Come abbiamo già visto, la molecola del boro può essere mutata mediante
eccitazione:
B[(1s2)(2s2)(2px)] ->
B[(1s2)(2s)(2px)(2py)] ->
B[(1s2)(2sp2)3]
in
tal modo si ottengono tre ibridi sp2
e l'atomo acquista
caratteristiche di trivalenza. Risulta semplice quindi combinare
l'atomo di boro con i suoi tre ibridi sp2 , ed i tre atomi di
idrogeno
(tenendo sempre conto della regola della massima sovrapposizione). Si ottiene
così quanto mostrato in figura 27 (la a per una data orientazione
degli assi e la b per una diversa orientazione). Il fatto poi che i
legami
formino tra loro angoli di 120° è confermato dalle misure sperimentali.
Figura
27
(a) I legami BH1,
BH2 e BH3 si trovano sul piano xy.
(b) I legami BH1, BH2 e BH3 si trovano sul
piano xy.
BF3
- molecola di trifluoruro di boro (ibridi sp2)
Nella discussione precedente abbiamo visto che per il boro si ha:
B[(1s2)(2sp2)3]
II
fluoro ha invece la seguente configurazione elettronica (si è scelto
il 2px
parzialmente pieno, ma si poteva indifferentemente scegliere il
2py
o il 2pz):
F[(1s2)(2s2)(2px)(2py2)(2pz2)]
e
risulta quindi monovalente.
Con uno studio simile a quello fatto per la molecola di borano,
possiamo arrivare a costruirci la molecola di trifluoruro di boro. I tre
ibridi sp2 del boro si
combineranno con i tre orbitali atomici 2px
di tre
atomi di fluoro in tre legami di tipo s, come
mostrato in figura 28
(nella quale, come sempre, non abbiamo riportato gli altri orbitali non
interessati al legame).(2)
In questo modo si saturano le tre valenze del boro e tutto sembra a
posto. Ma qui, ricordando

Figura 28
- Gli
assi X, Y, Z, sono relativi al boro gli orbitali di tipo p del fluoro
sono i 2px ; i
legami si
trovano sul piano XY del boro; gli orbitali non
ombreggiati
sono i 2pz del fluoro ed il 2pz del boro.
quanto
abbiamo discusso a
proposito della teoria O.M., c'è la possibilità di un ulteriore legame,
anche se più debole: quelle tra gli orbitali 2pz
del boro ed i tre orbitali 2pz dei tre atomi di fluoro (figura
29). Ricordando quanto sappiamo

Figura 29
sulla
risonanza, si può dire che il legame (che sarà di tipo
p)
risuona
tra i tre possibili, fornendo un'energia addizionale al legame stesso. Da
quanto detto la molecola BF3 deve
risultare molto più stabile della molecola BH3
e questo fatto è in perfetto accordo con le misure sperimentali.
Così come è in accordo con i dati sperimentali il fatto che i 4 atomi che
formano la molecola sono complanari, con angoli di legame
di 120°.
C2
H4 - molecola di etilene (ibridi sp2)
.
Ritorniamo ora ad un altro composto del carbonio, l'etilene, che ha
molecola C2
H4. I dati sperimentali mostrano che in questa molecola tutti e
sei gli atomi che la compongono giacciono su uno stesso piano e che gli angoli
di legame sono di circa 120°. L'etilene presenta una struttura come
quella mostrata in figura 30 e per spiegarla occorre ragionare

Figura
30
nel
modo
seguente. Come già sappiamo la configurazione elettronica del carbonio è:
C[(1s2)(2s2)(2px)(2py)]
-> (eccitando)
C[(1s2)(2s)(2px)(2py)(2pz)]
-> C[(1s2)(sp2)3(2pz)].
Come
si vede non abbiamo mescolato tutti e quattro gli orbitali 2s, 2px,
2py
e 2pz
per formare quattro ibridi sp3;(3)
abbiamo ibridizzato solo tre
orbitali e conseguentemente abbiamo ottenuto tre ibridi sp2
e ci è rimasto un orbitale atomico puro 2pz . E questo
proprio per rendere cento dei
fatti sperimentali, come cercheremo di mostrare.
