Il Papa è "profondamente colpito" dallo scandalo dei preti
pedofili che sta travolgendo la chiesa in America, ribadisce ai cardinali
americani che la pedofilia è sia "un crimine" che un
"peccato" e li invita a purificarsi e uscire santificati da questa
vicenda.
Il pontefice ha aperto la due giorni di lavoro a porte chiuse con i 13
porporati chiamati ufficialmente per tracciare le nuove guide di lavoro nella
missione della Chiesa Cattolica negli Usa, convocati, in realtà, per lo
scandalo degli abusi sessuali nei confronti dei minori da parte di esponenti
della Chiesa.
"L'abuso dei giovani - dice - è sintomo di una grave crisi che
colpisce non solo la Chiesa, ma l'intera società". Chiedo ai cattolici
ha proseguito il Papa di stare vicino ai sacerdoti e ai cardinali con le loro
preghiere in questo difficile momento. Alle famiglie delle piccole vittime
dobbiamo dare solidarietà e vicinanza".
L'intervento di Giovanni Paolo II è stato molto duro: "la gente
deve sapere che non c'è spazio nella casa di Dio per coloro che si sono
macchiati di abusi nei confronti dei minori". L'intervento del Santo
Padre con urgenza segue i giorni dello scandalo statunitense dove eminenti
esponenti della Chiesa cattolica sono accusati di aver avuto rapporti con
ragazzi. Tutto ciò non deve far "dimenticare l'immenso bene spirituale,
umano e sociale che la grande maggioranza dei preti e del religiosi negli
Stati Uniti hanno fatto e ancora fanno".
"La porta di questa casa - ha detto - è sempre aperta per voi,
soprattutto quando le vostre comunità sono nella sofferenza". Il Papa ha
detto di essere stato "profondamente addolorato" dal fatto che dei
preti e dei religiosi la cui vocazione è quella di aiutare le persone a
"vivere vite sante" "abbiano causato tanta sofferenza e
scandalo ai giovani". Per questo "la Chiesa stessa viene vista con
sfiducia e molti - ha osservato - sono offesi nel vedere come alcuni leader
religiosi hanno percepito e si sono comportati in queste cricostanze".
"L'abuso che ha causato questa crisi - ha rimarcato - è un errore
sotto tutti i punti di vista e viene giustamente considerato un crimine dalla
società; è anche un peccato sconvolgente agli occhi di Dio: alle vittime e
alle loro famiglie esprimo il mio profondo senso di solidarieta' e
partecipazione".
A questo punto il Pontefice ha invitato a non farsi travolgere da questa
esperienza fino al punto da condannare l' intero operato della Chiesa:
"anche un'opera d'arte - ha detto - può essere macchiata, ma la sua
bellezza rimane e questa è una verità che ogni critica intellettualmente
onesta deve riconoscere".
http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,12976,00.html
In preparazione documento conclusivo sulla pedofilia: “tolleranza
zero”
Vaticano,
cardinali per l’espulsione dei religiosi colpevoli di abusi sessuali
"Tolleranza zero" è la sintesi più usata per definire la linea
di condotta che si profila nel vertice vaticano cui partecipano i 13
cardinali convocati dal Papa: tre rappresentanti della Conferenza
episcopale degli Stati Uniti e otto in rappresentanza della Santa Sede.
Nella seconda e ultima gionata di lavori, i delegati sono tornati a
riunirsi, questa volta senza la presenza del Pontefice, per discutere il
severo pronunciamento di Giovanni Paolo II sulla pedofilia in seno alla
Chiesa e per stilare a loro volta un documento conclusivo sull'argomento.
"Se il voto si tenesse adesso, sono sicuro che la maggior parte
dei cardinali si schiererebbero per la tolleranza zero", ha dichiarato
il cardinale di Chicago, Francis George all'Associated Press, al termine del
pranzo avuto con il Papa. "Personalmente sono favorevole alla
riabilitazione. Magari concedendo il ministero lontano da bambini. La cosa
importante è proteggere i bambini", ha aggiunto l'arcivescovo.
Anche il cardinale Theodore McCarrick, arcivescovo di Washington, ha
detto che c'è consenso generale tra i cardinali per applicare la sanzione
di espulsione ai preti che in futuro si macchieranno di abusi sessuali.
L'arcivescovo di Washington, rivolgendosi ai giornalisti, ha precisato che
ci sono ancora diverse questioni su cui dibattere, soprattutto per quanto
riguarda casi su altri tipi di scandali legati al sesso.
http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,12663,00.html
I porporati
statunitensi a rapporto dalla Santa Sede
Scandali
sessuali, il Papa apre il summit in Vaticano
Le Diocesi a
rischio per risarcire le cause civili
Come affrontare lo scandalo degli abusi sessuali che sta scuotendo la
chiesa cattolica statunitense? Sarà il papa ad aprire il dibattito con
i cardinali americani convocati per due giorni in Vaticano, per un
summit straordinario a porte chiuse che durerà due giorni e che ha
scatenato l'interesse dei media americani che affollano in questi giorni
la sala stampa della Santa Sede.
I problemi spinosi che la segreteria di Stato ha deciso di
affrontare convocando tredici prelati non sono pochi e, soprattutto, non
sono solo morali: gli episodi di presunta pedofilia e di scandali sessuali
che chiamano in causa sacerdoti e prelati americani (ma altre denunce sono
già in arrivo, anche dal Messico) sono infatti un drammatico problema
finanziario per le casse delle diocesi d'oltreoceano.
Secondo la legge statunitense, infatti, a rispondere
finanziariamente in caso di risarcimenti civili non sarebbe il sacerdote
colpevole ma la diocesi stessa, e vista l'entità di molte cause pendenti
molte di queste rischiano davvero la bancarotta.
Mentre si svolge il summit rigorosamente a porte chiuse si inseguono
le indiscrezioni giornalistiche sulle richieste che avanzeranno al Papa i
porporati americani. Secondo alcune ricostruzioni, infatti "diversi
importanti cardinali americani" (lo anticipa il 'Los Angeles Times'),
chiederanno di rimuovere il cardinale Bernard Law, a capo della chiesa di
Boston, accusato da alcuni di aver insabbiato alcuni scandali i scandali
scoppiati nella sua diocesi. Altre fonti curiali, sempre anonime,
smentiscono l'ipotesi.
Il vertice potrebbe a questo punto anche riguardare argomenti finora
considerati tabù come il celibato sacerdotale o l'ordinazione delle donne
e degli omossessuali, ma e' più probabile che a dominare siano quegli
aspetti pratici in grado di porre un freno al problema, come la proposta
di sospendere i sacerdoti colpevoli (normalmente trasferiti in altre
parrocchie) ed un protocollo comune da seguire per trasmettere le denunce
di abusi sessuali alla polizia.
In Europa intanto, la questione degli abusi sessuali da parte di
esponenti del clero assume consistenza, per esempio in Germania, dove il
presidente della conferenza episcopale tedesca, cardinale karl Lehman, ha
annunciato la creazione di una commissione di indagine con il compito di
fare chiarezza sui presunti casi di pedofilia denunciati negli ultimi
anni.
http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,14427,00.html
E' accusato di molestie su
una trentina di ragazzi e dello stupro di uno di questi
Pedofilia,
arrestato l'ex prete americano Paul Shanley
Paul Shanley, un ex prete al centro dello scandalo della pedofilia
nella chiesa cattolica negli Stati Uniti, è stato arrestato a San
Diego, in California. Shanley è stato arrestato su mandato della
magistratura del Massachusetts. L'ex prete è stato accusato di aver
molestato una trentina di ragazzi nella diocesi di Boston e il mandato
di cattura è stato spiccato per lo stupro di uno di questi.
