L'attacco
Usa pronto dal `98
I «falchi»
dell'Amministrazione Bush scrivevano a Clinton: «Guerra all'Iraq, salva il
petrolio»
M. DIN.
http://www.cdbchieri.it/rassegna_stampa/pronti_dal_98.htm
GUERRA ALL'IRAQ: LE DOMANDE CHE NESSUNO OSA FARE.
Speriamo di avere presto delle audizioni sulla guerra all’Iraq che incombe. Sono preoccupato che ci siano domande che non verranno fatte e che forse non verrà neanche consentito fare.
Ecco alcune delle domande a cui vorrei che rispondessero coloro che ci stanno spingendo a dare inizio a questa guerra.
(fonte: Notizie dal Ponte)
GLI ESERCITI A CONFRONTO
| FORZE COALIZIONE | FORZE IRACHENE |
| SOLDATI 225.000 soldati americani 45.000 soldati britannici |
SOLDATI 389.000 soldati di cui 80 mila della Guardia Repubblicana Tra 44.000 e 60.000 inquadrati in reparti paramilitari e delle forze di sicurezza 650.000 i riservisti |
| CARRI ARMATI 800 carri armati M1 Abrams Usa 600 M2/M3 Bradley Usa 120 carriarmati Challenger britannici 150 Warrior inglesi |
CARRI ARMATI Tra 1.800 e 2.000 carriarmati utilizzabili inclusi 500-600 T-72 di fabbricazione sovietica Più di 3.000 veicoli armati |
| MISSILI 1000 missili Tomahawk in dotazione alla Marina americana Centinaia di razzi antimissile Patriot |
MISSILI Circa 50 missili Al-Samoud 2 Un numero imprecisato di missili Ababil-100 Qualche dozzina di missili Scud |
| ELICOTTERI 700 elicotteri inclusi gli AH-64 Apache e gli AH-1 Cobra 400 elicotteri da trasporto inclusi gli UH-60 Black Hawk, i CH-47 Chinook e CH-53 Sea Stallion |
ELICOTTERI 100 elicotteri d'attacco di fabbricazione sovietica 275 elicotteri da trasporto |
| AEREI 100 aerei britannici tra cui Tornado, Harrier e i jet da attacco Jaguar 500 caccia statunitensi fra cui gli F-14, F-15, F-16, F/A-18, F-117, AV-8 e A-10 30 cacciabombardieri inclusi i B-52, B-1B and B-2 Decine di migliaia di bombe e missili fra cui bombe guidate da satellite e bombe guidate da laser |
AEREI Circa 300 aerei da combattimento inclusi Mirage F1 di fabbricazione francese e Mig 29, Mig 25, Mig 23, e Mig 21 di fabbricazione sovietica |
| NAVI 6 portaerei americane ed 1 britannica dislocate nel golfo Persico |
NAVI Nove navi e 2000 marinai oltre ad un numero sconosciuto di mine e di missili antinavi Silkworm |
L'ELENCO "CENSURATO" DAGLI USA DELLE INDUSTRIE CHE HANNO COMMERCIATO CON SADDAM
(si ringrazia agaragar per aver recuperato il documento)
Ecco l'elenco, "sbianchettato" dagli americani, di industrie che hanno commerciato con Saddam, anche dopo il 1991.
Ecco i nomi «censurati»
Germania, Usa, Cina, Italia... C'è proprio di tutto nell'arsenale del rais
Parte delle forniture citate non erano di per sè illegali per le norme
pre-Golfo - per quanto tali forniture venissero molto spesso coperte dai
servizi segreti o venissero classificate come contenenti beni diversi dagli
effettivi. Non potevano, tuttavia, sussistere dubbi sull'uso possibile di
esse, soprattutto in un periodo in cui Saddam gasava iraniani e kurdi.
