Sostiene
Bertagna ...
Roberto
Renzetti
...
a proposito dell'eliminazione dell'evoluzionismo dai programmi della Scuola
Primaria.
Il professor Giuseppe Bertagna, docente di Scienza della Formazione
all'Università di Bergamo, coordinatore del team che lavora alla riforma della
Perché è d'accordo?
"Per la prima volta nel nostro Paese possiamo distendere le
conoscenze che servono a tutti i
cittadini in dodici anni, anziché nei nove attuali, e questo sia nei licei che
nelle scuole.Questo ci permette di preparare i giovani ad affrontare le teorie
evolutive in modo serio, critico, perché sono argomenti impegnativi".
Quindi tutto rinviato alle superiori?
"Il principio è che se io devo cimentarmi in complesse equazioni
matematiche ho bisogno prima di sensate esperienze, perché la scienza ha come
fondamento proprio l'esperienza. Così è più sensato che nel primo ciclo
d'istruzione bisogna riflettere sulle esperienze che i ragazzi hanno del mondo
biologico,
Come preparare i ragazzi?
"Non bisogna trascurare gli aspetti narrativi. Fino al terzo anno
della scuola primaria è importante dare spazio al mito, ai racconti delle
origini, come un romanzo che contiene molta saggezza. Ad esempio, i bambini si
appassionano ai cartoni animati che raffigurano gli uomini mentre combattono con
i dinosauri. Eppure
nei nuovi programmi delle medie
inferiori si parla di "malattie che si trasmettono per via
sessuale" e di "effetti di psicofarmaci, sostanze stupefacenti ed
eccitanti sul sistema nervoso". Non sarebbe meglio aspettare che lo
studente abbia strumenti adeguati? "In
questo caso c'è la competenza del docente. Non dovrà fare un discorso teorico
sulle droghe, e se fossi io l'insegnante partirei dalle esperienze. Prenderei un
giornale, ad esempio citando il caso dei quattro ragazzi morti nei
giorni scorsi dopo essere stati in discoteca, e discuterei con i ragazzi di
quello. Il compito del docente è di far riflettere lo studente, senza però
creare bisogni o problemi".
(mario reggio, Repubblica del 23
aprile 2004) Osserva
Renzetti ...
Il professor Bertagna è un pedagogo. Uno di quelli che hanno
oggi il potere nella scuola italiana. Uno di quelli che lavorano per la
destrutturazione di essa per fini narcisistici ed obiettivi o non compresi o
catalogabili nelle meschinità e fissazioni personali (ma anche il Maragliano,
che era musa di Berlinguer, collabora a questo fine). Bertagna è anche un
cattolico ma qui non vi sono appunti da fare. Bertagna è anche un integralista,
conservatore e certamente questo è gravissimo. Bertagna fa parte dello staff
della Moratti che lavora sulla Riforma della Scuola (anche Muccioli interviene
con consigli adeguati).
Ma passo ora ad osservare ...
Dice Bertagna che non è esperto di materie scientifiche. E come
tutti coloro che non conoscono, parlano a vanvera cialtronando in libertà.
Inizia con il rimandare le teorie di Darwin alla Scuola Secondaria
si Secondo grado. Ma perché ? e qui viene fuori tutto lo sciocchezzaio dei
ciarlatani. Perché i bimbetti vogliono cartoni animati e favole (Maragliano
avrebbe detto: videogiochi). E l'evoluzione non si presta a questo. Ma poi il
nostro aggiunge che per cimentarsi con equazioni matematiche occorre prima fare
esperienze. Ma cosa dice??? Dove, come e quando? Chi glielo ha detto? Cioè,
secondo Bertagna non si fa matematica se non si sono fatte esperienze. Ma ci
faccia il piacere! Ma poi egli sottintende anche una sorta di metodo che sarbbe
della scienza: la scienza, dice, ha come fondamento l'esperienza. No, no,
Bertagna! Lei parla di Aristotele, di empirismo. La scienza ha come fondamento
la lettura non ingenua della realtà che vuol dire, per esempio, che occorre una
teoria, un pregiudizio per avvicinarsi a delle esperienze. La scienza è
esattamente il contrario di ciò che dice, signor Bertagna, è immaginazione! E
per avere immaginazione e pregiudizi occorre essersi mossi in territori aperti
al libero scambio di idee.
Questa chiusura verso Darwin nasce perché occorre non disturbare la religione
cattolica che, nel frattempo, fa strame di intelligenze. Oppure la metafisica è
più semplice dell'evoluzione? Oppure i misteri sono più comprensibili di
semplici racconti puliti che, eventualmente, si possono riprendere più avanti.
Si perché, per capire l'evoluzione, non occorre passare per quelle equazioni
che diceva. Anzi direi proprio che il racconto evolutivo è il più affascinante
che si possa proporre a degli adolescenti. Ma poi, professore, quelli che nel
secondo ciclo andranno per scuole professionali? cosa sarà di loro? Quando
vedranno un pesce che si trascina fuori dall'acqua ed inizia a mettere zampe, a
respirare fuor d'acqua, ... cosa penseranno? fantascienza?
Professore non è che lei è in malafede ? non si scusi più di tanto: chi
lavora per il governo Berlusconi non può non dire bugie.
Ma andiamo oltre. Cosa è per lei il racconto delle origini, senza Darwin? Non
è che addirittura si contraddice dentro una intervista breve?
Naturalmente il docente non sa di cosa parla ma lo deve sapere quando si parla
di droghe. E lei dice che occorre farlo partendo dalle esperienze... Qui mi
spaventa professore perché se lei fosse conseguente non dovrebbe riferirsi ad
esperienze di seconda mano e narrative ... Insomma, dica la verità, quei 4
poveri ragazzi sono morti perché peccavano, o no?
La sua ministra, professore, dice esattamente ciò che dice lei. Certo non
arriva a dire che gli ismi non vanno come ha fatto lei qualche tempo fa in una
lettera a Repubblica, continuando con la solita solfa di tutti che non capiscono
e che mentono. La ministra dice che tutti mentono e basta. Non ha la sua
competenza sugli ismi. Anche se i cattolicismi ed i mucciolismi potrebbero avere
molte affinità.