La vittima del reverendo Paul Shanley ha oggi 24 anni. Ha fatto la
denuncia questa settimana, dopo aver saputo dello scandalo che ha
coinvolto l'arcidiocesi di Boston. I tre episodi di stupro risalgono al
periodo che va dal 1983 al 1990. Secondo documenti emersi dagli archivi
dell'arcidiocesi, questa avrebbe ricevuto nel 1978 un rapporto nel quale
venivano riportate le tendenze di Shanley. Ma l'arcidiocesi non fece mai
nulla. Non avvertì nemmeno l'arcidiocesi della California, anche se
aveva ricevuto negli anni decine di denunce di abusi perpetrati dallo
stesso religioso.
Il provvedimento arriva in seguito al durissimo documento del
Vaticano, emesso dopo la riunione della scorsa settimana in cui erano
stati convocati le massime autorità ecclesiastiche americane.
http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,11598,00.html
Giovanni
Paolo II convoca in Vaticano i 13 cardinali e i vertici della conferenza
episcopale statunitensi
Chiesa
Usa e scandali, pugno di ferro del Papa
Il Papa ha deciso di affrontare in maniera diretta lo scandalo
dei preti pedofili che sta travolgendo la chiesa americana ed ha
convocato per i prossimi 23-24 Aprile in vaticano i 13 cardinali e i
vertici della conferenza episcopale statunitensi. Il summit ha per
dichiarato intento quello di elaborare indicazioni di
"linee-guida al fine di ridare sicurezza e serenità alle
famiglie e fiducia al clero" in seguito "agli scandali
connessi con la pedofilia". Traducendo dal linguaggio Vaticano,
ciò significa che la riunione avrà un carattere propositivo e non
c'è intenzione di trasformarla in un "processo" ai
cardinali, primo fra tutti l'arcivescovo di Boston Bernard Law, che
non hanno saputo punire immediatamente, con la rimozione, i
religiosi accusati di abusi sessuali su minorenni. Per Law e per
altri vescovi responsabili di diocesi nord americane sommerse da
accuse di pedofilia, vasti settori dell'opinione pubblica
statunitense chiedono le dimissioni, ma nè i presuli interessati
nè Giovanni Paolo II appaiono disposti a questo passo.
Più probabilmente la riunione formalizzerà una linea più
dura verso i preti pedofili; se nel passato la chiesa cercava un
loro recupero psicologico, medico e "pastorale",
l'atteggiamento che adesso potrebbe prevalere, anche con
l'imprimatur papale, è quello di una loro rimozione definitiva e
senza appello da ogni incarico ecclesiastico. Giovanni Paolo II,
convocando la riunione, ha voluto mandare comunque un segnale forte
e rassicurante ai fedeli cattolici statunitensi e non solo: lo
scandalo degli abusi sessuali da parte di uomini di chiesa sta
dilagando in vari paesi del mondo e giornali come il New York Times
avevano parlato di un apparente debolezza del papa nel gestire tali
vicende.
L'annuncio del prossimo summit è stato preceduto da una serie
di incontri che Wojtyla ha avuto di recente in Vaticano con il
presidente della conferenza episcopale degli Stati Uniti, Monsignore
Wilton Daniel Gregory, e con altri leader della chiesa cattolica
Usa. "Da parte del pontefice e dei vertici di curia - ha
spiegato Monsignore Gregory prima di ripartire da Roma - c'è stata
grande comprensione e desiderio di sostenere la chiesa statunitense
nei suoi sforzi per affrontare questa tragedia. Di qui , dunque,
l'idea dell'incontro". "Condividiamo - ha detto ancora il
presule, in una dichiarazione ripresa dalla radio vaticana - lo
sconcerto della nostra gente perchè il fatto che un prete possa far
male a qualcuno, specialmente ad un bambino, è una completa
contraddizione di tutto ciò che la chiesa viene chiamata ad essere
ed effettivamente è".
Scelte fatte in passato di riassegnare all'incarico pastorale
un sacerdote macchiatosi dell'abuso di un minore si sono spesso
rivelate - ha osservato il presidente dei vescovi statunitensi -
"decisioni tragiche". Anche se prese in seguito ad
"opportuni trattamenti terapeutici e successive prognosi
rassicuranti". Si stanno discutendo - ha spiegato - nuovi
approcci preventivi al problema , ma "non esistono politiche,
procedure e protocolli che possano proteggerci completamente dalla
depravazione"; serviranno dunque "una costante
vigilanza" ed iniziative ancora più forti per "sradicare
il crimine abominevole della pedofilia dalla chiesa e dalla
società". "Ciò che invece è destinato a rimanere- ha
commentato amaramente il presule - è il rimorso dei vescovi per le
vittime degli abusi e il dolore con il quale queste ultime dovranno
convivere per tutta la vita".
Da gennaio, quando è scoppiato lo scandalo, circa 450 persone
sono uscite allo scoperto negli usa denunciando preti per abusi
sessuali. Lo scandalo ha costretto molte diocesi a pesanti esborsi
finanziari per chiudere con le accuse senza il ricorso a un
tribunale.
http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,11314,00.html
Si
uccide un sacerdote accusato di violenza. E il vescovo di Los Angeles
si discolpa dopo l'intervista choc rilasciata da una ex studentessa
Abusi
sessuali, la chiesa Usa nella bufera
La Chiesa cattolica americana è nella bufera. Continuano a
susseguirsi le accuse di abusi sessuali perpetrati da alti prelati
statunitensi. Ma uno di loro è uscito allo scoperto. E tramite un
fax inviato ai principali giornali americani, ha cercato di
discolparsi dalle accuse di aver abusato di una studentessa. Si
tratta del cardinale di Los Angeles Roger Mahoney, accusato di
molestie sessuali compiute su una liceale nel 1970.
Nel fax di tre pagine - ha reso noto l'agenzia americana Ap
nel suo sito online - Mahoney ha negato con forza le accuse e ha
affermato di aver chiesto sia la chiesa sia la magistratura aprano
un'inchiesta. "Queste accuse bugiarde mi feriscono e mi
addolorano, ma continuo a pregare per coloro che le hanno
lanciate", ha scritto il cardinale.
Mahoney ha detto che la donna lo ha accusato il 20 marzo di
averla molestata sessualmente nel 1970, quando era studentessa del
liceo cattolico San Joaquin di Fresno in California. La televisione
Ksee-tv di Fresno ha intervistato la donna, senza inquadrarne il
volto. La signora non ha fornito molti particolari: ha detto che era
priva di coscienza quando subì l'assalto di Mahoney, che al tempo
era prete, ma non ha precisato che cosa le avesse fatto perdere i
sensi. Il cardinale ha detto di aver chiesto al vescovo di Fresno di
incaricarsi della vicenda. La diocesi ha aperto un'inchiesta e ha
interrogato la donna per due ore il 25 marzo. Una trascrizione del
colloquio - ha detto Mahoney - è stata consegnata alla polizia di
Fresno.
