de
primera clase, editadas en los siglos XVI, XVII, XVIII y
XIX. No existe nada mejor, salvo los mismos archivos,
que fueron estudiados por estas colecciones, y por los
autores que se citan más abajo. Por otro lado, los
documentos salían en copias, no se trataba de un solo
ejemplar. ¿Cómo puede ser que ninguna colección de bulas
y documentos realizada por históricos en base a decenas
de archivos de decenas de bibliotecas de los siglos XVI,
XVII, XVIII y XIX no traiga ninguna mención de ninguna
Taxa, ni nada que se le parezca?"
Los miembros de apologetica.org, que presumen de
trabajar con rigor, honestidad y academicismo, faltan a
la verdad con sumo descaro cuando afirman que no hay
fuentes mejores. Sí las hay, muchas y mejores, pero ni
ellos, ni sus fuentes de consulta, ni nadie puede
acceder a ellas para comprobar quién tiene razón. Saben
perfectamente en apologetica.org, aunque lo callan en
defensa de sus intereses católicos, que junto a la
biblioteca vaticana existe un edificio contiguo que
alberga el llamado "archivo secreto" --para acceder a su
sala hay que pasar por seis estrictos controles de
seguridad, tres de ellos protegidos por guardias suizos
armados--, al que sólo acceden investigadores
debidamente autorizados, pero que están limitados a
trabajar únicamente con los documentos repertoriados en
los catálogos que se les ofrece. La primera conclusión
es que cualquier documento que no figure en un catálogo
no puede solicitarse para su estudio porque oficialmente
"no existe".
Pero no sólo esto limita --y pone en duda-- el alcance
de cualquier investigación actual al respecto, sino que,
a mayor abundamiento, quienes conocen bien ese archivo
secreto saben que hay muchos anaqueles con documentación
que no es accesible para nadie ya que ¡¡¡está prohibido
revisarla bajo pena de excomunión!!! (tal como se
advierte en cada uno de los anaqueles censurados y
hurtados a la revisión histórica seria). Sin duda no es
casualidad que los cientos de documentos que "no
existen" sean de los siglos XVI y XVII, una época con
demasiados aspectos oscuros y con una corrupción que la
Iglesia sigue queriendo ocultar. Nadie, hoy, sabe que
contienen esos archivos, así que nadie, hoy, puede
afirmar o negar nada de forma tajante respecto a la
veracidad o no de la Taxa Camarae (o de "los
documentos similares" que mis críticos buscaban y,
lógicamente, no han encontrado); tampoco pueden hacerlo,
claro está, quienes en los siglos citados trabajaron en
los archivos vaticanos pero sin poder acceder a un
material sin el cual toda conclusión o afirmación no
puede ser más que provisional.
Naturalmente, no sólo un elevado número de documentos de
los turbulentos siglos XVI y XVII resultan imposibles de
revisar --resultando así "inexistentes"--, tampoco son
accesibles, por ejemplo, cientos de documentos fechados
a partir de 1922 ... inicio del periodo más vergonzoso
de la Iglesia moderna comandada por el mediocre y
reaccionario Pío XI, así como por su sucesor Pío XII,
claros amigos y apoyos del fascismo italiano y del
nazismo alemán. De algunos de los documentos de esa
época se tiene constancia por los originales y
referencias encontradas en archivos fascistas y nazis,
pero, sin duda, acceder a los ahora "inexistentes"
documentos haría perder a la Iglesia esa supuesta
dignidad histórica que sólo mantiene merced a lo que
oculta. La
pregunta que deriva de lo afirmado anteriormente es
obvia: ¿si nadie puede acceder a los archivos que
podrían guardar copia de la Taxa Camarae, es esto
una prueba de su falsedad? Es probable. Pero es
igualmente probable que el documento que dio origen a
las publicaciones en libros críticos o anticlericales
fuese una copia del original depositado en el archivo
vaticano y guardada en algún otro lugar más accesible en
un momento determinado... Se puede especular en el
sentido que se prefiera, pero, de momento, en ejercicio
de la pura decencia académica e intelectual, es
imposible afirmar o negar nada. Sólo cuando se puedan
revisar todos los documentos que ahora oculta la Iglesia
y/o se sepa quién y cómo puso en circulación lo que
todavía hoy se conoce como la Taxa Camarae,
estaremos en condiciones de afirmar la veracidad o no
del contenido de este documento. En
cualquier caso, dado que no tengo el menor interés en
dar por cierto un documento dudoso (pienso, al igual que
muchos teólogos católicos, que la Iglesia de hoy tiene
aspectos mucho peores y más criticables que esa Taxa
Camarae), y que mi objetivo nunca es el de
escandalizar, sino el contribuir a una crítica
fundamentada de aquello que abordo, recomiendo tener por
dudoso este documento hasta que no se pueda acreditar
una u otra hipótesis. Si en el futuro se probase
indubitadamente que este documento fuese falso, sería
eliminado de este web, pero justamente por ser dudoso
debo mantener la copia de la Taxa Camarae en el
web, para que cada cual pueda reflexionar sobre las
circuntancias que lo envuelven y, ojalá, pueda aportar
un poco más de luz histórica a la discusión abierta.
************
(1) En el primer boceto del trabajo de
apologetica.org se relacionaban los sitios en los que
aparecía la Taxa Camarae y entre ellos se citaba:
"- Conoceréis la Verdad (
http://www.conocereislaverdad.org ). Sitio de Daniel
Sapia. Tenía un enlace a la Taxa, y en la introducción
hacía la presentación con estas palabras: "En esta época
(año 2001), luego del maquillaje superficial que el
Concilio Vaticano II practicara sobre la imagen de la
Iglesia Católica Romana, es casi inconcebible suponer
que en un pasado no muy lejano, quienes se auto
denominan la "Única Iglesia..." etc. Retiró el enlace
que tenía al sitio de Pepe Rodríguez (antes de nuestro
trabajo). Extraña que, siendo un sitio "cristiano", haya
puesto un enlace a un sitio cuya literatura es no solo
anti-católica, sino anti-Dios, anti-Cristo y
anti-Biblia. Esperamos que, convencido de la
inautenticidad de la Taxa exponga un breve aviso, para
reparar al menos en parte el mal que se hizo.
Interesante el dato que nos aporta sobre la autenticidad
de la misma; dice: "...la Taxa Camarae, [...] no lo leí
solo del libro del anticristiano Pepe Rodriguez sino
también en uno del 1800 de Teófilo Gay (Aunque este
último no cita la fuente)". Tal como ya se ha dicho
anteriormente, el propio Daniel Sapia ha acabado por
reproducir en su web el texto de Gay sobre la Taxa
Camarae (http://www.conocereislaverdad.org/Taxacamarae.htm).
(2) Ante la negación absurda, hecha por algunos
apologetas católicos, de que la Guardia Suiza vaticana
no va armada, cabe tener en cuenta no sólo la evidencia
física de la realidad de ese cuerpo, apreciable por
quienes lo conozcan, sino lo publicado desde las mismas
instancias católicas. Así, por ejemplo, en el periódico
católico "Cristo Hoy" Año VII N° 398 del 10 al 16 de
enero de 2002, editado en Argentina (sede del núcleo
principal de apologetica.org) se dice: "...Y el 14 de
septiembre de 1970 fueron abolidos los Cuerpos armados
pontificios, con excepción de la Guardia Suiza... La
propia Gendarmería pontificia fue convertida en un
cuerpo de "vigilantes" desarmados, aunque más tarde
volverían a llevar armas" (y citan como fuente: "La
Iglesia Católica en la segunda mitad del siglo XX", José
Orlandis Rivera, Ediciones Palabra, Madrid, 1998). A más
abundamiento, fue público y notorio que el 4 de mayo de
1998, en el apartamento del edificio de la Guardia Suiza
ocupado por el comandante del cuerpo, Alois Estermann
(hombre al servicio de los intereses del Opus Dei), fue
asesinado éste, su esposa Gladys Meza Romero y el cabo
segundo Cédric Tornay por disparos de arma de fuego. El
propio portavoz vaticano, Navarro-Valls (Opus Dei),
declaró que el cabo "mató con su arma reglamentaria a
los esposos...". Al margen de que el Vaticano mintió y
ocultó y falseó pruebas para acusar falsamente al cabo
del asesinato, cometido por santos varones vaticanos de
más alta alcurnia, cabe fijarse en que lo hizo con "su
arma reglamentaria" ¿en qué quedamos, van armados o no?
Además de las armas largas automáticas con que cuenta la
Guardia Suiza para la defensa que tiene encomendada, su
arma corta reglamentaria es la Sig Sauer 75 de 9 mm. con
cargador de 9 cartuchos, un arma de uso bélico con gran
poder de penetración que parece muy impropia para un
lugar como el Vaticano. El uso y tenencia de armas por
los miembros de la Guardia Suiza lo regula, entre otros,
el artículo 38 del Reglamento orgánico disciplinario y
administrativo de la Guardia Suiza pontificia del 28 de
julio de 1976.
Origen del texto denominado Taxa Camarae y
atribuido al Papa León X reproducido en este web El
texto de la Taxa Camarae reproducido en este web
tiene el siguiente origen: en junio de 1974, durante un
viaje de vacaciones a París, un jesuíta español, que me
fue presentado como padre Martín, con el que coincidí en
un almuerzo en casa de una amiga común, nos habló del
contenido de la Taxa Camarae y, tras escucharle,
le solicité una copia de ese documento, razón por la que
al día siguiente le acompañé hasta una biblioteca de la
Universidad de Le Sorbonne, donde buscó un libro, me
mostró las páginas en las que aparecía el texto buscado
y él mismo solicitó una fotocopia y me la entregó.
