FISICA/MENTE

"LASCIATE CHE I PARGOLI VENGANO A ME"

Gesù

 

           

Ho raccolto una parzialissima antologia degli ultimi fatti che hanno visto coinvolti preti, vescovi e quant'altro in abominevoli episodi di pedofilia. Più andavo avanti e più mi rendevo conto che questo schifo somiglia all'infinito potenziale di Aristotele: più si va avanti e più c'è da andare avanti.

        Noto solo alcune piccolezze, perché le notizie parlano da sole: innanzitutto, per giustificare,  si tende a confondere due cose che NON devono mai essere confuse: la degnissima omosessualità e la criminale pedofilia. Poi ho visto che i siti cattolici dicono che si tratta di speculazioni, un tal Introvigne, caro amico ed ospite fisso di quella cima di  Socci in TV,  imperversa con la sua untuosa prosa. Attacchi indegni contro la Chiesa, Nuova Inquisizione (caspita! Capito il pulpito ?) ed amenità del genere.

R. R.



Austria, chiuso il seminario dello scandalo a St. Poelten

      

(13/07/2004)  Scandalo in una diocesi austriaca: 40mila foto e un numero imprecisato di video che ritraggono atti sessuali tra preti e studenti.

Dal corriere.it:
VIENNA - I vertici della Chiesa cattolica austriaca hanno chiesto una riunione d’urgenza in seguito alla scoperta di circa 40.000 fotografie e un numero imprecisato di video di giovani preti intenti in incontri sessuali al seminario. Secondo l’autorevole settimanale austriaco Profil, il materiale rinvenuto, che include anche pornografia infantile, era stato scaricato sui computer al seminario di St. Poelten, circa 80 chilometri ad ovest di Vienna.
«NO COMMENT» - I vertici della locale diocesi si sono rifiutati di rilasciare pubbliche dichiarazioni ma si starebbero incontrando in privato sullo scandalo, ha riportato la televisione di Stato austriaca. L’organo di stampa ha precisato che il direttore del seminario, il reverendo Ulrich Kuechl, ha rassegnato le dimissioni e che anche il suo vice, Wolfgang Rothe, le ha sottoposte al suo superiore. La Conferenza dei vescovi austriaci ha emesso in data odierna un comunicato in cui promette un’accurata e approfondita indagine sulla questione.
«Tutto ciò che ha a vedere con l’omossesualità o la pornografia non può avere spazio in un seminario per preti», ha scritto nel comunicato. I vertici della Chiesa per la prima volta hanno scoperto il materiale un anno fa su un computer del seminario, ha precisato Profil. In esso figuravano numerose immagini di giovani preti e loro insegnanti che si baciavano e indulgevano in giochi sessuali e orge. Il vescovo Kurt Krenn che supervisiona la diocesi di St. Poelten, ha detto alla televisione austriaca di aver visto fotografie di insegnanti del seminario in situazioni sessuali con gli studenti.

 

Austria: forte aumento uscite dalla Chiesa cattolica

 

VIENNA - Chiesa cattolica in Austria soffre in questo momento una pesante emorragia di fedeli, come conseguenza degli scandali sollevati il mese scorso dai presunti rapporti omosessuali e dalle fotografie pedo-pornografiche nel seminario di St.Poelten, nel frattempo chiuso dal Vaticano.

Il quotidiano conservatore di Vienna "Die Presse" ha pubbicato oggi i primi dati ufficiali, relativi al periodo dopo la scoperta degli scandali, sui cittadini che sono andati in comune a farsi cancellare ufficialmente dalle liste della Chiesa cattolica: a Vienna a luglio le uscite sono state del 30% superiori allo stesso mese dello scorso anno.

A St.Poelten, dove aveva sede il "seminario a luci rosse", l’aumento è stato del 186% (in cifre, 80 fedeli si sono fatti cancellare a luglio 2004, rispetto a 28 del luglio 2003). Il fenomeno avrà poi conseguenze economiche in termini di quote della dichiarazione dei redditi, ma il risultato si vedrà il prossimo anno.

Da SWISSINFO


Mercoledì, 01 settembre 2004

 

 

RAI.it  18 ottobre 2004       http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,12747,00.html

Vertice in Vaticano: convocati i 13 cardinali Usa

Il Papa ai cardinali:
pedofilia è crimine e peccato

Il Santo Padre affronta con estrema durezza lo scandalo sessuale che ha coinvolto gli esponenti della chiesa americana

Il Papa è "profondamente colpito" dallo scandalo dei preti pedofili che sta travolgendo la chiesa in America, ribadisce ai cardinali americani che la pedofilia è sia "un crimine" che un "peccato" e li invita a purificarsi e uscire santificati da questa vicenda.

Il pontefice ha aperto la due giorni di lavoro a porte chiuse con i 13 porporati chiamati ufficialmente per tracciare le nuove guide di lavoro nella missione della Chiesa Cattolica negli Usa, convocati, in realtà, per lo scandalo degli abusi sessuali nei confronti dei minori da parte di esponenti della Chiesa.

"L'abuso dei giovani - dice - è sintomo di una grave crisi che colpisce non solo la Chiesa, ma l'intera società". Chiedo ai cattolici ha proseguito il Papa di stare vicino ai sacerdoti e ai cardinali con le loro preghiere in questo difficile momento. Alle famiglie delle piccole vittime dobbiamo dare solidarietà e vicinanza".

L'intervento di Giovanni Paolo II è stato molto duro: "la gente deve sapere che non c'è spazio nella casa di Dio per coloro che si sono macchiati di abusi nei confronti dei minori". L'intervento del Santo Padre con urgenza segue i giorni dello scandalo statunitense dove eminenti esponenti della Chiesa cattolica sono accusati di aver avuto rapporti con ragazzi. Tutto ciò non deve far "dimenticare l'immenso bene spirituale, umano e sociale che la grande maggioranza dei preti e del religiosi negli Stati Uniti hanno fatto e ancora fanno".

"La porta di questa casa - ha detto - è sempre aperta per voi, soprattutto quando le vostre comunità sono nella sofferenza". Il Papa ha detto di essere stato "profondamente addolorato" dal fatto che dei preti e dei religiosi la cui vocazione è quella di aiutare le persone a "vivere vite sante" "abbiano causato tanta sofferenza e scandalo ai giovani". Per questo "la Chiesa stessa viene vista con sfiducia e molti - ha osservato - sono offesi nel vedere come alcuni leader religiosi hanno percepito e si sono comportati in queste cricostanze".

"L'abuso che ha causato questa crisi - ha rimarcato - è un errore sotto tutti i punti di vista e viene giustamente considerato un crimine dalla società; è anche un peccato sconvolgente agli occhi di Dio: alle vittime e alle loro famiglie esprimo il mio profondo senso di solidarieta' e partecipazione".

A questo punto il Pontefice ha invitato a non farsi travolgere da questa esperienza fino al punto da condannare l' intero operato della Chiesa: "anche un'opera d'arte - ha detto - può essere macchiata, ma la sua bellezza rimane e questa è una verità che ogni critica intellettualmente onesta deve riconoscere".

 

http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,12976,00.html

In preparazione documento conclusivo sulla pedofilia: “tolleranza zero”

Vaticano, cardinali per l’espulsione dei religiosi colpevoli di abusi sessuali

 

"Tolleranza zero" è la sintesi più usata per definire la linea di condotta che si profila nel vertice vaticano cui partecipano i 13 cardinali convocati dal Papa: tre rappresentanti della Conferenza episcopale degli Stati Uniti e otto in rappresentanza della Santa Sede. Nella seconda e ultima gionata di lavori, i delegati sono tornati a riunirsi, questa volta senza la presenza del Pontefice, per discutere il severo pronunciamento di Giovanni Paolo II sulla pedofilia in seno alla Chiesa e per stilare a loro volta un documento conclusivo sull'argomento.