Germania
Tra le 86 società o scienziati tedeschi dell'elenco, si trovavano Deutsch BP e Degussa (ricerca militare e fornaci per ossidazione), AEG (macchine per munizionamento e armamento), Blohm Maschinbau (Saad 16, mole controllate da computer), Anton Eyerle e Rhein-Bayern (laboratori mobili tossicologici), Iveco/Deutz (veicoli per laboratori mobili), Daimler-Benz (veicoli militari), Carl Zeiss (macchinario per i laboratori Al Kindi/Saad 16, missilistica e armi chimiche), Carl Kolb (macchine per test biologici e chimici al Saad 16 e per la fabbrica chimica Samara), Joseph Kuhn (Micotossine TH-2, T-2), Infraplan (progetto 9230 per il gas nervino), Plato Kuehln (Tossine), Preussag (trattamento delle acque, Samara), Sigma Chemie e WET Engineering (precursori per armi biologiche e chimiche e impianti relativi), WTB (fabbrica di gas nervino), Dinamit Nobel (esplosivi), Mannesman (parti per il supercannone), MAN (parti per lanciamissili), MBB (ricerca e training per il missile Condor II), Mauser Werke (ricerca, Saad 16), Leifeld & Co. (parti di missile), Rheinmetall (Aviatest, propellenti per missili), GPA e PBG (Consen Group, tecnologia missilistica), Siemens (mixer elettronici per combustibile missilistico e macchine a controllo computerizzato), lo scienziato Bruno Stemmler (centrifughe), Schirmer e Lasco Umformtechnik (impianti per produzione di armamenti), il gruppo Thyssen (acciai), Wegmann (sistema di traino missilistico), qindi H&H Metalform (programma di centrifughe usate nel nucleare) e Inwako GmbH (magneti per arricchimento uranio), importante società commerciale diretta dal mercante di armi Simon Heiner. Non comprese nell'elenco, ma presenti in altre fonti, la sussidiaria della Siemens, Interatom (ultimo contratto nell'89, per la fabbrica di centrifughe) e la società di costruzioni Strabag AG (incaricata delle opere relative), indi la Leybold Heraeus, la Reutlinger und Söhne KG, e la Arthur Pfeiffer Vakuum Tecknik GmbH.
Le 16 società statunitensi comprese nell'"elenco Timmerman" erano: Center for Desease Control, Al Haddad Trading, Alcolac Int., Nu Kraft Mercantile Co., United Steel and Strip Corp., Lummus Crest, Electronic Associates, Hewlett Packard, Scientific Atlanta, Wiltron Co., XYZ Options, Consarc, BNL (Atlanta), Centrifugal Casting, Sitico, Tektronix, con prodotti dai precursori chimici ai computer per missilistica, a forni ad alta temperatura, al finanziamento di progetti, a macchinari per la produzione di armamento, alla fornitura di precursori del Sarin o di virus (West Nile). Ad esse si devono aggiungere decine di altre società, individuate dai rapporti e dalle commissioni del Senato e del Congresso per aver fornito ogni tipo di materiale ed equipaggiamento necessario ai programmi di Saddam. Tra queste International Computer Systems, Perkins-Elmer, le famose industrie militari BDM Corp. e Rockwell e la Dupont (missilistica e nucleare, nell'elenco iracheno), Leybold Vacuum, Spectra Physics, Unisys, Spectral Data, Veeco Instruments, Union Carbide, Gorman-Rupp; laboratori militari quali quelli di Los Alamos, Scandia e Livermore (dall'elenco iracheno), infine sussidiarie dei gruppi Fisher Controls International; Rhone-Poulenc, Inc. e Bechtel Group. Tra le società distintesi per aver inviato in Iraq non meno di 70 spedizioni di germi che causano l'antrace, l'ineffabile American Type Culture Collection (Maryland), tuttora in piena attività (in uno dei rapporti del Senato citati si dice: "si apprese poi che i microorganismi esportati dagli Stati uniti erano identici a quelli che gli ispettori delle Nazioni unite avevano trovato e rimosso dal programma biologico iracheno"). Nell'agosto del 1983, per l'allora segretario di Stato George Shultz, il governo Usa era già al corrente dell'uso iracheno di armi chimiche. L'attuale segretario alla difesa Ronald Rumsfeld visiterà Baghdad nel dicembre dello stesso anno e il 24 marzo 1984, con il compito di ristabilire i rapporti diplomatici con l'Iraq. Compagnie di servizio dell'industria petrolifera, quali la Halliburton di Cheney, la Baker Hughes, la Schlumberger (tra i suoi direttori l'ex-capo della Cia Deutch), Flowserve e Fisher-Rosemount hanno fornito l'Iraq sino ad oggi tramite consociate e sussidiarie europee.
