I TRE TEO-CON (BUTTIGLIONE, FERRARA, ISRAEL) SCIMMIOTTANO GLI USA
http://www.arcigaymilano.org/stampa/dosart.asp?ID=16280
«Ma è un argomento serio Buttiglione? Come si fa a parlare di queste cose? Buttiglione è una sconfitta della ragione. Quando dice certe cose, ammettendo questo limite di pensiero, paralizza la ragione. È avvilente discutere su Buttiglione»...
In Fondo ……….
di Mario Cirrito [ Gaya - Cronisti senza Frontiere ]
Ferrara ridens Marco
Travaglio per l’Unità Antonio Tabucchi: Buttiglione,
le donne, i gay. E poi? Tratto da “l’Unità”, 25
Ottobre 2004
CACCIA ALLE STREGHE Luzzatto: pericoloso
evocare teorie di complotti di Daria Gorodisky «Martino?
Accuse generiche: dica a chi si riferisce, altrimenti chiunque può essere
indicato come nemico». Il presidente dell’Unione delle comunità ebraiche
Amos Luzzatto risponde al card. Martino martedì 19 ottobre 2004 , il Corriere
della Sera ROMA - Professor Amos Luzzatto, a seguito del caso
Buttiglione si apre quello innescato dal cardinale Renato Martino: secondo il
quale il Papa e la Chiesa vengono zittiti «dal frastuono orchestrato da
potenti lobby culturali, economiche e politiche». Da presidente dell’Unione
delle comunità ebraiche italiane, che cosa ne pensa? «Sono accuse generiche,
parole senza supporto concreto. Dica a chi si riferisce, nomi e cognomi:
altrimenti chiunque può essere indicato come nemico della religione o del
genere umano». Israel critica Luzzatto (*) N.D.R. - Giorgio Israel, certamente ebreo,
viene spacciato per progressista. L'ho conosciuto alla fine degli anni '60
ed allora era progressista. Lo era quando si accompagnava deferente a Lucio
Lombardo Radice, insostituibile passaggio per la cattedra all'Università.
Poi si è rinchiuso nel peggiore oscurantismo, seguendo la triste parabola
di gran parte degli ebrei della diaspora. Il personaggio scrive nel
carognesco sito informazione corretta e questo basta per qualificarlo. Si
distingue anche per i suoi attacchi virulenti da chi gli concede spazio
(Ferrara, Lerner, ... ebrei appunto) contro tutto ciò appaia da lontano
essere di sinistra. Il personaggio è uno dei più luminosi esempi della
destra reazionaria, e fondamentalista del nostro Paese. CONTRO GIULIANO L’APOSTATA Per apostasia
dal liberalismo di Giovanni Felice Mapelli *
Poi finisci nei blog e il dilegio aumenta; Buttiglione e Tremaglia indicati
come la sentina dei nostri giorni e tanti stravaccano col dire: “anch’io
culattone”. Signora mia che giornate di liberi arbitrii.
Ci accorgiamo invece che quel tanto scrivere e discutere di omosessualità
allena la società a sbarazzarsi di luoghi comuni, e a qualche spaurito
omosessuale a vivere più serenamente. Tutto bene? Non sempre!
Non c’è da preoccuparsene visto che in questi giorni dalle paginette del
“Foglio” ne ha sparate di ogni genere, compresa una bella accartocciata
di Robert H. Bork, professore della Ave Maria School of Law e della
University of Richmond School of Law. Il nostro Machiavelli contemporaneo ha
voglia di reinventarsi e riciclarsi davanti al potere e gli omosessuali
fanno al caso suo.