"Se il voto si tenesse adesso, sono sicuro che la maggior parte dei cardinali si schiererebbero per la tolleranza zero", ha dichiarato il cardinale di Chicago, Francis George all'Associated Press, al termine del pranzo avuto con il Papa. "Personalmente sono favorevole alla riabilitazione. Magari concedendo il ministero lontano da bambini. La cosa importante è proteggere i bambini", ha aggiunto l'arcivescovo.

Anche il cardinale Theodore McCarrick, arcivescovo di Washington, ha detto che c'è consenso generale tra i cardinali per applicare la sanzione di espulsione ai preti che in futuro si macchieranno di abusi sessuali. L'arcivescovo di Washington, rivolgendosi ai giornalisti, ha precisato che ci sono ancora diverse questioni su cui dibattere, soprattutto per quanto riguarda casi su altri tipi di scandali legati al sesso.

 

http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,12663,00.html

I porporati statunitensi a rapporto dalla Santa Sede

Scandali sessuali, il Papa apre il summit in Vaticano

Le Diocesi a rischio per risarcire le cause civili

Come affrontare lo scandalo degli abusi sessuali che sta scuotendo la chiesa cattolica statunitense? Sarà il papa ad aprire il dibattito con i cardinali americani convocati per due giorni in Vaticano, per un summit straordinario a porte chiuse che durerà due giorni e che ha scatenato l'interesse dei media americani che affollano in questi giorni la sala stampa della Santa Sede.

I problemi spinosi che la segreteria di Stato ha deciso di affrontare convocando tredici prelati non sono pochi e, soprattutto, non sono solo morali: gli episodi di presunta pedofilia e di scandali sessuali che chiamano in causa sacerdoti e prelati americani (ma altre denunce sono già in arrivo, anche dal Messico) sono infatti un drammatico problema finanziario per le casse delle diocesi d'oltreoceano.

Secondo la legge statunitense, infatti, a rispondere finanziariamente in caso di risarcimenti civili non sarebbe il sacerdote colpevole ma la diocesi stessa, e vista l'entità di molte cause pendenti molte di queste rischiano davvero la bancarotta.

Mentre si svolge il summit rigorosamente a porte chiuse si inseguono le indiscrezioni giornalistiche sulle richieste che avanzeranno al Papa i porporati americani. Secondo alcune ricostruzioni, infatti "diversi importanti cardinali americani" (lo anticipa il 'Los Angeles Times'), chiederanno di rimuovere il cardinale Bernard Law, a capo della chiesa di Boston, accusato da alcuni di aver insabbiato alcuni scandali i scandali scoppiati nella sua diocesi. Altre fonti curiali, sempre anonime, smentiscono l'ipotesi.

Il vertice potrebbe a questo punto anche riguardare argomenti finora considerati tabù come il celibato sacerdotale o l'ordinazione delle donne e degli omossessuali, ma e' più probabile che a dominare siano quegli aspetti pratici in grado di porre un freno al problema, come la proposta di sospendere i sacerdoti colpevoli (normalmente trasferiti in altre parrocchie) ed un protocollo comune da seguire per trasmettere le denunce di abusi sessuali alla polizia.

In Europa intanto, la questione degli abusi sessuali da parte di esponenti del clero assume consistenza, per esempio in Germania, dove il presidente della conferenza episcopale tedesca, cardinale karl Lehman, ha annunciato la creazione di una commissione di indagine con il compito di fare chiarezza sui presunti casi di pedofilia denunciati negli ultimi anni.

 

http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,14427,00.html

E' accusato di molestie su una trentina di ragazzi e dello stupro di uno di questi

Pedofilia, arrestato l'ex prete americano Paul Shanley

 

Paul Shanley, un ex prete al centro dello scandalo della pedofilia nella chiesa cattolica negli Stati Uniti, è stato arrestato a San Diego, in California. Shanley è stato arrestato su mandato della magistratura del Massachusetts. L'ex prete è stato accusato di aver molestato una trentina di ragazzi nella diocesi di Boston e il mandato di cattura è stato spiccato per lo stupro di uno di questi.

La vittima del reverendo Paul Shanley ha oggi 24 anni. Ha fatto la denuncia questa settimana, dopo aver saputo dello scandalo che ha coinvolto l'arcidiocesi di Boston. I tre episodi di stupro risalgono al periodo che va dal 1983 al 1990. Secondo documenti emersi dagli archivi dell'arcidiocesi, questa avrebbe ricevuto nel 1978 un rapporto nel quale venivano riportate le tendenze di Shanley. Ma l'arcidiocesi non fece mai nulla. Non avvertì nemmeno l'arcidiocesi della California, anche se aveva ricevuto negli anni decine di denunce di abusi perpetrati dallo stesso religioso.

Il provvedimento arriva in seguito al durissimo documento del Vaticano, emesso dopo la riunione della scorsa settimana in cui erano stati convocati le massime autorità ecclesiastiche americane.

 

http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,11598,00.html

Giovanni Paolo II convoca in Vaticano i 13 cardinali e i vertici della conferenza episcopale statunitensi

Chiesa Usa e scandali, pugno di ferro del Papa

 

 
Il Papa ha deciso di affrontare in maniera diretta lo scandalo dei preti pedofili che sta travolgendo la chiesa americana ed ha convocato per i prossimi 23-24 Aprile in vaticano i 13 cardinali e i vertici della conferenza episcopale statunitensi. Il summit ha per dichiarato intento quello di elaborare indicazioni di "linee-guida al fine di ridare sicurezza e serenità alle famiglie e fiducia al clero" in seguito "agli scandali connessi con la pedofilia". Traducendo dal linguaggio Vaticano, ciò significa che la riunione avrà un carattere propositivo e non c'è intenzione di trasformarla in un "processo" ai cardinali, primo fra tutti l'arcivescovo di Boston Bernard Law, che non hanno saputo punire immediatamente, con la rimozione, i religiosi accusati di abusi sessuali su minorenni. Per Law e per altri vescovi responsabili di diocesi nord americane sommerse da accuse di pedofilia, vasti settori dell'opinione pubblica statunitense chiedono le dimissioni, ma nè i presuli interessati nè Giovanni Paolo II appaiono disposti a questo passo.

Più probabilmente la riunione formalizzerà una linea più dura verso i preti pedofili; se nel passato la chiesa cercava un loro recupero psicologico, medico e "pastorale", l'atteggiamento che adesso potrebbe prevalere, anche con l'imprimatur papale, è quello di una loro rimozione definitiva e senza appello da ogni incarico ecclesiastico. Giovanni Paolo II, convocando la riunione, ha voluto mandare comunque un segnale forte e rassicurante ai fedeli cattolici statunitensi e non solo: lo scandalo degli abusi sessuali da parte di uomini di chiesa sta dilagando in vari paesi del mondo e giornali come il New York Times avevano parlato di un apparente debolezza del papa nel gestire tali vicende.

L'annuncio del prossimo summit è stato preceduto da una serie di incontri che Wojtyla ha avuto di recente in Vaticano con il presidente della conferenza episcopale degli Stati Uniti, Monsignore Wilton Daniel Gregory, e con altri leader della chiesa cattolica Usa. "Da parte del pontefice e dei vertici di curia - ha spiegato Monsignore Gregory prima di ripartire da Roma - c'è stata grande comprensione e desiderio di sostenere la chiesa statunitense nei suoi sforzi per affrontare questa tragedia. Di qui , dunque, l'idea dell'incontro". "Condividiamo - ha detto ancora il presule, in una dichiarazione ripresa dalla radio vaticana - lo sconcerto della nostra gente perchè il fatto che un prete possa far male a qualcuno, specialmente ad un bambino, è una completa contraddizione di tutto ciò che la chiesa viene chiamata ad essere ed effettivamente è".