Tra le 18 britanniche, vi erano le compagnie di comodo (irachene) Matrix Churchill (metalmeccanica, al centro di una rete di altre società), TMG Emgineering (che comprerà la Matrix) e Transtechno, e quindi altre come la Nasr Dependance Mood, Consarc Engineering, Astra Holdings, BSA, Eagle Trust, Global Technical & Management Int., Int. Highway Transports, Meed Int., Sheffield Forge Masters, Space Research Corp., Technology Development Group (TDG), Walter Somers Ltd., con forniture di forni ad alta temperatura, macchinario vario per impianti militari, parti e tecnologia missilistica, parti e trasporto per il supercannone, equipaggiamento anti-mine, precursori per gas tossici ecc. Tra altre non comprese nell'elenco di Timmerman, ma presenti in quello iraceno, Euromac Ltd-Uk, C. Plath-Nuclear, la già citata Endshire Export Marketing (tutte per il nucleare), la Int. Computer Systems (tutti i programmi), la Ali Ashour Daghir, la Int. Military Services, la Int. Signal and Control e la Terex Corp. (missilistico).
Tra le 17 società austriache si trovavano la Voest-Alpine (cannoni GC-45), la Delta Systems (tecnologia missilistica) e la Steyer-Daimler-Puch; tra le 16 società francesi, la Sagem (sistemi di guida dei missili), la SEP (motori per missili), Atochem (precursori del Sarin per la Montedison,), St. Gobain (tecnologia nucleare), Usinor-Sacilor (acciai speciali per centrifughe), Thomson CSF (Saad 13, fabbrica elettronica). In aggiunta e comprese nell'elenco iracheno, la Societé Général pour les Techniques Nouvelles, la Sciaky e la Cerbag (nucleare), il Commissariat a l'Energie Atomique, la Aerospatiale and Matra Espace (missilistica), la Protec SA (chimica), la Constructions Navales et Industrielles de la Méditerranée (di base a Tolone).
Tra le 10 svizzere, la Brown Boveri (elettronica militare e forniture di magneti per il cosiddetto calutrone, spettrografo di massa, programma nucleare), il già citato Consen SA di Zurigo, gruppo che farà da capofila (con collegate nel Principato di Monaco) per molte società di varie nazioni e fornirà più di 150 tecnici specializzati, e la Von Roll (parti del supercannone), la Acomel SA (lista irachena, invertitori ad alta frequenza) e la Schmiedemeccanica SA.
Le 9 società italiane erano piuttosto note: Ausidet (precursori del gas Sarin per Montedison), Montedison (precursori del Sarin per Melchemie), Snia Techint (gruppo Fiat, laboratori per armi chimiche al Saad 16 e cellule nucleari per Thuwaitha), Technipetrole (fabbrica di gas nervino di Alashat), Snia Bpd (combustibile solido per missili), Euromac (progetto nucleare), BNL (finanziamenti), Danieli (siderurgica acciai per il progetto missilistico Tadji), Ilva (acciaii e parti del supercannone con Società delle Fucine). Alan Friedman, nel suo libro (vedi fonti) riporta tra l'altro delle forti pressioni esercitate da Ronald Reagan su Giulio Andreotti per l'uso dell'Italia come appoggio per le forniture a Saddam (tra cui il missile Aspide della Alenia Difesa, Finmeccanica, tuttora in servizio). Nel febbraio 1994, la sussidiaria italiana della Bell Textron statunitense inviava 8 elicotteri militari AB 212 (per un contratto di 164 milioni di dollari).
Tra le 8 società belghe si trovava la Amalgamated Trading Ind. e la Space Research Corp. (supercannone).