E lo scandalo ha anche fatto la prima vittima. Padre Rooney,
48 anni, si è sparato un colpo di pistola alla tempia. Il prelato
è stato trovato nella sua auto in un parcheggio non lontano da
Cleveland. Il caso di padre Rooney era scoppiato lunedì scorso,
quando una donna aveva denunciato di aver subito 22 anni fa molestie
da parte del sacerdote, quando lei era ancora minorenne. Si tratta
tuttavia dell'unica denuncia sporta contro il sacerdote. Padre
Rooney, un prete membro alla diocesi di Cleveland dalla fine degli
anni '70, avrebbe dovuto incontrare mercoledì mattina il vescovo
della città dell'Ohio, Anthony Pilla. Costui lo avrebbe dovuto
informare delle accuse lanciate contro di lui. Dopo che il sacerdote
non si presentò all'appuntamento sorse il sospetto di una possibile
fuga, e scattarono le ricerche.
http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,8368,00.html
In una
lettera l'invito ad indagini accurate e processi rapidi
Il
Papa ai vescovi: "Individuate i sacerdoti pedofili"
Ha preso carta penna e ha scritto una lettera ai vescovi di
tutto il mondo affinché vengano svolte indagini coperte dal
segreto ecclesiastico su eventuali segnalazioni di abusi
sessuali sui bambini da parte dei sacerdoti e, se vengono
trovati colpevoli dai tribunali ecclesiastici regionali, venga
informata tempestivamente la santa sede. Giovanni Paolo II ha
deciso di intervenire con forza sui uno degli argomenti più
delicati comparsi nelle cronache degli ultimi anni: e cioè gli
abusi su minori da parte di esponenti della Chiesa cattolica.
I documenti contro i "gravioribus delictis"
commessi contro la "observantia sexti decalogi
praecepti", il sesto comandamento che prescrive di "non
commettere atti impuri", sono stati redatti nel 2001 ma
pubblicati in sordina, rigorosamente in latino, nel numero di
novembre degli Acta Apostolicae Sedis, la "gazzetta
ufficiale" del Vaticano. Le nuove disposizioni prevedono che
sia il tribunale ecclesiastico regionale a svolgere le indagini e
celebrare il processo sui sacerdoti sospettati di insidiare i
minori. "Con questa lettera -scrive il cardinal Ratzinger
nella missiva datata 18 maggio 2001- speriamo che non solo questi
gravi crimini siano evitati ma soprattutto che sia preservata la
santità del sacerdozio e che la fede del clero e dei fedeli sia
protetta dalle necessarie sanzioni e dalla cura pastorale offerta
dai vescovi e gli altri responsabili ecclesiastici".
La pedofilia viene definita dai documenti vaticani non un
reato contro la persona ma un delitto "sia contro la pubblica
decenza che contro il sacramento del sacerdozio" e le norme
dettate dalla congregazione per la dottrina della fede prescrivono
che contro di essa vengano messe in atto indagini della curia
vescovile. Una volta raccolte le prove, sia istruito un processo
canonico e, qualora il sacerdote giudicato colpevole dovesse
ricorrere in appello, del caso si occupi direttamente l'ex
Sant'Uffizio. La lettera non dice se il vescovo dovrebbe informare
o meno le autorità civili dopo il primo giudizio di colpevolezza.
La prescrizione arriva dopo dieci anni dal reato e decorre a
partire dal diciottesimo anno di età del minore che avesse subito
gli eventuali abusi.
http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,19034,00.html
Quattro
fedeli lo accusano di aver coperto un prete pedofilo
Scandali
sessuali, denunciato l'arcivescovo di Los Angeles
Roger
Moahony: "Accuse infondate, gli cambiai parrocchia"
Si allarga ancora lo scandalo pedofilia nella chiesa
statunitense, dopo la diocesi di Boston ora tocca a quella di
Los Angeles: quattro persone hanno denunciato l’arcivescovo
di Los Angeles, cardinale Roger Moahony, per avere protetto un
sacerdote che avrebbe abusato sessualmente di loro quando
erano bambini.
A dare l'annuncio è stato il legale che ha
accettato di difendere le presunte vittime di Michael Baker, 54
anni, il sacerdote sotto accusa, secondo il quale il cardinale
merita, per il suo comportamento, “di finire in galera'. Uno
dei promotori della causa, un uomo di 34 anni, sostiene di avere
subito violenze tra i 9 e i 19 anni.
In un comunicato diffuso dall'arcidiocesi, il
cardinale afferma che le accuse contro di lui sono "prive
di qualsiasi fondamento", ma la settimana scorsa Mahony
aveva ammesso di avere taciuto per 16 anni sui comportamenti
sessuali di padre Baker e di essersi limitato a cambiargli di
parrocchia quando era venuto a sapere della reazione dei
bambini.
L’arcivescovo di Los Angeles e' l'ultimo
dei prelati ad essere stato trascinato nello scandalo che dallo
scorso gennaio sta scuotendo la chiesa cattolica negli usa. Sono
molte le diocesi, da quella di Boston, a quella del New
Hampshire, che rischiano di finire in bancarotta perché la
legge prevede che siano le chiese locali a rispondere legalmente
delle numerose cause miliardarie che sono state già intentate.
Solo lo scorso mese il papa ha convocato a
Roma i cardinali americani per discutere con loro di come meglio
fronteggiare il problema e di cosa fare per impedire che il
fenomeno si ripeta. Il 28 maggio prossimo il papa ricevera' in
vaticano il presidente americano George W. Bush.
http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,12663,00.html
I
porporati statunitensi a rapporto dalla Santa Sede
Scandali
sessuali, il Papa apre il summit in Vaticano
Le
Diocesi a rischio per risarcire le cause civili
Come affrontare lo scandalo degli abusi sessuali che sta
scuotendo la chiesa cattolica statunitense? Sarà il papa ad
aprire il dibattito con i cardinali americani convocati per
due giorni in Vaticano, per un summit straordinario a porte
chiuse che durerà due giorni e che ha scatenato l'interesse
dei media americani che affollano in questi giorni la sala
stampa della Santa Sede.
I problemi spinosi che la segreteria di Stato ha deciso
di affrontare convocando tredici prelati non sono pochi e,
soprattutto, non sono solo morali: gli episodi di presunta
pedofilia e di scandali sessuali che chiamano in causa
sacerdoti e prelati americani (ma altre denunce sono già in
arrivo, anche dal Messico) sono infatti un drammatico problema
finanziario per le casse delle diocesi d'oltreoceano.
Secondo la legge statunitense, infatti, a rispondere
finanziariamente in caso di risarcimenti civili non sarebbe il
sacerdote colpevole ma la diocesi stessa, e vista l'entità di
molte cause pendenti molte di queste rischiano davvero la
bancarotta.
Mentre si svolge il summit rigorosamente a porte chiuse
si inseguono le indiscrezioni giornalistiche sulle richieste
che avanzeranno al Papa i porporati americani. Secondo alcune
ricostruzioni, infatti "diversi importanti cardinali
americani" (lo anticipa il 'Los Angeles Times'),
chiederanno di rimuovere il cardinale Bernard Law, a capo
della chiesa di Boston, accusato da alcuni di aver insabbiato
alcuni scandali i scandali scoppiati nella sua diocesi. Altre
fonti curiali, sempre anonime, smentiscono l'ipotesi.
Il vertice potrebbe a questo punto anche riguardare
argomenti finora considerati tabù come il celibato
sacerdotale o l'ordinazione delle donne e degli omossessuali,
ma e' più probabile che a dominare siano quegli aspetti
pratici in grado di porre un freno al problema, come la
proposta di sospendere i sacerdoti colpevoli (normalmente
trasferiti in altre parrocchie) ed un protocollo comune da
seguire per trasmettere le denunce di abusi sessuali alla
polizia.
In Europa intanto, la questione degli abusi sessuali da
parte di esponenti del clero assume consistenza, per esempio
in Germania, dove il presidente della conferenza episcopale
tedesca, cardinale karl Lehman, ha annunciato la creazione di
una commissione di indagine con il compito di fare chiarezza
sui presunti casi di pedofilia denunciati negli ultimi anni.
http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,29049,00.html
L'inchiesta
della diocesi per un presunta molestia di 40 anni fa
Il
vescovo di Sidney si autosospende
indagato per pedofilia
La
scelta del prelato "per il bene della Chiesa"
Un gesto cautelativo, per il bene della Chiesa e per
fugare le polemiche, “frutto di malvagità”:
l'arcivescovo cattolico di Sidney George Pell si è
sospeso dall'incarico dopo l'annuncio che è sotto
inchiesta con l'accusa di aver molestato sessualmente un
minorenne nel 1961, quando era stato da poco ordinato
sacerdote nell'arcidiocesi di Melbourne.