Scelte fatte in passato di riassegnare all'incarico pastorale un sacerdote macchiatosi dell'abuso di un minore si sono spesso rivelate - ha osservato il presidente dei vescovi statunitensi - "decisioni tragiche". Anche se prese in seguito ad "opportuni trattamenti terapeutici e successive prognosi rassicuranti". Si stanno discutendo - ha spiegato - nuovi approcci preventivi al problema , ma "non esistono politiche, procedure e protocolli che possano proteggerci completamente dalla depravazione"; serviranno dunque "una costante vigilanza" ed iniziative ancora più forti per "sradicare il crimine abominevole della pedofilia dalla chiesa e dalla società". "Ciò che invece è destinato a rimanere- ha commentato amaramente il presule - è il rimorso dei vescovi per le vittime degli abusi e il dolore con il quale queste ultime dovranno convivere per tutta la vita".

Da gennaio, quando è scoppiato lo scandalo, circa 450 persone sono uscite allo scoperto negli usa denunciando preti per abusi sessuali. Lo scandalo ha costretto molte diocesi a pesanti esborsi finanziari per chiudere con le accuse senza il ricorso a un tribunale.

 

 

http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,11314,00.html

Si uccide un sacerdote accusato di violenza. E il vescovo di Los Angeles si discolpa dopo l'intervista choc rilasciata da una ex studentessa

Abusi sessuali, la chiesa Usa nella bufera

 

La Chiesa cattolica americana è nella bufera. Continuano a susseguirsi le accuse di abusi sessuali perpetrati da alti prelati statunitensi. Ma uno di loro è uscito allo scoperto. E tramite un fax inviato ai principali giornali americani, ha cercato di discolparsi dalle accuse di aver abusato di una studentessa. Si tratta del cardinale di Los Angeles Roger Mahoney, accusato di molestie sessuali compiute su una liceale nel 1970.

Nel fax di tre pagine - ha reso noto l'agenzia americana Ap nel suo sito online - Mahoney ha negato con forza le accuse e ha affermato di aver chiesto sia la chiesa sia la magistratura aprano un'inchiesta. "Queste accuse bugiarde mi feriscono e mi addolorano, ma continuo a pregare per coloro che le hanno lanciate", ha scritto il cardinale.

Mahoney ha detto che la donna lo ha accusato il 20 marzo di averla molestata sessualmente nel 1970, quando era studentessa del liceo cattolico San Joaquin di Fresno in California. La televisione Ksee-tv di Fresno ha intervistato la donna, senza inquadrarne il volto. La signora non ha fornito molti particolari: ha detto che era priva di coscienza quando subì l'assalto di Mahoney, che al tempo era prete, ma non ha precisato che cosa le avesse fatto perdere i sensi. Il cardinale ha detto di aver chiesto al vescovo di Fresno di incaricarsi della vicenda. La diocesi ha aperto un'inchiesta e ha interrogato la donna per due ore il 25 marzo. Una trascrizione del colloquio - ha detto Mahoney - è stata consegnata alla polizia di Fresno.

E lo scandalo ha anche fatto la prima vittima. Padre Rooney, 48 anni, si è sparato un colpo di pistola alla tempia. Il prelato è stato trovato nella sua auto in un parcheggio non lontano da Cleveland. Il caso di padre Rooney era scoppiato lunedì scorso, quando una donna aveva denunciato di aver subito 22 anni fa molestie da parte del sacerdote, quando lei era ancora minorenne. Si tratta tuttavia dell'unica denuncia sporta contro il sacerdote. Padre Rooney, un prete membro alla diocesi di Cleveland dalla fine degli anni '70, avrebbe dovuto incontrare mercoledì mattina il vescovo della città dell'Ohio, Anthony Pilla. Costui lo avrebbe dovuto informare delle accuse lanciate contro di lui. Dopo che il sacerdote non si presentò all'appuntamento sorse il sospetto di una possibile fuga, e scattarono le ricerche.

 

http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,8368,00.html

In una lettera l'invito ad indagini accurate e processi rapidi

Il Papa ai vescovi: "Individuate i sacerdoti pedofili"

 

 

Ha preso carta penna e ha scritto una lettera ai vescovi di tutto il mondo affinché vengano svolte indagini coperte dal segreto ecclesiastico su eventuali segnalazioni di abusi sessuali sui bambini da parte dei sacerdoti e, se vengono trovati colpevoli dai tribunali ecclesiastici regionali, venga informata tempestivamente la santa sede. Giovanni Paolo II ha deciso di intervenire con forza sui uno degli argomenti più delicati comparsi nelle cronache degli ultimi anni: e cioè gli abusi su minori da parte di esponenti della Chiesa cattolica.

I documenti contro i "gravioribus delictis" commessi contro la "observantia sexti decalogi praecepti", il sesto comandamento che prescrive di "non commettere atti impuri", sono stati redatti nel 2001 ma pubblicati in sordina, rigorosamente in latino, nel numero di novembre degli Acta Apostolicae Sedis, la "gazzetta ufficiale" del Vaticano. Le nuove disposizioni prevedono che sia il tribunale ecclesiastico regionale a svolgere le indagini e celebrare il processo sui sacerdoti sospettati di insidiare i minori. "Con questa lettera -scrive il cardinal Ratzinger nella missiva datata 18 maggio 2001- speriamo che non solo questi gravi crimini siano evitati ma soprattutto che sia preservata la santità del sacerdozio e che la fede del clero e dei fedeli sia protetta dalle necessarie sanzioni e dalla cura pastorale offerta dai vescovi e gli altri responsabili ecclesiastici".

La pedofilia viene definita dai documenti vaticani non un reato contro la persona ma un delitto "sia contro la pubblica decenza che contro il sacramento del sacerdozio" e le norme dettate dalla congregazione per la dottrina della fede prescrivono che contro di essa vengano messe in atto indagini della curia vescovile. Una volta raccolte le prove, sia istruito un processo canonico e, qualora il sacerdote giudicato colpevole dovesse ricorrere in appello, del caso si occupi direttamente l'ex Sant'Uffizio. La lettera non dice se il vescovo dovrebbe informare o meno le autorità civili dopo il primo giudizio di colpevolezza. La prescrizione arriva dopo dieci anni dal reato e decorre a partire dal diciottesimo anno di età del minore che avesse subito gli eventuali abusi.

 

 

http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,19034,00.html

Quattro fedeli lo accusano di aver coperto un prete pedofilo

Scandali sessuali, denunciato l'arcivescovo di Los Angeles

Roger Moahony: "Accuse infondate, gli cambiai parrocchia"

 

 

Si allarga ancora lo scandalo pedofilia nella chiesa statunitense, dopo la diocesi di Boston ora tocca a quella di Los Angeles: quattro persone hanno denunciato l’arcivescovo di Los Angeles, cardinale Roger Moahony, per avere protetto un sacerdote che avrebbe abusato sessualmente di loro quando erano bambini.

A dare l'annuncio è stato il legale che ha accettato di difendere le presunte vittime di Michael Baker, 54 anni, il sacerdote sotto accusa, secondo il quale il cardinale merita, per il suo comportamento, “di finire in galera'. Uno dei promotori della causa, un uomo di 34 anni, sostiene di avere subito violenze tra i 9 e i 19 anni.

In un comunicato diffuso dall'arcidiocesi, il cardinale afferma che le accuse contro di lui sono "prive di qualsiasi fondamento", ma la settimana scorsa Mahony aveva ammesso di avere taciuto per 16 anni sui comportamenti sessuali di padre Baker e di essersi limitato a cambiargli di parrocchia quando era venuto a sapere della reazione dei bambini.

L’arcivescovo di Los Angeles e' l'ultimo dei prelati ad essere stato trascinato nello scandalo che dallo scorso gennaio sta scuotendo la chiesa cattolica negli usa. Sono molte le diocesi, da quella di Boston, a quella del New Hampshire, che rischiano di finire in bancarotta perché la legge prevede che siano le chiese locali a rispondere legalmente delle numerose cause miliardarie che sono state già intentate.