Urss/Russia/Bielorussia
Le società russe erano la Soviet State Missile Co., Niikhism, Mars Rotor, Livinvest, Russia Aviatin Trading House, Amsar Trading. Dopo il 1991, troviamo la bielorussa Belstroyimpex (dal 1995), con le forniture avviate (probabilmente con le società di copertura irachene Al Bushair Trading Co. e Al Saddirah Co.) attraverso il porto franco giordano di Aqaba (Mar Rosso).
Le tre societa cinesi erano China Wanbao Engineering Company, Huawei Technologies Co. Ltd, China State Missile Company.
Non vanno dimenticate le note società Bofors e Saab-Scania (svedesi, forniture di elettronica e lanciamissili), Avibras (brasiliana, missilistica), Minolta (giapponese, sistemi di duplicazione), CASA (spagnola, elicotteri), Melchemie (olandese, precursori chimici), la yugoslava Direttorato Federale Forniture e Acquisizioni (tornata di recente alle cronache per forniture a Baghdad).
GLI 007 ITALIANI COME PINOCCHIO?
MENTIRONO ALL'ONU SULL'ACQUISTO DI URANIO
DA PARTE DELL'IRAQ!
inviato da Kelebek
March 24, 2003
Lo ha rivelato il "Los Angeles Times": furono gli 007
italiani ad "inventare" l'acquisto di uranio "comprato"
dall'Iraq in Niger. Un falso documento per consolidare i sospetti espressi dalla CIA fin dal 2001, secondo
i quali l'Iraq avrebbe acquistato uranio dal Niger per rilanciare il programma di rilancio nucleare. Un documento citato anche da Bush, passato
attraverso i servizi segreti americani e britannici, trasmesso poi agli ispettori delle Nazioni Unite: Ma il 7 marzo arrivava il colpo di scena:
erano sbagliati i nomi dei funzionari governativi coinvolti nell'affare, il
documento si sgonfiava fino ad assumere le proporzioni di una
"bufala". Il "Los Angeles Times" scrive: "Non
insinuiamo che l'Italia lo abbia prodotto, ma è concepibile che qualche
imbroglione glielo abbia venduto". Il Senatore democratico del West
Virginia, John Rockfeller, ha chiesto all'F.B.I. di avviare un'inchiesta per
verificare se il falso possa essere "parte di una campagna più ampia di
inganno, finalizzata a manipolare l'opinione pubblica e la politica estera
verso l'Iraq. Vengono in mente i cilindri di alluminio, citati dal
vicepresidente Cheney come prova della ripresa dei programmi nucleari, e poi
smentiti da El Baradei". La clamorosa "bugia" che sarebbe stata
prodotta dai nostri 007 è stata riportata su "La Stampa" del 16
marzo, e ha destato scalpore internazionale, costringendo a pesanti rettifiche
gli stessi Stati Uniti. Il documento, è superfluo sottolinearlo, getta forte
disc redito sulla credibilità dell'Italia, tanto da chiedersi se non si
ritenga opportuno disporre la sostituzione dei responsabili dei nostri Servizi
Segreti che hanno operato questa "bufala". Se l'acquisto di uranio
da parte dell'Iraq si configura ormai come una "bugia di Pinocchio",
quello che invece è indiscutibilmente vero è che "munizioni contenenti
uranio impoverito fanno parte dell'arsenale bellico inviato nel Golfo in vista
della guerra contro l'Iraq": lo ha recentemente confermato il Ministero
della Difesa britannico, rendendo pubblica la risposta del Segretario di Stato
alle forze armate Adam Ingram all'interrogazione del deputato laburista Llew
Smith. Evidentemente vengono ritenuti "ininfluenti" i decessi di
soldati, dopo la guerra del Golfo nel 1991, che, soltanto in Gran Bretagna,
hanno raggiunto il numero di 560. Un "effetto collaterale" anche il
fatto che l'uso di questo tipo di munizioni sia causa di morte, di perdita di
peso, di sindrome di fatica cronica, di melanomi, ecc., per migliaia di
veterani britannici, american, canadesi, francesi, italiani. Senza considerare
i civili. In Italia continua intanto la pressione da parte dell'Associazione a
tutela delle vittime delle forze armate, presieduta da Falco Accame, per
spezzare il muro di gomma del silenzio, delle bugie, delle omissioni,
dell'omertà, che circonda il problema uranio impoverito nel nostro Paese.