"Per il bene della chiesa e per preservare
la dignità dell'ufficio di arcivescovo di Sydney, prenderò
congedo da oggi dal mio incarico, finché l'inchiesta non
sarà completata", ha detto Pell che intende quindi
agevolare l'inchiesta ordinata dal comitato nazionale per
gli standard professionali della chiesa cattolica,
presieduto dall'arcivescovo di Adelaide, Phillip Wilson, ed
affidata all'ex giudice della corte suprema di Melbourne,
Alec Southwell.
La denuncia è di un uomo che sostiene di aver
subito abusi sessuali ripetuti da Pell quando aveva solo 12
anni, e non è stata comunque inoltrata alla polizia.
L’ arcivescovo indagato ha negato con
decisione le accuse: "Sostenere che io sia
personalmente implicato in una simile malvagità è una
calunnia della specie più vendicativa. Vorrei davvero poter
dire di più ma è importante che non dica nulla che possa
pregiudicare l'inchiesta imminente".
http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,61002,00.html
Padre
Geoghan era accusato di aver molestato 130 bambini
Usa,
ucciso in carcere l’ex-prete dello scandalo pedofilia
Picchiato a morte da un altro detenuto nel carcere di
Shirley, Massachussets, dove avrebbe dovuto scontare
nove anni di reclusione. Finisce così la storia di
padre Geoghan, l’uomo dello scandalo pedofilia che ha
travolto nel recente passato la Chiesa cattolica negli
Usa ed in particolare l’importante diocesi di Boston.
Accusato di aver abusato di 130 giovani e condannato per
aver molestato un ragazzino di dieci anni, il
settantasettenne ex-sacerdote (era stato sospeso a
divinis dopo che lo scandalo era esploso) è stato
trasportato in ospedale nel tentativo di salvarlo. Sull’episodio
le autorità carcerarie hanno aperto un’indagine ma
non si conosce l’identità dell’altro detenuto che
ha ucciso l’ex-prete né le esatte circostanze dell’incidente.
Lo scandalo dei sacerdoti pedofili dell'arcidiocesi di
Boston esplose nei primi mesi del 2002, quando si venne
a sapere che Geoghan di cui era nota la condotta veniva
trasferito di parrocchia in parrocchia invece di essere
denunciato. Si scoprì che il caso non era isolato,
provocando una crisi nelle gerarchie cattoliche
statunitensi che ha costretto ad intervenire il
Vaticano.
Nel settembre del 2002 l'arcidiocesi patteggiò un
indennizzo di 10 milioni di dollari con 86 delle vittime
del sacerdote.
http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,39531,00.html
SI NOTI COME
LA RAI METTA INSIEME ALLEGRAMENTE DUE COSE RADICALMENTE
DIVERSE: PEDOFILIA ED OMOSESSUALITA' n.d.r.
Reso
noto il parere della congregazione per il culto divino
Vaticano,
no ai preti omosessuali
Il documento che non ha carattere normativo ma rappresenta
solo un'indicazione ai rettori dei seminari è la risposta
a un quesito posto da un vescovo diocesano. L'ordinazione
al diaconato o al presbiterato di uomini omosessuali o con
tendenza omosessuale è assolutamente sconsigliabile e
imprudente e, dal punto di vista pastorale, molto
rischiosa"
Un omosessuale non è "idoneo a ricevere l'ordine
sacro" e l'ordinazione di persone omosessuali è
"assolutamente sconsigliabile e imprudente",
nonche' "molto rischiosa". Lo afferma un
parere della congregazione per il culto divino,
trasmesso alla congregazione per il clero dopo un
quesito posto da un vescovo diocesano.
"L'ordinazione al diaconato o al presbiterato
di uomini omosessuali o con tendenza omosessuale - si
legge nella nota - è assolutamente sconsigliabile e
imprudente e, dal punto di vista pastorale, molto
rischiosa. Una persona omosessuale o con tendenza
omosessuale non è, per tanto, idonea a ricevere il
sacramento dell'ordine sacro.
Il parere assolutamente contrario all'ordinazione di
persone omosessuali, protocollo 886/02/0, viene pubblicato
sul numero di novembre-dicembre del bollettino della
congregazione per il culto divino e la disciplina dei
sacramenti e porta la firma del cardinale Jorge Medina
Estevez, prefetto della congregazione fino alla nomina al
suo posto, alcune settimane fa, del cardinale Francis
Arinze.
La contrarietà all'ordinazione di uomini
omosessuali viene espressa "tenendo presente
l'esperienza che proviene da non poche cause istruite in
vista di ottenere la dispensa dagli obblighi che derivano
dalla sacra ordinazione, e dopo doverosa consultazione con
la congregazione per la dottrina della fede".
Il documento, una lettera ai rettori dei seminari,
è un documento di servizio e non a carattere normativo.
Nel '97 invece il vaticano ha emanato una istruzione in
cui era prevista una attenzione di tipo psicologico alla
personalità, alle inclinazioni e all'ambiente di origine
del seminarista e tradizionalmente ogni direttorio ai
rettori conteneva il consiglio di usare cautela in
presenza di una manifesta inclinazione omosessuale del
candidato al sacerdozio.
Il recente parere della
congregazione per il culto, con la sua determinazione,
aggiunge un tassello in senso più normativo e forse
prelude a una formalizzazione.
http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,14427,00.html
E'
accusato di molestie su una trentina di ragazzi e dello
stupro di uno di questi
Pedofilia,
arrestato l'ex prete americano Paul Shanley
Paul Shanley, un ex prete al centro dello scandalo
della pedofilia nella chiesa cattolica negli Stati
Uniti, è stato arrestato a San Diego, in California.
Shanley è stato arrestato su mandato della
magistratura del Massachusetts. L'ex prete è stato
accusato di aver molestato una trentina di ragazzi
nella diocesi di Boston e il mandato di cattura è
stato spiccato per lo stupro di uno di questi.
La vittima del reverendo Paul Shanley ha oggi 24
anni. Ha fatto la denuncia questa settimana, dopo aver
saputo dello scandalo che ha coinvolto l'arcidiocesi di
Boston. I tre episodi di stupro risalgono al periodo che
va dal 1983 al 1990. Secondo documenti emersi dagli
archivi dell'arcidiocesi, questa avrebbe ricevuto nel
1978 un rapporto nel quale venivano riportate le
tendenze di Shanley. Ma l'arcidiocesi non fece mai
nulla. Non avvertì nemmeno l'arcidiocesi della
California, anche se aveva ricevuto negli anni decine di
denunce di abusi perpetrati dallo stesso religioso.
Il provvedimento arriva in seguito al durissimo
documento del Vaticano, emesso dopo la riunione della
scorsa settimana in cui erano stati convocati le massime
autorità ecclesiastiche americane.
http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,38203,00.html
Scandalo
sulla curia britannica
Pedofilia,
il Times: " La chiesa cattolica inglese pagò il
silenzio delle vittime"
Bufera
sul cardinale O'Connor: la polizia inglese, indagando
sul caso di uno dei sacerdoti "coperti" dal
presule, avrebbe scoperto almeno altri otto casi
analoghi
La Chiesa cattolica inglese avrebbe versato alle
vittime di violenze e abusi sessuali delle somme in
denaro, un vero e proprio prezzo del
"silenzio", per evitare che con le loro
denunce l'istituzione non venisse trascinata in uno
scandalo clamoroso come quello che ha colpito il
mondo cattolico americano. La sensazionale denuncia
la fa oggi il Times di Londra.