Entonces ese texto era una mera curiosidad que surgió
estando de vacaciones, y estaba muy lejos de mis
intereses de la época, así es que no anoté la referencia
de aquel libro que, según recuerdo, estaba editado en la
primera década de 1900. Antes de abandonar la
biblioteca, el padre Martín solicitó y me fotocopió otro
documento muy crítico con su propia orden, los jesuitas
(era un librito de instrucciones publicado bajo el
nombre de Mónita Secreta, un documento del siglo
XVII, conservado en Bruselas). Al regresar, guardé esas
fotocopias y permanecieron olvidadas hasta que hace unos
15 años aparecieron entre otros muchos papeles
archivados; estaban ya bastante deterioradas, así que
copié su texto, traduciéndolo del francés, y lo guardé
de nuevo hasta que, en 1997, al hacer un breve
comentario sobre el negocio descarado que hizo la
Iglesia en base a las indulgencias, decidí reproducirla
como un pequeño anexo del libro que estaba escribiendo.
Obviamente, antes de incluirla se la di a leer a un par
de teólogos católicos amigos y me comentaron que "era
correcta", que era uno de los motivos de la ruptura de
Lutero. Lo mismo me respondieron tres historiadores
consultados (uno medievalista y los otros dos de
historia de las religiones). No comprobé nada más,
máxime cuando ese documento no tenía la menor
importancia dentro del conjunto del libro de referencia,
y lo di por bueno. Las críticas recibidas desde algunos
teólogos católicos, tras la publicación del libro, no
sólo no pusieron en duda la "autenticidad" de la Taxa
Camarae sino que argumentaron que "ese documento es
del siglo XVI y la Iglesia actual no tiene nada que ver
con ello..."
Aunque, al reproducir el texto, no tenía la referencia
original de su fuente, ni a mi, ni a los expertos
consultados que lo leyeron nos cupo la menor duda acerca
de la autenticidad de un texto que se daba por publicado
en 1517, una fecha, precisamente, en la que se agudizó
hasta el límite el escándalo de la concesión de
indulgencias a fin de recaudar fondos para la
construcción de la basílica de San Pedro -aunque, en
realidad, la mitad de lo recaudado por las promulgadas
en 1514 estaba destinado a pagar las deudas que Alberto
de Branderburgo (arzobispo de Maguncia y encargado de
publicar la bula) tenía con el Banco de los Fugger- y se
inició el enfrentamiento de Lutero contra las
indulgencias clavando sus 95 tesis en la puerta del
castillo de Wittemberg. En
línea con lo afirmado en el apartado anterior, cabría
pensar que: o bien el documento denominado Taxa
Camarae es falso y ha sucedido lo mismo que con los
famosos
Protocolos de los hijos de Sión (1), que
muchos estudiosos en todo el mundo dieron por auténticos
y sirvieron para justificar la masacre de cientos de
miles de judíos --una maniobra de falsificación, acoso y
descrédito que con anterioridad ya había realizado la
Iglesia católica española para
justificar la expulsión de los judíos (2) --, o lo
que ocurre es algo similar a la historia de otros muchos
documentos embarazosos y escandalosos de la Iglesia que
han sido siempre negados y ocultados por ésta, tal como
ha sucedido, por ejemplo, con la falsificación papal del
documento conocido como Constitum Constantini o
Donatio Constantini. En
los textos clásicos de la historiagrafía católica se da
siempre por auténtica la llamada Constitum
Constantini o Donatio Constantini, que no es
más que un documento criminal, falsificado por el papa
romano hacia el año 754 en connivencia con la corte del
emperador Pipino el Breve. En ese documento, su supuesto
firmante, el emperador Constantino, otorgó grandes
propiedades y desmedidos privilegios religiosos y
civiles al papa de Roma... que sirvieron de base, nada
menos, que al imperio que hoy se personaliza en
el Estado Vaticano (refundado en 1929; desde el punto de
vista legal el primer Estado de la Iglesia debería ser
cuestionado ya que se conformó mediante un acto
jurídicamente nulo al instituirse mediante un documento
falsificado por sus beneficiarios). En este caso nos
encontramos ante el ejemplo contrario, la Iglesia
católica falsificó un documento, se lucró como nunca
jamás ha hecho nadie y negó su delito hasta el siglo XIX
(hoy ya no hace falta negarlo, simplemente se ha
olvidado todo el mundo de este episodio). En
fin ¿es la Taxa Camarae una impostura que
pretende lo contrario que los documentos antes aludidos,
falsificados por la Iglesia, y que ha sido originada en
el protestantismo o en el anticlericalismo de los siglos
XVIII y XIX? Tal como se ha argumentado anteriormente,
no puede haber una respuesta definitiva a tal cuestión.
Lo que dice el documento es coherente con lo que vino
sucediendo en la Iglesia católica medieval y que no es
secreto para nadie, pero algo bien distinto es,
obviamente, que tal listado de horrores fuese puesto por
escrito y firmado por el papa al que se le atribuye.
Antes de reproducir la Taxa, ninguno de los
expertos consultados, catolicos o no, dudó de su
autenticidad --también la dió por auténtica el jesuita
que me entregó la copia del texto--, por eso lo incluí
en mi libro, aunque como un aspecto muy menor y
absolutamente tangencial (de hecho aparece como anexo
porque era demasiado extenso para quedarse reducido a
una nota a pie de página, que es lo que debió ser).
Tampoco, hasta hoy, había recibido objeción alguna,
antes al contrario, de expertos de diversos países que
me han enviado correcciones y ampliaciones muy
meticulosas al contenido del libro donde fue
reproducida, pero sin cuestionarla en absoluto.
*************
(1) El histórico antisemitismo alemán fue adoptado
también en otros países de Europa central y occidental
y, claro está, en la parte oriental del continente,
donde jamás perdieron vigencia los modos medievales
contra los judíos. En 1881 comenzaron las masacres
organizadas, denominadas pogroms, que fueron una
política gubernamental deliberada para desviar el
descontento social y político de los trabajadores y
campesinos rusos hacia unas víctimas bien diferenciadas.
La difusión de un panfleto de contenido falso, Los
protocolos de los hijos de Sión, que pretendía
revelar una conspiración judía internacional para
dominar el mundo, publicado primero en Rusia, en 1905, y
luego en toda Europa, fue un detonante que, sumado a un
conjunto de elementos sociopolíticos, propició cientos
de miles de muertes sólo en Rusia.
(2) Entre las dieciocho acusaciones habituales
contra los judíos recogidas por Amador de los Ríos, en
1845, la sexta señala: "en remembranza de la muerte que
dieron a Jesús, sacrificaban los Viernes Santos a niños
o jóvenes cristianos, poniéndoles en una cruz y bebiendo
de su sangre". Un bulo que trascendió el terreno de la
calumnia para convertirse en causa de persecución
judicial cuando el poder político, siempre subyugado a
la influyente Iglesia, se convirtió en brazo ejecutor de
un delirante odio religioso, racial y socioeconómico.
Así, por ejemplo, Alfonso X el Sabio, en sus Partidas,
VII, XXIV, ley 2, ordenó: "Et porque oyemos decir que en
algunos lugares los judíos ficieron et facen el día del
Viernes Santo remembranza de la pasión de Nuestro Señor
Jesucristo en manera de escarnio, furtando los niños et
poniéndolos en la cruz, o faciendo imágenes de cera et
crucificándolas cuando los niños non pueden haber,
mandamos que, si fama fuere daquí adelante que en algún
lugar de nuestro señorío tal cosa sea fecha, si se
pudiere averiguar, que todos aquellos que se acercaren
en aquel fecho, que sean presos et recabdados et aduchos
ante el rey; et después que él sopiera la verdad,
debelos matar muy haviltadamente, quantos quier que
sean."
Intercambio de correspondencia con un representante
de apologetica.org
(Nota: la correspondencia que se presenta aquí mantiene
los textos originales completos, mientras que la
presentada en el web de apologetica.org ha eliminado con
descaro todo cuanto no les convenía).
De: "Nino Mendoza" <ninomendozaxx&yahoo.es>
Estimado Sr. Rodriguez: Gracias por su atento mensaje.
Atentamente, N.
Mendoza
****************************
De: "Pepe Rodríguez" <emaaxx&pepe-rodriguez.com>
Estimado sr. Mendoza,
Atentamente.
Pepe Rodríguez
****************************
De: "Nino Mendoza" <ninomendozaxx&yahoo.es>
Sr. Rodríguez: acuso recibo de su mensaje, y de lo
publicado por usted en su sitio (al día de la
fecha,10/12/01). Nos alegra poder arrojar algo de luz
sobre el tema. Nuestra publicación se hará esta semana,
si Dios quiere. Lamento lo de "las pocas cosas", pero si
uno vé el índice temático de su libro en la red, allí
aparecen pocas cosas accesibles en linea, entre otras la
Taxa. De todos modos, esa afirmación será sacada del
escrito. Cualquier observación que le parezca pertinente
será sinceramente agradecida.
Atentamente,
Nino M.
****************************
De: "Pepe Rodríguez" <emaaxx&pepe-rodriguez.com>
Sr. Mendoza,
Pepe Rodríguez
****************************
De: "Nino Mendoza" <ninomendozaxx&yahoo.es>
Estimado Sr. Rodríguez: he estado viajando estos
días,sabrá disculpar la tardanza de mi respuesta. Le
haremos llegar en breve el resultado final de nuestro
pequeño estudio, con nuevo material, que se publicará en
la red. También hemos sacado lo que podía resultar
hiriente a su persona (no es nuestra intención en
absoluto) siguiendo sus sugerencias y una lectura más
atenta del artículo. El juicio de valor académico y
ético queda firme. Ni siquiera hemos obtenido ninguna
información sobre la supuesta publicación de la Taxa en
algún libro de Teófilo Gay. Hemos buscado sus libros
aunque sin resultado. Habrá que seguir insistiendo
oportunamente. Sin duda será interesante si podemos dar
con el autor. De todos modos, como usted mismo nota, el
único valor que tendría la información en los libros de
Gay es mandar la Taxa un siglo para atrás, ya que según
los datos que manejamos, en los libros de Gay no habría
tampoco ninguna alusión a ninguna fuente.