Dalla figura 30 risulta che ciascun carbonio è tetravalente e che
ogni carbonio, oltre a legarsi con un legame semplice con un idrogeno, si
lega all'altro carbonio con un legame doppio.(4)
I due atomi di carbonio
possono allora venir separatamente descritti come in figura 31a.. Quando
sono avvicinati (figura 31b) originano la struttura di figura 31c. Ed allora,
oltre al legame di tipo s , che ha luogo direttamente
tra i due atomi di carbonio per sovrapposizione

Figura
31
di due ibridi sp2 (si
veda la figura 32), si ha a che
fare anche con un legame
p,(5)
che conosciamo dalla teoria
Figura
32
dell'orbitale
molecolare (si noti che il piano della molecola, il suo scheletro, è,
per l'orbitale p,
un piano nodale). A questo proposito è importante ribadire quanto già detto:
da un certo punto in poi, ed in particolare
per le molecole poliatomiche, non c'è più distinzione tra la teoria O.M.
e la teoria L.V.
Nella figura 32 sono illustrati: i 4 legami s
dei 4 ibridi sp2 del
carbonio con i 4 orbitali atomici 1s dell'idrogeno; l'unico legame s
tra
i due ibridi sp2 rimanenti
dei due atomi di carbonio (in figura non è riportato il legame p).
C6H6
- molecola di benzene (ibridi sp2).
Sperimentalmente la molecola di benzene si presenta come un esagono
regolare con angoli di legame di 120° (figura 33a). Dobbiamo quindi far ricorso
agli ibridi sp2 del carbonio
per costruire i legami s che costituiscono lo
Figura 33
scheletro
della molecola (figura 33b). Come si può vedere dalla
figura si hanno 12 legami di tipo s che ci
rendono ben conto della geometria della molecola osservata sperimentalmente.
Bisogna ora prendere in considerazione i 6 orbitali atomici del carbonio di tipo
2pz che risultano perpendicolari al piano della figura 33. Indicando
lo scheletro della molecola
con un esagono, la situazione iniziale è mostrata in figura 34 (per brevità
gli orbitali atomici 2pz sono
stati
Figura
94
indicati
con z1 , z2 , ... ). Ora, su ciascun orbitale 2pz
vi è un solo elettrone, di conseguenza, nella
molecola, potranno formarsi tre legami molecolari p
localizzati, ciascuno
legando una coppia di elettroni. Ma quali orbitali atomici 2pz
saranno, a
coppie, interessati a questi legami ? Bisognerà tener conto di tutte le
possibilità e quindi tener conto della risonanza tra le diverse strutture.
Tutte le 5 possibilità di legame p,
a coppie distinte di 2pz, sono riportate in figura 35.(6)

(a)
(b)
(c)
(d)
(e)
Figura
35
Si
tratta allora di costruirsi una funzione d'onda che sia combinazione lineare di
tutte le 5 strutture possibili; questa funzione d'onda è:
y
= k1 ( y
a + yb ) + k2 (
y
c + yd + ye
)
dove
k1, e k2 sono due costanti da determinarsi e y
a e yb
sono le due strutture che compaiono in figura 35 a e b (strutture di Kekulé),
mentre y
c , yd e y
e sono le tre strutture che compaiono in figura 35 c, d,
e (strutture di
Dewar). Si osservi che ragioni di simmetria fanno ammettere che le strutture di
Kekulé e di Dewar hanno uguale peso nella costruzione della y
.(7)
E da notare che è necessario costruirsi questa funzione d'onda,
combinazione lineare di varie strutture, per rendere conto dei dati sperimentali
che danno la molecola di benzene come più stabile di quello che sarebbe se si
dovessero considerare solo sei legami semplici s tra
atomi di
carbonio e tre legami p
ancora tra gli atomi di carbonio. Il valore addizionale dell'energia di legame
che rende più stabile la molecola è fornito proprio dalla risonanza tra le
diverse strutture, ognuna delle quali
fornisce un proprio contributo a seconda del peso che ha nella funzione
d'onda y .
BeH2
- molecola idruro di berillio(8)
(ibridi sp)
II berillio ha la seguente configurazione elettronica:
Be[(1s2)(2s2)]
Eccitando
opportunamente si ha:
Be[(1s2)(2s2)]
-> (eccitando) Be[(1s2)(2s)(2px)]
-> Be[(1s2)(sp)2].
