IL
GIUBILEO DEI REPRESSI: I 25 ANNI DEL PONTIFICATO DI PAPA WOJTYLA VISTI DA
UN'ALTRA PARTE
SOMMARIO
1978-2003:
ANNO PER ANNO, NOME PER NOME
LA
NOMINA DEI VESCOVI, UNO STRUMENTO IN PIÙ PER NORMALIZZARE LA CHIESA
CONCILIARE. L'ESEMPIO LATINOAMERICANO
DIMMI
CHE SANTO FAI…CENNI SULLE CANONIZZAZIONI E BEATIFICAZIONI DI PAPA
WOJTYLA
INDICE
DEI NOMI, ARGOMENTI, ISTITUZIONI E DOCUMENTI CHE COMPAIONO NELL'ELENCO
ANNO PER ANNO
IL
GIUBILEO DEI REPRESSI: I 25 ANNI DEL PONTIFICATO DI PAPA WOJTYLA VISTI DA
UN'ALTRA PARTE
DOC-1424. ROMA-ADISTA.
La repressione delle voci dissonanti o dissenzienti dalla linea ufficiale
o ufficiosa vaticana è stata una delle caratteristiche del pontificato di
Giovanni Paolo II. Un pontificato lungo - uno dei più lunghi della
storia - e naturalmente costellato di luci e di ombre, come hanno
sottolineato gli autori a suo tempo da noi sollecitati a dare una
valutazione del regno di papa Wojtyla (nella 'rubrica' "Su
questa pietra…", il cui contenuto è elencato in calce a queste
righe). Ma, ora, qui, vogliamo documentare solo un aspetto di questo
pontificato: quello della repressione ecclesiastica attuata direttamente
dal pontefice o, su suo mandato, dalla Curia romana; e quello, correlato,
di una interpretazione restrittiva - quando non opposta allo spirito e
alla lettera del Vaticano II - delle affermazioni del Concilio.
Lo facciamo perché - da quello che leggiamo in giro - nessuno si è
addentrato in questa problematica che ovviamente modererebbe esaltazioni
acritiche del pontificato; e perché, rileggendo le annate di Adista dal
1978 in poi, ci ha impressionato il numero delle notizie che documentano
appunto atti di repressione ecclesiastica - atti a volte di vera
prepotenza - contro persone e gruppi rei solamente di esprimere opinioni,
o compiere scelte contrastanti con i desiderata dell'establishment
ecclesiastico romano, o dare una interpretazione aperta del Concilio
Vaticano II, o suggerire un'applicazione coerente del messaggio
evangelico.
Certo, il pontificato di Wojtyla non è misurabile solo dagli atti di
'restaurazione' da lui compiuti nel corso di 25 anni; ma Wojtyla è anche
questo, e non è bene dimenticarlo, per rispetto della storia, cui per ora
sono affidati, dell'attuale papa, solo meriti. Meriti indiscussi che
Adista conosce, ma che trovano già ampio spazio su tutta la stampa.
La nostra lista è solo indicativa e non esaustiva. È una 'mappatura'
parziale, sebbene nutrita, di una delle costanti del pontificato. Per
comodità di lettura, abbiamo diviso la nostra indagine anno per anno,
indicando i numeri di Adista in cui è rintracciabile il fatto di cui si dà
notizia. La 'mappatura' è seguita da due brevi 'pezzi' che mettono in
evidenza altri parametri con cui 'misurare' la conduzione involutiva di
Giovanni Paolo II: la scelta dei vescovi nel senso di una
'normalizzazione' restauratrice - emblematica in tal senso l''offensiva'
lanciata contro la Chiesa della Liberazione in America Latina - e la
politica delle canonizzazioni e beatificazioni.
SU QUESTA PIETRA…
Agenda per il futuro della Chiesa
25 anni di pontificato sono più che sufficienti per un bilancio
complessivo. Adista ha cominciato a tracciarlo nel novembre scorso (n.
82/2002): da allora abbiamo pubblicato una serie di interventi sui punti
critici che, sollevati o acutizzati dalla 'politica' di questo papa,
rimarranno necessariamente (perché nulla fa pensare ad una diversa
evoluzione) nell'agenda del prossimo. Qui sotto l'elenco degli interventi.
Vladimir Zelinsky (intervista), "Ecumenismo: tra Chiesa
ortodossa e Chiesa cattolica un passo indietro" (Adista n. 82/2002).
Giovanni Geraci, "Mai parole di amore cristiano verso noi
omosessuali" (Adista n. 82/2002).
Giancarlo Zizola, "Un papato incompiuto" (Adista n. 89/2002).
Lidia Maggi, "Ecumenismo, una priorità di questo papato"
(Adista n. 89/2002).
Riccardo Di Segni (intervista), "Dialogo a piccoli passi,
qualcuno falso" (Adista n. 7/2003).
Carlos María Aguírre, "Collegialità al singolare" (Adista
n. 7/2003).
Massimo Toschi, "Parole di pace, dottrina di guerra" (Adista
n. 28/2003).
Adel Jabbar, "Religioni in dialogo per un ethos comune" (Adista
n. 28/2003).
Filippo Gentiloni, "Il pulpito mediatico" (Adista n. 40/2003).
Enzo Mazzi, "Ha oscurato i 'segni dei tempi'" (Adista n. 40/2003).
Luigi De Paoli, "Il più amato da Dio" (Adista n. 40/2003).
Marie-Bernadette Mbuy Beya, "Donne. E in Africa. Con l'amaro
in bocca" (Adista n. 56/2003).
Kizito Sesana, "Ma per l'Africa c'è stata vera
attenzione?" (Adista n. 56/2003).
Pablo Richard, "Giovanni Paolo II, il restauratore" (Adista
n. 60/2003).
Marco Aurelio Rivelli, "Perdonaci, Signore!" (Adista n. 60/2003).
Margherita Hack, "Antiscientifico il papa e i politici
illiberali che l'appoggiano" (Adista n. 66/2003).
Giannino Piana, "Un'etica sociale aperta, una morale astorica"
(Adista n. 66/2003).
1978-2003:
ANNO PER ANNO, NOME PER NOME…
1978
• Il pontificato di papa Wojtyla è ancora in una fase di
"rodaggio", e non si segnalano ancora atti repressivi. E,
tuttavia, vi è un segnale rivelatore. Il primo documento ufficiale
"ad extra" del nuovo pontefice è una lettera del 2 dicembre '78
al segretario generale dell'Onu, Kurt Waldheim, in occasione del 30°
anniversario della firma della dichiarazione universale dei diritti
dell'uomo. Il pontefice chiede alle Nazioni Unite e a tutti gli Stati di
garantire e difendere in ogni modo i diritti umani e, in particolare, la
libertà religiosa. Ma non una parola vi è sull'impegno della Chiesa
cattolica romana a difendere tutti questi diritti "al suo
interno". Una "omissione" che non sarà mai colmata in
tutto il pontificato.
1979
• Intervenendo in gennaio, a Puebla (Messico), alla III
Conferenza generale dell'episcopato latino-americano, il papa attacca
frontalmente la Teologia della liberazione (Adista n. 22/24 febbraio
1979).
• Il redentorista tedesco Bernhard Haering, per anni
docente all'Accademia alfonsiana di Roma, e forse il più autorevole
teologo moralista del post-Concilio, viene convocato (27 febbraio) dalla
Congregazione per la Dottrina della Fede (d'ora in poi, Cdf, l'ex
Sant'Uffizio) che gli chiede l'impegno solenne di non criticare più l'Humanae
vitae - l'enciclica con cui, nel 1968, Paolo VI aveva giudicato
immorale la contraccezione. Il teologo rifiuta, e perciò fino alla morte
sarà emarginato dalla Curia romana.
• Ricevuto in udienza dal papa, a marzo, mons. Oscar
Arnulfo Romero si rende conto della profonda
"incomprensione" di Roma per il suo ministero nella difficile
situazione di El Salvador. Andrà un po' meglio l'udienza del gennaio
1980, ma di lì a poco riceverà il terzo visitatore apostolico in 12 mesi
(Adista 10/12 maggio 1979, 27/29 marzo 1980).
• La Cdf - senza un regolare e giusto processo - proibisce al
teologo domenicano francese Jacques Pohier di presiedere assemblee
liturgiche e di insegnare pubblicamente. Su Dio, e sull'Eucaristia, il
teologo aveva espresso idee sgradite a Roma. Dopo il Concilio Vaticano II,
era la prima volta che la Curia colpiva in questa misura un teologo (Adista
nn. 14/16 maggio 1979, 15/17 novembre 1979, 29 nov./1dic. 1979).
• Il papa, pellegrino negli USA, respinge la richiesta della
rappresentante delle suore statunitensi di accettare l'accesso delle donne
"a tutti i ministeri nella Chiesa".
• In dicembre, il teologo olandese Edward Schillebeeckx
viene 'processato' a Roma dalla Cdf. Un processo dai toni pacati.
Tuttavia, il grande teologo non sarà mai pienamente riabilitato (Adista
nn. 26/28 novembre 1979,13/15 dicembre 1979, 20/22 dicembre 1979).
• La Cdf il 15 dicembre dichiara: "Il professor Hans Küng
[svizzero-tedesco] è venuto meno, nei suoi scritti, all'integrità della
verità della fede cattolica, e pertanto non può più essere coinsiderato
teologo cattolico né può, come tale, esercitare il compito di
insegnare". Il teologo aveva messo in discussione il dogma della
"infallibilità papale", parlando invece di "indefettibilità"
della Chiesa (Adista nn. 7/9 gennaio 1980, 21/23 gennaio 1980, 31 gen./2
febb. 1980).