Solo lo scorso mese il papa ha convocato a Roma i cardinali americani per discutere con loro di come meglio fronteggiare il problema e di cosa fare per impedire che il fenomeno si ripeta. Il 28 maggio prossimo il papa ricevera' in vaticano il presidente americano George W. Bush.

 

 

http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,12663,00.html

I porporati statunitensi a rapporto dalla Santa Sede

Scandali sessuali, il Papa apre il summit in Vaticano

Le Diocesi a rischio per risarcire le cause civili

 

Come affrontare lo scandalo degli abusi sessuali che sta scuotendo la chiesa cattolica statunitense? Sarà il papa ad aprire il dibattito con i cardinali americani convocati per due giorni in Vaticano, per un summit straordinario a porte chiuse che durerà due giorni e che ha scatenato l'interesse dei media americani che affollano in questi giorni la sala stampa della Santa Sede.

I problemi spinosi che la segreteria di Stato ha deciso di affrontare convocando tredici prelati non sono pochi e, soprattutto, non sono solo morali: gli episodi di presunta pedofilia e di scandali sessuali che chiamano in causa sacerdoti e prelati americani (ma altre denunce sono già in arrivo, anche dal Messico) sono infatti un drammatico problema finanziario per le casse delle diocesi d'oltreoceano.

Secondo la legge statunitense, infatti, a rispondere finanziariamente in caso di risarcimenti civili non sarebbe il sacerdote colpevole ma la diocesi stessa, e vista l'entità di molte cause pendenti molte di queste rischiano davvero la bancarotta.

Mentre si svolge il summit rigorosamente a porte chiuse si inseguono le indiscrezioni giornalistiche sulle richieste che avanzeranno al Papa i porporati americani. Secondo alcune ricostruzioni, infatti "diversi importanti cardinali americani" (lo anticipa il 'Los Angeles Times'), chiederanno di rimuovere il cardinale Bernard Law, a capo della chiesa di Boston, accusato da alcuni di aver insabbiato alcuni scandali i scandali scoppiati nella sua diocesi. Altre fonti curiali, sempre anonime, smentiscono l'ipotesi.

Il vertice potrebbe a questo punto anche riguardare argomenti finora considerati tabù come il celibato sacerdotale o l'ordinazione delle donne e degli omossessuali, ma e' più probabile che a dominare siano quegli aspetti pratici in grado di porre un freno al problema, come la proposta di sospendere i sacerdoti colpevoli (normalmente trasferiti in altre parrocchie) ed un protocollo comune da seguire per trasmettere le denunce di abusi sessuali alla polizia.

In Europa intanto, la questione degli abusi sessuali da parte di esponenti del clero assume consistenza, per esempio in Germania, dove il presidente della conferenza episcopale tedesca, cardinale karl Lehman, ha annunciato la creazione di una commissione di indagine con il compito di fare chiarezza sui presunti casi di pedofilia denunciati negli ultimi anni.

 

 

http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,29049,00.html

L'inchiesta della diocesi per un presunta molestia di 40 anni fa

Il vescovo di Sidney si autosospende
indagato per pedofilia

La scelta del prelato "per il bene della Chiesa"

 

Un gesto cautelativo, per il bene della Chiesa e per fugare le polemiche, “frutto di malvagità”: l'arcivescovo cattolico di Sidney George Pell si è sospeso dall'incarico dopo l'annuncio che è sotto inchiesta con l'accusa di aver molestato sessualmente un minorenne nel 1961, quando era stato da poco ordinato sacerdote nell'arcidiocesi di Melbourne.

 "Per il bene della chiesa e per preservare la dignità dell'ufficio di arcivescovo di Sydney, prenderò congedo da oggi dal mio incarico, finché l'inchiesta non sarà completata", ha detto Pell che intende quindi agevolare l'inchiesta ordinata dal comitato nazionale per gli standard professionali della chiesa cattolica, presieduto dall'arcivescovo di Adelaide, Phillip Wilson, ed affidata all'ex giudice della corte suprema di Melbourne, Alec Southwell.

 La denuncia è di un uomo che sostiene di aver subito abusi sessuali ripetuti da Pell quando aveva solo 12 anni, e non è stata comunque inoltrata alla polizia.

 L’ arcivescovo indagato ha negato con decisione le accuse: "Sostenere che io sia personalmente implicato in una simile malvagità è una calunnia della specie più vendicativa. Vorrei davvero poter dire di più ma è importante che non dica nulla che possa pregiudicare l'inchiesta imminente".

 

http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,61002,00.html

Padre Geoghan era accusato di aver molestato 130 bambini

Usa, ucciso in carcere l’ex-prete dello scandalo pedofilia

 

 

Picchiato a morte da un altro detenuto nel carcere di Shirley, Massachussets, dove avrebbe dovuto scontare nove anni di reclusione. Finisce così la storia di padre Geoghan, l’uomo dello scandalo pedofilia che ha travolto nel recente passato la Chiesa cattolica negli Usa ed in particolare l’importante diocesi di Boston.

Accusato di aver abusato di 130 giovani e condannato per aver molestato un ragazzino di dieci anni, il settantasettenne ex-sacerdote (era stato sospeso a divinis dopo che lo scandalo era esploso) è stato trasportato in ospedale nel tentativo di salvarlo. Sull’episodio le autorità carcerarie hanno aperto un’indagine ma non si conosce l’identità dell’altro detenuto che ha ucciso l’ex-prete né le esatte circostanze dell’incidente.

Lo scandalo dei sacerdoti pedofili dell'arcidiocesi di Boston esplose nei primi mesi del 2002, quando si venne a sapere che Geoghan di cui era nota la condotta veniva trasferito di parrocchia in parrocchia invece di essere denunciato. Si scoprì che il caso non era isolato, provocando una crisi nelle gerarchie cattoliche statunitensi che ha costretto ad intervenire il Vaticano.
Nel settembre del 2002 l'arcidiocesi patteggiò un indennizzo di 10 milioni di dollari con 86 delle vittime del sacerdote.

 

 

http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,39531,00.html

SI NOTI COME LA RAI METTA INSIEME ALLEGRAMENTE DUE COSE RADICALMENTE DIVERSE: PEDOFILIA ED OMOSESSUALITA'   n.d.r.

Reso noto il parere della congregazione per il culto divino

Vaticano, no ai preti omosessuali

Il documento che non ha carattere normativo ma rappresenta solo un'indicazione ai rettori dei seminari è la risposta a un quesito posto da un vescovo diocesano. L'ordinazione al diaconato o al presbiterato di uomini omosessuali o con tendenza omosessuale è assolutamente sconsigliabile e imprudente e, dal punto di vista pastorale, molto rischiosa"

 

Un omosessuale non è "idoneo a ricevere l'ordine sacro" e l'ordinazione di persone omosessuali è "assolutamente sconsigliabile e imprudente", nonche' "molto rischiosa". Lo afferma un parere della congregazione per il culto divino, trasmesso alla congregazione per il clero dopo un quesito posto da un vescovo diocesano.

"L'ordinazione al diaconato o al presbiterato di uomini omosessuali o con tendenza omosessuale - si legge nella nota - è assolutamente sconsigliabile e imprudente e, dal punto di vista pastorale, molto rischiosa. Una persona omosessuale o con tendenza omosessuale non è, per tanto, idonea a ricevere il sacramento dell'ordine sacro.

Il parere assolutamente contrario all'ordinazione di persone omosessuali, protocollo 886/02/0, viene pubblicato sul numero di novembre-dicembre del bollettino della congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti e porta la firma del cardinale Jorge Medina Estevez, prefetto della congregazione fino alla nomina al suo posto, alcune settimane fa, del cardinale Francis Arinze.

La contrarietà all'ordinazione di uomini omosessuali viene espressa "tenendo presente l'esperienza che proviene da non poche cause istruite in vista di ottenere la dispensa dagli obblighi che derivano dalla sacra ordinazione, e dopo doverosa consultazione con la congregazione per la dottrina della fede".