La prende alla lontana, Giuliano Ferrara, e comincia a torchiare Zapatero,
reo di adottare un socialismo ciudadano e di aver condannato all’esecuzione
sommaria una delle più antiche istituzioni del mondo: il matrimonio tra un
uomo e una donna, con ciliegina adottiva per le coppie gay. Poi, siccome sta
per uscire “La mala educaciòn” di Pedro Almodovar che lui ha già
visto, affianca il regista al premier spagnolo. Quanto ben di dio, e ci fa
pagine e pagine. L’imperatur è: no ai matrimoni omosessuali, no agli
zapateristi italiani. Non si fa fatica a tradurre la bocciatura
Zapatero-Almodovar, alla concertazione italiana sui diritti Glbt. Da noi si
comincia a parlare di Pacs, di diritti essenziali per gli omosessuali, di
modelli europei che ci avvicinerebbero all’unificazione europea dei
diritti. La bocciatura di Buttiglione non è un gioco sofista di difensori e
teorici del gay power, ma un campanello d’allarme per il nostro senso di
civiltà smaccato da religiosi che si arruolano in politica e di politici
che contattano le gerarchie ecclesiastiche prima di affrontare temi di
libertà. Ferrara sa queste cose, conosce a fondo politica e cultura, è
astuto nelle argomentazioni che rappresenta. Così spuntano sul “Foglio”
tesi sul same-se mariage, gay power, guardia civil (nel 2002, Juan Miquel
Perpinyà, di stanza nelle isole Baleari chiese per sé e il partner un
alloggio in caserma) e di un bramino della giurisprudenza americana, Robert
H. Bork. Vale la pena leggere Bork, per capire l’insensatezza del
giurista, a proposito dei matrimoni omosessuali: «Il matrimonio omosessuale
sarebbe un danno per gli individui anche sotto altri aspetti. Ponendo sullo
stesso piano l’eterosessualità e l’omosessualità, e rimuovendo gli
ultimi brandelli di condanna morale nei confronti delle coppie omosessuali,
farebbe aumentare il numero degli omosessuali. (…) Malgrado l’uso della
parola “gay”, per molti omosessuali la vita non è affatto gaia.
Disturbi fisici e psicologici sono molto più diffusi tra gli omosessuali
che tra gli eterosessuali». Ecco da dove originano i miei soventi mal di
pancia; dalla mia gaiezza. Dio conservi a lungo Mr. Bork!
Poiché Ferrara è anchorman su La7, trasloca la ‘melina’ su “Otto e
mezzo” e davanti a Scalise e altri ospiti sentenzia: “Suggerisco a tutti
la pratica omosessuale, la raccomando vivamente, ma non ditemi che l’omosessualità
è normale”. Detto da lui la cosa ci risolleva non poco! Un’ultima cosa:
non siamo sprovveduti da dare del fanatico e bigotto a Ferrara; in fondo mi
sa che lui ci si diverte molto nel gioco dei contrasti. Visto che siamo
chiamati in causa, potrebbe evitarci “disturbi fisici e psicologici”
divertendo anche noi.
Altre note
La destra, secondo Giordano, può e deve dialogare con il popolo Glbt.
Doppiamente diversi
La politica deve trovare spazio e tempo per legiferare sul Pacs, per aiutare
i tanti ragazzi che vivono da carbonari la propria sessualità. Abbandonino
quel monoteismo religioso affrancati da una realtà cangiante che giunge
dalla società civile.
Nel nostro mondo a parte, per esempio, c'è un presidente del Consiglio
convinto che Bush abbia vinto le elezioni perché ha copiato da lui
riducendo le tasse: neppure gli viene in mente che Bush le tasse le ha
tagliate davvero, mentre lui le ha ridotte nei cartelloni pubblicitari e nei
monologhi a Porta a Porta (ieri i tg annunciavano comicamente a reti
unificate che «Berlusconi rilancia la riforma fiscale nel prossimo libro di
Vespa»).
Ci sono pure eminenti leader dell'opposizione convinti che le elezioni le
abbia perse Michael Moore e, per estensione, i girotondi. Poi c'è Giuliano
Ferrara, che è un mondo a parte nel mondo a parte: lui è convinto di aver
vinto le elezioni americane in Italia.
Chi volesse meglio comprendere le evoluzioni e le reincarnazioni di questo
bizzarro personaggio non ha che da leggere «L'arcitaliano» (Kaos),
biografia non autorizzata e molto informata scritta da Pino Nicotri su
questo eterno raccomandato, sempre dalla parte del più forte e del più
prepotente, dalla Russia di Stalin alle ginocchia di Togliatti, dagli
stivali di Craxi alle buste della Cia, dai tacchi di Berlusconi alla
valigetta di Calisto Tanzi.