1980
• In gennaio, in un Sinodo particolare dedicato all'Olanda, il
papa in pratica obbliga i vescovi a far marcia indietro su tutte le
aperture e le proposte lanciate negli anni precedenti dal Concilio
pastorale olandese (Adista n. 10/12 gennaio 1980, 14/16 gennaio 1980, 4/6
febbraio 1980).
• La Cdf il 14 ottobre emana norme restrittive riguardanti la
dispensa dal celibato e la riduzione allo stato laicale dei sacerdoti che
abbandonano il ministero. (Il Regno n. 22/80).
• Il prefetto della Cdf, card. Franjo Seper, il 20 novembre
scrive al p. Edward Schillebbeckx per dirgli che i chiarimenti
teologici da lui forniti anche a Roma "non sono sufficienti per
eliminare le ambiguità (cristologiche)" dei suoi scritti (Adista n.
29/31 dicembre 1980).
1981
• In ottobre il papa decide il 'commissariamento' della Compagnia
di Gesù, misura gravissima che provoca pacate ma pubbliche proteste di
molti gesuiti (Adista n. 2/4 novembre 1981).
• Nell'esortazione apostolica postsinodale Familiaris
consortio (22 novembre) il papa ribadisce che i divorziati cristiani
risposati non possono accedere all'Eucaristia, e che debbono vivere come
fratello e sorella (Adista n. 21/24 dicembre 1981).
1982
• Il 29 giugno il papa scrive ai vescovi del Nicaragua per
condannare la "Chiesa popolare" (cioè quella collegata alle
Comunità di base e alla Teologia della Liberazione) (Adista n. 6/8
ottobre 1982.
• Il 23 agosto il Vaticano - malgrado l'opposizione di molti
vescovi spagnoli - erige la "Prelatura personale di Santa Croce e
Opus Dei" (Adista n. 1/4 settembre 1982).
1983
• Il 25 gennaio il papa promulga il nuovo Codice di diritto
canonico (per la Chiesa latina); una normativa nella quale vengono spente
molte speranze di rinnovamento innescate dal Concilio Vaticano II, e
rafforzato il centralismo papale (Adista n. 27/29 gennaio 1983).
• A Managua, in marzo, il papa rimprovera pubblicamente padre
Ernesto Cardenal, che ha accettato di entrare a far parte del
governo sandinista. E, alla messa, zittisce la madri degli uccisi dai
"contras" (i guerriglieri antisandinisti sostenuti dalla CIA) (Adista
n. 14/16 marzo 1983).
• La Congregazione per i Religiosi e gli Istituti Secolari in
pratica obbliga suor Agnes Mary Mansour, delle "Sorelle
della misericordia", ad abbandonare l'Istituto, poiché la suora non
aveva accettato di interrompere la sua attività di direttrice presso i
servizi sociali dello stato del Michigan (USA) proposti al rimborso delle
spese delle donne che abortiscono (Adista n. 20/22 giugno 1983).
• Sotto indagine mons. Raymond Hunthausen, arcivescovo di
Seattle, per le sue posizioni a favore del disarmo e dell'obiezione
fiscale. La visita ispettiva, su incarico del Vaticano, è condotta da
mons. James Hickey, arcivescovo di Washington (Adista n. 28/30 novembre
1983).
1984
• Sotto accusa da parte della Cdf il teologo della liberazione peruviano
Gustavo Gutierrez: nelle sue riflessioni ci sarebbe
"l'influenza del marxismo" (Adista n. 24/26 maggio 1984)
• Con l'Istruzione Libertatis nuntius il 6 agosto il
prefetto della Cdf, card. Joseph Ratzinger, condanna la Teologia della
liberazione (Adista n. 10/12 settembre 1984).
• Il 7 settembre Leonardo Boff, teologo brasiliano della
liberazione, viene "processato" da Ratzinger a Roma (Adista n.
13/15 settembre 1984).
• Convocati a Roma i vescovi peruviani perché sconfessino la Teologia
della Liberazione (Adista n. 1/3 ottobre 1984).
• In dicembre la Santa Sede costringe di fatto il generale dei
gesuiti, p. Peter-Hans Kolvenbach ad espellere dall'ordine p.
Fernando Cardenal (fratello di Ernesto), ministro dell'educazione nel
governo sandinista nicaraguense (Adista n. 20/24 dicembre 1984).
• Con l'esortazione apostolica post-sinodale Reconciliatio et
paenitentia (2 dicembre) il papa respinge ogni ipotesi di rinnovamento
del rito della confessione e, in particolare, esclude la "confessione
comunitaria" come mezzo ordinario per confessarsi (Adista n. 20/24
dicembre 1984).
1985
• Padre Gyorgy Bulanyi, sacerdote ungherese, ispiratore
delle comunità di base, sostenitore dell'obiezione di coscienza al
servizio militare e oppositore della linea 'morbida' dell'episcopato nei
confronti del governo comunista (Adista n. 16/18 febbraio 1984), viene
chiamato a Roma per un colloquio con il card. Ratzinger (Adista n. 31
gen./2 febb. 1985). Gli scritti di p. Bulanyi erano già stati vagliati, e
assolti da sospetti di eresia, dalla Congregazione per il Clero.
• Con una notificazione dell'11 marzo il card. Ratzinger dichiara
che "le opzioni di Leonardo Boff [contenute nel libro Chiesa,
carisma e potere] sono tali da mettere in pericolo la sana dottrina
della fede" (Adista n. 28/30 marzo 1985).
• Il Vaticano, dando ascolto a minoritari gruppi di suore 'conservatrici',
blocca il rinnovamento conciliare delle suore Carmelitane Scalze (Adista
n. 7/9 marzo 1985).
• Tra il 9 ed il 13 aprile, si svolge a Loreto il II Convegno della
Chiesa italiana, a cadenza decennale, dal titolo: "Riconciliazione
cristiana e comunità degli uomini". Il presidente della Cei card.
Anastasio Ballestrero, insieme ad altri, tra cui il cardinale di
Milano Carlo Maria Martini, porta avanti con convinzione l'idea di
una Chiesa ancora saldamente ancorata al Concilio (v. Adista dossier n. 12
dell'aprile 1985; v. Adista 18-20 aprile e 3-5 giugno 1985). L'intervento
del papa a quel convegno, cui aderisce mons. Camillo Ruini, allora
cinquantenne vescovo emiliano, mettono in minoranza Ballestrero. E infatti
un anno dopo, il 26 giugno 1986, Giovanni Paolo II nomina Camillo Ruini
segretario della Cei, che diventa l'uomo forte del Vaticano all'interno
della Conferenza episcopale, e la sua ascesa segna l'inizio della radicale
trasformazione wojtyliana della Chiesa italiana. Anche la presidenza di Alberto
Monticone nell'Ac, che si muove in sintonia con la linea
Martini-Ballestrero, dopo Loreto entra definitivamente in crisi,
contrastata da un uomo vicinissimo a Ruini, Dino Boffo, dal gennaio 1994
messo alla direzione del giornale della Cei "Avvenire".
Assistente generale diventa nel 1987 mons. Antonio Bianchin, il cui
compito è quello di sostituire molti dirigenti, specie quelli che vengono
dall'Ac ambrosiana, fedele a Martini: è il commissariamento de facto
dell'associazione. Nel 1999, dopo la presidenza di Giuseppe Gervasio, il
card. Ruini nomina presidente dell'Ac Paola Bignardi, cui invia una
lettera per metterla in guardia dall'"entrare in spazi che non ci
competono e che sono propri delle forze politiche, evitando con cura
qualsiasi coinvolgimento nella competizione tra i diversi
schieramenti". Quando, poco dopo la sua elezione (v. Adista nn. 23 e
25/99), la Bignardi concede invece un'intervista all'"Unità",
in cui manifesta una certa attenzione al tanto dibattuto problema delle
coppie di fatto, è costretta ad una intervista riparatrice,
all'"Avvenire", il 12 marzo '99 (cui segue un editoriale su
"SegnoSette"). Nel settembre 2000 (v. Adista, n. 74/2000) viene
chiuso de imperio il settimanale di Ac "SegnoSette",
colpevole di aver espresso posizioni troppo avanzate su temi politici,
ecclesiali e morali (per tutta la storia recente dell'Ac vedi Adista nn. 53/02
e 67/03).
1986
• In una Notificazione del 15 settembre il card. Ratzinger
afferma che "la concezione del ministero così come è esposta dal
professor Schillebeeckx rimane in disaccordo con l'insegnamento
della Chiesa su punti importanti" (Adista n. 65/86).
• Il card. Ratzinger (25 luglio) dichiara "non idoneo
all'insegnamento della teologia cattolica" il teologo statunitense Charles
Curran, "colpevole" di criticare la Humanae vitae e
di sostenere "la legttimità del dissenso dall'autorità" (Adista
n. 12/92).
• L'arcivescovo statunitense di Seattle, mons. Raymond Hunthausen,
tramite una lettera informa i suoi sacerdoti di essere stato esautorato
dal Vaticano dei poteri pastorali nei seguenti importanti campi: tribunale
diocesano, liturgia, formazione del clero, sacerdoti che hanno lasciato il
ministero, questioni morali (Adista n. 60/86).
• Nella lettera Homosexualitatis problema (1° ottobre) il
card. Ratzinger afferma che "l'inclinazione [omosessuale] stessa dev'essere
considerata come oggettivamente disordinata"; e che in nessun modo può
essere moralmente accettato l'esercizio della sessualità tra persone
dello stesso sesso.
1987
• Dimissionato su ordine del Vaticano l'abate della basilica romana di
San Paolo fuori le Mura, Giuseppe Nardin, perché dialogava e
pregava con il precedente abate, Giovanni Franzoni, fondatore della
Comunità di base di san Paolo (Adista n. 7/87).