Sono
allora i due ibridi digonali sp (si veda la figura 21a) quelli che
vanno a formare legami molecolari di tipo s con gli
orbitali atomici 1s dell'idrogeno
costruendo così la molecola di idruro di berillio (figura 36).

Figura
36
Come
si vede la molecola presenta una geometria lineare, in perfetto accordo con i
dati sperimentali. Il fatto poi che gli ibridi sp siano più allungati sull'asse
x di quanto non lo fossero gli originali orbitali atomici 2px mostra
un'altra possibile interpretazione del principio di Pauli: due elettroni con
spin paralleli tendono a stare il più lontano possibile tra di
loro.
C2H2
- molecola di acetilene
(ibridi sp).
La molecola di acetilene, un altro importante composto del carbonio,
risulta sperimentalmente lineare. Per rendere conto di ciò occorre
ammettere che non si formino né ibridi sp3
né ibridi sp2 (sono
solo gli
ibridi sp che forniscono una perfetta simmetria intorno all'asse di legame e
che, originando legami s, permettono la libera
rotazione degli atomi
costituenti la molecola intorno all'asse di legame). Inoltre la formula di
struttura della molecola dovrà essere:
H —— C≡C——-H
dove
ogni carbonio si lega con legame triplo con l'altro carbonio e con legame
semplice con un atomo di idrogeno. In definitiva il carbonio risulta,
in questa molecola, tetravalente e la configurazione elettronica che dobbiamo
scegliere per esso è la seguente:
C[(1s2)(2s2)(2px)(2py)]
-> (eccitando) C[(1s2)(2s)(2px)(2py)(2pz)]
->
C[(1s2)(sp)2(2py)(2pz)]
Gli
ibridi sp legheranno tra loro i due atomi di carbonio e questi ultimi
con gli idrogeni mediante tre legami semplici s
(figura 37); mentre gli
orbitali atomici 2py
dei due atomi di carbonio formeranno un orbitale molecolare p,
Figura
37
- Gli orbitali atomici non ombreggiati sono i 2py
ed i 2pz dei due
atomi
di carbonio prima che si combinino per formare due orbitali
molecolari p.
analogamente
ai due orbitali atomici 2pz (figura
38).
Figura
38
Ed in ultima analisi la molecola ha una simmetria cilindrica intorno
all'asse di legame (nel nostro caso l'asse x). I due atomi di carbonio sono
legati tra loro con tre legami, uno semplice di tipo s
e due
di tipo p;
se si aggiunge a questi l'ulteriore legame s che ogni
atomo
di carbonio ha con quello dell'idrogeno, si vede subito che è ben spiegata la
tetravalenza del carbonio.
La molecola in oggetto ha una elevata energia di legame (più elevata
dell'etilene e del metano) e questo fatto sembra confermare che gli
ibridi sp si sovrappongono di più di quanto non facciano gli sp2
e gli
sp3 ,con la conseguenza che ai legami sp corrisponde una maggiore
energia,
appunto, di legame.
CO2
- molecola di anidride carbonica
(ibridi sp).
La configurazione elettronica del carbonio, nel caso si debbano
considerare ibridi digonali sp, è:
C[(1s2)(sp)2(2py)(2pz)]
mentre
per l'ossigeno possiamo dare, ad esempio, le due possibili seguenti:
O[(1s2)(2s2)(2px)(2py)(2pz2)]
;
O[(1s2)(2s2)(2px)(2py2)(2pz)]
Per
costruire la molecola si può pensare che i due ibridi sp del carbonio
si leghino, lungo l'asse x, ciascuno con uno degli orbitali 2px
dei due atomi di ossigeno (e questo fornisce le scheletro della molecola
- mostrato
in figura 39 - che, in accordo con i dati sperimentali, è lineare come
del resto l'intera molecola). Consideriamo ora questo scheletro che,
Figura
39
- La
figura 39b non è ancora la formula di struttura ma solo
lo scheletro della molecola.