Mancava un solo coté alla sua peripatetica esistenza: quello clericale.
Lacuna prontamente colmata nell'ultimo mese, con la recente folgorazione
dovuta a un evento soprannaturale davvero irresistibile: gli è apparso
Rocco Buttiglione di bianco vestito e gli ha affidato una missione di alta
spiritualità: diffondere il Verbo di Bush in tutt'Italia, isole comprese,
da Arcore a Gallipoli.
Il Platinette Barbuto s'è subito convertito, pescando alla rinfusa nel
Concilio di Trento, nel Sillabo, nell'opera omnia di Torquemada, Oriana
Fallaci e Brancaleone alle crociate. E trasformando il Foglio nella
bibbia-bignami di una nuova religione: l'ateoclericalismo. Una strana setta
popolata di miscredenti dichiarati (ci sono anche Pera, Galli della Loggia,
Ostellino, Panebianco, Rossella e Adornato) che curiosamente si battono per
le «radici cristiane dell'Europa», dopo aver passato anni a combattere il
comunismo appena morto. Ieri anticomunisti senza comunismo, oggi religiosi
senza Dio.
A bordo di Ferrara, è già partita la prima crociata: contro quel
«manipolo di girotondini» che «tiene in ostaggio il Parlamento europeo»
(i celebri «culattoni» di cui parla un altro prestigioso socio onorario
del club). Insomma contro il complotto demoplutomassonico che avrebbe le sue
punte di lancia in Michael Moore, Pedro Almodovar e addirittura Franco
Frattini.
Secondo Ferrara, infatti, il nuovo commissario europeo, colpevole soltanto
di aver sostituito l'amato Rocco, «si è formato in ambienti massonici».
Dunque, al rogo (anche Berlusconi era iscritto a una loggia massonica, tale
P2, ma paga bene e lo si lascia in pace).
Per spiegare la differenza fra De Gasperi e Andreotti, Montanelli diceva:
«Il primo parla con Dio, il secondo parla col prete». Ecco: Ferrara non
parla nè con Dio nè col prete; parla con Buttiglione. Che poi è l'unico
che gli risponde. Strana liaison, la loro. Nel '95, quando il fratacchione
di Gallipoli approdò al Polo, il Platinette Barbuto lo fulminò:
«L'onorevole Buttiglione ci ha portato il voto suo e quelli dei suoi
parenti stretti».
Ora che i voti di Buttiglione si sono ulteriormente ridotti dopo il figurone
europeo, Ferrara l'ha eletto a sacerdote del bushismo all'italiana.
Trascurando una lievissima differenza. Bush ha dalla sua qualche decina di
milioni di voti, di cui 4 solo dalla setta degli evangelici, lobby
potentissime, i petrolieri al completo, la famiglia saudita, le multinazionali
delle armi, miliardi a palate.
Ferrara ha 8 mila lettori scarsi, che corrispondono più o meno agli elettori
di Buttiglione; più gli «ascoltatori di Radio Maria che - come informa
Libero - lo vedono come l'unico possibile Bush italiano»; più i due o tre
lettori di una rivista clandestina diretta da tal Luigi Amicone, il ciellino
di belle speranze (peraltro irrealizzate) che sabato ha «moderato» la prima
uscita della strana coppia in un teatro di Milano, aperta con un inno
religioso e chiusa con un'invocazione dell'incolpevole Spirito Santo.
Ora questi tre noti frequentatori di se stessi si son messi in testa di
fondare un nuovo movimento politico, spiritosamente battezzato «La società
dei liberi». Che, per una sigla inventata da un signore che prendeva soldi
fuoribusta dalla Cia e poi dal cavalier Tanzi, non è niente male.
Ma le rimanenze dei fondi neri ormai scarseggiano. Così l'altro giorno,
seminascosto fra le lettere del Foglio, è comparso il conto corrente per le
eventuali offerte: «Presso Banca di Roma - Agenzia 5 di Milano. Il numero è
cc 65522039. Abi 3002». Causale del versamento: «La Società dei Liberi».
