La meccanica ondulatoria
Nella relazione di Planck, E
= hn , abbiamo visto che si lega l'energia portata da
un quanto di luce (questa dizione è di Einstein) con la frequenza
dell'onda di radiazione; questo fatto mostra la strana situazione in cui si
trovava la fisica agli inizi del secolo scorso, di fronte a due teorie della
luce assolutamente antitetiche ed inconciliabili (quella corpuscolare e
quella ondulatoria), ciascuna delle quali però era necessaria per
spiegare alcuni fenomeni non giustificabili con l'altra (il fenomeno dell'interferenza
era spiegabile solo con la teoria ondulatoria mentre quello dell'effetto
fotoelettrico solo con una strana teoria corpuscolare della luce - tra
l'altro questo fenomeno trovò spiegazione solo attraverso i quanti di luce di
Einstein nel 1905).
La dualità onda corpuscolo, già ammessa
Tale idea fu accettata ed estesa dal
fisico austriaco Schrödinger a cui si deve
una trattazione com
Prima di procedere, andando a meglio capire quanto qui
Le onde
Tutti
abbiamo gettato, almeno una volta, un sasso nell'acqua. Abbiamo visto dei cerchi
concentrici crearsi intorno
Facendo una sezione dello stagno centrata nel punto in cui il sasso è
entrato in acqua, abbiamo la seguente figura (la parte tratteggiata rappresenta
il piano dell'acqua prima del lancio del

Consideriamo ora solo il profilo dell'onda:


La velocità v
dell'onda è la velocità con cui (rifa

Supponiamo ora di avere come punto di riferimento sul
Si potrebbe a questo punto fare un piccolo esperimento. Disponiamo di una
bacinella molto larga e poco profonda. Rie
Possiamo quindi iniziare a trarre una qualche conclusione: un'onda non trasporta materia ma energia.
Supponiamo ora di avere a disposizione due onde con stessa lunghezza d'onda che si propagano da uno stesso punto (nella figura sono riportate su piani diversi per rendere evidenti le due onde) se a massimi di un'onda corrispondono esattamente massimi dell'altra onda, si dice che le onde sono in fase;






possiamo anche far vedere le tre situazioni con le onde componenti e quella risultante, sovrapposte:

Onde o particelle?
Nonostante ciò De Broglie con una brillante intuizione
Sia le onde che le particelle possono muoversi da un
Sia le onde che le particelle possono trasportare ener
possiamo
trasferire impulsi, fornire energia, da A a B in due

Va detto comunque che l'onda non è una particella: le
Nella Meccanica Ondulatoria di De Broglie e di Schrö
Consideriamo allora un'onda con una determinata fre

Quest'onda
è diffusa in tutto lo spazio; a ciascun suo punto
Consideriamo ora più onde di diverse frequenze che interferiscono fra di
loro in modo tale che le loro ampiezze si
Consideriamo un esempio relativo a quattro onde con quattro differenti
valori della frequenza e della lunghezza d'onda


dove
c'è l'onda, cioè dove c'è il pacchetto, si trova la particella; dove l'onda
è nulla non può esservi particella.

Dove l'onda è ampia (o forte) vi è una buona possibilità

Come
sono allora queste onde? Sono onde di probabilità.
Era questo un risultato del tutto inatteso: la nozione di
La seconda, grande, idea della meccanica ondulatoria (De
q = h/l
dove
q = mv è l'impulso o la quantità di moto della particella
Si ha quindi:
mv = h/l => v = h /l m => v ~ 1/l
Ora il pregio fondamentale della relazione di De Broglie
sta nel fatto che si legano fra di loro, ed anche in una relazione molto
semplice, la quantità di moto q, che è una caratteristica
(la
verifica sperimentale del comportamento ondulatorio degli elettroni e
quindi
Una prima conseguenza di questa relazione è che le particelle
"lente", cioè con bassa velocità v hanno grandi lunghezze

Più in generale tutti gli oggetti materiali in moto
hanno una natura
ondulatoria e conseguentemente una lunghezza d'onda
l = h/mv = (6,6.10-27)/(6,6.104.103) cm = 10-34 cm
se si
ricorda che il diametro di un atomo è dell'ordine di grandezza
Calcoliamoci ora la lunghezza d'onda associata ad un elettrone (m = 9.10-28 g; v = 108 cm/s):
l = h/mv = (6,6.10-27)/(9.10-28.108) cm = 7,3 . 10-8 cm
e
ricordando anche qui le dimensioni atomiche, si vede subito che ora siamo
L'atomo ondulatorio
Un elettrone è un particolare tipo di particella.
Questo elettrone non sarà più rappresentabile come un pezzetto di
materia, ma conseguentemente alla sua natura ondulatoria,
Ma cos'è un'onda stazionaria?
Cerchiamo, prima di definirla.di costruircela in casa.
Disegniamo un'onda generica ad un certo istante (in blu)

un'onda
siffatta è un'onda che si propaga: non è quindi un'onda
Le onde che otteniamo invece con la nostra striscia, per

Le
linee in grassetto indicano la posizione della striscia nei punti di massimo
spostamento; le aree ombreggiate indicano invece
Sempre riferendoci alla nostra esperienza dobbiamo osservare che per
mantenere l'onda è necessario continuare a fornire impulsi
con la mano. Questo perché gli attriti (nei due punti a
Ma nel mondo dell'infinitamente piccolo, nel mondo atomico, dove
ovviamente non ci sono né attriti né resistenza di aria,
Ad un'onda stazionaria compete una determinata energia che,
L'elettrone quindi muovendosi intorno al nucleo secondo
Si ritrova quindi una brillante spiegazione alla prima
Cerchiamo allora una spiegazione alla seconda ipotesi di
Ritorniamo alla nostra striscia di gomma e ricominciamo a
Supponiamo di aver creato un'onda stazionaria con tre ven
Allora, poiché ogni onda stazionaria ha una sua determinata energia, nel
passare da un'onda stazionaria ad un'altra, si
Cerchiamo allora la condizione di esistenza di un'onda
Supponiamo che la striscia sia lunga L e che l
sia la
L
= n l =>
l = L/n
essendo
n un numero intero e positivo, cioè un'onda per esistere
Applichiamo queste considerazioni all'elettrone nell'atomo. Consideriamo
un'orbita elettronica di raggio r. La lunghezza di
2pr
= nl =>
l = 2pr/n
e
questa è la condizione, di importanza fondamentale, di De Broglie.
Si capisce quindi che soltanto le orbite che soddisfano
Ed ecco ritrovata l'altra ipotesi di Bohr, anche da un punto di vista
formale.
q = h/l ; l = 2pr/n
si
ritrova la condizione di Bohr di quantizzazione del momento angolare
mvr
= n h/2p
Dalla prima relazione di De Broglie si trova:
q
= h/l
=> l
= h/mv
Sostituendo
questo risultato nella seconda relazione di De Broglie si ha:
h/mv
= 2pr/n
=> mvr = n h/2p
che
è la relazione di Bohr di quantizzazione del momento angolare.
Il fatto poi che le onde associate all'elettrone possano avere soltanto
determinate lunghezze spiega come mai l'elettrone possa avere soltanto
In base alla relazione di De Broglie ( l
= h/mv) vista
precedentemente, trovati i valori permessi per le lunghezze d'onda,
La costruzione dell'atomo ondulatorio è allora fatta.

Questo modello venne
immediatamente superato da tutto ciò che discese dai lavori di
![]()
trovò
non più delle orbite intorno ad un nucleo, ma del
Cerchiamo ora di capire meglio ciò cominciando con l'introdurre il
principio di indeterminazione.