Nino Mendoza
Investigación bibliográfica que pretende refutar la autoría por
parte de León X de la Taxa Camarae y afirma la presunta
falsedad de este documento [volver]
Redacción de Apologetica.org La
bibliografía consultada 1. Fuentes
para los documentos papales -
Bullarium, Diplomatum et Privilegiorum Sanctorum Romanorum
Pontificum, editada por Gaude, desde 1857 al 1882;
treintaicuatro volúmenes, todos los documentos desde San Pedro
al 1829; los documentos de León X están en el Volumen V, Turín
(1860) pp. 537-775. Aquí están todos los documentos relevantes,
en su versión original latina, con fecha, circunstancias y
cualquier otro dato de interés. De aquí tomamos la lista que
aparece más adelante, y aquí recorrimos documento por documento.
- Hay una
edición más antigua, la Collectio bullarum et constitutionum de
Giusto Fontanini, Roma (1752). Trae lo mismo que el anterior
sobre León X. - Más
antigua aún: Compendium Bullarii, de Flavio Cherubini, Roma
(1623): lo mismo. - Más
atrás aún: Bulle diversorum Pontificum incipiente Ioanne XXII
usque ad Paulum Papam III, de Luis Gomes, Roma (1542): lo mismo. - Hemos
visto otras colecciones, antiguas y recientes, que podemos
investigar, en la eventualidad de cualquier sugerencia
bibliográfica que se nos haga llegar. Hacemos
notar que son fuentes de primera clase, editadas en los siglos
XVI, XVII, XVIII y XIX. No existe nada mejor, salvo los mismos
archivos, que fueron estudiados por estas colecciones, y por los
autores que se citan más abajo. Por otro lado, los documentos
salían en copias, no se trataba de un solo ejemplar. ¿Cómo puede
ser que ninguna colección de bulas y documentos realizada por
históricos en base a decenas de archivos de decenas de
bibliotecas de los siglos XVI, XVII, XVIII y XIX no traiga
ninguna mención de ninguna Taxa, ni nada que se le parezca? 2.
Historias de la Iglesia - Manual
de la Historia de la Iglesia, de Hubert Jedin, Tomo V
(Barcelona, 1972). Todo el "manual" son diez volúmenes. Nada
sobre un documento semejante. - Historia
de la Iglesia, de Flichte-Martin, Tomo XVII (el volumen completo
está dedicado al tiempo de León X). Toda la obra son treinta
volúmenes. Hemos buscado pacientemente sin encontrar ninguna
pista. - The
Oxford Encyclopedia of the Reformation, en cuatro volúmenes,
nuestro Papa en el volumen 2. Nada sobre el tal documento. Note el
lector la envergadura de estas obras. Si alguien nos señala una
obra de igual o mayor importancia que las mencionadas, vamos a
consultarla inmediatamente. 3. Obras
especializadas -
Geschichte der Päpste seit dem Ausgang des Mittelalters
(1305-1799), de Ludwig Pastor, diesiseis tomos en veintidós
volúmenes, Freiburg/Brsg., 1886-1933. Se puede ver una biografía
-en alemán- y un resumen de la actividad gigantesca de este
historiador en el artículo del Biographish-Bibliographishes
Kirchenlexicon. Hemos consultado, además de la versión alemana,
varias otras versiones más al alcance del publico en general,
que se pueden ver en las bibliotecas importantes: la versión en
inglés The History of the Popes, Consortium Books (USA) 1908,
volumen VII (son cuarenta en esta versión); la italiana Storia
dei Papi, donde todo el volumen IV (Roma, 1960) está dedicado
exclusivamente a León X (577 páginas de formato grande); la
versión en español Historia de los Papas, los volúmenes VII y
VIII (Barcelona, 1911), enteramente dedicados a León X. La
Columbia Encyclopedia resume así la obra historiográfica de
Ludwig Pastor: 1854–1928,
German historian. The author of the monumental and authoritative
History of the Popes from the Close of the Middle Ages (40 vol.,
tr. 1891–1953), he combined a Roman Catholic bias with the most
painstaking scholarship and erudition. He was privileged with
access to the secret archives of the Vatican, and his history,
largely based on hitherto unused documents, supersedes all
previous histories of the popes. Pastor’s theme is that the
shortcomings of the papacy have reflected flaws of the age.
Although not an unqualified defender of Catholicism, he has been
criticized for lack of objectivity. He was Austrian minister to
the Vatican from 1921. Con
respecto a la crítica que algunos le hacen por "falta de
objetividad" (como en la dicha Enciclopedia), vale la pena notar
que esto se podrá referir -en caso de que la acusación tenga
motivos, cosa que dudamos con buenos fundamentos- a la
interpretación de los hechos que Pastor hace; después de todo,
el análisis de los hechos es siempre algo muy subjetivo; pero
esto de ningún modo significa que llegase por ejemplo a callar
la existencia de un documento semejante, lo cual iría contra su
misma naturaleza. Pastor era un historiador nato. Nadie puede
dudar de la veracidad de sus estudios: estuvo dieciséis años
investigando en los archivos secretos del Vaticano y del
Laterano, y recorrió más de doscientas ciudades de Europa y sus
más importantes archivos (puede verse por ejemplo el The Oxford
Dictionary of the Christian Church, 1997, al voz "Pastor Ludwig
von", p. 1229). The Oxford Encyclopedia of the Reformation que
citamos más arriba dice en la bibliografía de las páginas
418-419 que la obra de Pastor sobre los Papas es "la mejor
historia del Pontificado de León X" ("the best account of Leo's
Pontificate"). El Grande
Dizionario Enciclopedico UTET (obra de veintisiete volúmenes),
volumen XV, Turín (1989) p. 557 dice de Pastor (traducimos del
italiano, resaltado nuestro): La obra de
Pastor representa una mole de estudio muy notable; la tesis
católica del autor no le impide de exponer y criticar con toda
libertad lo obrado por algunos Papas del Renacimiento, mientras
que la riqueza de documentación le permite corregir muchos de
los prejuicios más comunes, sobretodo de parte de los
protestantes. En su
obra, Pastor trata las finanzas, las indulgencias, la reforma,
la vida de la curia, los documentos, la política, el clero, etc.
bajo el pontificado de León X. No hay aspecto que no haya sido
tratado, en base exclusivamente a documentos. Pues bien,
Pastor desconoce absolutamente la supuesta Taxa Camarae y no da
indicios de ningún otro documento que se le parezca siquiera
remotamente. No solo eso. En su obra encontramos estas
conclusiones: Las bulas
pontificias [de León X] expusieron la doctrina de las
indulgencias con absoluta exactitud dogmática (volumen VI, p.
304). Las bulas pontificias acerca de la indulgencia, no
ofrecían fundamento ninguno para estas tesis [los abusos del
predicador Tetzel]. (idem, p. 315). - Vita e
Pontificato di Leone X, de Guglielmo Roscoe, Milán (1817), una
obra de doce volúmenes exclusivamente dedicada a León X. El tema
de las indulgencias y la reforma en el volumen V. Ninguna
alusión a ningún documento del estilo de la Taxa. -
Geschichte der Päpste de Franz X. Seppelt, en seis volúmenes.
León X está en el volumen IV, München (1957). Nada sobre la
supuesta Taxa ni sobre ningún documento que se le parezca. -
Dizionario Storico del Papato, preparado por Ph. Levillain, en
dos volúmenes, Milán (1996). Allí en la voz "Leone X"
encontramos nada sobre la Taxa. -
Enciclopedia dei Papi, editada por el Istituto della
Enciclopedia Italiana (2000, tres volúmenes). Tomo 3, pp. 42-64:
todo sobre León X (la obra no es religiosa sino "laica").
Resultado: ninguna mención a nada que se le parezca. -
Enciclopedia dei Papi, dirigida por Giuseppe Alberione, dos
volúmenes, Catania (1964). Nada. - The
Medici Popes, de Herbert M. Vaughan, Washington/London (1908,
re-impreso en 1971). Lo correspondiente a León X en las pp.
100-284. Aunque es muy franco sobre los elementos de decadencia
de la época, ninguna mención a un documento semejante. - Hay
obras especializadas sobre León X en latín, francés y alemán, de
los siglos XVII al XX. De estos hemos revisado los respectivos
"índices de documentos citados en la obra", y no hay ninguna
Taxa Camarae. 4. Otras
obras - Handbuch
der Europäischen Geschichte de Theodor Schieder, ocho volúmenes.
Nuestro Papa en volumen III, Stuttgart (1979). Nada. - Damos fe
que hemos consultado otras obras monumentales sobre la historia
de Italia y de Roma, escrita por diversas instituciones, algunas
absolutamente a-religiosas. Hemos consultado historias del
derecho canónico en sus fuentes. No encontramos ninguna alusión
a dicho documento. Las críticas que se hacen sobre el asunto de
las indulgencias se dirigen, en todas las obras consultadas, a
los abusos en la aplicación de la doctrina que se daban en
determinados lugares. Ninguna obra testifica ningún documento de
León X que manifieste siquiera algo de la corrupción que muestra
la Taxa. Las
conclusiones de la investigación PRIMERA
CONCLUSIÓN: La Taxa Camarae no existe, es un fraude. León X,
Papa desde 1513 a 1521 (se puede ver el artículo sobre su vida
-en inglés- en "The Catholic Encyclopedia") firmó los siguientes
documentos (bulas y decretos; los citamos, como es costumbre,
con las dos o tres palabras iniciales del documento original, en
latín): 1513 Estos son
todas las bulas y decretos importantes que firmó León X. Al
respecto notemos: 1.- Las
fuentes de este listado se pueden ver en la bibliografía
consultada (ver más arriba); son las colecciones que se hacen en
base a los documentos de archivo. 2.- La
lista fue confeccionada por gente del EIE, no está tomada de
ningún otro lado. Como verá el lector, no hay ningún documento
llamado Taxa Camarae. Pero "tal vez se trate de un nombre puesto
a posteriori, en consideración del contenido"... Podría ser, por
lo cual revisamos todos y cada uno de los documentos de 1517.
Resultado: Nada parecido a la Taxa Camarae. Pero tal vez -se
podrá pensar- se trata de un documento de otro año". Concedido.