Banconote di piccolo taglio, possibilmente non segnate. Astenersi
demoplutomassonculattoni.
L’onorevole Buttiglione è un filosofo di una certa semplicità, ma come
uomo politico è sorprendentemente complicato. Richiesto al Consiglio d’Europa
di fornire spiegazioni sulle sue dichiarazioni circa il ruolo della donna
nella società (da lui intesa soprattutto in qualità di massaia), della
madre sola (da lui considerata cattiva) e sugli omosessuali (da lui
considerati peccatori) ha risposto che si trattava di una convinzione
esclusivamente personale, e che nulla aveva a che fare con il compito
politico di cui dovrebbe occuparsi. Compito che consiste, secondo le
direttive del Consiglio d’Europa, nel favorire una migliore integrazione
sociale e un raggiungimento di maggiori diritti civile delle persone di cui
sopra. Analizzando la sua sottile risposta, mi sono chiesto che cosa sia la
politica secondo l’onorevole filosofo. La politica è solo un fatto
burocratico, non è piuttosto la traduzione in termini sociali e operativi
di una visione del mondo e degli esseri umani, cioè di una convinzione
morale?
E poi: possibile che un uomo fornito di saldi principi quali quelli dell’onorevole
Buttiglione si dica disposto a sacrificarli, direi a rinnegarli, promuovendo
l’integrazione sociale e i diritti civili di categorie o di persone di cui
ha un’opinione così negativa? Possibile, mi chiedo, che un uomo di
pensiero sia disposto a rinunciare agli ideali su cui si basano la sua
filosofia e la sua morale per un modesto impiego da parlamentare europeo?
Però, se così è, sarebbe utile conoscere più a fondo il suo pensiero
"personale". Per esempio, secondo la dottrina più tradizionalista
della Chiesa cattolica, gli Ebrei sono un popolo "deicida". E gli
Zingari, come è noto, non amano la patria (non avendola) né la divisa
militare: non sono dunque bravi soldati. Sulle donne e sugli omosessuali l’onorevole
Buttiglione è stato chiarissimo. Ma il portafoglio che dovrebbe occupare
non riguarda solo le donne e gli omosessuali, su cui Buttiglione esprime un
pensiero preoccupante. Riguarda anche altre persone e altre appartenenze
sociali. In quanto cittadino europeo che vive in una Comunità amministrata
anche dalla commissione di cui l’on. Buttiglione dovrebbe fare parte, il
suo pensiero mi interessa fino in fondo. Non mi pare una curiosità oziosa.
Un martirio senza rogo
DAVID BIDUSSA
Dall'altra c'è un signore che allo sviluppo di questi diritti dovrebbe
sovrintendere e che dice: esistono questioni che voi chiamate
diritti, ma che per me diritti non sono. Anzi trattasi di vere e
proprie violazioni del diritto, di stravolgimenti dell'ordine naturale delle
cose. In nome di questa logica io posso al massimo tutelarli (cioè bloccare
la situazione a oggi), ma non allargarli o estenderli.
Voglio fermarmi qui. A un personaggio di questo profilo affidereste voi la
tutela dei diritti di quanti - per lungo tempo - non hanno goduto di
diritti? Forse no. In ogni caso non gridereste allo scandalo se qualcuno si
muovesse nella direzione di impedire a costui di assumere un incarico nei
confronti del quale si dimostra almeno incerto.
Affidereste il comando dei vigili del fuoco a un piromane? O quello dei
vigili urbani a un sistematico violatore dei sensi unici o a chi
sistematicamente guida in stato di ebbrezza?
Credo di no. In questo non c'è né un pregiudizio contro i piromani, né
contro i violatori delle regole del traffico cui sarebbe forse auspicabile
non concedere la guida di un mezzo pubblico.