La rivelazione di questa operazione, scrive il
quotidiano, e' un nuovo, ulteriore motivo di grave
imbarazzo per la Chiesa Cattolica inglese e per il suo
leader spirituale, il cardinale Cormac Murphy
O'Connor, arcivescovo di Westminster, gia' accusato di
aver "chiuso" gli occhi su un caso di
pedofilia quando era vescovo di Arundel e Brighton. La
polizia inglese, indagando sul caso di uno dei
sacerdoti "coperti" da O'Connor, Michale
Hill (incarcerato per reati sessuali nel 1997),
avrebbe scoperto una serie di casi analoghi.
In almeno altre otto occasioni, l'attuale capo
della chiesa cattolica inglese non solo avrebbe
coperto i reati di un suo sacerdote ma avrebbe anche
comprato il silenzio delle vittime con delle somme di
denaro. E Margaret Kennedy, fondatrice di un gruppo
che difende e tutela gli interessi delle vittime dei
sacerdoti pedofili e molestatori, accusa
esplicitamente: "La Chiesa sta cercando di
comprare il silenzio delle vittime"
http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,40658,00.html
Concessa
la "recognitio" alle regole stabilite dai
preti americani dopo gli scandali
Pedofilia,
il Vaticano approva norme dei vescovi Usa
Il Vaticano ha concesso la "recognitio"
alle "norms" decise dai vescovi degli
Stati Uniti su come affrontare i casi di preti
sospettati di pedofilia. La approvazione canonica
e' contenuta in una lettera del cardinale Giovanni
Battista Re al presidente dei vescovi degli Stati
Uniti, Wilton Gregory. Nella lettera si conferma
l'idea che l'abuso sessuale sui minori e' un
"crimine" da affrontare "con le
pene piu' severe, non escluse le dimissioni dal
sacerdozio". Ma si riafferma il "diritto
alla difesa"e in sostanza la presunzione di
innocenza, fino a prova contraria, per i preti
sospettati.
La "recognitio" giunge a pochi
giorni dalle dimissioni dell'arcivescovo di Boston,
Bernard Law, travolto dallo scandalo dei preti
pedofili e conferma le aspettative dei vescovi
americani. Questi erano certi che, dopo alcune
modifiche richieste dal vaticano, le
"norms" fossero pronte per l'approvazione
e che la Santa Sede l'avrebbe concessa.
Il provvedimento riguarda le "norme
essenziali sulle politiche diocesane e eparchiali di
fronte ai casi di abuso sessuale sui minori da parte
di preti e diaconi", decise dai vescovi
americani a Dallas lo scorso giugno e a Washington
lo scorso novembre. Il Vaticano aveva manifestato
alcune perplessita' sul primo testo, in particolare
per quanto riguarda la cosidetta tolleranza zero,
cioe' l'esclusione dal sacerdozio appena ci fosse il
solo sospetto nei confronti di un prete, e aveva
chiesto delle modifiche, istituendo anche una
commissione bilaterale per riesaminare il testo.
Il cardinale Re, prefetto della Congregazione
per i vescovi, conferma che la
"recognitio" vale per due anni, cioe' per
il tempo stabilito dai presuli per valutare
l'efficacia e validita' delle norme. La Santa Sede,
afferma la lettera del cardinale a mons. Gregory,
"appoggia completamente gli sforzi dei vescovi
per combattere e prevenire questo male".
"La legge universale della Chiesa - sottolinea
- ha sempre riconosciuto questo crimine come una
delle piu' serie offese che i ministri sacri possano
commettere, e ha anche stabilito che siano puniti
con le pene piu' severe, non esclusa, se il caso lo
richiede, la riduzione allo stato laicale".
Ricordando le severe prese di posizione del
Papa sul problema il prefetto ribadisce che "la
Santa Sede e' spiritualmente unita con le vittime
degli abusi e le loro famiglie e incoraggia la
particolare preoccupazione verso di loro dei
vescovi, dei parroci e di tutta la comunita'
cristiana". E si augura che le
"norms" "nella loro attuale
formulazione contribuiscano a dare effettiva
protezione ai minori e stabilire rigorose e precise
procedure per punire nel modo giusto quanti siano
colpevoli di offese tanto abominevoli", offese
riguardo le quali, come ha detto il papa, "non
c'e' posto nel sacerdozio e nella vita religiosa per
chi fa del male ai ragazzi". Nello stesso
tempo, a giudizio del vaticano, le "norms"
nella attuale formulazione "assicurando che i
fatti siano veri e accertati, proteggono i diritti
umani, incluso il diritto alla difesa e garantiscono
il rispetto per la dignita' delle persone coinvolte,
a cominciare dalle vittime". il cardinale re si
augura che la "recognitio" alle
"norms", che "dimostra la genuina
comunione ecclesiale tra la conferenza episcopale e
la sede apostolica dimostrata ancora una volta in
circostanze cosi' dolorose", aiuti la chiesa a
"emergere dalla crisi attuale, in direzione di
un sacerdozio santo, un episcopato santo, una chiesa
ancora piu' santa".
http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,40314,00.html
Dopo
gli scandali il prelato lascia la sede apostolica
americana
Pedofilia,
Papa accetta dimissioni arcivescovo di Boston
Giovanni
Paolo II ha dato il placet al pensionamento
anticipato di Bernard Francis Law, ritenuto
responsabile di aver coperto sacerdoti della sua
diocesi sospettati di molestie sessuali su bambini e
donne
L'arcivescovo di Boston, cardinale Bernard
Francis Law, ha presentato le sue
dimissioni al Papa che le ha accettate.
Il pensionamento anticipato di Law era
stato sollecitato da tempo da molti cattolici
e sacerdoti bostoniani, anche per allontanare
dalla Chiesa locale il sospetto di voler
"coprire" a tutti i costi sacerdoti che
si siano resi responsabili di molestie sessuali a
danni di ragazzi e donne.
Ma anche per allontanare dalla stessa
Diocesi lo spettro della bancarotta che si va
sempre piu' profilando a causa dell'entità dei
risarcimenti richiesti dalle vittime, o loro
congiunti, delle violenze sessuali. Richieste che
ammontano gia' ad oltre cento milioni di dollari,
una cifra insostenibile per la Diocesi bostoniana,
tanto e' vero che la commissione finanziaria della
stessa ha suggerito a Law di presentare istanza di
fallimento presso il Tribunale civile consegnando
i libri contabili.
Il cardinale Law, ritenuto uno dei più
influenti degli Stati Uniti,
fortemente stimato dallo stesso Papa e dal
presidente degli Usa, si trova a Roma già
dall'inizio della settimana ma - stando alla
dichiarazione resa ieri dal portavoce della Santa
Sede, Joaquin Navarro-Valls - prima di questa
mattina non aveva incontrato nessuno dei
responsabili della Curia che si occupano dello
scandalo dei preti pedofili negli Stati Uniti,
vale a dire il cardinale Dario Castrillon Hoyos,
Prefetto della Congregazione per il Clero, e lo
stesso cardinale Giovanni Battista Re.