Accame ha scritto in questi giorni una ulteriore "lettera aperta" al
Prof. Franco Mandelli, firmatario delle relazioni che avrebbero dovuto
scrivere la parola definitiva sulla pericolosità del D.U. Ricordando che gli
ammalati sono, soltanto in Italia, fra i 100 e i 200, e che i morti sono ormai
una ventina, Falco Accame scrive: "...dalla sua ultima relazione è
emerso un altissimo tasso di linfomi di Hodgkin, che supera di gran lunga
ogniprevisione...dalle indagini, inoltre, sono rimaste escluse le operazioni
in Somalia e quelle nei poligoni, perché non incluse nel mandato da lei
ricevuto...In Bosnia i nostri reparti hanno operato senza protezione. In
Kosovo, dopo il 22 novembre 1999, data in cui vennero emanate le norme di p
rotezione della KFOR a firma del Col. Osvaldo Bizzari, i nostri reparti
dovevano adottare le misure di protezione. E' inaccettabile che nelle
relazioni non si faccia una distinzione tra le persone che hanno operato in
Bosnia e quelle che hanno operato in Kosovo perché si tratta di due
situazioni assolutamente non omogenee... Le indagini della sua commissione, a
quanto ho potuto capire, dovevano mettere in evidenza in quale percentuale
MILITARI CHE OPERAVANO SENZA PROTEZIONE siano stati possibilmente contaminate.
Nelle tre relazioni si è continuato a mischiare due gruppi disomogenei,
mentre il compito era quello di considerare solo il gruppo dei militari NON
PROTETTI. Altrimenti sarebbe come dire che le protezioni sono inutili e che
chi le ha emanate è privo di comprendonio. Su questa questione metodologica, che è a monte di problematiche mediche, le parlo come già Capo
del Gruppo di Ricerca Operativa delle Forze Armate Italiane, e quindi munito
di sufficiente esperienza in materia, ma onestamente mi sembra che ad
inquadrare questo problema siano bastanti minimali cognizioni di matematica e
statistica."
Mentre aspettiamo di vedere se questa volta il Prof. Mandelli troverà il
tempo di rispondere all'ennesima contestazione (motivata e scientificamente basata) dell'On. Falco Accame, ricordiamo che, per quanto riguarda la Bosnia,
recentemente gli esperti del Programma per l'Ambiente delle Nazioni Unite hanno annunciato di aver rinvenuto tracce di radioattività in località
bombardate con proiettili all'uranio impoverito da parte della Nato nel
1995. In quell'occasione Falco Accame era intervenuto di nuovo nella infinita
"querelle" sulla tutela della salute dei nostri soldati - e delle popolazioni civili - con un comunicato nel quale scriveva: " La recente
indagine degli esperti del programma per l'ambiente delle Nazioni Unite in Bosnia ha confermato - a distanza di ben sette anni - la presenza di uranio
impoverito in alcune località soggette ai bombardamenti della Nato".
Ricordiamo che durante la campagna di bombardamenti aerei contro le postazioni
serbo bosniache nel 1995, la Nato ha utilizzato quintali di bombe
contenenti uranio impoverito capaci di penetrare le corazze dei carri armati e
dei mezzi blindati. Sappiamo che le schegge di queste bombe contaminano il
suolo aumentando di circa 100 volte il livello di radioattività dell'acqua
potabile.
Dice Accame: "Questo ripropone per le truppe che sono state e saranno
inviate in Afghanistan, o in altre zone in cui si ritiene prevedibile l'impiego di armi al Depleted Uranium, la questione se i nostri reparti NBC
(nucleare, batteriologico, chimico) siano in grado di localizzare le zone colpite e i conseguenti rischi. In Bosnia, nonostante la massiccia presenza di
uranio impoverito (tale da risultare presente anche oggi, dopo sette anni) i nostri reparti NBC non furono in grado di rilevare tale presenza,
tanto che i nostri reparti operarono senza alcuna misura di protezione.