Revisamos todos y cada uno de los documentos del papado de León
X. La conclusión es siempre la misma: Nada ni siquiera parecido
a la Taxa Camarae. 3.-
Recorriendo el material emanado de León X, encontramos, al
contrario, documentos de reforma de la situación eclesial,
reformas que - como declaran los históricos (consultar la
bibliografía citada) - no fueron llevadas a la práctica
debidamente, y eso fue sin duda una de las causas del estallido
de la "reforma" protestante. Por ejemplo: en el Supernae
dispositionis, en los incisos 16, 34-37, de León X, se lee (lo
que va entre [] es nuestro, la traducción es nuestra):
16.- [está
hablando de los cardenales] ...quienes, por su mismo estado,
deben sobrepasar a los demás cristianos en la limpieza de sus
vidas y el esplendor de sus virtudes. Por lo cual no solamente
les exhortamos y amonestamos, sino que establecemos y les
mandamos [...] que según la doctrina de los Apóstoles de tal
modo vivan sobria, santa y castamente que se abstengan no sólo
del mal, sino hasta de toda apariencia de mal, y así brillen
ante los hombres por sus buenas obras y den culto a Dios sobre
todas las cosas. Que todos sean vigilantes en el espíritu y
atentos a la celebración del oficio divino y de la Santa Misa, y
conserven sus capillas e iglesias del modo que pide la
naturaleza del lugar, como ha sido la costumbre desde siempre.
Que las casas de los cardenales, sus familias y sus mesas no
sean un testimonio de fasto y pompa, ni de nada superfluo ni de
cualquier manera reprensible, de modo que no den con ello causa
alguna de pecado y de exceso, sino que, al contrario y como
corresponde a su oficio, puedan convertirse en un verdadero
ejemplo de modestia y frugalidad. [...] 34.- Para
que particularmente los clérigos vivan de modo casto y
continente, según lo prescriben los cánones, establecemos que
los que obren contrariamente sean castigados estrictamente,
según los cánones. [En la supuesta Taxa se lee, por ejemplo: "El
fraile que por su mejor conveniencia o gusto quisiere pasar la
vida en una ermita con una mujer, entregará al tesoro pontificio
45 libras, 19 sueldos"] 35.- Si
alguno, sea este laico o clérigo, fuera culpable del crimen por
el cual viene "la ira de Dios sobre los hijos de la
desobediencia" (Ef 5,6) [son las inmoralidades sexuales], sea
castigado tanto por los sagrados cánones como por la justicia
civil. 36.- Los
concubinos, sean laicos o clérigos, sean penados por los mismos
cánones, y que de ningún modo sean excusados de sus pecados ya
por la tolerancia de sus superiores, ya por la mala costumbre
iniciada -cosas ambas que mejor llamaríamos "depravación"- ya
por cualquier otra excusa, sino que sean castigados severamente
según lo prevé el derecho [...] 37.- Y
para que las manchas y pestes de la nefasta simonía [compra de
los cargos eclesiásticos, viene de Simón el mago que quiso
comprar a los Apóstoles el poder de hacer milagros; ver Hechos
8, especialmente v. 18] no sólo sean definitivamente expulsadas
de la Curia Romana, sino también de toda institución cristiana,
renovamos con la presente los decretos de nuestros antecesores y
las constituciones de los Concilios que se han declarado todos
contra los tales simoníacos y ordenamos que las mismas leyes
sean respetadas sin excepción ninguna y sean aplicadas, y los
que obren contra dichas leyes queremos que sean debidamente
castigados. [Uno de los pasajes de la Taxa decía: "El que por
simonía quisiera adquirir uno o muchos beneficios, se dirigirá a
los tesoreros del Papa, que le venderán ese derecho a un precio
moderado"] Baste este
ejemplo para ver el tenor de los edictos que firmó León X. Se
puede ver aquí la Supernae dispositionis 16, y aquí los incisos
34-36, fotografías tomadas por EIE. Nos consta que todos los
decretos son a este tenor. Cabe preguntarse: ¿Podría un mismo
Papa escribir estos documentos de reforma y algunos años más
tarde otros del tipo de la Taxa?
Encontramos, curiosamente, un documento de León X (Inhaerendo
vestigiis ¡de 1517!) dedicado todo él a delatar y detener a los
que falsificaban documentos y los hacían aparecer como
provenientes del Papa o de otros oficiales de la curia. Es
decir, consta clara e inequívocamente que durante el pontificado
de León X (y ya antes, como dice el documento) circulaban
documentos falsos... (puede verse aquí el documento papal). Agregamos
a continuación algunas palabras sobre León X que escribiera nada
menos que Martín Lutero, en una carta dirigida al Papa en 1520,
tres años después de la supuesta Taxa: "Tu fama y
la fama de tu vida recta se conocen en todo el mundo. [... Luego
de describir sin ambivalencias una corte papal corrupta con la
pluma que lo caracteriza, Martín Lutero dice a León X:] Pero tu,
Santo Padre, eres como una oveja en medio de lobos, como Daniel
en medio a los leones y Ezequiel entre los escorpiones. ¿Cómo
harás para oponerte a estos monstruos tu sólo? Concedamos que
atraes a ti tres o cuatro cardenales sabios y santos, ¿qué
podrán hacer estos en medio a los otros? [Continúa la crítica a
la curia, y luego dice:] De esto me he dolido siempre, óptimo
León, que has sido hecho Pontífice en estos tiempos, siendo
digno de tiempos mejores" (Tomado de
M. Luther, Werke Volumen VII, Weimar (1897) pp. 3-11 con el
texto en alemán, y pp. 42-49 con el texto en latín; la carta
está firmada el 6 de septiembre de 1520 en Wittenberg, Alemania;
traducción nuestra del texto latino) ¿Conocía
Lutero la Taxa Camarae? El Sr. Rodríguez dice que "este
documento -la Taxa- y otros similares forzaron la comprensible
ruptura de Lutero" ¿Cómo puede Lutero escribir a León X del modo
como le escribió si León X era el responsable del documento
monstruoso que nos presenta Pepe Rodríguez? Alguno podría pensar
que las palabras en favor de la rectitud de León X son irónicas.
Sin embargo la lectura de la carta en su totalidad excluye esa
posibilidad (Lutero no ahorra epítetos contra todo el mundo
curial, y le dedica su buena parte también a León X por "no
hacer lo que debe" para impedir los escándalos). Tampoco se
podría tratar de mera adulación, cosa que el mismo Lutero, en la
misma carta, declara una actitud "abominable". ¿Es
posible que el documento no esté en estas colecciones de bulas,
pero que exista igualmente en alguna otra parte? Ciertamente es
posible. Pero ... ¿dónde? ¿Dónde podemos encontrar al menos una
mínima y aunque sea indirecta referencia al mismo? En la
literatura que hemos consultado, los autores han hecho sus
trabajos en base a todos los documentos papales de numerosos
archivos, y ninguno de estos autores sabe nada de tal documento.
Además del
trabajo de investigación sobre las fuentes que hemos mencionado
más arriba, podemos aportar aquí el testimonio de tres personas
cualificadas (guardamos el anonimato): el decano de Historia de
la Iglesia de una universidad pontificia de Roma; el decano de
la facultad de Derecho Canónico de otra universidad de
prestigio, que es también titular de la cátedra de Historia de
las Fuentes del Derecho Canónico; y el responsable de la sección
histórica de la Biblioteca Vaticana; los tres desconocen una
bula o disposición semejante. Es curioso
constatar también que ninguna de las obras históricas citadas
más arriba siquiera menciona la existencia de una tal bula o
documento, como podría ser si se tratase de un documento
controvertido, y se dijese por ejemplo: "La Taxa es tenida por
algunos como auténtica, por otros como espuria..." etc. El
motivo de esta ausencia es claro: la Taxa carece de toda
autenticidad, ninguno de los historiadores encontraron nada
parecido a la Taxa. ¿Podría darnos alguien otra explicación
sobre este silencio? ¿Será que todos los historiadores citados,
enciclopedias, diccionarios, documentos... se han puesto de
acuerdo para hacer silencio sobre la Taxa Camarae? ¿O será más
bien que es una invención, una leyenda negra? No hemos
dejado fuera del elenco ninguna obra que revisamos, por traer
esta algún dato que vaya contra nuestra postura: en otras
palabras, todas las obras que hasta el día de la fecha hemos
visto desconocen la Taxa, ninguna la reporta ni reporta
documento parecido. Cabe
preguntarse: ¿porqué poner en boca de León X un decreto falso y
aberrante? ¿Cuáles eran las intenciones del verdadero autor? La
única respuesta cuerda que nos parece tener algún sentido es
esta: León X fue el Papa que condenó las proposiciones de Martín
Lutero (Exurge Domine). Para quienes odian a la Iglesia, la Taxa
sugeriría claramente la siguiente conclusión: "Vean ustedes, los
católicos, cuál fue el Papa que condenó a Lutero: un perfecto
delincuente".
Apologetica.org, una web mantenida por miembros de una secta
católica integrista, fanática... y clausurada por la propia
Iglesia católica El gran
nivel "intelectual" y "académico" del que tanto presumen los
adeptos del Instituto del Verbo Encarnado/apologetica.org puede
entreverse en la cretinez supina que uno de sus destacados
miembros, el sacerdote Juan Carlos Sack, le escribe en un e-mail
a Daniel Sapia: "..Sabrás también que Pepe Rodriguez, de donde
originariamente viene la Taxa, es enemigo de Dios, de
Jesucristo, de la Biblia, de la Iglesia, de la Fe y de toda sana
doctrina. Un hijo de la desobediencia, entre los cuales un
tiempo caminábamos todos nosotros. Hay que pedir a Dios por su
conversión.". ¡¡¡¿?!!! Un trabajo
periodístico de Hernán Brienza y Sergio Góngora, publicado en la
revista argentina “3 Puntos”, permite comprender muy bien las
razones de la demagogia, fanatismo, ultraconservadurismo y
virulencia que caracteriza las acciones del Instituto del Verbo
Encarnado y, claro está, del sitio web apologetica.org
administrado por algunos de sus miembros destacados y radicado
también en Argentina.
A LA
DERECHA DEL OPUS Por
primera vez hablan los miembros de la congregación más fanática
y politizada de la Iglesia Argentina. Un extraño grupo que reúne
a Seineldín, ex guerrilleros, fundadores de Tacuara y Guardia de
Hierro. Los castigos corporales y su cruzada con el “Socialismo,
la televisión y el deseo inmoderado de placeres”. ¿Por qué los
expulsan del país?. ¿Por qué los recibe el Vaticano?.