E' sufficiente, tuttavia, riprendere sia le dichiarazioni di Rocco
Buttiglione ieri a Milano (quelle per intenderci che vagamente richiamano
una sovrapposizione tra la critica alle sue convinzioni e la vicenda della
legislazione razziale in Italia) sia il profilo che del suo ragionamento
propone Il Foglio di ieri (Così una democrazia con forti radici
spirituali ha generato uno Stato laico), per vedere come il buon senso
non sia sempre una convenzione ma, piuttosto, una dura conquista.
Per Rocco Buttiglione «la madre di tutte le battaglie» (dov'è che abbiamo
già sentito questa espressione?) sta nella sconfitta del pensiero
riformatore del Settecento, di un Rousseau generatore di tutti gli
autoritarismi e di tutti i totalitarismi. Ma di processo indiziario, di
procedure processuali basate sul sistema indiziario e sulla delazione
- comunque su qualcosa che viene prima di Rousseau e che si chiama
Inquisizione - mai sentito parlare? La «madre di tutte le battaglie»,
dunque, starebbe nella sconfitta di un sistema di tutele sociali dove si
diano degli obblighi collettivi. Un modo come un altro per dire che il
fondamento dei legami sociali e soprattutto delle libertà e delle garanzie
dovrebbe, invece, fondarsi sulla beneficenza come garanzia di felicità
pubblica. Nonché sulla riscoperta e sul rilancio dei meccanismi di tutela
autorganizzata e soprattutto sulla formazione di un apparato educativo e
scolastico all'interno del quale lo spazio da dedicare alla dimensione laica
della storia e al discorso scientifico non sembrerebbe avere cittadinanza
culturale alcuna. Darwin? Un vero sconosciuto, comunque un «turbatore del
sapere pubblico» da tenere a debita distanza.
E' stato detto che in Europa corre e si afferma un pregiudizio
anti-cattolico e che da questa nuova paventata «caccia alle streghe»
dovremo difenderci. Su questo tasto ha insistito ieri Buttiglione
presentandosi come «strega cattolica».
A me non sembra che si siano bruciate in effigie icone di Buttiglione, né
che qualcuno lo abbia sottoposto a processo inquisitoriale, né che altri
gli abbiano impedito di parlare.
Quando qualcuno agisce pensando che la sua libertà sia minacciata - solo
perché in nome delle sue idee manifestate liberamente qualcun altro gli
contrappone altre idee e insieme chiede che vengano rispettati
mandati e contenuti di ruoli pubblici - è chiaro che ci si trova di fronte
ad un sistema moderno del conflitto.
Buttiglione dice di essere stato sottoposto al giudizio di un tribunale a
causa delle sue idee e di questo si cruccia. Io invece credo che il
confronto - nella politica moderna - sia proprio tra le differenti idee. Del
resto, in altri tempi non lontani e sotto questi nostri stessi paralleli, si
finiva in galera e talora si moriva anche per delazione o per denuncia. Di
certo per una lettera anonima. In ogni caso non è rivendicando un
trattamento di favore o una corsia preferenziale che si entra a vele
spiegate nella modernità.
Ancora Martino sostiene che spesso nei Paesi ricchi i cristiani vengono
«zittiti con intimidazioni, disprezzo pubblico, discriminazione culturale,
emarginazione»…
«Intimidazioni? Chi è stato minacciato? E di che cosa? Se esistono, denunci
fatti precisi, per favore. Altrimenti questo sì che è vero frastuono».
… e aggiunge che nel Parlamento europeo ci sono «esponenti di altre
religioni» e che vorrebbe sentire «la loro esperienza».
«" Esponenti " di altre religioni oltre ai cristiani? Quanti, chi e
come si sono espressi? L’Europarlamento è composto forse di ebrei,
musulmani, buddisti? Non mi risulta che sia così, tranne forse qualche caso
isolato. Temo che queste accuse generiche, associate a termini come
"esponenti", alimentino u na rinnovata teoria del complotto. Molto
pericolosa».
"Persecuzione" è il refrain che molti ripetono da quando
Buttiglione è stato bocciato dalla Commissione giustizia, libertà e
sicurezza del Parlamento europeo: dicono che ci sono «pregiudizi,
discriminazioni, un’inquisizione anticristiani». Il presidente della
Compagnia delle Opere pensa che oggi «i cattolici sono come gli ebrei negli
anni ’30».