• La Cdf obbliga mons. Mattew Clark, della diocesi statunitense
di Rochester, a ritirare l'imprimatur a un manuale sulla sessualità di
ausilio ai genitori per l'educazione dei figli scritto da cattolici (Adista
n. 8/87).
• Ad aprile il comboniano padre Alex Zanotelli è costretto a
dimettersi dalla direzione (assunta nel 1978) del mensile "Nigrizia",
per le sue ripetute denunce, cominciate due anni prima con l'articolo
"Il volto italiano della fame africana" ("Nigrizia",
gennaio 1985), sull'utilizzo dei fondi destinati alla cooperazione
italiana e finiti nel commercio delle armi. Le sue dimissioni sono chieste
da membri del governo italiano e dal prefetto del dicastero vaticano per
l'Evangelizzazione dei Popoli (ex Propaganda fide, da cui dipendono le
Congregazioni missionarie), card. Josef Tomko (Adista n. 37/87).
• La Congregazione per i Religiosi - andando di fatto contro
l'orientamento del Vaticano II - rifiuta le 'pari opportunità' di
religiosi laici e religiosi sacerdoti nella guida (anche come padri
provinciali e generali) degli Ordini e Istituti religiosi, e quindi
obbliga alcuni di essi - come i Cappuccini - ad annullare il loro
proposito di piena 'eguaglianza', nei compiti direttivi, di 'fratelli' e
'padri' (Adista n. 89/87).
1988
• Destituiti i gesuiti José Maria Castillo e Juan
Antonio Estrada dall'insegnamento universitario e il clarettiano Benjamin
Forcano dalla direzione di "Mision Abierta" per decisione
della Cdf (Adista nn. 39 e 52/88).
• La Congregazione per il Culto Divino il 2 giugno riafferma che
in alcun modo è ammesso celebrare l'Eucaristia in assenza di sacerdote
validamente ordinato.
• Con la costituzione apostolica Pastor bonus (28 giugno)
il papa ristruttura la Curia romana, dando ad essa enorme potere rispetto
all'episcopato mondiale, e di fatto declassando il Sinodo dei vescovi (Adista
n. 53/88).
• Il 1° luglio la Cdf pubblica la "Professione di
fede" e il "Giuramento di fedeltà", tra l'altro, a
"tutti i contenuti trasmessi dal Magistero ordinario e universale
della Chiesa", alle "verità circa la dottrina che riguarda la
fede o i costumi" e agli "insegnamenti del pontefice" e
"del collegio episcopale" quando "esercita il suo Magistero
autentico".
• Nella lettera apostolica Mulieris dignitatem (15 agosto)
il papa riafferma il no alla ordinazione sacerdotale della donna (Adista
n. 68-69/88).
• A mons. Pedro Casaldáliga, vescovo di São Felix do Araguaia
(Brasile), il nunzio apostolico mons. Carlo Furno consegna una lettera
vaticana (Intimatio) in cui lo si ammonisce per le sue simpatie per
la Teologia della Liberazione e si impongono limiti ai suoi compiti
pastorali. Il vescovo rifiuta la lettera perché non corredata di timbri né
di firme (Adista n. 70/88).
1989
• Il 6 gennaio 163 teologi e teologhe di area germanofona firmano
la "Dichiarazione di Colonia" (Adista nn. 11/89 e 15/89) in cui
contestano il fatto che Wojtyla pretenda obbedienza mettendo sullo stesso
piano alcune verità fondamentali della fede riguardanti Gesù Cristo e
l'adesione alla Humanae vitae, e contestano il modo
"scandaloso" con cui Roma ignora le richieste delle Chiese
locali nella nomina dei vescovi. Il papa, direttamente o indirettamente,
respingerà punto per punto le richieste e le proteste dei firmatari.
• La Cdf (16 febbraio) riafferma il "no" alla
contraccezione.
• Il Vaticano oppone un veto alla pubblicazione di un libro che
avrebbe dovuto contenere gli atti di un congresso di moralisti cattolici
svoltosi a Roma, all'Accademia alfonsiana, nell'aprile dell'88 (Adista nn.
17/89 e 19/89). Tra l'altro, il volume avrebbe dovuto riportare una
relazione del p. Bernhard Haering (Adista n. 7/89), nella quale il
teologo criticava l'antropologia e la teologia che sottostanno all'Humanae
vitae, enciclica sempre difesa a spada tratta da Wojtyla (forse perché,
a quanto si dice, ne fu uno degli ispiratori).
• Per intervento diretto della Congregazione per l'Educazione
Cattolica, la Pontificia Università Lateranense ritira al professor don
Luigi Sartori - uno dei più noti teologi italiani - la cattedra di
Ecumenismo (Adista n. 25/89).
• A marzo padre Eugenio Melandri lascia, dopo dieci anni, la
direzione del mensile dei missionari saveriani "Missione Oggi"
al suo vice, padre Pier Lupi. Da tempo il superiore Generale dei saveriani
padre Gabriele Ferrari subiva le pressioni del prefetto della
Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, card. Josef Tonko (che
aveva già ottenuto le dimissioni di Zanotelli da "Nigrizia"), e
quella dei Superiori della Provincia italiana, affinché allontanassero
Melandri, cui veniva da tempo rimproverata la linea della rivista (specie
un numero tutto dedicato al Nicaragua), l'impegno nella denuncia della
gestione fatta dal governo italiano dei fondi destinati alla cooperazione,
l'essersi schierato pubblicamente con i partiti della sinistra (v. Adista
n. 25/89).
• Il gesuita direttore di "Estudes", Paul Valadier, uno
dei 157 teologi francofoni firmatari di una lettera di solidarietà ai 163
teologi della "Dichiarazione di Colonia", viene rimosso
dall'incarico (Adista n. 27/89).
• Il card. Ratzinger in novembre, alla vigilia dell'assemblea annuale
della Conferenza episcopale statunitense, ordina di cancellare dall'ordine
del giorno la discussione (e la sicura approvazione) di un voluminoso
testo preparato dai vescovi USA sul rapporto vescovi-teologi e sulle
"Responsabilità ecclesiali del teologo". Secondo il prefetto
della Cdf il testo era troppo 'liberal' nel difendere la libertà di
ricerca dei teologi (Adista nn. 43 e 44/89).
• Destituito don Vittorio Cristelli da direttore del settimanale
diocesano "Vita trentina". Il settimanale aveva pubblicato il
documento dei 63 teologi italiani (Adista n. 39/89) in sostegno della
"Dichiarazione di Colonia" (Adista nn. 45/89, 48/89 e 52/89).
• La Congregazione per l'Educazione Cattolica decreta di far
chiudere in Brasile il seminario regionale del Nordeste 2 e l'Istituto
teologico di Refice, entrambi fondati da mons. Helder Câmara.
Secondo Roma, nei due istituti non si dà una educazione
"affidabile" (Adista n. 60/89).
• La Segreteria di Stato (7 agosto) riafferma che né la Joc
(Gioventù operaia cristiana) né la correlata Joci (Gioventù operaia
cristiana internazionale) sono più riconosciute come legittimi
interlocutori dalla Santa Sede, mentre lo è il Cijoc (Coordinamento
internazionale della Joc). Al di là delle sigle, la Joc era considerata
dal Vaticano troppo di 'sinistra', e quindi tagliata fuori per favorire
invece il 'moderato' Cijoc, la cui separazione dalla Joc era stata
favorita dagli ambienti conservatori della Curia romana (Adista n. 73/89).
• La Congregazione per i Religiosi mette di fatto sotto "commissariamento"
la Clar (Conferenza Latinoamericana dei Religiosi), ritenuta troppo vicina
alla Teologia della liberazione (Adista nn. 75/89 e 77/89).
1990
• La Congregazione per l'educazione cattolica vieta alla Facoltà
di Teologia dell'Università svizzera di Friburgo di dare la laurea
"honoris causa" a mons. Rembert Weakland, vescovo
di Milwaukee (USA), noto per le sue opinioni 'liberal' (Adista n. 83/90).
1991
• Il Vaticano destituisce il vescovo messicano di Oaxaca, mons.
Bartolomé Carrasco Briseno, perché legato alla Teologia della
Liberazione (Adista n. 1/91).
• Commissariamento della Clar. La Clar si sottomette (Adista nn. 13/91,
20/91/, 31/91).
• Brasile: sotto accusa la Bibbia delle Edizioni Paoline, sostenuta dai
teologi della liberazione (Adista n. 33/91).
• Commissariata "Vozes", la più antica editrice cattolica
brasiliana, a causa di Leonardo Boff, direttore dell'omonima
rivista (Adista n. 40/91). Boff viene licenziato (Adista n. 62/91) e
lascia l'ordine francescano l'anno dopo (Adista nn. 52 e 56/92).
• La Congregazione per l'Educazione Cattolica obbliga il card.
Aloisio Lorscheider, arcivescovo di Fortaleza a
"dimettere" tre sacerdoti sposati che insegnavano all'Istituto
teologico e pastorale della città brasiliana (Adista nn. 50 e 52/91).
• Il Vaticano interdice dall'insegnamento il teologo e
psicanalista tedesco Eugen Drewermann - che, nei suoi libri, aveva
messo a nudo i meccanismi di potere dell'organigramma ecclesiastico e
contestato la legge sul celibato obbligatorio dei sacerdoti (Adista nn. 33
e 36/90, 70/91). Poco dopo viene proibita a Drewermann anche la
predicazione (Adista nn. 5/92). Il teologo, a marzo, lascia il sacerdozio
(Adista n. 24/92).
1992
• Il card. Ratzinger in gennaio mette in stato di accusa il
teologo moralista canadese André Guindon le cui tesi - soprattutto
sui temi della sessualità - conterrebbero "gravi dissonanze non solo
con l'insegnamen-to del Magistero più recente, ma anche con la dottrina
tradizionale della Chiesa" in materia di sessualità (Adista n.