Eppure l'uranio impoverito era stato usato nella Guerra del Golfo e in
Somalia, e fin dall'ottobre 1983 i comandi USA avevano emanato norme di protezione." La presenza di uranio era stata tanto massiccia che, a
fronte dell'ostinata cecità della nostra Commissione Mandelli, la Commissione
nominata dal Parlamento francese si era pronunciata in modo molto chiaro sul
munizionamento all'uranio impoverito utilizzato dalle forze NATO nei Balcani:
" Sono stati sparati 10.800 proiettili all'uranio impoverito attorno a
Sarajevo, nella cosiddetta zona d'esclusione" e, quanto alle
operazioni in Kosovo "l'aviazione statunitense lanciò 31.000 proiettili
all'uranio impoverito, soprattutto sul sud del Kosovo".
"Le armi all'uranio impoverito - dice ancora Falco Accame - che gli Stati
Uniti hanno deciso di usare nel prossimo attacco all'Iraq, possono considerarsi come ARMI DI DISTRUZIONE DI MASSA, perché i loro effetti si
prolungano indefinitamente nel tempo sul terreno, così come i recenti rilievi
effettuati dall'UNEP nel territorio della ex Jugoslavia confermano. Tutti i
paesi che hanno ricevuto danni, non solo ecologici, ma anche relativi a persone (ammalati e morti tra civili e militari, bambini nati con
deformazioni genetiche) dovrebbero sentire la gravità di quanto sta accadendo. L'enorme divario di potenzialità tra le Forze Armate USA e quelle
iraqene, non rende certo necessario l'uso di queste armi da parte delle Forze Armate americane, come invece ha recentemente affermato il colonnello
James Naughton, portavoce del Pentagono. Certamente i militari USA, con le
tute spaziali che indossano, sono protetti dalle radiazioni e non si ripeterà
per loro quanto accaduto ai veterani della guerra del Golfo. Ma il suo lo
iraqeno e i civili (e i militari) iraqeni non hanno mezzi per
proteggersi".
Maria Lina Veca
Usa-Iraq,
una guerra mai terminata
L'imbroglio delle 'no
fly zone'
Sono centinaia i
bombardamenti preventivi su territorio iracheno operati da inglesi e americani
che hanno potuto agire indisturbati al di sopra del 36° parallelo e al di sotto
del 33°
di Pietro Plastina
Non esiste alcuna risoluzione dell'Onu che imponga o autorizzi le no fly zone istituite dagli Usa nel 1991 a Nord e Sud del confine iracheno. Usa e Gb hanno tentato più volte di legittimarne il fondamento facendo leva sulla risoluzione che imponeva a Saddam Hussein di terminare la repressione sulla popolazione civile consentendo l'accesso di missioni umanitarie.
La no fly zone settentrionale è posta all'altezza del 36° parallelo in prossimità degli insediamenti dell'etnia kurda e che comprende i tre governatorati di Douhuk, Erbil e Sulaimaniya. La no fly zone meridionale fu predisposta nell'agosto del 1992 a sud del 32° parallelo per proteggere la maggioranza sciita.
Insieme a Gb e Usa c'era anche la Francia ma dopo quattro anni Parigi decise di ritirarsi per protesta contro l'ampliamento arbitrario fino al 33° parallelo.
Parigi guida un gruppo di paesi europei, incluse Germania e Italia, favorevoli alla ripresa delle ispezioni Onu ai siti militari di Saddam ma pronti a offrire all'Iraq l'abrogazione dell'embargo, che garantirebbe la ripresa in grande stile dei lucrosi affari con Baghdad nel settore delle costruzioni, delle grandi opere e della tecnologia per l'estrazione del greggio.
Russia e Cina hanno ripetutamente sottolineato nel consiglio di sicurezza la violazione del controllo aereo fino a spingere, nell'agosto 2000, la commissione difesa della Camera dei Comuni britannica ad affermare che la "base legale delle no fly zone appare controversa.