LA EXPULSION
DE VERBO ENCARNADO. NUEVA GUERRA DE LA ORTODOXIA CLERICAL Los
acordes del órgano que quiebran la tranquilidad de la mañana
sanrafaelina, en Mendoza, mientras un prolijo coro repite
insistentemente el estribillo de lo que semeja un canto
gregoriano: “Benedictum Verbum Incarnatum”. El
sacerdote abre los brazos y repite una frase incomprensible. Su
voz, potente y seca, remite a la oscuridad de las grandes
abadías medievales de piedra. El latín, la lengua muerta,
deshechada por el Concilio Vaticano II en la década del setenta
para la liturgia católica, renace de su garganta. Hasta que
el amén final clausura la misa y el extraño viaje a un pasado
remoto. Los religiosos, entonces, salen ordenadamente de la
moderna parroquia de ladrillos a la vista de la calle El
Chañaral y se abrazan y besan efusivamente: celebran el Día del
religioso, paradójicamente el día después de la clausura del
Seminario del Instituto del Verbo Encarnado, al cual ellos
pertenecen, por disposición directa del Vaticano. ¿Ustedes
son periodistas?, ¿Por qué no me sacan unas fotos?- dice,
campechano, Miguel Sacco, el sacerdote mas viejo del grupo, y se
ríe buscando un cómplice. Camina sobre el césped prolijo y habla
con un acento porteño inconfundible. “Soy de Floresta, hincha de
San Lorenzo y de All Boys, y fanático de Horacio Salgán..”. Esa
es su terjeta de presentación, con la que invita a cruzar un
jardín de olivos para llegar a la modesta habitación donde vive.
En la biblioteca pueden leerse títulos tan variados como La
Historia de Cristo, de Giovanni Papini, El naufragio del
progresismo y un ejemplar del Concilio Vaticano II. Y mientras
se saca la sotana comienza a hablar con su voz cascada: “Acá en
el Instituto hay gente de todo tipo, rubiecitos con guita y
gente de la mas baja estofa. Nos acusan de estar en contra del
Papa pero para nosotros es un ídolo. No hay nada raro, nos
ponemos la camiseta del cristianismo y defendemos la teología
que se desprende del Magisterio de la Iglesia. No nos gustan las
teologías modernas, ni las cosas contestatarias como la
“Teología de la Liberación”. Sacco hace
silencio. Relata su vida: que era empleado bancario, que se casó
de joven con una piba de barrio, que tuvieron varios hijos y que
decidió ordenarse después de la muerte de su esposa. Hoy tiene
66 años, cinco nietos y un fervor religioso a prueba de balas. “No soy
del verbo encarnado. Pero estoy viviendo acá y estoy muy
contento. Esto es muy popular porque vienen mas de cien personas
por misa y eso es porque le damos bola a la gente. Pero no nos
gustan las categorías tradicionales. ¿Qué se opone al
progresismo?, ¿el conservadurismo?, NO. Lo que se le opone es la
misión y nosotros somos misioneros. Siempre hubo gente en la
Iglesia que se quiso escapar por la tangente. El progresismo es
eso: la tangente, no es la Iglesia. Y yo quiero esto: un
sacerdocio despolitizado. La Teología de la Liberación fue un
verso total, nuestra opción por los pobres es verdadera porque
es espiritual.” Ustedes
defienden a la Iglesia pero es justamenete ella quien les
clausuró el seminario. ¿Cómo se entiende?. (El
arzobispo de San Juan, monseñor Alfonso), Delgado nos está
jodiendo, es verdad. No nos gusta que nos cierren las casas,
pero bueno, de última es el comisario pontificio. Vamos a
respetar la decisión pero también vamos a pelearla dentro de la
Iglesia. HERMANOS
EN ARMAS El obispo
surgido de la prelatura personal del Opus Dei, Alfonso Delgado,
es un engranaje más en el conflicto. O no. Eso aún no está
claro. Lo cierto es que ya es el tercer comisario pontificio
desde que estalló el conflicto con el Episcopado a principio de
la década del noventa, pero el primero con amplios poderes para
decidir sobre el futuro de la Asociación Pública de Fieles
Instituto del Verbo Encarnado. Y no dudó a la hora de
ejercerlos: con tres decretos firmados en Roma, el 5 de
diciembre pasado ordenó el cierre de las tres casas de la
congregación en San Rafael: el seminario mayor “María, Madre del
verbo Encarnado”, el seminario menor “San Juan Evangelista” y el
noviciado masculino “Marcelo Morcella”. “Estas
determinaciones han sido tomadas en consonancia con el Papa Juan
Pablo II. Aunque son disposiciones duras y difíciles, han sido
dispuestas para el bien del Instituto del Verbo Encarnado, para
ayudarlo a resolver los problemas de comunión eclesial y de
obediencia que no son de ahora, pues Ahora
bien, lo que todos se preguntan dentro y fuera de los muros
católicos es por qué justamente el Opus, un grupo ortodoxo como
pocos, es el encargado de sancionar al Instituto del Verbo
Encarnado, Mientras los opusdeístas sostienen que ellos no
tienen nada que ver y no se trata de una cuestión de *[Nota
aclaratoria a la información precedente del artículo de Hernán
Brienza y Sergio Góngora, enviada al webmaster por
Apologética.org en un mail fechado el 09-02-2005: "El Instituto
del Verbo Encarnado no ha sido jamás clausurado por la Iglesia
Católica; El Instituto del Verbo Encarnado, después del período
de probación ad experimentum ha sido aprobado como Instituto
Religioso de Derecho Diocesano en Velletri-Segni, Italia. Puede
usted informarse mejor en este sitio:
http://www.ive.org/secciones.asp?titulo=Aprobaci%F3n+del+Instituto.
Hace un
tiempo tuvo lugar también una Celebración Eucarística presidida
por el Cardenal Sodano, Secretario de Estado del Santo Padre.
Dicha celebración, realizada en la capilla de la tumba de San
Pedro, de la Basílica Vaticana, fue un modo de agradecer a Dios
el don de la aprobación. Puede informarse sobre esta celebración
en
http://www.ive.org/secciones.asp?titulo=Misa+de+acci%F3n+de+gracias+con+el+Cardenal+Sodano".
Dado que respetamos el derecho de cada cual a decir lo que crea
oportuno, y aunque los autores del artículo aquí reproducido
nada tienen que ver con este web, ni su webmaster tiene la menor
relación con ellos, reproducimos sin más comentarios el punto de
vista de los aludidos"].
DESOBEDIENTES El
sacerdote abre la puerta de la secretaría de la catedral de San
Rafael y luego de pedir que su nombre quede en el anonimato –
dice que por “miedo, porque ellos son muy poderosos”, en
referencia a los miembros del Instituto – acepta hablar en
nombre del obispo Guillermo Garlatti. “Las cosas siempre
estuvieron mal, porque el obispo es un conservador moderado,
cercano a Karlic, y eso éstos señores no se lo perdonan. Son
desobedientes, nunca informan cómo se financian ni admitieron
una inspección de sus libros. Hacen actividades sin pedir
permiso. Actúan como si fueran independientes de la Iglesia. Son
soberbios y suelen atacar verbalmente a las jerarquías. Por
éstas razones, Garlatti no descansó hasta verlos domados”,
explica con voz trémula, mientras se toma el labio inferior con
los dedos índice y pulgar en un gesto pensativo. “De todas
maneras ahora van a tener un poco mas de aire, en la nueva casa
generalicia de Roma (ver recuadro)”, dice, y se refugia en
silencio hermético que concluye en un adiós. Los
integrantes del Verbo, entre ellos el jefe provincial Gabriel
Zapata, en cambio, aseguran que “se trata de una cuestión de
celos, porque el seminario diocesano de San Rafael está vacío y
el nuestro repleto de alumnos”. Pero ante
la pregunta de si los resquemores también se deben a una
competencia en la forma de recaudación de fondos entre distintos
sectores de la Iglesia, Zapata se escabulle en el silencio y
responde con evasivas (ver aparte). El patrimonio de la
congregación no es un dato menor. Hoy el DE
TACUARAS Y GUARDIANES Esa
desobediencia a la Iglesia, según la historia oficial, viene
desde lejos. Desde los días de la fundación del grupo, en marzo
de 1984. Todo
comenzó en Paraná, en los feudos de monseñor Adolfo Tortolo,
cuando tras su muerte, el actual presidente del Episcopado,
Estanislao Karlic, se hizo cargo de la diócesis e intentó hacer
cumplir los preceptos del Concilio Vaticano II, sancionado 20
años antes. Lo cierto es que los integrantes del Con su
arribo a Mendoza, Carlos Buela volvió a estrechar la mano de uno
de los ideólogos del grupo paranaense. Se trataba nada mas y
nada menos que del sacerdote Alberto Ezcurra Uriburu,
descendiente de Juan Manuel de Rosas y del general golpista
Félix Uriburu, y fundador, en 1957, del movimiento Tacuara, una
organización basada en la Falange española y que en sus
principios se reconoció como filonazi. Los tacuaristas llevaban
la Cruz de Malta en la solapa y vestían de uniforme en los ritos
de iniciación que realizaban en oscuros rincones del cementerio
de Chacarita. Ezcurra y
Buela se conocían de antes, cuando los presentó Alberto Buela,
hermano del líder del Verbo Encarnado [este dato es falso,
según declara el propio Alberto Buela; ver la nota añadida a
continuación de éste párrafo] y director de la revista
Michael, una publicación que conjugaba el nacionalismo mas
fervoroso con el ocultismo esotérico. Carlos Buela, Ezcurra,
Miguel Esperoni y Carlos Nadal, entonces, participaron de la
fundación del Instituto, bajo la tutela política del Obispo Kruk
y el Faro ideológico de los sacerdotes Julio Meinvielle y
Leonardo Castellani. *[Nota
aclaratoria al párrafo precedente enviada por e-mail por Alberto
Buela: "dice que yo, Alberto Buela, le presenté a mi hermano al
cura Ezcurra. Eso es falso de toda falsedad. La falsa
información se tomó de una publicación argentina, El Fortín, a
la que le estoy haciendo un juicio. Mi hermano me lleva a mi
ocho años y Ezcurra que es finado me llevaba más o menos otro
tanto, y yo nunca lo conocí personalmente. ¿Qué hermano le daba
bola en nuestra época a uno menor 8 años?. Por otra parte
siempre me moví dentro de un ambiente (el peronismo),cuando uno
comienza a ser adolescente, distinto del mi hermano Carlos. Yo
no le presenté a Ezcurra a mi hermano porque es mentira, ni
siquera lo vi en mi vida. Además nosotros venimos de familias
pobres y estos Ezcurras son bacanes"]. Los
ochenta fueron una década fructífera para el Instituto.