9/92).
• I domenicani espellono il teologo Mattew Fox, che già
era stato punito nel 1988 dal Vaticano, perché non allineato con
l'insegnamento morale sessuale di Roma (Adista n. 15/92).
• Il Vaticano dichiara "fuori luogo" - cioè neanche da
discutere - la proposta dell'arcivescovo di Milwaukee, mons. Rembert
Weakland, di ordinare sacerdoti, in situazioni pastorali di
"estrema necessità", uomini sposati (Adista n. 4/92).
• Con la lettera Communionis notio (28 maggio) il card. Ratzinger
dà una interpretazione restrittiva del Vaticano II e della collegialità
episcopale sottolineata dal Concilio (Adista n. 48/92).
• Il Vaticano nega il nihil obstat al domenicano p. Philippe
Denis alla Facoltà di Teologia cattolica di Strasburgo: troppo
critico verso l'Opus Dei (Adista n. 83/92).
1993
• Ampliando l'àmbito dell'infallibilità papale definito nel 1870 dal
Concilio Vaticano I, Wojtyla afferma: "Rientrano nell'area delle
verità che il magistero può proporre in modo definitivo quei princìpi
di ragione che, anche se non sono contenuti nelle verità di fede, sono ad
esse intimamente connessi" (Adista n. 25/93).
• Il 22 aprile la sala-stampa vaticana rende nota la
dichiarazione finale di un convegno organizzato in marzo dal Pontificio
Consiglio per la Famiglia. Il testo - firmato tra gli altri dal card.
Alfonso López Trujillo, presidente del Consiglio, e da mons. Dionigi
Tetta-manzi - sostiene che la contraccezione "corrompe l'intimità
coniugale" e che la comunità cristiana deve opporsi alla
legalizzazione del divorzio (Adista n. 33/93).
• In una lettera pastorale comune (10 luglio) tre vescovi
tedeschi (tra essi mons. Karl Lehmann, vescovo di Magonza)
sostengono che un divorziato/a risposato/a che sia in coscienza convinto/a
che il suo precedente matrimonio sia irrimediabilmente naufragato può
decidere di accostarsi alla comunione eucaristica. Ma il card. Ratzinger
obbliga i tre a riman-giarsi la proposta (per gli integrali, v. Adista n.
76/94).
• Il 22 ottobre il papa riafferma energicamente la legge del
celibato sacerdotale per la Chiesa latina e, aggiunge, di fronte alle
contestazioni e critiche, "bisogna ardire (conservando il celibato),
mai ripie-gare".
• Il 28 ottobre, il nunzio apostolico in Messico, mons. Girolamo
Prigione, annuncia la rimozione dalla diocesi messicana di San Cristóbal
de las Casas di mons. Samuel Ruiz (Adista n. 79/93). Il
provvedimento sarà però 'congelato'.
1994
• La Cdf boccia la traduzione inglese del nuovo Catechismo della
Chiesa cattolica perché essa adotta un linguaggio troppo
"femminista" ed "inclusivo" (Adista n. 29/94).
• Tra aprile e maggio 1994 si svolge l'"Assemblea speciale
per l'Africa del Sinodo dei Vescovi". Il Sinodo fu la concessione
massima fatta dalla Curia romana alla richiesta dell'episcopato africano,
avanzata fin dal 1977, di poter organizzare un concilio africano.
L'assi-se non si svolse in Africa, ma a Roma, in Vaticano, affinché il
controllo sui vescovi del Continente potesse essere meglio esercitato.
Continui furono i tentativi di incanalare il dibattito verso posizioni che
non mo-strassero imbarazzanti aperture su temi come incul-turazione,
giustizia e pace, dialogo interreligioso (Adista dossier n. 20/94; Adista
nn. 25, 31, 33, 35, 37 e 38/94).
• Con la lettera apostolica Ordinatio sacerdotalis (22
maggio) il papa, "in virtù del [suo] ministero di confermare i
fratelli" dichiara che "la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà
di conferire alle donne l'ordi-nazione sacerdotale, e che questa sentenza
deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli" (Adista n.
46/94).
• La Cdf, in una lettera ai vescovi (14 settembre) ribadisce la
proibizione di dare la comunione ai cattolici divorziati e risposati (Adista
n. 76/94).
• La Cdf interviene per bloccare la nomina della teologa
cattolica (considerata troppo femminista) Teresa Berger alla
cattedra di Liturgia della Facoltà teologica dell'Università di Bochum,
in Germania (Adista n. 61/94).
1995
• Il prefetto della Congregazione per l'Educazione Cattolica, card. Pio
Laghi, ha ottenuto, secondo il settimanale inglese "The Tablet",
che venisse cancellata una conferenza che il teologo della Libera-zione Gustavo
Gutiérrez avrebbe dovuto svolgere a Roma nel novembre '94 (Adista n.
1/95). Gutiérrez, nel 1990, aveva pubblicato un'edizione riveduta del suo
"Teologia della Liberazione" che aveva in parte fugato i dubbi
di Ratzinger sull'ortodossia del teologo.
• Il Vaticano costringe di fatto alle dimissioni mons. Jacques
Gaillot, vescovo di Evreux (Francia), che con il suo ministero e la
sua azione a favore dei più emarginati dava fastidio sia all'establishment
politico che ecclesiastico (Adista nn. 3, 5, 8 e 13/95).
• Su pressioni del sostituto della Segreteria di Stato vaticana mons.
Giovanni Battista Re, e del prefetto della Congregazione per
l'Evangelizzazione dei Popoli, card. Jozef Tomko, il missionario
comboniano p. Renato Kizito Sesana viene rimosso dal suo incarico
di direttore della rivista keniana "New People" (Adista n.
3/95).
• Nell'enciclica Evangelium vitae (25 marzo) il papa
definisce "tirannici" quei parlamenti che approvano leggi che
consentono, in determinati casi, l'interruzione volontaria della
gravidanza.
• Il card. Ratzinger ordina alle Superiore della congregazione
delle "Sorelle di Nostra Signora" di mandare per due anni in
Europa a studiare teologia "sicura" la suora brasiliana Ivone
Gebara - la teologa femminista che non piace alla Cdf (Adista nn.
47/95 e 53/95).
• Mons. Samuel Ruiz resta al suo posto, ma viene affiancato da un
vescovo coadiutore con diritto di successione, mons. Raúl Vera Lopez (Adista
nn. 57 e 59/95).
1996
• Con un editoriale su L'Osservatore romano del 2 febbraio
e firmato ***, la Cdf attacca le opinioni di 16 teologi moralisti di area
germanofona che in un libro avevano contestato l'enciclica Veritatis
splendor "su questioni fondamentali della dottrina morale"
(6 agosto '93) ed affermato che essa era un tentativo autoritario di
imporre una posizione teologica di parte. L'editoriale riafferma
rigidamente il ruolo del magi-stero papale e l'obbedienza ad esso dovuta.
1997
• Il card. Ratzinger scomunica, con una "Notificazione"
datata 2 gennaio il teologo Tissa Ba-lasuriya. Sarà riabilitato,
dopo un parziale 'mea culpa', nel '98 (Adista n. 7/98). Le Osservazioni
sul libro del p. Tissa Balasuriya 'Mary and human liberation' , sviluppate
dalla Cdf, erano datate 27 luglio 1994. Il cardinale sostiene che il
teologo cingalese "scalza su punti essenziali la fede cristiana"
(Adista nn. 87/96 e 6/97).
• L'11 febbraio 1997 Ruini ottiene dal papa un decreto pontificio
di commissariamento della Società San Paolo, ovvero i religiosi paolini:
Giovanni Paolo II nomina mons. Antonio Buoncristiani, fedelissimo del
card. vicario, delegato presso la Società S. Paolo, con l'incarico di
"esercitare tutte le funzioni spettanti normalmente sia al Superiore
generale che al Superiore provinciale". Specificando "per
completezza di informazione" che la sua autorità si estende sui
Periodici "Famiglia Cristiana", "Jesus", "Vita
Pastorale", ecc. e sulle Edizioni S. Paolo (v. Adista nn. 19 e
23/97).
La vicenda era iniziata nei mesi precedenti il III convegno della Chiesa
italiana (Palermo, novembre 1995), quando Ruini avvicinò alcuni religiosi
paolini, primo fra tutti l'allora direttore di "Jesus", don
Stefano Andreatta, per proporre loro un piano di rior-ganizzazione della
stampa cattolica italiana sotto l'egida della CEI, che comprendesse anche
le diffusissime e prestigiose riviste paoline. Ruini assicurò che era un
desiderio del papa. Andreatta fu il primo a sot-tomettersi, non i suoi
confratelli paolini, che lo destituirono da direttore di "Jesus"
e da direttore dei periodici paolini. La reazione del card. Ruini non si
fece attendere. Chiese ed ottenne dal Segretario di Stato, card. Angelo
Sodano, la firma su un telegramma che imponeva al Superiore generale dei
paolini, don Silvio Pignotti, l'ordine di reintegrare Andreatta.
Ricevuto un rifiuto da don Pignotti, Ruini tenta di mettere sotto accusa
la linea teologica e morale della stampa paolina. Ma i religiosi
rivendicano la loro ortodossia e Ratzinger deve rinunciare ad aprire un
procedimento dottrinale nei confronti dei religiosi responsabili delle
riviste (v. Adista n. 89/95 e 23, 67 e 69/96). Solo allora Ruini ottiene
l'intervento del papa. Dopo più di un anno, ad ottobre del '98
Buoncristiani fa le valigie: i paolini conservano, nella sostanza, la loro
autonomia. A Ruini rimane la consolazione di poter defenestrare il
direttore di "Famiglia cristiana", don Leonardo Zega,
rimosso dalla guida del settimanale nell'aprile del '98 e definitivamente
allontanato dal giornale il 12 ottobre del '98 (l'ultimo suo articolo è
stato pubblicato il 15 novembre).