«In quegli anni io non ho potuto frequentare il ginnasio dove ero stato
gloriosamente ammesso, ho perso una quantità enorme di parenti nelle camere a
gas... Credo che si stia perdendo il senso delle proporzioni. Convivere in una
società con persone che si comportano in un modo diverso dal nostro non è
una persecuzione».
Ripartiamo da quell’audizione in cui Buttiglione è intervenuto su gay,
famiglia, ruolo della donna…
«Non era opportuno che Buttiglione esprimesse in quella sede le sue posizioni
intransigenti di carattere religioso. Chi riveste cariche pubbliche che
rappresentano tutti non può fare dichiarazioni che superano il limite tra
ambito civico e ambito religioso. A meno che qualcuno non creda di possedere
la verità assoluta. Ma, in questo caso, gli appartenenti alle altre religioni
sarebbero degli immorali, dei perduti?»
L’omosessualità è condannata anche dalla religione ebraica.
«Sì, ma il punto non è questo. Nelle religioni esistono principi che dicono
"no", però uno stato laico pluralista non deve e non può
trasformare la morale religiosa in diritto pubblico».
Buttiglione, a proposito dell’omosessualità, ha parlato di «peccato».
«Per gli ebrei non c’è "peccato", ma trasgressione; e la
trasgressione porta a riprovazione: non a condanna, non a tribunali. Comunque,
stando pure ai termini e alle categorie usati da altri, io domando: l’onanismo
è peccato? E dunque il politico deve entrare su questo tema, legiferare in
proposito? Uno stato che si addentra su questi terreni torna indietro di
secoli. Mi spaventa un’ipotesi del genere, perché allora, oltre all’omosessualità,
quali altre caratteristiche possono essere considerate "peccato", o
sospette?»
Vede un nesso tra tutta questa vicenda e la richiesta - respinta - della
Chiesa di inserire un richiamo alle radici cristiane nella costituzione
europea?
«Sono casi simili. Infatti credo che non si possa dare il monopolio delle
radici europee a una religione, anche se da molti secoli è maggioranza.
Lasciando stare le altre radici religiose, che cosa facciamo di quelle greche
e latine? Le cancelliamo? E se ci attestiamo su quelle cristiane, vi sono
compresi i roghi, la Notte di San Bartolomeo, l’Inquisizione, le guerre di
religione? Oppure si devono fare dei distinguo tra radici e loro deviazioni: e
in quel caso, con quali criteri? E’ stato meglio puntare su altro».
Quale deve essere, secondo lei, un principio inalienabile per i cittadini
europei?
«La più piccola minoranza deve avere gli stessi diritti della maggioranza.
Bisogna costruire la convivenza tra persone diverse».
Mercoledì, 20 ottobre 2004
Prof., ebreo, progressista(*)
dice no all’intolleranza degli ideologi liberal
“Capisco il fastidio per il vittimismo cattolico, ma occorre lucidità. Il
capo delle comunità ebraiche sbaglia”
Parto dalla fine poichè ci spiega il suo concetto di
"democrazia".... e ci dice che approvare matrimoni gay è fare le
cose "peggiori possibili".
Peggiori e basta.
Lo fa’ da un giornale che prima d’ora s’era distinto nell’attenzione per
i diritti dei gay.....
Per cui a molti verrà di domandarsi perchè mai questa sterzata tutta a
destra e tutta cattolica del Ferrara?
Beh Ferrara tenta di gettare nel ridicolo Zapatero quando afferma
estrapolando poche frasi dal contesto di un discorso del premier
spagnolo in cui questi attribuisce
"vero" quel che pensa la maggioranza, che si prosterna davanti
alla divinità dell’opinione pubblica, e lo Zapatero che dà un calcio al
paradiso perduto, Adamo ed Eva compresi.
Come se Zapatero creda che dietro ad un fatto come l’equiparazione
dei diritti dei gay a quelli degli etero non vi stia nulla che non sia l’opinione
pubblica....