Visitados asiduamente por los coroneles Aldo Rico y Mohamed Alí
Seineldín – quién plantó un árbol fundacional en uno de los
predios – duplicaron el número de los seminaristas año tras año.
Por esos días también se mudó a San Rafael Ricardo Curutchet,
director de la revista Cabildo, e hicieron contacto con uno de
los principales referentes de la derecha peronista, el ex líder
de Guardia de Hierro, el voluminoso Alejandro Álvarez, conocido
como El Gallego, quién suele visitarlos habitualmente y ofrece
conferencias a los seminaristas sobre temas tan variados como
“El combate al neoliberalismo” o el “El rescate de la gesta de
Malvinas”. Parte del
mito o no, muchos aseguran que las relaciones entre los ex
guardianes de hierro y el Verbo Encarnado son mucho mas que una
simple simpatía. Parte de esa convicción se desprende de que el
ex ministro del interior menemista, José Luis Manzano – también
ex guardia -, los visitaba en los tiempos dorados de la
congregación y, según dicen ex miembros del Verbo, “solía
otorgar millonarios subsidios al grupo religioso”. “No somos
un grupo político ni tenemos un plan estratégico”, asegura
Sacco, el locuaz sacerdote que vive con los seminaristas, menea
la cabeza de un lado a otro, e intentando negar la filiación de
derecha del grupo, agrega un poco más de confusión sobre el
Verbo Encarnado. “Es mas, tenemos un sacerdote, al que le falta
un brazo, que militó en la guerrilla salteña con Ricardo
Masetti. Es Enrique Bollini Roca y ahora está en Bolivia”, dice,
y apunta que era el encargado del enlace y correo entre el
Comandante Segundo con las ciudades del interior del país. LEYENDAS
URBANAS Pero no
sólo de extrañas conjugaciones políticas se nutre el misterio
del Verbo Encarnado. La leyenda dice que Carlos Buela es un
hombre de una valentía física extraordinaria y que cuando era
jóven noqueó nada mas y nada menos que a Oscar Bonavena. Claro
que para que los mitos tengan fuerzas es necesario omitir parte
del relato. Esa verdad oculta, en este caso, es la juventud de
ambos púgiles. Apenas superaban los diez años en el mítico
Parque Patricios inmortalizado por Ringo. Otro de
los mitos que se han construído alrededor del Verbo Encarnado es
su omnipotencia implacable. “Ya se cargaron a dos obispos”,
aseguran temerosos los sanrafaelinos que no comulgan con el
Instituto. Lo cierto es que hacia el final de su obispado, Kruk
había roto sus relaciones con Buela. Y en un
Leone
X, l'autore di questo esempio lampante di corruzione, è considerato dalla
storiografia cattolica il protagonista «di uno dei più brillanti pontificati e
forse anche il più pericoloso della storia della Chiesa».
Ho scoperto che la stessa obiezione a me fatta era stata fatta anche a Pepe
Rodriguez. Apologetica.org insiste seminando dubbi ma non apportando nulla di
utile a dirimere la controversia. Ma Rodriguez, da ottimo ricercatore qual è ha
indagato scoprendo che Apologetica è un'organizzazione clerico-fascista
argentina che vive come una setta. Rodriguez ha pubblicato nel suo sito
http://www.pepe-rodriguez.com
molti documenti che riporto qui di
seguito. Tali documenti sono in lingua spagnola che credo abbastanza
comprensibile. Non ho il tempo per poter tradurre il tutto perché è molto
materiale. Ma se qualcuno avesse qualche dubbio su un particolare passo mi
scriva pure.
Origen
del texto denominado Taxa Camarae y atribuido al
papa León X publicado en este web
Intercambio
de correspondencia con un representante de apologetica.org
Hace escasos días (3-12-01), tras recibir un e-mail con
parte de una investigación que sostenía la falsedad de
la autoría de León X respecto a la Taxa Camarae,
volví a recabar la opinión de los expertos consultados
años atrás y todos se ratificaron en que ya conocían,
antes de que yo se lo mostrara, el contenido del
documento denominado Taxa Camarae y reproducido
en mi libro, pero ninguno de ellos tenía referencia de
la fuente original.
Miles de judíos fueron torturados y ejecutados en toda
Europa al ser culpados de crímenes que jamás cometieron.
Cuando un niño cristiano desaparecía o moría en
circunstancias extrañas (ahogado en un río, por
ejemplo), sobre todo en los días inmediatos al Jueves y
Viernes Santos, el populacho -justificado por la Iglesia
y amparado por el poder civil- penetraba en las juderías
y masacraba un sinnúmero de hebreos. Para desencadenar
tal furia, no hacía falta siquiera que el cadáver
apareciese, bastaba con que se extendiese el rumor de la
supuesta desaparición de un niño para que comenzase el
degüello.
Un crimen inexistente, el del llamado Santo Niño de La
Guardia, provocó un proceso inquisitorial, organizado y
dirigido por fray Tomás de Torquemada en 1491, que
desembocó en el decreto de 1492 por el que fueron
expulsados de España todos los judíos no bautizados. El
proceso y las detenciones de judíos y conversos por el
supuesto rapto y asesinato del Niño de La Guardia -al
que los testigos dieron nombres y edades muy diversas y
cuyos restos jamás aparecieron- comenzó en diciembre de
1490 y, según las declaraciones de los acusados,
obtenidas bajo tortura, naturalmente, éstos, por
indicación del gran rabinazgo francés (¿¡!?),
pretendieron causar la muerte de los inquisidores
envenenando el agua de las fuentes mediante una mezcla
hecha con la sangre del niño y una hostia consagrada que
habían robado.
Para: <emaaxx&pepe-rodriguez.com>
Asunto: Material para su información (Taxa)
Fecha: domingo, 09 de diciembre de 2001 10:42
El material que viene al fin del mismo no me es extraño,
pertenece al trabajo de investigación que estamos
haciendo. El contenido de ese trabajo, en la versión que
usted me envía, está recortado y cambiado (desconozco
quién se lo ha hecho llegar. La versión que se quiere
publicar va aquí adjunta en su sustancia, y podría
sufrir cambios y actualizaciones.
Le pediría que lo lea atentamente y nos haga saber su
opinión lo más pronto posible.
Mientras tanto permítame decirle que es mi parecer que,
si los sentimientos manifestados en su mensaje son
auténticos, y sobretodo si usted está dispuesto,
basado en la documentación que le adjunto, a
retratactarse de modo conveniente, esto podría cambiar
los planes de publicación y de divulgación que al
momento estamos considerando [volver]
. Creo le interesará saber que, dada la grave calumnia
diseminada por todos lados con la publicación de ese
documento atribuído a un Papa, y dado que, a juzgar por
los datos que se aportan, no se tiene ninguna prueba de
su autenticidad, los responsables de esta investigación
tienen pensado dar a sus conclusiones toda la resonancia
posible, particularmente en el ámbito ibérico; la razón
es que desde el punto de vista científico y, más aún,
desde un punto de vista ético, es muy grave publicar un
documento denigrante y atribuírselo a una persona
pública, que en este caso representa a millones de
personas, sin tener la más mínima prueba, o bien basados
en que "un tal documento está en consonancia con la
época". Con respecto a sus amigos historiadores y
teólogos, tal vez ellos le puedan dar una mano: si le
aseguraron a usted a ciencia cierta y sin sombras de
duda que tal documento existía, es de pensar que alguna
prueba tangible tendrían. Háganos llegar la referencia
que ellos le den, y con gusto la comprobaremos.
Hay algo importante: usted parece exigir, para el retiro
de dicho documento de sus publicaciones y para la
oportuna retractación, que se le presente a usted autor,
fecha y circunstancias de la verdadera producción del
documento. Esto, con poco que se piense, es
completamente absurdo. No somos nosotros los que debemos
urgar por toda la literatura del mundo producida en los
últimos quiñentos años para ver si encontramos al autor
de un documento que nadie sabe de dónde viene, de qué
año es, ni cómo se llama (los datos que usted da, a
saber, León X, 1517 y Taxa Camarae no resultan en ningún
sentido). Por el contrario, es usted quien da a conocer
el documento y el que debe procurar la fuente
verificable antes de publicarlo, o al menos, como en
este caso, sacarlo de circulación inmediatamente por no
tener la fundamentación oportuna. No creo sea necesario
extenderme más en algo tan evidente, sobretodo para una
persona que, a juzgar por su curriculum, conoce
perfectamente el proceder científico.
Le pediría la gentileza de hacernos llegar las
eventuales fuentes de ese documento lo más pronto
posible, de modo que podamos echar un poco de luz sobre
esta situación con la madurez que pide el caso.En la
eventualidad de que no haya fuentes serias y
verificables, le pediría nos comparta cuáles serían los
pasos a seguir de parte suya, para aclarar al gran
público sobre la falsedad del documento.
De más está decir que usted puede obrar como mejor le
parezca mejor, y dar oídos o no al material que le
presentamos. Simplemente es nuestra intención cooperar
con usted, en lo posible, a que esta situación
calumniosa provocada por sus publicaciones pueda
concluirse para bien de todos.
El material que le envío hace relación a material
externo, que será disponible al momento de la
publicación en la red. También hay alusiones a estractos
de su correspondencia con el Sr. Tapfer y con quien le
habla que serán oportunamente referenciadas.