Giovanni Paolo II ha quindi provveduto
a nominare il successore di Law: è monsignor
Richard Gerard Lennon, 55 anni, sacerdote dal
1973, nominato nel giugno di un anno fa vescovo
titolare di Sufes e ausiliare proprio di Law nella
medesima Arcidiocesi di Boston. Ora Lennon sale
sul gradino piu' alto della scala gerarchica
ecclesiastica della Chiesa bostoniana.
http://www.rai.it/news/articolonews/0,9217,38151,00.html
Michael
Hill, ex prete condannato nel 1997 a 5 anni di
carcere per violenze sessuali su minori, si è
dichiarato colpevole dei nuovi capi d'imputazione
Prete
pedofilo inglese ammette altri abusi. Nuove
critiche al primate cattolico
Il
cardinale Cormac Murphy O'Connorlo aveva nominato,
nel 1985, ignorando il giudizio espresso dai
medici che lo avevano giudicato "pericoloso
per la sicurezza dei bambini"
Il primate cattolico d'Inghilterra e Galles,
cardinale Cormac Murphy O'Connor, è al centro
di una nuova bufera dopo che un prete pedofilo
- a cui in passato aveva consentito di
proseguire la missione evangelica, nonostante
il parere contrario dei medici - ha ammesso
altri abusi sessuali su bambini.
Michael Hill, l'ex prete già condannato
nel 1997 a 5 anni di carcere per violenze
sessuali su minori, si è dichiarato colpevole
dei nuovi capi d'imputazione che gli sono stati
mossi dal giudice Christopher Moss. Quattro
delle sei violenze sessuali sui tre bambini tra
i 10 e 14 anni risalgono al periodo in cui
prestava servizio come cappellano dell'aeroporto
londinese di Gatwick, a metà degli anni '80.
Era stato il cardinale Cormac Murphy
O'Connor, riporta il quotidiano Daily Telegraph,
a nominarlo nel 1985, ignorando il giudizio
espresso dai medici che, solo qualche anno
prima, avevano giudicato Hill "pericoloso
per la sicurezza dei bambini". Hill,
ordinato prete nel 1960, è stato sospeso da
ogni incarico nel 1987, a seguito delle sue
ammissioni.
Gli esami clinici si erano resi necessari
dopo le lamentele ricevute per i comportamenti
"sospetti" del prete, che avevano
consigliato la chiesa cattolica a sollevare
temporaneamente il prete dai suoi incarichi.
Inizialmente Hill aveva negato i nuovi addebiti.
Solo in seguito ha confessato, aiutato dalla
terapia rieducativa cui è stato sottoposto.
Pedofilia,
arrestati due preti "Adescavano
nell´oratorio".
Alberto
Custodero
da
"La Repubblica" del 30 gennaio 2004
Entrambi i casi di violenza sessuale in
Piemonte: ad Alessandria e in un paesino del
Torinese. Uno è accusato da cinque dodicenni,
l´altro avrebbe abusato di una tredicenne
TORINO - Due sacerdoti piemontesi sono finiti
in carcere, nel giro di 48 ore, per violenza
sessuale su minori. Il primo è padre Domenico
Marcanti, 48 anni, di Alessandria, che al
doposcuola dell´istituto don Orione svolge
l´attività di animatore. Lo accusano cinque
ragazzini di dodici anni. Lo inchiodano i
filmati delle telecamere che i poliziotti
hanno installato nell´oratorio.
Il secondo è don Roberto Volaterra, 30 anni,
parroco di un paesino di 2000 abitanti,
Castagnole Piemonte, e vicario episcopale in
quella zona della provincia di Torino dove, in
mezzo a una immensa pianura, ci sono le
fabbriche della ex Indesit, ora Fiat Ricambi.
A denunciarlo è stata una ragazzina di
tredici anni che da un anno subiva le sue
molestie.
L´adolescente è figlia di una parrocchiana
che proprio a don Roberto, in confessionale,
aveva confidato di essere stata violentata, in
gioventù, dal maestro elementare. Il
sacerdote non ha esitato a fare subire alla
figlia la stessa violenza sessuale e
psicologica che la madre aveva sofferto da
bambina. L´ha palpeggiata con la forza mentre
si trovava a casa sua - approfittando
dell´assenza dei genitori - mentre l´
aiutava a fare i compiti. Le ha scritto
lettere oscene con pesanti riferimenti alla
sua pubertà. E l´ha molestata al telefono.
Con il sacerdote è finito agli arresti
domiciliari, per lo stesso reato, anche
l´animatore della parrocchia, Luciano
Sismondi: pure lui, secondo l´accusa del pm
di Pinerolo Ciro Santoriello, avrebbe
molestato l´adolescente. Quelle telefonate
sconce di don Roberto («Lo sai che Luciano mi
sta facendo questo, sai cos´è vero? Poi lo
fai anche tu, eh?»), avevano turbato la
ragazzina al punto che i genitori si erano
insospettiti. Quando hanno ascoltato il tenore
di quei colloqui telefonici, hanno subito
sporto denuncia.
Ai carabinieri che ieri lo hanno arrestato, il
parroco ha bisbigliato, quasi giustificandosi,
«quella ragazzina mi provocava». Don Roberto
Volaterra è orfano, vive solo. I magistrati
temevano che la solitudine forzata degli
arresti domiciliari avrebbe potuto portarlo a
un gesto di estremo sconforto.
Paradossalmente, hanno ritenuto che il
carcere, in questo momento così delicato
della sua vita, fosse per lui più sicuro.
Sulla vicenda è intervenuto l´arcivescovo di
Torino, monsignor Severino Poletto. Il
cardinale «ha espresso la propria vicinanza a
quanti sono turbati dalla dolorosa vicenda» e
ha auspicato che «le autorità competenti
possano in tempi brevi fare piena luce sul
caso». Poi, ha voluto «confermare stima e
fiducia nei confronti del clero della sua
diocesi che da sempre si distingue per il
generoso impegno pastorale».
Analoga, e altrettanto triste, la storia che
ha visto come protagonista,
nell´Alessandrino, padre Domenico Marcanti.
Contro di lui le intercettazioni ambientali,
anche filmate, disposte dopo la denuncia
presentata una decina di giorni fa in questura
dai genitori di un ragazzino di dodici anni.
Il minore aveva parlato di abbracci,
palpeggiamenti e baci, comportamenti
raccontati anche dagli altri minorenni
identificati attraverso le immagini registrate
e ascoltati dagli investigatori.
«Ce l´aspettavamo», è stato il commento
del padre di un ragazzo che frequenta il
doposcuola. Il sacerdote è stato interrogato
ieri pomeriggio nel carcere di piazza don
Soria. Per oltre un´ora ha risposto alle
domande del gip, che ha firmato l´ordinanza
di custodia e del pm che conduce l´inchiesta.
Pedofilia:
Usa; incriminato ex vescovo Springfield
Da
SwissInfo
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27 settembre 2004
21.57
NEW YORK - Il vescovo Thomas Dupre, ex
capo della diocesi di Springfield in
Massachusetts, è stato incriminato
per pedofilia. Dupre è il primo
prelato della Chiesa cattolica
americana incriminato in uno scandalo
di molestie sessuali. È accusato di
aver abusato di due ragazzini negli
anni Settanta.
Il vescovo, che ha 70 anni, si è
dimesso in febbraio al nono anno di
guida della diocesi dopo che un
quotidiano aveva reso di dominio
publico le accuse nei suoi confronti.
La diocesi di Springfield ha già
pagato parecchio per lo scandalo della
pedofilia: negli ultimi mesi ha
raggiunto un accordo con 46 vittime di
preti molestatori che è costato sette
milioni di dollari alle casse della
Chiesa.
272154 sep 04
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PRETI
PEDOFILI
Vaticano
sapeva di scandalo St.Polten da anni
Lo
sostengono alcuni testimoni in un documentario
televisivo
di APC
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Roma, 20 ago. (Apcom) - Nel
documentario televisivo dedicato allo
scandalo del seminario di St. Polten
il network tedesco ARD ha intervistato
alcuni testimoni, che sostengono all’unaminità una
tesi molto scomoda: il vescovo Kurt
Krenn (che aveva definito lo scandalo
come innocui "giochi da
ragazzi") e degli alti prelati
erano a conoscenza delle abitudini del
seminario, dei suoi festini
omosessuali e delle foto proibite.