E’ un modo di banalizzare le cose...un modo per far dire agli altri ciò
che essi non dicono e di cui Ferrara è maestro in Italia...
ad esempio se uno dice di non condividere l’intervento militare in Iraq,
lui ( e sua moglie) ti aggredisce di colpo e con assoluto totale disprezzo
di ciò che pensi in coscienza e ti fa’ difendere tale
posizione, ti dice "tu stai dalla parte di Saddam...!"
oppure "tu sei complice dei terroristi assassini..." e via
dicendo...
Non è un tipo da mezze misure il Ferrara!
Il suo editoriale di oggi non vale una lira, un centesimo di euro
adesso .... poichè è pieno di moralismo dalla testa ai piedi.
Vuol darsi quella pacata mitezza, di cui non è capace e al più riesce ad
insolentire con un linguaggio degno delle osterie chi a suo avviso stravolge
il matrimonio secolare.
Usa termini come coglionare.... pedate ad Adamo ed Eva...insomma un
armamentario di immagini che denotano bene l’uomo, il tipo d’uomo....
nel senso che non vuol confrontarsi privo di pregiudizi su chi gli sta
dinanzi...
La storia scritta che lui conosce del matrimonio è quella delle stesse
elitè di potere che dominano da secoli il mondo...mentre tutti gli
antropologi oggi, dal maestro Levi Strauss fino agli stessi strutturalisti
francesi più recenti, hanno scoperto che nel mondo reale vi è
di tutto dalla poligamia, alle forme monoparentali, ai matrimoni plurimi,
ecc.
La storia del matrimonio naturale eterosessuale (monogamo s’intende ,
prima della legge sul divorzio) chi l’ha fatta?
Chi ha deciso il perimetro entro il quale andava sancito?
Non gli passa per l’anticamera del cervello, nemmeno piccolo, che gli
altri quelli che non avevano diritto di parola, non potevano istituire
nulla, nè per identità nè per analogia?
Lui è certo che la lettera del cardinal Ratzinger dica il vero, l’unico
vero che dica il matrimonio (mater munus) è quello dell’uomo con la
donna....come se a due uomini che si amano o a due donne si possa dire:
vedete siccome vi amate come un uomo e una donna per voi ci sarà una forma
di unione diversa poichè noi facciamo figli e voi invece no.
Non sapevamo che i diritti nascessero dal fatto di poter o voler far
figli...
Guarda un po’...
Sa bene Ferrara che così non è ma ci prova.....come quando titola "Zapatero
ha ucciso il matrimonio..."
Certo è più forte di Ratzinger Ferrara pur non avendo la porpora.... che
parolone che usa "uccidere" addirittura
come se gli etero smettessero da domani di sposarsi perchè adesso si
sposano anche i gay.
(magari a qualche borghese piccolo piccolo può far schifo condividere un
istituto che oggi contempla anche i "busoni" bolognesi i
"culattoni" milanesi e lombardi , i "froci"
romani, i "ricchiuni" napoletan e i "bulicci"
genovesi.....ecc.) ma i tempi cambiano...e Ferrara che individua almeno una
cosa vera :"Il matrimonio è cambiato molto nei millenni tranne che
nella diversità di sesso dei contraenti, particolare di un qualche aiuto
nella propagazione della specie" , la dice in modo che è per metà
falsa....
oggi infatti con tutto quel che ci circonda è possibile aver figli in ogni
modo, non certamente soltanto se si è "marito e moglie", e si
può esser padri come madri senza legami di sorta...e la specie guarda caso
non ci soffre...rispetto al numero, la quantità di cui pare
preoccuparsi appunto Ferrara.
La specie continua, caro Giuliano, nonostante i matrimoni gay, non è
perchè i due giovani che stannno nell’appartamento al piano di sotto e
domani andranno in Comune a sposarsi allora io e mia moglie si deciderà di
non far più figli o saremo presi da impotentia coeundi o generandi!....
E’ tutto ideologico il discorso di Ferrara, vecchio come il cuco,
come quello sugli embrioni che sono persone, e la procreazione assistita che
è intervento improprio sulla natura....
Sarà ma lui è - come quando era un comunista convinto- un vero
conservatore.