come
si vede dalla figura 39, è costituito da due legami semplici di tipo s;
sovrapponiamo allo scheletro gli orbitali di tipo 2p, degli ossigeni e del
carbonio, che ancora non abbiamo preso in considerazione (naturalmente non
ci occupiamo degli orbitali 1s e 2s degli ossigeni e dell'1s del carbonio):
l'atomo di carbonio ha due orbitali, 2py
e 2pz , ambedue con elettroni disaccoppiati; gli atomi di
ossigeno hanno un orbitale 2py
(o 2pz ) completamente pieno ed un orbitale 2pz
(o 2py ) con un solo elettrone. Riportiamo questa situazione
al di sopra dello scheletro della molecola disegnando a tratto continuo gli
orbitali pieni e tratteggiati quelli con un solo
elettrone (figura 40). Osservando la figura si può vedere che abbiamo disegnato
una delle due situazioni possibili. In figura, il primo ossigeno alla sinistra
ha l'orbitale 2py
pieno ed
Figura
40
il
2pz semipieno, mentre
l'altro
ossigeno ha l'orbitale 2pz
pieno ed il 2py
semipieno. L'altra situazione
possibile prevederebbe l'eventualità inversa. Bisognerà pertanto tenere
conto della risonanza tra queste due possibili strutture.
In ogni caso, riferendoci alla situazione di figura 40, mentre il
2pz
del primo ossigeno forma un legame p
con il 2pz
del carbonio, il 2py del
secondo ossigeno forma un altro legame p
con il 2py del carbonio
(l'altra situazione è la simmetrica di quella descritta, tenendo in conto che
ambedue portano alla
stessa situazione energetica e
pertanto, nella funzione d'onda che descrive la molecola CO2 , le due
situazioni avranno uguale peso).
La formula di struttura dell'anidride carbonica sarà allora quella
mostrata in figura 41a. A questo punto però vi
Figura 41
sono
altre due possibili strutture da dover considerare (figura 41 b e c) e
naturalmente un calcolo
più completo dovrebbe prevedere la risonanza tra queste ultime
tre strutture.
NOTE
(1)
E' una molecola che si osserva solo in particolari condizioni, quando si
frammenta la molecola B2H6 di diborano.
(2)
Si noti che gli assi X, Y, Z del boro non devono necessariamente avere le
stesse orientazioni degli assi x, y, z del fluoro.
(3)
Si deve scartare il fatto che si formino 4 ibridi sp3
perché in questo
caso la molecola non sarebbe più piana e perché non sarebbe rispettata
la regola della massima sovrapposizione. Questa teoria fu proposta da
Slater e Pauling nel 1931; quella che illustriamo nel testo fu proposta
da Huckel nel 1930 e sviluppata da Penney nel 1934.
(4)
Quando si parla di legame doppio si intende un legame di tipo s
ed un legame di tipo p.
Altrimenti, se ci si vuol riferire a due legami di tipo
s si parla di due legami semplici.
Si
noti che sperimentalmente si osserva che, nella molecola di acetilene,
i due frammenti molecolari CH2 non possono ruotare l'uno rispetto
all'altro, come accadrebbe se si avesse a che fare con un legame semplice di
tipo s ; questo è uno dei fatti che induce a pensare
all'esistenza di un
altro tipo di legame, quello
p
.
(5) Gli
orbitali p
di cui si tratta, si trovano localizzati tra i due atomi di
carbonio (questa precisazione è utile per quanto vedremo più avanti a
proposito di orbitali delocalizzati.
Si
ricordi che un legame p
ha energia minore di un legame s.
(6)
II fatto che le possibili strutture sono 5 e che tutte le altre si possono
far risalire a queste 5, fu mostrato nel 1935 da Van Vleck e Sherman.
Riguardo poi le 5 strutture riportate, le prime due furono proposte da Kekulé
nel 1865 e le ultime tre da Dewar, che per un poco di tempo fu suo allievo,
qualche anno dopo.
(7)
Anche se, in realtà, è stato mostrato che ogni struttura di Kekulé
ha
un peso del 39% mentre ogni struttura di Dewar ha un peso del 7%, fatto
che indica la maggiore importanza delle strutture di Kekulé rispetto a
quelle di Dewar (relativamente al contributo fornito all'energia di legame della
molecola).
(8)
L'idrogeno molecolare reagisce con il berillio solo ad alte temperature,
formando la molecola BeH2.
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