Intanto un servizio radiofonico del
Suedwestrundfunk sostiene che anche il
Vaticano sapesse delle attività
omosessuali e questo da almeno
due anni.
Nel documentario, che andrà in
onda domenica sera, un ex-seminarista
racconta per la prima volta le
abitudini di St. Polten, ora chiuso
dall’inviato del Papa che ha
ritenuto obbligatorio un "nuovo
inizio".
Un testimone interno sostiene che la
morale all’interno del seminario
fosse praticamente assente e che i
preti avessero spesso rapporti
sessuali con i seminaristi, definiti
"carne fresca e giovane".
"Quel posto era come una
palude" racconta l’uomo.
"E’ molto triste",
conclude il testimone, che è stato
addirittura minacciato di morte,
"che il Vaticano abbia reagito
solamente dopo che i media avevano
portato alla luce questa sordida
situazione". Il Vaticano quindi,
secondo le accuse di molti, avrebbe
saputo dei sex party nel seminario, ma
non avrebbe fatto nulla per
contrastarli.
Già nel 1999 la Conferenza dei
Vescovi tedesca aveva dovuto stilare
un documento che regolasse i casi
riguardanti i seminaristi gay; avevano
concordato sul fatto che gli
omosessuali potessero diventare preti,
a patto di non ammetterlo mai in
pubblico e di attenersi severamente
alle regole del celibato. Era inoltre
vietato frequentare "luoghi
disdicevoli" quali bar e
discoteche.
Secondo l’indagine del SWR su 27
diocesi tedesche, la maggior parte di
esse si sarebbe attenute alle regole
per scegliere i futuri preti.
Ma, come fa notare a SWR il novizio
Stefan Kiechle, "la tentazione
siede nella camera accanto".
Nel seminario di St. Polten furono
ritrovate 40.000 foto pornografiche e
svariati filmini, nei quali erano
visibili anche dei bambini. Un giovane
seminarista è stato condannato a 6
mesi di prigione a causa del possesso
di materiale pedopornografico.
Mercoledì, 01 settembre 2004
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L'INCHIESTA.
Oggi la prima udienza di un
processo che lacera
la città. Le accuse dei
genitori, l'imbarazzo della
Curia
Maestre,
preti e pedofilia
E Brescia si spacca in due
La parola ai giudici, ma
accusa e difesa si scontrano
da un anno in piazza a colpi di
omelie e volantini
dal
nostro inviato DARIO OLIVERO
BRESCIA - Via San Faustino
attraversa come un fiume il
centro storico di Brescia e
lo divide in due. Da una
parte, i palazzi che
guardano verso il castello,
la parte ricca. Dall'altra,
il quartiere popolare del
Carmine che qualcuno chiama
"Carmen Street"
per dargli un'aria da
improbabile Bronx padano. La
storia che ha lacerato
Brescia incomincia qui,
nella scuola materna vicino
alla chiesa dei Santi
Faustino e Giovita che si
affaccia sulla via. Il
processo che si apre oggi ha
come imputate due maestre
d'asilo di 52 e 50 anni che
devono difendersi
dall'accusa di pedofilia. In
particolare di aver agito da
intermediarie tra uomini
governati da istinti
inconfessabili e i bambini
che loro avevano in
custodia.
Sono stati i bambini a
raccontarlo. Prima ai
genitori, poi ai magistrati
sotto il controllo costante
degli psicologi. Ma il
dibattimento è solo il
primo troncone di
un'inchiesta in cui sono
indagate altre dieci persone
per le quali non è stato
ancora decisa
l'archiviazione o il rinvio
a giudizio: altre quattro
maestre, tre bidelli e tre
sacerdoti.
UNA CITTA' CHE VACILLA.
Dodici persone in tutto che
rappresentano in un colpo
solo tutto quello che
Brescia ha sempre portato
come modello: il suo sistema
educativo, le sue strutture
sociali, la sua vocazione di
cooperazione e solidarietà,
la sua Chiesa che da
quindici secoli ne
costituisce l'anima
istituzionale, politica e
spirituale. Una macchina
sociale che rischia di
collassare per aver tradito
i suoi figli. Per questo da
più di un anno, da quando
questo incubo collettivo è
incominciato qualcosa
nell'anima della città si
è rotto. Difficile pensare
che non sia successo nulla,
impossibile pensare che sia
successo qualcosa. Per
questo un processo, il
processo, c'è già stato.
Ed è avvenuto sulla
pubblica piazza. E per
questo oggi sono in molti a
non voler parlare di questa
storia a voler spegnere i
riflettori.
LE PIAZZE CONTRAPPOSTE. Un
processo che ha tanti
protagonisti: parroci che si
difendono dal pulpito,
sacerdoti che conducono
inchieste parallele,
associazioni che denunciano
l'esistenza di una grande
rete criminale pedofila che
ha un nodo a Brescia,
fiaccolate di solidarietà
per gli indagati, interventi
del Garante della privacy e
dell'Anm. In tutto questo 23
bambini (quelli del processo
odierno sono nove) dai tre
ai cinque anni e 21 famiglie
sono finiti travolti da una
storia troppo grande per
loro. Genitori schiacciati
tra spese legali e
terapeutiche. Mariti che
cercano lavoro in altre
città, mogli che implorano
i mariti di farlo.
LE MAESTRE SOTTO ACCUSA.
Mentre il processo
incomincia si sta
concludendo il primo grado
di un altro dibattimento
analogo che vede imputati
per accuse di pedofilia
quattro maestre, tre bidelli
e una coordinatrice di
un'altra scuola materna
cittadina. Il precedente,
oltre che inquietante, è
importante perché le due
insegnanti sotto processo
oggi, lavorarono anche nella
prima scuola. Per loro a
settembre 2003 si aprono le
porte del carcere. Ci
resteranno dieci mesi prima
di ottenere i domiciliari.
Sono state tirate in ballo
dalle parole dei bambini che
raccontano di essere stati
portati fuori dalla scuola e
costretti a
"giocare" con
altri adulti e da questi
fotografati. Con il passare
delle settimane, sempre più
bambini vengono ascoltati. E
nei loro racconti emergono
sempre più particolari.
Altre persone finiscono sul
registro degli indagati.
Altre quattro insegnati, tre
bidelli. E il livello dello
scontro si alza quando tre
sacerdoti vengono coinvolti
nell'inchiesta.
LA DIFESA PUBBLICA DEI
SACERDOTI. Molti bresciani
lo ricorderanno fin che
vivranno quel 13 luglio del
2004, quando due parroci si
difendono dal pulpito
rendendo noto ai loro fedeli
di aver ricevuto un avviso
di garanzia. Molti bresciani
ricorderanno che quel giorno
ci fu un grande e lungo
applauso di solidarietà a
partire dai primi banchi
dove sedeva il sindaco. E
ricorderanno di aver
pensato: come possono uomini
con un passato e un presente
di prima grandezza nel
volontariato, negli oratori,
nella vita della città
essere anche lontanamente
coinvolti in accuse così
infamanti? "Non voglio
essere ricordato come un
prete pedofilo, perché non
lo sono", diceva il
parroco di San Faustino
invocando "una
giustizia con le lettere
maiuscole che a Brescia
spero sia ancora di
casa". Da questo
preciso momento Brescia,
tutta Brescia, è costretta
a schierarsi.