E’ questa la sua apostasia dal liberalismo moderno.....
Niente mezze misure infatti...o di qua o di là....
Di qua la perdizione, di là la salvezza... dopo i gay e i loro matrimonio
arriverà la poligamia e poi l’incesto e poi?
la bomba atomico-nucleare...
Si parla di distruzione della società, ad opera dei gay, tema caro
alla Chiesa e si tace delle distruzioni belliche sotto gli occhi di
tutti che fanno morti a decine ogni giorno...reali...i cui corpi straziati
la televisione di stato o privata ci negano di vedere...per rispetto (di chi
di loro morti o di noi non si sa) : interessante e strana idea
della distruzione forse soft dell’umanità o della civiltà...!
Sono i gay che minacciano l’ordine dei valori sociali...il matrimonio
millenario su cui si fonda la società umana...
E poi gli etero, di sesso diverso, che fanno se non possono più citare che
sono uomo e donna negli atti di anagrafe ma soltanto coniuge e
coniuge...sacrificati al politically correct : ne avranno un tracollo
certamente... l’uomo sul lato virile, la donna su quello della
fertilità...?
Ah "o tempora o mores!"
Che brutti tempi questi di generale dissacrazione!
Piacerà leggerlo ai tanti Liverani, ai Baget Bozzo, sicuramente a
Giovanardi e a tutta quella schiera d’attempati signori che hanno nipoti
gay ma non lo sanno... che hanno un’opinione tanto brutta dell’omosessualità
e degli omosessuali che non il matrimonio gli darebbero ai gay ma
forse forse na’ fila di legnate se fosse per loro.
Legnate che il Giulianone non disdegna neppur lui dato che gratta gratta sul
fondo ritorna fuori quella sua anima intollerante prima comunista
adesso pseudo liberale e sanguigna di sempre, quella che non
riesce ad accettare cose che di primo acchito non gli piacciano, quella
specie di idiosincrasia che gli si mette in moto dalle profonde viscere
fino alla faccia infuocata quando vede quel che non vuol vedere o ode quel
che non vuol udire...
Lui è fatto così, cosa ci volete fare, e non lo nasconde neppure, gli
traspare palesemente in viso.... e per giustificarsi allora comincia con
dotte spiegazioni e lunghi preamboli che in realtà non hanno finalità
alcuna se non quella di dire ai gay che escono dal seminato e ai liberal non
conservatori o progressisti ed anche radical chic che li appoggiano :
"perchè non andate tutti a cagare?!"....
Ecco perchè scomoda in fondo sociologi e matrimonialisti e poi pensatori e
filosofi, come Buttiglione ha fatto al Parlamento europeo con Kant.... per
dire che le cose debbono stare come son sempre state, ferme come le bocce
del bocciodromo a partita finita o mai iniziata.
I giochi sino ad oggi li han fatti loro lascia intuire Ferrara...
loro i normali ,etero, quelli di sesso diverso in una società (peccato per
Zapatero e gli spagnoli) a maggioranza eterosessuale...
E’ la loro eterosessualità o il loro eterosessismo che è normale
normativo e normante anche per gli altri che "normali "non
sono:sembra udire la voce che dice "chi vi ha detto a Voi di nascere
anormali!"
Una maggioranza che fa’ le leggi, che legittima e che prescrive il
perimetro del fattibile e del giuridico.
Basta insomma girare attorno al problema che non esiste sembra dire Ferrara,
non abbiamo possibilità di cambiare qualcosa di nostro, nè lo vogliamo,
per venire incontro alle vostre esigenze e bisogni.... due uguali non sono
due diversi e l’uguaglianza umana è una bella trovata pubblicitaria per
le elezioni di Zapatero.
Uguali per la legge e la morale siamo noi i diversi di sesso (
gli etero) mentre i diversi per la legge e la morale siete voi gli uguali di
sesso (i gay).
E qui ci mettiamo - dice Ferrara- una lapide in secula seculorum. Amen
* Teologo laico
CENTRO STUDI TEOLOGICI di MILANO
Mercoledì, 06 ottobre 2004