• Il Vaticano, dopo la visita apostolica condotta nel '95 da mons.
Xavier Lozano Barragân nei seminari dei gesuiti in Messico e dopo
l'interessamento del prefetto della Congregazione per l'Educazione
Cattolica card. Pio Laghi, fa chiudere l'Istituto Interreligioso e il
Centro di Studi cattolici di Città del Messico, dipendenti dalla
Conferenza degli Istituti religiosi messicani (CIRM) nonché l'Istituto
Teologico gesuita del Collegio Maximo de Cristo Rey con l'annesso Centro
di riflessione teologica. Laghi indica nell'opzione a favore della
Teologia della Liberazione la causa principale della "confusione e
controversia" creatasi con Roma (Adista n. 25/97).
• La Conferenza dei religiosi colombiani viene biasimata con una lettera
inviata da mons. Tarcisio Bertone, segretario della Cdf, per le deviazioni
riscontrate nella relazione del primo incontro nazionale di teologia della
vita religiosa, svoltosi a Bogotà nell'aprile 1996 e pubblicate nella
rivista "Vinculum" della Conferenza dei religiosi colombiani. La
relazione conterrebbe uno stile "rivendicativo, aggressivo e critico
verso la stessa gerarchia ecclesiastica" e pretenderebbe di elaborare
una teologia della vita religiosa "prescindendo da uno studio serio
delle Scritture, della Tradizione e del Magistero" (v. Adista n.
58/97).
• Con una Istruzione interdicasteriale (firmata il 15 agosto dai
capi di otto dicasteri e uffici della Curia) il Vaticano limita
radicalmente la collaborazione dei laici al ministero dei sacerdoti,
riaffermando un clericalismo invadente.
• Il 20 settembre mons. Jorge Medina Estévez, pro-prefetto della
Congregazione per il Culto Divino, scrive a mons. Anthony Pilla,
presidente della Conferenza episcopale statunitense, per comunicargli che
la traduzione inglese dei libri liturgici, compiuta dai vescovi USA,
"non esprime accuratamente" il senso del testo latino e
"non è esente da problemi dottrinali". Sulla questione gli otto
cardinali statunitensi si erano già incontrati a Roma con i cardinali
Medina Estévez e Ratzinger (Adista n. 1/97).
• Il Movimento internazionale "Noi siamo Chiesa" (Imwac)
porta a Roma 2,5 milioni di firme di cattolici di vari Paesi, che chiedono
una serie di riforme (pari possibilità di accesso di donne e uomini nei
ministeri, celibato opzionale per i preti, coinvolgimento di tutta la
Chiesa locale [diocesi] nella scelta del proprio pastore, comunione ai
divorziati risposati). Richieste tutte ignorate da Wojtyla che sostiene
"la Chiesa non è una democrazia" (Adista n. 73/97).
• A seguito di una lettera inviata dal prefetto della Congregazione per
l'Evangelizzazione dei popoli mons. Josef Tomko, la Conferenza episcopale
della Corea del Sud sancisce il "divieto di pubblicazione" per
tre sacerdoti, p. John Sye Kong-seok, p. Paul Cheong Yang-mo
(entrambi docenti dell'Università Sogang di Seul, tenuta dai gesuiti) e p.
Edouard Ri Je-min (professore dell'Università cattolica di Kwangiu e
direttore della rivista "Skinhak Chonmang"). I tre sarebbero
sostenitori di idee "per nulla conformi alla dottrina
cattolica", in particolare su temi quali il sacerdozio femminile, il
celibato dei preti, l'evangelizzazio-ne e l'inculturazione (Adista n.
73/97).
1998
• Il card. Ratzinger riapre l'inchiesta sul teologo della
Liberazione peruviano Gustavo Gutiérrez, indagato dalla Cdf già
nel 1983 (Adista n. 15/98).
• La Cdf mette sotto osservazione il teologo australiano Paul
Collins per il suo libro "Il potere papale. Una proposta di
cambiamento per il cattolicesimo del Terzo millennio" (Adista nn.
15/98 e 55/98). Collins lascerà il sacerdozio nel 2001 dichiarando:
"non posso più essere complice nell'attuale politica teologica della
Chiesa" (Adista n. 22/2001).
• La Congregazione per il Clero, presieduta dal card. Darío Castrillón
Hoyos costringe il vescovo inglese mons. Peter Smith a ritirare un
testo di religione per le scuole secondarie perché esso sostiene la
Teologia della Liberazione e racconta la persecuzione subita da mons.
Romero (Adista n. 17/98).
• Con una Notificazione (24 giugno), la Cdf dichiara che il
gesuita indiano Anthony de Mello ha sostenuto nelle sue opere
"posizioni incompatibili con la fede cattolica". De Mello era
morto già da undici anni (Adista n. 26/98).
• Giovanni Paolo II con la lettera apostolica Ad tuendam fidem
(motu proprio avente forza di legge) rende ancora più rigida
l'applicazione della professione di fede. La lettera è accompagnata da
una "Nota dottrinale illustrativa" promanata dalla Cdf che
impone (29 giugno) una "professione di fede" e un
"giuramento di fedeltà" con il quale, tra l'altro, ciascun
teologo si impegna ad accogliere "fermamente" verità proclamate
"in modo definitivo" dal Magistero, seppure senza una esplicita
"definizione dogmatica". In tale categoria, precisa il testo,
rientra l'insegnamento papale sull'or-dinazione sacerdotale da riservarsi
soltanto agli uomini (Adista n. 53/98).
• Con la lettera apostolica, motu proprio, Apostolos
suos (datata 21 maggio, ma pubblicata il 23 luglio) il papa dà
un'interpretazione restrittiva - rispetto al Concilio - della natura e dei
poteri delle Conferenze episcopali (Adista n. 59/98).
• La Cdf estromette dall'insegnamento presso la Pontificia
Università Gregoriana il teologo gesuita Jacques Dupuis per il suo
libro "Verso una teologia cristiana del pluralismo religioso" (Adista
n. 79/98). Condanna ribadita dal card. Ratzinger nel 2001 con una
Notificazione (24 gennaio) nella quale si afferma che nel libro del
gesuita vi sono "notevoli ambiguità e difficoltà su punti
dottrinali di portata rilevante, che possono condurre il lettore a
opinioni erronee o pericolose" (Adista nn. 19 e 30/2001).
• La Congregazione per l'Educazione Cattolica, presieduta dal card. Pio
Laghi, estromette dalla cattedra di Filosofia del Diritto dell'Università
cattolica del Sacro Cuore di Milano il filosofo Luigi Lombardi Vallauri
di cui condanna, senza possibilità di contraddittorio, le tesi
sull'inferno, sul peccato originale, sull'autorità del magistero, sulla
morale sessuale (Adista nn. 84/98, 16/99).
1999
• Sospeso a divinis il parroco statunitense p. Jim
Callan per lesa obbedienza (Adista n. 5/99).
• 'Raid' del card. Ratzinger negli Stati Uniti: reprimenda su
certo cattolicesimo light e sul ruolo delle locali università
cattoliche (Adista n. 15/99, n. 17/99; nel 2000 esce il documento vaticano
sull'insegnamento nelle Università cattoliche Usa, v. Adista n. 2/2000).
• Il Vaticano affida all'Opus Dei la normalizzazione delle Università
cattoliche a partire da quella di Lima (Adista n. 29/99).
• La Cdf boccia tutte le proposte di cambiamento del
"Dialogo per l'Austria", una specie di Sinodo che l'anno
precedente aveva appunto chiesto la revisione delle norme vaticane che
proibiscono la contraccezione, la comunione ai divorziati risposati, il
clero uxorato (Adista n. 30/99).
• Il papa obbliga di fatto i vescovi tedeschi a ritirarsi dal
sistema statale dei consultori dai quali, per legge, ogni donna che voglia
abortire deve ottenere il certificato di avvenuta consulenza (Adista nn.
51, 52, 69 e 87/99; 73 e 83/2000, 9 e 23/2001).
• Incriminato mons. Luigi Marinelli, co-autore (l'unico 'confesso')
del libro "Via col vento in Vaticano". Il prelato rinuncia alla
difesa e denuncia l'ingiustizia del tribunale ecclesiastico (Adista n.
55/99).
• A suor Jeannine Gramick ed a p. Robert Nugent -
religiosi statunitensi - il card. Ratzinger vieta "permanentemente
ogni attività pastorale in favore delle persone omosessuali", perché
i due non condannano "la malizia intrinseca degli atti
omosessuali" (Adista n. 58, 59 e 62/99, 51/2003).
2000
• In Messico il Vaticano trasferisce alla diocesi di Saltillo mons.
Raúl Vera López, che era già stato inviato alla diocesi di San
Cristóbal de las Casas (Chiapas) come coadiutore con diritto di
successione di mons. Samuel Ruiz. Vera López, inviato nel
Chiapas nel '95 per 'normalizzare' mons. Ruiz, grande sostenitore della
teologia india e di una Chiesa india, si era invece 'convertito' alle idee
di don Samuel. E così il papa decide di non affidare a don Raúl la
successione a Ruiz quando questi compie i 75 anni (Adista nn. 3, 5 e
9/2000).
• Il papa e Ratzinger condannano la teologia asiatica (Adista n.
13/2000).
• Altolà della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei
Sacramenti alla traduzione inglese dei testi liturgici (Adista n.
36/2000).