LA CROCIATA. E c'è chi
prende molto sul serio
questo appello. Uno dei
protagonisti del processo di
piazza si chiama don Mario
Neva, amico degli indagati,
ma soprattutto assistente
spirituale all'Università
Cattolica e nello stesso
tempo prete di frontiera che
ha tolto le prostitute dalla
strada. La sua crociata per
difendere gli indagati passa
dalle lettere ai giornali,
all'organizzazione di
fiaccolate di solidarietà
al carcere dove sono
rinchiuse le due maestre,
alla mailing list che, a
detta sua, raggiunge un
migliaio di persone, alle
interviste. "In questi
mesi ho preparato un dossier
- spiega - in cui ho
ricostruito tutta la
vicenda. Una
contro-inchiesta. Il primo
errore giudiziario è
incominciato con il primo
processo (quello alla prima
scuola ndr). Non nego
che ci siano preti pedofili,
ma nego che ci siano qui a
Brescia". Ma allora
come è potuto accadere?
"Alcuni genitori hanno
perso la testa, le perizie e
gli incidenti probatori
fatti sulle testimonianze
dei bambini sono stati
viziati da prestazioni
psicologiche disastrose e
qualche forza politica ha
cercato di strumentalizzare
la vicenda". Don Neva
ha ricevuto anche un
richiamo del Garante della
privacy per aver fatto
pubblicamente i nomi dei
genitori di alcuni bambini
coinvolti. "Lo sapevo,
ma intanto quando mi
fermeranno avrò già
comunque raggiunto il mio
scopo". Quale?
"Dimostrare che a
Brescia non è successo
nulla, salvare la comunità
da una ferita che non si
sanerebbe neanche in una
generazione".
LA CURIA. Don Neva è solo
uno dei protagonisti in
campo, ma è una presenza
vistosa e battagliera. E'
prete di strada ma anche
rappresentante di spicco
della Chiesa bresciana. Alla
domanda: lei non teme che la
sua posizione crei imbarazzo
alla curia? risponde:
"Il mio demone buono,
il mio demone socratico,
quando ho incominciato una
battaglia per la giustizia
non mi ha detto fermati. E
non me lo ha detto neanche
il mio vescovo". La
curia si è espressa
ufficialmente una volta sola
ma in modo preciso e
inequivocabile. Il vescovo,
monsignor Sanguineti, ha
respinto la richiesta di
dimissioni dei tre sacerdoti
e di altri che avevano fatto
la stessa cosa per
solidarietà verso gli
indagati. E il vicario
generale monsignor Francesco
Beschi ha scritto una lunga
lettera che i parroci hanno
letto nel famoso discorso
dal pulpito. Si incoraggia
"l'accertamento della
verità", ma nella
sostanza la Chiesa difende i
suoi preti. "Pur nella
massima comprensione per la
grande sofferenza che
affligge queste persone (le
famiglie e i bambini ndr)
- si legge nella lettera -
il vescovo desidera
comunicare alla vostra
comunità parrocchiale la
sua personale certezza
morale relativamente
all'innocenza dei suoi
sacerdoti e pertanto li
riconferma nel loro
incarico, accompagnandoli
con la sua paterna
vicinanza".
CLIMA PESANTE. Come la
curia, anche le altre
istituzioni cercano di
tenersi a una distanza
siderale dalle urla che si
sentono in piazza. O almeno
ci provano. Il sindaco ( clicca
qui per l'intervista)
si appella continuamente
alla ragione e difende il
modello educativo bresciano
ma ammette che, "sia in
caso di innocenza che di
colpevolezza, di fatti
accertati o di suggestione
collettiva, è chiaro che a
Brescia abbiamo un problema
serio". In Procura il
silenzio sulla vicenda è
blindato. Anche perché gli
avvocati difensori non hanno
mai nascosto di voler far
trasferire il processo in
quanto il clima in città
non consentirebbe un
dibattimento sereno.
Un'ipotesi, questa, guardata
con terrore, oltre che dai
magistrati, anche dai
genitori che sarebbero
costretti a subire fatiche
processuali, fisiche ed
economiche aggiuntive.
Interviene anche
l'Associazione nazionale
magistrati per far notare
che "ripetere in ogni
sede che il clima non è
sereno significa
semplicemente adoperarsi
perché non lo sia".
"CACCIA ALLE
STREGHE". Certo il
clima proprio sereno non è.
Un altro protagonista della
vicenda è uno dei bersagli
di Don Neva: l'associazione
contro la pedofilia Prometeo
e il suo responsabile,
Massimiliano Frassi. Il
gruppo si occupa della
vicenda da un anno quando
ormai i magistrati hanno
già raccolto i racconti dei
bambini. Con quale titolo
Prometeo viene a Brescia?
"Per aiutare i
genitori, per ascoltarli,
aiutarli a sfogare la
rabbia", dice Frassi.
Non tutte le famiglie sono
d'accordo ad appoggiarsi a
Prometeo. Frassi dice cose
difficili da sentire come:
"Esiste una casistica
di pedofilia fatta da
predatori con la complicità
di persone a contatto con i
bambini", "A
Brescia è in atto
un'operazione per far
passare i racconti dei
bambini come non
attendibili", "Qui
c'è un clima da caccia alle
streghe contro chi difende
le famiglie e invece chi
difende i presunti colpevoli
viene ascoltato".
Facile, date queste
premesse, che la tensione
raggiunga le stelle quando
Frassi si muove. Come quando
all'uscita di un convegno,
regolarmente attaccato da
Don Neva, un uomo accusa
Frassi di averlo colpito con
un pugno.
LE FAMIGLIE. E arriviamo
all'ultimo anello della
storia, le famiglie,
l'anello debole. E' gente di
ogni classe sociale perché
la scuola materna è un
mappamondo geografico e
sociale. Alcuni di loro sono
credenti, altri cattolici
praticanti o attivi nella
vita sociale della chiesa
bresciana. Per alcuni la
chiesa è tutto, per altri
nulla. Alcuni sono
benestanti, altri meno.
Hanno bambini in terapia.
Hanno un disperato bisogno
di silenzio e nello stesso
tempo di non sentirsi soli.
Vorrebbero svegliarsi da
quelle poche notti che non
passano insonni come i loro
figli e scoprire che è
stato solo un brutto sogno.
Che i loro bambini sono
vittima di una spaventosa
allucinazione collettiva ma
comunque meno spaventosa di
questa realtà. Che nessuno
a cui avevano affidato i
loro figli ha tradito la
loro fiducia. Che
continueranno a vivere nella
città in cui hanno scelto
di vivere. Che quelle urla
che si sentono venire dalla
città nella piccola stanza
in cui alcuni di loro tante
volte si sono riuniti non li
riguardano. Che i processi
si fanno in tribunale.
Repubblica (
18 ottobre 2004
)
|
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martedì
26 marzo 2002
23.00.00
Pedofilia
clericale
Il 14 marzo 2002 il Vaticano ha rimosso dalla
diocesi di Palm Beach, in Florida, il vescovo
Anthony J. O’Connell, per comprovati abusi
sessuali su giovani seminaristi. Stessa sorte
tocca il vescovo di Poznan, in Polonia, anche
lui per molestie su una dozzina di alunni di
seminario. Questo caso segue centinaia di
altri (fra cui Anthony Bevilacqua di
Philadelphia, Egan di New York, il cardinale
Bernard Law e John J. Geoghan entrambi di
Boston e Jean Di Falco, vescovo di Parigi) e
sembra tanto più scottante perché il vescovo
sotto tiro, Juliusz Paetz, in precedenza
lavorava in Vaticano nella Camera pontificia,
a stretto contatto con Giovanni Paolo II. Il
giudice rotale Antoni Stankiewicz, ha raccolto
un nutrito dossier di accuse, che correvano da
tempo per bocca della psichiatra Wanda
Poltawska, amica d’infanzia del Papa e molto
critica sui tentativi della Chiesa di
insabbiare il tutto.
Forse aveva ragione Arthur Schopenauer quando