Il documento, una lettera ai rettori dei seminari, è un documento di servizio e non a carattere normativo. Nel '97 invece il vaticano ha emanato una istruzione in cui era prevista una attenzione di tipo psicologico alla personalità, alle inclinazioni e all'ambiente di origine del seminarista e tradizionalmente ogni direttorio ai rettori conteneva il consiglio di usare cautela in presenza di una manifesta inclinazione omosessuale del candidato al sacerdozio.

 Il recente parere della congregazione per il culto, con la sua determinazione, aggiunge un tassello in senso più normativo e forse prelude a una formalizzazione.

 

 

http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,14427,00.html

E' accusato di molestie su una trentina di ragazzi e dello stupro di uno di questi

Pedofilia, arrestato l'ex prete americano Paul Shanley

 

 

 

Paul Shanley, un ex prete al centro dello scandalo della pedofilia nella chiesa cattolica negli Stati Uniti, è stato arrestato a San Diego, in California. Shanley è stato arrestato su mandato della magistratura del Massachusetts. L'ex prete è stato accusato di aver molestato una trentina di ragazzi nella diocesi di Boston e il mandato di cattura è stato spiccato per lo stupro di uno di questi.

La vittima del reverendo Paul Shanley ha oggi 24 anni. Ha fatto la denuncia questa settimana, dopo aver saputo dello scandalo che ha coinvolto l'arcidiocesi di Boston. I tre episodi di stupro risalgono al periodo che va dal 1983 al 1990. Secondo documenti emersi dagli archivi dell'arcidiocesi, questa avrebbe ricevuto nel 1978 un rapporto nel quale venivano riportate le tendenze di Shanley. Ma l'arcidiocesi non fece mai nulla. Non avvertì nemmeno l'arcidiocesi della California, anche se aveva ricevuto negli anni decine di denunce di abusi perpetrati dallo stesso religioso.

Il provvedimento arriva in seguito al durissimo documento del Vaticano, emesso dopo la riunione della scorsa settimana in cui erano stati convocati le massime autorità ecclesiastiche americane.

 

 

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Scandalo sulla curia britannica

Pedofilia, il Times: " La chiesa cattolica inglese pagò il silenzio delle vittime"

Bufera sul cardinale O'Connor: la polizia inglese, indagando sul caso di uno dei sacerdoti "coperti" dal presule, avrebbe scoperto almeno altri otto casi analoghi

La Chiesa cattolica inglese avrebbe versato alle vittime di violenze e abusi sessuali delle somme in denaro, un vero e proprio prezzo del "silenzio", per evitare che con le loro denunce l'istituzione non venisse trascinata in uno scandalo clamoroso come quello che ha colpito il mondo cattolico americano. La sensazionale denuncia la fa oggi il Times di Londra.

La rivelazione di questa operazione, scrive il quotidiano, e' un nuovo, ulteriore motivo di grave imbarazzo per la Chiesa Cattolica inglese e per il suo leader spirituale, il cardinale Cormac Murphy O'Connor, arcivescovo di Westminster, gia' accusato di aver "chiuso" gli occhi su un caso di pedofilia quando era vescovo di Arundel e Brighton. La polizia inglese, indagando sul caso di uno dei sacerdoti "coperti" da O'Connor, Michale Hill (incarcerato per reati sessuali nel 1997), avrebbe scoperto una serie di casi analoghi.

In almeno altre otto occasioni, l'attuale capo della chiesa cattolica inglese non solo avrebbe coperto i reati di un suo sacerdote ma avrebbe anche comprato il silenzio delle vittime con delle somme di denaro. E Margaret Kennedy, fondatrice di un gruppo che difende e tutela gli interessi delle vittime dei sacerdoti pedofili e molestatori, accusa esplicitamente: "La Chiesa sta cercando di comprare il silenzio delle vittime"

 

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Concessa la "recognitio" alle regole stabilite dai preti americani dopo gli scandali

Pedofilia, il Vaticano approva norme dei vescovi Usa

 

Il Vaticano ha concesso la "recognitio" alle "norms" decise dai vescovi degli Stati Uniti su come affrontare i casi di preti sospettati di pedofilia. La approvazione canonica e' contenuta in una lettera del cardinale Giovanni Battista Re al presidente dei vescovi degli Stati Uniti, Wilton Gregory. Nella lettera si conferma l'idea che l'abuso sessuale sui minori e' un "crimine" da affrontare "con le pene piu' severe, non escluse le dimissioni dal sacerdozio". Ma si riafferma il "diritto alla difesa"e in sostanza la presunzione di innocenza, fino a prova contraria, per i preti sospettati.

La "recognitio" giunge a pochi giorni dalle dimissioni dell'arcivescovo di Boston, Bernard Law, travolto dallo scandalo dei preti pedofili e conferma le aspettative dei vescovi americani. Questi erano certi che, dopo alcune modifiche richieste dal vaticano, le "norms" fossero pronte per l'approvazione e che la Santa Sede l'avrebbe concessa.

Il provvedimento riguarda le "norme essenziali sulle politiche diocesane e eparchiali di fronte ai casi di abuso sessuale sui minori da parte di preti e diaconi", decise dai vescovi americani a Dallas lo scorso giugno e a Washington lo scorso novembre. Il Vaticano aveva manifestato alcune perplessita' sul primo testo, in particolare per quanto riguarda la cosidetta tolleranza zero, cioe' l'esclusione dal sacerdozio appena ci fosse il solo sospetto nei confronti di un prete, e aveva chiesto delle modifiche, istituendo anche una commissione bilaterale per riesaminare il testo.

Il cardinale Re, prefetto della Congregazione per i vescovi, conferma che la "recognitio" vale per due anni, cioe' per il tempo stabilito dai presuli per valutare l'efficacia e validita' delle norme. La Santa Sede, afferma la lettera del cardinale a mons. Gregory, "appoggia completamente gli sforzi dei vescovi per combattere e prevenire questo male". "La legge universale della Chiesa - sottolinea - ha sempre riconosciuto questo crimine come una delle piu' serie offese che i ministri sacri possano commettere, e ha anche stabilito che siano puniti con le pene piu' severe, non esclusa, se il caso lo richiede, la riduzione allo stato laicale".

Ricordando le severe prese di posizione del Papa sul problema il prefetto ribadisce che "la Santa Sede e' spiritualmente unita con le vittime degli abusi e le loro famiglie e incoraggia la particolare preoccupazione verso di loro dei vescovi, dei parroci e di tutta la comunita' cristiana". E si augura che le "norms" "nella loro attuale formulazione contribuiscano a dare effettiva protezione ai minori e stabilire rigorose e precise procedure per punire nel modo giusto quanti siano colpevoli di offese tanto abominevoli", offese riguardo le quali, come ha detto il papa, "non c'e' posto nel sacerdozio e nella vita religiosa per chi fa del male ai ragazzi". Nello stesso tempo, a giudizio del vaticano, le "norms" nella attuale formulazione "assicurando che i fatti siano veri e accertati, proteggono i diritti umani, incluso il diritto alla difesa e garantiscono il rispetto per la dignita' delle persone coinvolte, a cominciare dalle vittime". il cardinale re si augura che la "recognitio" alle "norms", che "dimostra la genuina comunione ecclesiale tra la conferenza episcopale e la sede apostolica dimostrata ancora una volta in circostanze cosi' dolorose", aiuti la chiesa a "emergere dalla crisi attuale, in direzione di un sacerdozio santo, un episcopato santo, una chiesa ancora piu' santa".

 

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Dopo gli scandali il prelato lascia la sede apostolica americana

Pedofilia, Papa accetta dimissioni arcivescovo di Boston

Giovanni Paolo II ha dato il placet al pensionamento anticipato di Bernard Francis Law, ritenuto responsabile di aver coperto sacerdoti della sua diocesi sospettati di molestie sessuali su bambini e donne

 

L'arcivescovo di Boston, cardinale Bernard Francis Law, ha presentato le sue dimissioni al Papa che le ha accettate.