Questa zona off limits ai voli, aperta solo recentemente al transito dei voli civili, consente a inglesi e americani di operare bombardamenti definiti "preventivi".La guerra dimenticata ingaggiata dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna contro Saddam Hussein è ancora la routine letale di pastori e contadini iracheni.
Civili morti e feriti sono parte regolare e quotidiana delle operazioni aeree anglo-americane, di cui si parla poco nei media e si discute ancor meno nelle ovattate stanze delle Nazioni Unite.
Secondo la difesa aerea irachena, i morti sono più di 300, i feriti 800, negli attacchi degli ultimi 18 mesi, da quando Saddam ha ordinato alle sue batterie anti-aeree di colpire gli aerei che sorvegliavano le zone no-flight nel nord e nel sud dell'Iraq.
Dei morti, più di 200 sono civili, colpevoli di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Queste cifre sono state confermate da un'inchiesta delle Nazioni Unite che ha esaminato indipendentemente alcuni incidenti e ha accolto la versione irachena su altri.
Gli osservatori Onu hanno confermato che la morte dei civili è cosa di tutti i giorni in molte regioni del paese. I caccia anglo-americani di guardia attraversano quotidianamente il cielo intensamente azzurro del paese, anche se sono invisibili volando a 6 mila metri di altezza.
La difesa aerea irachena dice di aver monitorato più di 21600 incursioni nello spazio aereo nazionale dal dicembre 1998, cioè da quando gli iracheni hanno cominciato a reagire al pattugliamento con le batterie anti-aeree. La routine della guerra aerea prevede un attacco missilistico o un bombardamento ogni tre giorni.
Il Pentagono informa che sono state effettuate più di 280 mila missioni negli ultimi 10 anni, da quando cioè sono state istituite le zone no flight, senza nemmeno una perdita da parte dei "nostri". Giornalisti che hanno visitato le zone colpite hanno segnalato che le attrezzature anti-aeree irachene si trovano quasi tutte vicino a città e villaggi.
(Pubblicato il 02 ottobre 2002 10:44 )
(Aggiornato il: 20 novembre 2002 16:43 )
"BUSH AVEVA
PIANIFICATO IL 'CAMBIO DI REGIME' IN IRAQ PRIMA ANCORA DI DIVENTARE
PRESIDENTE"
Neil Mackay
Sunday Herald - Scozia - 15 settembre 2002
Un progetto segreto per il dominio globale statunitense rivela
che il Presidente Bush e il suo governo avevano pianificato un attacco
premeditato contro l'Iraq per imporvi un "cambio di regime"
addirittura prima del suo ingresso alla presidenza nel gennaio del 2001.
Il progetto - scoperto dal Sunday Herald - per la creazione di
una "Pax Americana globale" è stato redatto da Dick Cheney
(attualmente vicepresidente), Donald Rumsfeld (segretario alla difesa), Paul
Wolfowitz (il vice di Rumsfeld), il fratello minore di George W Bush, Jeb e
Lewis Libby (il capo dello staff di Cheney). Il documento, dal titolo "Rebuilding
America’s Defences: Strategies, Forces And Resources For A New Century"
("Ricostruire le difese dell’America: strategie, forze e risorse per un
nuovo secolo"), è stato redatto nel settembre del 2000 dal think-tank di
destra [neo-conservative], il Project for the New American Century (PNAC)
["progetto per un nuovo secolo americano"].
Il piano mostra che il governo Bush intendeva assumere il
controllo militare del Golfo a prescindere se Saddam Hussein fosse o no al
potere. Il testo dice ‘gli Stati Uniti hanno cercato da decenni di svolgere un
ruolo più permanente nella sicurezza regionale del Golfo. Mentre il conflitto
irrisolto con l’Iraq fornisce una giustificazione immediata, l’esigenza di
avere una sostanziosa presenza delle forze americane nel Golfo va oltre la
questione del regime di Saddam Hussein.’ Il documento del PNAC presenta ‘un
progetto per conservare la preminenza globale degli Stati Uniti, impedendo il
sorgere di ogni grande potenza rivale, e modellando l’ordine della sicurezza
internazionale in modo da allinearlo ai principi e agli interessi americani’.