• Nel giugno del 2000, durante un incontro a San Paolo su Aids e sfide
per la Chiesa in Brasile, il vescovo di Goiás Eugene Rixen afferma
che "tra il condom e l'espansione dell'Aids, siamo obbligati a
scegliere il male minore". Di fronte all'immediata reazione del
presidente del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari Lozano
Barragán - il quale ribadisce che l'uso del preservativo, in qualunque
circostanza, è contrario alle disposizioni vaticane - la Conferenza
episcopale brasiliana emette una Nota di chiarimento che riafferma la
posizione contraria all'uso del condom della Chiesa del Brasile (Adista n.
47/00).
• Il Vaticano fa pressioni sul Governo italiano perché impedisca
la celebrazione del Gay pride a Roma e, in particolare, perché le
autorità impediscano la grande manifestazione degli omosessuali, prevista
per l'8 luglio per le strade della capitale. L'indomani, all'Angelus,
lo stesso papa esprime "amarezza per l'affronto recato al grande
Giubileo dell'anno Duemila e per l'offesa ai valori cristiani di una città
che è tanto cara al cuore dei cattolici di tutto il mondo" (Adista
nn. 55 e 56/2000).
• Con la dichiarazione Dominus Iesus (6 agosto) Ratzinger
in sostanza condanna i teologi di punta della teologia asiatica (Adista nn.
61 e 64/2000).
• Restrizioni liturgiche ai fedeli laici, che colpiscono
soprattutto le Chiese Usa (Adista n. 61/2000).
• Il 3 settembre il papa beatifica insieme Pio IX e Giovanni
XXIII, cioè un papa che aveva definito "deliramento" il
principio della libertà religiosa e un papa che volle il Vaticano II
anche per affermare solennemente tale principio (Adista n. 66/2000).
• Il card. Ratzinger con una Notificazione obbliga di fatto
all'abiura il teologo austriaco Reinhard Messner il quale aveva
sostenuto che "in caso di conflitto è sempre la tradizione, ovvero
la teologia, che deve essere corretta a partire dalla Scrittura, e non la
Scrittura che deve essere interpretata alla luce di una tradizione
successiva (o di una decisione magisteriale) (Adista n. 1/2001).
2001
• Il card. Ratzinger, con una Notificazione (22 febbraio) obbliga
il teologo redentorista spagnolo p. Marciano Vidal a ritrattare di
fatto le sue tesi - su contraccezione, aborto, omosessualità - che si
allontanavano da quelle ufficiali vaticane (Adista nn. 39 e 55/2001).
• Sotto indagine della Cdf anche il gesuita p. Roger
Haight, accusato di non essere ortodosso nella sua cristologia (Adista
n. 39/2001).
• Il Vaticano vieta a suor Joan Chittister, teologa
benedettina statunitense, di partecipare in giugno, a Dublino, alla
Conferenza della rete mondiale per l'ordinazione delle donne. Ma la suora
respinge l'ordine di Roma (Adista n. 53/2001).
• Con una Notificazione (17 settembre) i cardinali Ratzinger, Medina Estévez
e Darío Castrillon Hoyos (prefetto della Congregazione per il
Clero) negano la possibilità dell'ordinazione della donna-diacono. Il
riferimento indiretto è a mons. Samuel Ruiz, che nella diocesi
messicana di San Cristóbal de las Casas aveva ordinato circa quattrocento
diaconi sposati, accompagnati all'altare, nella cerimonia
dell'ordinazione, dalle loro mogli, che però non erano state consacrate
diaconesse (Adista n. 69/2001. Vedi anche Adista nn. 17,
26 e 32/2002).
• Nell'esortazione apostolica post-sinodale Ecclesia in
Oceania il papa (22 novembre) respinge tutte le richieste di
cambiamenti pastorali (come un diverso atteggiamento verso i divorziati
risposati) prospettati dai vescovi dell'Oceania nel Sinodo ad hoc
per il Continente, celebrato a Roma nel 1998 (Adista n. 83/2001).
2002
• Il frate minore francescano svizzero Josef Imbach,
docente di teologia fondamentale alla Pontificia Facoltà teologica San
Bonaventura di Roma è di fatto spinto a lasciare l'incarico a causa delle
pressioni della Cdf che non aveva accettato il fatto che l'autore, in un
suo libro, mettesse in discussione la storicità degli eventi miracolosi
narrati nel Nuovo Testamento (Adista nn. 13/2001 e 19/2002).
• Con un Monitum del 5 luglio il card. Ratzinger
preannuncia la scomunica - a meno di un ravvedimento entro il 22 luglio,
che non avverrà - a sette donne che il 29 luglio, su un battello in
navigazione sul Danubio, tra Austria e Germania, si erano fatte ordinare
prete da un vescovo argentino già scomunicato (Adista nn. 57/2002,
63/2002).
• Un comunicato (17 ottobre) della Commissione teologica
internazionale, presieduta dal card. Ratzinger, sostiene che ragioni
teologiche e storiche impediscono l'ordinazione della donna diacono (il
che invece viene ritenuto possibile da vari cardinali, come Carlo Maria
Martini, l'ex arcivescovo di Firenze Silvano Piovanelli e il
tedesco Karl Lehmann vescovo di Magonza) (Adista n. 79/2002).
• L'8 dicembre 2002, il Pontificio Consiglio per la Famiglia, con la
prefazione del prefetto del dicastero, il card. Alfonso Lopez Trujillo,
presenta "Lexicon. Temi ambigui e discussi su famiglia vita e
questioni etiche", un volume in cui su tutti i problemi discussi
anche all'interno della Chiesa romana - contraccezione, divorzio,
omosessualità, rapporto tra princìpi etici cristiani e legislazione
civile - esprime solo le tesi più conservatrici, quando non reazionarie,
respingendo ogni voce critica sulle affermazioni del magistero papale.
• Il card. Medina Estévez, prefetto della Congregazione per il
Culto Divino, in una lettera del 16 maggio sostiene che è
"assolutamente sconsigliabile", "imprudente" e
"rischiosa" l'ordinazione sacerdotale di omosessuali (Adista n. 89/2002).
2003
• La Congregazione per gli
Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica comunica (15
gennaio) ai Superiori e alle Superiori generali che la Cdf ha chiesto di
escludere i transessuali dalla vita consacrata (Adista n. 12/2003).
• Con un decreto della Cdf (25 gennaio, ma notificato
all'interessato il 13 marzo) - decreto emanato "dal sommo pontefice
Giovanni Paolo II, con suprema ed inappellabile decisione senza alcuna
possibilità di appello" - don Franco Barbero della Comunità
di base di Pinerolo viene "dimesso dallo stato clericale" (Adista
nn. 23/2003, e
15 e 20/2002).
• Il 24 febbraio, sotto la forte pressione della Congregazione
per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica i
benedettini inducono padre Cipriano Carini a dimettersi da abate
del monastero di S. Giovanni Evangelista a Parma. Nessuna ragione
teologica o disciplinare: solo, da più due anni, l'abate Carini ha
accolto in una Badia Benedettina dipendente dal suo monastero alcune suore
indiane dell'Ordine delle brigidine, fuggite dalla loro comunità a causa
del trattamento cui erano sottoposte da parte della loro madre superiora,
suor Tekla Famiglietti. Per il solo fatto di aver accettato di accogliere
queste suore e di aver cercato di non fargli perdere il permesso di
soggiorno (a due di esse la madre Tekla aveva requisito il passaporto),
l'abate Carini è stato costretto dal Vaticano a dare le dimissioni. Tanto
hanno potuto, in Curia, le pressioni della potentissima suor Tekla (Adista
n. 43/03).
• La Cdf spinge la Commissione dottrinale della Conferenza
episcopale spagnola a far sapere, in un documento, che le tesi su Gesù
Cristo contenute in un libro del teologo Juan José Tamayo contengono
gravi errori dottrinali. I vescovi, tuttavia, si rifiutano di consegnare
al teologo l'atto di accusa su di lui che il card. Ratzinger ha inviato
loro (Adista nn. 8
e 24/2003).
• Ratzinger conferma la scomunica alle donne prete ordinate in
Austria (Adista n. 12/2003).
• Il card. Ratzinger, con "Considerazioni circa i progetti
di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali" (testo
datato 3 giugno ma pubblicato il 31 luglio), chiede ai parlamentari
cattolici di impedire in ogni modo l'approvazione di leggi che ammettano
una qualsiasi equiparazione tra il matrimonio e l'unione di due persone
dello stesso sesso (Adista n. 12/2003).
• Con l'enciclica Ecclesia de Eucharistia (17 aprile) il
papa riafferma la dottrina della "transustanziazione" formulata
dal Concilio di Trento e vieta qualsiasi "intercomunione" - la
partecipazione degli evangelici alla comunione durante la messa cattolica,
e dei cattolici alla Santa Cena dei protestanti - con le Chiese nate dalla
Riforma. L'enciclica ribadisce che i cattolici divorziati e risposati non
possono accostarsi all'Eucaristia; e lamenta gli "abusi" che,
nel post-Concilio, si sono fatti in materia liturgica (Adista n. 36/03).
• Il 22 novembre 2002 l'abate di Montevergine (ordinario dell'omonima
abbazia territoriale), padre Giovanni Tarcisio Nazzaro, emana nei
confronti di don Vitaliano Della Sala un decreto di rimozione dalla
funzione di parroco della parrocchia di S. Giacomo a Sant'Angelo a Scala (Av).