Il pensionamento anticipato di Law  era stato sollecitato da tempo da molti cattolici e sacerdoti bostoniani, anche per allontanare dalla Chiesa locale il sospetto di voler "coprire" a tutti i costi sacerdoti che si siano resi responsabili di molestie sessuali a danni di ragazzi e donne.

Ma anche per allontanare dalla stessa Diocesi lo spettro della bancarotta che si va sempre piu' profilando a causa dell'entità dei risarcimenti richiesti dalle vittime, o loro congiunti, delle violenze sessuali. Richieste che ammontano gia' ad oltre cento milioni di dollari, una cifra insostenibile per la Diocesi bostoniana, tanto e' vero che la commissione finanziaria della stessa ha suggerito a Law di presentare istanza di fallimento presso il Tribunale civile consegnando i libri contabili.

Il cardinale Law, ritenuto uno dei più influenti degli Stati Uniti, fortemente stimato dallo stesso Papa e dal presidente degli Usa, si trova a Roma già dall'inizio della settimana ma - stando alla dichiarazione resa ieri dal portavoce della Santa Sede, Joaquin Navarro-Valls - prima di questa mattina non aveva incontrato nessuno dei responsabili della Curia che si occupano dello scandalo dei preti pedofili negli Stati Uniti, vale a dire il cardinale Dario Castrillon Hoyos, Prefetto della Congregazione per il Clero, e lo stesso cardinale Giovanni Battista Re.

Giovanni Paolo II ha quindi provveduto a nominare il successore di Law: è monsignor Richard Gerard Lennon, 55 anni, sacerdote dal 1973, nominato nel giugno di un anno fa vescovo titolare di Sufes e ausiliare proprio di Law nella medesima Arcidiocesi di Boston. Ora Lennon sale sul gradino piu' alto della scala gerarchica ecclesiastica della Chiesa bostoniana.

 

 

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Michael Hill, ex prete condannato nel 1997 a 5 anni di carcere per violenze sessuali su minori, si è dichiarato colpevole dei nuovi capi d'imputazione

Prete pedofilo inglese ammette altri abusi. Nuove critiche al primate cattolico

Il cardinale Cormac Murphy O'Connorlo aveva nominato, nel 1985, ignorando il giudizio espresso dai medici che lo avevano giudicato "pericoloso per la sicurezza dei bambini"

Il primate cattolico d'Inghilterra e Galles, cardinale Cormac Murphy O'Connor, è al centro di una nuova bufera dopo che un prete pedofilo - a cui in passato aveva consentito di proseguire la missione evangelica, nonostante il parere contrario dei medici - ha ammesso altri abusi sessuali su bambini.

Michael Hill, l'ex prete già condannato nel 1997 a 5 anni di carcere per violenze sessuali su minori, si è dichiarato colpevole dei nuovi capi d'imputazione che gli sono stati mossi dal giudice Christopher Moss. Quattro delle sei violenze sessuali sui tre bambini tra i 10 e 14 anni risalgono al periodo in cui prestava servizio come cappellano dell'aeroporto londinese di Gatwick, a metà degli anni '80.

Era stato il cardinale Cormac Murphy O'Connor, riporta il quotidiano Daily Telegraph, a nominarlo nel 1985, ignorando il giudizio espresso dai medici che, solo qualche anno prima, avevano giudicato Hill "pericoloso per la sicurezza dei bambini". Hill, ordinato prete nel 1960, è stato sospeso da ogni incarico nel 1987, a seguito delle sue ammissioni.

Gli esami clinici si erano resi necessari dopo le lamentele ricevute per i comportamenti "sospetti" del prete, che avevano consigliato la chiesa cattolica a sollevare temporaneamente il prete dai suoi incarichi. Inizialmente Hill aveva negato i nuovi addebiti. Solo in seguito ha confessato, aiutato dalla terapia rieducativa cui è stato sottoposto.

 

Pedofilia, arrestati due preti "Adescavano nell´oratorio".

Alberto Custodero

da "La Repubblica" del 30 gennaio 2004

Entrambi i casi di violenza sessuale in Piemonte: ad Alessandria e in un paesino del Torinese. Uno è accusato da cinque dodicenni, l´altro avrebbe abusato di una tredicenne
TORINO - Due sacerdoti piemontesi sono finiti in carcere, nel giro di 48 ore, per violenza sessuale su minori. Il primo è padre Domenico Marcanti, 48 anni, di Alessandria, che al doposcuola dell´istituto don Orione svolge l´attività di animatore. Lo accusano cinque ragazzini di dodici anni. Lo inchiodano i filmati delle telecamere che i poliziotti hanno installato nell´oratorio.
Il secondo è don Roberto Volaterra, 30 anni, parroco di un paesino di 2000 abitanti, Castagnole Piemonte, e vicario episcopale in quella zona della provincia di Torino dove, in mezzo a una immensa pianura, ci sono le fabbriche della ex Indesit, ora Fiat Ricambi. A denunciarlo è stata una ragazzina di tredici anni che da un anno subiva le sue molestie.
L´adolescente è figlia di una parrocchiana che proprio a don Roberto, in confessionale, aveva confidato di essere stata violentata, in gioventù, dal maestro elementare. Il sacerdote non ha esitato a fare subire alla figlia la stessa violenza sessuale e psicologica che la madre aveva sofferto da bambina. L´ha palpeggiata con la forza mentre si trovava a casa sua - approfittando dell´assenza dei genitori - mentre l´ aiutava a fare i compiti. Le ha scritto lettere oscene con pesanti riferimenti alla sua pubertà. E l´ha molestata al telefono.
Con il sacerdote è finito agli arresti domiciliari, per lo stesso reato, anche l´animatore della parrocchia, Luciano Sismondi: pure lui, secondo l´accusa del pm di Pinerolo Ciro Santoriello, avrebbe molestato l´adolescente. Quelle telefonate sconce di don Roberto («Lo sai che Luciano mi sta facendo questo, sai cos´è vero? Poi lo fai anche tu, eh?»), avevano turbato la ragazzina al punto che i genitori si erano insospettiti. Quando hanno ascoltato il tenore di quei colloqui telefonici, hanno subito sporto denuncia.
Ai carabinieri che ieri lo hanno arrestato, il parroco ha bisbigliato, quasi giustificandosi, «quella ragazzina mi provocava». Don Roberto Volaterra è orfano, vive solo. I magistrati temevano che la solitudine forzata degli arresti domiciliari avrebbe potuto portarlo a un gesto di estremo sconforto. Paradossalmente, hanno ritenuto che il carcere, in questo momento così delicato della sua vita, fosse per lui più sicuro. Sulla vicenda è intervenuto l´arcivescovo di Torino, monsignor Severino Poletto. Il cardinale «ha espresso la propria vicinanza a quanti sono turbati dalla dolorosa vicenda» e ha auspicato che «le autorità competenti possano in tempi brevi fare piena luce sul caso». Poi, ha voluto «confermare stima e fiducia nei confronti del clero della sua diocesi che da sempre si distingue per il generoso impegno pastorale».
Analoga, e altrettanto triste, la storia che ha visto come protagonista, nell´Alessandrino, padre Domenico Marcanti. Contro di lui le intercettazioni ambientali, anche filmate, disposte dopo la denuncia presentata una decina di giorni fa in questura dai genitori di un ragazzino di dodici anni. Il minore aveva parlato di abbracci, palpeggiamenti e baci, comportamenti raccontati anche dagli altri minorenni identificati attraverso le immagini registrate e ascoltati dagli investigatori.
«Ce l´aspettavamo», è stato il commento del padre di un ragazzo che frequenta il doposcuola. Il sacerdote è stato interrogato ieri pomeriggio nel carcere di piazza don Soria. Per oltre un´ora ha risposto alle domande del gip, che ha firmato l´ordinanza di custodia e del pm che conduce l´inchiesta.