Para: "Nino Mendoza" <ninomendozaxx&yahoo.es>
Asunto: Re: Material para su información (Taxa)
Fecha: lunes, 10 de diciembre de 2001 1:27
tal como considero que es justo y necesario, en mi web
he incluido las aclaraciones oportunas y he añadido lo
fundamental de su investigación.
Creo que no tiene objeto eliminar ahora esta página de
mi web ya que manteniéndola se permite que quienes la
visitaron o leyeron mi libro puedan contrastar los datos
de su probable falsedad. Pero ni antes ni ahora tengo el
menor interés en mantenerla, insisto en que es un tema
absolutamente menor e insignificante dentro de mi
critica a la Iglesia (en cualquier caso, suponen una
muestra de corrupción muy superior, a mi juicio, sucesos
actuales como el caso del encubrimiento de una red de
menores en la diócesis de Barcelona, creo que más que
suficientemente documentado, o los casos de las
violaciones de monjas... y decenas de otros asuntos
tremendamente importantes).
Por mi parte, intentaré averiguar, tan pronto me sea
posible, cual fue el origen de una cadena de
reproducciones de este texto que quizá comenzó en época
de León X o tal vez hacia el siglo XVIII.
También celebraré que ustedes intenten ser más objetivos
en sus apreciaciones. Dicen, por ejemplo: (curiosamente,
la Taxa es una de las pocas cosas que de su libro el Sr.
Rodríguez publica en el sitio web de su autoría,
permitiendo así que cualquier persona en el mundo
conozca la invención monstruosa que el Sr. Rodríguez,
sin ningún escrúpulo, atribuye al Papa León X). En
primer lugar, seguro que no desconocen que de mi libro
"Mentiras..." hay en total 443 kb de información frente
a los 50 Kb que dedica a la Taxa. No es, por tanto, "de
las pocas cosas", sino todo lo contrario. Veo que lo que
me acusan a mi define mucho mejor al autor de tamaña
manipulación. Por otra parte, es obvio, para ustedes y
para mi, que la reproducción de la Taxa no es una
"invención monstruosa" mia, no tengo la imaginación ni
la mala fe de muchos eclesiásticos, sino que se limitó a
la reproducción de un documento que creí verdadero, así
como también los expertos que consulté. Si alguien busca
alguna "invención monstruosa" las encontrará tanto
dentro como fuera de la Iglesia, pero no en mis libros
(puedo equivocarme, pero jamás mentiré a sabiendas)...
por ejemplo podríamos empezar por la falsificación de
los hallazgos de la excavación arqueológica que concluyó
con la declaración papal de que san Pedro anda enterrado
por donde se le adora. Creo que mentir a sabiendas para
hacer un negocio descarado debe ser pecado, máxime si lo
hace un papa ¿o no?.
En fin, les agradezco su crítica, pero les ruego que se
mantengan en el marco académico, porque la Iglesia, por
desgracia (y lo digo sinceramente, créame), no es la
institución que más puede alardear de honestidad.
http://www.pepe-rodriguez.com
Para: "Pepe Rodríguez" <emaaxx&pepe-rodriguez.com>
Asunto: Mensaje recibido
Fecha: lunes, 10 de diciembre de 2001 16:49
En otro orden de cosas, no decimos en ningún lugar que
la Taxa sea su invención (aunque faltando toda prueba en
contrario, muy bien se podría pensar). Si se comprueba,
por otro lado, la única fuente más antigua que sus
fotocopias hasta el día de la fecha, a saber, un
supuesto libro de Teófilo Gay (no sabemos que libro, y
en cualquier caso no lleva tampoco la fuente, según
parece) entonces quedará claro que no la inventó usted.
Sin embargo, y una vez más, atribuir a alguien -como
usted lo hace- un documento de ese calibre sin ninguna
prueba en absoluto es, académicamente, una
monstruosidad, y dígame usted si me equivoco o hay una
palabra más apropiada. La apelación que usted hace una y
otra vez a "sus amigos teólogos e historiadores" puede
servir -de hecho así es- para mostrar de dónde habría
sacado usted sus "pruebas" sobre la veracidad de tal
documento, pero... trate usted de usar semejantes
"pruebas" para fundamentar algún punto de la tesis
doctoral que está preparando, y veremos si los Dr. Casas
Aznar y Cornejo Alvarez lo aceptan.¿Porqué lo debe
aceptar el resto del mundo?
Las acusaciones que usted constantemente hace a toda la
Iglesia Católica en bloque y de todos los tiempos de ser
poco menos que la corrupción infinita encarnada es muy
impertinente. ¿No le parece una generalización un tanto
infantil?
Por eso, su petición de que "nos mantegamos en el marco
académico", al margen de parecernos muy
acertada, la esperamos también de parte suya: en este
contexto no entiendo del todo qué tienen que ver con la
Taxa... Pepino el Breve, la Donatio Constantini (nos
ocuparemos de esto también), el tráfico de niños en
Barcelona, las violaciones de monjas, la Monita Secreta,
los Protocolos de los Sabios de Sión, la expulsión de
los judíos no bautizados de España o los huesos que
están bajo la basílica de San Pedro. Para serle honesto,
semeja el hilo argumentativo de los Testigos de Jehová y
otras sectas.
Para: "Nino Mendoza" <ninomendozaxx&yahoo.es>
Asunto: Re: Mensaje recibido
Fecha: martes, 11 de diciembre de 2001 10:35
Tal como puede comprobar por todos los índices de mis
libros que aparecen en mi web, la intención no es que
estén accesibles en línea, ni mucho menos, quien se
interese por alguno puede buscarlos en una biblioteca o
en una librería o en ninguna parte. Mis libros sólo
están en papel y pronto estarán en formato e-book, pero
decidí dar acceso en la red a determinados capítulos o
fragmentos o resúmenes. Eso es todo, y sin duda es
muchísimo más de lo que ofrecen las webs de los miles de
autores que hay en la Red.
Me permitirá que le contradiga, pero cuando en su
trabajo se afirma "la invención monstruosa que el Sr.
Rodríguez..." es obvio que se me está acusando de haber
inventado ese documento y esa es una acusación no sólo
grave sino indigna de quienes trabajan con la
minuciosidad que lo hacen ustedes y, además, demuestra
absoluta mala fe cuando conocen que existe la tal cita
del 1800 del tal Teófilo Gay (aunque sea sin
referencia). Por mi parte tengo una copia de todo un
librito en el que aparece la Taxa, fue editado en
Barcelona en 1936 y es radicalmente anticlerical (un
ejemplar típico de esos días en España), tampoco da
referencia de la fuente y reproduce fielmente el texto
que yo había fotocopiado en francés, pero, en cualquier
caso, no es nada relevante, me interesa ir mucho más
allá. Quiero saber quién fue el autor de ese documento,
lo demás no me importa en absoluto. Pretender que yo lo
inventé, como siguen diciendo ustedes, es una total
cretinez, pero ustedes son muy libres de difamar como
les venga en gana.
Sin duda, atribuir el tal documento a quien, en
principio, no parece ser su autor, es un error (aunque
el documento reproducido era cierto -quizá no real- y
fue confirmado por fuentes académicas que se supone
saben muchísimo más que yo), pero hablar de
"monstruosidad académica" es andar por caminos
interesadamente errados, primero porque saben, o
deberían saber antes de criticar, que mi libro no se
trata de un "trabajo académico" sino de uno divulgativo
(aunque, en la forma con que trabajo, debe tener la
misma seriedad de contenido que uno académico, pero con
otro lenguaje y con menos revisión sistemática de
bibliografía y fuentes diversas... que puede inducir a
un presunto error grave como el que nos ocupa, cierto,
pero podemos encontrar este defecto en miles de libros
de historiadores, teólogos y otros padres de la patria
académica; no soy el único pecador, aunque el pecado de
otros no redime el mío... si es que lo es, que ya se
verá en su día). Entrando en su campo de trabajo, ¿no
deberían considerarse también una "monstruosidad
académica" buena parte de las falsas atribuciones de
autoría a textos bíblicos que han caracterizado los
trabajos, particularmente católicos, hasta hace bien
poco e incluso hasta hoy? ¿No deberían ser tan o más
"monstruos" que yo todos esos insignes sabios católicos
de todos los tiempos que fueron incapaces de distinguir
los muchos textos bíblicos que no fueron escritos por el
autor que pregonaron? ¿No deberían ser algo así como
seres abyectos, según su criterio, los cientos de sabios
que no supieron reconocer la diferencia entre el Isaías
y el Deutero-Isaías? ¿No rayarían la demencia o el
despropósito quienes leyeron en forma futura el texto
escrito en pasado de Is 7 con el fin de justificar la a
todas luces imposible profecía del Emmanuel? ¿Qué decir
de los sabios, académicos y doctores católicos que de
las tres almah que hay en el A.T. sólo tradujeron
por "virgen" la de Is 7 (para casarla con la profecía
imposible) mientras que las otros dos se tradujeron por
su término correcto de doncella o muchacha? Mire usted,
si hay que hablar de académicos que han mentido y
mienten a sabiendas para defender su visión creyente, le
puedo dar miles de nombres. Puede comenzar por leerse el
Catecismo oficial de la Iglesia y compararlo con las
Escrituras. Es probable que yo me haya equivocado, pero
jamás mentiré a sabiendas tal como reconoció hacerlo el
propio Pablo (acusado de emplear engaños para defender
su visión del cristianismo, se justificó diciendo: «Pero
si la veracidad de Dios resalta más por mi mendacidad,
para gloria suya, ¿por qué voy a ser yo juzgado pecador»
(Rom 3,7) y como es propio en muchos de sus seguidores.
Puedo tener muchos defectos, pero jamás caeré en este
tipo de aberración. Así es que, si le place, le ruego
que revise su texto y elimine los insultos gratuitos que
en él hay, no porque me ofendan, sino porque desmerecen
su pretendida objetividad.