A soli 39 anni, non avendo ricevuto nessun altro incarico, don Vitaliano
viene di fatto "pensionato" dalla Chiesa (v. Adista n. 90/02;
www.donvitaliano.it). Nel
provvedimento, fortemente voluto dalla Curia romana e preceduto da due
ammonizioni canoniche (del 13/10/2000 e del 3/7/2001), Nazzaro accusa
Vitaliano di pubblico dissenso "dal Magistero dei Pastori" e
dalla "Sede Apostolica", di "frequenza di 'centri' e
'associazioni' ben noti per la diffusione di idee in contrasto con la
dottrina e l'insegnamento della Chiesa e che non rifuggono neanche dalla
violenza", e di aver trascurato i suoi "doveri
parrocchiali". Contro il decreto di rimozione la comunità di S.
Angelo insorge: dapprima mura l'entrata della chiesa parrocchiale, poi
decide il boicottaggio delle iniziative del nuovo parroco: da due anni la
gente di S. Angelo non entra più nella chiesa del paese, limitandosi ad
assistere alle funzioni dal sagrato. Da parte sua, don Vitaliano ha
dapprima inutilmente ricorso contro la sua rimozione presso la
Congregazione per il Clero. Attualmente un nuovo ricorso giace presso il
Supremo Tribunale della Signatura Apostolica, insieme ad un altro
presentato da tutta la sua comunità parrocchiale (Adista nn. 51/03,
e 23 e 87/2002).
• Come negli otto precedenti, anche nel Concistoro annunciato il 28
settembre per il 21 ottobre Wojtyla non include nella lista dei nuovi
cardinali alcun prelato o teologo latinoamericano espressamente favorevole
alla Teologia della Liberazione (Adista n. 71/2003).
• Con l'Esortazione apostolica post-sinodale Pastores gregis,
firmata proprio il 16 ottobre 2003, 25° anni-versario della sua elezione,
pur abbondando in parole esaltanti la "collegialità
episcopale", di fatto Wojtyla ha svuotato le richieste della
Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi (ottobre 2001), che
aveva affrontato proprio il tema del ruolo dei vescovi. Allora, malgrado
il tentativo delle Curia romana di svuotare le propositiones (le
proposte concrete al pontefice. Per il testo integrale, v. Adista
80/2001), l'Assemblea aveva approvato la propositio 24: "Alcuni
Padri sinodali ritengono opportuno esaminare il modo di procedere ed il
metodo delle riunioni sinodali affinché queste Assemblee divengano un
migliore strumento di collegialità. I Padri sinodali suggeriscono
rispettosamente al Sommo Pontefice di considerare l'opportunità di
convocare un'Assemblea straordinaria del Sinodo dei vescovi proprio a
questo fine". Di questa richiesta non c'è traccia nel documento
testè firmato da Wojtyla
LA
NOMINA DEI VESCOVI, UNO STRUMENTO IN PIÙ PER NORMALIZZARE LA CHIESA
CONCILIARE. L'ESEMPIO LATINOAMERICANO
DOC-1425. ROMA-ADISTA.
Tra i dati più rilevanti del pontificato di Giovanni Paolo II, non
si può non menzionare la pesante normalizzazione imposta alla Chiesa
latinoamericana, che, a partire dalla seconda conferenza dell'episcopato
latinoamericano di Medellín, nel 1969, era riuscita ad affermare una
personalità propria, ad esprimere una voce distinta, ponendo un forte
accento sulla necessità ed urgenza di una radicale opzione per i poveri e
di un profondo cambiamento delle strutture di dominio e di oppressione. La
prima decisa offensiva conservatrice contro questa nuova linea pastorale
viene lanciata a Puebla, nel 1979, in occasione della terza conferenza
dell'episcopato latinoamericano. Nonostante i primi segnali di cedimento,
l'offensiva viene sostanzialmente respinta. Ma si tratta appena del primo
round. La reazione conservatrice è inarrestabile, esprimendosi attraverso
una dura lotta alla teologia della liberazione, una radicale svolta a
destra del Celam (Consiglio episcopale latinoamericano), sotto la regia
dell'arcivescovo colombiano López Trujillo (nel 1972 segretario
generale e poi, nel 1979, presidente del Celam, attualmente presidente del
Pontificio Consiglio per la famiglia), il commissariamento della Clar
(Conferenza latinoamericana dei religiosi), l'emarginazione dei vescovi
che si riconoscevano nella linea di Medellín, lo smantellamento del
lavoro pastorale da essi condotto ad opera di successori di linea
diametralmente opposta.
Tra gli innumerevoli casi di normalizzazione episcopale, restano esemplari
quelli relativi alle personalità più rappresentative e più forti della
Chiesa progressista latinoamericana, dal vescovo di Recife Helder Câmara
all'arcivescovo martire di San Salvador Oscar Arnulfo Romero, dal
cardinale di San Paolo Paulo Evaristo Arns al vescovo di San Cristóbal
de Las Casas Samuel Ruiz.
A succedere a Helder Câmara viene chiamato, nel 1985, mons. José
Cardoso Sobrinho, che subito si lancia in una sistematica opera di
smantellamento del lavoro svolto dal suo predecessore, attraverso una
lunga serie di espulsioni di docenti, religiosi e sacerdoti vicini alla
teologia della liberazione (v. Adista n. 57/95).
È stato del resto proprio l'episcopato brasiliano quello forse più
duramente colpito, come mostra il caso della successione al card. Paulo
Evaristo Arns, instancabile difensore degli emarginati ed esponente di
punta dell'ala progressista latinoamericana. Al suo posto, i vescovi
conciliari invocano la nomina di uno dei vescovi ausiliari di Arns oppure
dell'arcivescovo di Mariana ed ex presidente della Cnbb (la Conferenza
episcopale brasiliana, anch'essa gradualmente normalizzata) Luciano
Mendes de Almeida, per il quale invano si è lungamente atteso un
incarico di maggior prestigio. La scelta del Vaticano è caduta invece su Claudio
Hummes, vicino al movimento carismatico, nominato appena due anni
prima arcivescovo di Fortaleza, dove aveva rimesso ordine nel lavoro
svolto dal suo predecessore, il card. Aloísio Lorscheider (v.
Adista n. 31/98)
A San Salvador, l'arcidiocesi di mons. Romero (già duramente avversato
dal Vaticano e diventato il simbolo della Chiesa latinoamericana della
liberazione), il suo immediato successore e amico, mons. Arturo Rivera
y Damas, scomparso nel 1995, viene sostituito da Roma con un vescovo
di linea totalmente diversa: mons. Fernando Sáenz Lacalle,
spagnolo d'origine, dell'Opus Dei.
In Messico la normalizzazione si traduce in particolare nel completo
smantellamento dell'opera pastorale di mons. Méndez Arceo a
Cuernavaca e nell'offensiva contro la diocesi di San Cristóbal de Las
Casas, prima affiancando a mons. Samuel Ruiz un vescovo coadiutore con
diritto di successione, mons. Raul Vera Lopez, poi, di fronte alla
comunione di intenti mostrata dai due vescovi, trasferendo quest'ultimo a
Saltillo, alla frontiera con gli Stati Uniti.
In Perù, a sostituire il cardinale gesuita Augusto Vargas Alzamora,
fiero avversario di Fujimori e leader della Chiesa cattolica di
Lima per nove anni, è stato chiamato (contro la volontà della maggior
parte dei vescovi peruviani) un membro dell'Opus Dei, Luis Cipriani,
grandissimo amico di Fujimori (v. Adista n. 31/00), sempre al centro di
infuocate polemiche, a partire da quella sulla mancata difesa dei diritti
umani della sua gente, nei dieci anni passati alla guida dell'arcidiocesi
di Ayacucho, nel pieno della guerra contro il terrorismo (come ha
ultimamente riconosciuto la Commissione della Verità e della
Riconciliazione sui fatti di violenza avvenuti in Perù dal 1980 al 2000,
v. Adista n. 68/03).
DIMMI
CHE SANTO FAI…CENNI SULLE CANONIZZAZIONI E BEATIFICAZIONI DI PAPA
WOJTYLA
DOC-1426. ROMA-ADISTA. Con
la beatificazione di madre Teresa di Calcutta - il 19 ottobre 2003,
tre giorni dopo il 25° di elezione al sommo pontificato e tre giorni
prima del 25° di "inizio solenne del suo ministero di pastore
universale della Chiesa" (22 ottobre 1978) -, Giovanni Paolo II
ha proclamato durante il suo regno 456 santi e 1.289 beati. Cioè, il solo
Wojtyla ha elevato agli onori degli altari più santi e beati che tutti i
papi suoi predecessori degli ultimi quattro secoli.
È del tutto evidente che la 'fretta' o i 'ritardi' nell'elevare agli
onori degli altari una persona hanno motivazioni ecclesiali e politiche.
Così il fondatore dell'Opus Dei, Josemaria Escrivá de Balaguer,
morto nel 1975, è stato beatificato nel 1992 e canonizzato nel 2002. Ma
la causa di beatificazione di mons. Oscar Arnulfo Romero,
assassinato nel 1980, è ferma in qualche cassetto curiale. Dunque,
Wojtyla ha proposto come "esempio" ai fedeli non un vescovo
martire della giustizia e della pace, ma un fedelissimo delle direttive
vaticane, all'epoca estimatore del Franchismo, e al centro di aspre
polemiche che non hanno risparmiato neppure la sua beatificazione.
Ha generato controversie anche la beatificazione di Alojzije Stepinac
(3 ottobre 1998), il vescovo salutato come salvatore da Ante Pavelic,
leader degli ustascia voluto e foraggiato dai nazisti. Stepinac fu
accusato di silenzio (quando non di connivenza) sulla strage dei serbi.
Secondo i sostenitori di Stepinac, egli fu perseguitato nella Jugoslavia
di Tito, in quanto condannato, in un processo-farsa, a 16 anni di
carcere.