 

Pedofilia: Usa; incriminato ex vescovo Springfield

Da SwissInfo

27 settembre 2004 21.57


NEW YORK - Il vescovo Thomas Dupre, ex capo della diocesi di Springfield in Massachusetts, è stato incriminato per pedofilia. Dupre è il primo prelato della Chiesa cattolica americana incriminato in uno scandalo di molestie sessuali. È accusato di aver abusato di due ragazzini negli anni Settanta.

Il vescovo, che ha 70 anni, si è dimesso in febbraio al nono anno di guida della diocesi dopo che un quotidiano aveva reso di dominio publico le accuse nei suoi confronti. La diocesi di Springfield ha già pagato parecchio per lo scandalo della pedofilia: negli ultimi mesi ha raggiunto un accordo con 46 vittime di preti molestatori che è costato sette milioni di dollari alle casse della Chiesa.

272154 sep 04

PRETI PEDOFILI
Vaticano sapeva di scandalo St.Polten da anni

Lo sostengono alcuni testimoni in un documentario televisivo


di APC

Roma, 20 ago. (Apcom) - Nel documentario televisivo dedicato allo scandalo del seminario di St. Polten il network tedesco ARD ha intervistato alcuni testimoni, che sostengono all’unaminità una tesi molto scomoda: il vescovo Kurt Krenn (che aveva definito lo scandalo come innocui "giochi da ragazzi") e degli alti prelati erano a conoscenza delle abitudini del seminario, dei suoi festini omosessuali e delle foto proibite.

Intanto un servizio radiofonico del Suedwestrundfunk sostiene che anche il Vaticano sapesse delle attività  omosessuali e questo da almeno due anni.

Nel documentario, che andrà in onda domenica sera, un ex-seminarista racconta per la prima volta le abitudini di St. Polten, ora chiuso dall’inviato del Papa che ha ritenuto obbligatorio un "nuovo inizio".

Un testimone interno sostiene che la morale all’interno del seminario fosse praticamente assente e che i preti avessero spesso rapporti sessuali con i seminaristi, definiti "carne fresca e giovane". "Quel posto era come una palude" racconta l’uomo. "E’ molto triste", conclude il testimone, che è stato addirittura minacciato di morte, "che il Vaticano abbia reagito solamente dopo che i media avevano portato alla luce questa sordida situazione". Il Vaticano quindi, secondo le accuse di molti, avrebbe saputo dei sex party nel seminario, ma non avrebbe fatto nulla per contrastarli.

Già nel 1999 la Conferenza dei Vescovi tedesca aveva dovuto stilare un documento che regolasse i casi riguardanti i seminaristi gay; avevano concordato sul fatto che gli omosessuali potessero diventare preti, a patto di non ammetterlo mai in pubblico e di attenersi severamente alle regole del celibato. Era inoltre vietato frequentare "luoghi disdicevoli" quali bar e discoteche.

Secondo l’indagine del SWR su 27 diocesi tedesche, la maggior parte di esse si sarebbe attenute alle regole per scegliere i futuri preti.

Ma, come fa notare a SWR il novizio Stefan Kiechle, "la tentazione siede nella camera accanto".

Nel seminario di St. Polten furono ritrovate 40.000 foto pornografiche e svariati filmini, nei quali erano visibili anche dei bambini. Un giovane seminarista è stato condannato a 6 mesi di prigione a causa del possesso di materiale pedopornografico.


Mercoledì, 01 settembre 2004

 

L'INCHIESTA. Oggi la prima udienza di un processo che lacera
la città. Le accuse dei genitori, l'imbarazzo della Curia

Maestre, preti e pedofilia
E Brescia si spacca in due

La parola ai giudici, ma accusa e difesa si scontrano
da un anno in piazza a colpi di omelie e volantini
dal nostro inviato DARIO OLIVERO

 

BRESCIA - Via San Faustino attraversa come un fiume il centro storico di Brescia e lo divide in due. Da una parte, i palazzi che guardano verso il castello, la parte ricca. Dall'altra, il quartiere popolare del Carmine che qualcuno chiama "Carmen Street" per dargli un'aria da improbabile Bronx padano. La storia che ha lacerato Brescia incomincia qui, nella scuola materna vicino alla chiesa dei Santi Faustino e Giovita che si affaccia sulla via. Il processo che si apre oggi ha come imputate due maestre d'asilo di 52 e 50 anni che devono difendersi dall'accusa di pedofilia. In particolare di aver agito da intermediarie tra uomini governati da istinti inconfessabili e i bambini che loro avevano in custodia.

Sono stati i bambini a raccontarlo. Prima ai genitori, poi ai magistrati sotto il controllo costante degli psicologi. Ma il dibattimento è solo il primo troncone di un'inchiesta in cui sono indagate altre dieci persone per le quali non è stato ancora decisa l'archiviazione o il rinvio a giudizio: altre quattro maestre, tre bidelli e tre sacerdoti.

UNA CITTA' CHE VACILLA. Dodici persone in tutto che rappresentano in un colpo solo tutto quello che Brescia ha sempre portato come modello: il suo sistema educativo, le sue strutture sociali, la sua vocazione di cooperazione e solidarietà, la sua Chiesa che da quindici secoli ne costituisce l'anima istituzionale, politica e spirituale. Una macchina sociale che rischia di collassare per aver tradito i suoi figli. Per questo da più di un anno, da quando questo incubo collettivo è incominciato qualcosa nell'anima della città si è rotto. Difficile pensare che non sia successo nulla, impossibile pensare che sia successo qualcosa. Per questo un processo, il processo, c'è già stato. Ed è avvenuto sulla pubblica piazza. E per questo oggi sono in molti a non voler parlare di questa storia a voler spegnere i riflettori.

LE PIAZZE CONTRAPPOSTE. Un processo che ha tanti protagonisti: parroci che si difendono dal pulpito, sacerdoti che conducono inchieste parallele, associazioni che denunciano l'esistenza di una grande rete criminale pedofila che ha un nodo a Brescia, fiaccolate di solidarietà per gli indagati, interventi del Garante della privacy e dell'Anm. In tutto questo 23 bambini (quelli del processo odierno sono nove) dai tre ai cinque anni e 21 famiglie sono finiti travolti da una storia troppo grande per loro. Genitori schiacciati tra spese legali e terapeutiche. Mariti che cercano lavoro in altre città, mogli che implorano i mariti di farlo.

LE MAESTRE SOTTO ACCUSA. Mentre il processo incomincia si sta concludendo il primo grado di un altro dibattimento analogo che vede imputati per accuse di pedofilia quattro maestre, tre bidelli e una coordinatrice di un'altra scuola materna cittadina. Il precedente, oltre che inquietante, è importante perché le due insegnanti sotto processo oggi, lavorarono anche nella prima scuola. Per loro a settembre 2003 si aprono le porte del carcere. Ci resteranno dieci mesi prima di ottenere i domiciliari. Sono state tirate in ballo dalle parole dei bambini che raccontano di essere stati portati fuori dalla scuola e costretti a "giocare" con altri adulti e da questi fotografati. Con il passare delle settimane, sempre più bambini vengono ascoltati. E nei loro racconti emergono sempre più particolari. Altre persone finiscono sul registro degli indagati. Altre quattro insegnati, tre bidelli. E il livello dello scontro si alza quando tre sacerdoti vengono coinvolti nell'inchiesta.