En otro aspecto, le aseguro que mi tesis doctoral no
apela a vagedades -no es una mera revisión bibliográfica
ni un compendio de teologías académicas-, se basa en una
investigación estadística muy compleja y uno de mis
directores es uno de los metodólogos más estrictos y
exigentes que puede encontrarse. Y por mucho que le
fastidie a alguno de los redactores del texto que leí,
seré doctor cuando me de la gana terminar con mi
investigación (cosa que, dicho sea de paso, no implica
ni garantiza absolutamente nada, conozco a muchos
doctores que son de una burrez infinita, casi
milagrosa).
Dice "Las acusaciones que usted constantemente hace a
toda la Iglesia Católica en bloque y de todos los
tiempos de ser poco menos que la corrupción infinita
encarnada es muy impertinente. ¿No le parece una
generalización un tanto infantil?". Sería infantil si
fuese cierto lo que dice, pero resulta que en mis libros
suelo matizar lo suficiente, pero resulta curioso que
los creyentes más radicales (debería usar otro término,
pero estoy de buen humor), que no han leído mis libros,
me hacen la misma acusación que usted, mientras que los
que han seguido mi obra opinan lo contrario. En
cualquier caso, cada cual es libre de opinar lo que
quiera. Pero, conociendo muy a fondo muchas
instituciones actuales y pasadas, debo confesarle con
dolor que sí, que pienso, como muchos otros, que jamás
ha existido una institución tan corrupta como la Iglesia
católica (su cuerpo de gobierno, claro) y ello es
perfectamente compatible con los muchos miles de hombres
y mujeres maravillosos que dan la vida por los otros en
todo el mundo. Dentro de la Iglesia cabe todo esto y
más; yo tengo el derecho y el deber de criticar lo uno
y, también, de apoyar lo otro, cosa que hago mandando
importantes sumas de dinero a sacerdotes católicos que
están haciendo una importante labor en Latinoamérica o
en la India. Es probable que esté equivocado, pero sin
duda no lo estaré menos que la caterva de católicos
fanáticos que piensan que todos sus críticos son idiotas
asilvestrados y manipuladores. Es bien posible que el
dios católico guste poner a unos frente a otros, como en
un espejo, para intentar compensar las aberraciones
intelectuales que arrastramos como monos presuntamente
pensantes.
Por otra parte, como parece ser que no hay más
falsificaciones que las que se hacen contra la Iglesia,
los ejemplos que añado sólo son un ínfimo indicio de la
calidad falsificadora de la propia Iglesia.
Falsificaciones que producen toneladas de millones en
moneda contante y sonante (alguno de ustedes tuvo la
desfachatez de acusarme de falsificar la Taxa para ganar
dinero... ya lo dice el refrán: cree el ladrón que todos
son de su misma condición). Ustedes insinúan mi falta de
honestidad o mi corrupción en beneficio de quien sabe
qué intereses, pues bien, los casos mencionados de
abusos sexuales y su encubrimiento por la cúpula
clerical es otro pequeño ejemplo. ¿que le parece que
tales insignificancias "semejan el hilo argumentativo de
los Testigos de Jehová y otras sectas"? Pues mire que le
vamos a hacer, quizá convenga pensar en que mientras hay
cientos de sacerdotes católicos condenados por abusos
sexuales... no los hay entre Testigos de Jehová, esos
pobres seres (que así dicen verlos desde la prepotencia
institucional católica; véase los "trabajos" sobre
sectas de los "expertos" católicos, que, salvo
excepciones, son pura catequesis que reproducen decenas
de mentiras y carecen de la menor reflexión psicosocial
seria), quizá argumenten patéticamente -tan mal como lo
hago yo, según ustedes- pero son bastante más honestos
que una parte notable de sus colegas (según la
Universidad de Salamanca, el 10% de los abusos sexuales
cometidos en España lo han sido por sacerdotes; la
referencia de esa investigación académica es bien
conocida).
En fin, tengo demasiado trabajo para proseguir con
discusiones bizantinas.
Creo que hemos entrado en la vía de aclarar lo que debía
aclararse y eso era lo único importante, lo demás, paja
mojada.
En cualquier caso, si como me dice en otro mail, en su
artículo incluye fragmentos de mi correspondencia
privada con el señor Tapfer, debo sugerirle que se
limite a reproducir, sin descontextualizar, sólo la que
he mantenido directamente con usted. Mi punto de vista
queda claro y así debe seguir, del mismo modo que el
suyo queda patente en mi web. Otra cosa sería
manipulación en busca de intereses bastardos que,
supongo, no están en su horizonte personal.
Un fuerte abrazo,
http://www.pepe-rodriguez.com
Para: "Pepe Rodríguez" <emaaxx&pepe-rodriguez.com>
Asunto: en contacto
Fecha: sábado, 15 de diciembre de 2001 16:06
Hemos obtenido la autorización del Sr. Tapfer para
publicar la correspondencia tenida con usted, y que él
gentilmente nos ha hecho llegar: notablemente, le
pareció bien a él mismo hacerla conocer, tal vez por
haberse sentido defraudado por la Taxa (que él blandió
contra un buen número de católicos por un tiempo
considerable). En la publicación de dicha
correspondencia hemos conservado solo lo que tiene
relación directa o indirecta al único asunto que nos
ocupa: la autenticidad de la Taxa como documento emanado
del Papa León X.
Una vez más, cualquier sugerencia será bienvenida.
Lo saludo atentamente, y le deseo tenga un buen tiempo
natalicio.
Dum singularem 19/03
Etsi a summo 4/07
Sedis Apostolicae 15/08
Dum suavissimos 5/11
Pastorali officii divina 13/12
Apostolici regiminis 19/12
1514
Merentur vestrae 2/01
Supernae dispositionis 5/05
Etsi pro cunctarum 28/06
1515
Regimini universalis 4/05
Inter multiplices 4/05
Inter solicitudines 4/05
Inter graves 25/05
Cum sicut nobis 29/05
Summi bonorum 16/07
Salvatoris nostri 19/07
1516
Temerariorum quorumdam 13/03
Constituti iuxta 16/03
Ex debito 29/08
Romanus Pontifex 1/10
Inter curas 2/11
Pastor aeternus 19/12
Supernae maiestatis 19/12
Inter alia 19/12
1517
Inhaerendo vestigiis 19/02
Pacificus et aeternus 1/04
Ite et vos 29/05
Licet felicis 12/06
Intelleximus quosdam 13/11
Licet alias 6/12
1518
Nuper in sacro 1/03
Romani Pontificis 1/09
Intelleximus quod 14/12
1519
In supremo Apostolicae 1/03
Excelsus Dominus 1/05
Quam Deo 23/7
Dudum cum 1/09
Pastoralis officii debitum 10/09
Dudum per nos 10/12
1520
Cum Sixtus 3/01
Pastoralis officii debitum quo 18/1
Omnes quidem 23/01
Illius qui caritas 28/01
Salvator noster 19/05
Exurge Domine 15/06
Pastoris aeterni 6/10
1521
Decet Romanum 20/01
Honestis petentium 15/02
Licet per alias 25/03
In apostolicae dignitatis 22/06
Ex supernae dispositionis 11/10
Basta entrar en el sitio web de apologetica.org, para que, desde
su misma
página de presentación, quede perfectamente claro que es un
"Sitio a cargo de religiosos del Instituto del Verbo Encarnado".
Y ¿quienes son el Instituto del Verbo Encarnado? pues, ni más ni
menos que una secta católica extremista cuyos centros en
Argentina, su cuna y base mundial, han sido clausurados por la
propia Iglesia católica.
Las informaciones críticas sobre el Instituto del Verbo
Encarnado publicadas en la prensa argentina son decenas y muchas
de ellas son accesibles mediante un buen buscador de Internet.
INVESTIGACIÓN
EXCLUSIVA: EL VERBO ENCARNADO POR DENTRO.
LA MANO DERECHA DE DIOS
La congregación más fanática y politizada de la Iglesia
argentina, da la cara por primera vez y revela su rígido ideario
doctrinario. Miembros de éste grupo, - con que simpatizan ex
fundadores de Tacuara y Guardia de Hierro, ex guerrilleros y
militares carapintada -, explican por qué los persiguen y los
expulsan del país.
En la nave principal, un grupo de 30 jóvenes vestidos de
impecables sotanas blancas responde en el mismo idioma.
vienen desde sus orígenes”, explicó Delgado en las únicas
declaraciones que hizo desde que estalló el conflicto. Las
palabras fueron claras y terminantes, y respondieron a uno de
los preceptos mas antiguos de la Iglesia Católica: "Todo se
perdona intramuros, todo, menos la desobediencia a las
jerarquías”.
ortodoxias sino de lealtad y obediencia a la Iglesia, los
sanrafaelinos aseguran que Delgado aceptó el cargo para
diferenciar a la Obra del Instituto. Pero las preguntas son mas
que las respuestas: ¿se trata de un simple conflicto entre
ortodoxias?, ¿Delgado actúa como simple obispo del Episcopado o
como militante del Opus?, ¿La Obra y el Verbo disputan entre sí
el “mercado” religioso de la derecha?, ¿O el Verbo está a la
derecha de los herederos de Josemaría Escrivá de Balaguer?.
Instituto del Verbo Encarnado posee 274 religiosos perpetuos,
332 con votos temporales y cientos de seminaristas repartidos en
varias de las casas que tienen en 31 diócesis del mundo. Y los
sacerdotes viajan constantemente desde un destino a otro. Los
lugares en donde han puesto un pie son tan
diferentes y lejanos como Vanimio, en Papúa Nueva Guinea, o
Brooklyn, en Nueva York.
Seminario, de reconocida filiación nacionalista y de derecha, no
toleraron la modernización a la fuerza y decidieron mudarse al
seminario diocesano de San Rafael. Simultáneamente, Carlos
Buela, capellán del Liceo Militar General San Martín, de Buenos
Aires, acordó con el por entonces obispo de la ciudad mendocina,
León Kruk – un ferviente defensor de la dictadura militar -, la
creación del Instituto del Verbo Encarnado. De ésta manera, los
dos grupos comulgaron de la mano del sector mas ultraconservador
de la Iglesia Católica y actuaron juntos durante un par de años.
“inexplicable” viaje a la capital de Mendoza sufrió un accidente
automo