Le molte voci che chiedevano la beatificazione di madre Teresa sono state
ascoltate, e la suora è stata beatificata a soli 6 anni dalla morte (5
settembre 1997). Il papa, anzi, avrebbe addirittura voluto proclamarla
direttamente santa. Inascoltati sono rimasti invece i molti e molte che
chiedevano di premiare anche "san Romero d'America". Wojtyla ha
scelto chi ascoltare e chi ignorare.
Il 3 settembre 2000 Wojtyla ha beatificato, congiuntamente, Pio IX e
Giovanni XXIII: il primo, un papa che molto fece soffrire gli ebrei e che
definì "deliramento" il principio della libertà religiosa; il
secondo, un papa che volle un Concilio anche per cancellare l'odio
teologico dei cattolici verso gli ebrei, e per affermare il principio
della libertà religiosa.
A taluni questo uso dell'istituto della 'fabbrica dei santi' è apparso
spregiudicato.
INDICE
DEI NOMI, ARGOMENTI, ISTITUZIONI E DOCUMENTI CHE COMPAIONO NELL'ELENCO
ANNO PER ANNO
Aborto (1983, 1995,
1999, 2001)
Ad tuendam fidem (1998)
Andreatta don Stefano (1997)
Apostolos suos (1998)
Balasuriya p. Tissa (1997)
Ballestrero card. Anastasio (1985)
Barbero don Franco (2003)
Berger Teresa (1994)
Bertone mons. Tarcisio (1997)
Bianchin mons. Antonio (1985)
Bignardi Paola (1985)
Boff p. Leonardo (1984, 1991)
Boffo Dino (1985)
Bulanyi p. Gyorgy (1984)
Buoncristiani mons. Antonio (1997)
Callan p. Jim (1999)
Câmara mons. Helder (1989)
Cardenal p. Ernesto (1983)
Cardenal p. Fernando (1984)
Carini p. Cipriano (2003)
Carrasco Briseno mons. Bartolomé (1991)
Casaldaliga mons. Pedro (1988)
Castillo p. José Maria (1988)
Castrillon Hoyos card. Darío (1998, 2001)
Cei (1985, 1997)
Celibato sacerdotale (1993, 1997)
Centro di Studi cattolici di Città del Messico (1997)
Chittister suor Joan (2001)
Cijoc (1989)
Clar (1989)
Clark mons. Mattew (1987)
Codice di Diritto Canonico (1983)
Collins Paul (1998)
Commissione dottrinale Conf. episc. spagnola (2003)
Communionis notio (1992)
Compagnia di Gesù (1981, 1984, 1997)
Concilio Vaticano II (1979, 1983, 1985, 1992, 1998, 2003)
Conferenza degli Istituti religiosi messicani (1997)
Conferenza dei Religiosi colombiani (1997)
Conferenza della rete mondiale per l'ordinazione delle donne (2001)
Conferenza episcopale brasiliana (2000)
Conferenza episcopale della Corea del Sud (1997)
Conferenza episcopale statunitense (1989)
Confessione (1984)
Congreg. delle "Sorelle di Nostra Signora" (1995)
Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita
Apostolica (1983, 2003)
Congregazione per il Clero (1984, 1998, 2001, 2003)
Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti
(1988, 1997, 2000, 2002)
Congregazione per la Dottrina della Fede (Cdf) (1979, 1980, 1984,
1987, 1988, 1989, 1994, 1995, 1996, 1998, 1999, 2001, 2002, 2003)
Congregazione per l'Educazione Cattolica (1989, 1990, 1991, 1995,
1997, 1998)
Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli (1987, 1989, 1995,
1997)
Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni
tra persone omosessuali (2003)
Contraccezione (1993, 1999, 2001, 2002)
Convegno della Chiesa italiana (1985, 1995)
Coppie di fatto (1985, 2003)
Cristelli don Vittorio (1989)
Curran Charles (1986)
De Mello p. Anthony (1998)
Della Sala don Vitaliano (2003)
Denis p. Philippe (1992)
Dialogo per l'Austria (1999)
Dichiarazione di Colonia (1989)
Divorziati risposati (1981, 1993, 1994, 1999, 2001, 2003)
Divorzio (1993, 2002)
Dominus Iesus (2000)
Drewermann don Eugen (1991)
Dupuis p. Jacques (1998)
Ecclesia de Eucharistia (2003)
Ecclesia in Oceania (2001)
Estrada p. Juan Antonio (1988)
Estudes (1989)
Evangelium vitae (1995)
Facoltà di Teologia cattolica di Strasburgo (1992)
Facoltà teologica dell'Università di Bochum (1994)
Famiglia cristiana (1997)
Famiglietti suor Tekla (2003)
Ferrari p. Gabriele (1989)
Forcano p. Benjamin (1988)
Fox Mattew (1992)
Franzoni dom Giovanni (1987)
Furno mons. Carlo (1988)
Gaillot mons. Jacques (1995)
Gebara Ivone (1995)
Gervasio Giuseppe (1985)
Gramick suor Jeannine (1999)
Guindon André (1992)
Gutiérrez p. Gustavo (1984, 1994, 1998)
Haering p. Bernhard (1979, 1989)
Haight p. Roger (2001)
Hickey mons. James (1983)
Homosexualitatis problema (1986)
Humanae vitae (1979, 1986, 1989)
Hunthausen mons. Raymond (1983, 1986)
Imbach p. Josef (2002)
Intercomunione (2003)
Istituto Interreligioso di Città del Messico (1997)
Istituto teologico di Refice (1989)
Istituto teologico e pastorale di Fortaleza (1991)
Istituto Teol. gesuita del Collegio Maximo (1997)
Joc (1989)
Joci (1989)
Kizito Sesana p. Renato (1995)
Kolvenbach p. Peter-Hans (1984)
Kong-seok p. John Sye (1997)
Küng Hans (1979)
L'Osservatore Romano (1996)
Laghi card. Pio (1995, 1997, 1998)
Laici cattolici (1985, 1988, 1997, 2000)
Lehmann mons. Karl (1993, 2002)
Lexicon. Temi ambigui e discussi su famiglia vita e questioni etiche
(2002)
López Trujillo card. Alfonso (1993, 2002)
Lorscheider card. Aloisio (1991)
Lozano Barragân mons. Xavier (1997, 2000)
Lupi p. Pier (1989)
Martini card. Carlo Maria (1985, 2002)
Mansour suor Agnes Mary (1983)
Medina Estévez mons. Jorge (1997, 2001, 2002)
Melandri p. Eugenio (1989)
Messner Reinhard (2000)
Missione Oggi (1989)
Monastero di S. Giovanni Evangelista a Parma (2003)
Monticone Alberto (1985)
Morale sessuale (1987, 1992, 1998)
Mulieris dignitatem (1988)
Nardin dom Giuseppe (1987)
Nazzaro p. Giovanni Tarcisio (2003)
New People (1995)
Nigrizia (1987, 1989)
Noi Siamo Chiesa (1997)
Nugent p. Robert (1999)
Omosessuali (1986, 2000, 2002, 2003)
Opus Dei (1982, 1992, 1999)
Ordinatio sacerdotalis (1994)
Ordine delle Carmelitane Scalze (1984)
Ordine di S. Brigida (2003)
Paolo VI (1979)
Pastor bonus (1988)
Pastores gregis (2003)
Pignotti don Silvio (1997)
Pilla mons. Anthony (1997)
Piovanelli card. Silvano (2002)
Pohier p. Jacques (1979)
Pontificia Facoltà teologica San Bonaventura (2002)
Pontificio Consiglio per la Famiglia (1993, 2002)
Prigione mons. Girolamo (1993)
Ratzinger card. Joseph (1984,1985, 1986, 1989, 1992, 1993, 1995,
1997, 1998, 1999, 2000, 2001, 2002, 2003)
Re mons. Giovanni Battista (1995)
Ri Je-min p. Edouard (1997)
Rixen mons. Eugene (2000)
Romero mons. Oscar Arnulfo (1979, 1998)
Ruini card. Camillo (1985, 1997)
Ruiz mons. Samuel (1993, 1995, 2000, 2001)
Sacerdoti sposati (1999)
Sacerdozio femminile (1979, 1988, 1994, 1997, 1998, 2001, 2002,
2003)
Sartori don Luigi (1989)
Schillebeeckx Edward (1979, 1980, 1986)
Seminario regionale del Nordeste 2 (1989)
Seper card. Franjo (1980)
Sessualità (2001)
Sinodo dei vescovi olandesi (1980)
Sinodo dell'Oceania (2001)
Skinhak Chonmang (1997)
Smith mons. Peter (1998)
Società San Paolo (1997)
Suore statunitensi (1979)
Supremo Tribunale della Signatura Apostolica (2003)
Tamayo Juan José (2003)
Teologi e teologhe di area germanofona (1989, 1996)
Teologia asiatica (2000)
Teologia della Liberazione (1979, 1982, 1984, 1988, 1989, 1991,
1995, 1997, 1998, 2003)
Tettamanzi mons. Dionigi (1993)
Tomko card. Josef (1987, 1995, 1997)
Transessuali (2003)
Università cattolica del Sacro Cuore di Milano (1998)
Università cattolica di Kwangiu (1997)
Università cattolica di Lima (1999)
Valadier p. Paul (1989)
Vallauri Luigi Lombardi (1998)
Vera Lopez mons. Raúl(1995, 2000)
Veritatis splendor (1996)
Vescovi dell'Oceania (2001)
Vescovi peruviani (1984)
Vescovi progressisti del Nicaragua (1982)
Vescovi tedeschi (1999)
Vidal p. Marciano (2001)
Vinculum (1997)
Vita Trentina (1989)
Vozes (1991)
Waldheim Kurt (1978)
Weakland mons. Rembert (1990, 1992)
Yang-mo p. Paul Cheong (1997)
Zanotelli p. Alex (1987)
Zega don Leonardo (1997)