LA DIFESA PUBBLICA DEI SACERDOTI. Molti bresciani lo ricorderanno fin che vivranno quel 13 luglio del 2004, quando due parroci si difendono dal pulpito rendendo noto ai loro fedeli di aver ricevuto un avviso di garanzia. Molti bresciani ricorderanno che quel giorno ci fu un grande e lungo applauso di solidarietà a partire dai primi banchi dove sedeva il sindaco. E ricorderanno di aver pensato: come possono uomini con un passato e un presente di prima grandezza nel volontariato, negli oratori, nella vita della città essere anche lontanamente coinvolti in accuse così infamanti? "Non voglio essere ricordato come un prete pedofilo, perché non lo sono", diceva il parroco di San Faustino invocando "una giustizia con le lettere maiuscole che a Brescia spero sia ancora di casa". Da questo preciso momento Brescia, tutta Brescia, è costretta a schierarsi.

LA CROCIATA. E c'è chi prende molto sul serio questo appello. Uno dei protagonisti del processo di piazza si chiama don Mario Neva, amico degli indagati, ma soprattutto assistente spirituale all'Università Cattolica e nello stesso tempo prete di frontiera che ha tolto le prostitute dalla strada. La sua crociata per difendere gli indagati passa dalle lettere ai giornali, all'organizzazione di fiaccolate di solidarietà al carcere dove sono rinchiuse le due maestre, alla mailing list che, a detta sua, raggiunge un migliaio di persone, alle interviste. "In questi mesi ho preparato un dossier - spiega - in cui ho ricostruito tutta la vicenda. Una contro-inchiesta. Il primo errore giudiziario è incominciato con il primo processo (quello alla prima scuola ndr). Non nego che ci siano preti pedofili, ma nego che ci siano qui a Brescia". Ma allora come è potuto accadere? "Alcuni genitori hanno perso la testa, le perizie e gli incidenti probatori fatti sulle testimonianze dei bambini sono stati viziati da prestazioni psicologiche disastrose e qualche forza politica ha cercato di strumentalizzare la vicenda". Don Neva ha ricevuto anche un richiamo del Garante della privacy per aver fatto pubblicamente i nomi dei genitori di alcuni bambini coinvolti. "Lo sapevo, ma intanto quando mi fermeranno avrò già comunque raggiunto il mio scopo". Quale? "Dimostrare che a Brescia non è successo nulla, salvare la comunità da una ferita che non si sanerebbe neanche in una generazione".

LA CURIA. Don Neva è solo uno dei protagonisti in campo, ma è una presenza vistosa e battagliera. E' prete di strada ma anche rappresentante di spicco della Chiesa bresciana. Alla domanda: lei non teme che la sua posizione crei imbarazzo alla curia? risponde: "Il mio demone buono, il mio demone socratico, quando ho incominciato una battaglia per la giustizia non mi ha detto fermati. E non me lo ha detto neanche il mio vescovo". La curia si è espressa ufficialmente una volta sola ma in modo preciso e inequivocabile. Il vescovo, monsignor Sanguineti, ha respinto la richiesta di dimissioni dei tre sacerdoti e di altri che avevano fatto la stessa cosa per solidarietà verso gli indagati. E il vicario generale monsignor Francesco Beschi ha scritto una lunga lettera che i parroci hanno letto nel famoso discorso dal pulpito. Si incoraggia "l'accertamento della verità", ma nella sostanza la Chiesa difende i suoi preti. "Pur nella massima comprensione per la grande sofferenza che affligge queste persone (le famiglie e i bambini ndr) - si legge nella lettera - il vescovo desidera comunicare alla vostra comunità parrocchiale la sua personale certezza morale relativamente all'innocenza dei suoi sacerdoti e pertanto li riconferma nel loro incarico, accompagnandoli con la sua paterna vicinanza".

CLIMA PESANTE. Come la curia, anche le altre istituzioni cercano di tenersi a una distanza siderale dalle urla che si sentono in piazza. O almeno ci provano. Il sindaco (clicca qui per l'intervista) si appella continuamente alla ragione e difende il modello educativo bresciano ma ammette che, "sia in caso di innocenza che di colpevolezza, di fatti accertati o di suggestione collettiva, è chiaro che a Brescia abbiamo un problema serio". In Procura il silenzio sulla vicenda è blindato. Anche perché gli avvocati difensori non hanno mai nascosto di voler far trasferire il processo in quanto il clima in città non consentirebbe un dibattimento sereno. Un'ipotesi, questa, guardata con terrore, oltre che dai magistrati, anche dai genitori che sarebbero costretti a subire fatiche processuali, fisiche ed economiche aggiuntive. Interviene anche l'Associazione nazionale magistrati per far notare che "ripetere in ogni sede che il clima non è sereno significa semplicemente adoperarsi perché non lo sia".

"CACCIA ALLE STREGHE". Certo il clima proprio sereno non è. Un altro protagonista della vicenda è uno dei bersagli di Don Neva: l'associazione contro la pedofilia Prometeo e il suo responsabile, Massimiliano Frassi. Il gruppo si occupa della vicenda da un anno quando ormai i magistrati hanno già raccolto i racconti dei bambini. Con quale titolo Prometeo viene a Brescia? "Per aiutare i genitori, per ascoltarli, aiutarli a sfogare la rabbia", dice Frassi. Non tutte le famiglie sono d'accordo ad appoggiarsi a Prometeo. Frassi dice cose difficili da sentire come: "Esiste una casistica di pedofilia fatta da predatori con la complicità di persone a contatto con i bambini", "A Brescia è in atto un'operazione per far passare i racconti dei bambini come non attendibili", "Qui c'è un clima da caccia alle streghe contro chi difende le famiglie e invece chi difende i presunti colpevoli viene ascoltato". Facile, date queste premesse, che la tensione raggiunga le stelle quando Frassi si muove. Come quando all'uscita di un convegno, regolarmente attaccato da Don Neva, un uomo accusa Frassi di averlo colpito con un pugno.

LE FAMIGLIE. E arriviamo all'ultimo anello della storia, le famiglie, l'anello debole. E' gente di ogni classe sociale perché la scuola materna è un mappamondo geografico e sociale. Alcuni di loro sono credenti, altri cattolici praticanti o attivi nella vita sociale della chiesa bresciana. Per alcuni la chiesa è tutto, per altri nulla. Alcuni sono benestanti, altri meno. Hanno bambini in terapia. Hanno un disperato bisogno di silenzio e nello stesso tempo di non sentirsi soli. Vorrebbero svegliarsi da quelle poche notti che non passano insonni come i loro figli e scoprire che è stato solo un brutto sogno. Che i loro bambini sono vittima di una spaventosa allucinazione collettiva ma comunque meno spaventosa di questa realtà. Che nessuno a cui avevano affidato i loro figli ha tradito la loro fiducia. Che continueranno a vivere nella città in cui hanno scelto di vivere. Che quelle urla che si sentono venire dalla città nella piccola stanza in cui alcuni di loro tante volte si sono riuniti non li riguardano. Che i processi si fanno in tribunale.
Repubblica ( 18 ottobre 2004 )

 

martedì 26 marzo 2002
23.00.00

Pedofilia clericale


Il 14 marzo 2002 il Vaticano ha rimosso dalla diocesi di Palm Beach, in Florida, il vescovo Anthony J. O’Connell, per comprovati abusi sessuali su giovani seminaristi. Stessa sorte tocca il vescovo di Poznan, in Polonia, anche lui per molestie su una dozzina di alunni di seminario. Questo caso segue centinaia di altri (fra cui Anthony Bevilacqua di Philadelphia, Egan di New York, il cardinale Bernard Law e John J. Geoghan entrambi di Boston e Jean Di Falco, vescovo di Parigi) e sembra tanto più scottante perché il vescovo sotto tiro, Juliusz Paetz, in precedenza lavorava in Vaticano nella Camera pontificia, a stretto contatto con Giovanni Paolo II. Il giudice rotale Antoni Stankiewicz, ha raccolto un nutrito dossier di accuse, che correvano da tempo per bocca della psichiatra Wanda Poltawska, amica d’infanzia del Papa e molto critica sui tentativi della Chiesa di insabbiare il tutto.
Forse aveva ragione Arthur Schopenauer quando