Questa ‘grande strategia americana’ deve essere indirizzata ‘il più
lontano possibile verso il futuro’, dice il rapporto. Che invita poi gli Stati
Uniti a ‘combattere e vincere in maniera decisiva in teatri di guerra
molteplici e contemporanei’, come una ‘missione cruciale’ [core mission].
Il rapporto descrive le forze armate statunitensi all’estero come la
‘cavalleria lungo la nuova frontiera americana’. Il progetto del PNAC
dichiara il proprio sostegno a un documento scritto in precedenza da Wolfowitz e
Libby, in cui si affermava che gli Stati Uniti dovrebbero ‘dissuadere le
nazioni industriali avanzate dallo sfidare la nostra egemonia (leadership) o
anche dall’aspirare a svolgere un ruolo regionale o globale maggiore’. Il
rapporto del PNAC inoltre: descrive gli alleati chiave, tra cui il Regno Unito,
come ‘il mezzo più efficace per esercitare un’egemonia globale americana’;
afferma che le missioni militari per garantire la pace ‘richiedono
un’egemonia politica americana e non quella delle Nazioni Unite’; rivela
l’esistenza di preoccupazioni nell’amministrazione americana a proposito
della possibilità che l’Europa possa diventare un rivale degli USA; dice che
‘anche se Saddam dovesse uscire di scena’, le basi nell’Arabia Saudita e
nel Kuwait dovranno restare in maniera permanente, nonostante l’opposizione
locale tra i regimi dei paesi del Golfo alla presenza di soldati americani,
perché ‘anche l’Iran potrà dimostrarsi una minaccia pari all’Iraq agli
interessi statunitensi’; mette la Cina sotto i riflettori per un ‘cambio di
regime’, dicendo che ‘è arrivata l’ora di aumentare la presenza delle
forze armate americane nell’Asia sudorientale’. Ciò potrebbe portare a una
situazione in cui ‘le forze americane e alleate forniscano la spinta al
processo di democratizzazione in Cina’; invita a creare le ‘US Space
Forces’ ("forze spaziali statunitensi") per dominare lo spazio, e ad
assumere il controllo totale del ciberspazio in modo da impedire che i
‘nemici’ usino internet contro gli Stati Uniti; anche se gli Stati Uniti
minacciano la guerra contro l’Iraq per aver sviluppato armi di distruzione di
massa, gli USA potrebbero prendere in considerazione, nei prossimi decenni, lo
sviluppo di armi biologiche - che pure sono state messe al bando. Il testo dice:
‘nuovi metodi di attacco - elettronici, ‘non letali’, biologici -
diventeranno sempre più possibili. .. il combattimento si svolgerà in nuove
dimensioni, nello spazio, nel ciberspazio, forse nel mondo dei microbi... forme
avanzate di guerra biologica in grado di prendere di mira genotipi specifici
potranno trasformare la guerra biologica dal mondo del terrorismo in un’arma
politicamente utile’; il testo prende di mira la Corea del Nord, la Libia, la
Siria e l’Iran come regimi pericolosi, e sostiene che la loro esistenza
giustifica la creazione di un ‘sistema mondiale di comando e di controllo’.
Tam Dalyell, deputato laburista [nel parlamento di Londra] e una delle
principali voci di ribellione contro la guerra all’Iraq, ha dichiarato: ‘si
tratta di immondizia proveniente da think tank di destra pieni di
falchi-coniglio - gente che non ha mai visto gli orrori della guerra, ma è
innamorata dell’idea della guerra. Gente come Cheney, che è riuscita a
sfuggire al servizio militare ai tempi della guerra del Vietnam. 'Si tratta di
un progetto per il dominio mondiale statunitense - un nuovo ordine mondiale
creato da loro. Questi sono i processi mentali di americani fantasticanti, che
desiderano controllare il mondo. Sono sconvolto dal fatto che un primo ministro
laburista inglese vada a letto con una banda di gente di una tale bassezza
morale.'